Che materia stai cercando?

Progetto IPRASE

Dispensa al corso di Sociologia delle relazioni interculturali della Prof.ssa Enrica Tedeschi. Trattasi di un progetto di ricerca nell'ambito dell'educazione interculturale tra il Centro interculturale Millevoci e l'IPRASE del Trentino. Dopo aver illustrato le finalità, gli obiettive ed i destinatari del progetto, sono esplicate... Vedi di più

Esame di Sociologia delle relazioni interculturali docente Prof. E. Tedeschi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

critica” della diversità e come terreno di incontro e lavoro con le

comunità religiose più rappresentate in Trentino.

Si è consapevoli di non partire da un livello zero: il lavoro di

alcuni singoli insegnanti sulla comunicazione corporea e la

presenza in loco di risorse (persone, strutture) con diverse

appartenenze culturali, invitano ad un lavoro di ricognizione:

questo come recupero, documentazione e valorizzazione delle

esperienze educative già realizzate e in corso, sia come “mappa”

dei soggetti che possono contribuire ad arricchirle.

“Secondo Hall le differenze dei codici di comportamento …

sono le cause di molti conflitti interculturali. Dal momento che

nella comunicazione attiva il contenuto trasmesso dal discorso

rappresenta solo una parte molto limitata di ciò che normalmente

si comunica in modo complessivo (abbigliamento, tono di voce,

gestualità, espressione del viso, ecc.), l’apprendimento linguistico

puro e semplice si può considerare solo una parte degli strumenti

cognitivi e delle competenze relazionali di cui gli esseri umani

devono entrare in possesso per interagire con i loro simili a ogni

latitudine. …La familiarizzazione con queste dimensioni non

linguistiche e non verbali della comunicazione permette

un’interazione più profonda e la creazione di legami empatici che

favoriscono il riconoscimento dell’altro come fratello e amico. La

comprensione dell’altro può così avvalersi di uno sforzo

ermeneutica che non si limita solo ad afferrare il contenuto astratto

del pensiero, ma si arricchisce della trasmissione reciproca di un

vissuto che, per essere compreso nella sua umanità, presuppone

uno sforzo di identificazione nell’altro, un ri-vivere la sua

condizione sul piano emotivo e materiale.”

(da Cultura, comunicazione e linguaggio non verbale di

Claudio Tugnoli)

FINALITÀ

Promuovere l'attenzione verso un’educazione interculturale che si

avvalga di progettazioni interdisciplinari centrate sulla dimensione

corporeo-gestuale. 2

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

OBIETTIVI OPERATIVI

1. Stimolare e sostenere esperienze di educazione

interculturale

2. Produrre percorsi didattici (informazioni e schede biblio-

filmografiche, tracce di lavoro)

3. Produrre un video e/o altro materiale audiovisivo (con

funzione documentaristica e di introduzione generale alla

tematica trattata)

OBIETTIVI EDUCATIVI

· Sviluppare sensibilità all’osservazione e all’interpretazione

di diverse manifestazioni culturali, dal punto di vista dei

linguaggi corporei

· Sviluppare una percezione più consapevole delle proprie,

individuali, modalità di espressione corporea

· Riconoscere il corpo come depositario di memoria, sia

individuale che collettiva

· Riconoscere in abitudini e codici diversi principi e

“moventi” comuni

· Sviluppare attitudine all’incontro, alla conoscenza, al

riconoscimento del “diverso da me”

· Rafforzare curiosità e disponibilità nei confronti di

esperienze, atteggiamenti, codici culturalmente divergenti

· Sviluppare il decentramento dei punti di vista 3

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

OBIETTIVI DIDATTICI

· Riconoscere elementi e caratteristiche di alcune ritualità

interne alla propria cultura

· Acquisire strumenti di lettura di alcune manifestazioni

culturalmente connotate (artistiche, sportive, di costume, …)

· Esplorare, in particolare attraverso diversi approcci alla

ritualità religiosa e civile, alcuni fondamenti culturali e

antropologici di culture diverse

· Conoscere le comunità nazionali e religiose presenti sul

territorio trentino

· Sperimentare con coinvolgimento diretto (in particolare

attraverso attività legate all’educazione fisica) alcune forme

di espressione sociale, artistica, rituale appartenenti a

diverse culture

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Nel corso dell’a.s.2002/2003 si prevedono

- 10 incontri del gruppo di lavoro (alcuni con la

partecipazione di esperti)

- 2 incontri seminariali introduttivi (settembre –

ottobre)

Si distinguono tre diversi livelli di impegno:

Ø Gruppo di ricerca

Ø Gruppo di lavoro

Ø Gruppo di sperimentazione 4

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

Gruppi Finalità Compiti

-

Formulare linee - Redigere il progetto

Ricerca e procedure - Concordare ed esplicitare:

comuni per il a) modalità di lavoro

gruppo di b) linee di fondo per la

lavoro progettazione, conduzione,

documentazione del lavoro di

gruppo

- Predisporre strumenti e fornire

supporto per la documentazione

- Predisporre strumenti e fornire

supporto per la verifica e la

valutazione

- Contattare gli esperti, definire i

termini della collaborazione

- Raccogliere informazioni (di

valenza scientifica e come

conoscenza delle risorse del

territorio), indicazioni bibliografiche,

altri materiali utili per il gruppo di

lavoro

- Ricercare esperienze analoghe nella

letteratura e nella pratica di altri

centri interculturali a livello nazionale

- Coordinare e monitorare l’attività

del gruppo di lavoro

- Predisporre momenti di

osservazione delle attività nelle

scuole

- Curare la redazione finale dei

materiali emersi dal gruppo di lavoro

- Impostare un lavoro di

“mappatura”di progetti affini già

attuati nelle scuole della Provincia 5

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

Documentare le - Progettare esperienze

Lavoro esperienze interdisciplinari

- Tradurre in pratica didattica i

singoli progetti

- Curare la documentazione delle

esperienze

- Confrontare le esperienze e

individuare possibili aggiustamenti

didattici/arricchimenti …

- Interagire in modo propositivo con

il gruppo di ricerca

Sperimentare - Realizzare le esperienze con le

Sperimen nelle scuole classi attraverso un lavoro

-tazione (previste 4 –5 interdisciplinare

sedi)

METODOLOGIA

La sperimentazione sarà attuata in almeno 2 contesti scolastici di

scuola media e superiore per un totale di almeno 4 progetti.

