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2.4 Esempio di analisi con CFD delle condizioni del vento

L’obiettivo dell’esempio studiato consiste nel valutare l’effetto di parametri

diversi sulle condizioni del vento a livello pedonale (1.5m al di sopra da

terra), su uno spazio quadrato circondato da edifici. La topografia degli

isolati circostante è inclusa nel modello CFD per poter esaminare l’effetto

delle strutture urbane circostanti (Figura 2.3). L’altezza degli isolati vicini

è di 18m (H ).

isolati vicini

Lo studio interessa I seguenti parametri: 2 2

1. Le dimensioni della piazza (A ): 1600 m e 3600 m

piazza ): 2,5

2. La velocità del vento in aperta campagna a 10m di altezza (V

Presentazione grafica del modello

Figura 2.3: 10

-1 -1

CFD con le direzioni del vento (0°, 15°, 30°, 45°). e 5 m.s .

m.s

La piazza è collocata al centro dello schema, 3. L’altezza degli edifici limitrofi (H ): 9 m, 18 m, 27 m.

confine

circondata da quartieri suburbani rappresentati 4. La direzione del vento: 0°, 15°, 30°, 45°. (Figura 2.3).

come blocchi di edifici rettangolari di altezza pari 5. L’ampiezza e l’ubicazione delle quattro aperture della piazza (Figura

a18m. 2.4 e 2.5).

2.4.1 Osservazioni e conclusioni del presente studio

Osservazioni:

• Più grande é la piazza– più elevata è la velocità del vento nello

e velocità del

spazio. Esiste quasi una relazione lineare tra A

piazza

vento.

• Più grande è la piazza – più turbolento è il flusso di vento.

• – più elevata è la velocità del

Più elevata è la velocità del ventoV

10

vento nella piazza, con una relazione quasi lineare tra V10 e la

Piazza con aperture al centro

Figura 2.4: velocità del vento.

Larghezza: 10m, 14m, 21m. • La struttura del flusso e il livello di turbolenza non subiscono quasi

nessuna influenza da V

10.

• Più alti sono gli edifici di confine paragonati agli isolati vicini –più

elevata é la velocità del vento sulla piazza ( Figura 2.6).

• Più alti sono gli edifici di confine paragonati agli isolati vicini – più

Piazza con aperture negli angoli.

Figura 2.5: elevata é la turbolenza del vento (Figura 2.7).

Larghezza: 7 m, 14m, 21m. • Non esiste una relazione chiara tra la direzione globale del vento e la

velocità del vento nella piazza (vedi Figura 2.6).

• Più ampio è l’angolo di entrata del vento – più elevata é la turbolenza

del vento. Vi è chiaramente la tendenza che la struttura del flusso

diventi tanto più caotica quanto più la direzione globale del vento si

discosta dal principale orientamento dello spazio.

• Non esiste una relazione chiara tra la velocità del vento sullo spazio

e l’ubicazione delle aperture dello spazio.

V(Max) / V(10)

0,60 • Le aperture agli angoli della piazza offrono una struttura del flusso

più turbolenta rispetto alle aperture al centro della piazza (Figura

0,40 2.8).

• Più grandi sono le aperture - più turbolenta é la struttura del vento

0,20 nella piazza.

45° 30°

15° 0° Conclusioni – la piazza dovrebbe essere progettata:

0,00 •

0,25 0,75 1,25 1,75 Più piccola possibile. Più grande è la piazza – più ventilato è

H(Boundary) / H(Neighbourhood) l’ambiente.

• Con edifici limitrofi più bassi del quartiere circostante. Quanto più gli

/V come funzione di H

V

Figura 2.6: Max 10 confine edifici raggiungono altezze superiori al quartiere – tanto più

/H. La velocità più bassa del vento è

isolati vicini l’ambiente sarà esposto al vento.

presente quando gli edifici di confine sono

più bassi degli isolati vicini circostanti. Es. • Con aperture al centro dello spazio e con l’asse maggiore della

si aggira intorno al 20% di V in questa

V Max 10 piazza parallelo alla direzione dominante del vento e all’orientamento

situazione. dominante dell’allineamento della strada circostante. 10

2.5 Parametri del progetto, suggerimenti e soluzioni

2.5.1 Parametri del progetto.

Quando ci si accinge a valutare le condizioni del vento in uno spazio

aperto occorre tenere in considerazione un numero di parametri di

carattere globale.

La collocazione geografica, o la zona climatica a cui appartiene lo spazio

aperto. Un certo livello di vento è desiderabile o indesiderabile? Si tratta

di un’area esposta al vento in cui ci si può aspettare elevate velocità del

vento?

Il tipo di spazio, ad esempio la forma dello spazio e le caratteristiche

dell’area circostante. Lo spazio è riparato o situato in un’area aperta? Gli

edifici circostanti possono influire sulla struttura del vento nello spazio

aperto?

L’ultimo parametro da tenere presente è il tipo d’uso, ad esempio chi usa

lo spazio, quando viene utilizzato e per quale scopo? Un parco è un

esempio di uno spazio aperto in cui gli utenti sono invitati a stare per

periodi prolungati, che impone richieste elevate all’ambiente esterno.

2.5.2 Suggerimenti sul progetto Grafico di vettore che mostra la

Figura 2.7:

direzione e la velocità del vento sulla piazza.

È importante trattare ogni spazio come un caso ipotetico. In tal modo è Altezza degli edifici di confine: 9 m (punto

più alto) e 27m (direzione del vento di 15°).

difficile offrire suggerimenti dettagliati per quanto riguarda il progetto di Quanto più alti sono gli edifici di confine,

spazi urbani. Tuttavia, è possibile dare raccomandazioni sommarie su ciò paragonati agli isolati vicini , tanto più

di cui il progettista dovrebbe avere consapevolezza. elevata sarà la turbolenza del vento.

Evitare di collocare uno spazio urbano accanto ad edifici più alti

dell’altezza media dell’area urbana circostante. Tali edifici possono dare

origine ad un flusso di vento verticale spiacevole che soffia lungo la

facciata dell’edificio (effetto spazzata) e ad un vento di alta velocità

attorno agli angoli dell’edificio (Figura 2.9). Quanto più alto sarà l’edificio

tanto più alta sarà la velocità del vento. Il risultato può essere un

ambiente esposto al vento attorno alla base e agli angoli dell’edificio e un

flusso di vento orizzontale che soffia lontano dall’edificio in direzione

opposta rispetto alla principale direzione del vento (l’effetto Saggio). Tra

le contromisure prima di tutto vi è quella di costruire ad un livello più

basso. Se non si potrà evitare un edificio alto, una possibilità consisterà

allora nell’introdurre una struttura che potrà deviare l’effetto spazzata, ad

esempio una veranda (Figura 2.10). È difficile evitare gli effetti collaterali

ma, ad altezza pedonale, essi possono essere ridotti utilizzando

frangivento.

Evitare di collocare uno spazio urbano in aperta relazione con strade

lunghe e lineari. Strutture urbane lineari come edifici lungo una strada

possono provocare un effetto a canale in cui il vento può aumentare di

velocità e causare un ambiente spiacevole. L’effetto può aver luogo

quando le strade superano la lunghezza dei 100-125m [4]. L’effetto sarà

addirittura peggiore se le strade formano un imbuto (effetto Venturi, vedi

Figura 2.11). Tra le contromisure vi sono, per esempio: evitare l’aperta

comunicazione tra lo spazio e la strada, accorciare la strada (nuove

aree), evitare di costruire la strada con l’asse principale nella direzione

del vento dominante, interrompere l’allineamento della strada

(allineamenti curvi non sono adatti poiché la resistenza del vento è bassa

in tali strade) e sistemare piante lungo la strada al aumentare la Grafico del vettore che mostra la

Figura 2.8:

resistenza del vento. direzione e velocità del vento nella piazza,

con un’apertura di dimensioni medie

Passaggi che conducono in uno spazio aperto realizzati tra o sotto edifici collocata al centro (punto più alto)e

possono inoltre formare una sorta di imbuto in cui il vento può aumentare all’angolo della piazza (direzione del vento

di velocità e creare in tal modo un ambiente ventilato spiacevole. Questo di 15°). Le aperture agli angoli offrono la

struttura del flusso più turbolento.

effetto può peggiorare drammaticamente in comunicazione con edifici alti

o lunghe strade lineari (Vedi sopra). 11

Le dimensioni degli spazi urbani possono essere concepite in modo tale

che il vento soffi principalmente al di sopra dello spazio e non dentro di

esso creando condizioni disagevoli nella zona pedonale. Questo viene

chiamato effetto maglia [4, 5] Un importante fattore è la relazione tra

l’area dello spazio urbano e l’altezza degli edifici limitrofi (o altre strutture

urbane quali le barriere frangivento), che può essere rappresentata

2

/ (H ) = K.

come: A

spazio confine

K è una costante priva di dimensioni che non dovrebbe essere più alta di

6. E’ importante che l’ampiezza delle aperture della piazza non siano più

larghe del 25% della lunghezza del perimetro dello spazio. Un esempio è

= 18 m. In

quello dello spazio quadrato nell Paragrafo 1.4 dove l’H confine 2

questo caso l’area massima della piazza dovrebbe essere A = 18 x 6

spazio

2 2

(44 x 44 m ) e l’ampiezza massima dell’apertura = 0,25 x 4 x 44

=1944m

= 44m. Con quattro aperture della stessa misura essa offre un’ampiezza

di 44/4 = 11 m per apertura. Certamente è preferibile che l’apertura/e non

Struttura del vento attorno ad

Figura 2.9:

un edificio alto e ad uno basso. siano esposte alla direzione dominante del vento. L’effetto maglia è

inoltre valido per altre forme che non siano quadrate e rettangolari. Esiste

una complicata relazione tra la struttura del vento nella zona pedonale e

W ), l’altezza delle

la lunghezza e ampiezza dello spazio (L

Spazio, Spazio

strutture limitrofe (H ) e la direzione del vento. Uno studio sulla

confine

galleria del vento relativo a spazi rettangolari ha dimostrato [6] che con

/ H = 1-4), la lunghezza

spazi stretti e di media ampiezza (W

Spazio confine

ottimale dello spazio è 4-5 volte l’altezza degli edifici di confine. Con ampi

spazi (W / H = 8), la lunghezza ottimale dello spazio è 6-8 volte

Spazio confine

l’altezza dell’area di confine.

Strutture frangivento possono essere usate per proteggere la zona

pedonale in uno spazio urbano dalla elevata velocità e turbolenza del

vento, e possono essere sia strutture solide (edifici, muri etc.) che

permeabili (vegetazione, recinzioni aperte etc). Solide strutture

frangivento possono offrire un buon riparo vicino alla struttura, ma

Esempio di contromisura per

Figura 2.10: tendono anche a causare alta velocità del vento e turbolenza più lontano.

l’effetto di dilavamento – veranda alla base

dell’ alto edificio. Per tale motivo, in molti casi, è preferibile usare frangivento permeabili.

La vegetazione rappresenta un frangivento molto efficace poiché i rami e

le foglie rallentano il vento senza creare molta turbolenza (Figura 2.12).

Studi hanno dimostrato che fasce medie di piante vicine offrono un riparo

migliore e più uniforme (50-65% dell’area aperta) [7]. È importante che la

fascia di piante offra lo stesso riparo per tutta l’altezza. Potrebbe, quindi,

essere necessario combinare diversi tipi di vegetazione, ad esempio

usare alberi per offrire riparo in altezza e cespugli / piante arbustive per

riparare la zona vicino al suolo. Tali insiemi di piante possono offrire un

buon riparo ad una distanza dalla recinzione di 4-5 volte l’altezza della

cinta [4]. Recinzioni permeabili possono rappresentare, inoltre, una

buona soluzione progettuale. Studi hanno dimostrato che recinzioni con il

35-40% di area aperta offrono il riparo migliore [4]. È importante che le

fessure nella barriera siano distribuite lungo tutta l’area dello stesso, in

modo tale che diverse fessure di piccole dimensioni possano dare origine

Un caso speciale dell’effetto di ad un struttura del vento più semplice rispetto a una piccola quantità di

Figura 2.11:

canalizzazione – l’effetto Venturi. fessure larghe.

2.6 Checklist

• Definire la zona climatica, il tipo di spazio e il tipo d’uso.

• Definire i criteri di comfort appropriati per lo spazio - i criteri

potrebbero essere diversi per le diverse parti dello spazio (Tabella

2.1).

