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ANALISI DEI ANALISI DEGLI SCELTA STRATEGICA

PROBLEMI OBIETTIVI

QUALI SONO I CLUSTERING

SOGGETTI

INTERESSATI SI DEFINISCONO GLI

OBIETTIVI

CHE PROBLEMI A PARTIRE DAI

PROBLEMI

PONGONO SCOPING

STRATEGIA/E

ALBERO DEI PROBLEMI ALBERO DEGLI OBIETTIVI PRESCELTA/E

(DOCUMENTO DI

)

IDENTIFICAZIONE

Economia e politica della cooperazione 13

Stefano Mocio

La fase della formulazione si può sostanziare:

1. nell’approfondimento dell’analisi di pre-fattibilità e nella costruzione di una prima

bozza di quadro logico, sino al livello dei risultati attesi. Per i risultati attesi, si ha

solamente una prima individuazione;

2. nella redazione di uno studio tecnico con cui valutare la fattibilità dell'intervento

(studio di fattibilità);

3. nella formulazione di una proposta progettuale che, riprendendo lo studio tecnico,

definisca la metodologia più adeguata per raggiungere i risultati attesi, sulla base dei

vincoli e delle risorse date (redazione della proposta definitiva di Quadro Logico).

Economia e politica della cooperazione 14

Stefano Mocio

E’ la fase di elaborazione vera e propria, in cui le idee “identificate”

vengono trasformate in un vero e proprio progetto operativo.

Oltre che sulla fattibilità dell’intervento (la sua possibilità di

successo), si pone particolare attenzione sulla sua sostenibilità (la

possibilità, cioè, che esso produca benefici a lungo termine).

Nella realtà, molto spesso, si

opera mediante procedure molto

più semplificate.

Economia e politica della cooperazione 15

Stefano Mocio

Nella sostanza, è in questa fase

che viene valutata l’opportunità

(o meno) di elaborare una

proposta formale di progetto,

sulla base della quale cercare i

finanziamenti necessari per la

successiva fase della

realizzazione.

Economia e politica della cooperazione 16

Stefano Mocio

Secondo la metodologia del QL, sono due le fasi necessarie per definire un progetto:

•l’analisi

•la formulazione

Formulazione:

Analisi :

• Analisi dei soggetti interessati (stakeholder); • Sviluppo della matrice di QL: logica

dell’intervento, indicatori oggettivamente

• Analisi dei problemi; verificabili, fonti (mezzi) di verifica e analisi dei

• Visualizzazione degli obiettivi; fattori esterni;

• Analisi e scelta delle strategie. • Definizione dettagliata delle attività, del

cronogramma, delle risorse e del piano

finanziario (o budget).

Economia e politica della cooperazione 17

Stefano Mocio

Dalla sua introduzione avvenuta, come già accennato, alla fine

degli anni Sessanta del secolo scorso, oltre ad USAid molte altre

agenzie hanno adottato questo strumento che, a tutt’oggi, non ha

un’unica versione. In questa sede si farà riferimento

all’impostazione data dall’Unione Europea, a partire dal 1993 (*).

Al termine dell’analisi, gli attori, il facilitatore, il

progettista hanno acquisito gli elementi necessari

per formulare l’obiettivo specifico del progetto.

La matrice del QL è lo strumento che viene utilizzato

per declinare materialmente il progetto. In molti

Stati UE la redazione del QL è spessoconsiderata

quale condizione di accesso ai finanziamenti.

(*) Nella versione precedente al 1993 si faceva riferimento ad un solo obiettivo generale ed a

più obiettivi specifici. Il formulario della Banca Mondiale ancora oggi continua a far

riferimento ad un solo obiettivo generale.

Economia e politica della cooperazione 18

Stefano Mocio

Nella prima colonna della matrice del QL viene riportata la logica

di intervento (o strategia), la quale viene definita a partire

dall’obiettivo specifico prescelto (a sua volta inserito nella seconda

riga della prima colonna).

Nella compilazione della matrice si procede attraverso le seguenti fasi:

l’obiettivo

Fase 1: specifico (che sottintende l’intera strategia) si troverà,

nell’albero degli obiettivi al di sopra (effetto) di tutte le strategie (scelte)

interne al progetto. Se, per esempio, le aree strategiche prescelte sono

interne allo stesso ramo, l’obiettivo specifico sarà la testa del ramo. Se,

invece, le strategie prescelte appartengono a rami diversi, allora si dovrà

salire di un livello. In questo caso l’obiettivo specifico può (succede nel

successivo esempio ma non è una regola generale) coincidere con

l’obiettivo centrale (definito a partire dal problema centrale di partenza).

Economia e politica della cooperazione 19

Stefano Mocio

Progetto semplice: scelta di tre strategie

interne allo stesso ramo dell’albero.

OC

OS

T.R. T.R. T.R.

In giallo le aree strategiche oggetto di intervento (scoping).T.R. (testa ramo) 20

Progetto integrato: scelta di tre strategie

appartenenti a rami diversi dell’albero.

OG OG

OS / OC T.R.

T.R. T.R.

In rosso le aree strategiche oggetto di intervento 21

I due esempi dimostrano che non sempre lo scopo di un progetto

coincide con l’obiettivo centrale dell’albero.

Fase 2: gli obiettivi che, nell’albero si trovano immediatamente

sopra a quello specifico prescelto, rappresentano gli obiettivi

generali (i quali verranno riportati nella prima riga della prima

colonna del QL). Nella slide precedente si indicano anche gli

obiettivi generali.

Fase 3: gli obiettivi che, nell’albero, conducono direttamente

all’obiettivo specifico sono riportati nella matrice come risultati

attesi (terza riga della prima colonna).

Economia e politica della cooperazione 22

Stefano Mocio

Fase 4: si individuano le attività, cioè le azioni necessarie alla

creazione di quei prodotti, a sua volta fondamentali per

raggiungere gli obiettivi descritti nei risultati. Le attività ed i

prodotti non sono obiettivi (e quindi non si trovano sull’albero, se

non come suggerimento nelle parti più basse dei rami - soluzioni

assenti).

Talvolta nella colonna della logica di intervento si può trovare

anche una riga dedicata ai prodotti.

Economia e politica della cooperazione 23

Stefano Mocio

In sintesi, il QL: rappresenta il risultato di tutto il processo di

identificazione, costituisce la base per lo studio di fattibilità e,

nella sua versione definitiva, sintetizza l’intera proposta

progettuale.

In poche frasi contenute nelle caselle di una

matrice, il QL “racchiude” la ricchezza del contesto

locale, la strategia prescelta e le relazioni tra le

attività e gli obiettivi.

Economia e politica della cooperazione 24

Stefano Mocio

Nel caso in cui si intenda

progettare un Programma come

sommatoria di singoli progetti,

può essere utile procedere

all’elaborazione di sub-logical

framework (o quadri logici a

cascata), che rappresentano

altrettanti progetti.

Economia e politica della cooperazione 25

Stefano Mocio

La versione più spesso utilizzata del Quadro logico è costituita da

una matrice di cinque righe e quattro colonne

Il QL permette una “doppia lettura”:

Verticale: definendo la strategia attraverso la sequenza “attività” –

risultati – obiettivi e mettendo in luce la relazione causa – effetto;

Orizzontale: fornendo, per ogni livello della strategia, gli indicatori

ed i mezzi di verifica. Economia e politica della cooperazione 26

Stefano Mocio


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33

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1.37 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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