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Interazione Individuo-ambiente

Non solo l’ambiente modifica l’individuo,

 Ma anche viene plasmato dall’individuo:

 Ciclo ricorsivo

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Come si sviluppano i comportamenti?

Modello ingenuo (bio-medico)

Ambiente -> Fenotipo Fenotipo -> Ambiente

Fenotipo

Fenotipo -> Genotipo Genotipo -> Fenotipo

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

Soggetto

Fenotipo

Fenotipo -> Genotipo Genotipo -> Fenotipo

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Emergenza del soggetto

Man mano che il bambino interagisce con

 l’ambiente, mantiene il ricordo dei successi e

dei fallimenti precedenti.

Questa memoria è alla base dello sviluppo

 della coscienza individuale, un livello di

descrizione diverso dal semplice fenotipo.

Si parlerà quindi di un soggetto.

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Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

Ambiente -> Soggetto Soggetto -> Ambiente

Soggetto

Soggetto - > Fenotipo Fenotipo -> Soggetto

Fenotipo

Fenotipo -> Genotipo Genotipo -> Fenotipo

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Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

Influenze ambientali

Es.: agenti stressanti, AS SA

stimoli discriminanti, Soggetto

variabili culturali,

nutrizione parentale SF FS

Fenotipo

FG GF

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Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

Comportamenti

etero-diretti . Es.:

AS SA Coping attivo,

comportamenti

Soggetto consumatori,

interpersonali, etc.

SF FS

Fenotipo

FG GF

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Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

AS SA

Comportamenti

auto-diretti . Es.: Soggetto

Coping emotivo,

comportamenti SF FS

consumatori, Fenotipo

cura del corpo

(toelet-tamento),

etc. FG GF

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Livelli di descrizione

nel modello bio-psicosociale

AS SA Effetti

Soggetto psicologici

stato-dipendenti .

SF FS Es.: appetito /

sazietà, umore,

Fenotipo effetti ormonali,

etc.

FG GF

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L’ambiente rilevante

Esempi:

I suoni della lingua materna.

 L’ambiente e le figure di accudimento.

 I volti vicini.

 Gli oggetti vicini, specie in movimento.

 I cibi somministrati (aspetti chimico-fisici e

 organolettici)

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Lo sviluppo socio-affettivo

0-4m.: riconoscimento delle figure di

 accudimento e gioco; paura dell’estraneo

6-8m.: inizio comportamenti di attaccamento

 2a. e 1/2: massima espressione

 dell’attaccamento; gioco simbolico

Graduale sviluppo della “teoria della mente”

 (ToM: attribuzione di intenzioni, credenze,etc.)

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Lo sviluppo linguistico

Vocalizzi espressivi.

 Comportamenti comunicativi (indicare, etc.)

 Lallazione.

 Prime parole (4-6 m. circa): doppia

 articolazione (fonemi-morfemi).

Prime frasi (2 parole: dopo i 6 m.).

 Frasi gradualmente più complesse (capacità

 combinatoria).

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Lo sviluppo motorio

Riflessi innati (es. suzione)

 Schemi motori innati vengono gradualmente

 coordinati e utilizzati per scopi soggettivi.

Uso cognitivo della bocca.

 Esplorazione crescente con le abilità motorie

 (movimenti carponi, stazione eretta, etc.)

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Lo sviluppo cognitivo (sec. Piaget)

Fase pre-operatoria

 apprendimento per imitazione

 apprendimento per gioco

Fase operatoria concreta

 uso delle operazioni logiche

Fase operatoria formale

 formazione ed elaborazione di schemi astratti

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Il modello bio-psicosociale

per lo studio delcomportamento

Comportamento = f()

Es.: fumo di sigaretta come abitudine soggetta a:

Variabili biologiche: effetti tossicologici della nicotina

(la “dipendenza”: sintomi da astinenza, ecc.).

Variabili ambientali: effetti di apprendimento sociale

(es. stimoli sensoriali, modelli e rinforzatori sociali).

Variabili soggettive: effetti di contenuti e processi cognitivi

(es. ricordi, intenzioni, stereotipi, scopi individuali).

