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Pianificazione dei lavori, viabilità, movimentazione e impianti di cantiere

Materiale didattico per il corso di Organizzazione del cantiere del Prof. Davide Concato, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: i fattori della produzione edilizia; fasi di produzione del ciclo produttivo di un'impresa; pianificazione dei lavori; responsabilità degli operatori; pianificazione dell'intervento edilizio e struttura ad albero;... Vedi di più

Esame di Organizzazione del cantiere docente Prof. D. Concato

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UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 - 010

PROGETTAZIONE OPERATIVA Codice

Corso

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Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato

La gestione di un'impresa di costruzioni deve adeguarsi alle

combinazioni produttive del settore, come la variabilità del mercato della

domanda, il "nomadismo" del cantiere, la lunghezza e l'incertezza del

ciclo tecnico-costruttivo, l'influenza del clima, la difficoltà di applicazione

di principi operativi industriali, la dimensione e l'elasticità della propria

struttura produttiva, pur continuando a tener presente i caratteri

morfologici del prodotto, quali la irripetibilità del bene costruito, la

inamovibilità dall'area di sedime, la vita del manufatto, il valore

economico e la sua appetibilità, ecc.

Si riportano alcune sintetiche liste di controllo dei parametri per

l’organizzazione della produzione espresse in funzione delle specifiche

di progetto da tenere in considerazione nell’organizzazione di un

cantiere:

ƒ condizioni dell’ambiente naturale: approfondite tramite la

esplicitazione dell’ubicazione del sito di intervento (latitudine,

longitudine, altitudine, orientamento ed esposizione preminente),

delle condizioni geomorfologiche (orografia, geologia, petrografia,

portanza, faglie, permeabilità, umidità e capillarità, plasticità,

diffusione termica, stabilità dei pendii), dell’idrografia del terreno

(acque superficiali, acque profonde, falde, sorgenti, pozzi, piene,

maree), dei dati climatici del sito temperature massime, minime e

media giornaliera e mensili, venti dominanti e velocità media del

vento, nuvolosità);

ƒ condizioni dell’ambiente costruito: approfondite tramite la

esplicitazione delle opere in esercizio sull’area di cantiere e ai suoi

confini (linee elettriche aeree e interrate, vie ferrate, strade,

installazioni industriali, canalizzazioni sotterranee, unità di produzione

già in servizio), dei servizi di vicinanza (caserme, ospedali e case di

cura, scuole), delle limitazione di accesso al cantiere (percorsi di

avvicinamento stretti o difficoltosi, sagome massime, carichi limite

sulle vie di accesso), dei vincoli all’uso di determinate zone del

cantiere (stoccaggio materiali, percorsi veicolari, posizionamento

macchine), della presenza di scarichi di affluenti (canalizzazioni

sotterranee, canalizzazioni a cielo aperto), dei divieti di sorvolo con

gru in determinate zone del cantiere (linee elettriche aeree, aree di

rispetto e protezione), delle restrizioni all’uso di determinate sostanze

(esplosivi, fuochi, materiali ad alta temperatura), della necessità di

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segnalazioni visive e/o acustiche in ore diurne e notturne(terrestri,

aeree, marine);

ƒ vincoli di utilizzazione: approfonditi tramite la esplicitazione delle

protezioni collettive necessarie (procedure dirette per attività di posa

in opera e di manutenzione, procedure di sostituzione di protezioni

con dispositivi equivalenti, modalità di ripartizione delle spese di

manutenzione tra le varie imprese), delle implicazioni della presenza

degli apparecchi di sollevamento (modalità d’uso delle gru,

installazione eventuale di ascensore a servizio di tutto il personale e

modalità di gestione e di utilizzazione), degli accessori provvisori

(esecuzione e manutenzione dell’accesso al cantiere, modalità di

ripartizione delle spese di funzionamento dell’ufficio traffico),

dell’impianto elettrico generale (modalità di installazione e di

esercizio dell’impianto, modalità di ripartizione delle spese di

esercizio e di consumo).

ORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE

1 – CONDIZIONI DELL’AMBIENTE NATURALE

ƒ

Ubicazione del sito latitudine, longitudine, altitudine

ƒ

di intervento orientamento ed esposizione preminente

ƒ

ƒ

Condizioni permeabilità

orografia del terreno ƒ

ƒ

geomorfologiche umidità e capillarità

geologia del terreno ƒ

ƒ plasticità

petrografia del ƒ diffusione termica

terreno ƒ

ƒ stabilità dei pendii

portanza

ƒ faglie ƒ

ƒ

Idrografia pozzi

acque superficiali ƒ

ƒ piene

acque profonde ƒ

ƒ maree

falde

ƒ sorgenti

ƒ

Dati climatici temperature massime, minime e media

giornaliera (valori medi mensili)

ƒ venti dominanti e velocità media del vento (valori

medi mensili/annuali)

ƒ pluviometria (valori medi mensili)

ƒ nuvolosità (valori medi mensili)

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2 – CONDIZIONI DELL’AMBIENTE COSTRUITO

ƒ

Opere in esercizio linee elettriche aeree e interrate

ƒ

sull’area di vie ferrate

ƒ

cantiere e ai suoi strade

ƒ

confini installazioni industriali

ƒ canalizzazioni sotterranee

ƒ unità di produzione già in servizio

ƒ

Servizi di vicinanza caserme

ƒ ospedali e case di cura

ƒ scuole

ƒ

Limitazione di percorsi di avvicinamento stretti o difficoltosi

ƒ

accesso al cantiere sagome massime

ƒ carichi limite sulle vie di accesso

ƒ

Vincoli all’uso di stoccaggio materiali

ƒ

zone del cantiere percorsi veicolari

ƒ posizionamento macchine

ƒ

Scarico affluenti canalizzazioni sotterranee

ƒ canalizzazioni a cielo aperto

ƒ

Divieti di sorvolo linee elettriche aeree

ƒ

con gru in aree di rispetto e protezione

determinate zone

del cantiere ƒ

Restrizioni all’uso esplosivi

ƒ

di determinate fuochi

ƒ

sostanze materiali ad alta temperatura

ƒ

Segnalazioni visive terrestri

ƒ

e/o acustiche in aeree

ƒ

ore diurne e marine

notturne 3 – VINCOLI DI UTILIZZAZIONE

ƒ

Protezioni collettive procedure dirette per attività di posa in opera e

di manutenzione

ƒ procedure di sostituzione di protezioni con

dispositivi equivalenti

ƒ modalità di ripartizione delle spese di

manutenzione tra le varie imprese

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Ing. Davide Concato ƒ

Apparecchi di modalità d’uso delle gru

ƒ

sollevamento installazione eventuale di ascensore a servizio di

tutto il personale e modalità di gestione e di

utilizzazione

ƒ

Accessori esecuzione e manutenzione dell’accesso al

provvisori cantiere

ƒ modalità di ripartizione delle spese di

funzionamento dell’ufficio traffico

ƒ

Impianto elettrico modalità di installazione e di esercizio

generale dell’impianto

ƒ modalità di ripartizione delle spese di esercizio e

di consumo

Le implicazioni economiche

Ogni variabile in gioco deve essere valutata attentamente poiché

assume delle implicazioni economiche nella gestione del processo

produttivo. Un’analisi più sintetica applicata alla gestione economica di

un cantiere edilizio (che viene sviluppata successivamente) induce a far

riferimento ad una valutazione dei costi di costruzione come somma di:

ƒ costi diretti (derivati dai costi di materiali e manodopera direttamente

coinvolta nel processo produttivo specifico);

ƒ costi indiretti (costi imputabili indirettamente alla produzione quali

costi di impianto e spianto del cantiere, costi di nolo di macchine ed

attrezzature non facilmente imputabili alle singole lavorazioni -quali,

ad es., i costi di assicurazione, ammortamento e manutenzione delle

macchine-, costi di gestione del cantiere -quali, ad es.,

ammortamento dei baraccamenti e degli arredi, costi per consumi di

energia, acqua, telefono, cancelleria, ecc., costi di personale per

servizi generali, costi di trasporto-);

ƒ oneri vari legati alla gestione del processo edilizio considerato nella

sua generalità (costi di programmazione e di progettazione, oneri di

urbanizzazione e di costruzione, costi commerciali, interessi passivi,

tornaconto dell’imprenditore e interesse dell’investitore).

Per definire i costi diretti occorre conoscere il tipo di procedimento

costruttivo, la successioni operative delle attività specifiche, le risorse

necessarie (materiali, manodopera, macchine, attrezzature). i costi

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elementari delle singole risorse (tipologia della manodopera, tipi di

materie prime, semilavorati, prodotti finiti, tipi di macchine e attrezzature

indispensabili all'esecuzione delle lavorazioni previste dal progetto).

Ogni appaltatore dispone di un archivio tecnico-economico aziendale

delle rese per lavorazioni tipo, ottenute con le risorse attivabili in azienda

oppure con risorse attivabili all’esterno (forniture di terzi). Sulla base di

queste analisi effettuate su opere compiute (Schede di Procedimento) si

individuano le risorse necessarie per ciascuna lavorazione, si identifica

per ogni singola risorsa la voce di costo unitario (desunto dalle normali

fonti d’informazione, interne ed esterne all'azienda, per poter fare

riferimento ad un prezzo medio), si ricava la voce di costo per quantità di

risorse espresse, ed infine si definisce il costo diretto delle voci di lavoro.

In funzione del tempo di esecuzione dei lavori è eventualmente

opportuno scomporre la durata in periodi, associando ad ognuno un

prezzo unitario per quel periodo e per quella risorsa.

Le implicazioni temporali

La scomposizione delle attività produttive consente una prima verifica

degli impegni temporali richiesti da ciascuna attività. Tale verifica

preliminare assume grande importanza nella fase di chiusura del

contratto con il committente privato per stabilire la durata complessiva

dei lavori, oppure, nell’appalto pubblico, in cui la durata è già assegnata,

quanto sia elevato il vincolo temporale per l’organizzazione della

produzione.

Sulla base delle esperienze e delle rese medie dell’azienda e della

valutazione di eventuali adeguamenti sulla base delle variabili

contingenti (condizioni del cantiere, complessità tecnologica, sicurezza,

ecc.) è possibile formulare sia le durate ipotetiche, ottenute dalla

moltiplicazione della quantità per la produzione unitaria, sia la durata

prevista, che rapporta la durata ipotetica a giornate lavorative di 8 ore o

a ore lavorative per attività specifiche.

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WBS – Attribuzione preliminare durate – Centro del Bricolage – Roma

1.0 Impianto di cantiere

Livelli Attività semplici/ Quantità Produzione Durata Durata

WBS Lavorazioni unitaria ipotetica (h) prevista

(gg)

2.0.1 Recinzione – pali lignei e lamiera grecata

3.0.1.1 Rimozione esistente 200 m 0.1 h/m 20 3

3.0.1.2 Costruzione 250 m 0.05 h/m 12.5 2

recinzione

3.0.1.3 Costruzione cancelli 3 --- --- 1

2.0.2 Baraccamenti – monoblocchi prefabbricati su filagne lignee previa

preparazione del terreno

3.0.2.1 Direzione 3 --- --- 1

3.0.2.2 Servizio 3 --- --- 1

3.0.2.3 Supporto 4 --- --- 1

produzione

3.0.2.4 Stoccaggio 1 --- --- 1

2.0.3 Allacciamenti – quadri elettrici all’ingresso principale

– contatore idrico e tubi in pvc

– tubi in pvc interrati per acque nere

3.0.3.1 Elettrico 1 --- --- 1

3.0.3.2 Idrico 1 --- --- 1

3.0.3.3 Fognario 1 --- --- 3

2.0.4 Gru 1 --- --- 1

2.0.5 Tracciamento – (teodolite laser, modine lignee, chiodi)

3.0.5.1 Aree di scavo 1 --- --- 1

3.0.5.2 Fili strutturali 1 --- --- 1

3.0.5.3 Muri controterra 1 --- --- 1

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1.1 Movimenti terra

Livelli Attività semplici/ Quantità Produzione Durata Durata

WBS Lavorazioni unitaria ipotetica (h) prevista

(gg)

2.1.1 Scortico 12000 mc 0.004 h/mc 48 6

2.1.2 Sbanco 60000 mc 0.005 h/mc 300 38

2.1.3 Fondazione 5000 mc 0.012 h/mc 60 38

2.1.4 Reinterro 6600 mc 0.002 h/mc 14 2

2.1.5 Formazione rilevati 15000 mc 0.003 h/mc 45 6

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WBS – Attribuzione preliminare durate – Centro del Bricolage – Roma

1.2 Fondazioni

Livelli Attività semplici/ Quantità Produzione Durata Durata

WBS Lavorazioni unitaria ipotetica (h) prevista

(gg)

2.2.1 Sottofondazioni 422 mc 0.05 h/mc 21 3

2.2.1 Armature

3.2.2.1 Plinti 180 ton 2 h/ton 360 45

3.2.2.2 Ferri di ripresa 12 ton 2 h/ton 24 3

2.2.3 Casseforme

3.2.3.1 Plinti 2874 mq 0.03 h/mq 86 11

3.2.3.2 Speciali 190 mq 0.05 h/mq 10 1

2.2.4 Getto 3050 mc 0.06 h/mc 183 23

WBS – Attribuzione preliminare durate – Centro del Bricolage – Roma

1.3 Sottofondi

Livelli Attività semplici/ Quantità Produzione Durata Durata

WBS Lavorazioni unitaria ipotetica (h) prevista

(gg)

