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Privacy comunicazioni elettroniche - Direttiva 08/58/CE

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta l'intero testo della direttiva 08/58/CE recante disposizioni in merito alla tutela della vita privata nel settore... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie docente Prof. F. Cardarelli

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possono rappresentare uno strumento legittimo e utile, per esempio per

l'analisi dell'efficacia della progettazione di siti web e della pubblicità,

nonché per verificare l'identità di utenti che effettuano transazioni "on-line".

Allorché tali dispositivi, ad esempio i marcatori ("cookies"), sono destinati a

scopi legittimi, come facilitare la fornitura di servizi della società

dell'informazione, il loro uso dovrebbe essere consentito purché siano

fornite agli utenti informazioni chiare e precise, a norma della direttiva

95/46/CE, sugli scopi dei marcatori o di dispositivi analoghi per assicurare

che gli utenti siano a conoscenza delle informazioni registrate

sull'apparecchiatura terminale che stanno utilizzando. Gli utenti dovrebbero

avere la possibilità di rifiutare che un marcatore o un dispositivo analogo sia

installato nella loro apparecchiatura terminale. Ciò riveste particolare

importanza qualora utenti diversi dall'utente originario abbiano accesso alle

apparecchiature terminali e quindi a dati contenenti informazioni sensibili in

relazione alla vita privata che sono contenuti in tali apparecchiature.

L'offerta di informazioni e del diritto di opporsi può essere fornita una sola

volta per l'uso dei vari dispositivi da installare sull'attrezzatura terminale

dell'utente durante la stessa connessione e applicarsi anche a tutti gli usi

successivi, che possono essere fatti, di tali dispositivi durante successive

connessioni. Le modalità di comunicazione delle informazioni, dell'offerta

del diritto al rifiuto o della richiesta del consenso dovrebbero essere il più

possibile chiare e comprensibili. L'accesso al contenuto di un sito Internet

specifico può tuttavia continuare ad essere subordinato all'accettazione in

conoscenza di causa di un marcatore o di un dispositivo analogo, se

utilizzato per scopi legittimi.

(26) I dati relativi agli abbonati sottoposti a trattamento nell'ambito di reti di

comunicazione elettronica per stabilire i collegamenti e per trasmettere

informazioni contengono informazioni sulla vita privata delle persone

fisiche e riguardano il diritto al rispetto della loro corrispondenza o i

legittimi interessi delle persone giuridiche. Tali dati possono essere

memorizzati solo nella misura necessaria per la fornitura del servizio ai fini

della fatturazione e del pagamento per l'interconnessione, nonché per un

periodo di tempo limitato. Qualsiasi ulteriore trattamento di tali dati che il

fornitore dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico

volesse effettuare per la commercializzazione dei servizi di comunicazione

elettronica o per la fornitura di servizi a valore aggiunto può essere

autorizzato soltanto se l'abbonato abbia espresso il proprio consenso in base

ad informazioni esaurienti ed accurate date dal fornitore dei servizi di

comunicazione elettronica accessibili al pubblico circa la natura dei

successivi trattamenti che egli intende effettuare e circa il diritto

dell'abbonato di non dare o di revocare il proprio consenso a tale

trattamento. I dati relativi al traffico utilizzati per la commercializzazione

dei servizi di comunicazione o per la fornitura di servizi a valore aggiunto

dovrebbero inoltre essere cancellati o resi anonimi dopo che il servizio è

stato fornito. I fornitori dei servizi dovrebbero informare sempre i loro

abbonati riguardo alla natura dei dati che stanno sottoponendo a

trattamento, nonché agli scopi e alla durata del trattamento stesso.

(27) Il momento esatto del completamento della trasmissione di una

comunicazione, dopo il quale i dati relativi al traffico dovrebbero essere

cancellati salvo ai fini di fatturazione, può dipendere dal tipo di servizio di

comunicazione elettronica che è fornito. Per esempio per una chiamata di

telefonia vocale la trasmissione sarà completata quando uno dei due utenti

termina il collegamento. Per la posta elettronica la trasmissione è

completata quando il destinatario prende conoscenza del messaggio, di

solito dal server del suo fornitore di servizi.