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La regolazione bio-psicosociale

dei comportamenti

Ambiente variabili

alfa

variabili comportamenti

Soggetto

gamma

Controllo ambientale Organismo variabili

Controllo biologico beta

Effetti del comportamento Controllo del soggetto

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Il determinismo reciproco:

un sistema complesso

Contenuti

e processi Comportamenti

cognitivi motori

Gli eventi a diverso livello sono in interazione reciproca e ricorsiva

Il soggetto mantiene memoria delle interazioni significative o ripetute

Questa memoria sarà alla base degli “schemi cognitivi”

Stimoli o

condizioni

Risposte ambientali

emotivo-affettive

e viscerali

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Disturbi dello sviluppo

Disturbi esternalizzanti

 Disturbi internalizzanti

 Disturbi della sfera cognitiva

 Disturbi della sfera motoria

 Disturbi dell’autocontrollo

 Disturbi globali dello sviluppo

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Disturbi esternalizzanti

Il disturbo oppositivo-provocatorio (DOP)

 Il disturbo dell’attenzione e da iperattività

 (ADHD)

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Disturbi internalizzanti

Disturbo depressivo

 Disturbo di ansia

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Disturbi della sfera cognitiva

Ritardo mentale

 Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)

 Dislessia

 Disgrafia

Disturbi del linguaggio

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Disturbi della sfera motoria

Disturbi della coordinazione motoria

 Sindrome del “bambino goffo”

Disturbi da Tic

 Balbuzie

 Sindrome di Gilles de la Tourrette

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Disturbi dell’autocontrollo

Enuresi

 Encopresi

 Disturbi alimentari

 Pica

 Bulimia nervosa

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Disturbi generalizzati dello sviluppo

Autismo

 Autismo infantile precoce

 Spettro del disturbo autistico

Sindrome di Asperger

 Sindrome di Rett

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Psicopatologia dell’adulto

Disturbi di personalità

 Disturbi dell’umore

 Disturbi di ansia

 Disturbi dell’autocontrollo

 Disturbi dissociativi

 Disturbi delle motivazioni biologiche

 Disturbi somatoformi e psicofisiologici

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Disturbi di personalità

DSM e ICD-10

 La personalità. Dimensioni

 Criteri diagnostici dei

 Disturbi della personalità

Raggruppamenti

 Problemi diagnostici

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I Disturbi di Personalità nel DSM

Criteri derivanti da modelli diversi:

 1) il modello dinamico;

2) il modello dei tratti;

3) il modello biologico;

4) il modello sociologico.

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Disturbi della personalità

Modalità di comportamento profondamente

radicate e durature che:

rappresentano deviazioni estreme dai compor-

 tamenti e atteggiamenti dalla propria sociocultura

sono pervasive: si manifestano in una svariata

 gamma di contesti sociali e personali

compaiono nell’infanzia o nell’adolescenza

 non sono secondarie ad altra patologia

 possono o meno comportare sofferenza

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Disturbi della personalità

Disturbo di personalità paranoide

 Disturbo di personalità schizoide

 Disturbo di personalità antisociale

 Disturbo di personalità emotivamente instabile

 Disturbo di personalità istrionico

 Disturbo di personalità anancastico

 Disturbo di personalità ansioso

 Disturbo di personalità dipendente

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F60-F69 Disturbi della personalità e del

comportamento dell’adulto

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Disturbo di personalità paranoide

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Sensibilità eccessiva a contrattempi e frustrazioni

Rancore persistente

Interpretazioni ostili/sospettose

Senso esagerato dei propri diritti

Sospetti circa la fedeltà sessuale d. partner

Autoriferimento

Attenzione spiccata a interpretazioni in termini di

“complotto”

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Disturbo di personalità schizoide

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Carenza o assenza di attività piacevoli

 Freddezza/distacco emozionale

 Limitata capacità di esprimersi affettivamente (es.:

tenerezza, ira)

Apparente indifferenza a critiche o lodi

 Scarso interesse al sesso

 Predilezione attività solitarie

 Mancanza di significative relazioni intime

 Indifferenza verso norme e convenzioni

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Disturbo di personalità antisociale

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Indifferenza vs. i sentimenti altrui

 Irresponsabilità e trascuratezza degli obblighi,

leggi, norme sociali

Incapacità a mantenere relazioni durature

 Bassa tolleranza alla frustrazione e facile

aggressività

Incapacità di provare colpa ed apprendere dalle

punizioni

Marcata propensione ad incolpare gli altri

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Disturbo di personalità

emotivamente instabile

Tipo impulsivo: instabilità emotiva e mancato

controllo degli impulsi

Tipo instabilità emotiva, immagine

borderline:

di sè instabile e confusa, sentimenti di vuoto

interiore

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Disturbo di personalità istrionico

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Teatralità, esagerata espressione emozionale

Suggestionabilità

Affettività labile e superficiale

Ricerca continua di emozioni, di apprez-

zamento e attenzione altrui

Aspetto (inappropriatamente) seduttivo

Interesse eccessivo per l’aspetto fisico

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Disturbo di personalità anancastico

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Eccessivi dubbi e cautele

 Preoccupazione per i dettagli, l’ordine, gli elenchi, i

programmi

Perfezionismo

 Coscienziosità e scrupolosità eccessive

 Pedanteria e aderenza alle convenzioni sociali

 Rigidità e cocciutagine

 Insistenza che gli altri si sottomettano esattamente al

proprio modo di agire

Intrusione di pensieri parassiti

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Disturbo di personalità ansioso

