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2-bis. Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del

procedimento.

1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter,

sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza

dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.

2. Le controversie relative all’applicazione del presente articolo sono attribuite

alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento

del danno si prescrive in cinque anni .

(13)

(13) Articolo aggiunto dalla lettera c) del comma 1 dell’art. 7, L. 18 giugno

2009, n. 69. (giurisprudenza di legittimità)

3. Motivazione del provvedimento .

(14)

1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti

l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il

personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2.

La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che

hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle

risultanze dell'istruttoria.

2. La motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto

generale.

3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione

richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima

deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche

l'atto cui essa si richiama.

4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e

l'autorità cui è possibile ricorrere .

(15)

(14) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(15) La Corte costituzionale, con ordinanza 23 ottobre-3 novembre 2000, n.

466 (Gazz. Uff. 8 novembre 2000, n. 46, serie speciale), e con ordinanza 9-14

novembre 2005, n. 419 (Gazz. Uff. 23 novembre 2005, n. 47, 1ª Serie

speciale), e con ordinanza 9-14 novembre 2005, n. 420 (Gazz. Uff. 23

novembre 2005, n. 47, 1ª Serie speciale), ha dichiarato la manifesta

inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, sollevata

in relazione agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Cost.

La stessa Corte con successiva ordinanza 4-6 luglio 2001, n. 233 (Gazz. Uff. 11

luglio 2001, n. 27, serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità

delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3 sollevate in riferimento

agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Cost.

3-bis. Uso della telematica.

1. Per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni

pubbliche incentivano l'uso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse

amministrazioni e tra queste e i privati .

(16)

(16) Articolo aggiunto dall'art. 3, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

Capo II - Responsabile del procedimento

(giurisprudenza di legittimità)

.

4. Unità organizzativa responsabile del procedimento (17)

1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per regolamento, le

pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di

procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unità organizzativa

responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale,

nonché dell'adozione del provvedimento finale.

2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo

quanto previsto dai singoli ordinamenti .

(18)

(17) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(18) I termini ed i responsabili dei procedimenti amministrativi, in attuazione

di quanto disposto dal presente articolo, sono stati determinati con:

- D.M. 23 maggio 1991, per il Ministero del lavoro e della previdenza sociale;

- D.M. 23 marzo 1992, n. 304, per l'Amministrazione del tesoro;

- D.M. 25 maggio 1992, n. 376, per l'Amministrazione dell'agricoltura e delle

foreste;

- Det. 13 novembre 1992, per la Cassa depositi e prestiti;

- D.M. 2 febbraio 1993, n. 284, per l'Amministrazione centrale e periferica

dell'interno;

- D.M. 26 marzo 1993, n. 329, per l'Amministrazione dell'industria, del

commercio e dell'artigianato;

- D.M. 1° settembre 1993, n. 475, per il Servizio centrale degli affari generali e

del personale del Ministero del bilancio e della programmazione economica;

- D.M. 16 settembre 1993, n. 603, per l'Amministrazione della difesa;

- D.M. 14 dicembre 1993, n. 602, per il Ministero del bilancio e della

programmazione economica e per i comitati interministeriali operanti presso il

ministero stesso;

- D.M. 14 febbraio 1994, n. 543, per la Direzione generale dell'aviazione civile;

- D.P.C.M. 19 marzo 1994, n. 282, per il Consiglio di Stato, i tribunali

amministrativi regionali e il tribunale di giustizia amministrativa con sede in

Trento e sezione autonoma di Bolzano;

- D.M. 30 marzo 1994, n. 765, per l'Amministrazione dei trasporti e della

navigazione;

- D.M. 11 aprile 1994, n. 454, per il Ministero del commercio con l'estero;

- D.M. 18 aprile 1994, n. 594, per la direzione generale della motorizzazione

civile e dei trasporti in concessione;

- D.M. 13 giugno 1994, n. 495, per il Ministero per i beni culturali e ambientali;

- D.M. 14 giugno 1994, n. 774, per il Ministero dell'università e della ricerca

scientifica e tecnologica;

- D.M. 16 giugno 1994, n. 527, per l'Amministrazione dell'ambiente;

- D.M. 19 ottobre 1994, n. 678, per l'Amministrazione delle finanze ivi

compresi il Corpo della guardia di finanza e l'Amministrazione autonoma dei

monopoli di Stato;