(28) L'obbligo di cancellare o di rendere anonimi i dati relativi al traffico

quando non sono più necessari ai fini della trasmissione di una

comunicazione non contraddice le procedure utilizzate su Internet, come la

realizzazione di copie "cache", nel sistema dei nomi di dominio, di indirizzi

IP o la realizzazione di copie "cache" di un indirizzo IP legato ad un

indirizzo fisico o l'uso di informazioni riguardanti l'utente per controllare il

diritto d'accesso a reti o servizi.

(29) Il fornitore di servizi può trattare i dati sul traffico relativi agli abbonati

ed agli utenti ove necessario in singoli casi per individuare problemi tecnici

od errori materiali nella trasmissione delle comunicazioni. I dati relativi al

traffico necessari ai fini della fatturazione possono anche essere sottoposti a

trattamento da parte del fornitore per accertare e sospendere la frode che

consiste nell'uso del servizio di comunicazione elettronica senza il

corrispondente pagamento.

(30) I sistemi per la fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica

dovrebbero essere progettati per limitare al minimo la quantità di dati

personali necessari. Tutte le attività relative alla fornitura del servizio di

comunicazione elettronica che va oltre la trasmissione di una

comunicazione e la relativa fatturazione dovrebbero essere basate su dati

relativi al traffico aggregati che non possono essere collegati agli abbonati o

utenti. Tali attività, se non possono essere basate su dati aggregati,

dovrebbero essere considerate come servizi a valore aggiunto per i quali è

necessario il consenso dell'abbonato.

(31) Si stabilirà se il consenso necessario per il trattamento dei dati

personali per fornire un particolare servizio a valore aggiunto debba essere

ottenuto dall'utente o dall'abbonato in base ai dati che devono essere trattati

e al tipo di servizio da fornire nonché alla possibilità tecnica, procedurale e

contrattuale di distinguere l'individuo che usa un servizio di comunicazione

elettronica dalla persona giuridica o fisica che si è abbonata.

(32) Se il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica o di un

servizio a valore aggiunto fa ricorso a forme di subappalto a un'altra

impresa per il trattamento dei dati personali necessari per la fornitura di tali

servizi, questo subappalto ed il conseguente trattamento dei dati dovrebbe

essere nella piena osservanza delle disposizioni relative ai responsabili e

agli incaricati del trattamento e dei dati personali come riportato nella

direttiva 95/46/CE. Se la fornitura di un servizio a valore aggiunto richiede

che i dati relativi al traffico o all'ubicazione siano inviati da un fornitore di

servizi di comunicazione elettronica a un fornitore di servizi a valore

aggiunto, gli abbonati o utenti a cui i dati si riferiscono dovrebbero essere

pienamente informati di questo invio prima di dare il loro consenso al

trattamento dei dati.

(33) L'introduzione di fatture dettagliate ha aumentato le possibilità

dell'abbonato di verificare l'esattezza delle somme addebitate dal fornitore

del servizio ma, al tempo stesso, può mettere in pericolo la vita privata degli

utenti dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico.

Pertanto, per tutelare la vita privata degli utenti, gli Stati membri

dovrebbero incoraggiare lo sviluppo di opzioni per i servizi di

comunicazione elettronica, quali possibilità alternative di pagamento che

permettano un accesso anonimo o rigorosamente privato ai servizi di

comunicazione elettronica accessibili al pubblico, per esempio carte

telefoniche o possibilità di pagamento con carta di credito. Allo stesso

scopo, gli Stati membri possono chiedere agli operatori di offrire ai loro

abbonati un tipo diverso di fattura dettagliata, dalla quale è stato omesso un

certo numero di cifre dei numeri chiamati.

