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Un modello Il mondo dei sensi

di razionalità “ecologica” • i canali sensoriali; i ‘registri’ sensoriali; la soglia: assoluta,

differenziale; la percezione subliminale

Condizioni di contesto; • il ruolo dei sensi; singoli vs sinergia; visione negativa vs

dimensione emozionale positiva; valori sociali: il corpo, il piacere; i sensi del

Dati rappresentati dimensione sociale contatto vs della lontananza;

• il consumo come esperienza polisensoriale: diretta,

evocata

• la vista; la profondità; il movimento; l’esperienza

Elaborazione parziale e rapida; limiti del sistema emozionale del colore

cognitivo; le sole alternative disponibili • l’olfatto: un senso sottovalutato

• l’udito: la musica, il ritmo; nella pubblicità, nei luoghi di

vendita

• il tatto: toccare il prodotto; le persone;

• il gusto: oralità, cibo

Decisione/azione Un problema e le sue soluzioni

La selezione attentiva Percezione

• selezione e focalizzazione; precoce vs tardiva; in che Poche informazioni

Troppe informazioni Memoria

rapporto con l’elaborazione semantica; Linguaggio

• la predominanza dei diversi canali; per caratteristiche

dello stimolo; del soggetto; della situazione Semplificare Completare

• il ruolo di “attese”, bisogni, abitudini, scopi; dello “stress”

decisionale

• il ruolo della “congruenza”: con immagini di sé, con scelte

precedenti; la dissonanza cognitiva Categorie

• la necessità di azione efficace; l’induzione di paura Selezione Inferenza

• l’assuefazione; il rapporto tra intensità ed effetto; il Schemi

Organizzazione Decisione

bisogno di novità; il comportamento esplorativo; stimoli Attribuzioni

semplici vs complessi. Euristiche

Categorizzazione forzata/1 Categorizzazione forzata /2

Tajfel & Wilkes 63

1 2 3 4 5 6 7 8 A1 A2 A3 A4 B1 B2 B3 B4 6

Gli schemi. Le euristiche di giudizio

Struttura cognitiva per la rappresentazione di eventi o oggetti; Scorciatoie di pensiero che ci consentono di giungere comunque

idea delle loro componenti; delle relazioni fra esse ad una decisione pur in assenza di dati sufficienti

• i dati sensoriali non sono semplicemente registrati; (Tversky e Kahneman 1973; Nisbett e Ross 1980)

ma elaborati e organizzati

• rappresentati nella mente; nelle loro relazioni • Quasi sempre efficaci

spaziali e temporali; non necessariamente come • A volte inefficaci; per

raffigurazione fedele della realtà – scarsa competenza matematica; il concetto di probabilità

• caratteristiche fisiche oggettive vs funzionali – motivazione; servizio del sé

• fatti, eventi del mondo vs azioni; gli script come – accessibilità e salienza dei dati

sequenze di azioni attese; lo schema narrativo – rilevanza della struttura narrativa.

• articolazione delle conoscenze nuove su quelle

già possedute

• conservazione e riproduzione degli schemi vs

innovazione, cambiamento, rottura.

Le euristiche di giudizio Processi di attribuzione causale

Scorciatoie di pensiero che ci consentono di giungere comunque • Perché ci interessiamo di attribuzione

ad una decisione pur in assenza di dati sufficienti causale

(Tversky e Kahneman 1973; Nisbett e Ross 1980) • Locus: cause interne vs cause esterne;

• rappresentatività: non tener conto dei tassi base di

frequenza, ma della similarità fra il caso che si giudica e disposizionali vs situazionali; personali vs

i possibili prototipi della categoria impersonali;

• disponibilità: stimare la probabilità di un fenomeno in

funzione della facilità con cui vengono in mente esempi • Kelley: distintività, costanza, consenso

concreti • Weiner: stabilità; controllabilità

• simulazione: quanto è facile organizzare uno scenario;

quanto corrisponde a schemi e copioni conosciuti; • L' errore fondamentale di attribuzione.

sequenza organizzata e plausibile di eventi

• ancoraggio: il primo dato funge da ancoraggio rispetto ai

successivi.

Il cervello doppio Il pensiero narrativo

• Bruner, Smorti

• conoscenza paradigmatica:

– oggettiva, come sono le cose

– separare, individualizzare, comparare

– criteri di verità; una visione della realtà

• conoscenza narrativa:

– soggettiva, come le cose si possono vedere

– ricostruire, presentare, sequenza

– criteri di plausibilità; negoziare l'interpretazione. 7

Il comportamento La base biologica del

come reazione a stimoli comportamento

• Watson, Skinner, Tolman • Galton, McDougall, Hinde

• lo studio del comportamento esterno osservabile, • Dagli aspetti morfologici e funzionali a quelli

misurabile comportamentali

• l’associazione tra stimoli e risposte; S-R • Gli istinti come motore del comportamento; funzione

‘adattiva’ dei diversi comportamenti

• il condizionamento: classico per associazione;

operante per rinforzi; generalizzazione e specificità • Dotazione unica di specie vs dotazione individuale;

ereditarietà; intelligenza e tratti di personalità

• apprendimento, estinzione, riapprendimento • Etologia umana.

• l’apertura della ‘scatola nera’; le variabili intervenienti;

S-O-R; le mappe cognitive. I dilemmi

Il comportamento nel pensiero e nella vita/1

come strategia di difesa • il pensiero come argomentazione dilemmatica; nelle scelte quotidiane;

• Freud, Jung; Reich, Fromm, Adorno le decisioni come sequenza di scelte dicotomiche; il dialogo muto con

• Prospettiva individuale e clinica vs sociale e ‘normale’ se stessi; la ‘voce della coscienza’

• La base pulsionale e i limiti imposti dall’ambiente e dalla società; • i modelli; la rappresentazione della conoscenza; i “piani fattoriali”; le

• Es, Io, Super-Io; i meccanismi di difesa “tabelle a doppia entrata”..

