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Regione Campania, Giunta Regionale, Seduta del 11 maggio 2007, Deliberazione N. 834, Area Generale di Coordinamento N. 16, Governo del Territorio, Tutela Beni paesistico-ambientali e
culturali, delibera:
- di approvare l’allegato avente ad oggetto le Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP) ed... Vedi di più

Esame di Progettazione urbanistica docente Prof. B. Petrella

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ESTRATTO DOCUMENTO

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 11 maggio 2007 - Deliberazione N. 834

- Area Generale di Coordinamento N. 16 - Governo del Territorio, Tutela Beni, Paesistico-Ambientali e

Culturali - Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di pianifi-

cazione territoriale ed urbanistica, generale ed attuativa, come previsto dagli artt. 6 e 30 della

legge regionale n. 16 del 22 dicembre 2004 "Norme sul governo del territorio" (con allegato).

PREMESSO:

- che ai sensi dell’art. 6 della legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16 recante “Norme sul Governo del

Territorio”, al fine di garantire uno sviluppo coordinato e omogeneo, la Regione può adottare atti di coor-

dinamento tecnico e direttive disciplinanti l’esercizio delle funzioni delegate;

- che l’art. 30 della L.R. n. 16/04, stabilisce al comma 1 che, con delibera di Giunta Regionale, previo pa-

rere vincolante della Commissione Consiliare competente in materia di urbanistica, sono individuati gli

elaborati da allegare ai piani territoriali di coordinamento provinciale (PTCP) e di pianificazione urbanisti-

ca comunale, generale ed attuativa (PUC e PUA);

- che la medesima legge, al comma 3 dello stesso articolo, stabilisce che il parere di cui al comma 1, è

reso, dalla citata Commissione, entro sessanta giorni dalla data di ricezione della proposta di delibera;

- che decorso tale termine il parere si intende favorevolmente espresso;

- che l’art. 49 della L. R. n. 16/04 dispone, al comma 3, che “dalla data di approvazione della delibera di

cui all'articolo 30 della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni contenute nell'allegato alla

legge regionale 20 marzo 1982, n. 14: il punto 1.2 del titolo II; le parole da «Il Piano particolareggiato de-

ve essere accompagnato» a «non inferiore a 1: 500» del capo II del titolo III; il punto 2 del capo III del ti-

tolo III; il punto 1 del capo V”;

- che l’art. 49 della L. R. n. 16/04 dispone, al comma 4, che “dalla data di approvazione della delibera di

cui all’articolo 30 della presente legge sono altresì abrogati gli articoli 3,4,5 e 6 della legge regionale 19

febbraio 1996, n. 3”.

CONSIDERATO:

- che ai fini di quanto previsto al citato articolo 6 sono state redatte le norme tecniche allegate, onde

consentire la piena operatività delle disposizioni della L. R. 16/04, rendendo omogenei e congruenti, ri-

spetto alla pianificazione regionale e quella dei gradi sott’ordinati, i diversi livelli di pianificazione genera-

le ed attuativi; BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

- che nelle stesse norme tecniche accluse sono stati individuati, ai sensi dell’articolo 30 della citata legge

16, gli elaborati da allegare ai suddetti strumenti di pianificazione, oggetto dell'istruttoria preordinata alla

loro approvazione;

- che tali norme tecniche sono allegate alla presente delibera per formarne parte integrante e sostanzia-

le;

PRESO ATTO:

Del parere favorevole, con modifiche, espresso in data 26 aprile 2007, dalla IV Commissione consiliare

competente, ai sensi del comma 1 dell’art. 30 della legge regionale 16/04;

PROPONE, e la Giunta, in conformità, a VOTI UNANIMI

DELIBERA

sulla base di quanto riportato nella narrativa del presente provvedimento, che qui si intende integralmen-

te trascritta:

- di approvare l’allegato avente ad oggetto le “Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da alle-

gare agli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP) ed urbanistica, generale ed attuativa (PUC e

