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Contabilità nazionale 11

Il risparmio

Il risparmio è quella parte di reddito che non

viene spesa per consumo, cioè

S Y -C

D’altra parte sappiamo che Y C + I, quindi

S I

Nel sistema di contabilità nazionale, per

definizione il risparmio è pari all’investimento

tuttavia, risparmi e investimenti sono decisi da

soggetti diversi

cosa assicura che contabilmente risparmio e

investimento si equivalgano? 12

Il risparmio 13

Il risparmio I C + I

C

S Famiglie Imprese

Y 14

Le scorte

Se le famiglie decidono di risparmiare un

ammontare diverso da quanto le imprese

decidono di investire, esiste un meccanismo

contabile che riporta in pareggio investimenti e

risparmi

il meccanismo automatico che garantisce il pareggio

fra risparmio e investimento è basato sulla

variazione delle scorte

Le scorte rappresentano il valore di beni finali e

intermedi e di fattori produttivi che vengono

immagazzinati dalle imprese per essere

successivamente utilizzati o venduti 15

Le scorte

Supponiamo che le imprese decidano di

p p

investire I e che S > I p

per definizione questo implica che Y > C + I

se i risparmi sono superiori agli investimenti, il valore

della produzione è superiore al valore della spesa

per beni finali

in altre parole, le imprese rimangono con della

produzione invenduta

La produzione invenduta va ad incrementare le

scorte

la variazione delle scorte tra inizio e fine hanno è

contabilmente inserita fra gli investimenti 16

Le scorte

Gli investimenti misurati dalla contabilità

nazionale contengono

sia gli investimenti programmati, desiderati dalle

p

imprese, cioè I

che la variazione involontaria delle scorte, dovuta a

i

produzione invenduta, cioè ∆S

La presenza della variazione involontaria delle

scorte come componente della spesa per beni

finali fa sì che, contabilmente, valga sempre

l’uguaglianza p i

S I I +

≡ ≡ ∆S 17

Le scorte

Esempio

se le famiglie acquistano auto per un valore di soli

4.000 euro ci sarà un risparmio di 3.000 e

investimenti complessivi di 2.000 più una variaizone

involontaria delle scorte di autovetture di 1.000

La variazione delle scorte va quindi ad

incrementare il Pil

il periodo successivo le scorte involontarie verranno

probabilmente vendute

la spesa aggiuntiva che assorbe le scorte non crea

però Pil aggiuntivo

viene controbilanciata da una variazione negativa

delle scorte; si evitano così duplicazioni 18

Il ruolo del settore pubblico

Finora non si è tenuto conto dell’intervento

pubblico in economia

il bilancio delle Pubbliche Amministrazioni è il

documento che registra l’intervento pubblico in

economia

Le spese pubbliche sono rappresentate da

G, acquisti di beni e servizi

B, trasferimenti a famiglie e imprese, compresi gli

interessi sul debito pubblico

gli acquisti di beni e servizi generano produzione,

attivano fattori produttivi

i trasferimenti pubblici non generano produzione, si

aggiungono ai redditi delle famiglie 19

Il ruolo del settore pubblico

Le entrate pubbliche provengono da

T , imposte dirette, che colpiscono redditi e patrimoni

d

T , imposte indirette, che colpiscono gli scambi di

i

beni e servizi, o di patrimoni

le imposte dirette sottraggono reddito alle famiglie

le imposte indirette creano un divario tra il prezzo

che pagano i consumatori e i prezzi che ricevano i

produttori

La somma algebrica di uscite e entrate

pubbliche rappresenta il disavanzo pubblico

– T

Disavanzo pubblico = G + B – T

d i 20

Pil a prezzi di mercato

Il divario tra prezzi al consumo e prezzi ricevuti

dai produttori, dovuto alla tassazione indiretta,

fa sorgere la necessità di una duplice

definizione del Pil

il Pil ai prezzi di mercato misura il valore dei beni e

servizi finali valutati ai prezzi pagati dai consumatori,

comprensivi di imposte indirette

Pil ai prezzi di mercato C + I + G

il Pil al costo dei fattori misura il valore della

produzione escludendo le imposte indirette

Y Pil al costo dei fattori C + I + G – T

≡ ≡ i 21

Contabilità nazionale

I C + I + G

C C + I + G - T

i

S G T

i

Famiglie Governo Imprese

B - T

d

Y + B - T Y

d 22

Reddito disponibile delle famiglie

La presenza del settore pubblico modifica

anche il reddito a disposizione delle famiglie

che ora comprende i trasferimenti al netto della

tassazione diretta

Reddito disponibile Y + B – T

≡ d

Di conseguenza anche la definizione del

risparmio viene modificata

) – C

S (Y + B – T

≡ d

combinando questa ultima definizione con quella del

Pil al costo dei fattori si ottiene una nuova identità

contabile tra risparmio e suoi utilizzi 23

I saldi finanziari del settore pubblico e privato

S + T + T - B I + G

d i

impone l’uguaglianza contabile tra prelievi dal flusso

circolare e immissioni nel flusso circolare

la tassazione diretta, al netto dei benefici, è un

prelievo dal flusso circolare

La precedente identità può essere riorganizzata

S – I G + B - T – T

≡ d i

il saldo finanziario del settore pubblico, cioè il

disavanzo pubblico, è contabilmente pari al saldo

finanziario del settore privato, cioè l’eccesso del