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Tensione e apprensione persistenti e pervasivi

Convinzione di essere incapace, inferiore

Preoccupazione eccessiva di essere rifiutato o

criticato

Bisogno di forti garanzie di accettazione prima

di intrattenere relazioni nuove

Evitamento di attività sociali che possano

esporre a critiche o disapprovazione

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Disturbo di personalità dipendente

Quando c’è chiara evidenza di almeno tre dei seguenti elementi:

Tendenza a lasciare ad altri il compito di prendere

decisioni importanti per sé

Subordinazione dei propri bisogni a quelli di altri

 Esitazioni ad avanzare richieste ragionevoli

 Disagio della solitudine

 Paura di essere abbandonati o lasciati soli

 Limitata capacità di prendere decisioni nella vita

quotidiana senza consigli altrui

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Gruppi di disturbi di personalità

Si suddividono in sottotipi:

CLUSTER (gruppo) A:

disturbo schizoide, paranoide

CLUSTER (gruppo) B:

antisociale, narcisistico, istrionico, borderline

CLUSTER (gruppo) C:

disturbi evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo

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Problemi della diagnosi di DP

Il gruppo più comune è quello misto!

 Criteri diagnostici:

 espressione estrema di tratti normali

 oppure sintomi di altre patologie

Criteri comuni tra DP diversi

 Dopo 10 anni solo il 50% dei soggetti

 mantiene la stessa diangosi!

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Depressione

Alcune definizioni

 Criteri diagnostici e caratteristiche

 Epidemiologia

 Casi clinici

 Ipotesi teoriche

 Modellistica Cognitivo-

Comportamentale

Trattamento CC

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Depressione

Malumore?

 Tristezza?

 Dolore morale?

 Malinconia?

 3 significati diversi di “depressione”:

 1. Riduzione del tono dell’umore

2. Sintomo presente in varie sindromi e malattie

3. Sindrome depressiva

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Affettività ed emozioni

Emozioni: stati complessi, caratterizzati da

 accresciuta percezione di un oggetto o di una

situazione, accompagnati da profonde

modificazioni fisiologiche

Emozioni base: Ansia, dolore, tristezza,

 repulsione, rabbia, gioia, piacere.

Affettività: La totalità dei processi emozionali

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Umore:

Tonalità affettiva generale data dalla somma di

 tutti i sentimenti ed emozioni presenti in un

determinato stato di coscienza.

Tende a variare tra un polarità bassa o negativa

 (umore depresso) ed una elevata o positiva

(umore euforico).

Tende ad essere più stabile delle emozioni ma

 può anche oscillare (umore disforico).

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Disturbi dell’affettività

Affettività incongrua / coartata

 Appiattimento / inibizione affettiva

 Anedonia

 Umore:

 euforico / disforico / depressivo

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La sindrome depressiva:

“Stato psicopatologico dovuto ad un

abbassamento del tono dell’umore con

compromissione dell’affettività in generale e

dei sentimenti che la costituiscono” )

(da: G. Reda, 1993. Torino, UTET

Psichiatria,

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A. Durer:

Melancholia

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Criteri diagnostici

della Sindrome depressiva

Depressione del tono dell’umore.

 Perdita dei normali interessi e della capacità di

 provare piacere (anedonia).

Riduzione dell’energia e marcata affaticabilità.

 Riduzione generale dell’attività.

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(1)

Sintomi concomitanti

Riduzione dell’attenzione e concentrazione

 Riduzione dell’autostima e fiducia in sé

 Idee di colpa e di inutilità

 Visione pessimistica del futuro

 Idee o atti di autoaggressività o di suicidio

 Rallentamento psicomotorio (o agitazione)

 Rallentamento del linguaggio.

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(2)

Sintomi concomitanti

Sintomi di tipo “biologico”:

Disturbi del sonno

 Risvegli notturni

Risvegli precoci

Disturbi dell’appetito

 Riduzione del desiderio sessuale

 Forte angoscia e astenia mattutina

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Forme di depressione

Forme:

1. Episodio depressivo (F32)

2. Sindrome depressiva ricorrente (F33)

3. Episodio depressivo in sindrome bipolare

Gravità:

Episodio depressivo lieve / medio / grave

 Senza sintomi psicotici

Con sintomi psicotici

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Dimensioni del problema

Secondo l’OMS :

al quarto posto tra i maggiori problemi sanitari

 al 2° posto come causa di invalidità

 rischio nel ciclo vitale (“lifetime”): 17-20%

 rischio di ricadute dopo il primo episodio: 50-70%

 :

Prevalenza

Depressione maggiore: 8%

 Depressione minore: 2,9%

 Età più colpita: 30-50 anni

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Le età del rischio

L’età dell’esordio si sta abbassando!

