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Progettazione allo sviluppo - La Strategia Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante l'elaborazione di un progetto di cooperazione allo sviluppo ed in particolare: la strategia e le logiche di intervento; le attività; gli indicatori; le Fonti di Verifica; i mezzi ed i costi.

Esame di Economia e politica della cooperazione docente Prof. S. Mocio

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ESTRATTO DOCUMENTO

La “Banca dei poveri” (Mohammed Yunus , Dacca):

1. Nelle oltre 1000 filiali dà credito produttivo, senza

richiedere garanzie reali, ad oltre 2 milioni di clienti;

2. Tasso di restituzione: oltre il 95%.

3. Per mettere a proprio agio i clienti li cerca tra le

capanne dei villaggi (contesto spazio – tempo);

4. Il prestito è concesso a chi ha fatto uso (o ha

richiesto di far uso) del microcredito (coscienza del

bisogno); Economia e politica della cooperazione 18

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5. Il personale della banca parte da ciò che i clienti

sanno (vogliono) fare (predisposizione);

6. Il credito, che è erogato a tasso di mercato, si

concede se si ritiene che l’attività possa avere

successo e previa formazione (capacità, Know how,

comportamento);

7. Chi termina la formazione ottiene il credito

(generalmente inferiore a quello richiesto). Chi non

è convinto fino in fondo del percorso non ottiene il

credito (convinzione). La puntualità nella

restituzione ed un uso efficiente dei crediti

permette di avere un maggiore credito.

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8. Greeman utilizza entrambe le leve descritte:

• Finanzia le donne, sia perché più inclini rispetto

agli uomini a mantenere gli impegni con la

banca, sia perché sono coscienti dell’importanza

(attuale e futura) dei soldi per sfamare i propri

figli (leva valori);

• I crediti vengono erogati a gruppi di persone

(non a singoli), che si impegnano collettivamente

alla restituzione. Restituzione favorita

dall’identificazione con il gruppo di

appartenenza (leva riconoscimento).

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Come già accennato, una volta scelta e

precisata l’attività, essa va chiaramente

descritta in modo da definire correttamente,

anche ai fini del budget, i costi della stessa

(professionalità richieste, eventuali diarie,

trasporti ecc.).

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Nelle prime tre righe della seconda colonna (chiamata degli Indicatori) si riporta:

una definizione qualitativa ed una specificazione quantitativa degli obiettivi

e dei risultati tramite opportuni indicatori (oggettivamente) verificabili.

La specificazione degli indicatori permette di verificare la

fattibilità degli obiettivi e forma la base del sistema di

monitoraggio del progetto.

Gli indicatori permettono di valutare la coerenza e la correttezza della logica di

intervento e di monitorare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi.

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Sono, quindi, in grado di descrivere e

quantificare eventuali miglioramenti indotti dal

progetto. Le attività non necessitano di

indicatori sul QL. Eventualmente, se distinte, in

corrispondenza dei prodotti si avranno degli

indicatori di attività utili nel monitoraggio.

Per esempio, non si parlerà,

genericamente, di costruzione di pozzi per

l’acqua potabile ma, bensì, della

realizzazione di 25 pozzi presso il villaggio

X entro 36 mesi dall’inizio del progetto.

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La costruzione di un indicatore deve tener conto:

1. di che cosa cambia (variabile);

2. di quali sono i soggetti che subiscono il cambiamento

(gruppo di riferimento);

3. di quanto cambia ciò che cambia (dimensione del

cambiamento);

4. di dove si verifica il cambiamento (localizzazione del

cambiamento);

5. di quando si riuscirà ad osservare il cambiamento

(timing). Economia e politica della cooperazione 24

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L’indicatore di obiettivo specifico tiene conto di tutti e cinque

gli elementi descritti.

Per esempio: “il numero di donne assistite nelle malattie

sessualmente trasmissibili tra i 16 ed i 25 anni è aumentato di

200 unità presso il villaggio X entro i 24 mesi dall’inizio del

progetto”.

