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Tra gli strumenti più utilizzati per condurre l’analisi

dei “portatori di interesse” si ricordano:

Il diagramma di Venn: in grado di mettere in evidenza le

relazioni tra i soggetti coinvolti. In questa sede, esso non

verrà utilizzato;

La matrice delle caratteristiche degli Stakeholder

(aspettative, sensibilità, potenzialità, implicazioni, ecc.) nei

confronti del progetto. Per certi aspetti, assomiglia alla

matrice degli attori presentata in precedenza;

L’ analisi SWOT: in grado di garantire una visione più

completa degli attori nel contesto locale in cui

interagiscono, attraverso l’analisi: dei punti di forza, degli

elementi di debolezza, delle opportunità e dei rischi.

Economia e politica della cooperazione 8

Stefano Mocio

Attori Posizione rispetto Interesse al Capacità di Azioni

al problema cambiamento contribuire al

cambiamento

(o di opporsi)

Donne del Si occupano Interessate a possono Partecipazione

villaggio X dell’alimentazione migliorare le trasmettere a corsi per

condizioni di informazioni migliorare le

vita igienico- condizioni

sanitarie igienico-

sanitarie

Uomini del Si occupano della Vorrebbero Scarse capacità Contatti per

villaggio X produzione produrre di più tecniche che mostrare i

agricola e con maggiore vorrebbero vantaggi

qualità migliorare. dell’irrigazione

Scettici

sull’irrigazione

…… Economia e politica della cooperazione 9

Stefano Mocio

Consiste nell’analisi dei punti di forza (Strenghts), dei punti deboli

(Weaknesses), delle opportunità (Opportunities) e delle

minacce (Threats) di un contesto locale.

Essa risponde alle seguenti domande:

Punti di forza: quali sono le risorse interne alla comunità (risorse umane, materiali – attrezzature,

terreni, ecc – immateriali – cultura, tradizioni, know-how, ecc.)?

Punti deboli: quali sono i limiti della comunità, che ne impediscono lo sviluppo?

Opportunità: quali sono le occasioni che potrebbero provenire dal contesto locale e nazionale?

Minacce: quali fattori esterni possono ostacolare i processi di sviluppo della comunità?

Opportunità e Minacce rimandano al contesto esterno alla comunità e riguardano:

l’assetto istituzionale, i programmi pubblici, il settore privato, il mercato globale, ecc.

Economia e politica della cooperazione 10

Stefano Mocio

dall’interno

Punti di forza Punti di

debolezza

Vantaggi Rischi

Opportunità Minacce

dall’esterno 11

Economia e politica della cooperazione

Stefano Mocio

I punti di forza mettono in luce le risorse già esistenti e

permettono, quindi, di valorizzarle nella definizione delle

attività e, qualora si tratti di risorse materiali, nello stesso

budget.

I punti di debolezza indicano investimenti necessari e non

sostituibili, per poter perseguire i risultati e gli obiettivi

specifici. Economia e politica della cooperazione 12

Stefano Mocio

Le opportunità suggeriscono la messa a punto di sinergie.

Le minacce indicano la necessità di azioni volte a mitigare i rischi.

Le opportunità e le minacce, infine, forniscono indicazioni

fondamentali per un’efficace valutazione delle condizioni esterne.

Economia e politica della cooperazione 13

Stefano Mocio

Individuare il problema specifico significa intercettare

l’istanza di cambiamento oggetto della nostra progettualità.

Per fare ciò è necessario:

1. Catalogare i problemi: chi si occupa della progettazione deve

raccogliere e analizzare, anche attraverso l’attività di scouting, le

informazioni sulla realtà territoriale e sul target group (fonti scritte,

risultati di precedenti progetti, attività delle organizzazioni presenti,

ecc.). Il facilitatore condurrà un apposito workshop (durata: 2, 3

giorni) in cui verranno analizzati i problemi afferenti ai beneficiari

finali, visti nell’ottica di ogni singolo attore. Le attività da porre in

essere verranno valutate successivamente alla selezione dei

problemi e degli obiettivi . 14

In termini pratici, possono essere utilizzati cartoncini, sui

quali, dopo un processo di brainstorming (eventualmente da

ripetere più volte), scrivere un unico problema (chiaro,

coinciso, senza aggettivi, ecc.) collegato a quello principale

che, precedentemente, il facilitatore avrà formulato sotto

forma di “problema iniziale”.

