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Tavola 4. Incidenza di povertà relativa per ampiezza, tipologia familiare, numero di figli minori e di anziani presenti in

famiglia, per ripartizione geografica. Anni 2007-2008 (valori percentuali)

Nord Centro Mezzogiorno Italia

2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

Ampiezza della famiglia

1 componente 5,0 3,0 4,6 3,3 16,2 17,2 8,1 7,1

2 componenti 5,2 4,8 6,3 7,1 20,4 21,7 9,7 9,9

3 componenti 5,6 4,8 5,6 5,7 24,7 23,0 11,5 10,5

4 componenti 5,0 7,4 8,6 9,2 25,5 28,6 14,2 16,7

5 o più componenti 12,2 12,8 12,0 18,1 32,9 38,1 22,4 25,9

Tipologia familiare

persona sola con meno di 65 anni 2,6 1,5 * * 8,6 9,0 3,8 3,4

persona sola con 65 anni e più 7,5 4,6 7,8 5,3 21,8 24,3 12,0 10,7

coppia con p.r. (a) con meno di 65 anni 2,0 1,7 * * 9,9 13,0 4,1 4,6

coppia con p.r. (a) con 65 anni e più 6,9 6,5 8,0 8,5 28,1 25,8 13,5 12,6

coppia con 1 figlio 5,0 4,6 5,0 5,2 23,5 21,1 10,6 9,7

coppia con 2 figli 4,6 6,9 8,1 8,2 25,2 28,0 14,0 16,2

coppia con 3 o più figli 10,8 11,2 * * 32,3 36,6 22,8 25,2

monogenitore 6,1 6,4 * 11,1 22,5 26,6 11,3 13,9

altre tipologie 13,4 10,9 11,8 13,4 30,3 37,3 18,0 19,6

Famiglie con figli minori 5,7 6,4 6,4 6,4 22,4 24,3 11,5 12,6

con 1 figlio minore 5,6 8,7 9,7 10,0 27,9 31,1 15,5 17,8

con 2 figli minori 16,4 15,5 * * 36,7 38,8 27,1 27,2

con 3 o più figli minori 6,3 7,8 8,5 8,4 26,1 28,3 14,1 15,6

almeno 1 figlio minore

Famiglie con anziani

con 1 anziano 7,1 5,0 7,1 6,8 22,1 24,1 11,8 11,4

con 2 o più anziani 8,9 7,8 9,8 8,8 33,2 30,1 16,9 14,7

almeno 1 anziano 7,6 5,9 8,0 7,5 25,8 26,0 13,5 12,5

(a) persona di riferimento; * dato non significativo a motivo della scarsa numerosità campionaria.

Grafico 2. Incidenza di povertà relativa per sesso della persona di riferimento e ripartizione geografica. Anni 2007-2008

(valori percentuali) 24,0 23,2

23,0

Maschi Femmine 20,8 11,6

11,4 10,6

10,4

7,7

7,5 6,2

5,8

5,7

5,4 5,0 4,7

2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

Nord Centro Mezzogiorno Italia

Tavola 5. Incidenza di povertà relativa per età della persona di riferimento e ripartizione geografica.

Anni 2007-2008 (valori percentuali)

Nord Centro Mezzogiorno Italia

Età 2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

fino a 34 anni 4,9 5,0 * * 19,3 22,8 9,2 10,4

da 35 a 44 anni 4,3 6,0 6,8 7,2 21,9 24,9 10,3 12,1

da 45 a 54 anni 4,6 3,5 5,0 6,6 21,3 22,6 10,3 10,7

da 55 a 64 anni 3,8 2,9 4,6 4,7 19,0 19,9 8,9 8,8

65 anni e oltre 7,6 6,0 8,3 7,5 26,1 26,3 13,7 12,7

*dato non significativo a motivo della scarsa numerosità campionaria. 4

Tavola 6. Incidenza di povertà relativa per titolo di studio della persona di riferimento e ripartizione geografica.

Anni 2007-2008 (valori percentuali)

Nord Centro Mezzogiorno Italia

Titolo di studio 2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

9,3 8,3 10,3 10,9 32,4 33,2 18,0 17,9

Nessuno-elementare 6,3 5,4 6,3 7,3 24,2 27,3 12,4 13,2

Media inferiore 2,4 2,5 3,8 3,6 10,8 11,9 5,0 5,3

Media superiore e oltre

Tavola 7. Incidenza di povertà relativa per condizione e posizione professionale della persona di riferimento della

famiglia, per ripartizione geografica. Anni 2007-2008 (valori percentuali)

Nord Centro Mezzogiorno Italia

Condizione e posizione professionale 2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

Occupato 4,0 4,3 4,6 4,9 18,5 19,7 8,6 9,2

-Dipendente 4,5 4,4 5,0 4,9 20,0 20,7 9,4 9,6

dirigente / impiegato 1,7 1,7 3,3 * 13,1 12,1 5,4 4,9

operaio o assimilato 7,6 7,4 7,0 7,9 27,1 28,8 13,9 14,5

-Autonomo 2,5 3,7 3,5 4,8 13,8 16,6 6,3 7,9

Imprenditore / libero professionista * * * * 8,8 6,8 3,7 3,3

lavoratore in proprio 2,7 5,0 5,2 6,9 16,3 22,4 7,9 11,2

Non occupato 7,2 5,6 8,4 8,6 26,6 28,0 13,9 13,6

Ritirato dal lavoro 6,8 5,3 7,6 7,0 25,5 25,1 12,3 11,3

In cerca di occupazione 13,9 12,4 * * 38,1 47,0 27,5 33,9

In altra condizione 8,5 6,4 10,5 12,3 25,7 28,1 16,8 17,6

*dato non significativo a motivo della scarsa numerosità campionaria.