Bambini (che non vanno dallo psicologo): 2-5%

 Adolescenti (USA: sovrastima!):

 20% almeno un episodio

 65% sintomi subclinici di depressione

Sintomi depressivi negli anziani:

 fuori istituzioni: 15%

 istituzionalizzati: 25%

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Distribuzione nei sessi

Rapporto F/M: 1,5 - 3

Ipotesi:

Artefatto diagnostico

 Vulnerabilità biologica

 Handicap socio-culturale

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Caso n. 1

L.M. casalinga sposata, con due bambini di 4 e

 6 anni, si presenta dal medico di famiglia

dicendo di sentirsi sempre più infelice e

insoddisfatta, di aver pianto spesso nelle

ultime tre settimane. In precedenza, sembrava

essersi ben integrata nel vicinato, essendosi

coinvolta nell’organizzazione di un asilo

infantile.

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Caso n. 1

Sfortunatamente, il gruppo che lo gestiva si

 era dissolto qualche mese prima e

l’organizzatrice, sua unica amica, aveva

traslocato altrove. L.M. si sentì da allora

sempre più coinvolta dai suoi figli e sempre

meno motivata a restare in contatto con le

altre madri. Iniziò quindi a sentirsi stanca in

modo stabile, a svegliarsi presto la mattina e

ad ingrassare 3-5 chili.

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Caso n. 1

Disse al medico che nell’ultimo mese si era

 sentita particolarmente indegna perché si

sentiva così stanca da non riuscire a badare ai

bambini. Si sentiva colpevole anche verso il

marito, in quanto si sentiva troppo afflitta per

sentire l’usuale attrazione sessuale verso di

lui. Nulla sembrava darle sollievo, e si trovava

spesso a piangere da sola.

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Modello a piramide

(sintomi depressivi: esito finale comune)

Sintomi

psicotici

Sintomi “borderline”

Sintomi nevrotici

Sintomi depressivi

La presenza di sintomi a livelli superiori più gravi

consente di prevedere l’insorgenza di sintomi ai livelli inferiori

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Ipotesi teoriche

Approccio biologico:

Ipotesi genetiche

 Ipotesi neurochimiche

Approccio comportamentale:

Apprendimento del comportamento depressivo

Approccio psicologico (cognitivo):

A.Beck: vulnerabilità cognitiva

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Ipotesi genetiche

Gli studi di genetica della depressione hanno

 evidenziato una tendenza della depressione

“maggiore” ed altre sindromi affettive a

ricorrere nelle stesse famiglie

Ma sinora nessun gene è stato isolato che

 possa ritenersi l’unico responsabile del

disturbo.

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Ipotesi neurochimiche

Ipotesi della riduzione di

 noradrenalina (NA)

Ipotesi della della riduzione di

 serotonina (5HTP)

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Noradrenalina (NA)

Ipotesi noradrenergica dei disturbi affettivi: la

NA è ridotta nella depressione, aumentata

nella mania

Osservazioni:

Reserpina induce depressione

 Anfetamine liberazione di NA

 Antidepressivi riducono la depressione

 e IMAO

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Serotonina (5HTP)

Ipotesi “serotonergica” della depressione:

è provocata da ridotta attività della 5HTP

Osservazioni:

5HTP: ridotta nei pazienti suicidi

 5HTP: ridotta nel liquor dei depressi

 Inibitori selettivi della ricaptazione (SSRI):

 riducono la depressione

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Ipotesi della “bilancia”

Equilibrio tra i livelli di NA e 5HTP:

 necessario

La NA: consente l’avvio dei programmi

 comportamentali (funzione GO)

La 5HTP: consente l’arresto dei programmi

 comportamentali (funzione STOP)

Uno squilibrio tra NA e 5HTP può bastare a

 sregolare i programmi comportamentali

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Modellistica cognitivo-

comportamentale

Ipotesi e modelli comportamentali

 Ipotesi e modelli di ispirazione

 etologica

Ipotesi e modelli cognitivi

 Processi e contenuti di pensiero depressogeni

La triade di A. Beck

La “vulnerabilità cognitiva”

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Ipotesi e modelli comportamentali

La riduzione del tasso di rinforzi

 per carenza delle abilità necessarie

 per aumento del costo della risposta

 per ridotta disponibilità ambientale

(es. perdita della fonte di rinforzatori)

La riduzione di sensibilità ai rinforzi

 Il rinforzo di comportamenti depressivi

 Impotenza appresa

“Learned helplessness”:

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Modelli di ispirazione etologica:

la teoria dell’attaccamento (TA)

Le osservazioni:

La “depressione anaclitica” (R. Spitz)

 Disperazione come reazione innata di risposta

 nel bambino alla separazione prolungata dalla

figura di attaccamento (FdA, J. Bowlby)

“Inconsolabilità” del bambino nel modello di

 (M. Ainsworth).

attaccamento ansioso

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TA: depressione e perdita

La perdita nell’infanzia del legame con la

 FdA (o della qualità affettiva del legame):

fattore di vulnerabilità per la depressione in

occasione di eventi futuri di perdita

Ma: mancano studi prospettici sistematici!

