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Procreazione medicalmente assistita nella giurisprudenza - Introduzione alla successione

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto di Famiglia e delle Successioni del Prof. Giovanni Furgiuele nell'anno accademico 2011.
Il documento propone un commento all'ordinanza del Tribunale di Salerno del 2010 in tema di procreazione medicalmente assistita e protezione degli embrioni,... Vedi di più

Esame di Diritto di Famiglia e delle Successioni docente Prof. G. Furgiuele

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ESTRATTO DOCUMENTO

Potremmo ritrovarne un esempio nel caso del Guatemala dove, dato che esiste una legge che

vieta al presidente della repubblica o ai suoi familiari di candidarsi per più di un certo numero

di mandati, volendo l’attuale presidente mantenere il potere nell’ambito della stessa famiglia,

ha simulato il divorzio dalla prima moglie e l’ha fatta candidare alle elezioni.

Una prima osservazione attiene al procedimento interpretativo di carattere estensivo della

formula dell’infertilità, della incapacità di avere figli attraverso la fecondazione naturale, Aspetti critici

come premessa per poter utilizzare la fecondazione artificiale. Un concetto che viene qui dell’ordinanza

ripetuto è quello della impossibilità di avere un figlio sano: in questa formulazione vi è un

procedimento abbreviato per indicare questo concetto che, probabilmente, in una visione

assoluta, significa sano oggi e domani, sano fino all’ultimo giorno della sua vita. Non è la

nostra ipotesi. Il diritto ad un figlio sano è diritto ad un figlio che non presenta,

immediatamente o poco dopo essere nato, delle carenze da un punto di vista del suo

organismo. Ognuno di noi nasce con difetti di fondo, ed il diritto inteso in senso assoluto

comporterebbe l’esclusione di questi difetti anche nel futuro; il concetto merita di essere

precisato: significa diritto ad un figlio che nasce sano.

Una seconda considerazione: quando si parla della filiazione naturale, che il figlio nasca sano

o meno è un dato casuale, non se ne sa nulla prima che nasca e manifesti i suoi difetti. Queste

considerazioni non valgono in relazione al concetto di diritto al figlio sano che, se esaltato in

una dimensione di carattere assoluto, potrebbe divenire pericoloso dando luogo a pratiche di

selezione delle caratteristiche fisiche del figlio (si ricordano le pratiche eugenetiche del

periodo nazista).

Con pratiche quali quella della amniocentesi non si opera una sorta di selezione? Non è tanto

il fatto che si possa analizzare, bisogna vedere cosa si riesce a sapere: se costituisce

presupposto per un intervento volto all’eliminazione del figlio potrebbe anche essere così, ma

si deve valutare che tipo di estensione si da a questo tipo di verifica. Io non credo che sia

possibile sapere tutto, ma sarebbe più opportuno chiederlo ad un medico. Ci si riferisce

comunque non tanto a motivazioni di salute o ai fini dell’aborto, bensì a motivi futili quali la

bellezza o, come avviene in molti paesi dell’Asia, al sesso. E’ una forma di degenerazione del

concetto, l’aborto apre un altro capitolo, è qualcosa di diverso.

Infine, tornando al discorso sul processo simulato, si può parlare di nullità o, come io ritengo

più opportuno, di inesistenza giuridica. Sono due cose differenti. Si parla di inesistenza

quando siamo in presenza di qualunque forma di attività di carattere simulato: dichiarazione

contrattuale, matrimonio, tutto ciò che può essere simulato con attività giuridica, compreso il

processo, che esiste esclusivamente quando le due parti si accordano per fare il processo

fingendo una lite. Dal punto di vista giuridico siamo nel caso dell’inesistenza, non siamo

nell’ambito della situazione giuridica di processo che in tanto esiste purché vi sia una lite fra

due parti. Se è inesistente il processo, non si possono applicare le norme di carattere

processuale, il giudice, accorgendosi di essere vittima di un’ipotesi di questo tipo, dovrebbe

non tanto emettere una sentenza quanto rifiutare di passare all’esercizio dell’attività

giurisdizionale in senso proprio e, probabilmente, potrebbe deferire i due soggetti che hanno

dato luogo a quest’accordo, ad un processo di carattere penale. In sostanza, quando si parla di

processo simulato, siamo al di fuori della categoria processuale. L’art. 96 è una sanzione

interna al processo civile, ma qui ne siamo fuori.