2.3.1 Parcheggio 14000 mq 0.01 h/mq 140 18

interrato

2.3.2 Esterno sud-ovest 4300 mq 0.01 h/mq 43 6

2.3.3 Parcheggio raso 2250 mq 0.01 h/mq 22.5 3

nord

2.3.4 Esterno est 775 mq 0.01 h/mq 8 1

WBS – Attribuzione preliminare durate – Centro del Bricolage – Roma

1.4 Prefabbricati

Livelli Attività semplici/ Quantità Produzione Durata Durata

WBS Lavorazioni unitaria ipotetica prevista

(h) (gg)

2.4.1 Pilastri

3.4.1.1 Pilastri in opera

4.4.1.1.1 Armatura 16 ton 2 h/ton 32 4

4.4.1.1.2 Casseforme 790 mq 0.05 h/mq 40 5

4.4.1.1.3 Getto 120 mc 0.1 h/mc 12 2

4.4.1.1.4 Neoprene 100 0.1 h/cad 10 1

3.4.1.2 Pilastri prefabbricati (con boccia di allineamento)

4.4.1.1.1 Piastre 63 0.1 h/cad 8 1

4.4.1.1.2 Posa 63 1 h/cad 63 8

4.4.1.1.3 Getto integrativo 12.5 0.5 h/mc 6 1

2.4.2 Travi

3.4.2.1 Travi piano terra – Area vendita

4.4.2.1.1 Di bordo a L 22 1,5 h/cad 33 4

4.4.2.1.2 Di bordo rettangolari 18 1,5 h/cad 27 4

4.4.2.1.3 Di spina a T in c.a.p. 72 2 h/cad 144 18

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3.4.2.2 Travi piano terra – Parcheggio a raso

4.4.2.2.1 Di bordo a L 10 1,5 h/cad 15 2

4.4.2.2.2 Di bordo rettangolari 2 1,5 h/cad 3 0.5

4.4.2.2.3 Di spina a T in c.a.p. 41 2 h/cad 82 10

3.4.2.3 Travi mezzanino - uffici 12 2 h/cad 24 3

3.4.2.4 Copertura

4.4.2.4.1 Area Vendita. 32 2 h/cad 64 8

4.4.2.4.2 Parcheggi a raso 16 2 h/cad 32 4

2.4.3 Solai impalcati

3.4.3.1 Area vendita 8793 mq 0.05 h/mq 440 55

3.4.3.2 Parcheggi a raso 5031 mq 0.05 h/mq 251 31

3.4.3.3 Solai Mezzanino

4.4.3.3.1 Pannelli(Forocap) 378 0.04 h/mq 15 2

4.4.3.3.2 Pannelli (Isolatral) 20 0.06 h/mq 1.5 -

2.4.4 Copertura

3.4.4.1 Copponi tipo 1 163 2 h/cad 326 40

3.4.4.2 Copponi tipo 2 27 2 h/cad 54 7

3.4.4.3 Copponi tipo 3 18 2 h/cad 36 4

2.4.5 Tamponamenti

3.4.5.1 Prospetto est

4.4.5.1.1 Pannelli a vista 33 1 h/cad 51 7

4.4.5.1.2 Pannelli parapetto 9 0.5 h/cad 4.5 1

3.4.5.2 Prospetto sud

4.4.5.2.1 Pannelli controterra 34 0.5 h/cad 17 5

4.4.5.2.2 Pannelli a vista 51 0.8 h/cad 41 5

3.4.5.3 Prospetto ovest

4.4.5.3.1 Pannelli controterra 40 0.5 h/cad 20 3

4.4.5.3.2 Pannelli a vista 33 0.8 h/cad 26 4

L'impiego delle risorse nella progettazione del cantiere edile

Nella progettazione operativa con il termine risorse si intendono tutti i

fattori legati direttamente al processo produttivo, cioè quelli necessari

alla costruzione dell'opera: materiali, mano d'opera, macchine,

attrezzature e prestazioni di terzi.

a) Materiali – I materiali possono essere costituiti semplicemente da

materie prime (sabbia, ghiaia, acqua, ecc.), da materie complesse

(cementi, additivi, ecc.), da semilavorati (tavole da carpenteria, barre di

acciaio, malta preconfezionata, ecc.), da prodotti finiti semplici (tubi,

manicotti, piastrelle di ceramica, ecc.) o da prodotti finiti complessi

(infissi e serramenti, caldaie, termostati, ecc.), e vanno tutti individuati

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nella loro consistenza e dislocati per la loro utilizzazione sia all'interno

della successione delle attività di costruzione, sia nei luoghi di

montaggio e/o messa in opera.

b) Manodopera – La risorsa manodopera comprende le maestranze

coinvolte nell'attività lavorativa. Esse si differenziano per

specializzazione (muratori, carpentieri, ferraioli, gruisti, ecc.) e per

qualificazione (operaio di livello 4°, 3°, 2°, 1°, in base al Contratto

Nazionale dei lavoratori dell’edilizia).

Per l'esecuzione dei lavori le maestranze vengono organizzate in

squadre composte da personale con diversa specializzazione in modo

da consentire l'esecuzione coordinata dei lavori senza dispendi di

energia e di mezzi. Nella formazione di una muratura faccia a vista, ad

esempio, si dovrà formare una squadra di almeno due persone, un

muratore che costruisce l'apparecchiatura muraria ed un manovale che

prepara la malta, la porta al piano di lavoro e distribuisce i mattoni lungo

il percorso di costruzione in modo che il muratore esperto non si

disperda in attività elementari che spezzano la continuità del suo lavoro

e ritardano la consegna dell'opera; meglio ancora sarebbe se le squadre

fossero due con due muratori che lavorano allo stesso piano, due

manovali che approvvigionano e distribuiscono mattoni e malta, ed un

altro manovale che si dedica esclusivamente alla formazione della

malta, a preparare e sollevare meccanicamente i mattoni, ecc.

L'organizzazione delle maestranze, infine, proprio a causa della

variabilità del loro comportamento e del loro rendimento, deve avvenire

confrontando le quantità dei materiali da mettere in opera ed il tipo di

lavorazione prevista con le rese medie delle prestazioni rilevate nei

precedenti lavori simili eseguiti da quelle specifiche squadre.

La rilevazione e la revisione continua dei dati, anche in funzione delle

diverse condizioni di lavoro, consentono di formare voci di archivio

(schedulazione) necessarie per valutare la previsione di impegno di

manodopera e la sua effettiva utilità all'interno delle lavorazioni da

eseguire.

c) Macchine – Le macchine necessarie in un cantiere sono di vario tipo

a seconda della natura dell'opera da costruire. In edilizia possiamo dire

che almeno due tipi di macchine entrano quasi sempre nel ciclo

produttivo: quelle per il movimento terra necessarie per spianare,

sbancare, fare scavi a sezione obbligata, e le gru per movimentare i

materiali in orizzontale ed in verticale. Non sono certo le uniche (di volta

in volta si può avere la presenza di impianti di betonaggio, impianti di

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frantumazione degli inerti, impianti per la produzione di conglomerati

bituminosi, nastri trasportatori, carrelli scorrevoli, teleferiche, gru derrick,

gru blondin, ecc.).

Per ogni macchina l'azienda avrà una scheda di identificazione sulla

quale sono riportate le caratteristiche tecniche, lo schema di

installazione, le istruzioni per l'uso, i tipi di manutenzione e la frequenza

programmata in funzione dell'impiego o della senescenza degli organi,

le manutenzioni effettuate, i consumi, i costi comprensivi delle quote di

ammortamento e delle spese di esercizio, il rendimento teorico fornito

dalla ditta produttrice ed il rendimento effettivo, cioè la produzione oraria

effettiva ricavata dalle rese rilevate in precedenza nelle diverse

condizioni di lavoro; quest'ultimo è il dato fondamentale per scegliere le

macchine in funzione delle necessità produttive di cantiere.

d) Attrezzature – Le attrezzature comprendono generalmente i mezzi

d'opera più piccoli gestiti manualmente dall'operatore. Nel settore

edilizio, in particolare, ci sono attrezzature impiegate nei lavori manuali

di rifinitura (martelli, picconi, badili, cazzuole, ecc.), altre utilizzate in

operazioni che necessitano di elevata potenza meccanica (vibratori per

c.c.a., trapani, seghe circolari, ecc.), altre ancora costituiscono elementi

di trasporto (carriole, carrelli, benne, ecc.), oppure di contenimento

(casseforme metalliche, palancole, ecc.). Fra gli attrezzi, infine, si

comprendono anche i sistemi provvisionali (cavalletti, ponteggi, morsetti,

ecc.).

In sede di pianificazione dell'intervento, inoltre, si possono considerare

risorse anche le prestazioni di terzi, cioè quegli interventi compiuti da

fornitori esterni all'impresa appaltatrice ma impegnati direttamente in

un'attività specifica di processo: dalla fornitura di conglomerato

cementizio preconfezionato alla formazione di intonaco, dalla fornitura e

posa in opera di infissi e serramenti alla posa delle piastrelle di

ceramica, dalla fornitura di macchine impiantistiche alla posa in opera

degli impianti.

e) Prestazioni di terzi – Le prestazioni di terzi possono riguardare molte

delle attività del processo edilizio in funzione del grado di

organizzazione e di meccanizzazione del cantiere, e comprendono una

serie di attività elementari, alcune svolte o svolgibili in un cantiere

autonomo esterno, mentre altre, generalmente di completamento e/o di

messa in opera, vengono svolte nel cantiere in oggetto, ma sempre con

un grado di autonomia operativa molto alto rispetto alla gestione diretta

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compiuta dall'impresa appaltatrice.

Sono prestazioni che possono essere relative alla sola fornitura di

manodopera (ad es.: pavimentisti), oppure alla sola fornitura di

macchine (ad es.: noli di gru), oppure ancora a forniture di tecnologie

complesse (ad es.: costruzione di micropali), e possono riguardare un

numero cospicuo o limitato delle attività di cantiere in funzione di:

ƒ condizioni ambientali: ubicazione del cantiere, tipo di intervento,

tecnologie costruttive adottate, ecc.;

ƒ organizzazione di impresa: consistenza economica dell'azienda,

grado di meccanizzazione, tipo di specializzazione e livello di

preparazione delle maestranze, ecc.;

ƒ entità del lavoro da eseguire: in rapporto alle dimensioni dell'azienda

ed alle categorie di lavoro abitualmente affrontate;

ƒ tempi a disposizione: in relazione sia alla durata contrattuale sia alla

tempestività ed alla capacità di intervento all'interno di un programma

dei lavori già definito;

ƒ convenienza economica: mancato ricorso a risorse interne più

utilmente impiegabili, alti costi fissi di impresa rispetto alle aziende

monoproduttive, ecc.

Il ricorso alle prestazioni di terzi, che possono offrire può presentare

l'indubbio vantaggio di impiegare le tecnologie più idonee che il mercato

offre, con riflessi positivi sulla qualità di esecuzione e sui tempi di

lavorazione.

L'aumentata tendenza del mercato di rivolgersi a prestazioni di terzi per

un numero sempre maggiore di lavori induce due tipi di riflessione, una

legata al merito di uno specifico cantiere, ed una legata ad aspetti

economici di settore.

L’appaltatore che ricorre a imprese subappaltatrici riceve un indubbio

beneficio per la economicità dell’operazione, in quanto acquista

esperienza e professionalità in cambio di costi contenuti rispetto a quelli

che sosterrebbe se usasse risorse dirette, e comunque può mettere in

concorrenza diversi fornitori per strappare il prezzo più conveniente.

Il mercato e la sua struttura produttiva, invece, ne riceve un danno

poiché tende a provocare sia una diffusa diseducazione tecnica delle

maestranze che finiscono per conoscere ed eseguire solo una limitata

gamma di lavori, sia la progressiva scomparsa delle maestranze in

grado di fornire quelle attenzioni e quei contributi costruttivi che il

cantiere necessita proprio per la sua limitata industrializzazione.

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La quantità e la qualità delle risorse, come accennato, si ricavano

direttamente dalle descrizioni di capitolato e dai computi metrici quando

vi sono richiami espliciti (ad esempio, scavo a mano, scavo meccanico),

oppure possono essere da questi dedotte in funzione del tipo di

lavorazione da compiere (ad esempio, solaio in opera, solaio in pannelli

prefabbricati), delle condizioni ambientali dei cantieri (ad esempio,

scavo senza aggottamento oppure compreso aggottamento), oppure

ancora dei tempi a disposizione per il completamento dell'opera.

Mentre per i materiali, infatti, le indicazioni sono quasi sempre univoche

(mattoni semipieni, barre di acciaio FeB44k, tubazioni in c.a.v., ecc.) e

supportate da normative specifiche, a meno di non trovarsi in presenza

di un capitolato prestazionale che richiede solo una particolare risposta

dall'oggetto in descrizione (ad esempio, parete di tamponamento

esterno che fornisca determinate caratteristiche statiche, igrotermiche

ed acustiche senza specificare se sono costituite da mattoni di laterizio

o di laterizio alveolato o da blocchi di conglomerato cementizio

alleggerito, o da pannelli prefabbricati, ecc.), le scelte di mano d'opera,

macchine e attrezzature sono legate più strettamente all'organizzazione

d’impresa.

Il dimensionamento quantitativo e qualitativo di queste ultime risorse

viene eseguito valutando di volta in volta il fabbisogno di ogni cantiere in

funzione dell'entità delle opere da eseguire, con particolare attenzione ai

tipi di lavorazione previsti ed ai tempi concessi, in modo da trovare un

equilibrio fra lo svolgimento regolare delle attività e l'impiego di uomini e

mezzi proporzionati alle effettive capacità e/o possibilità produttive.