 Perdita nell’adulto: fattore spesso scatenante

 di depressione.

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Ipotesi e modelli cognitivi

Distorsioni dei processi cognitivi (A. Beck)

 Contenuti cognitivi depressogeni:

 1. pensieri automatici, 2. Immagini, 3. convinzioni (beliefs)

 La triade di Beck:

Visione negativa del mondo

 Visione negativa di sé

 Visione pessimistica del futuro

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Distorsioni dei processi cognitivi

Distorsioni nell’elaborazione dell’informazione:

Inferenza arbitraria

 Astrazione selettiva

 Ipergeneralizzazione

 Amplificazione o minimizzazione

 Personalizzazione

 Pensiero dicotomico o polarizzato

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Contenuti di pensiero depressogeni

(proposizionali)

Pensieri automatici:

 “Non ce la farò mai!”, “E’ colpa mia!”

 “Nessuno mi può capire!”, “Non valgo niente!”

Convinzioni:

 Devo sempre essere all’altezza dei miei compiti per

potermi considerare degno.

Non posso più rimediare ad un errore commesso.

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Contenuti di pensiero depressogeni

(teoria dell’attribuzione)

Esperienze negative attribuite a cause:

 Interne

 Globali

 Persistenti

Esperienze positive attribuite a cause:

 Esterne

 Specifiche

 Contingenti

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Contenuti di pensiero depressogeni

(iconici)

Il pozzo

 Il tunnel

 La prigione o il muro

 Il baratro

 Il luogo deserto e desolato

 Bambini o animali sofferenti

 Persone ammalate o abbandonate

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La vulnerabilità cognitiva Impotenza

appresa

(scorag-

giamento)

Evento Pensieri automatici Tristezza

stressante: negativi

perdita Riduzione

delle

Convinzioni disfunzionali attività

Esperienze precoci traumatiche

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Il pensiero depressivo: esempio

Andavo al cinema con la ragazza e ho bucato una gomma...

Ipergeneralizzazione ( se è vero una volta, è vero

 ): Tutte le gomme si bucano prima o poi.

sempre

Non riesco a far bene nulla!

Astrazione selettiva ( gli eventi negativi contano

 ): Abbiamo perso i titoli di

più di quelli positivi

inizio e l’intera serata è stata rovinata!

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Il pensiero depressivo: esempio

Andavo al cinema con la ragazza e ho bucato una gomma ...

Eccesso di responsabilità ( se le cose vanno male la

 ): Avrei dovuto

colpa è mia, se vanno bene è per caso

controllare le gomme più spesso!

Personalizzazione ( tutti mi criticano me se qualcosa

 ): Mi sono arrabbiato troppo? Ho fatto la

va storto

riparazione abbastanza rapidamente?

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Il pensiero depressivo: esempio

Andavo al cinema con la ragazza e ho bucato una gomma ...

Catastrofizzare ( il momento che una cosa va male,

 ): E se si bucassero tutte? Non mi

tutto andrà a rotoli

potrei permettere l’acquisto di nuove! Perderò il

lavoro!

Pensiero dicotomico ( tutto è bianco o nero, buono o

 ): E’ un bidone di macchina!

cattivo, senza gradazioni

Non avrei mai dovuto comprarla!

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Il pensiero depressivo: esempio

Andavo al cinema con la ragazza e ho bucato una gomma ...

Regionamento emozionale ( è vero tutto ciò che

 ): Mi ha messo di umore nero. La ragazza

sento vero

mi ha detto di essersi divertita, ma ha cercato solo

di tirarmi su!

Amplificazione/minimizzazione ( esagerare

 l’importanza di eventi negativi, minimizzarla di quelli

): La ragazza mi ha detto di essersi divertita,

positivi

peccato per la gomma bucata mi ha rovinato la

serata!

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Il pensiero depressivo: esempio

Andavo al cinema con la ragazza e ho bucato una gomma ...

Perfezionismo ( le cose dovrebbero andare in un certo

 ): Avrei dovuto sapere che

modo, altrimenti è terribile

sarebbe accaduto. Avrei dovuto aver più cura della

macchina! Dovrei avere un po’ più di soldi per

comprarmi una macchina migliore! Avrei dovuto

avere un lavoro migliore! Avrei dovuto fare

medicina invece della scuola di lingue!