• Calcolare le statistiche del vento per il sito (media della velocità del

secondo la stazione meteorologica vicina e secondo il

vento V

10)

Vegetazione come frangivento. grafico della velocità per l’area circostante (Figura 2.1 e Tabella 2.2).

Figura 2.12: 12

• Analizzare in che modo il quartiere e lo spazio influiranno sulle

condizioni del vento sullo spazio utilizzando misurazioni su scala

globale, test della galleria del vento, calcoli CFD o semplici

suggerimenti sul progetto (es. Sezione 2.4 e 2.5).

• Confrontare i risultati dell’analisi con i criteri di comfort e modifica la

configurazione dello spazio e della zona circostante se le condizioni

non sono accettabili.

2.7 Bibliografia

[1] Penwarden, A.D. and Wise, A.F.E. (1975). Wind environment around buildings.

Department of the Environment BRE, Her Majesty’s Stationery Office, London.

[2] Bjerregaard, E. and Nielsen, F. (1981). SBI direction 128 Wind environment around

buildings. (In Danish): Danish Buildings Research Institute, Hørsholm.

[3] Davenport, A.G. (1972). An Approach to Human Comfort Criteria for Environmental

Wind Conditions, Swedish National Building Research Institute, Stockholm.

[4] Houlberg, C. (1979). An introduction to wind environment part II: Wind and Shelter

in Built-up Aareas with commented stock of bibliography for BSA. (In Danish): The

Royal Danish Academy of Fine Arts, Copenhagen.

[5] Gandemer, J. (1977). Wind environment around buildings: Aerodynamic concepts,

Proc.: Fourth International Conference on Wind Effects on Buildings and Structures,

Cambridge University Press.

[6] Smith, F. and Wilson, C.B. (1977). A parametric study of airflow within rectangular

walled enclosures, Building and Environment, Vol. 12, pp. 223-230.

[7] Houlberg, C. (1976). An introduction to wind environment part I: Living fences and

windscreens with commented stock of bibliography, 2nd edition. (In Danish): The

Royal Danish Academy of Fine Arts, Copenhagen. 13

3. V D C R N S U

ALUTAZIONI ELLE ONDIZIONI ADIANTI ELLO PAZIO RBANO

3.1 Introduzione

La rinnovata attenzione alla qualità degli spazi urbani è legata alla

necessità emergente, migliorare le relazioni sociali per un ambiente fisico

comfortevole. Esistono alcuni studi analitici che permettono di valutare i

requisiti di comfort in relazione al microclima urbano specifico generato

da morfologia, materiali, acqua e vegetazione, ma sfortunatamente non

disponibili o troppo complessi per essere utilizzati nella comune prassi

progettuale.

Le condizioni di comfort nello spazio urbano sono determinate da un mix

di aspetti sociali, fisiologici e psicologici oggetto di studio della ricerca

RUROS [1], [2], [3]. Gli aspetti psicologici riguardano sostanzialmente

l’adattamento al microclima locale.

Materiali utilizzati, specifici dell’ambiente urbano (in un senso più ampio:

materiali degli edifici, sistemi di ombreggiamento, vegetazione), giocano

Figura. 3.1: andamento spaziale e temporale un ruolo importante nel modificare il microclima e le condizioni di comfort.

dell’ombra sovrapposto alla sezione stradale Le temperature delle superfici influenzano il bilancio e il comfort termico

orientata in asse NS attraverso gli scambi radianti che sono dominanti negli ambienti poco

ventosi, come quello la maggior parte degli spazi urbani a livello

pedonale.

Mentre l’effetto generale sul microclima dovuto ai materiali degli edifici in

un contesto urbano specifico è stato sufficientemente indagato dalla

microclimatologia (effetto di isola di calore urbano, scambio di flussi

radianti nei canyon urbani ecc.), l’effetto dei nuovi materiali ad alta

efficienza viene studiato solo da poco tempo [4]. Tuttavia questi studi

non sono direttamente utilizzabili nella pratica progettuale urbana

perché derivano da misure su spazi specifici o simulazioni realizzate con

programmi di calcolo di complessità elevata.

orientamento EO - ore: 3 p.m. Obiettivo delle linee guida è quello di fornire un metodo grafico

50

45 semplificato che permetta al progettista di sviluppare una sensibilità

40 all’aspetto del “radiante” che interagisca con il progetto di spazi urbani

35

30 termicamente confortevoli.

25

20 In altre parole lo strumento proposto vuole aiutare il progettista a

15

10 valutare, a grandi linee, se i requisiti di comfort termico del progetto

5 vengono soddisfatti oppure no, dando indicazione sulla variazione,

0 0,06 0,17 0,28 0,39 0,50 0,61 0,72 0,72 0,61 0,50 0,39 0,28 0,17 0,06 tendenzialità di MRT in funzione dell’uso di differenti materiali (e

H/D morfologia).

Copenhagen Milan Athens

Figura.3.2: Andamento della MRT nelle curve di 3.2 Una metodologia per valutare le condizioni radianti

riferimento orientate secondo l’ asse EO E’ stato messo a punto uno strumento grafico semplificato per valutare le

condizioni radianti nel contesto urbano basato su numerose simulazioni

orientamento NS -ore: 3 p.m.

48 realizzate con il software Solene [5]. Il risultato è basato su una

43 valutazione approssimata dell’MRT che può facilmente essere utilizzato

38 come dato per calcolare gli indici di comfort, come il PET ecc. [6].

33 Obiettivo della ricerca è quello di indagare la variazione spaziale e

28 temporale del campo radiante legate all’uso di differenti materiali e le loro

23 proprietà fisiche nella nuova progettazione o nella riqualificazione di spazi

18 esistenti. Sono state prese in considerazione le tre principali aree

13 climatiche europee: nord, centro e sud Europa, rappresentate dalle città

8 0,05 0,16 0,27 0,38 0,5 0,6 0,72 0,72 0,61 0,5 0,38 0,27 0,16 0,05 Copenhagen, Milano e Atene.

H/D La condizione di riferimento è data dal valore di MRT costante che si

Copenhagen Milan Athens determina in un piano orizzontale illimitato, senza ostruzioni/limiti

Figura. 3.3: Andamento della MRT nelle verticali. Un piano verticale (che rappresenta la facciata di un edificio)

curve di riferimento orientate secondo l’ asse modifica il valore di MRT attorno allo spazio a seconda delle dimensioni,

NS l’orientamento e i materiali che lo caratterizzano (Fig 3.2, 3.3).

Il modello considera differenti configurazioni spaziali che vanno da una

strada di larghezza infinita (con 1 sola facciata), a una stretta, a piazze

(incroci di strade), in cui si valuta l’effetto d’angolo. 14

Le dimensioni degli spazi sono espresse in termini di rapporto H/D.

Le variabili usate nella simulazione sono:

• latitudine (Copenhagen, Milano, Atene)

• orientamento delle pareti verticali (S-N, E-O)

• albedo della pavimentazione (0.2, 0.8)

• dimensioni delle strade (100, 50, 26, 16, 12 larghezza, altezza 18

metri)

• effetto d’angolo per piazze (30x30, 60x60, 30x60 e 60x30, altezza 18

metri)

Le simulazioni sono sempre state realizzate considerando condizioni di

-1

), come tipicamente avviene nel contesto

vento leggero (< 1,5 m.s

urbano di una giornata estiva, così come il giorno considerato è quello

più caldo. (vedere Tabella 3.1).

Tabella 3.1: Temperatura dell’aria in cinque momenti della giornata a Milano, Atene e

Copenhagen [7]

Figura 3.4: Variazione dellaf MRT nelle

strade di riferimento– Orientamento EO – Temperatura aria (°C) Milano Atene Copenhagen

mattino Mattino 24 26 20

Pranzo 30.5 33.5 24.5

Pomeriggio 32.5 37 25.5

Sera 29 33.5 22.5

Notte 22 24.5 17

Il giorno è stato suddiviso in 5 intervalli temporali; ogni intervallo

comprende periodi con condizioni simili: mattina, pranzo, pomeriggio,

sera e notte. Per ogni periodo sono stati valutati i valori di MRT all’ombra

e al sole. All’interno di questi periodi le condizioni radianti sono

considerate costanti essendo le variazioni controllate da meccanismi di

adattamento psicologico e fisiologico.

Nella realtà il valore di MRT può variare anche significativamente tra aree

vicine tra loro a causa della differente esposizione alla radiazione. I valori

medi di MRT sono riportati nella tabella assieme alle variazioni attese

all’interno dell’intervallo di tempo.

Figura 3.5: Variazione dellaf MRT nelle strade

di riferimento– Orientamento NS –mattino 3.3 I criteri di valutazione

Zone climatiche: le tre città europee prese in considerazione sono:

Copenhagen (55° Lat.), Milano (45° Lat.) e Atene (37° Lat.).

Tipi di materiale: i materiali sono raggruppati in due classi basate

sull’albedo e la capacità termica. i materiali definiti “freschi” sono

generalmente chiari di colore e con un alto valore di capacità termica,

mentre quelli definiti come “caldi” hanno un colore scuro e una bassa

capacità termica.

La progettazione urbana tradizionale di solito sceglie i materiali in base ai

requisiti tecnici che rispondono a bisogni/usi e alla legislazione locale in

termini di percezione visiva, sicurezza, salute, costi, ecc., mentre i

requisiti ambientali non sono compresi. Se si vuole promuovere il

controllo del comfort negli spazi esterni bisogna associare requisiti tecnici

basilari con quelli ambientali, per esempio:

controllo della radiazione attraverso il colore (albedo), capacità termica e

il peso.

Il metodo considera il materiale di pavimentazione più usato, che è il

calcestruzzo. Questo materiale è definito in termini di calore specifico

-1 -1 -3 -1 -1

K ), densità (2200 kg.m ) e conducibilità (0,9 W.m K ).

(1000 J.kg

La variazione della distribuzione della radiazione è in termini di albedo

Figura 3.6: Variazione dellaf MRT nelle strade

di riferimento– Orientamento EO – ora di (quantità di radiazione riflessa). In particolare sono stati presi in

pranzo 15

considerazione 2 materiali, uno che riflette l’80% della radiazione (colore

chiaro) e uno che ne riflette il 20% (colore scuro) (Tabella 3.2).

Tabella 3.2: Classificazione dei materiali in tre categorie secondo i di albedo [8]

Albedo Albedo Albedo

0.1 – 0.3 0.4 – 0.6 0.7 – 0.9

Asfalto nero Cemento chiaro Pietra calcarea

Cemento scuro Rame ossidato Marmo bianco

Superfici Erba Mattoni rossi Pittura bianca

Ardesia Pietra

Tipo di spazio: il metodo è adatto per la progettazione di spazi urbani

come strade e piccole piazze. E’ stata presa in considerazione un’ampia

gamma di strade con differenti rapporti dimensionali H/D: molto basso

(0.06) per strade molto ampie nelle quali un fronte non influenza in alcun

modo il comportamento radiante in prossimità dell’altro fronte, ad un

Figura 3.7: Variazione dellaf MRT nelle strade rapporto molto più alto (0.72) in cui esiste un’influenza reciproca fra i due

di riferimento– Orientamento NS - ora di pranzo fronti degli edifici e sul parterre.

L’aspetto interessante da valutare invece nelle piazze chiuse è l’effetto

d’angolo dovuto all’incrocio tra due fronti perpendicolari che formano una

nicchia microclimatica.

Il comportamento termico di una nicchia viene valutato come una

variazione rispetto alla strada corrispondente con lo stesso rapporto

dimensionale.

Le piazze con angoli aperti hanno un comportamento più simile alle

strade a causa dell’accesso solare dai lati aperti.

Tipo d’uso: il metodo aiuta il progettista a localizzare attività e

attrezzature nello spazio urbano tenendo in considerazione il comfort

termico, in particolare per quanto riguarda le attività “situate” a basso

metabolismo - leggere, chiacchierare – come quelle ad alto metabolismo,

come per esempio il gioco dei bambini. Per quel che riguarda le attività di

spostamento, come il camminare o il jogging, possono essere

considerate come critiche [9].

Tempo: sono stati considerati 5 periodi che comprendono l’intera

giornata: mattina, pranzo, pomeriggio, sera e notte.

3.4 La vegetazione

Figura 3.8: Variazione dellaf MRT nelle strade Il principale effetto della vegetazione urbana è la capacità di schermare la

di riferimento– Orientamento EO – pomeriggio radiazione solare (la maggior parte degli alberi a foglia caduca in estate

hanno un coefficiente di trasmissività intorno al 2-5%) e avere una

temperatura della superficie fogliare molto vicina a quella dell’aria, che

significa 20°-35°C sotto la temperatura superficiale di molti materiali

urbani comunemente utilizzati (asfalto, blocchi di calcestruzzo, ecc.).