Nella sostanza, agli attori del target prescelto verrà chiesto:

quali sono i problemi che, a loro volta, causano il problema

iniziale? 15

2. Comprendere i problemi: in caso di dubbio, il facilitatore

chiederà all’attore (e solo a lui!) l’“interpretazione autentica”

del problema. In questa fase non va aperta la discussione

generale.

3. Costruire l’albero dei problemi (sul quale si tornerà più

avanti). 16

Un problema è ben formulato se:

• esprime situazioni negative (donne disinformate sugli effetti …. e

non donne informate …);

• è reale, cioè non condizionato da giudizi personali o da luoghi

comuni;

• è chiaro a tutti (univocamente formulato);

• è specifico (non astratto);

• non contiene una soluzione “confezionata a monte”, perché non

siamo nella fase delle decisioni ed, inoltre, la stessa potrebbe non

essere l’unica. Per esempio: “crescente numero di

tossicodipendenti” e non “i tossicodipendenti intenzionati a

smettere hanno difficoltà a rivolgersi alla AUSL” e, nemmeno,

“manca lo sportello del Sert”. In questo ultimo caso si parla di

soluzione assente. 17

Il facilitatore, a questo punto dell’analisi, ha acquisito una

serie di problemi, ciascuno scritto su di un cartoncino, che

devono essere ulteriormente vagliati. Vanno esclusi i

“doppioni”, ma non eliminando il cartoncino (suscitando la

reazione di chi l’ha scritto), bensì spillandolo insieme agli altri

che riportano lo stesso problema.

A questo punto si ha a disposizione l’insieme dei problemi

che, con riferimento al problema iniziale, sono da considerare

rilevanti e urgenti . E’ buona regola limitare il numero dei

problemi da prendere in considerazione. 18

A questo punto si procede a costruire una struttura che

mostra i legami causa – effetto tra i problemi prescelti

(albero dei problemi). Si parte dai seguenti assunti:

• non esiste un problema senza cause;

• ogni problema avrà degli effetti.

Nella pratica, si cercherà di individuare i legami (diretti ed

immediati) tra i vari cartoncini. Per esempio: una scarsa

manutenzione dei pozzi (causa) prova bassi livelli di

produzione agricola (effetto). 19

Si parte dal cartoncino contenente il problema

iniziale (centrale, specifico). A questo punto ogni

attore rappresenterà un problema alla volta per poi

ricercare il suo legame (o di causa, o di effetto) con il

problema iniziale.

Nel costruire l’albero, si verificherà in quale ramo il

problema rappresentato andrà collocato. Una volta

collocati tutti i problemi si provvederà a tracciare le

linee di collegamento tra i vari problemi (cartoncini). 20

Le fonti primarie (protagonisti della realtà locale, stakeholder, ecc.) e secondarie

(informazioni già elaborate in precedenza), contribuiscono ad impostare una

corretta analisi dei problemi esistenti nel contesto in cui si intende intervenire.

Come accennato, scelto il problema iniziale si collocano tutti gli altri

secondo precise relazioni di causa-effetto, in modo che:

- le cause vengano collocate al di sotto dei rispettivi effetti

(relazione gerarchica);

- per i problemi tra loro indipendenti, non esista alcuna gerarchia.

Economia e politica della cooperazione 21

Stefano Mocio


PAGINE

33

PESO

1.82 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante l'elaborazione di un progetto di cooperazione ed in particolare: l'analisi degli attori; la Stakeholder Analysis; la Swot Analysis; l'albero dei problemi; l'albero degli obiettivi; il clustering.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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