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Politiche di cooperazione allo sviluppo Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Politica Economica Internazionale del Prof. Pierluigi Montalbano riguardante le politiche di cooperazione allo sviluppo ed in particolare: gli obiettivi delle politiche di cooperazione e i suoi limiti; l'entità degli aiuti allo sviluppo in percentuale del PIL da parte delle maggiori economie... Vedi di più

Esame di Politica economica internazionale docente Prof. P. Montalbano

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Gli Obiettivi della Politica di Cooperazione (5)

Negli anni più recenti il sostegno alle politiche di cooperazione è venuto

prevalentemente dall’opinione pubblica dei paesi donatori anche per le

crescenti preoccupazioni derivanti dallo sviluppo di fenomeni quali

l’immigrazione clandestina, la diffusione ed esportazione di attività

illegali, il terrorismo.

Le diverse caratteristiche storiche, politiche e culturali dei paesi donatori

spiegano perché le motivazioni alla base delle politiche di cooperazione

siano molto diverse (coesistenza di motivazioni altruistiche e di

solidarietà con motivazioni strategiche ed anche sensi di colpa verso le

ex colonie).

ƒ Significato del termine “cooperazione”: opera prestata ad altri o insieme

ad altri per la realizzazione di un’impresa (Treccani). Con l’utilizzo di tale

espressione si intende sottolineare la dimensione «cooperativa» negli

sforzi fatti per lo sviluppo dei Pvs. Nel dizionario inglese (Palgrave) i

trasferimenti di risorse ai Pvs vengono definiti foreign aid.

Le Politiche di Cooperazione

Un riesame, anche teorico, delle implicazioni legate alle politiche degli aiuti

inizia ad emergere con l’aggravarsi delle condizioni

macroeconomiche internazionali sul finire degli anni ’60 e con

l’emergere delle politiche fallimentari di sviluppo applicate dai nuovi

stati diventati indipendenti negli anni ‘60.

Il DAC (il Development Asistance Committee dell’OECD nato nel 1960)

definisce per “assistenza ufficiale allo sviluppo” i trasferimenti

governativi che hanno le seguenti caratteristiche:

ƒ Siano destinati alla promozione dello sviluppo economico (sono

quindi esclusi i crediti alle esportazioni, le opere di carità dei privati,

l’assistenza militare ecc.)

ƒ Contengano un elemento di dono pari almeno al 25%

L’attività di cooperazione richiede in realtà molto di più. Il benessere degli

individui dipende (Sen) dalla loro capacità di vivere ed esercitare i

propri diritti (acquisizioni).

Le Politiche di Cooperazione (2)

I nuovi approcci valorizzano l’intervento pubblico finalizzato a garantire i

diritti fondamentali degli individui (istruzione, sanità, sicurezza,

partecipazione alla vita sociale).

Grande attenzione viene data alla valorizzazione delle risorse endogene

presenti nei Pvs (risorse umane ma anche istituzioni locali, politiche e

civili,che devono essere in grado di garantire ed assicurare la difesa

di questi valori).

Le politiche di cooperazione trovano le ragioni del loro agire nel

perseguimento di questi obiettivi: dall’eliminazione delle situazioni di

estrema povertà (carenza di cibo, acqua, sanità, diritti fondamentali) a

programmi di “institutional buiding” per accrescere le capacità di

governance delle istituzioni e delle amministrazioni dei Pvs.

Le difficoltà di bilancio dei paesi donatori e la riduzione osservata negli

aiuti pubblici allo sviluppo impongono la ricerca di soluzioni

alternative.

Le Politiche di Cooperazione (3)

I nuovi approcci valorizzano l’intervento pubblico finalizzato a garantire i

diritti fondamentali degli individui (istruzione, sanità, sicurezza,

partecipazione alla vita sociale).

Grande attenzione viene data alla valorizzazione delle risorse endogene

presenti nei Pvs (risorse umane ma anche istituzioni locali, politiche e

civili,che devono essere in grado di garantire ed assicurare la difesa

di questi valori).

Le politiche di cooperazione trovano le ragioni del loro agire nel

perseguimento di questi obiettivi: dall’eliminazione delle situazioni di

estrema povertà (carenza di cibo, acqua, sanità, diritti fondamentali) a

programmi di “institutional buiding” per accrescere le capacità di

governance delle istituzioni e delle amministrazioni dei Pvs.

Le difficoltà di bilancio dei paesi donatori e la riduzione osservata negli

aiuti pubblici allo sviluppo impongono la ricerca di soluzioni

alternative.

I limiti della Cooperazione

I risultati raggiunti dalle politiche di cooperazione attivate dai paesi avanzati sono

stati di gran lunga inferiori alle attese e con impatti molto disomogenei nei

Pvs.

Alcuni limiti: ritardi nell’avvio dei programmi, eccessiva burocratizzazione sia nei

paesi donatori che nelle istituzioni internazionali preposte all’assistenza allo

sviluppo, assenza di studi di impatto per la verifica dell’efficacia degli

interventi, assenza di criteri selettivi (interventi a pioggia), eccessiva

dipendenza dagli aiuti, scarso sostegno alle microimprese e al settore

informale).

A partire dal Rapporto Pearson (1969) e con una cadenza quasi decennale le

istituzioni internazionali (Rapporto Brandt, pubblicato nel1980; al Rapporto

della Banca mondiale del 1990, al Libro Verde della CE ecc)) producono

analisi e riflessioni che denunciano i fallimenti delle politiche di aiuti allo

sviluppo.

Ci si interroga sull’efficacia degli strumenti di intervento della “cooperazione”:

interventi sbagliati, gestione inefficace, fenomeni strutturali ?

I limiti della Cooperazione (2)

ƒ Assenza di adeguati meccanismi di monitoraggio e valutazione

sull’utilizzo degli aiuti e sul loro impatto sulle economie dei Pvs

ƒ Insufficiente coordinamento tra le principali agenzie internazionali di

cooperazione allo sviluppo (ognuna delle quali fa ricorso a procedure

interne,metodologie di sorveglianza degli aiuti e sistemi informativi

diversi tra di loro)

ƒ Assenza di una visione olistica degli aiuti. Prevalgono le analisi

settoriali nonostante gli aiuti allo sviluppo necessitino, per le loro

caratteristiche e per le dinamiche sociali ed economiche che

concorrono a creare, di un approccio multidisciplinare.

ƒ Incoerenza temporale tra obiettivi, spesso molto ambiziosi, annunciati

dai paesi donatori e strumenti di intervento adottati (risorse

inadeguate, ricerca di effetti politici a breve rispetto ai tempi lunghi

richiesti per il realizzo degli interventi, non volontà di coordinarsi con

altri paesi donatori)


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1.83 MB

AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Politica Economica Internazionale del Prof. Pierluigi Montalbano riguardante le politiche di cooperazione allo sviluppo ed in particolare: gli obiettivi delle politiche di cooperazione e i suoi limiti; l'entità degli aiuti allo sviluppo in percentuale del PIL da parte delle maggiori economie mondiali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Montalbano Pierluigi.

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