Come risultato la temperatura radiante rilevata con il globo termometro

sotto un grande albero è di solito 15-20°C inferiore alla temperatura

rilevata con il globo termometro nello stesso posto, ma soleggiato.

L’effetto microclimatico della vegetazione dipende anche dalla crescita e

dal tipo di vegetazione: rispetto alla temperatura dell’aria, un albero

maturo ha una temperatura superficiale di poco inferiore, mentre un

albero giovane o di una pergola la superano di poco.

3.5 Applicazione del metodo semplificato per valutare l’MRT

Il metodo per valutare le condizioni di comfort termico nello spazio

urbano è semplice da utilizzare e di tipo grafico. Il metodo fornisce

informazioni in merito ai valori di MRT e alle variazioni in un periodo

definito (Figs 3.9 e 3.12-3.15), cioè una giornata estiva soleggiata, in

funzione (i) della latitudine, (ii) dell’albedo della pavimentazione, (iii) della

protezione solare e (iv) della geometria (v) dello spazio.

Figura 3.9: Variazione dellaf MRT nelle strade 16

di riferimento– Orientamento NS - pomeriggio I passaggi per l’applicazione del metodo sono i seguenti:

1. definire l’area geografica in cui si colloca lo spazio da analizzare,

2. verificare l’orientamento dello spazio urbano e la sezione in termini di

rapporto H/D,

3. definire il periodo all’interno della giornata,

4. leggere nella tabella appropriata il valore di MRT.

Figura 3.10: Variazione della MRT al centro Figura 3.11: Variazione della MRT agli angoli della piazza di differenti dimensioni e

della piazza di differenti dimensioni e geometria geometria con riferimento a strade di simili rapporti dimensionali e orientamento

con riferimento a strade di simili rapporti

dimensionali e orientamento il valore di MRT e la variazione media, come funzione dell’albedo e della

protezione solare puntuale, si può leggere nelle tabelle (Fig 3.4 -3.9 e

3.12-3.15).

I valori di MRT sono riferiti a: i) zone completamente in ombra, ii) zone

soleggiate e iii) zone soleggiate in cui si è adottata una protezione

puntuale dalla radiazione diretta. Le condizioni intermedie, per esempio

una protezione del 50% della radiazione totale si ottengono come

interpolazione tra i due valori. Le Tabelle 3.10 e 3.11 riportano le

variazioni di MRT in diversi punti di una piazza come differenza di valori

rispetto alla MRT della strada con H/D e orientamento corrispondente.

Sono state simulate quattro piazze con differenti dimensioni e

orientamento. Per ogni piazza sono state riportate le differenze le

differenze nei 5 punti che rappresentano le nicchie microclimatiche

(centro e angoli).

Un esempio: se consideriamo una strada a Milano larga 50 metri, con

edifici prospicienti alti 18, orientata secondo l’asse NS il valore che ci si

Figura 3.12: Variazione dellaf MRT nelle strade aspetta durante la mattina è intorno ai 24°C con una variazione di ± 3°C

di riferimento– Orientamento EO - sera nell’area soleggiata e di 12.5°C all’ombra. Al sole, sotto una schermatura

puntuale il valore di MRT è di 15°C ± 1°C. 17

Se si considera una piazza rettangolare di 30x60 metri, con gli edifici alti

18 metri, a Milano, la MRT al mattino sarà 0,5 °C più alta nell’angolo SE

(all’ombra) se confrontato con il valore della strada di dimensione simile.

Nello stesso intervallo di tempo la MRT nell’angolo NE sarà più alta di

13°C.

3.6 Legislazione (lineeguida)

2001. TOROC (Comitato organizzativo per i XX giochi olimpici invernali) -

Linee guida di sostenibilità nel progetto, nella costruzione e nell'esercizio

dei villaggi olimpici".

2003. ITACA. Protocollo ITACA (Istituto per la Trasparenza,

Figura 3.13: Variazione dellaf MRT nelle strade l’Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti)- Gruppo di lavoro

di riferimento– Orientamento NS sera interregionale in materia di bioedilizia. “Protocollo ITACA” per la

valutazione della qualità energetica ed ambientale di un edificio

3.7 Cecklist

• Nicchie microclimatiche

• Condizioni radianti

• Albedo della pavimentazione

• Morfologia

Figura 3.14: Variazione dellaf MRT nelle strade 3.8 Riferimenti bibliografici

di riferimento– Orientamento EO – notte [1] Nikolopoulou, M. and Steemers, K. (2003). Thermal comfort and psychological

adaptation as a guide for designing urban spaces, Energy and Buildings, Vol. 35,

No.1.

[2] Katzshner, L. (2002). Bioclimatic characterization of urban microclimates for the

usage of open spaces, Proc.: Architectural and Urban Ambient Environment,

Nantes.

[3] Scudo, G., Rogora, A. and Dessì, V. (2002). Thermal comfort perception and

evaluation in urban space, Proc.: EPIC 2002 AIVC, Lyon.

[4] Asaeda, T. and Ca Thanh, V. (1996). Heat storage of pavements and its effect on

the lower atmosphere, Atmospheric Environment, Vol. 3°, No 3.

[5] SOLENE++ Guide d’Utilisation, Laboratoire CERMA, École d’ Architecture de

Nantes.

Figura 3.15: Variazione dellaf MRT nelle strade [6] Dessì, V. (2001). Evaluation of microclimate and thermal comfort in open space,

di riferimento– Orientamento NS – notte th

Passive and Low Energy Architecture (PLEA) International Conference,

Proc.: 18

Florianópolis.

[7] http://www.meteotest.ch

[8] Santamouris M. and Doulos L. (2001). Comparative Study of Almost 70 Different

Materials for Streets and Pavements, M.Sc. Final Report, University of Athens,

Department of Physics, Athens.

[9] Dessì, V. (2002). People’s behaviour in an open space as design indicator –

comparison between thermal comfort simulation and users’ behaviour in an open

th Passive and Low Energy

space, Design with the environment, Proc.: 19

Architecture (PLEA) International Conference, Toulouse.

temperatura aria - Milano

temperatura aria - Atene

temperatura aria - Copenhagen 18

4. M U

ORFOLOGIA RBANA

4.1 Introduzione

Le ricerche svolte presso il Martin Centre di Cambridge hanno dimostrato

che l’applicazione innovativa di tecniche di elaborazione delle immagini al

tessuto urbano tridimensionale consente di creare dei nessi, a livello

semplificato, tra forma urbana e caratteristiche microclimatiche. Più

Figura 4.1: Modello tridimensionale dell’All specificatamente, i parametri di forma urbana sono stati ottenuti con l’uso

Saints Garden di Cambridge. di tecniche di elaborazione delle immagini che si sono rivelate di grande

utilità nell’analisi dei nessi tra la forma urbana e i diversi aspetti legati al

comfort ambientale, in particolare rispetto all’ambiente solare e a quello

eolico, nonché in termini di consumo energetico. Ciò consente di

ampliare le prospettive di studio dei microclimi urbani permettendo, senza

dover ricorrere a modelli complessi, di valutare l’impatto ambientale di

forme urbane alternative e di avanzare proposte di cambiamento.

I parametri ambientali che svolgono un ruolo centrale nella qualità della

vita in contesto urbano a livello di quartiere sono stati identificati in quegli

elementi che sono più direttamente influenzati dalle variazioni del

microclima causate dal processo di urbanizzazione. I principali fattori

microclimatici sono la temperatura (effetto isola di calore), l’esposizione

al sole, i movimenti eolici, l’ambiente acustico e la propagazione del

rumore in ambiente urbano. L’analisi morfologica dei centri urbani può

contribuire notevolmente alla valutazione di temperatura, sole e vento e

Figura 4.2: Modello di Elevazione Digitale fornire elementi di conoscenza relativamente alla propagazione del

(DEM). Una immagine 2D in scala di grigi rumore.

con valori da 0 (nero) a 255 (bianco),nero

e bianco corrispondono rispettivamente alle

altezze maggiori e minori dell’area. 4.2 Morfologia Urbana

Quando si parla di ‘morfologia urbana’ si intende semplicemente la forma

tridimensionale di un gruppo di edifici e gli spazi da essi creati. Questa

visione di fondo consente a urbanisti e progettisti di comprendere le

conseguenze di una progettazione strategica senza perdersi in dettagli

architettonici. La morfologia urbana riveste un’importanza fondamentale

in termini di microclima esterno.

Nella descrizione della morfologia urbana ci serviremo di una serie di

fattori descrittivi della forma che ci consentono di creare una correlazione

con la qualità dell’ambiente. Ad esempio, possiamo valutare l’influenza

della geometria architettonica sulla luce solare, il vento e il rumore negli

spazi aperti. L’obiettivo non è tanto una descrizione fisica dettagliata o la

complessità dei fenomeni, quanto la possibilità di definire relazioni

semplici.

Figura 4.3: Mappa del del suolo.Immagine

in bianco e nero. Nero (0) corrisponde

all’area costruita, bianco (1) allo spazio 4.3 Parametri morfologici e loro influenza sugli spazi urbani aperti

aperto. 4.3.1 Introduzione

Di seguito viene presentata e discussa una serie di parametri geometrici

e la loro relazione con il microclima urbano. Abbiamo concentrato la

nostra attenzione sui fattori morfologici che hanno maggior impatto sulla

qualità della vita degli spazi aperti. La Figura 4.4 riporta un elenco di

parametri morfologici e illustra il flusso di informazioni tra le varie mappe

di elaborazione delle immagini e come queste vengano sovrapposte e

combinate per fornire informazioni utili al processo di progettazione.

Come oggetto di questo studio sulla morfologia urbana è stato scelto l’All

Saint’s Garden di Cambridge, UK.

Utilizzando come input un modello tridimensionale (Figura 4.1), il Modello

di elevazione digitale (Digital Elevation Model - DEM) (Figura 4.2), la

mappa del suolo (Figura 4.3) e dati geografici e microclimatici, si sono

Figura 4.4: Mappa del Fattore ottenuti dati relativi ai tratti di cielo visibili annualmente e alla protezione

di Vista del cielo. I toni più chiari di grigio da sole e vento, che possono a loro volta essere ulteriormente elaborati

corrispondono a fattori di vista più elevati

(Algoritmo sviluppato da Ratti [1]). 19

Figura 4.5: Grafico del processo di analisi della morfologia urbana.

al fine di caratterizzare spazi aperti ed identificare aree che richiedono un

intervento progettuale. Tale caratterizzazione può inoltre essere di utilità

nell’elaborazione di strategie di progettazione rivolte a risolvere i problemi

legati alla morfologia urbana e al microclima.

4.3.2 Fattore di vista del cielo

Il fattore di vista del cielo (Sky View Factor – SVF) consiste

semplicemente nella misurazione tridimensionale dell’angolo solido della

vista del cielo da uno spazio urbano. Esso determina lo scambio di calore

radiante tra la città e il cielo. Se l’SVF è 1 significa che la vista del cielo è

totale, ad esempio all’aperto, con la conseguente stretta correlazione tra

temperature e valori metereologici. Se l’SVF è 0 significa che la vista del

cielo è totalmente ostruita e conseguentemente le temperature sono

fortemente legate al contesto urbano. Pertanto, in una cittadina

medievale con strade molto strette ci si può aspettare che il fattore SVF

sia elevato, intorno a 0.2, mentre in un ambiente urbano più aperto, con

strade ampie e vasti spazi, l’SVF sarà intorno allo 0.8. In una qualsiasi

città possono esserci dei valori tipici di SVF che determinano uno

scostamento generale di temperatura dai dati metereologici, ma possono Figura 4.6: Mappa della protezione solare I

grigi più scuri corrispondono alle zone con

altresì riscontrarsi fluttuazioni significative dell’SVF all’interno di uno una più elevata media annuale di ombra.

stesso tessuto urbano.

La Figura 4.4 illustra la mappatura dei fattori di vista del cielo del sito

oggetto del presente studio. In termini di progettazione, il fattore di vista

del cielo è direttamente correlato all’effetto isola di calore urbana [2]. Tale

fattore esercita una forte influenza sulle variazioni di temperatura

nell’ambiente urbano. In generale, un basso fattore di vista del cielo

implica un aumento dell’effetto di isola di calore, anche se vanno

considerati anche altri fattori, quali la necessità di ombra che può essere

soddisfatta ad esempio da strade strette.