risparmio delle famiglie rispetto agli investimenti

delle imprese 24

Il settore estero

Vanno considerati anche gli scambi con l’estero

X valore delle merci e i servizi venduti all’estero

Z valore delle merci e i servizi prodotte all’estero e

acquistate da residenti nel paese nazionale

Le esportazioni sono una componente di

domanda aggiuntiva

Le importazioni rappresentano quella parte

della domanda finale di famiglie, imprese e

settore pubblico che viene soddisfatta da

prodotti esteri

le importazioni vanno sottratte a C + I + G per

ottenere la spesa in prodotti interni 25

Il settore estero

La definizione del Pil al costo dei fattori cambia

C + I + G + NX –T

Y C + I + G + X – Z – T ≡

≡ i i

Cambiano anche le identità

tra prelievi e immissioni al flusso circolare

S + T + T - B – M I + G + X

d i

tra saldi finanziari dei settori istituzionali

S – I (G + B - T – T ) + NX

≡ d i 26

Il prodotto nazionale lordo

Il Pil può essere ottenuto utilizzando fattori

produttivi posseduti da cittadini stranieri

analogamente, i fattori produttivi nazionali possono

essere impiegati per la produzione di Pil estero

Ciò crea un divario tra Pil e reddito nazionale

la remunerazione dei fattori produttivi esteri utilizzati

nel paese nazionale provoca una fuoriuscita di

reddito

la remunerazione dei fattori produttivi nazionali

utilizzati all’estero provoca un afflusso di reddito

i redditi netti dall’estero misurano gli afflussi al netto

dei deflussi di reddito 27

Il prodotto nazionale lordo

Il Prodotto nazionale lordo, detto anche Reddito

nazionale lordo è pertanto uguale a

Pnl ai prezzi di mercato Pil ai prezzi di

mercato + Redditi netti dall’estero

Dal Prodotto nazionale lordo si ottiene il

Prodotto nazionale netto sottraendo gli

ammortamenti

Pnn ai prezzi di mercato Pil ai prezzi di

mercato + Redditi netti dall’estero +

- Ammortamenti 28

Ammortamenti

L’ammortamento misura la perdita di valore dei

beni capitali nell’arco di tempo utilizzato

misura l’usura fisica e l’obsolescenza tecnologica dei

capitali impiegati nel processo produttivo

difficile da misurare

Quando dal prodotto nazionale netto si

detraggono le imposte indirette si ottiene il reddito

nazionale

Reddito nazionale Pnn al costo fattori

≡ ≡

Pil al costo fattori + Redditi netti da est.ro +

- Ammortamenti 29

La contabilità nazionale: una sintesi

ammort.

NYA -29 mld 258 mld

G 334 mld imp.ind.

I 192 mld

PNL profitti

287 mld 389

(e RNL) PIL PNN rendite

ai X–Z -30m ai ai mld

lav. aut.

prezzi di prezzi di Reddito

prezzi di

mercato mercato nazionale

mercato

C

1.491 mld 1.520 mld 1.041 mld

1.233 mld

905 mld salari

652 mld

*NYA= redditi netti dall’estero 30

Pil nominale e reale

Gli aggregati di contabilità nazionale sono

misurati

a prezzi correnti: il Pil nominale misura la produzione

ai prezzi di mercato dell’anno in questione

a prezzi costanti: il Pil reale misura la produzione ai

prezzi di mercato di un anno di base

Il Pil reale corregge la misurazione del prodotto

dall’effetto dell’incremento dei prezzi, cioè

dall’inflazione

Il rapporto tra Pil nominale e reale si chiama

deflatore del Pil ed è un indicatore

dell’andamento dei prezzi 31

Pil nominale e reale 32

Offerta aggregata e modello classico

Il modello classico ipotizza mercati

concorrenziali e piena libertà dei prezzi di

aggiustarsi fino a raggiungere uno stato di

equilibrio

in presenza di mercati perfettamente concorrenziali il

sistema economico si colloca in uno stato di

equilibrio efficiente sia rispetto ai beni che alle

risorse

la capacità produttiva di un paese, il suo potenziale

produttivo dipendono dalla dotazione di fattori

produttivi e dallo stato delle conoscenze

tecnologiche 33

Offerta aggregata e modello classico

La frontiera delle possibilità produttive

rappresenta l’insieme di tutte le combinazioni di

beni che possono essere prodotte con date

quantità di fattori produttivi e una dato livello

tecnologico

un aumento della dotazione dei fattori produttivi o del

livello delle conoscenze tecnologiche determina uno

spostamento della frontiera verso l’esterno

La funzione di produzione aggregata riassume il

legame tra prodotto finale di una economia,

dotazione dei fattori e livello tecnologico 34

Offerta aggregata e modello classico 35

Offerta aggregata e modello classico

Funzione di produzione aggregata

= ( , )

Y A F K L

K è il capitale

L è il lavoro

A riassume lo stato della tecnologia

Ipotesi del modello classico

in ogni periodo la tecnologia è data

in ogni periodo la quantità disponibile di capitale e di

lavoro è fissa e i fattori produttivi sono pienamente

utilizzati =

= L L

K K 36


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo appunto vengono illustrati i temi riguardo il Pil, l'offerta e la crescita, come sviluppati nel corso di Economia politica dal professor Sergio Ginebri. Gli argomenti specifici sono: introduzione alla macroeconomia, contabilità nazionale, definizione del Prodotto interno lordo, modello classico, crescita economica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Ginebri Sergio.

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