Per concludere la vicenda relativa alla procreazione artificiale bisogna considerare l’art. 13 Tutela degli

della legge in questione: “è vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano” embrioni

cioè l’embrione non costituisce materiale su cui possa esercitarsi un’attività di

sperimentazione. Così viene detto. Che poi avvenga, non è dato sapere. Si aggiunge al 2°

comma che “la ricerca clinica e sperimentale è consentita a condizione che si perseguano

finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute”, come

presupposto che scaturisce da questa valutazione. Al 3° comma si aggiunge che “sono

comunque vietate la produzione di embrioni umani a fini di ricerca, ogni forma di selezione a

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scopo eugenetico degli embrioni, interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo, la

fecondazione di un gamete umano con uno di specie diversa e la produzione di ibridi o

chimere”. Si aggiunge all’art. 14 che “è vietata la crioconservazione e la soppressione di

embrioni, fermo quanto previsto in riferimento alla legge n° 194/’78”. Qui sono previsti tutta

una serie di valutazioni che circoscrivono la possibilità di avvalersi di embrioni conservati. Si

prevede a seguito della modifica in sede di esercizio della valutazione in sede costituzionale

che “le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell’ evoluzione tecnico-

scientifica, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente

necessario”. Prima si prevedeva un limite di tre, per poi decidere, in sede di ricorso alla Corte

Costituzionale, nel senso di considerare l’illegittimità di questa indicazione, anche se si

rimette al medico la decisione circa il numero che possa ritenersi opportuno, data anche la

sopportazione della donna in questa particolare situazione.

Non si pensa che un intervento giudiziale volto a negare la pratica sia destinato ad avere

successo. Qui siamo in presenza di una evoluzione delle categorie, dei modi di essere che

incidono dal punto di vista della nostra capacità intellettuale di avere una posizione in questa Implicazioni

materia. La posizione può dipendere da tutta una serie di considerazioni etiche, religiose, etiche

culturali ma siamo all’origine di qualcosa che, rispetto all’evoluzione, non credo sia possibile

dire altro che quello che è stato detto. L’embrione è vita umana? Cosa dice la giurisprudenza?

L’importante non è ciò che dice la giurisprudenza ma l’idea che noi abbiamo dell’embrione:

nel momento in cui una persona elimina l’embrione fa qualche cosa che può colpire dal punto

di vista etico; l’embrione a mio modo di vedere è un inizio di vita umana sempre, non solo

quando raggiunge un determinato periodo di vita. L’embrione si sviluppa nell’ambito del

corpo della donna, ma non è detto, perché esiste anche l’ipotesi di collocazione nelle

macchine. Se l’embrione è vita umana, nel momento in cui lo elimino cosa faccio? Ci sono

tutta una serie di valutazioni che danno luogo a molteplici problematiche. Il nostro modo di

ragionare è fondato su certi generi di vita, siamo proprio sicuri che quello a cui siamo abituati

sia ottimale? Davanti a questo genere di discorsi vale soprattutto l’opinione personale che è

all’origini del comportamento, e non quella della giurisprudenza.

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CAP. II

LE SUCCESSIONI

1. Nozioni generali

Quando si parla di successione a chi si ha riguardo? Chi si considera? Tutti i soggetti di

diritto? Persone fisiche e giuridiche? No, la successione non può che valere nei soli confronti Persone

fisiche

delle persone fisiche, le persone giuridiche hanno dei rapporti, continuità di situazioni, che o

attengono alla categoria della estinzione della persona giuridica o ad aspetti di trasmissione di

eventuali componenti.