- D.M. 12 gennaio 1995, n. 227, per l'Amministrazione del lavoro e della

previdenza sociale;

- D.M. 3 marzo 1995, n. 171, per l'Amministrazione degli affari esteri;

- D.M. 6 aprile 1995, n. 190, per l'Amministrazione della pubblica istruzione;

- D.M. 9 maggio 1995, n. 331, per l'Amministrazione dell'Istituto superiore di

sanità;

- Del.C.C. 6 luglio 1995, per la Corte dei conti;

- D.P.C.M. 9 agosto 1995, n. 531, per il dipartimento della protezione civile;

- D.M. 7 settembre 1995, n. 528, per i progetti presentati per il finanziamento

al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga;

- D.M. 20 novembre 1995, n. 540, per l'Amministrazione di grazia e giustizia;

- D.M. 8 agosto 1996, n. 690 (Gazz. Uff. 25 gennaio 1997, n. 20, S.O.), per gli

enti, i distaccamenti, i reparti dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica,

nonché per quelli a carattere interforze;

- D.M. 8 ottobre 1997, n. 524, per l'Amministrazione dei lavori pubblici;

- D.P.C.M. 30 giugno 1998, n. 310, per il Dipartimento della funzione pubblica;

- D.M. 18 novembre 1998, n. 514, per il Ministero della sanità;

- D.M. 27 dicembre 1999, per l'Ente nazionale italiano per il turismo;

- Del.Consob 2 agosto 2000 (Gazz. Uff. 20 settembre 2000, n. 220),

modificata dalla Del.Consob 11 marzo 2004, n. 14468 (Gazz. Uff. 19 marzo

2004, n. 66) e dalla Del.Consob 5 agosto 2005, n. 15131 (Gazz. Uff. 18 agosto

2005, n. 191), per la Consob;

- D.P.C.M. 28 novembre 2000, n. 454, per il Servizio nazionale dighe;

- D.P.C.M. 5 marzo 2001, n. 197, per il Dipartimento per i servizi tecnici

nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri;

- Provv. 28 febbraio 2002, per gli uffici centrali e periferici dell'Agenzia del

territorio;

- Del. 13 febbraio 2003, n. 048/03, per l'Istituto nazionale per il commercio

estero;

- Del. 12 maggio 2003, n. 115, per l'A.G.E.A. - Agenzia per le erogazioni in

agricoltura;

- D.P.R. 23 dicembre 2005, n. 303, per il Segretariato generale della

Presidenza del Consiglio dei Ministri;

- Provv. 7 aprile 2006 (Gazz. Uff. 7 aprile 2006, n. 82) e Provv. 17 agosto

2006 (Gazz. Uff. 11 settembre 2006, n. 211), abrogati dall'art. 3, Provv.Banca

Italia 21 dicembre 2007, per l'Ufficio Italiano dei Cambi;

- Provv.ISVAP 9 maggio 2006, n. 2, per l'ISVAP;

- Provv.Banca Italia 14 giugno 2006, n. 682855, Provv.Banca Italia 27 giugno

2006, Provv.Banca Italia 3 agosto 2006 (Gazz. Uff. 12 agosto 2006, n. 187,

S.O.), modificato dall'art. 4 e dall'allegato 2, Provv.Banca Italia 21 dicembre

2007, e il Provv. 25 giugno 2008 per la Banca d'Italia;

- Del. 12 giugno 2006 (Gazz. Uff. 24 aprile 2007, n. 95), per l'Istituto

nazionale di ricerca metrologica (INRIM);

- Del. Garante protez. dati pers. 14 dicembre 2007, n. 66, per il Garante per la

protezione dei dati personali;

- Comunicato 11 luglio 2008 (Gazz. Uff. 11 luglio 2008, n. 161), per l'Agenzia

nazionale per la sicurezza del volo;

- Provv. 16 dicembre 2008 (pubblicato nel sito internet dell'Agenzia delle

dogane il 18 dicembre 2008), per l'Agenzia delle dogane.

(giurisprudenza di legittimità)

5. Responsabile del procedimento .

(19)

1. Il dirigente di ciascuna unità organizzativa provvede ad assegnare a sé o ad

altro dipendente addetto all'unità la responsabilità della istruttoria e di ogni

altro adempimento inerente il singolo procedimento nonché, eventualmente,

dell'adozione del provvedimento finale.

2. Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione di cui al comma 1, è

considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario preposto alla

unità organizzativa determinata a norma del comma 1 dell'articolo 4.

3. L'unità organizzativa competente e il nominativo del responsabile del

procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 7 e, a richiesta, a

chiunque vi abbia interesse.

(19) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

6. Compiti del responsabile del procedimento .

(20)

1. Il responsabile del procedimento:

a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di

legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione di

provvedimento;

b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo

necessari, e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento

dell'istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la

rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire

accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;

c) propone l'indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di

servizi di cui all'articolo 14;

d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle

leggi e dai regolamenti;

e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero

trasmette gli atti all'organo competente per l'adozione. L'organo competente

per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del

procedimento, non può discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal

responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel

.

provvedimento finale (21)

(20) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(21) Lettera così modificata dall'art. 4, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

Capo III - Partecipazione al procedimento amministrativo

(giurisprudenza di legittimità)

7. Comunicazione di avvio del procedimento .

(22)

1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze

di celerità del procedimento, l'avvio del procedimento stesso è comunicato, con

le modalità previste dall'articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il

provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per

legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di

impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un

pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi

diretti destinatari, l'amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse

modalità, notizia dell'inizio del procedimento .

(23)

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà dell'amministrazione di

adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al

medesimo comma 1, provvedimenti cautelari .

(24)

(22) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(23) Ai sensi dell'art. 15, comma 5, L. 1° agosto 2002, n. 166, per i lavori di

manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete stradale di importo non

superiore a 200.000 euro, quanto disposto dal presente articolo si intende

adempiuto mediante pubblicazione per estratto dell'avvio del procedimento su

un quotidiano a diffusione locale.

(24) Vedi, anche, il comma 4 dell'art. 2, D.L. 28 aprile 2009, n. 39.

(giurisprudenza di legittimità)

.

8. Modalità e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento (25)

1. L'amministrazione provvede a dare notizia dell'avvio del procedimento

mediante comunicazione personale.

2. Nella comunicazione debbono essere indicati:

a) l'amministrazione competente;

b) l'oggetto del procedimento promosso;

c) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento;

c-bis) la data entro la quale, secondo i termini previsti dall'articolo 2,

commi 2 o 3, deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di

inerzia dell'amministrazione ;

(26)

c-ter) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della

;

relativa istanza (27)

d) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia

possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a

rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicità idonee

di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima.

4. L'omissione di taluna delle comunicazioni prescritte può essere fatta valere

solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione è prevista .

(28)

(25) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(26) Lettera aggiunta dall'art. 5, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(27) Lettera aggiunta dall'art. 5, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(28) Vedi, anche, il comma 4 dell'art. 2, D.L. 28 aprile 2009, n. 39.

(giurisprudenza di legittimità)

9. Intervento nel procedimento .

(29)

1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i

portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa

derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel

procedimento.

(29) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

10. Diritti dei partecipanti al procedimento .

(30)

1. I soggetti di cui all'articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell'articolo 9 hanno

diritto:

a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto

dall'articolo 24;

b) di presentare memorie scritte e documenti, che l'amministrazione ha

l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento.

(30) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

10-bis. Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o

l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento

negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano

all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento

della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro

osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui

al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che

iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni

o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo.

Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella

motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo

non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia

previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli

enti previdenziali .

(31)

(31) Articolo aggiunto dall'art. 6, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

11. Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento .

(32)

1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dell'articolo

10, l'amministrazione procedente può concludere, senza pregiudizio dei diritti

dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con

gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del

.

provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo (33)

1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi di cui al comma 1, il

responsabile del procedimento può predisporre un calendario di incontri cui

invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed

eventuali controinteressati .

(34)

2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di

nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si

applicano, ove non diversamente previsto, i princìpi del codice civile in materia

di obbligazioni e contratti in quanto compatibili.

3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono soggetti ai medesimi controlli

previsti per questi ultimi.

4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l'amministrazione recede

unilateralmente dall'accordo, salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di

un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del

privato.

4-bis. A garanzia dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione

amministrativa, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione conclude

accordi nelle ipotesi previste al comma l, la stipulazione dell'accordo è

preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per

l'adozione del provvedimento .