Il fattore di vista del cielo può essere espresso anche in termini di

oscillazione di temperatura nella stagione estiva e mostra ambienti

termici più stabili (le zone nere hanno oscillazioni di temperatura minori)

rispetto a quelli che seguono più strettamente le condizioni sinottiche

(maggiore oscillazione termica). Negli ambienti più stabili, in particolare

ampi cortili riparati, le temperature estive risultano più basse

dell’ambiente circostante, confermando l’esistenza di isole di frescura

urbane. Tuttavia, in questi spazi occlusi, le temperature notturne sono

superiori a quelle dell’ambiente circostante e corrispondono all’intensità Figura 4.7: Mappa delle ore di sole. Tratta

dell’isola di calore urbana definita da Oke [2]. dalla mappa dell’ombreggiatura (Fig. 3.7);

ciascun colore corrisponde alla media delle

Visivamente, un fattore di vista del cielo elevato dà una sensazione di ore di esposizione al sole per ciascuna

“apertura” dello spazio esterno, un aspetto questo che assume notevole zona

rilevanza in termini di fruizione degli spazi aperti. 20

4.3.3 Protezione dal sole e ore di esposizione

Mappare l’ombreggiamento che protegge dal sole significa rilevare i dati

delle zone d’ombra per ogni ora della giornata una volta per stagione e

sovrapporre queste immagini per ottenere un profilo annuale di

ombreggiatura del sito in esame. La mappa d’ombreggiamento è riportata

nella Fig. 4.6. L’accesso alla luce solare e l’ombreggiamento sono

elementi importanti da considerare in fase di progettazione, soprattutto in

termini di radiazione e di irraggiamento. Poiché l’esposizione ai raggi

solari riveste un’importanza considerevole in termini di comfort termico, il

livello di esposizione al sole e di ombreggiamento, rappresentato da un

valore soglia di ore di ombra, costituisce un semplice indicatore di

diversità spaziale.

Figura 4.8: Mappa della protezione dal Dall’immagine di proiezione dell’ombra è possibile dimostrare per quante

vento. La mappa, derivata da istantanee di ore un’area urbana è esposta al sole. Al fine di semplificare l’immagine è

simulazione eolica di 12 diverse fonti di possibile generare delle mappe a curve di livello (Figura 4.7), stabilire

corrente, mostra la frequenza annuale

media delle correnti eoliche. Le zone più valori soglia e, da questi, definire zone in cui predomini l’esposizione al

scure corrispondono a quelle meno esposte sole o la presenza di ombra.

al vento. 4.3.4 Porosità e protezione dal vento

La ventosità rappresenta un altro importante parametro da tenere in

debita considerazione in fase di progettazione di un’area urbana. Il vento

Figura 4.9: Rosa dei venti di Cambridge può essere considerato sia un fattore positivo sia un fattore negativo,

secondo le condizioni climatiche generali di una zona e la stagione.

Poiché esso rappresenta un fattore facilmente percepibile nel microclima

urbano, il suo peso a livello di comfort termico è tutt’altro che trascurabile.

Per studiare il comportamento del vento in un centro urbano creiamo una

semplice galleria del vento virtuale che consenta di mappare le correnti

provenienti da 12 diverse direzioni e poi le sovrapponiamo per formare

un’unica mappa (Fig. 4.8). Ad ogni “istantanea” delle correnti eoliche è

assegnata una trasparenza proporzionale alla sua frequenza percentuale

proporzionale, tratta dalla rosa dei venti. Conseguentemente, una

protezione dal vento generata dalla direzione prevalente che questo

assume è più significativa di quella generata da una direzione

secondaria. Nel presente studio ci siamo avvalsi della rosa di

velocità/frequenza dei venti di Cambridge per mappare le protezioni dal

vento (Fig. 4.9). La mappa mostra alcune zone che sono

prevalentemente calme rispetto a quelle quasi sempre esposte ai venti.

Figura 4.10: Rosa di porosità. Illustra la La rosa di porosità riportata nella Fig. 4.10 costituisce un ulteriore

permeabilità dell’area calcolando il valore di indicatore delle correnti eoliche e della loro circolazione nel sito, che si

ostruzione degli edifici da ogni direzione. La

lunghezza della freccia indica il livello di basa sugli ostacoli alla circolazione eolica nelle diverse direzioni costituiti

porosità. dalla presenza di edifici. Un livello di permeabilità più elevato in una

determinata direzione indica corridoi di passaggio del vento. Quando c’è

coincidenza con le rose dei venti se ne possono dedurre indicazioni su

velocità e potenza del vento.

4.3.5 Campo di visibilità

La mappa della visibilità (Fig. 4.11) illustra semplicemente le superfici

visibili dal centro del sito. Queste mappe di visibilità rappresentano un

fattore di progettazione molto importante quando si valutano gli stimoli

visivi percepiti da un utente in uno spazio urbano

4.3.6 Diversità ambientale

Nel progettare spazi aperti nei centri urbani va ricordato che è meglio

creare una varietà di condizioni ambientali, poiché questo è lo stato delle

cose negli spazi aperti in natura [3]. In tal modo sarà possibile creare una

vasta gamma di condizioni ambientali favorevoli atte a soddisfare un

maggior numero di preferenze personali.

Figura 4.11: Mappa del campo visivo.

Indica il campo visivo di una persona che si L’interazione tra i vari parametri morfologici urbani crea un profilo di

trova al centro del sito. Le aree bianche diversità unico per ogni sito. Si utilizza il sistema di elaborazione di

corrispondono alle aree e alle superfici che immagini RGB per sovrapporre le mappe relative a cielo, sole e vento al

rientrano nella linea di visuale del soggetto.

(Algoritmo sviluppato da Ratti [1]). fine di poter dare un’idea dalla potenziale diversità ambientale in contesto

21

urbano. Le mappe in scala di grigi, relative al fattore di vista del cielo

(Fig. 4.4), all’ombreggiamento dai raggi solari (Fig. 4.6) e alla protezione

dal vento (Fig. 4.8), vengono ridotte a valori soglia e assegnate ai canali

RGB di un’immagine RGB a colori (Fig. 4.12).

La mappa risultante (Fig. 4.13) indica la presenza di un complesso

insieme di condizioni ambientali. Il grafico relativo alla distribuzione dei

diversi profili ambientali nell’area mostra che il sito presenta una

predominanza di condizioni di calma di vento e presenza di sole, nonché

zone con condizioni di cielo-sole-vento, perfettamente in linea con il

clima inglese, particolarmente se si considera la presenza di zone calme

e ombrose così come di zone ventose e soleggiate. In un clima

temperato, la quasi totale assenza di zone ventose e ombrose nello

spazio aperto non deve sorprendere, tuttavia, in giornate

eccezionalmente calde, destinate ad aumentare come conseguenza dei

cambiamenti climatici, questo può limitare notevolmente il livello di

comfort climatico. La situazione può essere migliorata introducendo

rimedi quali l’effetto rinfrescante di alberi e l’effetto evaporante

dell’acqua. Inoltre si potrebbe prevedere l’accesso a zone intermedie

con le giuste caratteristiche termiche, quali un’elevata massa termica

orientata verso i venti prevalenti per incoraggiare il movimento dell’aria,

aspetti dell’orientamento a nord, ecc.

Queste mappe di diversità ambientale possono essere create per

qualsiasi clima, sito o stagione, al fine di analizzarne le caratteristiche.

L’analisi potrà essere più o meno dettagliata, nonostante la quantità di

informazioni contenute anche nelle semplici mappe qui presentate

raggiunga già i massimi livelli di fruibilità. L’obiettivo principale di tali

mappe è di illustrare il livello relativo di diversità ambientale quale

funzione della forma urbana. La valutazione della diversità ambientale in

termini di gamma e quantità delle diverse condizioni termiche disponibili

dovrà riflettere il contesto climatico. Si può parlare di “diversità Figura 4.12: Mappe di soglia per cielo, sole e

appropriata” laddove i fattori negativi sono ridotti e le condizioni positive vento utilizzate quali canali RGB per la mappa

sono aumentate. In un clima caldo-arido si cercherà di avere più ombra della diversità (Fig. 4.13).

e una maggiore stabilità termica, mentre in zone caldo-umide la

ventilazione e l’ombra assumono un’importanza cruciale. In un clima

freddo, invece, dovrebbero predominare condizioni di sole e calma di

vento. Analogamente, in zone caratterizzate da forti variazioni stagionali

è possibile prevedere alcuni spazi con condizioni adeguate per la

stagione estiva e altri per la stagione invernale. Tuttavia, qualsiasi sia il

tipo di clima o stagione, è comunque auspicabile poter disporre di una

vasta gamma di condizioni per una maggiore possibilità di scelta.

Figura 4.13: Profilo di diversità dello spazio aperto. L’immagine sulla sinistra illustra la sovrapposizione risultante tra le mappe di soglia del

fattore di visibilità del cielo, dell’ombreggiatura e della riparazione dal vento. Il grafico illustra la distribuzione delle varie combinazioni 22

ambientali presenti nel sito. 4.3.7 Desiderabilità

Tabella 4.1: Lo studio si spinge fino a stabilire una scala delle varie combinazioni

Classificazione dei profili ambientali,

Cambridge (GB) climatiche, basata sul metodo di Brown e de Kay [4]. In questo testo sono

stati individuati una serie di valori per variabili microclimatiche individuali

ENVIRONMENTAL A/ per clima e stagione. Questi sono stati sommati tra loro per creare una

PROFILE W Sp Su An scala per le varie combinazioni di soleggiamento, ombra, vento e calma

SHADE+STILL+SKY -1 -1 -1 -1

SUN+STILL+COVER 1 1 -3 0 di vento. La Tabella è stata adattata per includere variazioni delle

SHADE+WIND+COVER -3 -3 1 -2 condizioni di cielo e copertura, e, selezionando una classificazione del

SUN+WIND+COVER 0 0 0 0

SHADE+WIND+SKY -2 -2 2 -1 clima appropriata per Cambridge si è generata la classificazione delle

SUN+STILL+SKY 2 2 -2 1 combinazioni ambientali nella Tabella 4.1. Sulla base di questa

SUN+WIND+SKY 1 1 1 1

SHADE+LEE+COVER -2 -2 -2 -2 classificazione, la desiderabilità di differenti punti dello spazio aperto può

+3 – best condition essere distribuita su una mappa su base annuale o stagionale (Fig. 4.14).

-3 – worst condition

Adapted from Brown, G.Z. and DeKay, M., 2001 [5] Queste mappe danno un’indicazione sulle aree favorevoli per lo sviluppo

e l’identificazione di aree che richiedono interventi progettuali, in

particolare le zone blu più scure. Sulla base di tali classificazioni è

possibile illustrare la desiderabilità delle differenti zone all’aperto (Fig.

4.14). Queste mappe indicano le aree più adatte allo sviluppo e

identificano quelle zone in cui è necessario un intervento di

progettazione, in particolare le zone in blu scuro situate nello spazio

aperto in esame. La tavola completa delle classificazioni si può trovare

nella sezione della morfologia urbana del report finale di RUROS.

4.4 Il programma di calcolo

La Tabella seguente riporta una lista di tipi di programmi ed esempi

corrispondenti di pacchetti che possono essere utilizzati per generare le

immagini e realizzare l’analisi indicata in queste lineeguida:

Tabella 4.2: Tipi di programmi usati per l’Analisi della Morfologia Urbana

Applicazione Tipo di programma Esempio

modellizzazione 3D CAD e schizzi AutoCAD

DEM e Figur- rendering3D, elaborazione 3D Studio MAX, Maya, Lightwave,

Generazione del dell’ immagine Adobe Photoshop, Corel

suolo PhotoPaint, Matlab

Fattore di vista del elaborazione dell’ immagine Matlab

cielo e Analisi [1]

Rosa della porosità,

mappa delle ombre rendering 3D o elaborazione 3D Studio, Maya, Lightwave,

Obreggiamento dell’ immagine Matlab, Adobe Photoshop, Corel

solare, mappatura Photopaint

Sole-ora

Ombreggiamento CFD, Simulazione fisica Flovent, Fluent, Maya, 3D Studio

vento MAX

Mappatura della elaborazione dell’ immagine Matlab, Adobe Photoshop, Corel

diversità e Photopaint.

desiderabilità

4.5 Conclusioni

Il tentativo di definire o cercare di creare condizioni termiche ottimali in un

contesto urbano dà risultati relativi. Ciò che è più importante è la

possibilità di valutare il successo di un ambiente urbano in termini di

diversità ambientale. L’obiettivo quindi è di massimizzare la

diversificazione e quindi la possibilità di scelta, alle attività e alle

preferenze dell’utente in relazione al clima.

