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Province - Sentenza Corte Costituzionale 230/2001

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi della sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2001 con la quale è stata sancita la legittimità dell'atto di costituzione di quattro nuove province (Carbonia-Iglesias,... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio", ritenendo che essa comporti la violazione dell'art. 3, lettera b),

dello statuto regionale (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3).

Secondo il ricorrente, l'istituzione di nuove province non è compresa nella competenza relativa

all'"ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni", spettante alla Regione Sardegna in

forza del citatoart. 3, lettera b), dello statuto, quale risulta dalla modifica apportata con l'art. 4 della

legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2 (Modifiche ed integrazioni agli statuti speciali per la

Valle d'Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige). Tale

competenza comprenderebbe la "mera organizzazione" degli enti territoriali ma non la loro

istituzione - istituzione disciplinata in generale dall'art. 133, primo comma, della Costituzione che,

per le province, richiede la legge statale, da approvarsi, su iniziative dei comuni, sentita la regione.

Oltre a ciò, è denunciato il silenzio che la delibera legislativa impugnata tiene circa l'inesistenza

di oneri per lo Stato, oneri che - a detta del ricorrente - sarebbero configurabili indipendentemente

da quanto dispone[va] l'art. 16, comma 2, lettera f), della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento

delle autonomie locali) [norma ora contenuta nell'art. 21, comma 3, lettera f), del decreto legislativo

18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali)].

2. - Sebbene il testo approvato nella seconda deliberazione non coincida letteralmente con

quello approvato nella prima, il ricorso è ammissibile. Il Consiglio regionale, infatti, si è limitato ad

aggiungere, nei commi 1 e 3 dell'articolo unico di cui consta la delibera, un richiamo alla legge

regionale 2 gennaio 1997, n. 4 (Riassetto generale delle province e procedure ordinarie per

l'istituzione di nuove province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali). Poiché il testo

legislativo approvato già in sede di prima deliberazione si deve intendere adottato in attuazione (non

in deroga) rispetto a tale legge generale, il richiamo esplicito che a essa è fatto nella seconda

deliberazione assume carattere esclusivamente dichiarativo, non innovativo.

Pertanto, conformemente alla costante giurisprudenza di questa Corte (a partire dalla sentenza

n. 158 del 1988, più volte successivamente confermata), il testo sul quale il Consiglio regionale si è

pronunciato con la seconda deliberazione non può ritenersi nuovo. Di conseguenza, il Governo,

contro di esso, era abilitato a promuovere il ricorso di costituzionalità, e non il rinvio della legge al

Consiglio regionale.

3. - Nel merito, il ricorso è infondato.

3.1. - La questione da decidere è se nella competenza legislativa della Regione Sardegna in

materia di "ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni" (art. 3, lettera b), dello

statuto speciale) rientri o sia esclusa l'istituzione di nuovi enti provinciali.

L'art. 133, primo comma, della Costituzione stabilisce che "[...] la istituzione di nuove

Provincie nell'ambito d'una Regione" è stabilita "con leggi della Repubblica, su iniziative dei

comuni, sentita la stessa Regione". Ma l'art. 116 della Costituzione prevede anche che "alla

Sardegna [...] sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia", secondo lo statuto

speciale, adottato con legge costituzionale. Avendo dunque lo statuto forza derogatoria rispetto alla

disciplina dell'autonomia regionale stabilita nel Titolo V della Parte II della Costituzione, si tratta di

stabilire la portata del citato art. 3, lettera b), dello statuto stesso.

Nella sua versione vigente, esso sostituisce la previsione della competenza nella limitata

materia delle "circoscrizioni comunali", originariamente contenuta nella stessa disposizione

statutaria approvata con la legge costituzionale n. 3 del 1948. Con la legge costituzionale n. 2 del

1993 (Modifiche ed integrazioni agli statuti speciali per la Valle d'Aosta, per la Sardegna, per il

Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige), alla Regione Sardegna e alle altre regioni ad

autonomia speciale indicate nel titolo, è stata riconosciuta uguale competenza in materia di

"ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni", al fine dichiarato non solo di

"rimuovere-l'originaria diversità di regime giuridico delle regioni ad autonomia speciale in materia

di enti locali" (v. sentenza n. 415 del 1994) ma anche di equiparare, sul punto in questione, la loro

autonomia a quella già riconosciuta alla Regione siciliana (Camera dei deputati, XI legislatura -

Discussioni - Resoconto seduta del 6 agosto 1992, p. 2838). Quest'ultima Regione, infatti, secondo

l'art. 15, terzo comma, del suo statuto, è titolare della potestà legislativa esclusiva "in materia di

circoscrizione, ordinamento [e controllo] degli enti locali" e in tale potestà è pacificamente

compresa quella di istituire, con proprie leggi (v. art. 6 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, e

art. 1 della legge regionale 12 agosto 1989, n. 17), i "liberi consorzi comunali" che, nella Regione

siciliana, sotto la denominazione di "province regionali" (art. 3 della medesima legge regionale n. 9

del 1986), hanno preso il posto delle province (art. 15, primo e secondo comma, dello statuto

siciliano).