PUA), come previsto dagli artt. 6 e 30 della legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 “Norme sul go-

verno del territorio”, così come modificato dal su richiamato parere della IV Commissione Consiliare;

- di stabilire che le disposizioni di cui al suddetto allegato non trovano applicazione ai procedimenti di

formazione dei PTCP e dei PUC la cui proposta sia già stata adottata, ai sensi dell'art. 20, comma 1, e

24, comma 1, della L. R. 16/04, alla data di entrata in vigore della presente delibera, nonché ai proce-

dimenti di formazione dei PUA che siano già stati adottati, ai sensi dell'art. 27, comma 2, della L. R.

16/04, alla medesima data;

- di trasmettere la presente deliberazione all’Area Generale di Coordinamento Governo del Territorio, al

Settore Urbanistica e al B.U.R.C. per la pubblicazione, avente finalità anche di notifica alle Ammini-

strazioni Provinciali e ai Comuni della Regione Campania.

Il Segretario Il Presidente

D’Elia Bassolino

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di

pianificazione territoriale (PTCP) ed urbanistica, generale ed attuativa (PUC e PUA), come

previsto dagli artt. 6 e 30 della legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 “Norme sul

governo del territorio”.

1. PREMESSA

La legge regionale n. 16 del 22 dicembre 2004 “Norme sul governo del territorio” pone, quale

oggetto della strategia di pianificazione territoriale ed urbanistica, lo sviluppo sostenibile

effettuato attraverso procedimenti di concertazione e partecipazione.

L’oggetto della legge ha, quindi, un obiettivo non più rappresentabile attraverso schemi statici,

dove la dimensione tempo veniva utilizzata esclusivamente per non comprimere oltre i limiti

costituzionali il diritto di proprietà.

La nuova pianificazione regionale colloca il “tempo” tra i parametri fondamentali della

pianificazione, imponendo di evidenziare le disposizioni programmatiche all’interno di un più

vasto quadro generale costituito dalle disposizioni strutturali.

E’ evidente, quindi, che gli elaborati che costituiscono gli strumenti di pianificazione debbano

essere, per numero e per qualità, idonei alla rappresentazione degli elementi fondanti di detta

strategia di pianificazione territoriale ed urbanistica, la quale dovrà svolgersi attraverso le

seguenti direttrici:

- lo sviluppo socio-economico;

- la sostenibilità;

- la concertazione;

- la partecipazione.

In sintonia con l’art. 1 della legge regionale 16/04, l’art. 2 ne definisce gli obiettivi, i quali,

affinché non restino delle mere enunciazioni, devono essere “misurati” attraverso alcuni

indicatori di efficacia, capaci di descrivere le condizioni iniziali del territorio, il valore delle azioni

di pianificazione ed i risultati attesi in tempi prefissati.

Le lettere a) e b) del comma 3 dell’art. 3, in materia di articolazione dei processi di

pianificazione, il comma 6 dell’art. 18 e l’art. 25, in materia di programmazione degli interventi,

per acquisire concretezza, devono riferirsi ai possibili risultati attesi, che, nella necessaria

integrazione fra i due livelli di pianificazione, provinciale e comunale, devono dialogare

riferendosi a parametri confrontabili.

Le scelte programmatiche della pianificazione comunale non potranno, in generale, che essere

coerenti con le scelte programmatiche provinciali e regionali, salvo i casi, eccezionali, di cui

all’articolo 11 della L. R. 16/04 in materia di flessibilità della pianificazione sovraordinata.

Al fine di cogliere gli obiettivi e le finalità della legge regionale in materia di governo del

territorio, i processi di pianificazione territoriale ed urbanistica, nella loro formazione, dovranno

evidenziare le azioni di sviluppo che le Amministrazioni ritengono strategiche per la crescita dei

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

territori, verificarne la sostenibilità e, quindi, adeguarne l’intensità e compensarne o mitigarne gli

effetti.