(35)

5. Le controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione degli

accordi di cui al presente articolo sono riservate alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo.

(32) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(33) Comma così modificato dall'art. 7, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(34) Comma aggiunto dall'art. 39-quinquies, D.L. 12 maggio 1995, n. 163.

(35) Comma aggiunto dall'art. 7, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

12. Provvedimenti attributivi di vantaggi economici .

(36)

1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e

l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti

pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione

da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi

ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono

attenersi.

2. L'effettiva osservanza dei criteri e delle modalità di cui al comma 1 deve

risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo

comma 1.

(36) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

13. Àmbito di applicazione delle norme sulla partecipazione .

(37)

1. Le disposizioni contenute nel presente capo non si applicano nei confronti

dell'attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti

normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i

quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.

2. Dette disposizioni non si applicano altresì ai procedimenti tributari per i quali

restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano, nonché ai

procedimenti previsti dal decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con

modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, e

.

dal decreto legislativo 29 marzo 1993, n. 119, e successive modificazioni (38)

(37) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(38) Comma così modificato dall'art. 22, L. 13 febbraio 2001, n. 45.

Capo IV - Semplificazione dell'azione amministrativa

(giurisprudenza di legittimità)

14. Conferenza di servizi .

(39)

1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi

pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione

procedente indìce di regola una conferenza di servizi.

2. La conferenza di servizi è sempre indetta quando l'amministrazione

procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque

denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta

giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa

richiesta. La conferenza può essere altresì indetta quando nello stesso termine

è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate.

3. La conferenza di servizi può essere convocata anche per l'esame contestuale

di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti

medesimi attività o risultati. In tal caso, la conferenza è indetta

dall'amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni

che curano l'interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza può

essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta.

4. Quando l'attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque

denominati, di competenza di più amministrazioni pubbliche, la conferenza di

servizi è convocata, anche su richiesta dell'interessato, dall'amministrazione

competente per l'adozione del provvedimento finale .

(40)

5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di

servizi è convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal

concessionario entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi

regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la

conferenza è convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al

concedente il diritto di voto.

5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi è

convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i

tempi e le modalità stabiliti dalle medesime amministrazioni .

(41)

(39) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(40) Vedi, anche, l'art. 2, O.P.C.M. 12 marzo 2003, n. 3268.

(41) Articolo prima modificato dall'art. 2, L. 24 dicembre 1993, n. 537,

dall'art. 3-bis, D.L. 12 maggio 1995, n. 163, dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n.

127, nel testo integrato dall'art. 2, L. 16 giugno 1998, n. 191, poi sostituito

dall'art. 9, L. 24 novembre 2000, n. 340 ed infine così modificato dall'art. 8, L.

11 febbraio 2005, n. 15.

14-bis. Conferenza di servizi preliminare .

(42)

1. La conferenza di servizi può essere convocata per progetti di particolare

complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta

dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno

studio di fattibilità, prima della presentazione di una istanza o di un progetto

definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro

presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si

pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a

.

carico del richiedente (43)

2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, la

conferenza di servizi si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali

siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le

concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque

denominati, richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni

preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, si

pronunciano, per quanto riguarda l'interesse da ciascuna tutelato, sulle

soluzioni progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base della

documentazione disponibile, elementi comunque preclusivi della realizzazione

del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque

giorni, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di

presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso .

(44)

3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza di servizi si esprime entro

trenta giorni dalla conclusione della fase preliminare di definizione dei

contenuti dello studio d'impatto ambientale, secondo quanto previsto in

materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro novanta giorni dalla

richiesta di cui al comma 1, la conferenza di servizi si esprime comunque entro

i successivi trenta giorni. Nell'àmbito di tale conferenza, l'autorità competente

alla VIA si esprime sulle condizioni per la elaborazione del progetto e dello

studio di impatto ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante della

procedura di VIA, la suddetta autorità esamina le principali alternative,

compresa l'alternativa zero, e, sulla base della documentazione disponibile,

verifica l'esistenza di eventuali elementi di incompatibilità, anche con

riferimento alla localizzazione prevista dal progetto e, qualora tali elementi non

sussistano, indica nell'àmbito della conferenza di servizi le condizioni per

ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i necessari atti di

consenso.

