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(58) Comma così sostituito dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(59) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così

sostituito dall'art. 11, L. 24 novembre 2000, n. 340.

14-quater. Effetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi .

(60)

1. Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente

convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilità, deve essere

manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato,

non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della

conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche

progettuali necessarie ai fini dell'assenso.

2. [Se una o più amministrazioni hanno espresso nell'àmbito della conferenza il

proprio dissenso sulla proposta dell'amministrazione procedente, quest'ultima,

entro i termini perentori indicati dall'articolo 14-ter, comma 3, assume

comunque la determinazione di conclusione del procedimento sulla base della

maggioranza delle posizioni espresse in sede di conferenza di servizi. La

determinazione è immediatamente esecutiva] .

(61)

3. Se il motivato dissenso è espresso da un'amministrazione preposta alla

tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o

alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la decisione è rimessa

dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a) al Consiglio dei Ministri,

in caso di dissenso tra amministrazioni statali; b) alla Conferenza permanente

per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni", in caso di dissenso

tra un'amministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni

regionali; c) alla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo

28 agosto 1997, n. 281, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o

regionale e un ente locale o tra più enti locali. Verificata la completezza della

documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è assunta entro trenta

giorni, salvo che il Presidente del Consiglio dei Ministri, della Conferenza Stato-

regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessità dell'istruttoria,

decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a

sessanta giorni .

(62)

3-bis. Se il motivato dissenso è espresso da una regione o da una provincia

autonoma in una delle materie di propria competenza, la determinazione

sostitutiva è rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a)

alla Conferenza Stato-regioni, se il dissenso verte tra un'amministrazione

statale e una regionale o tra amministrazioni regionali; b) alla Conferenza

unificata, in caso di dissenso tra una regione o provincia autonoma e un ente

locale. Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori,

la decisione è assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente della

Conferenza Stato-regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessità

dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non

.

superiore a sessanta giorni (63)

3-ter. Se entro i termini di cui ai commi 3 e 3-bis la Conferenza Stato-regioni o

la Conferenza unificata non provvede, la decisione, su iniziativa del Ministro

per gli affari regionali, è rimessa al Consiglio dei Ministri, che assume la

determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni, ovvero, quando verta in

materia non attribuita alla competenza statale ai sensi dell'articolo 117,

secondo comma, e dell'articolo 118 della Costituzione, alla competente Giunta

regionale ovvero alle competenti Giunte delle province autonome di Trento e di

Bolzano, che assumono la determinazione sostitutiva nei successivi trenta

giorni; qualora la Giunta regionale non provveda entro il termine predetto, la

decisione è rimessa al Consiglio dei Ministri, che delibera con la partecipazione

.

dei Presidenti delle regioni interessate (64)

3-quater. In caso di dissenso tra amministrazioni regionali, i commi 3 e 3-bis

non si applicano nelle ipotesi in cui le regioni interessate abbiano ratificato, con

propria legge, intese per la composizione del dissenso ai sensi dell'articolo 117,

ottavo comma, della Costituzione, anche attraverso l'individuazione di organi

comuni competenti in via generale ad assumere la determinazione sostitutiva

in caso di dissenso .

(65)

3-quinquies. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative riconosciute alle

regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dagli

statuti speciali di autonomia e dalle relative norme di attuazione .

(66)

4. [Quando il dissenso è espresso da una regione, le determinazioni di

competenza del Consiglio dei ministri previste al comma 3 sono adottate con

l'intervento del presidente della giunta regionale interessata, al quale è inviata

a tal fine la comunicazione di invito a partecipare alla riunione, per essere

.

ascoltato, senza diritto di voto] (67)

5. Nell'ipotesi in cui l'opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento

negativo trova applicazione l'articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23

agosto 1988, n. 400, introdotta dall'articolo 12, comma 2, del decreto

legislativo 30 luglio 1999, n. 303 .

(68)

(60) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(61) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(62) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15. Vedi,

anche, le linee guida di cui al Provv. 2 gennaio 2003.

(63) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(64) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15. Vedi,

anche, le linee guida di cui al Provv. 2 gennaio 2003.

(65) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(66) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(67) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(68) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così

sostituito dall'art. 12, L. 24 novembre 2000, n. 340.

14-quinquies. Conferenza di servizi in materia di finanza di progetto.