La finalità della pianificazione, secondo il disegno strategico della legge urbanistica regionale,

stabilisce che l’organizzazione del territorio debba avere come obiettivo lo sviluppo socio-

economico, in coerenza con i modelli di sostenibilità, di concertazione e di partecipazione.

Detto disegno strategico affida alle norme della pianificazione del territorio la capacità di

attivare sviluppo economico e sociale. La capacità di attrarre investimenti dipende, in buona

parte, dalla idoneità delle regole e dalla certezza delle procedure stabilite.

L'analisi della sostenibilità delle azioni di sviluppo socio-economico deve rendere il disegno

congruente con il sistema ambientale del territorio, costituito dai fattori (acqua, aria, suolo,

ecc.) e dalle sue componenti (rumore, campi elettromagnetici, ecc.).

Il disegno di crescita socio-economica induce azioni apportate al territorio che determinano, in

esso, conseguenti modificazioni; le modificazioni producono effetti nei fattori e nelle

componenti ambientali; effetti che, di norma, devono essere contenuti in valori tali da garantire

che la sollecitazione indotta non vada oltre la "fase elastica" di funzionamento del sistema.

Il concetto di "fase elastica" torna molto utile nella modellizzazione della modificazione indotta al

sistema territoriale, in quanto associa un importante concetto nell'uso del suolo, che è quello

dell’impiego temporaneo del territorio, che non ne comprometta mai definitivamente le qualità

intrinseche, garantendo che, una volta dismessa l'attività ipotizzata nella fase di pianificazione, il

territorio ritorni alle potenzialità originarie.

A questo proposito non si può non fare riferimento al peso che oggi le bonifiche rappresentano

nell'ambito delle politiche di governo del territorio, a seguito della dismissione di molte attività

produttive avvenuta negli anni scorsi.

Detto peso, prima ambientale e poi economico, rappresenta la deformazione residua del

sistema, quale effetto della modificazione precedentemente imposta.

I modelli di sostenibilità devono, quindi, verificare che, di massima, le previsioni forniscano una

stima degli effetti, tale da non superare i valori consentiti, affinché l’insieme dei fattori e delle

componenti ambientali permangano in "fase elastica".

Con riferimento alle aree dismesse, è il caso che nella fase di pianificazione venga valutato il

costo di bonifica in funzione della nuova destinazione d'uso ad esse assegnata: destinazioni

non adeguate potrebbero rendere economicamente non conveniente il conseguimento degli

obiettivi urbanistici previsti, con il rischio di un ulteriore deterioramento delle condizioni

ambientali del territorio.

Al concetto di sostenibilità non va associata esclusivamente la funzione di verifica della

compatibilità, della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione di un’azione e quindi di

controllo delle modificazioni e degli effetti, che l’azione determina nei fattori e nelle componenti

ambientali; al concetto di sostenibilità va associata l'idea stessa di sviluppo, attraverso un

accorto governo del territorio.

Elemento della sostenibilità è certamente l’identificazione e la caratterizzazione dei paesaggi, in

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

conformità con gli obiettivi di qualità indicati nelle linee guida allegate al PTR.

La legge urbanistica regionale pone come ulteriori direttrici della strategia di pianificazione la

concertazione e la partecipazione, che assumono una doppia valenza: la prima, è ancora una

volta riferita alla sostenibilità, in quanto esse rappresentano la "prova del nove" per la

condivisione degli effetti previsti dai modelli predittivi utilizzati; la seconda, quella propria, riferita

alle effettive esigenze di acquisire ogni utile informazione proveniente dal territorio.

La concertazione istituzionale e la partecipazione dei cittadini sono fasi che vanno percorse

attivando pratiche integrate di buona tecnica professionale.

Debbono essere approfonditi tutti gli aspetti che si associano alle modificazioni territoriali ed

urbanistiche, da quelli economici, ingegneristici ed architettonici a quelli sociologici e giuridici,

affinché sia garantito il rispetto della normativa e la soddisfazione dei partecipanti.