Saranno garantiti:

- progettazione e conduzione interdisciplinare

- ambito curricolare

- produzione di documentazione efficace che porti a:

- individuazione di strumenti e materiali per una

“modellizzazione” delle esperienze

Parlando di corporeità (individuale e sociale) e quindi di relazione,

di come le persone e i gruppi vivono e si esprimono “qui ed ora”,

nella sperimentazione scolastica sarà importante affidarsi ad una

metodologia esperienziale, induttiva: partendo da situazioni

concrete e dal “mettersi in gioco” si svilupperà un lavoro di analisi

dei vissuti e dei temi indagati per arrivare a definire quadri

concettuali di riferimento. 6

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

DESTINATARI

Preadolescenti e adolescenti di scuola media (in particolare

classe 3°) e biennio superiore.

FASI DI LAVORO

Estate 2002

- Ricerca materiali (bibliografia, filmografia, …)

- Contatti con comunità locali per programmare esperienze

“dal vivo”

Autunno 2002

- Progettazione percorsi didattici

- Ricerca materiali

- Verifica del lavoro

Inverno - primavera

- Sperimentazione nella scuola dei percorsi progettati

- Revisione delle proposte

- Redazione testo definitivo (proposta didattica

semistrutturata)

- Verifica del lavoro svolto 7

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

Primavera – estate 2003

- Pubblicazione

- Definizione progetto per audiovisivo

- Realizzazione audiovisivo

Autunno 2003

- Promozione materiali prodotti

- Attività di formazione

SOGGETTI COINVOLTI

Enti

Centro Millevoci

IPRASE del Trentino

Centro Audiovisivi PAT

GRUPPO DI LAVORO

Teresa Campana, Liceo "Rosmini", Trento

Donatella Cont, Liceo "Rosmini", Rovereto

Monica Ducati, Liceo “Rosmini”, Trento

Daniela Franceschini, Liceo "Galilei", Trento

Paola Morini, ITC "Tambosi", Trento

Paola Perale, S.M. annessa Istituto d’Arte

Chiara Vettorazzo, IPC "Battisti", Trento 8

GESTO – ESPRESSIONE - CULTURA

CONSULENZA SCIENTIFICA

Duccio Canestrini, antropologo, Trento

Giovanni Manetti, semiologo, Siena

A cura di Federica Fortunato, Maria Luisa Pollam e Claudio Tugnoli

Trento, settembre 2002

Duccio Cantestrini, antropologo e scrittore, ha viaggiato in tutti

i continenti, da inviato del mensile geografico “Airone”. Dal

1992 al 1994 ha insegnato Antropologia del turismo come

professore a contratto presso l’Università di Trento. Dal 2000 è

nel corpo docente del Corso di perfezionamento in “Mediazione

culturale e gestione del turismo” dell’Università di Bergamo. Per

la Provincia di Trento si è occupato di multiculturalità,

sviluppando una specifica sezione del sito

http://www.trentinocultura.net. Esperto di Problematiche relative

all’incontro tra culture diverse, è membro dell’Associazione

Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche e autore di saggi e

volumi, tra i quali: Una penna tra i tamburi (Giorgio Mondadori,

1993), Turistario (Baldini&Castoldi, 1993), Turpi tropici (Zelig,

1997), Trofei di viaggio (Bollati Boringhieri, 2001), Andare a

quel paese (Feltrinelli, 2001). Ha creato, inoltre, e cura un sito

web dedicato all’antropologia del viaggio:

http://www.homoturisticus.com

Giovanni Manetti insegna Semiotica nel Corso di Laurea in

Scienze della Comunicazione presso l'Università di Siena. Ha

pubblicato saggi sulle teorie comunicative, sulla semiotica del

comico, sulla filosofia del segno. È autore di Le teorie del segno

nell'antichità classica (Bompiani 1987, tradotto in inglese presso

la Indiana University, 1992), Sport e giochi nell'antichità

classica (Mondadori 1988), La teoria dell'enunciazione

(Protagon 1998). È coautore di La grammatica dell'arguzia

9


PAGINE

19

PESO

185.74 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa al corso di Sociologia delle relazioni interculturali della Prof.ssa Enrica Tedeschi. Trattasi di un progetto di ricerca nell'ambito dell'educazione interculturale tra il Centro interculturale Millevoci e l'IPRASE del Trentino. Dopo aver illustrato le finalità, gli obiettive ed i destinatari del progetto, sono esplicate le metodologie da applicare e le modalità concrete d'azione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle relazioni interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Tedeschi Enrica.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia delle relazioni interculturali

Apprendere e insegnare la comunicazione interculturale - Balboni
Dispensa
Riassunto esame Sociologia delle relazioni interculturali, docente Tedeschi, libro consigliato Tra una cultura e l'altra, Tedeschi
Appunto
Teoria dell'etichettamento
Dispensa
Rappresentazione sociale dello straniero - Cipollini
Dispensa