1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto

definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le procedure di cui agli

articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono convocati

alla conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di

concessione individuati all'esito della procedura di cui all'articolo 37-quater

della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all'articolo 37-

quinquies della medesima legge .

(69)

(69) Articolo aggiunto dall'art. 12, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

15. Accordi fra pubbliche amministrazioni .

(70)

1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 14, le amministrazioni

pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo

svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune.

2. Per detti accordi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste

dall'articolo 11, commi 2, 3 e 5.

(70) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

16. Attività consultiva .

(71)

1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,

comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere

i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro venti giorni dal ricevimento

della richiesta. Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare

immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del termine entro il

quale il parere sarà reso, che comunque non può superare i venti giorni dal

.

ricevimento della richiesta (72)

2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere

obbligatorio o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze

istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di procedere

indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del

termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che

l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’amministrazione

richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il

caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può

essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata

.

espressione dei pareri di cui al presente comma (73)

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano in caso di pareri che

debbano essere rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini .

(74)

4. Nel caso in cui l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, i

termini di cui al comma 1 possono essere interrotti per una sola volta e il

parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione

degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate .

(75)

5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici .

(76)

6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare

urgenza per l'adozione dei pareri loro richiesti .

(77)

6-bis. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 127 del codice dei contratti

pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, e successive modificazioni .

(78)

(71) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(72) Comma prima sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127 e poi così modificato dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69.

(73) Comma così sostituito prima dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997,

n. 127 e poi dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(74) Comma così sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127.

(75) Comma prima sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127 e poi così modificato dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69. Vedi, anche, l'art. 2, O.P.C.M. 12 marzo 2003, n. 3268.

(76) Comma così sostituito dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18

giugno 2009, n. 69.

(77) Il comma 5 dell'art. 2, O.P.C.M. 8 luglio 2004, n. 3361 (Gazz. Uff. 17

luglio 2004, n. 166) ha disposto, in deroga a quanto previsto dal presente

articolo, che i pareri, i visti e i nulla-osta che si dovessero rendere necessari

anche successivamente alla conferenza dei servizi, si intendono

inderogabilmente acquisiti con esito positivo trascorsi 10 giorni dalla richiesta

effettuata dal legale rappresentante dell'Ente attuatore.

(78) Comma aggiunto dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69. (giurisprudenza di legittimità)

17. Valutazioni tecniche .

(79)

1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per

l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le

valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non

provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza

dell'amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa

o, in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il

responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche

ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati

di qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica in caso di valutazioni che

debbano essere prodotte da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

3. Nel caso in cui l'ente od organo adito abbia rappresentato esigenze

istruttorie all'amministrazione procedente, si applica quanto previsto dal

comma 4 dell'articolo 16.

(79) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

18. Autocertificazione .

(80)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le

amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a

garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di

presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche

amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive

modificazioni e integrazioni. [Delle misure adottate le amministrazioni danno

comunicazione alla Commissione di cui all'articolo 27] .

(81)

2. I documenti attestanti atti, fatti, qualità e stati soggettivi, necessari per

l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso

dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da

altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente può richiedere

agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti .

(82)

3. Parimenti sono accertati d'ufficio dal responsabile del procedimento i fatti,

gli stati e le qualità che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica

amministrazione è tenuta a certificare.

(80) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(81) Periodo soppresso dall'art. 1, D.P.R. 2 agosto 2007, n. 157.

(82) Comma così sostituto dall'art. 3, comma 6-octies, D.L. 14 marzo 2005, n.

35, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.

(giurisprudenza di legittimità)

19. Dichiarazione di inizio attività.

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o

nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi

o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o

artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei requisiti

e presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia

previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di

programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione

degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla

pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza,

all'amministrazione della giustizia, alla amministrazione delle finanze, ivi

compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante

dal gioco, alla tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio

culturale e paesaggistico e dell'ambiente, nonché degli atti imposti dalla

normativa comunitaria, è sostituito da una dichiarazione dell'interessato

corredata, anche per mezzo di autocertificazioni, delle certificazioni e delle

attestazioni normativamente richieste. L'amministrazione competente può

richiedere informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualità soltanto

qualora non siano attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione

stessa o non siano direttamente acquisibili presso altre pubbliche

amministrazioni .