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Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato

Progettazione logistica e cinematica del cantiere

L'analisi operativa del cantiere viene condotta attraverso l'individuazione

delle categorie di lavoro da eseguire (impianto di cantiere, movimenti

terra, fondazioni, strutture in elevazione, impianti, finiture, ecc.), lo studio

delle attività principali che le caratterizzano, la scomposizione delle

attività elementari che le compongono, lo studio delle procedure

esecutive, e per ognuna di queste vanno approfondite le modalità

operative, i tipi di risorse coinvolte e le eventuali alternative.

PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

1 – SEQUENZA DELLE ATTIVITÀ NELLA PIANIFICAZIONE

1. Analisi dell'organismo edilizio e sua scomposizione in classi di

elementi tecnici

2. Individuazione degli elementi tecnici

3. Individuazione delle categorie delle opere e di procedimenti

4. Progettazione tecnologico-esecutiva

5. Analisi delle risorse per categorie di opere

a. materiali

b. macchine ed attrezzature

c. manodopera

d. prestazioni di terzi (forniture esterne)

6. Valutazione delle rese

7. Individuazione dei costi unitari per ogni risorsa

8. Valutazione del costo unitario per categoria di opere

9. Compilazione del computo metrico estimativo

La pianificazione operativa del cantiere deve essere condotta secondo

una sequenza di operazioni sintetizzabili in:

a) analisi dell'organismo edilizio e sua scomposizione in classi di

elementi tecnici (ad es.: strutture di fondazione dirette o indirette;

strutture di elevazione verticali, orizzontali, inclinate; strutture di

contenimento);

b) individuazione degli elementi tecnici (ad es.: plinti, travi rovesce,

platee, pilastri, travi, solai);

c) individuazione delle categorie delle opere e di procedimenti (ad es.

scavo di sbancamento, scavo a sezione obbligata, preparazione e

posa in opera di calcestruzzo, di armature, di casseforme);

d) progettazione tecnologico-esecutiva

ƒ descrizione dei tipi di lavorazione;

ƒ individuazione dei materiali e componenti;

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato

ƒ analisi delle condizioni operative di cantiere;

ƒ definizione delle modalità esecutive;

ƒ elaborazione di grafici esemplificativi;

e) analisi delle risorse per categorie di opere

ƒ materiali: descrizione, quantificazione, computo metrico,

definizione grafica del progetto tecnologico;

ƒ macchine ed attrezzature: per le funzioni fondamentali di carico e

scarico; di deposito; di confezionamento; di sollevamento; di

messa in opera;

ƒ manodopera: specializzazione e qualificazione delle maestranze,

formazione delle squadre tipo;

ƒ prestazioni di terzi (forniture esterne): secondo il tipo di

lavorazione, secondo il tipo di tecnologia, la convenienza

economica e programmatica;

f) valutazione delle rese - tempi necessari di messa in opera secondo

2 3

ogni unità di misura convenzionale (h/m, h/m , h/m , ecc.);

g) individuazione dei costi unitari per ogni risorsa, costo unitario dedotto:

ƒ dal costo orario della manodopera;

ƒ dal costo di acquisto dei materiali (con riferimento particolare a

quelli concordati periodicamente dal responsabile degli acquisti

con i fornitori prescelti);

ƒ dal costo dei noli delle macchine e delle attrezzature o dai costi

diretti se essi sono di proprietà dell’impresa esecutrice;

h) valutazione del costo unitario per categoria di opere, ottenuta

abbinando la quantità di risorse previste per le singole lavorazioni dei

procedimenti costruttivi in esame con i prezzi unitari;

i) compilazione del computo metrico estimativo.

I fattori di analisi della tecnica operativa fondamentali per

l’organizzazione della produzione possono individuarsi in:

ƒ entità dell’oggetto da costruire, che richiede un’organizzazione più

semplice o più complessa (ad esempio un edificio di piccole

dimensioni rispetto ad uno molto articolato oppure ad un intervento

composto da più costruzioni);

ƒ tecnologie adottabili, che sono imposte dalle specifiche tecniche del

capitolato speciale;

ƒ ripetitività dei componenti, che influenzano le economie di scala

realizzabili;

ƒ tempo di realizzazione concesso dal contratto, che può essere

suddiviso per consegne progressive e può prevedere un premio per la

consegna anticipata;

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato

ƒ area disponibile per la cantierizzazione dei materiali, delle macchine,

dei servizi, ecc., che condiziona le cadenze e l’entità degli

approvvigionamenti, le modalità operative delle squadre, la velocità e

la frequenza degli interventi, la convenienza del ricorso a ditte esterne

come fornitrici di applicazioni specifiche;

ƒ produttività necessaria per rispettare le condizioni contrattuali di

durata dei lavori e per mantenere i costi nei limiti previsti, che richiede

la valutazione della meccanizzazione del cantiere, e, quindi, deve

prevedere sia la valutazione della convenienza di determinate

macchine, sia l’opportunità di usare macchine di proprietà oppure di

ricorre al noleggio;

ƒ prescrizioni per il rispetto della sicurezza basate sulle tecniche

costruttive previste dal progetto, che sono previste nei documenti

preparati dal coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed

hanno carattere cogente per l’impresa;

ƒ prescrizioni relative ai rischi ed alle misure di sicurezza da adottare,

che devono essere compiute anche per le tecniche costruttive e per le

macchine che l’impresa sceglie, in autonomia, per la realizzazione

dell’opera.

Tali considerazioni consentono di affermare che i fattori di analisi della

tecnica operativa, impostata sulla base del tipo di progetto, del ciclo

produttivo adottabile e dei tempi a disposizione possono essere

esemplificati nei seguenti punti:

ƒ analisi della natura e delle quantità delle opere da realizzare;

ƒ analisi dei fabbisogni, della disponibilità e dei limiti di impiego delle

risorse;

ƒ analisi della convenienza di impiego di macchinari e di attrezzature;

ƒ analisi delle opere provvisionali prescritte dal coordinatore della

sicurezza;

ƒ analisi dei procedimenti prescelti dall’impresa e soggetti a norme

specifiche di prevenzione infortuni.

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PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

2 – FATTORI DI ANALISI DELLA TECNICA OPERATIVA

FATTORI DI ANALISI ELEMENTI DI PROGETTO

ƒ Elaborati di progetto

1. Analisi della natura e delle ƒ

quantità delle opere da Computo metrico

ƒ

realizzare Capitolato speciale d’appalto

ƒ Studi di programmazione

2. Analisi dei fabbisogni, della ƒ

disponibilità e dei limiti di Esigenze di approvvigionamento

ƒ

impiego delle risorse Convenienza di gestione diretta o di

ricorso a imprese esterne

ƒ Dati tecnici delle macchine

3. Analisi della convenienza di ƒ

impiego di macchine e di Schede di macchine o di inventario

attrezzature permanente

ƒ Condizioni di noleggio

ƒ Sistemi costruttivi previsti

4. Analisi delle opere ƒ

provvisionali prescritte dal Normativa vigente

coordinatore per la sicurezza ƒ Sistemi costruttivi scelti

5. Analisi dei procedimenti ƒ

prescelti dall’impresa e Normativa vigente

soggetti a norme specifiche di

prevenzione infortuni

Particolare attenzione deve essere rivolta alla progettazione logistica del

cantiere, poiché risulta di grande importanza definire le soluzioni da

adottare in funzione di un miglioramento produttivo tramite l’applicazione

di soluzioni esecutive conformi e foriere di risparmi temporali significativi,

di semplificazioni operative, di economie di scala, ecc.

I criteri di ottimizzazione logistica, quindi, non possono prescindere dalla

ricerca di soluzioni diverse da confrontare, dalla valutazione dei tempi di

gestione operativa, dalle previsioni di costi da sostenere (trasporti,

installazioni, ecc.).

A fronte dei fattori di valutazione dell’organizzazione operativa del

cantiere è necessario stabilire i criteri metodologici per la progettazione

logistica, che possono essere individuati in

a) miglioramento progressivo di soluzioni significative;

b) confronto con soluzioni alternative;

c) esplorazione sistematica di soluzioni possibili;

d) scelta dell'unità operativa.

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato

PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

3 – CRITERI METODOLOGICI DI PROGETTAZIONE LOGISTICA

FATTORI ELEMENTI DI PROGETTO

ƒ in funzione dei parametri produttivi noti

1. Miglioramento ƒ

progressivo di in funzione delle esigenze specifiche dedotte

soluzioni significative dall'analisi operativa del progetto

ƒ

2. Confronto di individuazione di soluzioni

ƒ

soluzioni alternative criteri di valutazione delle soluzioni

ƒ costi di trasporto

ƒ aree di minimo costo

ƒ confronto fra costi di trasporto

ƒ confronto fra costi di installazione

ƒ applicazione dei criteri di valutazione alle

soluzioni individuate

ƒ definizione delle variabili decisionali

3. Esplorazione ƒ

sistematica di rappresentazione matematica dei vincoli

soluzioni possibili logistici

ƒ definizione in termini matematici della

funzione che lega le variabili (utilità-benefici-

costi)

ƒ

4. Scelta dell'unita' centro operativo ad impostazione fissa

ƒ

operativa stazioni operative multiple

ƒ numero delle stazioni localizzazione

La progettazione dello specifico impianto di cantiere viene condotta, in

funzione delle opere da costruire, sulla base di:

a) documenti di progetto esterno, elaborato dal progettista ed integrato

da rilievi effettuati autonomamente dall’impresa per verificare la

correttezza e la completezza degli stessi;

b) documenti di progetto interno, relativi alla definizione delle esigenze

produttive ed alla progettazione delle macchine, delle attrezzature, ecc.,

in funzione della produttività attesa, delle caratteristiche plano-

altimetriche dell’area di insediamento e degli edifici circostanti;

c) dislocazione sull’area disponibile della viabilità, dei servizi, delle aree

di servizio alla produzione, ecc.

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Ing. Davide Concato

PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

4 – PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO DI CANTIERE

ƒ

1. Documenti Progetto esecutivo (planimetrie, piante, prospetti,

di progetto sezioni)

ƒ

esterno Piano quotato e rilievi strumentali diretti

ƒ Sezioni e profili della zona e dei fabbricati

ƒ Misure di sicurezza prescritte

ƒ Definizione delle esigenze produttive

2. Documenti ƒ

di progetto progetto impianti di sollevamento e trasporto

ƒ

interno progetto impianti di malta e conglomerati

ƒ progetto di installazione delle macchine

ƒ calcolo della potenza motrice necessaria

ƒ tipi e quantità dei materiali

ƒ progetto dei tipi di costruzioni provvisorie

ƒ progetto delle adduzioni (energia elettrica, acqua,

ecc.)

ƒ Definizione delle esigenze di superfici libere

ƒ aree ubicazione macchine

ƒ aree di lavorazione

ƒ aree di stoccaggio

ƒ uffici

ƒ parcheggi

ƒ Definizione delle esigenze temporali

ƒ programma dei lavori

ƒ sottoprogrammi dei procedimenti costruttivi

ƒ

3. Dislocazione Rete viaria interna al cantiere e accessi dell'esterno

ƒ

sull’area Servizi generali

ƒ

libera Aree di deposito e stoccaggio

ƒ

disponibile Aree per impianti di produzione di semilavorati

ƒ Aree per depositi e magazzini macchine

ƒ Impianti di produzione di malta e conglomerati

ƒ Aree occupate da opere provvisionali (ponteggi,

impianti wellpoint, ecc.)

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato

La definizione delle scelte esecutive da realizzare per rendere il cantiere

operativo a tutti gli effetti, riguarda la decisione da prendere riguardo ai

seguenti fattori:

a) integrazione dei percorsi interni con la viabilità di accesso;

b) dimensionamento e organizzazione dei percorsi interni;

c) dimensionamento e posizione dei servizi;

d) sistemi di sicurezza;

e) dotazione, dimensionamento e organizzazione degli impianti tecnici;

f) dotazione, dimensionamento e organizzazione degli impianti di

produzione dei materiali;

g) dotazione, dimensionamento e organizzazione degli impianti per

trasporto e sollevamento;

h) dotazione, dimensionamento e organizzazione degli impianti di

produzione di semilavorati.

PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

5 – FATTORI DI PROGETTAZIONE LOGISTICA

FATTORI ELEMENTI DI PROGETTO

ƒ

1. Integrazione dei percorsi accessi carrabili all’area

ƒ

interni con la viabilità di accessi pedonali all’area

accesso ƒ

2. Dimensionamento e percorsi interni

ƒ

organizzazione dei piazzali

ƒ

percorsi interni rampe

ƒ posti di lavoro e di passaggio

ƒ

3. Dimensionamento e generali: depositi e stoccaggio dei

posizione servizi materiali

ƒ logistici: baraccamenti per il personale e

di supporto alla direzione lavori

ƒ assistenziali: servizi sanitari

ƒ

4. Sistemi di sicurezza ponteggi metallici fissi e mobili

ƒ

(opere provvisionali e di impalcature in legno

ƒ

sicurezza) trasporto dei materiali

ƒ trasporto e montaggio delle strutture

prefabbricate

ƒ

5. Dotazione, impianto elettrico

ƒ

dimensionamento e impianto idrico

ƒ

organizzazione degli impianto di aria compressa

ƒ

impianti tecnici impianto di vapore

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Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato ƒ

6. Dotazione, impianto di frantumazione degli inerti

ƒ

dimensionamento e impianto di betonaggio

ƒ

organizzazione degli impianto di produzione conglomerati

impianti di produzione bituminosi

dei materiali ƒ

7. Dotazione, nastri trasportatori

ƒ

dimensionamento e funicolari terrestri (carrelli scorrevoli)

ƒ

organizzazione degli funicolari aeree (teleferiche)

ƒ

impianti per trasporto e gru a torre

ƒ

sollevamento gru derrick

ƒ gru blondin

ƒ

8. Dotazione, impianti di prefabbricazione

ƒ

dimensionamento e impianti di stoccaggio

ƒ

organizzazione degli impianti di trasporto e sollevamento

impianti di produzione

di semilavorati

All'interno della pianificazione operativa dell'intervento va compresa

anche la progettazione delle postazioni delle unità operative a cui si

affida il compito di gestire il flusso di materiali, semilavorati e prodotti

finiti (in una parola le utilità) dal punto di rifornimento ai luoghi di

destinazione che possono essere di trasformazione (ad esempio

impianti di betonaggio) e/o di messa in opera (di conglomerato

cementizio, di manufatti in c.c.a. prefabbricati, di serramenti, ecc.).

Lo studio del flusso delle utilità, indicato con il termine di cinematica,

richiede una conoscenza accurata non solo delle risorse produttive da

coinvolgere, ma anche della successione delle fasi della costruzione.

La combinazione di questi due fattori deve essere approfondita in modo

da definire sia la disposizione (diffusione o concentrazione) nel progetto

spaziale e tecnologico dei materiali e delle tecnologie, cioè di quale

parte del progetto è interessato dall’uso di quei determinati materiali e di

quelle determinate tecnologie, sia le quantità di tali risorse (ricavate dal

computo metrico). UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 - 010

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato

PROGETTAZIONE OPERATIVA DEL CANTIERE

6 – ANALISI DELLA PROGETTAZIONE CINEMATICA

FATTORI ELEMENTI DI PROGETTO

ƒ

1. Localizzazione delle disposizione progettuale

ƒ

utenze computo metrico

ƒ

2. Determinazione delle quantità e qualità dei materiali

ƒ

utilità quantità e qualità dei semilavorati

ƒ quantità e qualità dei prodotti finiti

ƒ

3. Individuazione delle posizione relativa ai centri di deposito

ƒ

postazioni delle unità posizione relativa ai centri di stoccaggio

ƒ

operative posizione relativa ai centri di produzione

ƒ posizione relativa alle fasi di costruzione

ƒ

4. Analisi delle unità scorte di utilità presso le unità operative

ƒ

operative per la ricerca scorte di transito

ƒ

di quelle più efficienti e scorte di partita

ƒ

più economiche scorte di sicurezza

ƒ criteri di approvvigionamento

ƒ progettazione dei flussi di utilità

ƒ gestione dei flussi di utilità

Tale analisi, unita allo studio:

ƒ delle potenzialità produttiva delle macchine impiegabili;

ƒ delle fasi di trasporto e delle posizioni delle unità operative

(operatori, squadre interne dell’impresa, squadre dei subappaltatori)

relativa ai centri di deposito, ai centri di stoccaggio, ai centri di

produzione ed alle fasi di costruzione;

ƒ delle scorte (scorte di utilità presso le unità operative, scorte di

transito, scorte di partita, scorte di sicurezza), sia alla definizione dei

criteri di approvvigionamento, della progettazione e della gestione

dei flussi di utilità;

consente di individuare la localizzazione più conveniente delle unità

operative all'interno del cantiere, anche in funzione della possibilità di

costituire piccole o grandi scorte di utilità, e quindi di poter contare su

determinate autonomie operative fra due rifornimenti successivi.

Il sistema logistico e cinematica di cantiere, e quindi i problemi di

localizzazione delle unità operative, possono essere affrontati

analizzando le caratteristiche degli elementi costituenti ed applicando un

criterio di controllo reiterato delle scelte intermedie effettuate.

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Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Strumenti di gestione delle responsabilità

La scomposizione dei lavori consente di individuare il personale a cui

affidare le responsabilità del processo produttivo in esame.

L’organigramma funzionale costituisce l'ossatura dell'organizzazione e

schematizza i rapporti fra gli operatori interni tramite l’indicazione dei

rapporti gerarchici nella logica delle funzioni aziendali coinvolte. Esso

rappresenta l’organizzazione informale che porta ogni progetto/processo

ad avere una propria identità organizzativa interna e viene correlato alle

funzioni di coordinamento che agiscono sulle risorse per conseguire

obiettivi di progetto vincolati in funzione di tempo, costo e risultato

tecnico. ORGANIGRAMMA FUNZIONALE DI UNA IMPRESA

DIREZIONE GENERALE

Amministratore Unico

SETTORE QUALITA’ COORD. COMMESSA

Responsabile Qualità Responsabile Commessa

SETTORE TECNICO

. .

SETTORE AMMINISTR SETTORE COMMERC

Resp./Direttore

Resp. Amministrativo Resp. Commerciale

Tecnico

Resp. Acquisti

Direttore di Cantiere Capocantiere

Direttore di Cantiere Capocantiere

Capocantiere

Direttore di Cantiere

La struttura organizzativa interna al processo produttivo (OBS –

Organizzation Breakdown Structure) dipende da quella generale

dell'impresa, che lascia poca libertà per particolari strutture formali

interne ai processi specifici, e definisce le strutture formali interne ai

processi e le modalità di gestione. L’articolazione della commessa viene

esplicitata attraverso un grafico a matrice, nel quale le ordinate sono

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Corso

ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 27 di 28

Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato

costituite dalle attività elementari, mentre le ascisse rappresentano la

struttura organizzativa della specifica commessa. Il punto di intersezione

è denominato voce di controllo.

Risulta di fondamentale importanza che in questa fase di studio del

progetto, in cui si sono individuate la WBS e la OBS, si proceda ad un

loro incrocio per attribuire la responsabilità dei Pacchetti di Lavoro in

modo coerente alle varie Unità Operative.

Per questa ragione è possibile associare alla WBS una Matrice delle

Responsabilità che mette in comunicazione le componenti principali del

lavoro derivanti dalla "scomposizione" con la struttura organizzativa

(OBS) attribuendo una responsabilità ad ogni livello della WBS e/o

specifica attività.

Si possono avere “Matrici delle responsabilità” relative al processo

generale di costruzione (si veda quella relativa alla Urbanizzazione di

Piano Particolareggiato), e si possono avere “Matrici delle responsabilità”

relative a singole procedure attivate per la gestione del cantiere (si veda

quella relativa alla Gestione Acquisti).

MATRICE DELLE RESPONSABILITA’

SCOMPOSIZIONE DEL LAVORO - (W.B.S. - O.B.S.)

INTERAZIONE TRA PACCHETTI DI LAVORO E RESPONSABILITA’

Urbanizzazione di Piano Particolareggiato

Resp. Direttore Capo Capo Capo Capo

STRUTTURA Comm di Cantiere Squadra Squadra Squadra

DEL essa Cantiere A B C

LAVORO

Commessa R R

Lavori stradali R R R

Tracciamento S R R

Movimenti di S R R R

terra

Reti interrate S R R R

Massicciata S R R R

Stradale

Finiture S R R R

Legenda: OBIETTIVO - Coordinare la struttura organizzativa con i

R - responsabile pacchetti di lavoro (derivanti dalla scomposizione),

I - informato attribuendo una responsabilità ad ogni livello della

S - supervisore W.B.S. e/o alla specifica attività.

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ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 28 di 28

Lo Studio del processo produttivo

CANTIERE I

Ing. Davide Concato MATRICE DELLE RESPONSABILITA’

SCOMPOSIZIONE DEL LAVORO - (W.B.S. - O.B.S.)

INTERAZIONE TRA PACCHETTI DI LAVORO E RESPONSABILITA’

Gestione Acquisti

Resp. Resp. Direttore Resp. Capo

STRUTTURA Acquisti Commessa Cantiere Qualità Cantiere

DELLA

PROCEDURA

Emissione richiesta di R R R

acquisto

Emissione richiesta di R S I I

offerta

Emissione ordini di R S I I

acquisto

Qualifica dei fornitori R S S

Redazione budget R S

annuale consumi

Controllo forniture I S R I/S R

Aggiornamento R I I/S

registro ordini di

acquisto

Aggiornamento R I/S

archivio ordini di

acquisto OBIETTIVO - Coordinare la struttura organizzativa con

Legenda:

R - responsabile la procedura operativa (Gestione Acquisti), attribuendo

I - informato una responsabilità ad ogni livello della WBS e/o alla

S - supervisore specifica attività.

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ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 1 di 13

La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

La gestione delle fasi esecutive

Fase di esecuzione

La fase di esecuzione riguarda l’attivazione di tutte le attività previste e

diventa il momento di verifica della accuratezza e della precisione con

cui si è operato durante lo studio del cantiere per la valutazione delle

risorse e della loro organizzazione spaziale e temporale nella

conduzione dei lavori.

Il controllo costante da attuare durante la gestione del cantiere riguarda:

a) gli aspetti tecnici di realizzazione delle opere e del livello di qualità

ottenuto, relativi a:

ƒ materiali impiegati:

ƒ controllo all’ordine ed alla consegna in cantiere della qualità e

della quantità concordata di ogni singola consegna attraverso

la verifica dei documenti di trasporto, e dei certificati di

accompagnamento;

ƒ controllo della collocazione dei materiali approvvigionati per

garantire il mantenimento delle prestazioni attese (ad esempio i

termoisolanti vanno protetti dalle intemperie);

ƒ tecniche e modalità di esecuzione previste dal Capitolato

Speciale: controllo della corretta preparazione e messa in opera,

comprese le operazioni accessorie (come ad esempio le

casserature per i getti di calcestruzzo, la piombatura delle

strutture, il serraggio dei bulloni di strutture metalliche, le

casematte per gli infissi);

ƒ previsioni operative per il mantenimento dei livelli prefissati di

produzione: particolare riguardo deve essere rivolto al

coordinamento delle squadre interne e dei fornitori esterni sia dal

punto di vista della tempistica di intervento, sia dal punto di vista

operativo della sovrapposizione delle attività per poter intervenire

con gli adeguamenti necessari;

b) gli aspetti economici relativi a:

ƒ rispondenza fra le spese sostenute nel corso dei lavori ed i costi

preventivati in sede di offerta;

ƒ rispondenza fra le spese sostenute nel corso dei lavori e quelle

relative al contenimento entro la massima esposizione finanziaria

prevista per quel cantiere;

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ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 2 di 13

La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

c) gli aspetti temporali relativi a:

ƒ rispondenza fra le durate delle singole attività e quelle previste sia

che risultino a carico dell’impresa appaltatrice che a

subappaltatori;

ƒ rispetto della durata contrattuale dei lavori: particolare riguardo

deve essere rivolto al coordinamento delle attività ed al controllo

costante dei tempi di esecuzione delle singole lavorazioni, per

poter effettuare tempestivamente interventi correttivi;

d) gli aspetti amministrativi relativi a:

ƒ misurazione dei lavori effettuati;

ƒ valutazione contabile dei lavori.

L'avanzamento dei lavori viene confrontato periodicamente con i

programmi precedentemente elaborati per avere la possibilità di

intervenire sulla produzione ed attuare gli eventuali adeguamenti

necessari in tempo utile: in tal modo si può ricondurre la produzione nei

termini preventivati e non si compromette la prosecuzione dei lavori.

Fase di controllo

La fase di controllo va ad interessare ogni singolo procedimento e si

svolge secondo una successione di interventi: il rilievo, l'analisi,

l'intervento.

Il rilievo dell'andamento della produzione consiste nella verifica periodica

dello svolgimento dei lavori attraverso la lettura dei fogli di fabbricazione

(sui quali vengono riportati tempi e modalità di esecuzione di ogni singolo

atto di fabbricazione per ogni giornata lavorativa), posti a confronto con

le previsioni contenute nei piani di avanzamento e nel riscontro delle

eventuali difformità.

Ogni scostamento dalle previsioni va sottoposto ad analisi per verificare

se le anomalie sono dovute a:

ƒ studio del progetto: errate valutazioni nell'individuazione e nella

quantificazione delle risorse;

ƒ pianificazione delle risorse: errata valutazione delle tipologie

procedurali e delle produzioni unitarie preventivate;

ƒ grado di efficienza dei gruppi produttivi: inadeguatezza degli impianti

e/o delle squadre previste rispetto al tipo, all'entità ed alle modalità

della produzione richiesta. In questo caso si rende necessario il

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Corso

ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 3 di 13

La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

recupero di efficienza tecnologica e produttiva attraverso una

riorganizzazione oppure un aumento del gruppo produttivo;

ƒ insorgenza di varianti al progetto o intervento di fattori esterni

imprevedibili: richiedono una ridefinizione dell'organizzazione delle

risorse e dei tempi di esecuzione.

Effettuata l'analisi delle cause che hanno provocato lo scostamento dei

lavori dalle previsioni si procede alla definizione dei contenuti tecnico-

economici dell'intervento specifico.

In ogni operazione di adeguamento del processo produttivo devono

essere direttamente coinvolti i responsabili delle unità operative ed i

responsabili delle squadre, sia per lasciare un margine di autonomia nel

decidere modalità di esecuzioni a loro più congeniali, sia per ottenere

interventi tempestivi ed adeguati, sia per avere il loro coinvolgimento

massimo nella verifica dei comportamenti e dei rendimenti, sia, infine, per

definire compiutamente i procedimenti da seguire in casi analoghi.

