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Pregiudizialità - C. Cass. n. 9787/98

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 9787 emessa dalla Corte di Cassazione nel 1998. La sospensione... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

in Foro it., 2000, I, 1968, con nota di G. T L

RISORIO IUZZI

Cass., sez. III, 02-10-1998, 9787/1998; Pres. Iannotta, Est. Di Nanni, P. M. Giacalone (conf.);

Marzullo (Avv. Mignano) — Com. Terracina (Avv. Nicolini); Cassa P. Latina-Terracina, 18

dicembre 1996

L'art. 295 c.p.c., prevedendo che il giudice «dispone» la sospensione del processo in presenza di

una controversia civile od amministrativa di natura pregiudiziale da decidersi in separato giudizio

con autorità di giudicato, comporta non la facoltà ma l'obbligo del giudice di disporre la

sospensione del processo ogni volta che, nel suo libero apprezzamento dei fatti, abbia accertato la

pregiudizialità della controversia pendente davanti ad altro giudice, rimanendo escluso che il detto

giudice abbia la facoltà di non disporre la sospensione del processo, ove ritenga che la domanda

introduttiva del giudizio, concernente la questione pregiudiziale, appaia prima facie palesemente

infondata.

La pregiudizialità amministrativa comportante sospensione necessaria è configurabile solo quando

il giudizio amministrativo verta su diritti soggettivi e possa perciò concludersi in una pronunzia

che possa fare stato nel giudizio civile dinanzi al giudice ordinario; consegue, che non ricorre la

pregiudizialità quando l'oggetto del giudizio amministrativo è dato dalla verifica della legittimità

di delibere comunali di determinazione del capitale di affrancazione e di rivalutazione dei canoni

enfiteutici e l'oggetto del giudizio civile concerne la determinazione del canone legale dovuto per

gli stessi fondi. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Giorgio Marzullo, Alba Marzullo, Caterina Caffarelli, Alessia Marzullo, Donato Maria Marzullo

e G. Battista Marzullo, titolari di diritti enfiteutici su fondi ubicati nel Comune di Terracina, con

atto di citazione del 3 febbraio 1996, hanno convenuto in giudizio davanti al pretore circondariale di

Latina, sezione distaccata di Terracina, il Comune di questa città chiedendo la determinazione legale

dei canoni enfiteutici relativi alle enfiteusi urbane sopra descritte.

Costituitosi in giudizio, il Comune di Terracina ha eccepito, per quanto interessa in questa sede, che

gli attori avevano iniziato davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio un giudizio per

impugnare le deliberazioni di rivalutazione dei canoni enfiteutici adottate dal Comune.

2. Il pretore, con ordinanza del 18 dicembre 1996, ritenuto il rapporto di pregiudizialità al quale

aveva fatto riferimento il Comune di Terracina, ha sospeso il giudizio in attesa della decisione del

tribunale amministrativo.

3. Giorgio Marzullo, Alba Marzullo, Caterina Caffarelli, Alessia Marzullo, Donato Maria Marzullo

e G. Battista Marzullo, con ricorso ai sensi dell'art. 42 cod. proc. civ., hanno chiesto la cassazione

dell'ordinanza del pretore circondariale di Latina sopra indicata.

Resiste con controricorso il Comune di Terracina.

Il P.G., con requisitoria scritta, ha chiesto la cassazione dell'ordinanza impugnata.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso è ammissibile.

Per effetto dell'art. 6 della legge 26 novembre 1990, n. 353, che ha modificato il testo originario

dell'art. 42 cod. proc. civ., il regolamento necessario di competenza ha per oggetto non solo le

questioni di competenza, ma anche i provvedimenti "che dichiarano la sospensione del processo ai

sensi dell'art. 295...".

