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Progettazione allo sviluppo - La Strategia Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante l'elaborazione di un progetto di cooperazione allo sviluppo ed in particolare: la strategia e le logiche di intervento; le attività; gli indicatori; le Fonti di Verifica; i mezzi ed i costi.

Esame di Economia e politica della cooperazione docente Prof. S. Mocio

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ESTRATTO DOCUMENTO

I risultati di processo (o trasversali) sono quelli che

afferiscono ai beneficiari intermedi, nella loro funzione di

“supporto” ai beneficiari finali (per esempio, migliore

comunicazione e coordinamento tra gli uffici

dell’Assessorato X e quelli della Giunta Regionale; miglior

addestramento del personale addetto all’ufficio

informagiovani Z, ecc).

Economia e politica della cooperazione 2

Stefano Mocio

Le ATTIVITÀ sono le azioni che, se svolte correttamente,

permettono al progetto sia di creare i prodotti (outputs),

necessari per raggiungere i singoli risultati, sia di

realizzare quei servizi di cui il progetto ha bisogno.

I PRODOTTI sono gli indicatori di realizzazione delle

azioni. Sono il mezzo per raggiungere gli obiettivi

descritti nei risultati. Servono per concretizzare i servizi

di cui il progetto necessita.

Economia e politica della cooperazione 3

Stefano Mocio

Si propone un esempio per comprendere la differenza

tra attività, prodotto e risultato:

“la realizzazione fisica di uno Sportello Europa” a

Bucarest (attività), concretizzandosi in uno “sportello

fisico” (prodotto), garantisce il “servizio di informazione

sui prossimi bandi UE” (risultato – servizio – beneficio).

Economia e politica della cooperazione 4

Stefano Mocio

Una volta definito il “processo” è possibile avere le idee

chiare sul prodotto. I prodotti possono avere natura

materiale (edifici, infrastrutture viarie, ecc.) o

immateriale (nuovi sistemi organizzativi, maggiore

sensibilità ambientale, ecc.). Questi “strumenti”, che

rimangono tali anche successivamente alla fine del

progetto, non sono mai benefici in quanto tali.

Economia e politica della cooperazione 5

Stefano Mocio

E’, quindi, evidente, che i prodotti (outputs) non

possono essere confusi con i risultati, anche se a

tutt’oggi le differenze non sono state univocamente

delineate nell’ambito degli strumenti utilizzati (QL,

ecc.). Non si può, infatti, scambiare il beneficio con lo

strumento che dovrebbe facilitarlo. Per esempio, non si

può confondere un pronto soccorso (prodotto) con

l’assistenza sanitaria (risultato), un sito web (prodotto)

con l’informazione (risultato), ecc.

Economia e politica della cooperazione 6

Stefano Mocio

Le attività sono fondamentali per valutare le risorse

finanziarie, umane e fisiche di cui il progetto avrà

bisogno. Una buona definizione delle attività è, quindi,

tanto importante quanto una corretta scelta degli

obiettivi. Le attività concorrono alla definizione del

budget. Un’impostazione alternativa a quella

della “logica di intervento”, orientata agli

obiettivi, è quella orientata alle attività.

Nel primo caso la definizione delle

attività è l’ultima azione che si compie;

nel secondo caso è la prima.

Economia e politica della cooperazione 7

Stefano Mocio

Le attività vengono stabilite mediante un workshop,

distinto da quello di identificazione degli obiettivi. Tra i

protagonisti del workshop, oltre ai decisori politici,

anche i tecnici. Nella seduta plenaria si inizierà a

valutare, per ognuno dei risultati selezionati nel

progetto, “cosa fare”. Esistono, inoltre, ulteriori attività

di cui si deve tener conto: monitoraggio, seminari,

pubblicazioni, ecc. Tali attività vengono dette

trasversali. Economia e politica della cooperazione 8

Stefano Mocio

Le attività vengono individuate attraverso tre fasi:

1. individuazione (provvisoria) delle attività. Attraverso lo

strumento del workshop si individuano, per ciascuno dei

risultati, una serie di azioni;

2. verifica degli elementi critici attraverso un’analisi delle azioni

prescelte. Per ogni azione si dovrà tener conto dei costi,

della fattibilità, degli interessi incrociati. Tale fase si sintetizza

in una proposta di attività nella quale si evidenzieranno

diversi aspetti (costi, volontà politica, sostenibilità, ecc.);

3. Sottoscrizione, da parte degli stakeholder, del lavoro fatto.

Per definire correttamente il budget è necessario, infatti,

essere certi che le attività prescelte siano state ben definite.

Economia e politica della cooperazione 9

Stefano Mocio

Uno strumento utile nell’individuazione delle

attività è l’approccio a pettine (cause scouting).

Esso permette di riconsiderare i problemi

corrispondenti ad ognuno degli obiettivi –

risultato, evidenziandone le cause. Tale analisi,

generalmente va oltre le cause riportate

sull’albero. Economia e politica della cooperazione 10

Stefano Mocio

Esempio:

R1: Maggiore disponibilità di acqua potabile.

Il corrispondente problema: è difficile reperire più acqua

potabile;

Le cause dirette di questo problema – risultato:

1. capacità tecniche insufficienti;

2. scarsa disponibilità tecnologica;

3. le norme locali non facilitano la realizzazione di pozzi e

condutture;

4. …. Economia e politica della cooperazione 11

Stefano Mocio

Le risposte degli attori, scritte su dei cartoncini che

vengono inseriti, uno sotto l’altro, al di sotto del

problema – risultato corrispondente (come i denti di un

pettine) servono a valutare i possibili ostacoli che si

frappongono al raggiungimento del risultato.

Al termine di tale lavoro, per ogni risultato si

sceglieranno le azioni da compiere. Più le azioni

individuate riusciranno ad eliminare gli ostacoli,

maggiore sarà la probabilità che il progetto avrà

successo. Economia e politica della cooperazione 12

Stefano Mocio

R1: Maggiore

disponibilità di acqua

potabile.

Capacità tecniche Fare corsi di Produrre una guida Diffondere la guida

insufficienti formazione sulle tecniche tra gli abitanti del

villaggio

Scarsa disponibilità Importare la Formare i soggetti Formare i soggetti

tecnologica tecnologia locali alla nel mantenere

necessaria manutenzione dei salubre la zona dei

pozzi pozzi

Le norme locali non Fare una ricerca Formare personale Produrre una guida

facilitano la sulle normative in grado di seguire informativa

realizzazione di vigenti gli iter burocratici

pozzi e condutture 13

Con riferimento al primo risultato atteso (R1

dell’esempio), abbiamo individuato 9 attività. Talvolta,

però, ai problemi individuati non corrispondono delle

attività specifiche. Di queste aree critiche se ne dovrà

tenere conto parlando di “ipotesi e fattori di rischio”.

Le attività proposte devono poter essere

“metabolizzate” (nel tempo) dai beneficiari, in modo da

non avere un “effetto boomerang”. E’ sempre utile

partire dall’esperienza maturata in precedenza da altri

(benchmarking). Tale attività può costare meno rispetto

alla consulenza di un esperto ed evita costose

duplicazioni di lavoro.

Economia e politica della cooperazione 14

Stefano Mocio

Conviene, poi, operare mediante “progetti con pochi

risultati attesi”, oppure per “lotti funzionali di

progetto”, in modo da comprendere in itinere se ciò che

si intende fare risponde efficacemente ed

efficientemente alle esigenze dei beneficiari. E’utile

chiedere ai beneficiari una contropartita alle attività

che si compiono in loco, al fine di non alimentare la

cultura del “tutto mi è dovuto”, da diversi studiosi

considerata una delle cause primarie dei problemi dei

PVS. Economia e politica della cooperazione 15

Stefano Mocio


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33

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1.01 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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