L'assiduità del controllo, esteso ad ogni livello di responsabilità all'interno

dell'azienda, e l'attenzione rivolta alle modalità di intervento consentono

di:

ƒ definire sistemi di controllo adeguati per ogni procedura esecutiva;

ƒ abituare i vari livelli di responsabilità ad elaborare piani precisi ed

impartire disposizioni mirate e complete in ogni aspetto operativo;

ƒ analizzare il comportamento ed i rendimenti dei gruppi produttivi per

conoscere il livello di produttività ottenibile;

ƒ promuovere all'interno dell'azienda un flusso continuo e completo di

informazioni obiettivamente riscontrate sulla esecuzione dei lavori.

Questi dati consentono di adeguare le procedure di analisi dei lavori

successivi in modo da effettuare scelte operative ed applicare sistemi di

controllo basati su fattori produttivi rilevati in condizioni similari.

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ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 4 di 13

La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

Il Piano della Produzione

Il Piano della Produzione costituisce il documento operativo per

l'applicazione dei principi del project management all’attività di cantiere,

in modo da assicurare una corretta impostazione, gestione e controllo

delle varie attività. Contiene la descrizione dell'organizzazione del

processo produttivo e chiarisce tempi, modalità operative, responsabilità

e interazioni con l'organizzazione aziendale.

Il Piano è il fulcro del sistema di gestione messo in atto dall’azienda e si

configura come lo strumento nel quale confluiscono e si strutturano:

ƒ le attività di analisi e di previsione;

ƒ le azioni da svolgere;

ƒ gli input dal contesto;

ƒ i consuntivi parziali dello svolgimento delle attività;

ƒ i segnali di rischio e di criticità.

Ma il Piano è anche lo strumento di controllo del processo attraverso la

verifica periodica della qualità del prodotto realizzato, del rispetto dei

tempi previsti, del rispetto dei costi preventivati; della definizione delle

criticità e della tempestività e dell’efficacia degli interventi correttivi.

Nel settore delle costruzioni la gestione ed il controllo della realizzazione

del progetto richiede due tipi di controllo:

ƒ controllo tecnico (verifica performance tecnica);

ƒ controllo economico (tempi e costi).

Fattore organizzativo fondamentale risulta la gestione della informazione

tramite la comunicazione e la formalizzazione dei rapporti sia esterni

(con la direzione lavori, con gli enti di controllo, ecc.), sia interni (col

responsabile degli approvvigionamenti, con il responsabile della verifica

dello stato di andamento dei pagamenti, ecc.).

Il Piano della Produzione, basato sul processo di pianificazione e

controllo, deve essere aggiornato con continuità e tempestività,

analizzando le tendenze, monitorando le aree a rischio, fornendo

previsioni. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 - 010

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La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

L’aggiornamento consente di controllare la validità dello studio iniziale, di

verificare gli scostamenti rispetto alle previsioni iniziali, di attuare gli

interventi di correzione necessari. L’importanza dei controlli e delle

verifiche è tale che esse devono essere pianificate prima dell’inizio dei

lavori e previste a cadenze regolari, per ripianificare eventualmente le

fasi successive.

In questo passaggio per ogni work-package risulta importante la

definizione di:

ƒ risorse necessarie (ed, in particolare, il tipo di risorse, le modalità di

consumo, le disponibilità, le prestazioni, ecc.);

ƒ durata dei WP (ed i collegamenti con i WP precedenti);

ƒ costo delle risorse dei WP (e, quindi, il costo complessivo del

processo);

ƒ avanzamento della produzione (sulla base delle attività).

La complessità della fase di esecuzione dipende dalla complessità del

progetto e delle condizioni dell’insediamento, per cui al crescere della

complessità devono essere aumentati il numero ed il livello dei controlli.

Il Piano della Produzione deve usare tutti gli strumenti utili per la

scomposizione del processo in fasi operative, la definizione delle fasi

operative non utilmente scomponibili, la specificazione di ogni fase

operativa secondo la sequenza, le caratteristiche e i criteri di gestione

procedurale delle attività componenti, la responsabilizzazione degli

operatori, la definizione di strumenti e di sistemi di controllo.

Il Piano della produzione deve organizzare le attività operative tramite:

ƒ la pianificazione delle azioni da svolgere e delle connessioni fra di

esse;

ƒ l’identificazione degli input dal contesto naturale e da quello costruito

per adottare le misure necessarie ad ottenere i risultati attesi;

ƒ la pianificazione delle attività per conseguire il livello di qualità

richiesto;

ƒ l’organizzazione delle attività produttive per rispettare i limiti di costo

previsti;

ƒ la programmazione dei tempi parziali e totali per rispettare le

scadenze contrattuali;

ƒ la definizione dei livelli di responsabilità dei singoli operatori, definiti in

funzione della struttura produttiva, del ciclo produttivo specifico, del

tipo di commessa;

ƒ la definizione dei metodi (individuati in sede aziendale) e degli

strumenti operativi (direttamente impiegati) da applicare per estrarre i

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ORGANIZZAZIONE DEL Pagina 6 di 13

La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

consuntivi parziali dello svolgimento delle attività; per attuare le

verifiche opportune durate lo svolgimento delle attività e per

controllare le procedure e dei procedimenti operativi messi in atto;

ƒ gli strumenti per l’individuazione dei segnali di rischio e di criticità;

ƒ la gestione delle informazioni (comunicazione e formalizzazione)

all’interno dell’azienda e nei rapporti col committente ed i suoi

rappresentanti.

I risultati ottenuto devono essere verificati in relazione agli obiettivi di

partenza, ai procedimenti individuati e alle implicazioni operative.

Contenuti del Piano della produzione

CONTENUTI DEL PIANO DELLA PRODUZIONE

DATI DATI SPECIFICI

GENERALI ƒ

1. Studio di Codice della commessa

ƒ

commessa Denominazione cantiere

ƒ Descrizione della commessa

ƒ

2. Studio del Ricerca informazioni necessarie a valutare le

lavoro occasioni di lavoro

ƒ Studio della documentazione di appalto

ƒ Definizione dell’offerta economica.

ƒ

3. Operazioni Ricognizione preliminare

ƒ

preliminari Impianto di cantiere

ƒ Documenti da conservare in cantiere

ƒ Responsabilità, organizzazione e coordinamento

della commessa

ƒ Approvazioni da richiedere

ƒ Programma dei lavori

ƒ

4. Pianificazion Pianificazione delle lavorazioni

ƒ

e del cantiere Programmazione dei tempi

ƒ Pianificazione degli approvvigionamenti

ƒ

5. Gestione del Organizzazione delle squadre e dei

cantiere subappaltatori,

ƒ Controllo continuo del prodotto

ƒ

6. Contabilità Contabilità passive (costi)

ƒ

del cantiere Contabilità attive (rimborsi)

ƒ

7. Controllo del Tempistica

ƒ

cantiere Documentazione di cantiere

ƒ Approvvigionamenti

ƒ Azioni correttive

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La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

ƒ

8. Consegna Sopralluogo col committente

ƒ

opera finita Esame documentazione

ƒ Consegna provvisoria

ƒ Soluzione delle controversie

ƒ Chiusura della commessa

Il Piano della produzione, quindi, viene attuato attraverso una sequenza di

attività che si possono sinteticamente riassumere in:

ƒ scomposizione dei procedimenti costruttivi

ƒ indentificazione dei procedimenti costruttivi e/o delle categorie di

lavoro;

ƒ classificazione dei procedimenti costruttivi sulla base delle

tecnologie costruttive;

ƒ organizzazione degli elementi tecnici nel procedimento costruttivo;

ƒ specificazione delle risorse

ƒ definizione dei materiali previsti (qualità e quantità) e loro

pianificazione (disponibilità sul mercato, facilità di reperimento,

rapidità di approvvigionamento, convenienza economica di

impiego, soluzioni alternative);

ƒ identificazione della meccanizzazione del cantiere tramite la

definizione delle macchine utilizzate, delle attrezzature impiegate e

degli impianti installati per la singola lavorazione;

ƒ specificazione delle squadre di lavoro, del numero di operai

componenti, del responsabile (caposquadra, capocantiere);

ƒ definizione dell’impresa esecutrice delle singole lavorazioni

(impresa appaltatrice o subappaltore);

ƒ specificazione dei tempi esecutivi e dei costi

ƒ definizione della durata di svolgimento e dei costi dei singoli

procedimenti;

ƒ articolazione delle successioni operative e temporali;

ƒ specificazione delle possibili contemporaneità e delle eventuali

interferenze, spaziali e temporali, con le altre lavorazioni

contemporanee;

ƒ valutazione delle implicazioni temporali sulla progettazione

operativa ed economica;

ƒ programmazione di tempi e costi dei singoli procedimenti costruttivi

e di tutto il processo produttivo;

ƒ confronto con le scadenze contrattuali;

ƒ valutazione delle soluzioni alternative;

ƒ specificazione dei controlli

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La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

ƒ definizione del sistema di verifica delle opere in fase di esecuzione

e al termine dei lavori;

ƒ definizione dei criteri di accettazione, prove e collaudi sperimentali.

In ogni singola fase del Piano della produzione è necessario anche

mettere bene in evidenza i legami tra le funzioni aziendali coinvolte ed i

contributi di conoscenza e di chiarezza che i diversi livelli di responsabilità

possono portare nella pianificazione del processo esecutivo, per cui deve

indicare le funzioni coinvolte, per ogni attività, e distinguere il grado di

coinvolgimento di ognuna di esse.

La gestione del personale dell’Impresa prevede l’attribuzione di specifiche

mansioni ad ogni operatore per cui il personale deve essere scelto (e

formato) per la gestione di processi: il personale operativo deve

dimostrare capacità organizzative nella conduzione del cantiere, delle

procedure da rispettare e dei controlli da effettuare, mentre le maestranze

devono conoscere i materiali, i processi costruttivi, le misure di sicurezza,

i dispositivi di protezione individuali.

Esempio sintetico di un Piano della produzione

Facendo riferimento ad un intervento limitato, di seguito si propone una

sintetica guida per la realizzazione di un piano di produzione nell’ipotesi di

realizzare di un impianto di erogazione gas in un edificio pluripiano posto

in centro storico, costituito da numerose unità immobiliari. Il Piano della

Produzione viene sviluppato sulla base delle conoscenze tecnologico-

impiantistiche, con particolare riguardo alle procedure di posa e messa in

opera, alla situazione ambientale del cantiere, alle problematiche legate

alla gestione, al funzionamento e alla manutenzione degli impianti e ai

costi determinati dalle scelte progettuali.

PIANO DELLA PRODUZIONE – IMPIANTO DISTRIBUZIONE GAS

1. OGGETTO

Elaborazione di uno strumento di gestione per la produzione che consenta di tenere

sotto controllo tutti gli aspetti legati alla realizzazione degli impianti tecnici del

cantiere in oggetto.

2. FINALITA’

Ottimizzazione delle procedure progettuali ed esecutive degli impianti e della loro

gestione e manutenzione.

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La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

3. RIFERIMENTI NORMATIVI

ƒ Norme UNI-CIG

ƒ Regolamento edilizio

4. CAMPO DI APPLICAZIONE

Il Piano della Produzione ha validità generale per l’impianto erogazione del gas.

Presenta, tuttavia, molti punti in comune con gli altri impianti tecnici realizzati

all’interno del cantiere in oggetto: impianto di riscaldamento; impianto elettrico;

impianto idrico-sanitario.

5. TERMINOLOGIA

DT – Direttore tecnico

DC – Direttore di cantiere

DL – Direttore dei lavori

CC – Capocantiere

IG – impianto erogazione gas

6. RESPONSABILITÀ

Il processo di realizzazione dell’impianto è stato scomposto in procedimenti ed in

attività elementari ; per identificare le figure chiave nell’ambito del controllo della

qualità dei processi.

La Matrice delle Responsabilità allegata chiarisce compiti e responsabilità nel caso

di subappalto degli impianti.

7. CONTENUTI DEL PIANO

7.1 DATI GENERALI

Il cantiere sorge in un’area collocata nel centro storico della città.

Il Piano della Produzione è legato alla realizzazione di impianti del gas indipendenti

per ciascuna unità immobiliare all’interno del cantiere.

RC e CC analizzano le condizioni logistiche del cantiere.

RC coordina i subappaltatori.

RC gestisce i documenti di cantiere.

7.2 STUDIO DI COMMESSA

L’analisi della commessa prende in considerazione gli aspetti produttivi, economici e

temporali per l’esecuzione dell’opera.

Dal punto di vista strettamente operativo è necessario l’analisi del ciclo produttivo e

delle condizioni di cantiere compiuti da RC ha evidenziato che:

ƒ il cantiere è caratterizzato da un’evidente carenza di spazi liberi, che impedisce

lo stoccaggio di grandi quantità di materiali, per cui si procede con

approvvigionamenti minimi atti ad eseguire le lavorazioni previste nei giorni

immediatamente successivi;

ƒ la ricerca di standard estetici piuttosto elevati, sia per la posizione particolare del

cantiere che per la qualità del contesto costruito impone alcune scelte

progettuali quali l’accorpamento in pochi comignoli di tutte le numerose canne

fumarie, onde minimizzare l’impatto estetico della scelta di dotare ogni unità

immobiliare di impianti indipendenti;

ƒ le tubazioni del gas inizialmente progettate a vista, cioè esterne ai muri

dell’edificio, sono da rendere invisibili su richiesta del committente, per cui le

tubazioni vengono installate internamente alle murature dell’edificio nel rispetto

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

delle prescrizioni legate alla normativa specifica.