(83)

2. L'attività oggetto della dichiarazione può essere iniziata decorsi trenta giorni

dalla data di presentazione della dichiarazione all'amministrazione competente.

Contestualmente all'inizio dell'attività, l'interessato ne dà comunicazione

all'amministrazione competente. Nel caso in cui la dichiarazione di inizio

attività abbia ad oggetto l’esercizio di attività di impianti produttivi di beni e di

servizi e di prestazione di servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, compresi gli atti

che dispongono l’iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o

comunque a tale fine eventualmente richiesta, l’attività può essere iniziata

dalla data della presentazione della dichiarazione all’amministrazione

.

competente (84)

3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza delle condizioni,

modalità e fatti legittimanti, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della

comunicazione di cui al comma 2, o, nei casi di cui all’ultimo periodo del

medesimo comma 2, nel termine di trenta giorni dalla data della presentazione

della dichiarazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione

dell'attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile,

l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i

suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non

inferiore a trenta giorni. È fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione

competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli

articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui la legge prevede l'acquisizione

di pareri di organi o enti appositi, il termine per l'adozione dei provvedimenti di

divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi,

fino all'acquisizione dei pareri, fino a un massimo di trenta giorni, scaduti i

quali l'amministrazione può adottare i propri provvedimenti indipendentemente

dall'acquisizione del parere. Della sospensione è data comunicazione

all'interessato .

(85)

4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi

da quelli di cui ai commi 2 e 3 per l'inizio dell'attività e per l'adozione da parte

dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione

dell'attività e di rimozione dei suoi effetti.

5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3 è devoluta alla

giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relativo ricorso

giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può

riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio

assenso previste dall’articolo 20 .

(86) (87)

(83) Comma così modificato dal comma 3 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(84) Periodo aggiunto dal comma 4 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(85) Comma così modificato dal comma 5 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(86) Periodo aggiunto dal comma 6 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(87) Articolo prima sostituito dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537, poi

modificato dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15 ed infine così sostituito

dall'art. 3, D.L. 14 marzo 2005, n. 35. Vedi, anche, il D.P.R. 26 aprile 1992, n.

300, il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 407, e il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 411.

(giurisprudenza di legittimità)

20. Silenzio assenso.

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di

parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio

dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento

della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima

amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2,

commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del

comma 2.

2. L'amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla

presentazione dell'istanza di cui al comma 1, una conferenza di servizi ai sensi

del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei

controinteressati.

3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della

domanda, l'amministrazione competente può assumere determinazioni in via di

autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies.

4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti

riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa

nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione, l'asilo e la cittadinanza, la

salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone

l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge

qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli

atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del

Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di

concerto con i Ministri competenti .

(88)

5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis .

(89) (90) (91)

(88) Comma così modificato dal comma 3 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

Vedi, anche, l'art. 8-bis, D.L. 30 novembre 2005, n. 245, nel testo integrato

dalla relativa legge di conversione.

(89) Comma così sostituito dalla lettera d) del comma 1 dell’art. 7, L. 18

giugno 2009, n. 69.

(90) Il presente articolo, già modificato dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n.

15, è stato così sostituito dall'art. 3, comma 6-ter, D.L. 14 marzo 2005, n. 35,

nel testo integrato dalla relativa legge di conversione. Vedi, anche, i commi 6-

sexies e 6-septies dello stesso art. 3.

(91) Vedi, anche, il D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, il D.P.R. 9 maggio 1994, n.

407, e il D.P.R. 9 maggio 1994, n. 411. (giurisprudenza di legittimità)

21. Disposizioni sanzionatorie .

(92)

1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 l'interessato

deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti.

In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è ammessa la

conformazione dell'attività e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli

articoli medesimi ed il dichiarante è punito con la sanzione prevista dall'articolo

483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dell'attività in

carenza dell'atto di assenso dell'amministrazione o in difformità di esso si

applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio all'attività ai sensi

degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in

contrasto con la normativa vigente.

2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su

attività soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni

previste da leggi vigenti, anche se è stato dato inizio all'attività ai sensi degli

articoli 19 e 20 .

(93)

(92) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(93) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 6-novies, D.L. 14 marzo 2005, n. 35,

nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.

Capo IV-bis - Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo.