Tavola 8. Incidenza di povertà relativa per condizione professionale dei componenti la famiglia.

Anni 2007-2008 (valori percentuali) 2007 2008

Famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro 48,5 49,6

Famiglie con occupati senza ritirati dal lavoro 8,7 9,7

- tutti i componenti occupati 3,6 4,0

- nessun componente alla ricerca di lavoro e almeno un componente in altra condizione (a) 13,4 14,7

- almeno un componente alla ricerca di lavoro 19,9 31,2

Famiglie con ritirati dal lavoro senza occupati 12,7 11,5

- tutti i componenti ritirati dal lavoro 11,5 10,2

- nessun componente alla ricerca di lavoro e almeno un componente in altra condizione (a) 14,9 14,3

- almeno un componente alla ricerca di lavoro 30,6 30,9

Famiglie con occupati e ritirati dal lavoro 10,1 9,0

- senza altri componenti 7,6 5,9

- almeno un componente in altra condizione (a) o alla ricerca di lavoro 13,8 13,5

(a) Altra condizione: casalinga, studente, inabile al lavoro, in altra condizione.

Il confronto tra il 2007 e il 2008

La sostanziale stabilità del fenomeno che, tra il 2007 e il 2008, si registra a livello nazionale è il

risultato, da un lato, del peggioramento osservato tra le tipologie familiari che tradizionalmente

presentano una elevata diffusione della povertà e, dall’altro, del miglioramento della condizione delle

famiglie di anziani.

L’incidenza di povertà risulta in crescita fra le famiglie più ampie (dal 14,2% al 16,7% tra le famiglie di

quattro componenti e dal 22,4% al 25,9% tra le famiglie di cinque o più); soprattutto per le coppie con

due figli (dal 14% al 16,2%), e ancor più tra quelle con minori (dal 15,5% al 17,8%). Tra le famiglie di

monogenitori la povertà, che nel 2007 era prossima alla media nazionale, raggiunge nel 2008 il 13,9%

(se almeno una persona è in cerca di occupazione si attesta al 31%, contro il 23,4% del 2007).

Consistenti aumenti si osservano, inoltre, tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione

(dal 27,5% al 33,9%), tra quelle che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro, cioè con componenti

occupati e senza ritirati dal lavoro (dall’8,7 al 9,7%) e ancor più tra le famiglie in cui vi sono

5

componenti in cerca di occupazione (dal 19,9% al 31,2%). Segnali di peggioramento si osservano,

infine, tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio, dal 7,9% all’11,2%, valore che tuttavia non

supera quello medio nazionale.

Soltanto le famiglie con almeno un componente anziano mostrano una diminuzione dell’incidenza di

povertà (dal 13,5% al 12,5%), che è ancora più marcata in presenza di due anziani o più (dal 16,9% al

14,7%).

Nel Nord si confermano le dinamiche osservate a livello nazionale: peggiora la condizione economica

delle famiglie di maggiori dimensioni, di quelle con a capo un lavoratore in proprio, migliora la

condizione economica delle famiglie con anziani.

Nel Centro la situazione non è significativamente mutata rispetto al 2007, mentre nel Mezzogiorno si

confermano, solo ed esclusivamente, i risultati negativi osservati a livello nazionale: vedono peggiorare

la propria condizione le famiglie con un elevato numero di componenti, quelle con persona di

riferimento in cerca di occupazione e le famiglie con a capo un lavoratore in proprio. In quest’ultima

ripartizione, inoltre, si osservano evidenti segnali di peggioramento tra le famiglie residenti in Molise.

Le famiglie a rischio di povertà e quelle più povere

La classificazione delle famiglie in povere e non povere, ottenuta attraverso la linea convenzionale di

povertà, può essere maggiormente articolata utilizzando soglie aggiuntive, come quelle che

corrispondono all’80%, al 90%, al 110% e al 120% di quella standard. Tali soglie permettono di

individuare diversi gruppi di famiglie, distinti in base alla distanza della loro spesa mensile equivalente

dalla linea di povertà.

Esaminando i gruppi di famiglie sotto la soglia standard, risultano “sicuramente” povere, hanno cioè

livelli di spesa mensile equivalente inferiori alla linea standard di oltre il 20%, circa 1 milione 260 mila

famiglie, il 5,2% del totale delle famiglie residenti.