7.3 STUDIO DEL LAVORO

Dal punto di vista programmatorio per lo studio dell’opera da eseguire è necessario:

ƒ studiare le condizioni contrattuali;

ƒ definire vincoli, allacciamenti, ecc.;

ƒ effettuare un sopralluogo preliminare;

ƒ studiare l’impianto di cantiere;

ƒ definire compiti e mansioni.

Dal punto di vista strettamente operativo è necessario studiare l’opera.

Studio del progetto -

Il progetto prevede canne ramificate, tali che un’unica canna di diametro maggiore

consenta di servire almeno tre appartamenti sistemati in colonna.

Le canne portate sul tetto sono state convogliate insieme, per avere anche un

gruppo di otto canne per lo stesso comignolo.

Le tubazioni del gas, collocate internamente ai muri dell’edificio, sono realizzate con

rame adeguatamente protetto attraverso una guaina speciale corrugata; in base alla

normativa tali tubi vengono posizionati sempre ad almeno 30 cm dal pavimento e a

30 cm dagli spigoli dei muri delle unità immobiliari, secondo percorsi obbligati

Studio del cantiere -

Le dimensioni e la posizione del cantiere richiedono approvvigionamenti quasi

giornalieri dei materiali strettamente necessari con un conseguente incremento dei

costi per il trasporto e per le operazioni di immagazzinamento.

Si è costretti a ricorrere a magazzini più vicini ma più onerosi, rispetto a magazzini

lontani ma economici.

7.4 OPERAZIONI PRELIMINARI

Dal punto di vista programmatorio per l’organizzazione delle attività produttive è

necessario:

ƒ analizzare i documenti contrattali;

ƒ identificare le norme di capitolato da rispettare;

ƒ richiedere le autorizzazioni necessarie;

ƒ programmare i lavori.

Dal punto di vista strettamente operativo è necessario:

ƒ individuare un unico punto dell’edificio in cui concentrare la batteria

comprendente tutti i contatori del gas, in accordo con l’Ente preposto

all’erogazione; da quel punto la tubazione generale del gas si dirama per andare

ad alimentare il contatore di ciascuna unità immobiliare;

ƒ individuare, per ciascuna unità immobiliare, il punto di ingresso della tubazione

del gas in corrispondenza del quale viene collocato il rubinetto d’arresto.

7.5 PIANIFICAZIONE DEL CANTIERE

La corretta pianificazione delle operazioni di cantiere richiede di:

ƒ individuare tutti gli elementi che influiscono sulle attività e sui tempi di

esecuzione;

ƒ individuare forniture e subappalti;

ƒ documentare il lavoro eseguito.

Dal punto di vista strettamente operativo è necessario:

ƒ individuare il punto di erogazione del gas per il piano cottura di ciascuna cucina;

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

prestare notevole attenzione a questa fase perché è la scelta delle posizioni dei

rubinetti d’arresto e dei punti di erogazione del gas a determinare il percorso che

le tubazioni devono compiere all’interno di ciascuna unità immobiliare ;

ƒ stabilire il percorso delle tubazioni nelle singole unità immobiliari e procedere al

relativo tracciamento e all’esecuzione dei fori e degli scassi per l’inserimento dei

tubi; (tali operazioni riguardano tutti gli impianti realizzati);

ƒ eseguire le tracce;

ƒ posare le tubazioni, e installare i rubinetti del gas nei punti prestabiliti;

ƒ mettere in funzione l’impianto;

ƒ collaudare l’impianto.

7.6 GESTIONE DEL CANTIERE

La gestione del cantiere deve cantiere prevede:

ƒ Riunione preliminare per organizzare le attività da svolgere, le risorse necessarie

(manodopera, materiali, macchine attrezzature), i controlli da effettuare;

ƒ Apertura del cantiere: effettuata tramite verbale di inizio lavori;

ƒ Approvvigionamento materiali; in collaborazione col Responsabile degli acquisti;

ƒ Esecuzione delle lavorazioni dirette e delle forniture di opere;

ƒ Esecuzione dei controlli e dei collaudi interni;

ƒ Contabilizzazione dei lavori;

ƒ Chiusura del cantiere;

ƒ Collaudi Finali.

7.7 CONTABILITA’ DEL CANTIERE

La gestione economico-finanziaria della commessa richiede prima la contabilità dei

costi, poi quella dei prezzi concordati ed infine l’emissione della relativa fattura.

7.8 CONTROLLO DEL CANTIERE

Il controllo delle attività del cantiere avviene attraverso:

ƒ il controllo della conformità di prodotto e di lavorazione;

ƒ il controllo dei tempi di esecuzione;

ƒ il controllo degli approvvigionamenti;

ƒ il controllo finale.

7.9 CONSEGNA OPERA FINITA

La consegna dell’opera o di parti di essa avviene tramite:

ƒ il sopralluogo con la DL;

ƒ l’esame della documentazione;

ƒ la consegna totale o parziale dei lavori;

ƒ la chiusura della commessa.

7.10 ELENCO ALLEGATI

Fra i documenti che consentono di gestire il rapporto con il committente il cantiere si

ricordano:

ƒ giornale dei lavori;

ƒ libretto delle misure;

ƒ registro di contabilità.

Fra i documenti aziendali che consentono di gestire il cantiere si ricordano:

ƒ programma dei lavori;

ƒ programma delle risorse;

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CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

ƒ piano degli approvvigionamenti;

ƒ piano dei controlli;

ƒ lista delle economie.

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La Gestione delle fasi esecutive

CANTIERE I

Ing. Davide Concato Il Piano di Produzione

MATRICE DELLE RESPONSABILITA’

Realizzazione degli Impianti Tecnici di Erogazione Gas in Edificio Nuovo posto in Centro storico

STRUTTURA DEL LAVORO RESPONSABILI

Progettista Direttore dei Direttore di Capo Fornitore Capo

impianti Lavori Cantiere Cantiere Subap- Squadra

paltatore Fornitore

Individuazione del punto di collocazione della batteria dei contatori S R I I I

del gas

Definizione dei punti di collocazione apparecchiature e dei punti di R R I I I

ingresso delle tubazioni del gas

Individuazione dei percorsi delle tubazioni R R I I I

Tracciamento dei percorsi R R R

Esecuzione di fori, scassi, tracce S R R R R

S R R R R

1.1 Raccolta e allontanamento dei detriti

Approvvigionamento in cantiere del materiale per le tubazioni S R S R

S R R R

1.2 Posa delle tubazioni

Fissaggio delle tubazioni S R R R R

Verifica della tenuta dell’impianto S R R R

Protezione delle tubazioni S R R R R

Installazione dei rubinetti del gas S R R R

Messa in funzione e collaudo impianto I S R R R

LEGENDA OBIETTIVO - Coordinare la struttura organizzativa con la struttura del lavoro (derivanti dalla

R = Responsabile

S = Supervisione scomposizione), nel caso più articolato in cui l’appaltatore affida l’esecuzione dell’impianto ad un fornitore

I = Informato estern,o attribuendo una responsabilità ad ogni livello della WBS e/o alla specifica attività.

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 1 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato DELIMITAZIONI

Caratteristiche generali

Il cantiere deve essere totalmente delimitato al fine di poter regolamentare ed eventualmente inibire l’accesso ai non addetti ai

lavori.

Le delimitazioni esterne ed interne di cantiere, verticali od orizzontali devono essere chiaramente individuate e localizzate, sia

graficamente (sulle tavole di progetto del cantiere), sia attraverso una descrizione che ne renda esplicite le caratteristiche

tipologiche e tecnologiche, tra le quali si ricordano, ad esempio:

- grado di permeabilità;

- grado di introspezione;

- dimensioni principali (altezza, larghezza, spessore);

- materiali di partizione (legno, metallo, plastica, cartongesso, muratura, ecc…);

- materiali di orditura (legno, metallo, misto);

- basamenti (cordolo continuo, zoccoli prefabbricati, tirafondi, ecc…);

- sistemi di connessione (a incastro, a morsa, bullonati, inchiodati, a umido, ecc…).

In via generale occorre sottolineare che le recinzioni possono essere di varia natura, geometria e materiale, solitamente

realizzate con un assito in legno (steccato) o con lamiere ondulate, reti metalliche, reti plastificate, ecc…, rette da montanti

infissi nel terreno. Istruzioni particolari e requisiti minimi, oltre che nel piano di sicurezza e coordinamento, sono contenuti

nel regolamento edilizio di ogni comune.

I lati del cantiere confinanti direttamente con la sede viaria, soprattutto in presenza di marciapiedi pedonali, è bene siano

delimitati con cesata chiusa, meglio se di altezza maggiore o uguale a 2,50 m, mentre per i lati su fronte campagna può essere

sufficiente predisporre una cesata di altezza 2,50 m in rete plastificata stirata.

Quando l’estensione del cantiere è notevole (come avviene ad esempio per le opere stradali) e non è possibile provvedere a

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 2 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato

una completa recinzione dell’area di lavoro, occorre quantomeno delimitare le zone di maggiore pericolo (ad esempio in

prossimità di rilevati, opere d’arte o aree operative di macchinari) e segnalare con apposita cartellonistica, nastri colorati o

barriere discontinue le zone da non valicare.

Principali tipologie

ƒ Rete elettrosaldata semplice

Recinzione in pannelli di rete metallica a maglia modulare (normalmente utilizzata per l’esecuzione di opere in c.a.) fissati

con filo di ferro dolce a pali in legno infissi nel terreno o a tubi metallici anch’essi infissi nel terreno oppure solidarizzati in

un cordolo di calcestruzzo.

Questo sistema di delimitazione, economico e veloce da allestire, è tuttavia connotato da un’alta permeabilità, da una scarsa

resistenza agli urti e da una introspezione totale nelle aree di cantiere; per limitare quest’ultimo problema è possibile ricoprire

i pannelli di rete con teli.

ƒ Rete elettrosaldata autoportante

Recinzione in pannelli di rete metallica a maglia modulare (generalmente 4x8 cm) saldati su una

struttura tubolare incernierata al piede in appositi fori predisposti su uno zoccolo in calcestruzzo

avente dimensioni di circa 60x30x25 cm (p. ≈ 90 kg). Questo sistema di delimitazione presenta i

medesimi vantaggi della rete elettrosaldata semplice con in più la facilità di modificare in

qualunque momento il profilo perimetrale del cantiere sfruttando anche la modularità dei fori

posti sul basamento (generalmente 6-8). Poiché i pannelli di rete possono anche essere tra loro

vincolati tramite cardini la resistenza complessiva agli urti di questa tipologia di delimitazione è

decisamente maggiore della precedente. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 3 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato

ƒ Rete in plastica

Recinzione costituita da una rete plastificata di colore arancio, rossa o verde

(generalmente a maglia 5x5 cm con spessore dei lati di circa 2 cm) fornita al cantiere

in rotoli, posta in tensione tra due montanti saldamente fissati al suolo ed

eventualmente controventata con saette in legno. Il fissaggio della rete ai paletti

avviene tramite filo metallico.

Il vantaggio di economicità e velocità di montaggio si sommano alla semplicità di

trasporto in opera. Pur essendo connotato da una scarsa resistenza agli urti, questo

sistema presenta un grado di introspezione minore che può essere ulteriormente

ridotto raddoppiando i fogli di rete posizionandoli a maglie sfalsate.

ƒ Recinzione in legno

Delimitazione di cantiere cieca, realizzata con fodere o pannelli in legno disposti

orizzontalmente o verticalmente, fissati con chiodi e filo di ferro a pali in legno o

tubolari metallici infissi nel terreno o in un cordolo in calcestruzzo, opportunamente

controventati a terra con saette.

La complessità del montaggio ed il costo d’uso connotanti questo sistema sono

bilanciati dalla impermeabilità del sistema alla proiezione di masse contundenti da e

verso il cantiere, l’assenza di possibili introspezioni e la possibilità di parziale

riutilizzo del materiale. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 4 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato

ƒ Pannelli metallici

Pannelli in acciaio zincato inseriti tra due montanti con profilo

sagomato per facilitarne l’accoppiamento con i pannelli

parete. I montanti sono previsti nella versione per l’infissione

diretta nel suolo o per l’ancoraggio a cordoli, barriere stradali,

ecc… Il vantaggio della non permeabilità di tale tipo di

recinzione e la conseguente protezione nei confronti delle

proiezioni e della introspezione deve essere valutata in

relazione al maggior costo. Questa soluzione può essere

opportunamente utilizzata in contesti urbani di pregio, Parete divisoria temporanea per la separazione di Cesata metallica di cantiere

un cantiere stradale dalle corsie di traffico realizzata con pannelli leggeri

specificando a capitolato l’onere per l’impresa di veicolari adiacenti. I montanti sono ancorati agli inseriti in montanti

approvvigionare solo elementi “di prima fornitura”, cioè elementi spartitraffico in cls presagomati fissati a terra e

controventati con apposite

nuovi, per valorizzarne l’aspetto estetico lucido. saette metalliche

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 5 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato VIABILITÀ DI CANTIERE

Il progetto di cantiere deve individuare e descrivere le caratteristiche relative alle modalità di accesso al sito e le

caratteristiche dei percorsi (sia veicolari che pedonali), incluse le aree di sosta e manovra dei mezzi pesanti e gli eventuali

spazi da destinare al parcheggio degli utenti del cantiere, nonché, più in generale, gli elementi prevedibili di connettivo quali

andatoie, passerelle, corsie di stoccaggio, ecc.