Revoca e recesso (94)

(giurisprudenza di legittimità)

21-bis. Efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati.

1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia

nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata

anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal

codice di procedura civile. Qualora per il numero dei destinatari la

comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa,

l'amministrazione provvede mediante forme di pubblicità idonee di volta in

volta stabilite dall'amministrazione medesima. Il provvedimento limitativo della

sfera giuridica dei privati non avente carattere sanzionatorio può contenere

una motivata clausola di immediata efficacia. I provvedimenti limitativi della

sfera giuridica dei privati aventi carattere cautelare ed urgente sono

immediatamente efficaci .

(95)

(94) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(95) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

21-ter. Esecutorietà.

1. Nei casi e con le modalità stabiliti dalla legge, le pubbliche amministrazioni

possono imporre coattivamente l'adempimento degli obblighi nei loro confronti.

Il provvedimento costitutivo di obblighi indica il termine e le modalità

dell'esecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora l'interessato non

ottemperi, le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono provvedere

all'esecuzione coattiva nelle ipotesi e secondo le modalità previste dalla legge.

2. Ai fini dell'esecuzione delle obbligazioni aventi ad oggetto somme di

denaro si applicano le disposizioni per l'esecuzione coattiva dei crediti dello

Stato .

(96)

(96) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

21-quater. Efficacia ed esecutività del provvedimento.

1. I provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente, salvo

che sia diversamente stabilito dalla legge o dal provvedimento medesimo.

2. L'efficacia ovvero l'esecuzione del provvedimento amministrativo può essere

sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso

organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. Il

termine della sospensione è esplicitamente indicato nell'atto che la dispone e

può essere prorogato o differito per una sola volta, nonché ridotto per

sopravvenute esigenze .

(97)

(97) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15. (giurisprudenza di legittimità)

21-quinquies. Revoca del provvedimento.

1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento

della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico

originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere

revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo

previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento

revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno

dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di

provvedere al loro indennizzo. Le controversie in materia di determinazione e

corresponsione dell'indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo .

(98)

1-bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o

istantanea incida su rapporti negoziali, l’indennizzo liquidato

dall’amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e

tiene conto sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti

della contrarietà dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’interesse

pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti

all’erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l’interesse pubblico .

(99)

1-ter. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o

istantanea incida su rapporti negoziali, l’indennizzo liquidato

dall’amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e

tiene conto sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti

della contrarietà dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’interesse

pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti

all’erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l’interesse pubblico

.

(100)

(98) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(99) Il presente comma, che era stato aggiunto dal comma 4 dell'art. 12, D.L.

31 gennaio 2007, n. 7 poi soppresso dalla relativa legge di conversione, è stato

così reintrodotto dal comma 8-duodevicies dell'art. 13 dello stesso decreto-

legge, aggiunto dalla relativa legge di conversione.

(100) Comma aggiunto dal comma 1-bis dell'art. 12, D.L. 25 giugno 2008, n.

112, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.

21-sexies. Recesso dai contratti.

1. Il recesso unilaterale dai contratti della pubblica amministrazione è

ammesso nei casi previsti dalla legge o dal contratto .

(101)

(101) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15. (giurisprudenza di legittimità)

21-septies. Nullità del provvedimento.

1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi

essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato

in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente

previsti dalla legge.

2. Le questioni inerenti alla nullità dei provvedimenti amministrativi in

violazione o elusione del giudicato sono attribuite alla giurisdizione esclusiva

.

del giudice amministrativo (102)

(102) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15. (giurisprudenza di legittimità)

21-octies. Annullabilità del provvedimento.

1. È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge

o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.

2. Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul

procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del

provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto

essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo

non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del

procedimento qualora l'amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto

del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto

adottato .

(103)

(103) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15. (giurisprudenza di legittimità)

21-nonies. Annullamento d'ufficio.

1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell'articolo 21-octies

può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico,

entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e

dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo

previsto dalla legge.

2. È fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile,

sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole

.

