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“Torniamo alle leggi elettorali del ‘93”

di Salvatore Bonfiglio

Nei sistemi parlamentari contemporanei, i partiti politici esercitano un’influenza

diretta sui rapporti tra gli organi costituzionali che determinano l’indirizzo politico. Per questa

ragione è importante che, per il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare,

vi siano coalizioni di governo non frammentate e sufficientemente omogenee. Ciò dipende

innanzitutto dai processi sociali e politici che sono in grado di favorire la formazione di un

sistema partitico ben strutturato. La nascita del Partito democratico in Italia conferma che non

sono i sistemi elettorali che determinano la configurazione del sistema partitico, ma i processi

politici interni e internazionali.

I sistemi elettorali, però, possono condizionare positivamente o negativamente

l’assetto numerico e la dinamica del sistema partitico, nonché il reale funzionamento della

forma di governo.

Nel caso italiano, purtroppo, la legge elettorale del 2005 n. 270, ha lasciato

un’impronta tanto negativa quanto immediatamente visibile a tutti i cittadini-elettori, i quali

nei primi anni Novanta del secolo scorso si erano espressi a favore di un altro sistema

elettorale.

In effetti, pur non essendo formalmente leggi di rango costituzionale, non è corretto

modificare le leggi elettorali per l’elezione dei parlamentari a “colpi di maggioranza”, a

maggior ragione quando le leggi cambiate sono quelle che hanno avuto una base ampia di

consenso da parte del corpo elettorale, come le leggi elettorali dell’agosto 1993.

Oggi, dunque, occorrerebbe un accordo tra le forze politiche di maggioranza e di

opposizione per cambiare il sistema elettorale in senso stretto, ovverosia il meccanismo di

trasformazione dei voti in seggi. Ma se non si dovesse raggiungere tale accordo – dato che i

margini per una riforma elettorale condivisa sono ristretti per la netta opposizione del maggior

partito di opposizione (FI) – come si potrebbe superare l’eventuale situazione di stallo? Si

potrebbe “tornare alle leggi del ‘93”. Se è necessario anche “a colpi di maggioranza”, in

quanto quelli leggi avevano, come si è detto, una base di consenso chiaramente espresso dalla


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Breve saggio del Prof. Salvatore Bonfiglio riguardante la possibilità di riformare la legge elettorale ed in cui si discute dei recenti sviluppi nella prassi parlamentare di modifica della legge elettorale a "colpi di maggioranza", delle carenze della attuale legge c.d. "pocellum", della possibilità di riportare in vigore la legge maggioritaria del 1993 (c.d. "mattarellum"), di introdurre il collegio uninominale e di istituzionalizzare le primarie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bonfiglio Salvatore.

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