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Integrazione CC

Perdite precoci Autostima precaria

Punizioni non Pensiero pessimistico

contingenti Carenza di abilità

interpersonali

Predisposizione

genetica Variabilità dell’umore

Antecedenti Vulnerabilità

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Integrazione CC Depressione

Malattia

Autostima precaria dell’umore

Fallimento Senso di colpa

Pensiero pessimistico + Perdita: Pensiero

- relazioni

Carenza di abilità depressivo

- status

interpersonali - ecc.... Alterazioni

neurochimiche

Vulnerabilità Stress attuali Depressione

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Trattamento CC della depressione

Strutturazione dell’alleanza terapeutica

 Conduzione dell’analisi CC

 Trasversale e longitudinale

 Valutazione e modificazione rischio di suicidio

Contratto e programma terapeutico

 Autosservazione e ripristino attività

 Ristrutturazione cognitiva

 Responsabilizzazione del p. e

 conclusione

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Ristrutturazione cognitiva

“Metodo per incoraggiare un

Definizione:

 paziente ad identificare insiemi di pensieri e

convinzioni correlati al proprio problema, e

mettere questi alla prova in modo da

produrre ed usare alternative più

adattative.”

(CLP Task Force at: http://www.psychomed.net/clp/Cognitive

restructuring.html)

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Ristrutturazione cognitiva

Autosservazione del dialogo interno:

 i pensieri vengono identificati tramite diari

quotidiani (homework)

Identificazione degli effetti emotivi dei

 pensieri e delle convinzioni.

Dialogo socratico: domande per ridefinire

 come opinabile l’apparente ovvietà

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Ristrutturazione cognitiva

Esperimento comportamentale: la convin-

 zione disadattiva viene messa alla prova

Riesame critico della convinzione alla luce dei

 risultati dell’esperimento o dei problemi

evidenziati dalla disamina socratica

Riformulazione più adattativa del problema

 Memorizzazione della nuova convinzione.

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Sindromi nevrotiche,

stress-correlate e somatoformi (ICD10:F40-F48)

Sindromi fobiche

 Sindromi ansiose (altre)

 Sindrome ossessivo-compulsiva

 Reazioni a stress gravi e disadattamento

 Sindromi dissociative

 Sindromi somatoformi

 Altre sindromi nevrotiche

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Sindromi fobiche

Agorafobia

 Con sindrome da attacchi di panico

Senza sindrome da attacchi di panico

Fobie sociali

 Fobie specifiche

 Altre sindromi fobiche

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Agorafobia

Paura di restare da soli, che si può manifestare

 con forti reazioni di ansia in una varietà di

luoghi, quali folla, luoghi pubblici, lontananza

da casa, ma anche in casa se il soggetto si trova

da solo.

Evitamento delle situazioni in cui si manifesta

 l’ansia e comportamenti volti ad assicurarsi la

vicinanza di una persona “fidata”.

Può essere con o senza attacchi di panico

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Fobia sociale

Definizione

Caratteristiche

Caso clinico

Teorie CC

Diagnosi

Trattamento CC

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Fobia sociale

Paura eccessiva, angosciante e spesso

invalidante delle situazioni sociali, dovuta al

timore di dire o fare qualcosa di imba-razzante,

umiliante o che causi comunque un giudizio

negativo o un rifiuto.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

E. Munch

“L’urlo”

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Fobie sociali - caratteristiche

Paura del giudizio (stress da confronto)

Evitamento di situazioni sociali

Bassa autostima

Manifestazioni fisiche temute:

 Vomito / rossore / tremore / perdita di urina ecc...

Esordio in adolescenza (<25aa.)

Esito invalidante: isolamento sociale

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Fobie sociali - caratteristiche

Problema psichiatrico trascurato

 Scambiato con normale “timidezza”

Effetti devastanti sull’adattamento sociale

Prevalenza: 1,5% M/F = 1:2

Varietà di paure (es.: imbarazzo, umiliazione..)

Varietà di situazioni sociali

 Parlare in pubblico - contatto eterosex

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Caso clinico

BA ha 24 anni ed ha lavorato per una ditta di

vendite fin dalla fine della scuola.

E’ sempre stata coscenziosa e si era guadagnata

di recente una promozione di maggiore

responsabilità. Purtroppo il suo nuovo lavoro

comportava esporre ai colleghi le cifre delle

vendite. Non aveva mai parlato in pubblico e

divenne molto timorosa prima del primo

incontro.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Caso clinico

Il solo pensiero di fare la sua presentazione

la faceva tremare, arrossire, le “sconvol-

geva” lo stomaco e le provocava forte

tachicardia. Ricorda che quando fu

presentata tremava, si sentiva senza fiato e

sudava profusamente.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Caso clinico

Il presidente, rendendosi conto che lei era a

disagio, lesse lui stresso le cifre delle vendite,

chiedendole solo semplici domande, cui lei

rispose soltanto “giusto!”.