(104)

(104) Il Capo IV-bis, comprendente gli artt. da 21-bis a 21-nonies, è stato

aggiunto dall'art. 14, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

Capo V - Accesso ai documenti amministrativi

(giurisprudenza di legittimità)

22. Definizioni e princìpi in materia di accesso.

1. Ai fini del presente capo si intende:

a) per «diritto di accesso», il diritto degli interessati di prendere visione e di

estrarre copia di documenti amministrativi;

b) per «interessati», tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di

interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale,

corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al

documento al quale è chiesto l'accesso;

c) per «controinteressati», tutti i soggetti, individuati o facilmente

individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio

dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza;

d) per «documento amministrativo», ogni rappresentazione grafica,

fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del

contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento,

detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico

interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro

disciplina sostanziale;

e) per «pubblica amministrazione», tutti i soggetti di diritto pubblico e i

soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse

disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.

2. L’accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di

pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al

fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza

.

(105)

3. Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli

indicati all'articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6.

4. Non sono accessibili le informazioni in possesso di una pubblica

amministrazione che non abbiano forma di documento amministrativo, salvo

quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di

accesso a dati personali da parte della persona cui i dati si riferiscono.

5. L'acquisizione di documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici, ove

non rientrante nella previsione dell'articolo 43, comma 2, del testo unico delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre

2000, n. 445, si informa al principio di leale cooperazione istituzionale.

6. Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione

ha l'obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di

accedere .

(106)

(105) Comma così sostituito dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 10, L. 18

giugno 2009, n. 69.

(106) Articolo così sostituito dall'art. 15, L. 11 febbraio 2005, n. 15, con la

decorrenza indicata dal comma 3 dell'art. 23 della stessa legge. Vedi, anche, il

D.P.R. 12 aprile 2006, n. 184. (giurisprudenza di legittimità)

.

23. Àmbito di applicazione del diritto di accesso (107)

1. Il diritto di accesso di cui all'articolo 22 si esercita nei confronti delle

pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti

pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle

Autorità di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi

ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24 .

(108)

(107) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(108) Articolo così sostituito dall'art. 4, L. 3 agosto 1999, n. 265.

(giurisprudenza di legittimità)

24. Esclusione dal diritto di accesso.

1. Il diritto di accesso è escluso:

a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24

ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di

divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento

governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del

comma 2 del presente articolo;

b) nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme

che li regolano;

c) nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta

all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di

programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne

regolano la formazione;

d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi

contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti

da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilità sottratti

all'accesso ai sensi del comma 1 .

(109)

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo

generalizzato dell'operato delle pubbliche amministrazioni.

4. L'accesso ai documenti amministrativi non può essere negato ove sia

sufficiente fare ricorso al potere di differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma

1 sono considerati segreti solo nell'àmbito e nei limiti di tale connessione. A

tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti,

anche l'eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all'accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23

agosto 1988, n. 400, il Governo può prevedere casi di sottrazione all'accesso di

documenti amministrativi:

a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall'articolo 12 della legge 24

ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione,

specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all'esercizio della

sovranità nazionale e alla continuità e alla correttezza delle relazioni

internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e

dalle relative leggi di attuazione;

b) quando l'accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di

determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria;

c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il

personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell'ordine pubblico,

alla prevenzione e alla repressione della criminalità con particolare riferimento

alle tecniche investigative, alla identità delle fonti di informazione e alla

sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all'attività di polizia giudiziaria e di

conduzione delle indagini;

d) quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone

fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare

riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario,

industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi

dati siano forniti all'amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono;

e) quando i documenti riguardino l'attività in corso di contrattazione

collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all'espletamento del

relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti

amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i

propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e

giudiziari, l'accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile

e nei termini previsti dall'articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.

196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale .

(110)

(109) Le categorie di documenti sottratti al diritto di accesso, ai sensi del

presente comma, sono state stabilite con:

- D.M. 10 maggio 1994, n. 415, per il Ministero dell'interno e gli organi

periferici dipendenti;

- D.M. 7 settembre 1994, n. 604, per il Ministero degli affari esteri e gli uffici

all'estero;

- D.M. 26 ottobre 1994, n. 682, per il Ministero dei beni culturali ed ambientali;

- D.M. 4 novembre 1994, n. 757, per il Ministero del lavoro e della previdenza

sociale;

- D.P.C.M. 20 dicembre 1994, n. 763, per il Consiglio di Stato, il consiglio di

giustizia amministrativa della regione siciliana, i tribunali amministrativi

regionali e il tribunale regionale di giustizia amministrativa per il Trentino Alto