Obiettivi ed azioni strategiche condivisi, scaturiti da un confronto programmatico all’interno della

amministrazione, verranno forniti ai progettisti per la elaborazione della proposta.

Il raggiungimento di un buon livello di “soddisfazione” è fondamentale affinché i processi di

pianificazione siano intesi, dagli enti sottordinati e dai cittadini, come un’opportunità di crescita e

non come incomprensibili limitazioni.

E' un punto molto delicato della pianificazione: bisognerà distinguere tra le giuste osservazioni

che verranno dagli stakeholders, portatori delle istanze dei futuri recettori degli effetti della

modificazione e le possibili indicazioni di principio, sorrette da istanze non pertinenti.

E' evidente che si dovrà considerare le prime con grande attenzione, verificando se la

modellizzazione utilizzata è effettivamente rappresentativa della modificazione.

Per quanto riguarda le seconde, è bene non licenziarle senza approfondire le osservazioni

proposte, sia per un’eventuale ulteriore verifica circa la capacità di simulazione del modello

predittivo, sia per conseguire un ampliamento della platea di condivisione.

2. GLI INDICATORI DI EFFICACIA

Fermo restando quanto previsto dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente, in

materia di limiti inderogabili per la formazione degli strumenti urbanistici, la pianificazione, con

particolare riferimento allo sviluppo socio-economico, alla sostenibilità ed alla partecipazione, di

cui alle disposizioni del titolo I della L.R. 16 del 2004, deve essere descritta mediante un

complesso di indicatori di efficacia.

I Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP) ed i Piani Urbanistici Comunali (PUC),

comprese le loro varianti, i piani di settore ed piani attuativi, non ancora adottati alla data di

esecutività della deliberazione che approva le seguenti norme tecniche, sono redatti e valutati,

con riferimento al comma 1 dell’art. 2 della legge regionale 16/04, almeno attraverso gli

indicatori di efficacia suddivisi in Tematiche Territoriali:

- di cui alla seguente tabella “A” per la pianificazione provinciale;

- di cui alla seguente tabella “B” per la pianificazione comunale.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

I Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale possono implementare sia le tematiche che gli

indicatori di efficacia, ai sensi del comma 5 dell’art. 18, finalizzati ad una migliore

interpretazione del sistema territoriale e locale.

Gli indicatori di efficacia sono stati desunti dalla normativa C.E. 42/2001 “V.A.S.”, dal progetto

“I.C.E.” Indicatori Comuni Europei e dall’Agenda 21 locale del Comune di Pavia.

I valori degli indicatori di efficacia sono rapportati ai valori limite previsti dalla normativa

nazionale e regionale; ove ciò non sia possibile, per mancanza di questi ultimi, si farà

riferimento ai valori di letteratura. In ogni caso sarà necessario argomentare sulla congruità dei

valori derivati dagli indicatori rispetto alla complessiva strategia del piano.

I risultati attesi, per ognuno degli indicatori stabiliti, debbono essere esplicitati negli atti di

pianificazione, al fine di consentire il monitoraggio, da parte della stessa Amministrazione

titolare del relativo potere pianificatorio (ad es. le Province per i PTCP e i Comuni per i PUC e i

PUA), degli effetti nel periodo successivo alla loro entrata in vigore, nonché per la redazione e

l’approvazione dei connessi atti di programmazione.

Al fine di acquisire una conoscenza del territorio riferita ai suoi parametri descrittivi, è promossa

dalla Regione Campania l’attività di auditing territoriale, con le modalità di cui al punto 3 della

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1673 del 26.11.05, pubblicata nel BURC n. 25 del 9

maggio 2005.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

TABELLA “A” - Indicatori di efficacia relativi alla pianificazione provinciale

a. POPOLAZIONE E TERRITORIO

1. Vocazione storico-culturale del territorio.

2. Tipologie di paesaggio individuate nel territorio in base agli aspetti strutturali, fisici,

ecologico-naturalistici, agroforestali, storico-culturali e archeologici.