(34) Con riguardo all'identificazione della linea chiamante è necessario

tutelare il diritto dell'autore della chiamata di eliminare l'indicazione della

linea dalla quale si effettua la chiamata, nonché il diritto del chiamato di

respingere chiamate da linee non identificate. In casi specifici esistono

giustificati motivi per disattivare la soppressione dell'indicazione della linea

chiamante. Alcuni abbonati, in particolare le linee di assistenza e servizi

analoghi, hanno interesse a garantire l'anonimato dei loro chiamanti. Con

riferimento all'identificazione della linea collegata, è necessario tutelare il

diritto e il legittimo interesse del chiamato a sopprimere l'indicazione della

linea alla quale il chiamante è realmente collegato, in particolare in caso di

chiamate trasferite. I fornitori di servizi di comunicazione elettronica

accessibili al pubblico dovrebbero informare i loro abbonati dell'esistenza

nella rete dell'indicazione della linea chiamante e collegata, nonché di tutti i

servizi offerti in base all'identificazione della linea chiamante e collegata,

come pure delle opzioni disponibili per la salvaguardia della vita privata.

Ciò permetterà agli abbonati di operare una scelta consapevole in merito

alle possibilità di cui desiderano avvalersi a tutela della loro vita privata. Le

opzioni per la salvaguardia della vita privata offerte linea per linea non

devono necessariamente essere disponibili come servizio di rete automatico,

ma possono configurarsi come un servizio disponibile su richiesta rivolta al

fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico.

(35) Nelle reti mobili digitali i dati relativi all'ubicazione, che consentono di

determinare la posizione geografica dell'apparecchiatura terminale

dell'utente mobile vengono sottoposti a trattamento in modo da consentire la

trasmissione di comunicazioni. Tali dati sono quelli relativi al traffico di cui

all'articolo 6 della presente direttiva. Tuttavia, in aggiunta ad essi, le reti

mobili digitali possono avere la capacità di trattare dati relativi

all'ubicazione che possiedono un grado di precisione molto maggiore di

quello necessario per la trasmissione delle comunicazioni e che vengono

utilizzati per fornire servizi a valore aggiunto, come i servizi che forniscono

informazioni individuali sul traffico e radioguida. Il trattamento di dati

siffatti ai fini della fornitura di servizi a valore aggiunto dovrebbe essere

autorizzato soltanto previo esplicito consenso dell'abbonato. Anche in

questo caso, tuttavia, gli abbonati dovrebbero disporre, gratuitamente, di un

mezzo semplice per bloccare temporaneamente il trattamento dei dati

relativi alla loro ubicazione.

(36) Gli Stati membri possono limitare il diritto alla vita privata degli utenti

e degli abbonati riguardo all'identificazione della linea chiamante allorché

ciò sia necessario per identificare le chiamate importune, e riguardo

all'identificazione della linea chiamante e ai dati relativi all'ubicazione

allorché ciò sia necessario per consentire ai servizi di emergenza di svolgere

il loro compito nel modo più efficace possibile. A tale scopo gli Stati

membri possono adottare disposizioni specifiche per autorizzare i fornitori

di servizi di comunicazione elettronica a fornire l'accesso all'identificazione

della linea chiamante e ai dati relativi all'ubicazione senza il previo

consenso degli utenti o abbonati interessati.

(37) Occorre prevedere misure per tutelare gli abbonati dal disturbo che può

essere causato dal trasferimento automatico di chiamate da parte di altri.

Inoltre, in tali casi, l'abbonato deve avere la possibilità di impedire che le

chiamate trasferite siano inoltrate sul suo terminale, mediante una semplice

richiesta al fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico.

