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Principio non contestazione Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nel 2011.
Il documento riporta una serie di riflessioni relative al principio di non contestazione e all'ammissibilità o meno delle contestazioni tardive.

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

Le strategie di difesa del convenuto possono consistere: nella negazione dei fatti costitutivi allegati dall’attore, nella

allegazione di fatti estintivi, modificativi ed impeditivi e nella proposizione di domande riconvenzionali. La prima attività,

consistente nelle mere difese, assume rilevanza soprattutto in riferimento alla pianificazione della istruzione probatoria.

Il terzo momento valutativo, relativo alla rilevanza dei fatti estintivi, modificativi ed impeditivi, è quello più complesso e

delicato nella gestione delle attività processuali e nella direzione del processo: è possibile omettere l’accertamento dei fatti

costitutivi, allorché sussistano fatti estintivi, modificativi ed impeditivi. Nello stabilire se la causa sia matura per la decisione

prima dell’accertamento dei fatti costitutivi controversi e indipendentemente dai risultati della istruzione probatoria ad essi

relativa, infatti, il giudice è tenuto ad una prognosi della presumibile ed apparente fondatezza delle eccezioni proposte, ossia

della presumibile ed apparente sussistenza dei fatti estintivi, impeditivi e modificativi allegati dal convenuto e, quindi, della

sufficienza di questi ultimi a fondare il rigetto della domanda, indipendentemente dall’accertamento dei fatti costitutivi.

L’esperienza indica che, sovente, anche tali possibilità non vengono colte. Non sono infrequenti i casi in cui, nonostante la

manifesta infondatezza della domanda o la manifesta fondatezza delle eccezioni proposte dal convenuto, il processo prosegua

per l’accertamento dei fatti costitutivi e addirittura si apra e si svolga l’istruzione probatoria su tali fatti e, al momento della

decisione, tale attività si riveli affatto inutile. La possibilità di definire immediatamente le controversie nelle quali si pongano

questioni preliminari di rito aventi carattere impediente, di rigettare subito le domande manifestamente infondate, di evitare

l’accertamento dei fatti costitutivi in presenza di questioni preliminari di merito aventi carattere assorbente, costituisce un

potere-dovere del giudicante in ciascun modello processuale.

L’attenzione tradizionalmente dedicata alla fase introduttiva dei processi di cognizione riflette l’esigenza di realizzare un

effetto deflattivo definendo le controversie in limine litis: non essendo possibile incidere sui flussi in entrata, l’impegno

riformatore si è sempre orientato su quelli in uscita, in base all’ovvio presupposto che è più semplice definire una causa

correttamente impostata, piuttosto che cercarne il bandolo in un fascicolo farraginoso.

Non contestazione e preclusioni: inammissibilità, in generale, delle contestazioni

tardive.

esonero del giudice dall’accertamento dei fatti, principali e secondari, non contestati:

• il giudice è tenuto a ritenere veri i fatti non contestati e, quindi, a dichiarare irrilevanti le

• prove dirette a negarne l’esistenza o ad affermarla.

le preclusioni ex artt. 183 e 416 c.p.c. riguardano esclusivamente l’allegazione di nuovi

• fatti principali (id est, costitutivi, modificativi, impeditivi, estintivi);

nessun termine preclusivo esiste per le mere difese e per l’allegazione di fatti secondari

Eccezioni rilevabili d’ufficio: allegazione del fatto o proposizione della eccezione.

Proporre una eccezione implica la allegazione di un fatto estintivo, modificativo o impeditivo e dichiarare di

volersene avvalere;

la distinzione tra eccezioni rilevabili d’ufficio ed eccezioni rilevabili ad istanza di parte si fonda appunto

sulla distinzione tra

 fatti estintivi, modificativi o impeditivi immediatamente efficaci e

 fatti la cui efficacia distruttiva è subordinata ad una espressa manifestazione di volontà della parte che

vi abbia interesse.

Il rilievo d’ufficio di una eccezione presuppone la rituale allegazione del fatto e sostituisce la manifestazione

di volontà.

Inammissibilità delle contestazioni tardive.

Orientano verso questa interpretazione, oltre al generale divieto, per il giudice, di acquisire e di conoscere

fatti non allegati dalle parti, le circostanze,

 in primo luogo, che l’esercizio dei poteri di cui all’art. 183, co. 4° (già 3°), c.p.c. è limitato ai «fatti

allegati»,

 in secondo luogo, che il fatto nuovo non potrebbe comunque essere provato dopo che siano maturate le

preclusioni istruttorie e, quindi, al momento della decisione o in appello,

 in terzo luogo, nel contesto normativo successivo al 4 luglio 2009, che, ai sensi dell’art. 115, co. 1°, i

fatti costitutivi debbono essere specificatamente contestati ed appare ragionevole ritenere che debba

avvenire prima che siano ammessi i mezzi di prova. D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

Mancanza del fatto costitutivo e fatto impeditivo:

Nell’ambito delle eccezioni, rilevabili d’ufficio o ad istanza di parte, la distinzione tra fatti estintivi, fatti modificativi e

fatti costitutivi è netta: i primi sono comunque al di fuori della fattispecie acquisitiva del diritto. Il pagamento, la

decadenza, la prescrizione, la compensazione, la rinuncia, la transazione sono fatti esterni alla fattispecie e ne

demoliscono gli effetti. I fatti impeditivi, invece, distruggono la fattispecie acquisitiva dall’interno. I primi sono come

un pac-man che mangia i fatti costitutivi; i secondi sono come un virus che ne corrode l’efficacia dall’interno.