3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una

amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del

patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità, con

riferimento alle opere interregionali, è sottoposto alla disciplina di cui

all'articolo 14-quater, comma 3 .

(45)

4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza di servizi si esprime allo

stato degli atti a sua disposizione e le indicazioni fornite in tale sede possono

essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di significativi

elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, anche a seguito delle

osservazioni dei privati sul progetto definitivo.

5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette

alle amministrazioni interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle

condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza di servizi

sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il

sessantesimo giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento

mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici, l'amministrazione

aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto

preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e

successive modificazioni .

(46)

(42) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(43) Comma così modificato dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(44) Comma così modificato dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(45) Comma aggiunto dall'art. 9, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(46) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così

sostituito dall'art. 10, L. 24 novembre 2000, n. 340.

(giurisprudenza di legittimità)

14-ter. Lavori della conferenza di servizi .

(47)

01. La prima riunione della conferenza di servizi è convocata entro quindici

giorni ovvero, in caso di particolare complessità dell'istruttoria, entro trenta

giorni dalla data di indizione .

(48)

1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all'organizzazione

dei propri lavori a maggioranza dei presenti e può svolgersi per via telematica

.

(49)

2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve

pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o

informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi

cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora

impossibilitate a partecipare, l'effettuazione della riunione in una diversa data;

in tale caso, l'amministrazione procedente concorda una nuova data,

comunque entro i dieci giorni successivi alla prima .

(50)

2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e 14-bis sono convocati i

soggetti proponenti il progetto dedotto in conferenza, alla quale gli stessi

.

partecipano senza diritto di voto (51)

2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i

concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento

amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti

ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata,

anche per via telematica e con congruo anticipo, comunicazione della

convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono partecipare

inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle

eventuali misure pubbliche di agevolazione .

(52)

3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella

immediatamente successiva alla trasmissione dell'istanza o del progetto

definitivo ai sensi dell'articolo 14-bis, le amministrazioni che vi partecipano

determinano il termine per l'adozione della decisione conclusiva. I lavori della

conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal

comma 4. Decorsi inutilmente tali termini, l'amministrazione procedente

.

provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo (53)

4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo

aver acquisito la valutazione medesima ed il termine di cui al comma 3 resta

sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino all'acquisizione della pronuncia

sulla compatibilità ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto

per l'adozione del relativo provvedimento, l'amministrazione competente si

esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni

successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei

soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui

al precedente periodo è prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi

la necessità di approfondimenti istruttori .

(54)

5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia già intervenuta la decisione

concernente la VIA le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 14-quater,

nonché quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano alle

sole amministrazioni preposte alla tutela della salute , del patrimonio storico-

artistico e della pubblica incolumità .

(55)

6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi

attraverso un unico rappresentante legittimato, dall'organo competente, ad

esprimere in modo vincolante la volontà dell'amministrazione su tutte le

decisioni di competenza della stessa.

6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di

cui al comma 3, l'amministrazione procedente adotta la determinazione

motivata di conclusione del procedimento, valutate le specifiche risultanze della

conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede .

(56)

7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante

non abbia espresso definitivamente la volontà dell'amministrazione

.

rappresentata (57)

8. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti, per una sola volta,

ai proponenti dell'istanza o ai progettisti chiarimenti o ulteriore

documentazione. Se questi ultimi non sono forniti in detta sede, entro i

successivi trenta giorni, si procede all'esame del provvedimento.

9. Il provvedimento finale conforme alla determinazione conclusiva di cui al

comma 6-bis sostituisce, a tutti gli effetti, ogni autorizzazione, concessione,

nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle

amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate

assenti, alla predetta conferenza .

(58)

10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA è pubblicato, a

cura del proponente, unitamente all'estratto della predetta VIA, nella Gazzetta

Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA regionale e in un quotidiano a

diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte

dei soggetti interessati .

(59)

(47) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(48) Comma così premesso dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(49) Comma così modificato dal comma 1 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(50) Comma così modificato dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(51) Comma aggiunto dal comma 2 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(52) Comma aggiunto dal comma 2 dell’art. 9, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(53) Comma così modificato dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(54) Comma così modificato dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(55) Comma così modificato dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(56) Comma aggiunto dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(57) Comma così modificato dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(58) Comma così sostituito dall'art. 10, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(59) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così

sostituito dall'art. 11, L. 24 novembre 2000, n. 340.