(38) Gli elenchi degli abbonati ai servizi di comunicazione elettronica sono

pubblici ed ampiamente distribuiti. Il rispetto della vita privata delle

persone fisiche e i legittimi interessi delle persone giuridiche postulano, per

gli abbonati, il diritto di determinare se i loro dati personali possano essere

pubblicati in un elenco e, in caso affermativo, quali. È opportuno che i

fornitori di elenchi pubblici informino gli abbonati che vi figureranno degli

scopi dell'elenco stesso e di ogni specifico impiego che possa essere fatto

delle versioni elettroniche degli elenchi pubblici, in particolare mediante le

funzioni di ricerca incorporate nel software, come ad esempio le funzioni di

ricerca inversa che consentono agli utenti dell'elenco di risalire al nome e

all'indirizzo dell'abbonato in base al solo numero telefonico.

(39) L'obbligo di informare gli abbonati sugli scopi di elenchi pubblici in

cui i loro dati personali devono essere inclusi dovrebbe essere imposto alla

parte che raccoglie i dati per tale inclusione. Se i dati possono essere

trasmessi a uno o più terzi, l'abbonato dovrebbe essere informato su questa

possibilità e sul ricevente o sulle categorie di possibili riceventi. Le

trasmissioni dovrebbero essere soggette alla condizione che i dati non

possono essere usati per scopi diversi da quelli per cui sono stati raccolti. Se

la parte che raccoglie i dati dall'abbonato o i terzi a cui i dati sono stati

trasmessi desiderano usarli per uno scopo ulteriore, la parte che ha raccolto i

dati in origine o il terzo a cui i dati sono stati trasmessi deve ottenere

nuovamente il consenso dell'abbonato.

(40) Occorre prevedere misure per tutelare gli abbonati da interferenze nella

loro vita privata mediante comunicazioni indesiderate a scopo di

commercializzazione diretta, in particolare mediante dispositivi automatici

di chiamata, telefax o posta elettronica, compresi i messaggi SMS. Tali

forme di comunicazioni commerciali indesiderate possono da un lato essere

relativamente facili ed economiche da inviare e dall'altro imporre un onere

e/o un costo al destinatario. Inoltre, in taluni casi il loro volume può causare

difficoltà per le reti di comunicazione elettronica e le apparecchiature

terminali. Per tali forme di comunicazioni indesiderate a scopo di

commercializzazione diretta è giustificato prevedere che le relative

chiamate possano essere inviate ai destinatari solo previo consenso esplicito

di questi ultimi. Il mercato unico prevede un approccio armonizzato per

garantire norme semplici a livello comunitario per le aziende e gli utenti.

(41) Nel contesto di una relazione di clientela già esistente è ragionevole

consentire l'uso delle coordinate elettroniche per offrire prodotti o servizi

analoghi, ma unicamente da parte della medesima società che ha ottenuto le

coordinate elettroniche a norma della direttiva 95/46/CE. Allorché tali

coordinate sono ottenute, il cliente dovrebbe essere informato sul loro uso

successivo a scopi di commercializzazione diretta in maniera chiara e

distinta, ed avere la possibilità di rifiutare tale uso. Tale opportunità

dovrebbe continuare ad essere offerta gratuitamente per ogni successivo

messaggio a scopi di commercializzazione diretta, ad eccezione degli

eventuali costi relativi alla trasmissione del suo rifiuto.

(42) Altre forme di commercializzazione diretta che siano più onerose per il

mittente e non impongano costi finanziari per gli abbonati e gli utenti, quali

chiamate telefoniche vocali interpersonali, possono giustificare il

mantenimento di un sistema che dà agli abbonati o agli utenti la possibilità

di indicare che non desiderano ricevere siffatte chiamate. Ciò nondimeno, al

fine di non ridurre i livelli di tutela della vita privata esistenti, gli Stati

membri dovrebbero essere autorizzati a mantenere sistemi nazionali che

autorizzano tali chiamate unicamente destinate agli abbonati e agli utenti

che hanno fornito il loro consenso preliminare.

(43) Al fine di facilitare l'attuazione efficace delle norme comunitarie in

materia di messaggi indesiderati a scopi di commercializzazione diretta,

occorre proibire l'uso di false identità o falsi indirizzi o numeri di risposta

allorché sono inviati messaggi indesiderati a scopi di commercializzazione

diretta.