2. Ciò posto, in questo giudizio è pacifica tra le parti l'esistenza dei seguenti due procedimenti:

1 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

in Foro it., 2000, I, 1968, con nota di G. T L

RISORIO IUZZI

a) giudizio promosso davanti al tribunale amministrativo del Lazio, sezione distaccata di Latina,

avente ad oggetto l'annullamento delle deliberazioni della giunta municipale del Comune di

Terracina nn. 602 e 603 del 19 maggio 1995 con le quali, rispettivamente, è stato determinato il

capitale di affranco dei fondi in contestazione anche nel presente giudizio e sono state rivalutati i

canoni enfiteutici degli stessi fondi;

b) giudizio promosso davanti al pretore di Terracina avente ad oggetto la determinazione legale del

canone enfiteutico dovuto dagli attuali ricorrenti per gli stessi fondi.

Sulla base di questi elementi i ricorrenti sostengono:

- che il thema dell'indagine devoluta al tribunale amministrativo del Lazio è costituito dal vizio del

provvedimento emesso dalla giunta municipale del Comune di Terracina in tema di determinazione

del canone enfiteutico;

- che questo "thema" è affatto diverso da quello oggetto del giudizio del pretore circondariale di

Latina, costituito dal riconoscimento del diritto soggettivo all'esatta determinazione del canone

enfiteutico;

- che tra i due giudizi non esiste il rapporto di pregiudizialità ritenuto dal pretore.

Il ricorso è fondato.

3. La sospensione costituisce una vicenda anomala del processo ed incide sull'esercizio del diritto di

difesa costituzionalmente garantito dall'art. 24 primo comma della Costituzione: pertanto, è dovere

dell'interprete circoscriverne l'esatto ambito di operatività.

Nel sistema del codice di rito anteriore all'entrata in vigore del codice di procedura penale del 1988

ed alla novella del 1990 esisteva una disciplina espressa della sospensione del processo civile

rispetto a quello penale ed una dettagliata indicazione del tipo di controversie (civili o

amministrative) la cui soluzione poteva dare luogo a sospensione del processo.

Venuta a cadere la cosiddetta pregiudizialità penale (come questa Corte ha già riconosciuto con la

sentenza 8 novembre 1987, n. 11006), l'articolo 295 del codice di procedura civile (nel testo

novellato dall'art. 35 della legge 26 novembre 1990, n. 353) stabilisce semplicemente che "il giudice

dispone che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice deve risolvere una

controversia, dalla cui definizione dipende la decisione della causa".

La legge, cioè, devolve interamente al giudice il potere dovere di individuare quale controversia

(civile o amministrativa) importa la sospensione del processo che ha ad oggetto la causa da

decidere.

Questo sistema impone di risolvere i due interrogativi: del carattere necessario o facoltativo della

sospensione per pregiudizialità; dell'individuazione dei limiti della pregiudizialità rispetto ad altri

giudizi civili o amministrativi.

3.1. Con riferimento al primo interrogativo questa Corte ha già ritenuto che "l'art. 295 cod.proc.

civ., prevedendo che il giudice "dispone" la sospensione del processo in presenza di una

controversia civile o amministrativa di natura pregiudiziale da decidersi in separato giudizio con

autorità di giudicato, comporta non la facoltà, ma l'obbligo del giudice di disporre la sospensione

del processo ogni volta che, nel suo libero apprezzamento dei fatti, abbia accertato la pregiudizialità

della controversia pendente davanti ad altro giudice, rimanendo escluso che il detto giudice abbia la

facoltà di non disporre la sospensione del processo, ove ritenga che la domanda introduttiva del

giudizio, concernente la questione pregiudiziale, appaia "prima facie" palesemente infondata": sent.

22 aprile 1988, n. 3125.

La soluzione non è mutata dopo la modifica dell'art. 295 prima indicata ed applicabile alla presente

controversia, perché anche nel nuovo sistema il potere del giudice di rilevare la sospensione

continua ad essere svincolato dall'iniziativa delle parti.

Il nuovo articolo 295, dunque, collega la sospensione del processo al fenomeno della pregiudizialità

ritenuto dal giudice della causa poi sospesa. 2 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 9787 emessa dalla Corte di Cassazione nel 1998. La sospensione ex art. 295 cpc è obbligatoria quando c'è una pregiudiziale pendente presso un altro giudice; la pregiudiziale amministrativa sospende necessariamente il processo solo se verte su diritti soggettivi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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