14-quater. Effetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi .

(60)

1. Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente

convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilità, deve essere

manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato,

non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della

conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche

progettuali necessarie ai fini dell'assenso.

2. [Se una o più amministrazioni hanno espresso nell'àmbito della conferenza il

proprio dissenso sulla proposta dell'amministrazione procedente, quest'ultima,

entro i termini perentori indicati dall'articolo 14-ter, comma 3, assume

comunque la determinazione di conclusione del procedimento sulla base della

maggioranza delle posizioni espresse in sede di conferenza di servizi. La

determinazione è immediatamente esecutiva] .

(61)

3. Se il motivato dissenso è espresso da un'amministrazione preposta alla

tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o

alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la decisione è rimessa

dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a) al Consiglio dei Ministri,

in caso di dissenso tra amministrazioni statali; b) alla Conferenza permanente

per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni", in caso di dissenso

tra un'amministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni

regionali; c) alla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo

28 agosto 1997, n. 281, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o

regionale e un ente locale o tra più enti locali. Verificata la completezza della

documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è assunta entro trenta

giorni, salvo che il Presidente del Consiglio dei Ministri, della Conferenza Stato-

regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessità dell'istruttoria,

decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a

sessanta giorni .

(62)

3-bis. Se il motivato dissenso è espresso da una regione o da una provincia

autonoma in una delle materie di propria competenza, la determinazione

sostitutiva è rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a)

alla Conferenza Stato-regioni, se il dissenso verte tra un'amministrazione

statale e una regionale o tra amministrazioni regionali; b) alla Conferenza

unificata, in caso di dissenso tra una regione o provincia autonoma e un ente

locale. Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori,

la decisione è assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente della

Conferenza Stato-regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessità

dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non

.

superiore a sessanta giorni (63)

3-ter. Se entro i termini di cui ai commi 3 e 3-bis la Conferenza Stato-regioni o

la Conferenza unificata non provvede, la decisione, su iniziativa del Ministro

per gli affari regionali, è rimessa al Consiglio dei Ministri, che assume la

determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni, ovvero, quando verta in

materia non attribuita alla competenza statale ai sensi dell'articolo 117,

secondo comma, e dell'articolo 118 della Costituzione, alla competente Giunta

regionale ovvero alle competenti Giunte delle province autonome di Trento e di

Bolzano, che assumono la determinazione sostitutiva nei successivi trenta

giorni; qualora la Giunta regionale non provveda entro il termine predetto, la

decisione è rimessa al Consiglio dei Ministri, che delibera con la partecipazione

.

dei Presidenti delle regioni interessate (64)

3-quater. In caso di dissenso tra amministrazioni regionali, i commi 3 e 3-bis

non si applicano nelle ipotesi in cui le regioni interessate abbiano ratificato, con

propria legge, intese per la composizione del dissenso ai sensi dell'articolo 117,

ottavo comma, della Costituzione, anche attraverso l'individuazione di organi

comuni competenti in via generale ad assumere la determinazione sostitutiva

in caso di dissenso .

(65)

3-quinquies. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative riconosciute alle

regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano dagli

statuti speciali di autonomia e dalle relative norme di attuazione .

(66)

4. [Quando il dissenso è espresso da una regione, le determinazioni di

competenza del Consiglio dei ministri previste al comma 3 sono adottate con

l'intervento del presidente della giunta regionale interessata, al quale è inviata

a tal fine la comunicazione di invito a partecipare alla riunione, per essere

.

ascoltato, senza diritto di voto] (67)

5. Nell'ipotesi in cui l'opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento

negativo trova applicazione l'articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23

agosto 1988, n. 400, introdotta dall'articolo 12, comma 2, del decreto

legislativo 30 luglio 1999, n. 303 .

(68)

(60) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(61) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(62) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15. Vedi,

anche, le linee guida di cui al Provv. 2 gennaio 2003.

(63) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(64) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15. Vedi,

anche, le linee guida di cui al Provv. 2 gennaio 2003.