(44) Taluni sistemi di posta elettronica consentono agli abbonati di vedere il

mittente e l'oggetto di una e-mail e, inoltre, di cancellare il messaggio senza

dover scaricare il resto del contenuto dell'e-mail o degli allegati, riducendo

quindi i costi che potrebbero derivare dallo scaricamento di e-mail o allegati

indesiderati. Queste modalità possono continuare ad essere utili in taluni

casi come strumento supplementare rispetto ai requisiti generali stabiliti

dalla presente direttiva

(45) La presente direttiva non pregiudica le misure che gli Stati membri

prendono per tutelare legittimi interessi delle persone giuridiche in relazione

a comunicazioni indesiderate a scopo di commercializzazione diretta.

Allorquando gli Stati membri costituiscono un registro "opt-out" per siffatte

chiamate a persone giuridiche, principalmente imprese, sono pienamente

applicabili le disposizioni dell'articolo 7 della direttiva 2000/31/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni

aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il

(6)

commercio elettronico, nel mercato interno (direttiva sul commercio

elettronico).

(46) Le funzionalità necessarie per la fornitura di servizi di comunicazione

elettronica possono essere incorporate nella rete o in una parte qualsiasi

dell'apparecchiatura terminale dell'utente, compreso il software. La tutela

dei dati personali e della vita privata dell'utente di servizi di comunicazione

elettronica accessibili al pubblico dovrebbe essere indipendente dalla

configurazione delle varie componenti necessarie a fornire il servizio e dalla

distribuzione delle necessarie funzionalità tra queste componenti. La

direttiva 95/46/CE contempla tutti i tipi di trattamento dei dati personali,

indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. L'esistenza di norme

specifiche per i servizi di comunicazione elettronica, oltre che di norme

generali per le altre componenti necessarie per la fornitura di tali servizi,

non sempre agevola la tutela dei dati personali e della vita privata in modo

tecnologicamente neutrale. Può essere pertanto necessario adottare

provvedimenti che prescrivano ai fabbricanti di taluni tipi di

apparecchiature impiegate per i servizi di comunicazione elettronica di

costruire il loro prodotto in modo da incorporarvi dispositivi che

garantiscano la tutela dei dati personali e della vita privata dell'utente e

dell'abbonato. L'adozione di tali provvedimenti a norma della direttiva

1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999,

riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di

(7)

telecomunicazione e il reciproco riconoscimento della loro conformità ,

avrà l'effetto di armonizzare l'introduzione nelle apparecchiature di

comunicazione elettronica di determinate caratteristiche tecniche, compresi

i software, volte a tutelare i dati secondo modalità compatibili con il buon

funzionamento del mercato unico.

(47) La normativa nazionale dovrebbe prevedere la possibilità di adire gli

organi giurisdizionali, nei casi in cui i diritti degli utenti e degli abbonati

non siano rispettati. Si dovrebbero applicare sanzioni ad ogni persona, sia

essa soggetta al diritto pubblico o privato, che non ottemperi alle

disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva.

(48) Nel campo di applicazione della presente direttiva è opportuno

ricorrere all'esperienza del "gruppo per la tutela delle persone fisiche con

riguardo al trattamento dei dati personali", composto dai rappresentanti

delle autorità nazionali di controllo degli Stati membri, istituito dall'articolo

29 della direttiva 95/46/CE.

(49) Allo scopo di agevolare l'osservanza della presente direttiva, sono

necessarie alcune disposizioni specifiche per il trattamento dei dati già in

corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni nazionali emanate in

attuazione alla presente direttiva,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

1 GU C 365 E del 19.12.2000, pag. 223.

2 GU C 123 del 25.4.2001, pag. 53.

3 Parere del Parlamento europeo del 13 novembre 2001 (non ancora

pubblicato nella Gazzetta ufficiale), posizione comune del Consiglio del 28

gennaio 2002 (GU C 113 E del 14.5.2002, pag. 39) e decisione del

Parlamento europeo del 30 maggio 2002 (non ancora pubblicata nella

Gazzetta ufficiale). Decisione del Consiglio del 25 giugno 2002.

