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La matrice di scoping si basa sull’introduzione di

quattro criteri di scelta, ovvero:

1. quale strategia è più efficace nel raggiungimento

dell’obiettivo specifico del progetto;

2. quale strategia raggiunge i suoi obiettivi nel minor

tempo possibile;

3. quale strategia raggiunge i suoi obiettivi con il

minor investimento finanziario;

4. a quale strategia l’attore potrà meglio contribuire

mediante i propri contatti, le proprie risorse e

conoscenze, ecc. 3

Il primo e l’ultimo criterio sono molto soggettivi mentre gli altri

due sono più oggettivi. A seconda delle condizioni di contorno

(molto/poco tempo a disposizione, poche/tante risorse

disponibili, ecc.) possono essere assegnati “pesi” diversi ai

quattro criteri. Nell’esempio che seguirà tutti i criteri avranno lo

stesso peso.

La scelta è fatta da ciascun attore e riportata su di un

cartoncino giallo (si veda la successiva slide) senza conoscere le

risposte degli altri (blind brainstorming). Nella successiva

seduta plenaria si compileranno: la matrice di scoping ed

un’ulteriore matrice che riporta i contributi espressi da ciascun

attore, con riferimento al criterio 4. 4

Criterio 1 Strategia scelta;

Criterio 2 Strategia scelta;

Criterio 3 Strategia scelta;

Criterio 4 Strategia scelta. 5

criteri Infrastrutture Igiene Comfort. formazione(*)

(pozzi, ecc) ambientale igienici

Criterio 1 2 3 1 1

Criterio 2 2 2 1 2

Criterio 3 1 3 2 1

Criterio 4 1 1 2 3

Totale 6 9 6 7

(*) nell’esempio precedente, il ramo corrispondente alla strategia “formazione”

non è riportato per motivi di spazio. 6

Attori Infrastrutture Igiene Comfort. formazione(*)

(pozzi, ecc) ambientale igienici

“Consorzio Realizzazione

acque dei abbeveratoi

Villaggi X”

ONG Y Costruzione manutenzione e

pozzi uso dei pozzi

Comune del Kit per Realizzazione

Nord WW l’igiene pronto

soccorso

Università Q personale sanitario

Fac.Medicina

Univ. Q Volont.

Fac. Veterin. esperti

bestiame

(*) nell’esempio riportato nelle slide precedenti, il ramo corrispondente alla

strategia “formazione” non è riportato per motivi di spazio. 7

Nell’esempio, risulta un forte interesse per le diverse

strategie, con una preferenza per quella relativa all’ “ igiene

ambientale”.

Alla ONG è affidata la realizzazione dei pozzi ed al Comune la

costruzione del pronto soccorso.

A questo punto, i risultati delle due matrici vanno “incrociati”.

Nella fase plenaria i singoli attori possono chiedere ulteriori

contributi agli altri attori o possono mettere in evidenza la

necessità di coinvolgere nuovi attori nel gruppo di lavoro

(senza per questo modificare l’albero dei problemi o quello

degli obiettivi). In questo modo gli attori dichiarano in

maniera trasparente (e pubblica) quale sarà il loro contributo. 8

Nell’esempio, tutte le strategie vengono ritenute

molto utili. E’ necessario, però, fare i conti con il

“vincolo di bilancio”. Si potrebbe essere costretti a

sacrificare una o più strategie.

Talvolta tale lavoro è facilitato dal fatto che gli attori

si disinteressano di alcune strategie che, a quel

punto, è più facile accantonare. 9

Attraverso il workshop è possibile rafforzare sia l’ownership

del progetto (progetto non imposto ma co-costruito dagli

attori), sia la presenza delle istanze del territorio, che

concorrono a renderlo reale e condiviso.

La presenza di un bravo facilitatore è fondamentale nella

scelta degli attori, nel comprendere se gli stessi lavorano

nell’interesse dei destinatari finali del progetto e nel capire

quando le relazioni “gerarchiche” (religiose, sociali, ecc.) tra

gli attori del territorio possono produrre dei problemi. 10

Riduzione degli indici di

morbilità della Regione

X

Riduzione del numero

di malattie idro-

trasmissibili Comport. igienici

infrastrutture Igiene ambientale .. Formaz.

Riduzione dei comfort.

Maggiore quantità di Maggiore igiene igienico sanitari

acqua potabile ambientale scorretti

Migliori infrastrutture Igiene ambientale Migliore

(pozzi, ecc.) conoscenza

Malattie bestiame trasmissione

Maggiore

Migliorata malattie

partecipazione

Maggiori risorse

manutenzione 11

Carenza lavatoi

donne alle decisioni

finanziarie

pozzi

Al termine della fase dell’analisi gli

attori avranno a disposizione tutti gli

elementi necessari per determinare gli

obiettivi che il progetto vuole

raggiungere. E’ ora possibile passare

alla fase della formulazione, attraverso

l’uso del Quadro Logico (QL).

Economia e politica della cooperazione 12

Stefano Mocio

ANALISI DEI ANALISI DEGLI SCELTA STRATEGICA

PROBLEMI OBIETTIVI

QUALI SONO I CLUSTERING

SOGGETTI

INTERESSATI SI DEFINISCONO GLI

OBIETTIVI

CHE PROBLEMI A PARTIRE DAI

PROBLEMI

PONGONO SCOPING

STRATEGIA/E

ALBERO DEI PROBLEMI ALBERO DEGLI OBIETTIVI PRESCELTA/E

(DOCUMENTO DI

)

IDENTIFICAZIONE

Economia e politica della cooperazione 13

Stefano Mocio

La fase della formulazione si può sostanziare:

1. nell’approfondimento dell’analisi di pre-fattibilità e nella costruzione di una prima

bozza di quadro logico, sino al livello dei risultati attesi. Per i risultati attesi, si ha

solamente una prima individuazione;

2. nella redazione di uno studio tecnico con cui valutare la fattibilità dell'intervento

(studio di fattibilità);

3. nella formulazione di una proposta progettuale che, riprendendo lo studio tecnico,

definisca la metodologia più adeguata per raggiungere i risultati attesi, sulla base dei

vincoli e delle risorse date (redazione della proposta definitiva di Quadro Logico).

Economia e politica della cooperazione 14

Stefano Mocio

E’ la fase di elaborazione vera e propria, in cui le idee “identificate”

vengono trasformate in un vero e proprio progetto operativo.

Oltre che sulla fattibilità dell’intervento (la sua possibilità di

successo), si pone particolare attenzione sulla sua sostenibilità (la

possibilità, cioè, che esso produca benefici a lungo termine).

Nella realtà, molto spesso, si

opera mediante procedure molto

più semplificate.

Economia e politica della cooperazione 15

Stefano Mocio

Nella sostanza, è in questa fase

che viene valutata l’opportunità

(o meno) di elaborare una

proposta formale di progetto,

sulla base della quale cercare i

finanziamenti necessari per la

successiva fase della

realizzazione.

Economia e politica della cooperazione 16

Stefano Mocio


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33

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1.37 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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