3. Struttura della popolazione.

4. Tasso di attività.

5. Tasso di occupazione/disoccupazione.

6. Uso sostenibile del territorio.

7. Accrescimento e salvaguardia del contesto abitativo e funzionalità di spazi ed edifici.

8. Livello di criminalità. (micro – macro – devianza giovanile).

9. Percezione del livello di criminalità.

10. Comunicazione ambientale.

11. Cave ed attività estrattive.

12. Estrazione di idrocarburi.

13. Superficie occupata da discariche.

14. Uso del suolo (cambiamento da area naturale ad area edificata).

15. Superficie agro-pastorale per fascia altimetrica.

16. Area disboscata sul totale di area boschiva.

17. Superficie aree golenali occupate da insediamenti infrastrutturali.

18. Attrattività economico-sociale.

b. TUTELA E PROTEZIONE AMBIENTALE

1. Minimo consumo di suolo.

2. Biodiversità.

3. Vulnerabilità del territorio ed eventi idrogeologici, vulcanici e sismici.

4. Inquinamento acustico.

5. Inquinamento da campi elettromagnetici.

6. Densità delle infrastrutture legate alla rete dei trasporti.

7. Area adibita ad agricoltura intensiva.

8. Zone edificate.

9. Accessibilità Aree Naturali.

10. Bacino territoriale di utenza per infrastrutture della rete trasporti.

c. SVILUPPO SOSTENIBILE

1. Prodotti sostenibili.

2. Risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili.

3. Protezione, conservazione e recupero dei valori storici, culturali ed architettonici.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

4. Tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività produttive connesse.

5. Tutela e sviluppo del paesaggio mare-terra e delle attività produttive e turistiche

connesse.

6. Tutela e sviluppo di paesaggi lacuali o fluviali e delle attività produttive e turistiche

connesse.

7. Risorse energetiche.

8. Area adibita ad agricoltura di prodotti di pregio e/o biologici.

d. ACQUA

1. Consumi idrici.

2. Qualità delle acque superficiali.

3. Collettamento delle acque reflue.

4. Balneabilità delle acque marine, lacuali e dei corsi d’acqua.

5. Qualità delle acque sotterranee.

e. MOBILITÀ

1. Mobilità locale e trasporto passeggeri.

2. Composizione del parco circolante pubblico per combustibile.

3. Composizione del parco circolante privato per combustibile.

4. Modalità di circolazione dei veicoli.

f. ARIA

1. Contributo locale al cambiamento climatico globale.

2. Qualità dell’aria.

3. Rete di monitoraggio della qualità dell’aria.

g. RIFIUTI

1. Produzione di rifiuti.

2. Raccolta differenziata.

3. Trattamento dei rifiuti.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

TABELLA “B” Indicatori di efficacia della pianificazione urbanistica comunale

a. POPOLAZIONE E TERRITORIO

1. Struttura della popolazione.

2. Tasso di attività.

3. Tasso di occupazione/disoccupazione.

4. Livello locale del reddito.

5. Uso sostenibile del territorio.

6. Accrescimento e salvaguardia del contesto abitativo e funzionalità di spazi ed edifici.

7. Livello di criminalità. (micro – macro – devianza giovanile).

8. Percezione del livello di criminalità.

9. Soddisfazione dei cittadini.

10. Comunicazione ambientale.

11. Accessibilità delle aree verdi pubbliche e dei servizi locali.

12. Superamento delle barriere architettoniche.

13. Vivibilità dei diversamente abili.

14. Spostamento casa scuola dei bambini.

15. Cave ed attività estrattive.

16. Estrazione di idrocarburi.

17. Superficie occupata da discariche.

18. Uso del suolo (cambiamento da area naturale ad area edificata).

19. Superficie agro-pastorale per fascia altimetrica.

20. Area disboscata sul totale di area boschiva.

21. Superficie aree golenali occupate da insediamenti infrastrutturali.

22. Riconoscimento degli aspetti semiologico-antropologici per la percezione del sistema

paesaggistico.