4 GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.

5 GU L 24 del 30.1.1998, pag. 1.

6 GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.

7 GU L 91 del 7.4.1999, pag. 10.

Articolo 1 - Finalità e campo d'applicazione

1. La presente direttiva armonizza le disposizioni degli Stati membri

necessarie per assicurare un livello equivalente di tutela dei diritti e delle

libertà fondamentali, in particolare del diritto alla vita privata, con riguardo

al trattamento dei dati personali nel settore delle comunicazioni elettroniche

e per assicurare la libera circolazione di tali dati e delle apparecchiature e

dei servizi di comunicazione elettronica all'interno della Comunità.

2. Ai fini di cui al paragrafo 1, le disposizioni della presente direttiva

precisano e integrano la direttiva 95/46/CE. Esse prevedono inoltre la tutela

dei legittimi interessi degli abbonati che sono persone giuridiche.

3. La presente direttiva non si applica alle attività che esulano dal campo di

applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea, quali quelle

disciplinate dai titoli V e VI del trattato sull'Unione europea né, comunque,

alle attività riguardanti la sicurezza pubblica, la difesa, la sicurezza dello

Stato (compreso il benessere economico dello Stato ove le attività siano

connesse a questioni di sicurezza dello Stato) o alle attività dello Stato in

settori che rientrano nel diritto penale.

Articolo 2 - Definizioni

Salvo diversa disposizione, ai fini della presente direttiva si applicano le

definizioni di cui alla direttiva 95/46/CE e alla direttiva 2002/21/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un

quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica

(8)

(direttiva quadro) .

Si applicano inoltre le seguenti definizioni:

a) "utente": qualsiasi persona fisica che utilizzi un servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico, per motivi privati o

commerciali, senza esservi necessariamente abbonata;

b) "dati relativi al traffico": qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini

della trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione

elettronica o della relativa fatturazione;

c) "dati relativi all'ubicazione": ogni dato trattato in una rete di

comunicazione elettronica che indichi la posizione geografica

dell'apparecchiatura terminale dell'utente di un servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico;

d) "comunicazione": ogni informazione scambiata o trasmessa tra un

numero finito di soggetti tramite un servizio di comunicazione elettronica

accessibile al pubblico. Sono escluse le informazioni trasmesse, come parte

di un servizio di radiodiffusione, al pubblico tramite una rete di

comunicazione elettronica salvo quando le informazioni possono essere

collegate all'abbonato o utente che riceve le informazioni che può essere

identificato;

e) "chiamata": la connessione istituita da un servizio telefonico accessibile

al pubblico che consente la comunicazione bidirezionale in tempo reale;

f) "consenso" dell'utente o dell'abbonato: corrisponde al consenso della

persona interessata di cui alla direttiva 95/46/CE;

g) "servizio a valore aggiunto": il servizio che richiede il trattamento dei

dati relativi al traffico o dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati

relativi al traffico, oltre a quanto è necessario per la trasmissione di una

comunicazione o della relativa fatturazione;

h) "posta elettronica": messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini

trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione, che possono essere

archiviati in rete o nell'apparecchiatura terminale ricevente fino a che il

ricevente non ne ha preso conoscenza.

8 GU L 108 del 24.4.2002, pag. 33.

Articolo 3 - Servizi interessati

1. La presente direttiva si applica al trattamento dei dati personali connesso

alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico

su reti pubbliche di comunicazione nella Comunità.

2. Gli articoli 8, 10 e 11 si applicano alle linee di abbonati collegate a

centrali telefoniche digitali e, qualora sia tecnicamente possibile e non

richieda un onere economico sproporzionato, alle linee di abbonati collegate

a centrali telefoniche analogiche.

3. Gli Stati membri notificano alla Commissione i casi in cui l'osservanza

delle prescrizioni di cui agli articoli 8, 10 e 11 risulti tecnicamente

impossibile o richieda un onere economico sproporzionato.