Il 6,1% delle famiglie residenti in Italia risulta “appena” povero (ha una spesa inferiore alla linea di non

oltre il 20%) e tra queste più della metà presenta livelli di spesa per consumi molto prossimi alla linea di

povertà (inferiori di non oltre il 10%).

Anche tra le famiglie non povere esistono gruppi a rischio di povertà; si tratta delle famiglie con spesa

per consumi equivalente superiore ma molto prossima alla linea di povertà: il 4% delle famiglie residenti

presenta valori di spesa superiori alla linea di povertà di non oltre il 10%. Nel Mezzogiorno la quota di

tali famiglie sale al 6,6%.

Le famiglie “sicuramente” non povere, infine, sono l’80,9% del totale e si passa da valori prossimi al

90% nel Nord e nel Centro (rispettivamente 89,5% e 87,5%) al 63,8% del Mezzogiorno.

Grafico 3. Famiglie povere e non povere in base a diverse linee di povertà. Anno 2008 (composizione percentuale)

Sicuramente

non povere (80,9)

Non povere (88,7) Linea al 120% (+20%) di quella standard

3,9 Linea al 110% (+10%) di quella standard

Quasi povere(7,9) 4,0 Linea standard

3,4 Linea al 90% (-10%) di quella standard

Appena povere (6,1) 2,7 Linea all’80% (-20%) di quella standard

Povere (11,3) Sicuramente povere (5,2) 6

La povertà assoluta

Nel 2008, in Italia, 1.126 mila famiglie (il 4,6% delle famiglie residenti) risultano in condizione di

povertà assoluta per un totale di 2 milioni e 893 mila individui, il 4,9% dell’intera popolazione.

La stima dell’incidenza della povertà assoluta viene calcolata sulla base di una soglia di povertà che

corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi.

Tale paniere, nel caso specifico, rappresenta l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano e per

una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente

accettabile. Le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia, che si differenzia

sia per dimensione e composizione per età della famiglia, sia per ripartizione geografica e ampiezza

vengono classificate come assolutamente povere (cfr. Statistica in

demografica del comune di residenza,

breve “La povertà assoluta in Italia nel 2007” del 22 Aprile 2009).

La stima puntuale dell’incidenza che, per il 2008, è risultata pari al 4,6%, oscilla, con una probabilità del

95%, tra il 4,3% e il 5%.

Grafico 4. Povertà assoluta per ripartizione geografica. Anni 2005-2008 (valori percentuali)

2005 7.9

2006 6.8

2007 6.1 5.8

2008 4.6

4.1 4.1

4.0

3.5

3.3 3.2 2.9 2.9 2.9

2.7 2.7

Nord Centro M ezzogiorno It alia

I profili territoriali e familiari tra i quali la povertà assoluta è maggiormente diffusa ricalcano quelli già

delineati in termini di povertà relativa. Il fenomeno è maggiormente diffuso nel Mezzogiorno (7,9%),

dove anche l’intensità di povertà assoluta, pari al 17,3%, è leggermente superiore a quella osservata a

livello nazionale (17%).

Si conferma lo svantaggio delle famiglie più ampie (se i componenti sono almeno cinque l’incidenza è

pari al 9,4% e sale all’11% tra le famiglie con tre o più figli minori), dei monogenitori (5%) e delle

famiglie con almeno un anziano (in particolare, quando l’anziano è la persona di riferimento l’incidenza

è pari al 5,7% e sale al 6,9% se è l’unico componente della famiglia), oltre a quello associato con le

situazioni di mancanza di occupazione o di bassi profili occupazionali: tra le famiglie con a capo una

persona occupata, le condizioni peggiori si osservano tra gli operai o assimilati, 5,9%, mentre i valori

più elevati si rilevano quando la persona di riferimento è in cerca di occupazione, 14,5%, e nelle

famiglia in cui non sono presenti occupati né ritirati dal lavoro,19,9%.

Tavola 9. Indicatori di povertà assoluta per ripartizione geografica. Anni 2007-2008 (migliaia di unità e valori percentuali)

Nord Centro Mezzogiorno Italia

2007 2008 2007 2008 2007 2008 2007 2008

Migliaia di unità

famiglie povere 398 378 133 139 443 610 975 1.126

famiglie residenti 11.532 11.716 4.670 4.771 7.679 7.771 23.881 24.258

persone povere 871 848 322 359 1.234 1.686 2.427 2.893

persone residenti 26.648 26.919 11.421 11.601 20.688 20.740 58.757 59.261

Incidenza della povertà (%)

famiglie 3,5 3,2 2,9 2,9 5,8 7,9 4,1 4,6

persone 3,3 3,2 2,8 3,1 6,0 8,1 4,1 4,9

Intensità della povertà (%)

famiglie 15,1 16,4 14,3 17,8 18,2 17,3 16,3 17,0 7


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia dello sviluppo del Prof. Andrea Billi. Trattasi di un rapporto dell'ISTAT del 2008 attinente al fenomeno della povertà in Italia ed in particolare: l'incidenza della povertà per ripartizione geografica, per ampiezza familiare, per titolo di studio; la povertà assoluta; il confronto con il 2007.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Billi Andrea.

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