Adige;

- D.M. 14 giugno 1995, n. 519, per il Ministero della difesa;

- D.M. 13 ottobre 1995, n. 561, per il Ministero del tesoro e gli organi periferici

in qualsiasi forma da esso dipendenti;

- D.M. 10 gennaio 1996, n. 60, per il Ministero della pubblica istruzione e gli

organi periferici dipendenti comprese le istituzioni scolastiche e gli enti vigilati;

- D.M. 25 gennaio 1996, n. 115, per il Ministero di grazia e giustizia e gli

organi periferici;

- D.P.C.M. 26 gennaio 1996, n. 200, per l'Avvocatura dello Stato;

- D.M. 10 aprile 1996, n. 296, per il Ministero delle poste e delle

telecomunicazioni;

- D.M. 16 maggio 1996, n. 422, per il Ministero del commercio con l'estero;

- D.M. 29 ottobre 1996, n. 603, per il Ministero delle finanze e gli organi

periferici dipendenti compresi l'amministrazione autonoma dei Monopoli di

Stato ed il Corpo della Guardia di Finanza;

- D.P.C.M. 30 luglio 1997, per l'Istituto nazionale di statistica;

- D.M. 31 luglio 1997, n. 353, per il Ministero della sanità;

- D.M. 5 settembre 1997, n. 392, per il Ministero delle politiche agricole e

forestali;

- Provv. 17 novembre 1997 (Gazz. Uff. 7 febbraio 1998, n. 31), per l'Ufficio

Italiano dei Cambi;

- Del.Covip 3 febbraio 1999 (Gazz. Uff. 20 febbraio 1999, n. 42), per la

Commissione di vigilanza sui fondi di pensione.

- D.P.C.M. 10 marzo 1999, n. 294, per la segreteria generale del Comitato

esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS), il servizio per le

informazioni e la sicurezza militare (SISMI) e il servizio per le informazioni e la

sicurezza democratica (SISDE);

- Del. 26 marzo 1999 (Gazz. Uff. 28 aprile 1999, n. 98), per l'Istituto nazionale

di previdenza per i dirigenti di aziende industriali;

- D.M. 24 agosto 1999, per la società per azioni Poste italiane;

- D.P.C.M. 29 settembre 1999, n. 425, per il Dipartimento per i servizi tecnici

nazionali;

- D.M. 27 dicembre 1999, per l'Ente nazionale italiano per il turismo;

- Delib. 31 agosto 2000 (Gazz. Uff. 12 ottobre 2000, n. 239), modificata

dall'art. 1, Del. 10 novembre 2005 (Gazz. Uff. 29 dicembre 2005, n. 302), per

l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici. La citata Delib. 31 agosto 2000 è

stata sostituita dalla Del. 10 settembre 2008 (Gazz. Uff. 29 settembre 2008, n.

228) con la quale è stato approvato il nuovo regolamento, per l'Autorità per la

vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

- D.M. 5 ottobre 2000, n. 349, per l'Istituto superiore per la prevenzione e la

sicurezza del lavoro;

- Del.Aut.gar.com. 24 maggio 2001, n. 217/01/CONS (Gazz. Uff. 20 giugno

2001, n. 141), modificata dalla Del.Aut.gar.com. 24 settembre 2003, n.

335/03/CONS (Gazz. Uff. 15 ottobre 2003, n. 240), dalla Del.Aut.gar.com. 22

febbraio 2006, n. 89/06/CONS (Gazz. Uff. 17 marzo 2006, n. 64) e dalla

Del.Aut.gar.com. 28 giugno 2006, n. 422/06/CONS (Gazz. Uff. 31 luglio 2006,

n. 176), per l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

- D.M. 14 marzo 2001, n. 292, per il Ministero dei lavori pubblici;

- Delib. 5 dicembre 2002, per l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle

pubbliche amministrazioni;

- Delib. 30 gennaio 2003, n. 2/2003, per l'Autorità per l'informatica nella

pubblica amministrazione (AIPA);

- Del. 28 luglio 2003, n. 127, per l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura;

- Provv. 3 marzo 2004, per l'ANAS S.p.A.;

- Comunicato 7 dicembre 2004 (Gazz. Uff. 7 dicembre 2004, n. 287), per la

Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi

pubblici essenziali;