Si tenga presente che, nei cantieri di ristrutturazione presso unità produttive in esercizio, la definizione di accessi e percorsi

può implicare uno studio coordinato tra l’appaltatore e l’esercente delle attività in questione.

Per gli accessi si tratta di localizzare la loro posizione nella tavola esecutiva di cantiere, nonché descrivere nella relativa

sezione:

- il numero in relazione allo sviluppo della delimitazione di cantiere, avendo presente l’eventuale necessità di creare vie di

fuga e uscite di sicurezza, specialmente nel caso dei cantieri di ristrutturazione,

- la tipologia (pedonale,carrabile);

- le dimensioni minime nette e l’eventuale sagoma limite dei mezzi (anche in altezza);

- la modalità di apertura (a battente, scorrevole con maniglia antipanico, ecc…);

- l’eventuale necessità di assistenza alle manovre di ingresso e uscita dei mezzi dal cantiere.

Per i percorsi e le aree di manovra e parcheggio devono essere indicate:

- la larghezza (e l’eventuale doppio senso di marcia, da evitare, se possibile);

- la tipologia di superficie (sterrata, stabilizzata, pavimentata, ecc…);

- le modalità di manutenzione (invernali ed estive);

- le eventuali protezioni laterali e/o superiori;

- l’apposizione di specifici cartelli segnaletici.

In particolare, accanto agli ingressi si devono essere esposti i cartelli che segnalano il divieto di accesso ai non addetti ai

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ORGANIZZAZIONE DE Criteri per la progettazione del cantiere Pagina 6 di 84

L CANTIERE I

Ing. Davide Concato

lavori ed un cartello, chiaramente leggibile (secondo il Regolamento edilizio del Comune, es.: Milano 0,75 x 1,50 m), con

l’indicazione degli estremi della Concessione o autorizzazione edilizia, del titolare della medesima, del nome dell’impresa

esecutrice dei lavori, del responsabile di cantiere, del direttore dei lavori, dei progettisti, dei coordinatori della sicurezza, dei

dati delle imprese subappaltatrici e della ditta che ha installato gli impianti.

ƒ Accessi

Per quanto riguarda la localizzazione, ad esempio, occorre considerare che l’ingresso e l’uscita dei mezzi e delle persone

devono essere situati in posizione facilmente raggiungibile dalla rete viaria locale esistente, in modo da favorire la

sorveglianza e lo scarico dei materiali, senza creare intralcio con altre lavorazioni contemporanee.

L’accesso deve essere chiudibile con un cancello ad apertura verso l’interno, facilmente manovrabile e di larghezza

sufficiente al passaggio del mezzo d’opera di maggiore dimensione di cui si è previsto l’utilizzo, più un franco di almeno 1,40

m per l’eventuale transito contemporaneo di persone, che deve in ogni caso essere opportunamente segnalato.

In generale si assume una larghezza di almeno m per consentire il transito di due mezzi in direzioni opposte. Secondo la

5,00

viabilità interna e le dimensioni dell’intervento occorre stabilire la necessità di aumentare il numero di accessi al cantiere,

creandone uno preferenziale verso le aree di stoccaggio, uno verso l’area di lavorazione del calcestruzzo per lo scarico degli

inerti, uno per le autobetoniere, ecc… In particolare durante alcune lavorazioni che presuppongono il transito continuativo di

automezzi (scavi, sbancamenti, demolizioni, ecc…) è possibile prevedere la presenza di due accessi su lati diversi della cesata

per creare, ove possibile, un percorso interno al cantiere a senso unico.

Nel caso l’accesso sia situato direttamente su una strada comunale di traffico intenso, occorre arretrare il cancello di ingresso

al cantiere, per evitare che mezzi in manovra ostacolino la circolazione esterna. Sul cancello o sul portone di entrata devono

essere esposti i cartelli di segnaletica previsti dalla normativa vigente, nonché le opportune indicazioni affinché visitatori

esterni siano fermati all’esterno della cesata nell’attesa di essere accolti da personale addetto.

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Ing. Davide Concato

ƒ Percorsi

I percorsi interni devono essere studiati in modo che tutte le zone caratteristiche del cantiere siano raggiungibili senza creare

intralci o pericoli. È bene tenere separati i percorsi pedonali da quelli veicolari; se lo spazio a disposizione non consente tale

netta separazione, è utile prevedere uno spazio di almeno cm oltre quello necessario al transito del mezzo d’opera su

70

entrambi i lati della strada o, in alternativa prevedere piazzole o nicchie di rifugio a intervalli non superiori a 20 m. A seconda

dei casi si sceglieranno percorsi veicolari a doppio senso di marcia in una piazzola o slargo interno al cantiere per evitare le

manovre in retromarcia. Se la dimensione del cantiere e la lunghezza dei percorsi lo richiedono, è bene segnalare un limite di

velocità, ostacoli, curve pericolose ecc… con opportuna cartellonistica. Infine occorre pianificare periodicamente, o dopo

violenti eventi atmosferici, un programma di manutenzione della viabilità al fine di limitare il sollevamento di polvere, la

formazione di pozzanghere o buche che possono rendere pericoloso o impedire il transito dei mezzi di lavoro.

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Ing. Davide Concato SERVIZI LOGISTICI DI CANTIERE

I luoghi di lavoro, le postazioni fisse e le postazioni mobili di lavoro nonché tutti i percorsi pedonali e veicolari che le

connettono, incluse le aree operative dei mezzi semoventi di cantiere asserviti a luoghi e postazioni devono essere allestiti e

mantenuti in efficienza secondo quanto previsto dai D.P.R. n. 547/1955, D.P.R. n. 303/1956 e D.lgs. n. 81/08 in generale e,

specificatamente per i luoghi di lavoro riferibili a cantieri temporanei e mobili, al D.P.R. n. 164/1956 e D.lgs. n. 81/08 così

come integrati e modificati nel tempo.

La predisposizione e dislocazione dei servizi logistici di cantiere deve rispondere, innanzitutto all’esigenza di igiene e

sicurezza delle maestranze e dei tecnici che ne fruiranno, tenuto conto anche della possibile presenza, ormai non più così rara,

di tecnici e personale di sesso femminile (specie nei cantieri di restauro).

I servizi logistici e le aree per il personale sono unità ambientali (spazi chiusi o locali, che devono essere connotate da un

pacchetto di requisiti ambientali, cui associare le relative specificazioni prestazionali) a servizio del personale addetto alla

produzione e alla gestione del cantiere.

Nella prevalenza dei casi si tratta di strutture prefabbricate già dotate di impianti e servizi tecnologici di dimensione standard

modulare che consente la creazione di locali di grande dimensione semplicemente affiancando più moduli. In alternativa

all’utilizzo di unità spaziali prefabbricate modulari, ad esempio nel caso di interventi di ristrutturazione, devono comunque

essere predisposti locali atti ad accogliere tutte le unità ambientali necessarie. Nei cantieri di ristrutturazione, nella

maggioranza dei casi si ricorre per l’appunto a locali interni agli spazi di cantiere, la cui finitura o l’allestimento previsti dal

progetto dell’opera vengono appositamente differiti a fine cantiere o a fasi successive, determinando così un’allocazione

variabile degli spazi logistici del cantiere. In altri casi in cui il cantiere condivida gli spazi con altre unità produttive in

esercizio (uffici, aree produzione, ecc…) tramite opportuni accordi con il responsabile del servizio prevenzione e protezione

locale si potrà prevedere un uso promiscuo (operai del cantiere e dipendenti dell’azienda) di spazi quali la mensa e i servizi

igienici ovvero la sala riunioni. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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ƒ Principali tipologie

Nel complesso le cosiddette baracche di cantiere possono comprendere:

- una guardiola per la sorveglianza del cantiere;

- una baracca o un locale interno per ufficio di cantiere ad uso dell’appaltatore,

- una baracca o un locale interno per ufficio tecnici della committenza;

- una baracca o un locale interno per riunioni di cantiere;

- una baracca o un locale interno per i servizi igienici;

- una baracca o un locale interno adibito a spogliatoio;

- una baracca o un locale interno adibito a mensa;

- una baracca o un locale interno adibito a infermeria;

- una baracca o un locale interno adibito a dormitorio.

Le unità logistiche ora menzionate non necessariamente devono essere tutte presenti o di uso esclusivo del cantiere. I locali

mensa e infermeria, ad esempio possono non essere previsti in relazione all’organizzazione interna dell’appaltatore (la prima)

e alla disponibilità di idonei presidi sanitari territoriali (la seconda). Nel caso sia previsto il pernottamento, il dormitorio (che

garantisca uno spazio minimo di 3,5 m² a persona) è necessario quando l’appaltatore prevede una durata maggiore ai 15

giorni in inverno o 30 giorni in estate.

ƒ Requisiti di posizionamento

Orientativamente le unità logistiche non dovranno interferire con la viabilità interna e le aree operative del cantiere,

risultando comunque quanto più baricentriche rispetto a dette aree.

Qualora si utilizzino baracche di cantiere del tipo prefabbricato sovrapponibile, l’appaltatore ha l’obbligo di produrre una

idonea dichiarazione di conformità in relazione ai carichi agenti e alla stabilità dell’insieme.

È bene che le baracche di cantiere siano collocate al di fuori del raggio d’azione dei macchinari ed è da tenere inoltre in

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debita considerazione il rischio incendio.

In generale è preferibile scegliere una zona situata nei pressi dell’accesso, in modo da favorire il controllo di chi entra o esce

dal cantiere e, nel contempo, permettere ai non addetti ai lavori di raggiungere il personale competente in caso di bisogno

senza dover transitare all’interno del cantiere tra le aree di lavorazione. Inoltre, a conferma dell’opportunità di collocazione

dei servizi logistici nei pressi delle zone perimetrali del cantiere, è la zona di derivazione degli impianti di cantiere

generalmente presente sotto il marciapiede.

ƒ Requisiti di accessibilità

L’accessibilità ai servizi logistici di cantiere deve essere garantita durante tutte le fasi di cantiere. In particolare ove il piano di

calpestio delle baracche risulti sopraelevato rispetto alla quota esterna, l’appaltatore deve allestire degli scalini di accesso

correttamente dimensionati e stabilizzati. In considerazione della latitudine del cantiere, infine, le coperture dei baraccamenti

devono essere in grado di resiste al carico da neve eventualmente previsto per l’area geografica in questione.

ƒ Requisiti di attrezzatura

In relazione alla loro destinazione d’uso, al numero medio di utenti previsto e all’importanza del cantiere, è necessario

esplicitare nel progetto del cantiere le specifiche relative ai requisiti di attrezzatura riferiti alle unità logistiche previste. A

titolo orientativo si consideri:

- una latrina ogni 10 addetti;

- una doccia ogni 15 addetti;

- una bocca d’acqua ogni 5 addetti.

Infine, per quanto riguarda i presidi sanitari va sottolineato che, fin dai primi momenti relativi all’installazione del cantiere, è

necessario prevederne la presenza sul luogo di lavoro, come prescritto attraverso i requisiti della normativa nel capo III e IV

del D.P.R. n. 303/1956.

Tali presidi possono essere costituiti da: UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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- un pacchetto di medicazione;

- una cassetta di pronto soccorso;

La camera di medicazione è necessario venga predisposta nel caso il numero di addetti sia maggiore a 6 persone e sia

presente un rischio specifico o il pronto soccorso sia ubicato lontano dal cantiere. In ogni caso però la scelta del presidio

sanitario dipende non solo dalla numerosità dei soggetti esposti al rischio ma anche dalla sua ubicazione, soprattutto in

relazione alle attività previste nel cantiere. Saranno ad esempio necessarie più cassette di pronto soccorso, da tenere sui fronti

di avanzamento delle attività.

ƒ Caratteristiche costruttive

Gli ambienti destinati alla logistica di cantiere, come già sottolineato, devono essere realizzati ed allestiti completi di ogni

attrezzatura necessaria per il conseguimento di condizioni ambientali confortevoli e per un utilizzo sicuro (arredi privi di parti

sporgenti e/o contundenti, impianto elettrico a norma, corpi scaldanti protetti, serramenti con vetri di sicurezza, ecc…).

Per rispondere ai requisiti di comfort ambientale, gli elementi che costituiscono i box prefabbricati, in generale sono:

telaio di base costruito con traversi d’acciaio scatolato zincato, saldati al profilo perimetrale in acciaio, in modo

Basamento:

da formare un robusto reticolare con rompi tratta centrale e slitte di sollevamento del basamento stesso.

composto con speciali pannelli in legno truciolato idrorepellente ad alta resistenza, fissata mediante viti in acciaio

Pavimento:

al reticolare di base. Il piano di calpestio, in materiale antiscivolo e facilmente pulibile, questo viene sovrapposto ed incollato

al truciolato con colla ad alta resistenza, e comprende inoltre battiscopa angolare di rifinitura in acciaio preverniciato e soglia

d’ingresso in acciaio inox.

realizzate con pannelli sandwich autoportanti, spessore 50-60 mm costituiti da una lamiera di acciaio zincato

Pareti:

preverniciato che racchiude uno strato di materiale isolante, costituito da schiuma in poliuretano espanso ad alta densità per

isolamento termico ed acustico.

costruito con un profilo perimetrale di grosse dimensioni (80 x 190 mm) in acciaio zincato verniciato con la funzione

Tetto:

di gronda per la raccolta e lo scarico dell’acqua piovana. La copertura è realizzata con pannelli sandwich coibentati

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autoportanti, costituiti da lamiera esterna in acciaio zincato preverniciato con le stesse caratteristiche delle pareti.

costruiti in alluminio anodizzato o preverniciato, completi di chiusure e vari tipi di serratura; vengono assemblati

Serramenti:

con ogni tipo di vetro, barre di protezione o tapparelle (avvolgibili) esterne.

realizzato mediante la posa a vista di canalina e tubi in PVC autoestinguente, nei quali viaggiano cavi

Impianto elettrico:

unipolari di idonea sezione sia per la linea luce che per le forze motrici. Tutti gli apparecchi previsti nelle unità sono collegati

a terra mediante conduttori di idonea sezione, collocati all’interno delle tubazioni.

costruito con tubazioni di tipo a vista, le cui principali caratteristiche sono: intaccabilità da parte del

Impianto idrico-sanitario:

calcare e da molte sostanze corrosive, assenza di correnti vaganti, assoluta atossicità e bassa conducibilità termica.