Dall'identità di formulazioni normative e dall'intento di omologazione che esplicitamente ha

mosso il legislatore costituzionale, deriva la conseguenza che l'ampiezza della potestà legislativa

delle regioni ad autonomia speciale diverse dalla Sicilia in materia di "ordinamento degli enti locali

e delle relative circoscrizioni" debba essere ricostruita in conformità a quella che caratterizza la

potestà legislativa di quest'ultima regione, scontando la diversa configurazione che l'"ente

intermedio" tra comuni e regione (provincia o libero consorzio comunale) riceve nelle diverse

situazioni.

Quanto specificamente alla Regione Sardegna, inoltre, l'art. 43 dello statuto, fin dalla sua

originaria formulazione, prevedeva la competenza legislativa della regione circa la modifica delle

circoscrizioni e delle funzioni delle province allora esistenti (Cagliari, Nuoro e Sassari), onde

un'interpretazione restrittiva dell'innovazione apportata dalla legge costituzionale n. 2 del 1993

all'art. 3, lettera b), dello statuto, quale sostenuta dal ricorrente, finirebbe per privare in gran parte di

significato, per la Regione Sardegna, la riforma statutaria in tal modo operata.

3.2. - È da considerare che, dopo l'entrata in vigore della legge costituzionale n. 2 del 1993, in

ambedue le regioni ad autonomia differenziata in cui concretamente era prospettabile un problema

di rideterminazione numerica delle articolazioni provinciali - vale a dire il Friuli-Venezia Giulia e,

per l'appunto, la Sardegna (escluse restando, per diverse ed evidenti ragioni, la Valle d'Aosta e il

Trentino-Alto Adige) - è stata affrontata la questione sul piano normativo, dando per scontata la

portata più pregnante dell'innovazione statutaria derivante dalla previsione della legge

costituzionale.

Il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 9, contenente "Norme di attuazione dello statuto

speciale per la Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle

relative circoscrizioni", all'art. 8, comma 1, stabilisce che "nella materia di cui all'art. 4, numero 1-

bis dello statuto speciale [cioè, per l'appunto, in materia di "ordinamento degli enti locali e delle

relative circoscrizioni"] è ricompresa [...] l'istituzione di nuove province [...], su iniziativa dei

comuni, sentite le popolazioni interessate".

A sua volta, la Regione Sardegna, con la legge regionale n. 4 del 1997, ha dettato una disciplina

volta a ridefinire l'ordinamento provinciale nel suo territorio, in attuazione dell'art. 3, lettera b),

dello statuto, nella formulazione risultante dalla legge costituzionale n. 2 del 1993. Questa legge

della regione, all'art. 1, comma 2, prevede che "l'istituzione di nuove province e la modifica delle

circoscrizioni provinciali sono stabilite con legge regionale, su iniziativa dei comuni", secondo vari

procedimenti, aperti alla necessaria partecipazione delle comunità locali interessate, previsti dagli

articoli successivi della legge.

Gli sviluppi normativi anzidetti, non contraddetti fino al presente giudizio di legittimità

costituzionale da atti di segno contrario, risultano così coerenti con l'interpretazione più ampia che

all'innovazione contenuta nella legge costituzionale n. 2 del 1993 e all'art. 3, lettera b), dello statuto

della Regione Sardegna deve essere data, cioè col riconoscimento che la competenza a essa

attribuita in materia di ordinamento degli enti locali e delle loro circoscrizioni comprende anche

l'istituzione di nuove province: istituzione che - contrariamente a quanto adombrato col secondo

motivo del ricorso - non comporta alcuna conseguenza sull'organizzazione amministrativa dello

Stato.

Nella legislazione concernente le province (oltre che i comuni) quali circoscrizioni di

decentramento statale, alla stregua dell'art. 129, primo comma, della Costituzione, non è infatti

stabilito alcun nesso necessario tra l'istituzione di una provincia e la creazione di uffici statali

decentrati su scala corrispondente. Rientra pur sempre nella discrezionalità del legislatore statale la


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi della sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2001 con la quale è stata sancita la legittimità dell'atto di costituzione di quattro nuove province (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio) da parte della Regione Sardegna.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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