23. Livello di riconoscimento dell’identità locale.

24. Attrattività economico-sociale.

b. TUTELA E PROTEZIONE AMBIENTALE

1. Minimo consumo di suolo.

2. Biodiversità.

3. Vulnerabilità del territorio ed eventi idrogeologici, vulcanici e sismici.

4. Inquinamento acustico.

5. Inquinamento da campi elettromagnetici.

6. Densità delle infrastrutture legate alla rete dei trasporti.

7. Area adibita ad agricoltura intensiva.

8. Zone edificate.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

c. SVILUPPO SOSTENIBILE

1. Prodotti sostenibili.

2. Risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili.

3. Protezione, conservazione e recupero dei valori storici, culturali ed architettonici.

4. Tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività produttive connesse.

5. Tutela e sviluppo del paesaggio mare-terra e delle attività produttive e turistiche

connesse.

6. Tutela e sviluppo di paesaggi lacuali o fluviali e delle attività produttive e turistiche

connesse.

7. Risorse energetiche.

8. Area adibita ad agricoltura di prodotti di pregio e/o biologici.

d. ACQUA

1. Consumi idrici.

2. Qualità delle acque superficiali.

3. Collettamento delle acque reflue.

4. Balneabilità delle acque marine, lacuali e dei corsi d’acqua.

5. Qualità delle acque sotterranee.

e. MOBILITÀ

1. Mobilità locale e trasporto passeggeri.

2. Composizione del parco circolante pubblico per combustibile.

3. Composizione del parco circolante privato per combustibile.

4. Modalità di circolazione dei veicoli.

f. ARIA

1. Contributo locale al cambiamento climatico globale.

2. Qualità dell’aria.

3. Rete di monitoraggio della qualità dell’aria.

g. RIFIUTI

1. Produzione di rifiuti.

2. Raccolta differenziata.

3. Trattamento dei rifiuti.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

3. PTCP – PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE

Gli elaborati dovranno avere una perfetta corrispondenza con quanto previsto dalla legge 16

agli articoli 2, 3 e 18 .

La relazione dovrà contenere tutti i temi previsti:

x dall’articolo 2 - obiettivi;

x dall’articolo 3 - articolazione del processo di pianificazione;

x dall’articolo 18, comma 2 - azioni strategiche;

x dall’articolo 18, comma 5 - disposizioni strutturali;

x dall’articolo 18, comma 7 (3 err.) relativamente alla valenza di piano paesaggistico del

PTCP;

x dall’articolo articolo 18, comma 3 per i Piani settoriali provinciali PSP.

Gli elaborati grafici dovranno accompagnare lo sviluppo della relazione, avendo come

riferimento quanto richiesto dalla legge ai citati articoli 2, 3 e 18 ed ai relativi commi e lettere.

Saranno divisi in elaborati di analisi e di progetto relativamente a:

x obiettivi;

x azioni strategiche;

x disposizioni strutturali;

x piano paesaggistico;

x piani settoriali provinciali.

Relazione ed elaborati specifici devono contenere le disposizioni programmatiche, redatte in

conformità all’articolo 18, comma 6 (err. 2), e le informazioni necessarie affinché le

amministrazioni comunali siano agevolate nella redazione degli atti di programmazione degli

interventi, di cui all’art. 25.

Il contenuto delle relazioni e degli elaborati deve essere esplicitato almeno attraverso gli

indicatori di efficacia, di cui alla precedente Tabella “A”.