4.6 Bibliografia

[1] Ratti, C. (2001). Urban analysis for environmental prediction, PhD Dissertation,

Figura 4.14: Mappa della desiderabilità. University of Cambridge.

Mappa della desiderabilità nei mesi [2] Oke, T. (1987) Boundary Layer Climates, 2nd ed., Routledge. London.

invernali ed estivi sulla base del profilo della

diversità e di una classificazione delle [3] Proshansky, H.M., Ittelson, W.H. and Rivlin, L.G. (eds.) (1976) Environmental

preferenze generali. (Tabella 4.1) Le aree Psychology: People and their physical settings, Holt, R. and W., New York.

più scure indicano un minor grado di [4] Brown, G.Z. and DeKay, M. (2001). Sun, Wind & Light: Architectural Design

desiderabilità. Strategies, John Wiley and Sons, New York. 23

5. M Z C T

APPATURA E ONINZZAZIONE DI OMFORT ERMICO

5.1 Introduzione

La metodologia per la mappatura del confort bioclimatico che

presentiamo è indirizzata particolarmente alle esigenze delle

amministrazioni urbane, degli urbanisti e degli architetti. Le mappe di

confort si riferiscono ad un ambiente urbano su scala di quartiere ed

hanno l’obiettivo di aiutare a prevedere e valutare le condizioni

bioclimatiche, l’uso dello spazio e l’influenza del progetto urbano

attraverso:

• la focalizzazione sull’analisi spaziale delle zone di confort termico

all’interno del sito,

• la facilitazione del confronto delle condizioni di confort termico tra siti

differenti,

• la possibilità di confrontare le condizioni di confort termico tra diverse

concezioni progettuali,

• la eleborazione di informazioni sulla stretta relazione tra confort

termico e uso dello spazio.

Come già menzionato in un precedente capitolo delle linee guida

l’accetazione e l’uso di spazi aperti è influenzata dalle condizioni

microclimatiche degli spazi stessi. Il microclima e la sensazione termica

dipendono fortemente dal progetto urbano ed hanno un’elevata

variazione temporale e spaziale. Quindi c’è una necessita di conoscenze

per progettare spazi aperti che tengano conto degli aspetti climatici.

Il problema che emerge è come valutare le condizioni di comfort termico

in relazione al comportamento delle persone, all’uso dello spazio ed al

progetto urbano. Si possono utilizzare indici bioclimatologici come il PMV

o PET [1] che prevedono la sensazione termica media sulla base dei

parametri meteorologici, del modo di vestirsi e dell’attività delle persone.

Sfortunatamente, il calcolo di tali indici nel contesto di un ambiente

urbano a livello di microscala è un lavoro da esperti che richiede molto

tempo e risorse finanziarie. Per esempio, per avere un modello di

distribuzione spaziale del PET occorrono dettagliate informazioni sulle

condizioni meteorologiche di uno spazio aperto, che devono essere

raccolte attraverso indagini sul campo o calcolate mediante simulazioni al

computer. Questi vincoli ci spingono a ritenere che sia necessario

mettere a disposizione di architetti, urbanisti ed ammisistrazioni locali

adeguate tecniche alternative o strumenti per la valutazione di diversi

scenari di pianificazione in termini di condizioni di comfort termico e d’uso

dello spazio.

Figura 5.1: Struttura base del processo di zonizzazione del comfort termico Figura 5.2: Metodo per la zonizzazione del comfort termico

24

5.2 Metodologia di mappatura del comfort

La metodologia per la mappatura delle condizioni di comfort termico nel

contesto urbano è stata sviluppata sulla base dei risultati della ricerca sul

campo, mentre la procedura di mappatura in sé non richiede

necessariamente dati sperimentali.

5.2.1 Indagine sul campo

Le indagini si sono concentrate sul monitoraggio dei fattori ambientali ed

umani (ad esempio misure meteorologiche dell’ambiente termico così

come interviste ed osservazioni sulla percezione ed il comportamento

delle persone) relativi ai diversi spazi pubblici all’aperto in Europa.

In tal modo, dalle indagini sul campo sono state ricavate molte Figura 5.3: Il sito del caso di studio

informazioni sulla variazione spaziale e temporale dei parametri climatici “Florentiner Platz”, (vista da O-S-O)

e degli indici di comfort (PET) così come sulla valutazione del comfort e

sull’uso dello spazio all’interno dei diversi siti [2]. Nel complesso è

emersa una stretta relazione tra il comportamento umano, le strutture

morfologiche e il comfort termico che ha costituito la base per lo sviluppo

della metodologia di mappatura, che permette di valutare le condizioni di

comfort termico ed anche indicazioni come i suggerimenti che “

d’accompagnamento” alla progettazione.

5.2.2 Procedura di mappatura

La Figura 5.1 fa vedere la struttura base del processo di individuazione di

zone di comfort termico. L’obiettivo più importante del lavoro svolto è

stato la messa a fuoco uno strumento di facile utilizzo e comprensione

finalizzato alle esigenze ed agli interessi di architetti ed urbanisti.

I principali fattori presi in considerazione sono: Figura 5.4: Il sito del caso di studio della

“Bahnhofsplatz” (vista da OSO)

• la morfologia del sito,

• i parametri meteorologici e

• i parametri di tempo.

Per quanto concerne i parametri meteorologici l’attenzione si focalizza

particolarmente sulla radiazione solare e la velocità del vento. Questi due

aspetti presentano una variazione spaziale e temporale elevata, ad

esempio causando in un sito, alla medesima ora, differenti situazioni di

comfort [3,4]. La temperatura dell’aria e la pressione di vapore sono più

omogenee e diventano importanti nel contesto della “ calibratura” e

valutazione.

Per quanto riguarda i parametri di tempo, l’analisi si concentra su

specifici periodi di tempo, da definire in stretta correlazione con le

questioni evidenziate.

Infine si elabora una distribuzione spaziale di zone con simili condizioni di

comfort, seguita da una valutazione in termini di rischio e di adeguatezza.

Le problematiche progettuali e l’uso di uno spazio aperto sono ritenuti

fattori/variabili determinanti, agendo in due “direzioni” diverse: da un lato

influiscono sulla mappatura e i risultati della valutazione, dall’altro

possono comportare l’esigenza di modifiche/ adattamenti nel progetto,

nell’ uso dello spazio etc.

La Figura 5.2 fa vedere la procedura di mappatura in maggior dettaglio.

Come menzionato prima, la radiazione solare ed il vento i sono parametri

meteorologici i più influenti.Per quanto riguarda la struttura morfologica

ed il tipo di superfici, possono essere analizzati e classificati (utilizzando

strumenti diversi. Ad esempio la radiazione a onda corta può essere

calcolata con il software TOWNSCOPE [5]; la radiazione termica si può

valutare partendo dalla radiazione globale in rapporto alle caratteristiche

delle superfici; mentre la radiazione riflessa da facciate circostanti è un

indicatore importante. La combinazione delle tre mappe tematiche dà

origine all’individuazione di zone termiche che devono essere calibrate 25

sulla base del clima regionale e possono essere elaborate per diverse

zone climatiche. Anche le mappe dei fattori di vista del cielo offrono

importanti informazioni che agevolano l’interpretazione delle variazioni

di condizioni di comfort nel corso dell’anno o del giorno.

Messa a confronto con il calcolo degli indici bioclimatici come il PET, la

metodologia descritta è piuttosto semplice e sembra essere adatta ad

includere la considerazione degli aspetti climatici nei processi di

progettazione.

5.3 Applicazione della metodologia di mappatura del comfort –

Risultati

Qui di seguito verrà illustrato l’approccio teoretico sopra descritto,

presentando i risultati della mappatura di due siti di Kessel (Germania

centrale): Florentiner Platz e Bahnhofsplatz. Entrambi i siti sono situati

nel centro della città di Kessel, ma differiscono notevolmente nelle

dimensioni, proporzioni e vegetazione (Figura 5.3 e 5.4).

La procedura di mappatura è stata eseguita utilizzando diversi pacchetti

software e un sistema GIS.

5.3.1 Mappe di comfort termico

Le zone di comfort termico sono elaborate dai “layers” termici dei

“pattern” di radiazione e di ventilazione“. La Figura 5.5 fa vedere le

rispettive mappe e le zone di comfort che ne derivano nel caso della

Florentiner Platz in una giornata soleggiata durante il solstizio estivo. Le

condizioni di comfort termico sono descrittecon un range di classi di

comfort che rappresentano aree con condizioni di comfort e di

sensazione termica simili. La relazione tra le categorie e il relativo voto di

comfort dipende dal clima regionale ma anche dai diversi tipi d’uso degli

spazi. Per Kassel la relazione è stata determinata con i risultati delle

interviste e osservazioni dell’analisi su campo riferita ad attività sul sito

come lo stare seduti, stazionare inpiedi etc. (Figura 5.6).

Per quanto riguarda la percezione e la valutazione da parte delle

persone intervistate, così come l’uso dello spazio, sulla base delle

Figura 5.5: I livelli tematici di “irradiazione” indagini sul campo si può asserire che le persone (a Kessel/Germania)

e ”vento” così come la conseguente

“individuazione di zone di comfort termico” gradiscono avere un certo grado di stress fisiologico (calore). Aree

della “Florentiner Platz” 0

soleggiate (con un valore PET > 22 C) sono richieste e preferite quasi

per tutto l’anno. Solo durante i giorni veramente caldi sempre più persone

si sono lamentate per il disagio e ed hanno frequentate e ritenuto

comfortevoli le zone relativamente più fresche (all’ombra o ventilate).

Nella Figura 5.7 è riportata la zonizzazione del comfort per la

Bahnhofsplatz. In confronto alla Florentiner Platz la morfologia

completamente differente comporta condizioni più omogenee e di

temperature più alte.

5.3.2 Valuazione

Come descritto nelle mappe di comfort termico presentate sopra, si può

notare come le condizioni termiche variano all’interno di un sito. Tener

conto ed evidenziare l’uso esistente dei “pattern” spaziali ne facilita la

valutazione. Ad es. nel caso della Florentiner Platz la posizione del bar-

caffetteria (sotto un grande albero nel centro del sito contrassegnato

nella mappa dal colore blu) non è molto adatta alle condizioni di comfort

Figura 5.6: La relazione termico. Ma, considerando e valutando la struttura climatica dell’intero

tra classi di comfort sito, è d’obbligo evidenziare che l’ oscillazione e la frequenza delle

termico e sensazione

termica, per Kessel in diverse classi di comfort sono piuttosto alte e ben bilanciate, come si può

riferimento alle attività sul evincere dall’analisi statistica rappresentata dagli istogrammi (Figura 5.8).

sitoalle attività durevoli La struttura disomogenea esistente facilita le differenti attività dei

26

potenziali fruitori e offre la possibilità di scelta tra le differenti condizioni

termiche, mentre nel caso della Bahnhofsplatz la situazione è più

omogenea.

Figura 5.8: Istogramma relativo alla Florentiner Platz (a sinistra) e alla Bahnohfsplatz (a

destra)

Questo tipo di analisi offre ulteriori informazioni se si relazionano le

statistiche alle aree adatte esclusivamente ad attività situate, come lo

stazionare in piedi, lostar seduti etc.. (ad es. escludendo le aree

riservate al traffico). La Figura 5.9 fa vedere i risultati di entrambi i siti,

Florentiner Platz e Bahnhofsplatz, dai quali è evidente che il potenziale

dei due siti in termini di comfort termico è completamente differente.

Figura 5.9: Istogramma relativo alla Florentiner Platz (sinistra) e alla Bahnhofsplatz (destra)

– escludendo le aree riservate al traffico etc.

In tale contesto merita di essere menzionata la definizione di “clima

ideale urbano”: “[…] è una situazione atmosferica all’interno del

microclima urbano ( “Urban Cluimatic Layer” o UCL) con un’elevata

variazione di tempo e spazio in grado di sviluppare condizioni termiche

disomogenee per l’uomo nel raggio di 150m. Il clima ideale dovrebbe

essere privo di inquinamento atmosferico e di stress termico mitigandole

variazioni dei climi regionali con l’uso di più ombreggiamento e Figura 5.7: “Zooningg” del comfort termico

per Bahnhofspaltz

ventilazione ( nei climi tropicali e caldi) o di protezione dal vento ( nei

climi temperati e freddi)” [6]. 27

5.3.3 Descrizione mediante il fattore di vista

La Figura 5.10 fa vedere la valutazione dell’apertura del cieli per le

piazze Florentiner e Bahnhofplatz (calcolate con il softwere

Tonwscope).Il fattore medio di vista del cielo ( SVF) per la relativamente

piccolaFlorentiner Platz che ha al centro diversi alberi secolari di grandi

dimensioni è del 36%, mentre quello per la Bhanhofsplatz è del 58%.