Allo stesso modo si costruiscono gli indicatori di risultato.

Per esempio: “92 donne su 100 hanno seguito fino in fondo i 3

programmi di formazione professionale orientati

all’approfondimento delle tematiche relative alla

trasmissibilità di malattie sessuali organizzati dalla ONG Y”.

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Gli indicatori di obiettivo generale (indicatori di impatto)

devono, invece, sottolineare aspetti qualitativi. L’indicatore

combinerà quattro dei cinque elementi descritti, con

l’esclusione dell’elemento “dimensione del cambiamento”.

Fra le possibili variabili di un indicatore di risultato

si sceglierà quella che, a parità di costo:

• meglio concorrerà a spiegare il raggiungimento

di un obiettivo;

• sarà più attinente alle attività che il progetto

intende svolgere per il raggiungimento di quel

risultato. Economia e politica della cooperazione 26

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Con riferimento alla natura della variabile, distinguiamo tra:

• indicatore diretto: in cui la variabile scelta è strettamente e

direttamente collegata all’obiettivo. Lo stesso misura, con una

buona precisione , il raggiungimento dell’obiettivo stesso.

• indicatore indiretto: in cui la variabile scelta non tocca aspetti

legati alla natura dell’obiettivo ma, con forte probabilità, ad

esso è indirettamente riconducibile.

Esempio

Obiettivo: accresciuta consapevolezza nel villaggio

sui comportamenti a rischio di contrarre l’HIV.

• Indicatore diretto: aumenta nel villaggio il numero

degli individui informati sui meccanismi di

contrazione del virus di 500 unità.

• Indicatore indiretto: aumentano le richieste di test

HIV presso l’ospedale X del villaggio.

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Distinguiamo, inoltre, tra:

• indicatore di realizzazione: che permette di quantificare un

beneficio attraverso le attività ad esso collegate, ma non

fornisce dati certi sull’obiettivo (sul raggiungimento del

beneficio). Tale indicatore è rappresentato dai prodotti.

• indicatore di beneficio: che permette di misurare direttamente

il beneficio. Esempio

Obiettivo: accresciuta consapevolezza nel villaggio

sui comportamenti a rischio di contrarre l’HIV.

• Indicatore di realizzazione: 1000 volantini

distribuiti. Un’azione, questa, che, però, non ci da

informazioni sul beneficio prodotto.

• Indicatore di beneficio: 90 intervistati su 100

conoscono il contenuto del volantino. L’indicatore

misura, quindi, indirettamente il beneficio prodotto

dalla distribuzione del volantino.

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Nella quarta riga:

Possono essere riportati i prodotti o le attività. Nel primo

caso si avrà una quinta riga contenente le attività.

Nella qualità e nella quantità di attività realizzate con le

risorse date, si misura l’efficienza del progetto

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Gli indicatori, che rendono gli

obiettivi effettivamente misurabili,

devono essere:

Validi (o specifici): devono essere in grado di misurare

esattamente ciò a cui fanno riferimento;

Affidabili: a parità di condizioni, con lo stesso indicatore si

devono ottenere sempre gli stessi risultati di misurazione;

Misurabili: con costi e sforzi accettabili.

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Nella terza colonna (chiamata fonti di verifica) si indicano:

le fonti di verifica, che descrivono dove e in quale forma

è possibile trovare le informazioni necessarie a

verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi

espressi dagli indicatori. Nella sostanza, una volta

individuato cosa misurare per verificare il

raggiungimento di un obiettivo, si devono poter reperire

i dati di cui si ha bisogno per farlo.

Si distinguono in fonti:

interne al progetto (es. report, contabilità di progetto, dati di progetto);

esterne al progetto (es. statistiche, fonti delle istituzioni). Le fonti al di fuori del

progetto dovrebbero essere valutate in termini di accessibilità, affidabilità, rilevanza.

Esistono delle situazioni in cui o non è possibile disporre di fonti ufficiali, oppure si

hanno a disposizione in tempi non compatibili con quelle del progetto.

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33

PESO

1.01 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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