A ben vedere, non si tratta di stabilire quando il fatto può ritualmente entrare nel processo ovvero se il rilievo d’ufficio

implichi non solo la facoltà delle parti di trarre le conseguenze giuridiche dei fatti ritualmente acquisiti al processo, ma

anche la possibilità della allegazione tardiva.

Né si tratta di individuare le disposizioni che escludono il rilievo d’ufficio ovvero di stabilire se l’eccezione rientri nella

disponibilità delle parti.

Si tratta, invece, di ricostruire la fattispecie e di individuare gli elementi della fattispecie acquisitiva del diritto, che

debbono essere indicati nella domanda, e soltanto in essa, ed eventualmente provati.

La proposizione di un’eccezione con la quale si deduca un fatto impeditivo può implicare la allegazione di un fatto

autonomo, come, ad esempio,

in materia di diritti della persona,

-­‐ la tempestiva presentazione della richiesta del permesso di soggiorno ovvero le cause di forza maggiore che ne

hanno impedito la presentazione rispetto alla espulsione dello straniero: Cass. 17 marzo 2004, n. 5394, in Foro it.,

Rep. 2004, voce Straniero, n. 294;

-­‐ fatti impeditivi «proporzionati» rispetto al diritto al riconoscimento del figlio naturale: Cass. 29 dicembre 1994, n.

11263, id., Rep. 1994, voce Filiazione, n. 37; 16 giugno 1990, n. 6093, id., Rep. 1990, voce cit., n. 38;

in tema di diritti reali,

-­‐ l’esistenza di altri passaggi, più comodi ed agevoli, rispetto al diritto alla costituzione di servitù coattiva di

passaggio sul fondo altrui: Cass. 22 giugno 2004, n. 11592, id., Rep. 2004, voce Servitù, n. 37;

-­‐ la tolleranza del dominus rispetto alla reintegra nel possesso: Trib. Torino, 14 dicembre 2005, id., Rep. 2006, voce

Possesso, n. 16;

in materia di obbligazioni e contratti,

-­‐ il mancato pagamento del premio in funzione dell’inefficacia della fidejussione: Cass. 29 gennaio 2010, n. 2038,

id., Mass., 94;

-­‐ allo stesso fine, la violazione del dovere di comportarsi con correttezza e buona fede ex art. 1175 e 1375 c.c.: Cass.

18 marzo 2005, n. 5974, id., Rep. 2005, voce Cassazione civile, n. 93; 23 marzo 2001, n. 4229, id., Rep. 2002, voce

Fidejussione e mandato di credito, n. 55;

-­‐ la difformità ed i vizi dell’opera rispetto al credito dell’appaltatore: Cass. 19 gennaio 1999, n. 446 id., Rep. 1999,

voce Appello civile, n. 70;

-­‐ il deterioramento della cosa utilizzata in modo conforme al contratto rispetto al diritto al risarcimento del

comodante: Cass. 18 febbraio 2010, n. 3900, id., Mass., 2010, 169; 16 settembre 2000, n. 12280, id., Rep. 2000,

voce Comodato, n. 6;

-­‐ l’esistenza di una causa non imputabile e la mancanza di alternative rispetto al diritto al risarcimento per la

cancellazione di una crociera turistica: Trib. Torino, 20 luglio 2006, id., Rep. 2007, voce Turismo, n. 53; Trib.

Genova, 19 febbraio 2007, ibidem, n. 57;

-­‐ la limitazione dell’obbligazione indennitaria al massimale nella responsabilità civile automobilistica: Cass., 12

maggio 1993, n. 5416, id., Rep. 1993, voce Assicurazione (contratto), n. 162; 23 gennaio 1987, n. 646, id., Rep.

1987, voce cit., n. 125;

in materia di società,

-­‐ l’invalidità o l’inefficacia del recesso rispetto alla liquidazione della quota sociale: Cass. 15 gennaio 2009, n. 816,

id., 2010, 215;

-­‐ l’iscrizione della cessione nel registro delle imprese in relazione alla responsabilità del socio cedente: Cass. 1°

febbraio 2006, n. 2015, id., Rep. 2006, voce Società, n. 632;

in tema di responsabilità civile,

-­‐ l’occupazione della carreggiata da parte del pedone investito rispetto alla responsabilità esclusiva del conducente:

Cass. 28 novembre 2007, n. 24745, id., Rep. 2008, voce Circolazione stradale, n. 263;

-­‐ l’affidamento della custodia del minore danneggiante al genitore del minore danneggiato: Cass. 20 gennaio 2005,

n. 1148, id., Rep. 2005, voce Responsabilità civile, n. 329;


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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