La successione è una necessità giuridica? Si impone al diritto? Probabilmente no. Non c’è una

necessità giuridica nel senso di intervenire sul patrimonio di quella singola persona fisica

oppure intervenire sulla necessità che vengano assicurate delle posizioni di carattere non Fondamenti

patrimoniale che provengano dalla singola persona fisica. Negli ordinamenti di carattere non della

liberale, generalmente di sinistra, la successione non era stata eliminata del tutto, ma era successione

attenuata, veniva meno il concetto di proprietà che era un godimento di certi beni in certi

momenti della vita del soggetto e la morte non determinava almeno una tendenziale apertura.

Quindi non è a stretto rigore una necessità giuridica. E’ qualcosa che ha alla sua base dei

presupposti: la proprietà privata e la possibilità di determinare, in un momento successivo alla

morte di un soggetto, l’attuazione di certi contenuti di volontà da lui proposti, anche di

carattere non patrimoniale naturalmente. Quindi il presupposto della successione sta in

qualcosa di cui la successione è l’effetto. La proprietà e la trasmissibilità della proprietà, il che

significa o che il proprietario può vendere il bene finché è in vita, dispone del proprio diritto

di proprietà nel senso di cedere il bene nelle mani altrui, oppure che così come può cedere il

bene durante la vita, lo possa analogamente cedere al momento della morte attraverso una

manifestazione della volontà in forma testamentaria (quindi il testamento che determina

l’erede).

Dal testamento come manifestazione di volontà privata volta ad avere l’effetto traslativo,

l’altra considerazione è che si può avere una disposizione di carattere successorio in forma Legge e

legale, la quale quindi prende ciò che origina dal testamento e lo considera all’interno di una testamento

determinata norma da cui scaturisce la successione da un lato testamentaria, dall’altro quella

di carattere legale. Un’ulteriore correzione è che la volontà testamentaria può realizzarsi ma

non in maniera assoluta, non può trascurare che si possa avere la necessità di considerare

privilegiati determinati soggetti nell’ambito del gruppo familiare. Questo concetto di

successione, affidato da un lato al testamento, dall’altro alla norma, e ulteriormente all’interno

della successione testamentaria con necessità di considerare in forma privilegiata certi

soggetti, è all’origine nella sostanza del capitolo disciplinato nell’ambito del secondo libro del

c.c. in materia di successione.

Si ritiene che oggi vi sia una tendenza nell’ambito della vita dei vari soggetti e delle

disposizioni a non ingigantire la rilevanza del fenomeno successorio; si tende ad ampliare

certi canali nel senso di ridurre l’importanza del capitolo delle successioni. Questo può essere

vero in una certa misura; esistono, infatti, alcune disposizioni che tendono ad avere certi

effetti che incidono nello svolgimento delle categorie di carattere patrimoniale, come ad

esempio riduzioni del fenomeno della proprietà privata. Credo tuttavia che, nell’ambito della

vita di tutti i giorni, il fenomeno testamentario, e le successioni di carattere legale, siano una

necessità. Non è l’ingigantimento o la compressione di questi aspetti che può essere presa in

considerazione, è una necessità di fatto finché tutti noi andiamo all’altro mondo. La

successione consiste in un mutamento di titolarità di determinate situazioni. Mi riferisco certo

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto di Famiglia e delle Successioni del Prof. Giovanni Furgiuele nell'anno accademico 2011.
Il documento propone un commento all'ordinanza del Tribunale di Salerno del 2010 in tema di procreazione medicalmente assistita e protezione degli embrioni, oltre a un'introduzione sulle successioni (norme sull'apertura, patti successori, rinunzia preventiva).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto di Famiglia e delle Successioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Furgiuele Giovanni.

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