Articolo 4 - Sicurezza

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico deve prendere appropriate misure tecniche e organizzative per

salvaguardare la sicurezza dei suoi servizi, se necessario congiuntamente

con il fornitore della rete pubblica di comunicazione per quanto riguarda la

sicurezza della rete. Tenuto conto delle attuali conoscenze in materia e dei

loro costi di realizzazione, dette misure assicurano un livello di sicurezza

adeguato al rischio esistente.

2. Nel caso in cui esista un particolare rischio di violazione della sicurezza

della rete, il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile

al pubblico ha l'obbligo di informarne gli abbonati indicando, qualora il

rischio sia al di fuori del campo di applicazione delle misure che devono

essere prese dal fornitore di servizio, tutti i possibili rimedi, compresi i

relativi costi presumibili.

Articolo 5 - Riservatezza delle comunicazioni

1. Gli Stati membri assicurano, mediante disposizioni di legge nazionali, la

riservatezza delle comunicazioni effettuate tramite la rete pubblica di

comunicazione e i servizi di comunicazione elettronica accessibili al

pubblico, nonché dei relativi dati sul traffico. In particolare essi vietano

l'ascolto, la captazione, la memorizzazione e altre forme di intercettazione o

di sorveglianza delle comunicazioni, e dei relativi dati sul traffico, ad opera

di persone diverse dagli utenti, senza consenso di questi ultimi, eccetto

quando sia autorizzato legalmente a norma dell'articolo 15, paragrafo 1.

Questo paragrafo non impedisce la memorizzazione tecnica necessaria alla

trasmissione della comunicazione fatto salvo il principio della riservatezza.

2. Il paragrafo 1 non pregiudica la registrazione legalmente autorizzata di

comunicazioni e dei relativi dati sul traffico se effettuata nel quadro di

legittime prassi commerciali allo scopo di fornire la prova di una

transazione o di una qualsiasi altra comunicazione commerciale.

3. Gli Stati membri assicurano che l'uso di reti di comunicazione elettronica

per archiviare informazioni o per avere accesso a informazioni archiviate

nell'apparecchio terminale di un abbonato o di un utente sia consentito

unicamente a condizione che l'abbonato o l'utente interessato sia stato

informato in modo chiaro e completo, tra l'altro, sugli scopi del trattamento

in conformità della direttiva 95/46/CE e che gli sia offerta la possibilità di

rifiutare tale trattamento da parte del responsabile del trattamento. Ciò non

impedisce l'eventuale memorizzazione tecnica o l'accesso al solo fine di

effettuare o facilitare la trasmissione di una comunicazione su una rete di

comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria a fornire

un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto

dall'abbonato o dall'utente.

Articolo 6 - Dati sul traffico

1. I dati sul traffico relativi agli abbonati ed agli utenti, trattati e

memorizzati dal fornitore di una rete pubblica o di un servizio pubblico di

comunicazione elettronica devono essere cancellati o resi anonimi quando

non sono più necessari ai fini della trasmissione di una comunicazione, fatti

salvi i paragrafi 2, 3 e 5 del presente articolo e l'articolo 15, paragrafo 1.

2. I dati relativi al traffico che risultano necessari ai fini della fatturazione

per l'abbonato e dei pagamenti di interconnessione possono essere sottoposti

a trattamento. Tale trattamento è consentito solo sino alla fine del periodo

durante il quale può essere legalmente contestata la fattura o preteso il

pagamento.

3. Ai fini della commercializzazione dei servizi di comunicazione

elettronica o per la fornitura di servizi a valore aggiunto, il fornitore di un

servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico ha facoltà di

sottoporre a trattamento i dati di cui al paragrafo 1 nella misura e per la

durata necessaria per siffatti servizi, o per la commercializzazione, sempre


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta l'intero testo della direttiva 08/58/CE recante disposizioni in merito alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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