Pur continuando ad affrontare bene altri aspetti

del lavoro, continuava a temere fortemente

l’avvicinarsi della prossima riunione.

Si mise in ferie per evitare la seconda riunione,

ma poi decise di andare dal medico.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Lo “schema” cognitivo

SE... ALLORA...

mi possono criticare!

Mi espongo...

mi criticano... mi possono escludere!

• mi troverò solo!

mi escludono...

• è finita!

sarò solo...

• il mondo è un posto

• bisogna stare sempre attenti

pericoloso... ai possibili pericoli!...

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Fobie sociali - trattamento CC

Esposizione (immaginativa / in vivo)

Addestramento assertivo / abilità sociali

(Social skills / assertive training)

Addestramento alla gestione dell’ansia

(Anxiety management training)

Ristrutturazione cognitiva

Modificazione del dialogo interno

Compiti fuori seduta (Homework)

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Fobie specifiche

Caratteristiche

Problemi diagnostici

Modelli teorici

Trattamento

Esempio di intervento clinico

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Fobie specifiche - caratteristiche

Situazioni: estremamente specifiche

Contatto: può evocare panico

Esordio: infanzia - prima età adulta

Evitamento: ogniqualvolta possibile

Altri sintomi psichiatrici: assenti

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Fobie specifiche - diagnosi

Sintomi di ansia primari

 NON: a seguito di deliri o pens. ossessivi!

Ansia solo in presenza della situazione o

oggetto fobico.

Evitamento delle situazioni o oggetti fobici.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Da escludere:

Sindrome ipocondriaca: paure immotivata

 di malattie specifiche, es. cancro, malattie cardiovascolari,

veneree, ecc...

di essere portatori di deformità o anomalie

Sindrome delirante:

 convinzioni incrollabili, ma senza fondamento, di essere

portatori di tali condizioni.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Fobie specifiche - esempi

Aracnofobia f. dei ragni

 Erpetofobia f. dei serpenti

 Ereutofobia f. di arrossire

 Rupofobia f. dello sporco

 Emofobia f. del sangue

 Acrofobia f. dell’altezza

 Tanatofobia f. della morte

 Claustrofobia f. dei luoghi chiusi

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Modelli teorici delle fobie

Apprendimento delle fobie

 Condizionamento classico/operante

Modeling (apprendimento osservativo)

“Preparedness”: si suppone una predisposizione

innata di specie per lo sviluppo di fobie a

specifici stimoli, che erano pericoli tipici

dell’ambiente di adattamento evolutivo delle

specie homo.

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Fobie sociali - trattamento

Rilassamento

Esposizione (immaginativa / in vivo)

Desensibilizzazione sistematica

Inondamento (Flooding)

Addestramento abilità sociali

(Social skills training)

Ristrutturazione cognitiva

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Sindromi ansiose

Sindrome da attacchi di panico

 Sindrome ansiosa generalizzata

 Sindrome mista ansioso-depressiva

 Altre

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Modello cognitivo-comportamentale

dell’attacco di panico

Interpretazione

catastrofica

Sensazione Reazione

somatica insolita di paura

Attivazione

neurovegetativa

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Sindrome ossessivo-compulsiva

Pensieri ossessivi: idee (immagini o pensieri),

 ripetitive ed allarmanti di eventi possibili ma

molto improbabili, attribuibili al paziente.

Atti o rituali compulsivi: comportamenti

 stereotipati che vengono continuamente

ripetuti allo scopo di impedire l’accadere

dell’evento ossessivamente rappresentato.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

“Ossessività”

M. Escher: “Moebius strip”

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Sindrome ossessivo-compulsiva

Forme:

Con ruminazioni prevalenti

 Con prevalenti atti compulsivi (rituali)

 Mista

 Altre

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Reazioni a stress gravi e disadattamento

“Insorgono sempre come una diretta

 conseguenza di un grave stress acuto o di un

trauma persistente; l’evento stressante o le

circostanze spiacevoli persistenti sono il fattore

causale primario e ed esclusivo e la sindrome

non si sarebbe manifestata senza il loro

impatto” (ICD-10)

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P. Klee

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Reazioni a stress gravi e disadattamento