- Provv. 11 marzo 2005, per SACE S.p.A. - Servizi assicurativi del commercio

estero;

- Reg. 29 ottobre 2005 (Gazz. Uff. 29 ottobre 2005, n. 253) e Del. 19 giugno

2007, n. 5 (pubblicata, per sunto, nella Gazz. Uff. 5 novembre 2007, n. 257),

per l'Autorità di bacino dei fiumi Liri - Garigliano e Volturno;

- Del.Garante protez. dati pers. 26 luglio 2006, per l'Ufficio del Garante per la

protezione dei dati personali;

- Del. 12 giugno 2006 (Gazz. Uff. 24 aprile 2007, n. 95), per l'Istituto

nazionale di ricerca metrologica (INRIM);

- Comunicato 24 aprile 2008 (Gazz. Uff. 24 aprile 2008, n. 97), per

l'Automobile Club d'Italia.

(110) Articolo prima modificato dall'art. 22, L. 13 febbraio 2001, n. 45 e, a

decorrere dal 1° gennaio 2004 dal comma 1 dell'art. 176, D.Lgs. 30 giugno

2003, n. 196 e poi così sostituito dall'art. 16, L. 11 febbraio 2005, n. 15, con la

decorrenza indicata dal comma 3 dell'art. 23 della stessa legge.

(giurisprudenza di legittimità)

25. Modalità di esercizio del diritto di accesso e ricorsi .

(111)

1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei

documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge.

L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al

rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di

bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura.

2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Essa deve essere

rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene

stabilmente.

3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono ammessi nei casi e

nei limiti stabiliti dall'articolo 24 e debbono essere motivati.

4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta.

In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso

ai sensi dell'articolo 24, comma 4, il richiedente può presentare ricorso al

tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello

stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali,

provinciali e regionali, al difensore civico competente per àmbito territoriale,

ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale

organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico

competente per l'àmbito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti

degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è

inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 nonché

presso l'amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per

l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza.

Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il

difensore civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo il diniego o

il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all'autorità

disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato

entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o

della Commissione, l'accesso è consentito. Qualora il richiedente l'accesso si

sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5

decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua

istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l'accesso è negato o

differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi,

la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati

personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta,

decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento

di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo

30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del

medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico

di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso

ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali

chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l'accesso

ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la

pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non

oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la

.

propria decisione (112)

5. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso e

nei casi previsti dal comma 4 è dato ricorso, nel termine di trenta giorni, al

tribunale amministrativo regionale, il quale decide in camera di consiglio entro

trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i

difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. In pendenza di un ricorso

presentato ai sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive

modificazioni, il ricorso può essere proposto con istanza presentata al

presidente e depositata presso la segreteria della sezione cui è assegnato il

ricorso, previa notifica all'amministrazione o ai controinteressati, e viene deciso

con ordinanza istruttoria adottata in camera di consiglio. La decisione del

tribunale è appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al

Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalità e negli stessi

termini. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono

attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo .

(113)

5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti possono stare in giudizio

personalmente senza l'assistenza del difensore. L'amministrazione può essere

rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purché in possesso della

qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente .

(114)

6. Il giudice amministrativo, sussistendone i presupposti, ordina l'esibizione dei

documenti richiesti .

(115)

(111) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(112) Comma prima sostituito dall'art. 15, L. 24 novembre 2000, n. 340 e

dall'art. 17, L. 11 febbraio 2005, n. 15, con la decorrenza indicata nel comma 3

dell'art. 23 della stessa legge, e poi così modificato dalla lettera b) del comma

1 dell’art. 8, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(113) Comma così modificato prima dall'art. 17, L. 11 febbraio 2005, n. 15 e

poi dall'art. 3, comma 6-decies, D.L. 14 marzo 2005, n. 35, nel testo integrato

dalla relativa legge di conversione.

(114) Comma aggiunto dall'art. 17, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(115) Comma così sostituito dall'art. 17, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

26. Obbligo di pubblicazione .

(116)

1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative

norme di attuazione, sono pubblicati, secondo le modalità previste dai singoli


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo, tenute dal Prof. Antonio Bartolini nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale annotato della legge n. 241 del 1990 recante le norme in tema di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Bartolini Antonio.

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