• Le fasi di sviluppo psico-sessuale; superamento e ‘fissazioni’ • es.: conoscenza oggettiva vs soggettiva; le due parti del cervello;

• Il rapporto con i genitori; con le figure allevanti ragione vs sentimento; metodi quantitativi vs qualitativi; informazione

• Istinto di vita e istinto di morte; le radici dell’aggressività; il vs relazione…

‘disagio della civilità’. • chiusura vs apertura; protezione e sicurezza vs esplorazione e

avventura; generalizzazione e categorizzazione vs particolarizzazione

e individuazione

I dilemmi I dilemmi, valori e ruoli

nel pensiero e nella vita/2 nella pubblicità

• sicurezza, stabilità vs avventura, intraprendenza

• i dilemmi del senso comune; i proverbi;

• i valori • famiglia, calore, affetti vs indipendenza, autonomia

• es.: giustizia vs clemenza; coraggio vs prudenza; obbedienza vs • vecchio, tradizionale vs nuovo, innovativo

originalità; tradizione innovazione • artigianale, fatto a mano vs industriale, affidabile,

• la politica

• es.: destra vs sinistra; libertà vs sicurezza; i referendum.. tecnologico

• individuo vs società; in-group vs outgroup; buoni vs cattivi; nella • ingenuità, candore vs esperienza, furbizia

visione del mondo; nella narrazione • fedeltà vs avventura

• nella comunicazione di massa; nelle trasmissioni televisive; nella • donna in casa vs nel mondo

costruzione di un articolo di giornale. • dolce e tenero vs forte, potente

• aggressività vs solidarismo

• individuazione, singolarità vs uniformità appartenenza 8

L.S.Vygotskji (1896-1934) M.Bachtin (1895-1975)

e la scuola storico-culturale e il “dialogismo”

• La natura sociale della coscienza nel materialismo storico; “è la vita • Il “Circolo” di Bachtin; la questione dell’autore (Bachtin vs

che determina la coscienza”; quale rapporto fra struttura e Volosinov, Medvedev); filosofia del linguaggio e critica letteraria

sovrastruttura • il linguaggio come portatore di senso; continuamente negoziato e

• Una psicologia su basi materialistiche; quale materialismo? la modificato

“sociogenesi dei processi mentali superiori” • la natura intersoggettiva della coscienza; la vita come dialogo

• Gli oggetti del mondo come “segni” in relazione ad una rete di rapporti continuo; con sé e con gli altri; confronto di punti di vista, di

sociali; alle attività materiali dell’esistenza interpretazioni, di senso; il sé dialogico e polifonico

• Gli “strumenti” come elementi di mediazione nelle relazioni • la polifonia delle voci; la verità come esito della polifonia; come

interpersonali; di raggiungimento di obiettivi concreti sintesi mediata dei punti di vista; la verità ‘dialogica’

• La “funzione strumentale del segno”; i processi mentali strutturati da

artefatti culturali • l’ “immaginazione dialogica”; la “eteroglossia”; la “intertestualità”; i

• Pensiero e linguaggio (1934); introiezione di funzione sociale; portare generi del discorso

di un mondo di senso; di motivazioni; testi e sottotesti. • teoria e critica dell’ideologia; carattere ideologico del linguaggio;

monoglossia vs eteroglossia

• nella tradizione ermeneutica; specie Gadamer; influenze su

Cultural Studies; sulla critica postmoderna.

Cosa succede

nelle altre tre celle... Cosa si preferisce?

Riuscita

Buona Cattiva • guadagnare € 1500 sicuri

• una scommessa con probabilità dell’80% di guadagnare

€ 2000 e 20% di non guadagnare nulla

A 70,0 30,0

Prodotto • perdere sicuramente € 1500

• una scommessa con probabilità dell’80% di perdere €

2000 e 20% di non perdere nulla

30,0 70,0

B Normalmente si tende a ricercare la sicurezza nei guadagni,

e invece a ricercare il rischio nelle perdite

Totale 100,0 100,0

Una rara malattia killer/1 Una rara malattia killer/2

(Tversky e Kahneman 1986)

(Tversky e Kahneman 1986) Una rara malattia sta per uccidere 600

Una rara malattia sta per uccidere 600 persone; approntati due programmi

persone; approntati due programmi alternativi, con i seguenti esiti possibili:

alternativi, con i seguenti esiti possibili: •C - muoiono 400 persone

•A - si salvano 200 persone •D - 33% non muore nessuno; 66%

•B - 33% salvare tutti; 66% non salvare muoiono tutti.

nessuno 9


PAGINE

10

PESO

1.17 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Analisi psicologica e semiotica dei consumi e della pubblicità tenuto dal Prpf. Mazzara. Gli argomenti spiegati sono i seguenti: e basi psicologiche del comportamento di consumo e dell’influenza sociale; la natura del consumo, tra processi psicologici e processi socio-economico-culturali; le diverse prospettive psicologiche; potenzialità e limiti della prospettiva cognitiva e di quella sociocostruzionista; la prospettiva culturale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in industria culturale e comunicazione digitale
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di ANALISI PSICOLOGICA E SEMIOTICA DEI CONSUMI E DELLA PUBBLICITÀ e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mazzara Bruno.

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