Insieme alle mappe di comfort termico tale differenza ci dà ulteriori

informazioni relative alle condizioni di comfort nel corso della giornata o

dell’anno: quanto più alto è l’SVS, tanto più elevata è la differenza tra il

giorno e la notte oppure tra l’estate e l’inverno. Di conseguenza, la

Florentiner Platz tende ad avere una situazione termica un po’ più

uniforme rispetto alla Bahnhofsplatz.

5.4 Conclusioni

E’ disponibile una metodologia per disegnare delle mappe di comfort

termico microclimatico, che può essere applicata a qualsiasi sito in modo

relativamente semplice ed efficace. Grazie alle mappe di comfort si può

fare il confronto e la valutazione tra diverse alternative di concezioni

progettuali, corrispondenti veramente alle esigenze della progettazione

alle diverse scale. Inoltre, da esse possono ricavare caratteristiche e

valutazioni delle diverse strutture della città, inclusi i “pattern” climatici di

uso degli spazi urbani.

Le mappe di comfort termico fanno vedere in modo dettagliato come le

strutture urbane, i materiali e la vegetazione influiscono sul comfort

termico. Per quanto riguarda la pianificazione e progettazione di spazi

aperti, la radiazione può essere influenzata principalmente dalle strutture

della città, vegetazione, materiali e colori, mentre il vento, fattore

dominante secondario per le condizioni termiche, può essere incanalato

o ridotto dalla vegetazione.

La procedura di mappatura può essere utilizzata in diversi tipi di processi

di progettazione urbana, specialmente su scala di quartiere e di

ìianificazione dello spazio aperto. La normativa tedesca non prevede

Figura 5.10: In confronto: SVF della standard concreti ma requisiti diversi di carattere generale e linee-guida

Florentiner Platz (media: 0,36) e

Bahnhofsplatz (media: 0,58) per includere gli aspetti climatici nella progettazione. In tal modo la

metodologia per la mappatura del comfort termico è un ulteriore

strumento utile e appropriato per la progettazione di spazi aperti

comfortevoli.

5.5 Legislazione

BauGB. Baugesetzbuch (CODICE DEGLI EDIFICI FEDERALI).

VDI 3787/1. Meteorologia ambientale – Mappe climatiche e per

l’inquinamento dell’aria per città e regioni.

VDI 3787/2. Meteorologia ambientale – Metodi per una valutazione

umano- biometeorologica del clima e dell’igiene dell’aria per la

pianificazione urbana e regionale a livello regionale – Parte I: clima.

5.6 Checklist

• Analisi spaziale della radiazione attraverso I diagrams shadow e le

distanze dagli edifici

• Analisi del percorso del vento

• Calcolo della zonizzazione del comfort termico con l’indice termico

corrispondente

• Valutazione attraverso rilievi mobili. 28

5.7 Bibliografia

[1] VDI (1998). Guideline 3787/2. Environmental meteorology – Methods for the

human-biometeorological evaluation of climate and air hygiene for urban and

regional planning at regional level – Part I: climate, Düsseldorf.

[2] Katzschner, L., Bosch, U. and Röttgen, M. (2002). Behaviour of people in open

spaces in dependency of thermal comfort conditions, Design with the environment,

th Passive and Low Energy Architecture (PLEA) International Conference,

Proc.: 19

Toulouse, pp. 411-415.

[3] Matzarakis, A. (2001). Die thermische Komponente des Stadtklimas, Berichte des

Meteorologischen Institutes der Universität Freiburg Nr. 6, Freiburg.

[4] Bauer, B. (1999). Mikrometeorologische Analyse und Bewertung kleinräumiger

Platzstrukturen, UFZ-Bericht 3/1999, Stadtökologische Forschung, Nr. 18, Leipzig.

[5] Teller, J. and Azar, S. (2001). TOWNSCOPE II - A computer system to support

solar access decision-making, In Solar Energy, Vol. 70, No. 3, pp. 187-200.

[6] Katzschner, L. (1997). Urban climate studies as tools for urban planning and

architecture, Anais IV, ENCAC, Salvador. 29

6. C V S U

OMFORT ISIVO NEGLI PAZI RBANI

6.1 Introduzione

Nella percezione umana, uno spazio aperto ben progettato di solito è

associato ad un’esperienza visiva positiva. Diversi fattori possono

contribuire a sviluppare questo senso di appagamento: vista libera del

paesaggio o degli edifici circostanti, vegetazione gradevole, spettacolari

facciate, arredo urbano ben progettato. Tutti questi fattori sono collegati

al senso estetico e sono, pertanto, fonti di “piacere visivo” (il riferimento

[1] offre un intero capitolo che tratta di questi argomenti).

Nell’ambito del progetto RUROS, il “confort visivo” è stato affrontato

usando un approccio più tecnico mutuato dagli studi sulla progettazione

dell’illuminazione: per assicurare “confort visivo” è necessario garantire

livelli di illuminazione adeguati in tutto lo spazio e, allo stesso tempo,

prevenire la sensazione di abbagliamento. Più precisamente, il fenomeno

dell’abbagliamento si verifica quando il campo visivo è caratterizzato da

-2

valori di illuminazione troppo elevati (misurati in cd.m ) o da contrasti

luminosi troppo marcati.

Questo approccio, che tralascia deliberatamente i parametri di “piacere

visivo”, è appropriato quando si studiano gli spazi aperti in relazione al

loro microclima. Il “confort visivo”, pertanto, è una qualità che deriva da

una progettazione dello spazio aperto ben adattata alla fonte di luce

naturale diurna presente nel sito. Il confort visivo notturno fornito

dall’illuminazione pubblica non è considerato in questa sede, in quanto si

tratta di un argomento su cui esiste già una vasta letteratura.

Da molto tempo, la penetrazione della luce diurna all’interno della

struttura urbana è stata riconosciuta come un importante fattore di qualità

che richiedeva strumenti che la preservassero soprattutto in città

densamente urbanizzate. Come viene mostrato in [2], spesso sono stati

predisposti regolamenti di individuazione di zone urbane finalizzate a tale

(%) 100 shade sun

Frequency scopo.

90

80 Il presente capitolo non focalizza l’attenzione su tali regolamenti ma si

70 concentra sulle caratteristiche micro-climatiche dell’ambiente luminoso

60 misurato a livello stradale e sulla simultanea registrazione delle reazioni

50 degli utenti. Le relazioni empiriche tra i parametri misurabili e le reazioni o

40 sensazioni degli utenti sono state dedotte da indagini sul campo condotte

30 su una dozzina di spazi aperti in tutta l’Europa.

20

10

0 1 15 30 45 60 75 90 105 120 6.2 Livelli d’illuminazione e abbagliamento negli spazi urbani

Eh (klux) aperti

Figure 6.1: La distribuzione dei livelli di C’è ampio accordo nel ritenere che per attività visive diurne i livelli

illuminazione diurna osservata in due d’illuminazione necessari a garantire una confortevole percezione visiva

spazi aperti situati a Fribourg (CH) Le variano tra 100 e 1000 klux a seconda della dimensione dei dettagli

misurazioni sono state effettuate per due geometrici che devono essere discriminati (livelli di illuminazione più alti

settimane di ogni stagione. L’asse

orizzontale è definito in base alle per dettagli più piccoli). Come mostra la Figura 6.1, i livelli di

oscillazioni superiori delle classi di livello illuminazione diurna orizzontale registrati negli spazi aperti quasi sempre

di illuminazione. superano i 1000 lux persino in zone ombreggiate. Ciò permette di

Distribuzioni simili sono state osservate in eseguire facilmente qualsiasi comune compito visivo. Tuttavia, i livelli di

altre località europee. illuminazione possono diventare insufficienti sia all’alba che al crepuscolo

o in aree molto dense caratterizzate da profondi canyon urbani.

La Figura 6.2 mostra quattro possibili cause di abbagliamento in spazi

urbani aperti. Per ciascuna immagine, nella tavola 6.1, vengono elencati i

valori di luminosità misurati in certi punti-chiave. Tali valori sono la

risultante del potere riflettente dei materiali e della luminosità della luce

diurna proveniente direttamente dai raggi solari e dalla luce diffusa

emanata dal cielo, dal suolo e dagli edifici circostanti. I contrasti luminosi

30

osservati in queste situazioni di ipotesi di abbagliamento non superano il

valore di 1:65, il che costituisce un rapporto piuttosto basso se

confrontato con quello di 1:4000 riscontrato frequentemente in ambienti

interni illuminati con luce solare o artificialmente. Naturalmente, se lo

sguardo è orientato in prossimità della direzione del sole si possono

raggiungere rapporti di luminosità molto alti. Tuttavia, questo caso

estremo non è rilevante poiché è altamente improbabile che qualcuno

possa mantenere il proprio sguardo diretto in tale direzione per più di

pochi secondi. Tabella 6.1:

Valori di luminosità e rapporto di contrasto luminoso misurati nelle quattro località

raffigurate nella Figura 6.2.

Luminosità di punti-chiave Rapporto max. di

contrasto luminoso

Facciata Cielo blu: 4000 1:26

insolitamente Facciata illuminata: 13000

chiare Pavimento all’ombra: 500

Facciata Cielo blu: 5000 1:20

insolitamente Facciata buia: 400

scure Facciata luminosa: 8000

Pavimento all’ombra: 700

Arredamento Tavolo ombreggiato: 2800 1:38

chiaro Tavolo illuminato dal sole: 19000

Pavimento all’ombra: 500

Tetto Pavimento illuminato dal sole: 2600 1:65

traslucido Pavimento all’ombra: 800

Tetto traslucido: 52000

Poiché il cielo coperto agisce come un ampio diffusore di luce che

compone i valori di luminosità del campo visivo (per es. le ombre

scompaiono) i rapporti di contrasto in tale circostanza non potrebbero mai

superare quelli osservati in condizione di cielo terso.

Da queste osservazioni appare che sia i livelli di luminosità che i contrasti

di luminosità prevalenti negli spazi aperti urbani influenzano il confort

visivo diurno degli spazi esterni in maniera diversa rispetto a quello degli

spazi interni. Per tale ragione, sulla base di indagini sul campo, sono

state stabilite relazioni empiriche tra i parametri misurabili, come i livelli di

luminosità e le reazioni dell’utente. Il capitolo seguente presenta tali

relazioni.

6.3 Valutazione del campo luminoso da parte dell’utente

Sono state formulate alcune domande specifiche agli utenti di spazi

aperti, allo scopo di accertare come le persone valutano il campo

luminoso:

• l’apparenza luminosa dello spazio, definita come Luminous Sensation

Vote (LSV), valutata attraverso una scala di 5 valori, che varia da Figure 6.2: Possibili cause di abbagliamento

“molto scuro” a “molto chiaro”, in spazi aperti urbani (dall’alto in basso):

• - Facciate particolarmente chiare

the sunlight conditions, valutata attraverso una scala di 3 valori, che - Facciate particolarmente scure

varia da “c’è troppo sole a ”preferirei che ci fosse più sole” e - Arredo urbano chiaro

- Copertura traslucida

• abbagliamento delle superfici circostanti. 31

Contemporaneamente, sono state fatte alcune osservazioni allo scopo di

studiare il comportamento delle persone legato in qualche modo al

sun

shade

2 campo luminoso.

vote La Figura 6.3 mostra le correlazioni osservate tra la luminosità

1

sensation orizzontale misurata nello stesso luogo in cui le persone sono state

luminous intervistate e le risposte registrate o le osservazioni. Ogni punto del

0 0 20 40 60 80 100 120 140 grafico è stato ottenuto effettuando la media dei risultati di 30 interviste.

Eh (klux)

People's -1 Il primo grafico mostra come le persone valutano la loro sensazione di

-2: very dark -1: dark 0: neither dark nor bright +1: bright +2: very bright luminosità. Sorprendentemente, persino con livelli di luminosità molto

-2 bassi, sono stati registrati pochissimi voti negativi (lato oscuro della scala

1 di sensazione luminosità). È sufficiente che le persone si trovino in spazi

esterni perché essi valutino la luminosità dell’ambiente pari a LSV >= 0.

sun

for La curva di regressione aumenta in modo regolare fino a LSV = +1 (vale

vote 0 a dire “luminoso”) per livelli di luminosità attorno a 50 lux. Il livello di LSV

People's 0 20 40 60 80 100 120 14

0

Eh (klux) oscilla verso l’alto o il basso a seconda della presenza o meno della luce

solare nel luogo in cui si trova l’utente: a parità di livello di luminosità, la

LSV aumenta di circa +0.2 unità nei luoghi illuminati dal sole rispetto a

-1: less sun 0: OK +1: more sun

-1 quelli posti all’ombra. Per i livelli più alti, tipici dei cieli tersi, la regressione

100

90 sembra raggiungere rapidamente un valore massimo intorno a LSV= 1.2.