(65) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(66) Gli attuali commi da 3 a 3-quinquies così sostituiscono l'originario comma

3 ai sensi di quanto disposto dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(67) Comma abrogato dall'art. 11, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(68) Articolo aggiunto dall'art. 17, L. 15 maggio 1997, n. 127 e poi così

sostituito dall'art. 12, L. 24 novembre 2000, n. 340.

14-quinquies. Conferenza di servizi in materia di finanza di progetto.

1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto

definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le procedure di cui agli

articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono convocati

alla conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di

concessione individuati all'esito della procedura di cui all'articolo 37-quater

della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all'articolo 37-

quinquies della medesima legge .

(69)

(69) Articolo aggiunto dall'art. 12, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

15. Accordi fra pubbliche amministrazioni .

(70)

1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 14, le amministrazioni

pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo

svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune.

2. Per detti accordi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste

dall'articolo 11, commi 2, 3 e 5.

(70) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

16. Attività consultiva .

(71)

1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,

comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere

i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro venti giorni dal ricevimento

della richiesta. Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare

immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del termine entro il

quale il parere sarà reso, che comunque non può superare i venti giorni dal

.

ricevimento della richiesta (72)

2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere

obbligatorio o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze

istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di procedere

indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del

termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che

l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’amministrazione

richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il

caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può

essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata

.

espressione dei pareri di cui al presente comma (73)

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano in caso di pareri che

debbano essere rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini .

(74)

4. Nel caso in cui l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, i

termini di cui al comma 1 possono essere interrotti per una sola volta e il

parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione

degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate .

(75)

5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici .

(76)

6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare

urgenza per l'adozione dei pareri loro richiesti .

(77)

6-bis. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 127 del codice dei contratti

pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, e successive modificazioni .

(78)

(71) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(72) Comma prima sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127 e poi così modificato dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69.

(73) Comma così sostituito prima dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997,

n. 127 e poi dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno 2009, n. 69.

(74) Comma così sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127.

(75) Comma prima sostituito dall'art. 17, comma 24, L. 15 maggio 1997, n.

127 e poi così modificato dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69. Vedi, anche, l'art. 2, O.P.C.M. 12 marzo 2003, n. 3268.

(76) Comma così sostituito dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18

giugno 2009, n. 69.

(77) Il comma 5 dell'art. 2, O.P.C.M. 8 luglio 2004, n. 3361 (Gazz. Uff. 17

luglio 2004, n. 166) ha disposto, in deroga a quanto previsto dal presente

articolo, che i pareri, i visti e i nulla-osta che si dovessero rendere necessari

anche successivamente alla conferenza dei servizi, si intendono

inderogabilmente acquisiti con esito positivo trascorsi 10 giorni dalla richiesta

effettuata dal legale rappresentante dell'Ente attuatore.

(78) Comma aggiunto dalla lettera a) del comma 1 dell’art. 8, L. 18 giugno

2009, n. 69. (giurisprudenza di legittimità)

17. Valutazioni tecniche .

(79)

1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per

l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le

valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non

provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza

dell'amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa

o, in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il

responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche

ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati

di qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica in caso di valutazioni che

debbano essere prodotte da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

3. Nel caso in cui l'ente od organo adito abbia rappresentato esigenze

istruttorie all'amministrazione procedente, si applica quanto previsto dal

comma 4 dell'articolo 16.

(79) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(giurisprudenza di legittimità)

18. Autocertificazione .

(80)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le

amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a

garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di

presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche

amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive

modificazioni e integrazioni. [Delle misure adottate le amministrazioni danno

comunicazione alla Commissione di cui all'articolo 27] .

(81)

2. I documenti attestanti atti, fatti, qualità e stati soggettivi, necessari per

l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso

dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da

altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente può richiedere

agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti .

(82)

3. Parimenti sono accertati d'ufficio dal responsabile del procedimento i fatti,

gli stati e le qualità che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica

amministrazione è tenuta a certificare.

(80) Rubrica aggiunta dall'art. 21, L. 11 febbraio 2005, n. 15.

(81) Periodo soppresso dall'art. 1, D.P.R. 2 agosto 2007, n. 157.


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo, tenute dal Prof. Antonio Bartolini nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale annotato della legge n. 241 del 1990 recante le norme in tema di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Bartolini Antonio.

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