Reazione acuta da stress

 Sindrome da stress post-traumatico

 Sindromi da disadattamento

 reazione depressiva (breve/prolungata)

reazione mista ansioso-depressiva

con prevalenti altri disturbi emozionali

con prevalente disturbo della condotta

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F40-F48 Sindromi nevrotiche,

stress-correlate e somatoformi

Sindromi fobiche

 Sindromi ansiose (altre)

 Sindrome ossessivo-compulsiva

 Reazioni a stress gravi e disadattamento

 Sindromi dissociative

 Sindromi somatoformi

 Altre sindromi nevrotiche

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Sindromi dissociative

Sono caratterizzate da: “Parziale o completa

 perdita della normale integrazione tra i ricordi

del passato, la consapevolezza della propria

identità e delle sensazioni immediate, e il

controllo dei movimenti corporei.” (ICD-10)

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Sindromi dissociative

Amnesia dissociativa

 Fuga dissociativa

 Stupore dissociativo

 Sindromi di trance e possessione

 Convulsioni dissociative

 Sindromi dissociative motorie

 Perdita sensoriale dissociativa (da conversione)

 dissociative

Altre sindromi

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Amnesia dissociativa

Incapacità a ricordare dati personali importanti,

di solito di natura traumatica o stressante, che

risulta troppo estesa per essere spiegata come

banale tendenza a dimenticare, in almeno un

episodio.

Causa un disagio clinicamente significativo

oppure menomazione nel funzionamento

sociale, lavorativo, o in altre aree importanti.

Non è parte di un’altra sindrome dissociativa.

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Fuga dissociativa

Allontanamento improvviso da casa o dal lavoro

 da poche ore a qualche mese, accompagnato da

amnesia della propria situazione di vita

precedente, con adattamento apparentemente

buono alla nuova.

Recupero rapido, ma talvolta persiste una

 amnesia cronica.

Spesso conseguente a eventi stressanti piuttosto

 forti.

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Stupore dissociativo

Stato di coscienza stuporoso: assenza totale o

 quasi di reattività all’ambiente, dei movimenti

volontari in risposta a stimoli esterni, immobilità

prolungata, in pazienti che non sono privi di

coscienza.

Assenza di segni di lesioni cerebrali,

 intossicazione o altri fattori fisici patogeni.

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Sindromi di trance e possessione

Perdita del senso di identità e della

 consapevolezza della realtà circostante

Comportamenti da “posseduto” (da altre

 personalità, spiriti, “forze”, o divinità)

Limitata e ripetuta serie di movimenti, posture,

 espressioni .

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Convulsioni dissociative

Presenza di convulsioni simil-epilettiche

 Rari i fenomeni traumatici tipici delle convulsioni

 (contusioni, morsicatura della lingua)

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Sindromi dissociative motorie

Paralisi o paresi di uno o più arti o parte di

 essi, dell’apparato fonatore (afonia, disartria)

Vari tipi di incoordinazione motoria e disturbi

 della deambulazione e/o della stazione eretta

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Perdita sensoriale dissociativa

Ipoestesia o anestesia o perdita di altre

 modalità sensoriali della pelle di parti di arti o

interi arti

Con distribuzione diversa dalla distribuzione

 metamerica (es. “a calza” o a “guanto”)

Associate o meno con sintomi motori (s. miste)

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Altre sindromi dissociative

Sindrome di Ganser:

 risposte approssimative (tipo “deterioramento”)

presenza di altri sintomi dissociativi

Sindrome da personalità multipla:

 Presenza di più di una personalità nello stesso individuo,

ognuna con la sue caratteristiche, di cui una sola è

evidente, ed ignara dell’esistenza dell’altra o delle altre.

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Sindromi somatoformi

Sindrome da somatizzazione

 Sindrome somatoforme indifferenziata

 Sindrome ipocondriaca

 Disfunzione vegetativa somatoforme

 Sindrome somatoforme da dolore persistente

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Sindrome da somatizzazione

Presenza di disturbi somatici senza

 giustificazione organica

Assenza di:

 altri disturbi psichiatrici

simulazione

disturbo fittizio

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it

Sindrome ipocondriaca

preoccupazione persistente di avere (o che altri

 abbia) una grave malattia,

nonostante esami clinici negativi,

 con sintomi diversi dall’attacco di panico

 persistenti da almeno sei mesi

 senza la certezza delirante

(c) Lucio Sibilia 2011 lucio.sibilia@uniroma1.it


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Psicologia clinica, tenute dal Prof. Lucio Sibilia nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Storia e rapporti con discipline limitrofe.
Il modello bio-psicosociale in psicologia clinica.
La valutazione psicodiagnostica.
Psicopatologia dell’età evolutiva, degli adulti e degli anziani.
La comunicazione nell’intervento clinico: il colloquio clinico, le psicoterapie, la relazione di aiuto, l'intervento preventivo-promozionale.
[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Sibilia Lucio.

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