80

glare Ciò mette in risalto l’alta efficacia dell’effetto di adattamento del sistema

70

feeling 60 visivo. Benché il valore medio di LSV appare seguire una curva piana, i

50

people voti individuali, in realtà, sono molto divergenti. La maggioranza delle

40

of 30 persone considerano “chiaro” il campo luminoso. Tuttavia, il 40 % o più

% 20 delle persone esprimono un voto diverso. Ciò è un chiaro segnale che la

10

0 percezione di luminosità varia in maniera significativa tra le persone.

0 20 40 60 80 100 120 140

Eh (klux)

100 Il secondo grafico mostra l’aspettativa delle persone di maggiore (+1) o

90

sunglasses minore (-1) luce solare. La tendenza appare molto chiaramente: meno

80

70 luce ricevono più luce si aspettano. Sorprendentemente, questa forte

60

wearing aspettativa svanisce solo in presenza di valori di illuminazione piuttosto

50

40 alti (~115 Klux), raggiunti solo verso mezzogiorno di una giornata estiva

people 30 soleggiata.

20

of

% 10

0 Da questi risultati sembra emergere una semplice legge empirica: gli

0 20 40 60 80 100 120 140

Eh (klux) utenti di spazi aperti amano sempre avere più luce (soprattutto quella

100 solare). Tuttavia, il terzo grafico mostra che una frazione piuttosto ampia

90

eyes 80 di persone prova un certo senso di abbagliamento persino in luoghi

their 70

screening 60 ombreggiati e in presenza di livelli di luminosità relativamente bassi.

50 Ancora una volta, l’effetto di adattamento visivo può spiegare la leggera

40

people 30 diminuzione della curva di regressione sopra i 70 klux. La Figura 6.4

20

of mostra quali parti del campo visivo appaiono abbaglianti. È interessante

% 10

0 notare che la più frequente causa di abbagliamento sembra essere

0 20 40 60 80 100 120 140

Eh (klux) rappresentata dalle facciate degli edifici. Il cielo o le coperture edificate

50 sono la seconda causa di abbagliamento. Infine, anche il suolo o la

writing 40 pavimentazione stradale causano abbagliamento ma ciò avviene solo in

or presenza di livelli di illuminazione alti, i quali difficilmente possono essere

reading 30 raggiunti all’ombra.

people 20 I seguenti due grafici mostrano le frequenze di due reazioni osservate

of 10

% negli utenti: portare occhiali da sole e i movimenti per proteggere gli occhi

0 dalla luce eccessiva (cioè portare la mano sugli occhi, girare o piegare il

0 20 40 60 80 100 120 140

Eh (klux) capo, battere le palpebre). Questi comportamenti possono essere

Figure 6.3: Correlazioni empiriche osservate considerati come strumenti di adattamento adoperati dalle persone in

in due spazi aperti situati a Friburgo (CH). I modo più o meno conscio allo scopo di far fronte al disagio creato dal

livelli di luminosità orizzontale (in lux) sono campo luminoso.

mostrati sull’asse orizzontale.

Dall’alto in basso: L’ultimo grafico mostra la frazione di persone impegnate in attività di

- Luminous Sensation Vote medio scrittura o lettura. In questo caso non appare alcuna preferenza marcata.

- Preferenza di luce naturale

- % di persone che percepiscono Ancora una volta, ciò illustra il forte effetto dell’adattamento visivo che

l’abbagliamento consente alla gente di leggere o scrivere in qualsiasi tipo di ambiente

- % di persone che con gli occhiali da sole luminoso esterno. Questo indica anche che il “confort visivo” esterno

- % di persone che si riparano gli occhi dal probabilmente è influenzato più dal campo luminoso globalmente

sole

- % di persone che leggono o scrivono percepito che dalla luminosità stessa del sole in cui si svolge il compito

visivo. 32

Confrontando le correlazioni presenti nella Figura 6.3 con quelle Ground & pavement Surounding buildings Urban furniture Canopy or sky No

osservate in altre località europee emergono alcune interessanti similarità 100

(%)

e differenze: 90

Frequency 80

70

• Le curve di LSV presentano forme simili da un sito all’altro. Esse, 60

50

inoltre, non superano mai il valore di LSV pari a +1.2. Tuttavia, a bassi 40

30

livelli di luminosità, la curva inizia con valori di LSV più bassi nelle 20

10

località situate più a nord, contrariamente a quelle situate a sud. 0 1 15 30 45 60 75 90 105 120

• Eh (kl )

La curva di regressione di aspettativa del sole mostra un desiderio di Figure 6.4: Superfici considerate

sole più forte in coincidenza di latitudini settentrionali mentre, per le abbaglianti di fronte a illuminazione

latitudini meridionali, la curva di regressione si appiattisce su valori orizzontale.

molto prossimi alla neutralità. Ciò è dovuto al clima locale che

modifica la relativa frequenza di giornate con cielo terso o coperto:

laddove domina il cielo coperto, il sole è molto più desiderato rispetto

ai luoghi in cui prevale largamente il cielo terso.

• La frazione di persone che portano gi occhiali da sole è il parametro

soggetto a maggiori variazioni. Nelle località meridionali, almeno il

20% delle persone portano occhiali da sole, persino in coincidenza di

livelli di luminosità molto bassi. Con livelli di luminosità alti questa

frazione cresce fino al 60%. Al contrario, nelle località settentrionali,

questa frazione è compresa tra il 15% e il 30 % massimo.

I valori di LSV compresi tra 0.5 e 1 possono essere considerati un

obiettivo accettabile in fase di progetto. Il primo grafico (Figura 6.3 in

alto), mostra che l’LSV viene tenuto all’interno di questo intervallo di

valori di illuminamento orizzontale da 10 a 50 klux al sole, e da 25 a 60

klux all’ombra. Quando si progetta uno spazio aperto, questi intervalli di

valori dovrebbero essere confrontati con i livelli di illuminamento

prevalente che ci sono quando ci si aspetta che si trovino nell’area il

maggior numero di persone. Come succede nella pratica corrente i livelli

di illuminamento orizzontale (in klux) si possono calcolare dividendo per 8

-2

). Se i livelli di

la radiazione solare globale sul piano orizzontale (W.m

illuminamento prevalente superano 50 klux, si deve provvedere a fornire

ombra almeno in alcune parti del sito. Figure 6.5: Sinistra: proiezione

stereografica delle ostruzioni viste da un

singolo punto all’interno dello spazio

aperto indicato sulla pianta del sito

6.4 Penetrazione della luce naturale e comfort visivo mostrato sopra (di colore verde).Destra:

proiezione multistereografica calcolata per

l’intero sito. Il livello grigio indica la

Come è stato evidenziato nel capitolo precedente, la luce del sole è porzione di area del sito che dà libero

molto apprezzata negli spazi aperti. Come aiuto nella fase di accesso ad una direzione data nella volta

progettazione, è auspicabile uno strumento di valutazione della celeste.

penetrazione della luce solare negli spazi aperti. Per valutare l’accesso

del sole in singoli punti vengono comunemente usati i diagrammi dei

percorsi solari sovrapposti alle proiezioni stereografiche degli ostacoli

circostanti [3]. Tuttavia, per studiare uno spazio aperto nel complesso,

queste proiezioni non forniscono molto aiuto poiché differiscono in modo

considerevole da punto a punto.

È stato messo a punto un nuovo metodo per ovviare a questo problema.

Anch’esso è basato sulla proiezione stereografica, tuttavia, invece di

essere calcolato per un singolo punto, mette insieme le proiezioni

calcolate per punti campione, disposti su una griglia regolare che copre

l’intera area interessata. Di conseguenza, è stato dato a questo metodo il

nome di “multi-stereografico”. La proiezione multi-stereografica appare

come una vista sfuocata del cielo e degli ostacoli circostanti (Figura 6.5).

Ogni pixel del livello grigio indica la proporzione di area che ha libero Figure 6.6: La proiezione multi-

stereografica della volta celeste è

accesso alla direzione di volta celeste ad essa associata. suddivisa in tre zone (nero = le direzioni

A questo punto si può proporre un requisito progettuale: il confort visivo del cielo sono ostruite in più dell’80% del

sito, giallo = le direzioni del cielo sono

è preservato meglio quando il campo visivo offre abbastanza contrasti in ostruite in meno del 20% dell’area, bianco

prossimità della direzione orizzontale in cui le attività umana hanno = criterio soddisfatto). Infine, è stato

luogo. Questo requisito di varietà nel campo visivo è sostenuto da altri. sovrapposto il diagramma della traiettoria

(es. [1] e [4]) La penetrazione della luce solare a livello del suolo dei raggi solari, calcolato per la latitudine

del sito. 33

sicuramente è la principale fonte di contrasti che varia anche col

trascorrere del tempo. Pertanto, il requisito progettuale può essere

tradotto come un criterio concernente la proporzione dello spazio aperto

illuminato dal sole: l’area illuminata dal sole dovrebbe coprire tra il 20% e

l’80% del sito. Usando la proiezione multistereografica, quindi, è facile

identificare la zona di cielo che soddisfa questo criterio (Figura 6.6)

Infine, dopo aver sovrapposto il diagramma di traiettoria dei raggi solari, è

possibile dare una valutare visivamente in che misura e quando tale

requisito è soddisfatto o meno.

Le zone gialle della proiezione multi-stereografica (Figura 6.6) mostrano

come gli edifici che circondano questa piazza non offrono abbastanza

ombra, in particolare in estate dall’alba fino alle 16:30 (vera ora solare)

Per soddisfare il requisito di almeno il 20 % di area ombreggiata

dovrebbero essere piantati degli alberi. Si potrebbe controllare l’effetto

risultante usando una nuova proiezione multi-stereografica.

Allo scopo di calcolare una proiezione multi-stereografica, è stato fornito

un modello tridimensionale digitale degli edifici che circondano il sito. Il

calcolo viene, quindi, automaticamente eseguito usando un software che

tracci i raggi. Questo strumento sarà disponibile come servizio interno on-

line a partire da giugno del 2004 (www.eif.ch/ippf/).

6.5 La vista del cielo da spazi aperti

Analizzando dove guardano gli utenti di spazi aperti, appare evidente che

Figure 6.7: Mappe che evidenziano le lo sguardo è rivolto prevalentemente verso la parte più “aperta” del sito

parti del “cuore” di questa piazza (in alto: (vale a dire dove il cielo è meno ostruito) o verso specifiche attività (per

il sito preesistente, sotto: dopo la esempio bambini che giocano). Come mostra la Figura 6.4, appare

costruzione di un edificio di nuova

progettazione, nel suo lato meridionale). inoltre che le facciate degli edifici circostanti sono spesso considerate

Bianco =punto all’interno del “cuore”. abbaglianti.

Nero = punto esterno al “cuore” Il relativo effetto visivo combinato del cielo e delle facciate degli edifici

Il campo giochi è contrassegnato in può essere quantificato geometricamente usando il concetto di

rosso. illuminazione cilindrica (vedi glossario). Per esempio, è possibile

identificare i punti in cui il cielo occupa una porzione più ampia del campo

visivo rispetto agli edifici circostanti. In questi punti, si può presumere che

il “confort visivo” sia maggiore e meno soggetto all’effetto dei materiali e

colori delle facciate degli edifici. Ciò significa anche che in questi punti, il

controllo dei progettisti sul confort o sulla mancanza di confort visivo sia

minore.

In fase progettuale può, quindi, essere utile mappare le parti dello spazio

aperto in cui domina la libera vista del cielo. Tali parti possono essere

considerate come il “cuore” di uno spazio aperto. Esso è molto sensibile

all’altezza degli edifici circostanti. Per esempio, non appena il rapporto

altezza-larghezza di un canyon urbano supera il valore ~1:2 il suo cuore

scompare completamente.

La Figura 6.7 mostra la mappa delle parti del “cuore” di una piazza

esistente e le modificazioni che potrebbero verificarsi in seguito alla

costruzione di un nuovo edificio sul lato meridionale della stessa. La

mappa modificata permette, per esempio, di assicurarsi che le condizioni

di confort visivo prevalente nell’area del campo giochi non cambino in

modo drammatico una volta costruito l’edificio progettato.