3.1 Elaborati del PTCP

Con riferimento a quanto sopra indicato, relativamente ai canoni da adottare nella

redazione degli elaborati che costituiranno i PTCP ed i piani di settore provinciali, il

processo di pianificazione dovrà essere rappresentato almeno dai seguenti atti progettuali:

Relazione illustrativa:

a) descrizione dei principali caratteri fisici e socio-economici del territorio;

b) descrizione dei principali obiettivi perseguiti dal Piano, con particolare riferimento agli

assetti insediativi ed alle centralità urbane, alla salvaguardia delle aree naturali, alla

classificazione ed alla valorizzazione delle aree agricole, alla mitigazione dei rischi,

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 33 DEL 18 GIUGNO 2007

alle prospettive di sviluppo socio-economico, alla realizzazione dei sistemi di mobilità

e delle reti, alla salvaguardia, gestione e assetto dei paesaggi identificati nel territorio;

c) verifica di compatibilità del Piano con il PTR ed i Piani settoriali regionali;

d) definizione degli indicatori di efficacia delle trasformazioni previste dal Piano.

Disposizioni strutturali – indirizzi generali (ai sensi dell’art. 18, comma 5, della L.R.

16/2004):

a) indirizzi strategici di sviluppo;

b) dimensionamento dei PUC e limiti di sostenibilità delle relative previsioni;

c) identificazione dei paesaggi all’interno del territorio;

d) definizione delle caratteristiche di valore e di potenzialità dei sistemi naturali e

antropici del territorio;

e) determinazione delle zone nelle quali è opportuno istituire aree naturali protette di

interesse locale;

f) carichi insediativi, articolati in funzione della densità abitativa e delle dotazioni

infrastrutturali previste su base decennale;

g) prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali e dei rischi antropici;

h) compatibilità territoriale degli insediamenti industriali.

Disposizioni strutturali – elaborati di analisi:

a) inquadramento generale;

b) analisi della struttura storica del territorio;

c) analisi geologiche ed idrogeologiche;

d) analisi delle risorse naturali ed agricole;

e) analisi dei rischi derivanti da calamità naturali;

f) analisi del Rischio di incidenti rilevanti, RIR - D.M. 9 maggio 2001;

g) se il Piano non ha valenza di Piano di settore di cui all’art. 18, commi 7 e 9 della L. R.

16/2004, ricognizione dei vincoli esistenti;

h) organizzazione complessiva del territorio – assetto attuale;

i) reti, infrastrutture e sistemi di centralità – assetto attuale;

j) analisi delle principali funzioni territoriali: insediative, industriali, artigianali e di servizi.

Disposizioni strutturali – elaborati di progetto:

a) quadro strategico delle prospettive di sviluppo;

b) organizzazione complessiva del territorio – progetto;

c) reti, infrastrutture e sistemi di centralità – progetto;

d) localizzazione e dimensionamento delle altre opere di interesse provinciale;

e) individuazione delle zone in cui è opportuno istituire aree naturali protette di interesse

locale;


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Regione Campania, Giunta Regionale, Seduta del 11 maggio 2007, Deliberazione N. 834, Area Generale di Coordinamento N. 16, Governo del Territorio, Tutela Beni paesistico-ambientali e
culturali, delibera:
- di approvare l’allegato avente ad oggetto le Norme tecniche e direttive riguardanti gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale (PTCP) ed urbanistica, generale ed attuativa (PUC e PUA), come previsto dagli artt. 6 e 30 della legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 “Norme sul governo del territorio”, così come modificato dal su richiamato parere della IV Commissione Consiliare;
- di stabilire che le disposizioni di cui al suddetto allegato non trovano applicazione ai procedimenti di formazione dei PTCP e dei PUC la cui proposta sia già stata adottata, ai sensi dell'art. 20, comma 1, e 24, comma 1, della L. R. 16/04, alla data di entrata in vigore della presente delibera, nonché ai procedimenti di formazione dei PUA che siano già stati adottati, ai sensi dell'art. 27, comma 2, della L. R. 16/04, alla medesima data;
- di trasmettere la presente deliberazione all’Area Generale di Coordinamento Governo del Territorio, al Settore Urbanistica e al B.U.R.C. per la pubblicazione, avente finalità anche di notifica alle Amministrazioni Provinciali e ai Comuni della Regione Campania.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Petrella Bianca.

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