Anche in questo caso, le mappe delle parti “cuore” possono essere

prodotte in modo automatico a partire da modelli digitali tridimensionali.

Anche questo servizio sarà reso disponibile su internet a partire da

giugno 2004, all’indirizzo (www.eif.ch/ippf/). 34

6.6 Checklist

Relativamente alle dimensioni dello spazio aperto:

• Per percepire la facciata di un edificio nel loro insieme, le persone

dovrebbero guardarla con un angolo inferiore o pari a 27° sopra il

piano dell’altezza-occhi [5]. Questo è il requisito per persone che

stanno ad una distanza maggiore o uguale a due volte l’altezza

dell’edificio.

• La distanza massima perchè le persone si possano riconoscere è di

24 metri.

Relativamente al livello di illuminamento e penetrazione della radiazione

solare negli spazi aperti:

• Tranne che in canyon urbani o sotto le arcate, illuminamento diurno

dovrebbe essere sufficiente.

• La luce naturale dovrebbe raggiungere sempre l’area dal 20%

all’l’80%. Si possono utilizzare heliodon reali o virtuali per assicurarsi

che sia rispettato questo criterio. La proiezione mutistereografica,

presentata in questo capitolo, per questo proposito rimane tuttavia il

metodo più conveniente.

Relativamente alla direzione da privilegiare per osservare negli spazi

aperti.

• Aree con attività intense o parti “cuore” del sit sono sempre più

attraenti rispetto al resto dell’area. Per assicurare l’ esistenza di

questo “cuore”, il rappoprto tra altezza e larghezza rilevato tra le

facciate e la larghezza dello spazio deve essere inferiore a ~1:2. Per

geometrie complesse il “cuore” deve essere calcolato da un modello

3D digitale del sito.

6.7 References

[1] Carmona, M. et al. (2003). Public Places – Urban Spaces, Architectural Press.

[2] Bryan, H. and Stuebing, S. (1986). Natural light as an urban amenity, Lighting

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[3] Littlefair, P.J. et al. (2000). Environmental Site Layout Planning: Solar Access,

Microclimate and Passive Cooling in Urban Areas, Building Research

Establishment, London.

[4] Lozano, E.E. (1974). Visual needs in the urban environment, Town Planning

Review, Vol 45, No.4.

[5] Ashihara, Y. (1970). Exterior design in architecture, Van Nostrand Reinhold

Company. 35

7. A S C A S U

MBIENTE ONORO E OMFORT CUSTICO NEGLI PAZI RBANI

7.1 Introduzione

Per ogni sorgente L’ambiente sonoro è un aspetto essenziale del comfort fisico negli spazi

urbani pubblici aperti. Questo aspetto viene trattato in questo capitolo in

Livello di pressione sonora maniera sistematica. Il capitolo inizia con una parte descrittiva

Spettro dell’ambiente sonoro negli spazi urbani pubblici aperti. Successivamente

viene trattata la percezione acustica delle persone basata sull’indagine in

Condizioni temporali tutta Europa. Questo è seguito da una serie di strumenti per il

progetto/considerazioni adatte ai differenti tipi di utenza. Infine vengono

Variazione (ora, giorno, ecc) fornite indicazioni sulla legislazione rilevante, una bibliografia, e una

checklist.

Durata 7.2 Descrizione dell’ambiente acustico

Caratteristiche dell’impulso Per progettare un buon ambiente acustico in uno spazio urbano pubblico

Localizzazione, distanza aperto, occorre considerare non solo gli aspetti fisici, ma anche quelli

Movemento della sorgente sociali, psicologici e fisiologici. Lo studio dell’ambiente sonoro e il comfort

acustico si focalizza sulle relazioni tra l’orecchio, l’essere umano,

Caratteristiche l’ambiente sonoro e la società. È inoltre importante considerare

Psicologico/sociali l’interazione tra l’ambiente acustico e le condizioni microclimatiche, come

descritto in altri capitoli del presente lavoro.

Suono naturale /artificiale Nella Figura 7.1 viene mostrato un modello per descrivere l’ambiente

Relazione alle attività sonoro in spazi urbani pubblici aperti. La descrizione include quattro parti,

vale a dire le caratteristiche di ogni fonte sonora, l’effetto acustico dello

Significato spazio, l’aspetto sociale, e altri aspetti. Dal momento che l’ambiente

Descrittivo o olistico sonoro può variare notevolmente, a seconda della posizione diversa nello

spazio pubblico urbano aperto, la descrizione dovrebbe essere basata su

Segnali sonori un numero rappresentativo di riceventi.

I suoni in uno spazio urbano pubblico aperto possono essere definiti note

Effetti dello spazio toniche, segnali/suoni in primo piano e segni sonori [1]. Le note sono

definite toniche in analogia con la musica, in cui una nota tonica

Riverberazione s’identifica con la tonalità fondamentale di una composizione attorno a

Suoni significativi intorno cui la musica viene modulata. I suoni in primo piano, denominati anche

allo spazio “segnali”, hanno la funzione di attirare l’attenzione. I suoni a cui una

comunità e i suoi visitatori prestano particolare attenzione sono chiamati

Suonidi sottofondo “segni sonori”, in analogia con le pietre che segnano i confini.

Percorso della riflessione Per ogni fonte sonora occorre prendere in considerazione il livello di

pressione del suono (SPL), lo spettro, le condizioni temporali, la

posizione della fonte e la distanza dai fruitori, la fonte del movimento, e le

Aspetti sociali caratteristiche psicologiche e sociali. Per quanto riguarda il livello del

suono, occorre tenere in considerazione sia l’SPL costante che statistico

Caratteristiche sociali degli [2]. Viene misurato in dBA, un sistema di misura corrispondente alla

utenti sensibilità degli esseri umani ai suoni. Quanto allo spettro, se viene

individuata la componente tonica, potrebbe essere utile tener conto dello

Condizioni acustiche nelle spettro di banda stretta [2].

case e nel posto di lavoro

degli utenti, esperienza L’effetto acustico proveniente da uno spazio urbano pubblico aperto è

acustica importante. Gli elementi dei confini e del paesaggio possono riverberarsi

su uno spazio urbano pubblico aperto, che influisce sul comfort acustico.

Altri aspetti Il riverbero può essere espresso usando le curve di decadimento o il

tempo di riverberazione (RT). Il tempo viene definito come il tempo

Temperatura, illuminazione, impiegato dal suono per decadere di 60 dB dopo l’interruzione della

etc.

umidità fonte. L’RT si ottiene di solito da –5dB a –35dB su una curva di

decadimento [2]. L’EDT, che è altamente correlato con l’intelligibilità del

Caratteristiche visive, di linguaggio, è basato sulla decadimento da 0 a –10dB. In entrambi i casi

architettoniche

paesaggio e si ricava un’inclinazione che corrisponde a un decadimento di 60dB [2-3].

Attività nella piazza Oltre alla riverberazione, occorrerebbe analizzare i pattern di pressione

e/o gli echi e gli effetti di focalizzazione per ricercare eventualmente

Figura 7.1: Schema descrittivo dell’ambiente difetti acustici [2-3]. È inoltre utile conoscere il rumore di fondo generale

acustico negli spazi pubblici aperti 36

e le fonti speciali del suono attorno ad uno spazio urbano aperto 5 5

analizzato/progettato, così come in tutta la città. È stato dimostrato che

l’ambiente acustico circostante può influenzare una valutazione Sound level rating

2

y = 0.001x - 0.0707x + 3.4458

soggettiva di uno spazio urbano aperto. 4 4

2

R = 0.7721

Gli spazi sociali dei fruitori giocano inoltre un ruolo importante e così

possono essere ottenute informazioni rilevanti. Ciò include il genere, il 3 3

gruppo di età, il luogo in cui si vive (vale a dire residenti locali o g

tin

provenienti da altre città), l’esperienza acustica precedente, l’ambiente ra

g

acustico domestico e dei luoghi di lavoro, così come lo sfondo culturale tin rt

fo

ra

generale e educativo [4-6]. 2 2 m

l

e o

Acoustic comfort rating

v c

le

Occorre, inoltre, tenere presente l’interazione tra il comfort acustico e tic

2

y = 0.0026x - 0.3109x + 11.484

d s

n 2

altri fattori come il comfort termico e visivo. Per esempio, gli effetti delle u

R = 0.5413

u o

o c

1 1

S

immagini visive riducono l’impressione negativa della qualità del suono e A

50 55 60 65 70 75 80 85

l’entità dell’effetto equivale talvolta a una riduzione di 10dB in SPL. SPL, Leq dB(A)

Figura 7.2: Relazione tra il livello del

suono, la misurazione del livello del

7.3 Percezione dell’ambiente acustico suono e la valutazione del comfort

acustico nei “Peace Gardens” di

7.3.1 Livello del suono Sheffield

Il Leq (livello di rumore equivalente e costante) in un periodo di tempo è

stato ampiamente adottato come obiettivo, indice generale per il rumore

ambientale[2]. Per gli spazi urbani pubblici aperti, tuttavia, il livello del

suono sullo sfondo, denominato Leq vale a dire il livello di suono che

90, basso

supera i 90 percentili [2], è un altro indice essenziale [5]. Un Leq

90

può rendere le persone più tranquille, sebbene i suoni dello sfondo

raggiungano un livello piuttosto elevato.

Generalmente, la valutazione soggettiva del livello di rumore è ben 100

correlato con il Leq medio, soprattutto quando il Leq è inferiore ad un

certo valore, cioè 73dBA. Tuttavia, il comfort acustico non è Favourite

necessariamente correlato al livello di suono soggettivo, in virtù 80

dell’adattamento psicologico nella percezione dell’ambiente sonoro. Nel )

processo di valutazione, per esempio, il fatto che un suono, sia (% 60

e

significativo o meno, è molto importante. La Figura 7.2 mostra una g

ta

relazione tra il livello del suono misurato, il livello del suono soggettivo, e n

e

rc 40

la valutazione del comfort acustico. e

P

Inoltre, persone provenienti da un ambiente domestico rumoroso tendono 20

ad adattarsi più facilmente agli spazi pubblici urbani aperti rumorosi [5]. Annoying (a)

0 10~17 18~24 25~34 35~44 45~54 55~64 >65

7.3.2 Valutazione dei suoni Age groups

La valutazione dei suoni sembra dipendere da molti fattori rispetto al

livello acustico. Vi sono tre livelli diversi di preferenza del suono [5]. Il 100

primo livello è la valutazione di base. Le persone generalmente

condividono la stessa predilezione per i suoni naturali e per quelli 80

connotati culturalmente piuttosto che per i suoni artificiali. I suoni dei Annoying

veicoli e i suoni provenienti da cantieri edili sono considerati i meno )

(% 60

piaceoli, mentre quelli provenienti da attività umane sono normalmente Percentage

considerati neutri. In secondo luogo, il background culturale e

l’esperienza ambientale a lungo termine giocano un ruolo importante nel 40

giudizio di valutazione del suono espresso dalle persone. Persone

provenienti da un ambiente simile possono mostrare una tendenza simile 20

nelle loro valutazioni del suono, che possono essere definite come Favourite (b)

macro-preferenze. In terzo luogo, le differenze personali, come il sesso o 0

l’età, influenzano ulteriormente la valutazione del suono secondo quello 10~17 18~24 25~34 35~44 45~54 55~64 >65

che possiamo definire micro-preferenza. Age groups

Individui più giovani o più vecchi possono presentare alcune differenze Figura 7.3: Differenze di preferenza del

essenziali nella valutazione dei suoni. Per esempio, con l’avanzare suono tra gruppi di età. (a).Canti di

dell’età, le persone sono generalmente più favorevoli, o tolleranti ai suoni uccelli; (b).Musica proveniente da

relativi alla natura, cultura o alle attività umane. Al contrario, persone automobile 37


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Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Per rogettare gli spazi aperti nell'ambiente urbano viene proposto un approccio bioclimatico. Vengono trattati i seguenti argomenti. Modelli di comfort termico per gli spazi aperti. Considerazioni sul vento negli spazi urbani. Valutazioni delle condizioni radianti nello spazio urbano. Morfologia urbana. Mappatura e zonizzazione di comfort termico. Comfort visivo negli spazi urbani. Ambiente sonoro e comfort acustico negli spazi urbani. Linee-guida e applicazione University. Considerazioni sociali nella progettazione degli spazi aperti. Stumenti di valutazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di PROGETTAZIONE DI SISTEMI COSTRUTTIVI INNOVATIVI e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Rinaldi Sergio.

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