In particolare i box servizi sono dotati delle seguenti attrezzature aggiuntive: sanitari in ceramica con rubinetteria cromata e

piatti doccia in acciaio smaltato, posti a livello del pavimento per una maggiore facilità di pulizia.

ƒ Esempi

Sono riportati nel seguito alcuni esempi relativi a unità logistiche di cantiere ed alle loro modalità di allestimento. Si tratta di

prefabbricati realizzati con struttura in acciaio zincato e pannelli sandwich coibentati autoportanti; le dimensioni e la struttura

sono concepiti per il trasporto su strada ed il posizionamento al suolo direttamente da camion con gru, per questo la loro

larghezza non supera mai i 2,45 m, restando inferiore alla larghezza del pianale del mezzo di trasporto (standard 2,50 m). Il

prefabbricato è modulare, affiancabile, sovrapponibile, è completo di impianto elettrico, idraulico con sanitari ed a richiesta

riscaldamento e condizionamento, pronto per realizzare rapidamente la struttura abitativa progettata.

Nel seguito sono riportate alcune tabelle che mostrano le dimensioni standard di monoblocchi di alcune case produttrici.

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Caratteristiche dimensionali dei box prefabbricati

Lunghezza (m) Larghezza (m) Altezza netta interna (m)

3,60 2,40 2,40

4,50 2,40 2,40

5,40 2,40 2,40

6,30 2,40 2,40

7,20 2,40 2,40

8,00 2,40 2,40

9,00 2,40 2,40

9,90 2,40 2,40

10,8 2,40 2,40

11,7 2,40 2,40

12,6 2,40 2,40

Caratteristiche dimensionali dei monoblocchi prefabbricati

Lunghezza (m) Larghezza (m) Altezza netta interna (m)

3,80 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

5,00 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

6,20 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

7,40 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

8,60 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

9,80 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

11,00 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

12,20 2,50 2,20 - 2,40 - 2,70

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Box prefabbricato arredato per Box prefabbricato arredato per Box prefabbricato arredato per Box prefabbricato arredato per

accogliere l’ufficio della Direzione di accogliere il locale riunioni di cantiere accogliere il refettorio di cantiere accogliere lo spogliatoio di cantiere

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Ing. Davide Concato

Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da due WC, Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da due Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da

una doccia e tre lavabi WC e un lavabo un WC, una doccia e un lavabo

Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da un Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da

WC e un lavabo quattro WC e quattro lavabi

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Ing. Davide Concato

In seguito vengono illustrate le fasi di trasporto e montaggio in cantiere di box modulari prefabbricati, di qualunque tipologia

e dimensione.

Le dimensioni standardizzate dei moduli ne permettono il trasporto su gomma e un agevole posizionamento e assemblaggio.

Le caratteristiche di mobilità e robustezza dei moduli prefabbricati consentono di raggiungere facilmente qualsiasi località

dotata di infrastrutture stradali.

Locale servizi igienici prefabbricato, costituito da un WC e un lavabo

Una volta raggiunta la destinazione i moduli vengono scaricati dai mezzi di trasporto con l’ausilio di sollevatori telescopici e

posizionati secondo le specifiche progettuali dell’organizzazione di cantiere.

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Ing. Davide Concato OPERE PROVVISIONALI

ƒ Ponteggi e castelli di tiro

Il ponteggio è un’opera provvisionale, a servizio dell’edificazione di un

fabbricato e a salvaguardia della sicurezza delle maestranze, che trova

applicazione nella maggioranza degli interventi edilizi, che si occupano di

strutture che si elevano in quota. La realizzazione corretta e sicura di un

ponteggio è normata dal D.P.R. n. 164/1956, dal D.lgs. n. 81/08 e ss.mm.ii,

oltre che da numerose circolari ministeriali.

I ponteggi metallici possono essere distinti in due tipologie principali:

- ponteggi prefabbricati;

- ponteggi a tubi giunti.

Al primo gruppo appartengono le opere provvisionali costituite da telai

sovrapposti collegati mediante sistemi di irrigidimento e connessioni capaci di

consentire la realizzazione di impalcati a livelli altimetrici prefissati. Questa

tipologia presenta il vantaggio della velocità di esecuzione, in quanto sono

notevolmente ridotte le operazioni di montaggio e smontaggio, peraltro

facilmente eseguibili dall’impalcato sottostante (quello in fase di

realizzazione), riducendo il pericolo di caduta dall’alto degli operatori addetti

al collocamento dell’opera provvisionale. Di contro, però, presentano una

scarsa flessibilità nei confronti di costruzioni con geometria irregolare per le

quali richiedono di essere accoppiati con elementi semplici (tubi innocenti e

giunti) previo opportuno calcolo strutturale. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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Ing. Davide Concato

Al secondo gruppo appartengono i ponteggi ottenuti accoppiando tubi d’acciaio per mezzo di giunti a morsa che

costituiscono i nodi della struttura reticolare finale.

La normativa stabilisce che nei lavori che sono eseguiti ad un’altezza superiore ai 2 m, devono essere adottate, seguendo lo

sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad

eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.

Per ciascun tipo di ponteggio metallico il fabbricante deve chiedere al ministero del lavoro e della previdenza sociale

l’autorizzazione all’impiego, corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere specificati i seguenti

elementi:

- descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema

dell’insieme;

- caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali;

- indicazione delle prove di carico, a cui sono stati sottoposti i vari elementi;

- calcolo del ponteggio secondo varie condizioni d’impiego;

- istruzioni per le prove di carico del ponteggio;

- istruzioni per montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio;

- schemi tipo di ponteggio con l’indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza

degli impalcati per i quali non sussiste l’obbligo del calcolo per ogni singola applicazione.

I ponteggi metallici di altezza superiore a 20 m o montati in maniera difforme rispetto allo schema tipo e le altre opere

provvisionali, costituite da elementi metallici, o di notevole importanza e complessità in rapporto alle loro dimensioni ed ai

sovraccarichi, devono essere eretti in base ad un progetto comprendente:

- calcolo eseguito secondo le istruzioni approvate nell’autorizzazione ministeriale;

- disegno esecutivo;

- progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge all’esercizio della professione,

nel quale deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e

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dell’esecuzione.

Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi metallici deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli ispettori del lavoro, copia

dell’attestazione di conformità e copia del disegno esecutivo, dalle quali risultino:

- l’indicazione del tipo di ponteggio usato;

- generalità e firma del progettista;

- sovraccarichi massimi per m² di impalcato;

- indicazione degli appoggi e degli ancoraggi.

Le eventuali modifiche al ponteggio, le quali devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello

schema tipo che ha giustificato l’esenzione dal calcolo. Viceversa, alle strutture provvisionali sono realizzate diversamente

dallo schema tipo autorizzato, deve essere allegato al piano operativo di sicurezza il progetto completo dell’opera stessa

(relazione di calcolo e relativi disegni esecutivi predisposti da un tecnico abilitato).

In particolare, per quanto riguarda i ponteggi, devono essere rispettate, tra l’altro le seguenti prescrizioni:

• il montaggio e lo smontaggio devono essere eseguiti sotto diretta

Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali:

sorveglianza di un preposto ai lavori. Al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici deve essere adibito

personale pratico e fornito di attrezzi appropriati ed in buono stato di manutenzione. I montanti di una stessa fila devono

essere posti a distanza non superiore a 1,80 m da asse ad asse. Nel serraggio di più aste concorrenti in un nodo i giunti

devono essere collocati strettamente l’uno vicino all’altro. Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti,

di cui uno può fare parte del parapetto. Il responsabile del cantiere deve assicurarsi che il ponteggio sia montato

conformemente al progetto e a regola d’arte.

• gli elementi metallici dei ponteggi (aste, tubi, giunti, basi) devono portare impressi, a rilievo o ad

Nome del fabbricante:

incisione, il nome o il marchio del fabbricante.

• le aste del ponteggio devono essere in profilati o in tubi senza saldatura con superficie

Caratteristiche dei montanti:

terminale ad angolo retto con l’asse dell’asta. L’estremità inferiore del montante deve essere sostenuta da una piastra di

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base metallica (basetta), o superficie piana, d’area non minore di 18 volte l’area del poligono circoscritto alla sezione

del montante stesso e di spessore tale da resistere senza deformazioni al carico. In generale la superficie varia da 163

cm² per la forma circolare a 196 cm² per quella quadrata. La piastra deve avere un dispositivo di collegamento col

montante atto a centrare il carico su di essa e tale da non produrre momenti flettenti sul montante. La basetta può essere

regolabile o fissa. Il tipo regolabile è definito tale essendo variabile in altezza e quindi permette di essere utilizzato

anche su piani inclinati, garantendo stabilità ed equilibrio alla costruzione.

• l’altezza dei montanti deve superare di almeno 1,20 m l’ultimo impalcato o il piano di

Disposizioni dei montanti:

gronda. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a 3,60 m; può essere consentita una

maggiore distanza quando ciò sia richiesto da evidenti motivi di esercizio del cantiere, purché, in tal caso, la sicurezza

del ponteggio risulti da un progetto redatto da un ingegnere o un architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilità. Il

ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio

e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggi a rombo, e comunque deve essere assicurato un aggancio ogni 20

m².

• i ponteggi devono essere controventati opportunamente sia in senso longitudinale che trasversale;

Controventatura:

ogni controvento deve resistere a trazione e a compressione. I giunti metallici devono avere caratteristiche di resistenza

non minori di quelle delle aste collegate e sempre in relazione agli sforzi a cui sono sottoposti; ad elementi non

verniciati, essi devono assicurare resistenza allo scorrimento con largo margine di sicurezza. A giunto serrato, le due

ganasce non devono essere a contatto dalla parte del bullone.

Le parti costituenti il giunto di collegamento devono essere riunite tra loro permanentemente e solidamente in modo da

evitare l’accidentale distacco di qualcuna di esse.

• i correnti devono essere disposti a distanze verticali consecutive non superiori a 2 m. Essi devono essere

Correnti:

solidamente assicurati ai montanti stessi. Le estremità dei correnti consecutivi di uno stesso impalcato devono essere

sovrapposte e le sovrapposizioni devono avvenire in corrispondenza dei montanti.

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• le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie ed impalcati di servizio devono avere

Intavolati:

le fibre con andamento parallelo all’asse, spessore adeguato al carico da sopportare ed in ogni caso non minore di 4 cm,

e larghezza non minore di 20 cm. Le tavole stesse non devono avere nodi passanti che riducano più del dieci percento la

sezione di resistenza. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono poggiare sempre su quattro traversi; le

loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso, per non meno di 40 cm. Le tavole

devono essere assicurate contro gli spostamenti e ben accostate tra loro e all’opera in costruzione; è tuttavia consentito

un distacco dalla muratura non superiore a 20 cm soltanto per l’esecuzione di lavori in finitura. Le tavole esterne

devono essere a contatto dei montanti.

• sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere è vietato qualsiasi

Deposito di materiali sulle impalcature:

deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori. Il peso dei materiali e delle persone

deve essere sempre inferiore a quello che è consentito dal grado di resistenza del ponteggio; lo spazio occupato dai

materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l’andamento del lavoro.

• gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un’altezza maggiore di 2 m,

Parapetti:

devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto costituito da uno o più correnti paralleli

all’intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di 1 m dal piano di calpestio, e di una tavola fermapiede

alta non meno di 20 cm, messa di costa e aderente al tavolato.

Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di 60 cm; sia la tavola

fermapiede che i correnti devono essere applicati dalla parte interna dei montanti.

• gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza

Sottoponti:

non superiore a 2,50 m.

• (parasassi): alla quota del primo impalcato di lavoro, su tutto il perimetro del ponte, deve essere posizionato

Mantovana

un elemento aggettante inclinato di 45°, avente proiezione sull’orizzontale pari a 120 cm atto a raccogliere eventuali

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oggetti in caduta dall’alto. Tale protezione deve poi essere ripetuta ogni 12 metri di altezza del ponte.

• il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici e

Manutenzione e revisione:

dopo violente perturbazioni atmosferiche e prolungata interruzione del lavoro

deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti,

della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l’eventuale

sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti. I vari elementi metallici

devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con verniciatura, catramatura o

protezioni equivalenti.

La dislocazione spaziale di ponteggi, castelli e delle altre opere provvisionali

finora descritte, deve essere riportata sulla planimetria generale del progetto

esecutivo del cantiere, completa del disegno grafico indicante la mantovana

parasassi, al fine di poterne individuarne l’impatto sugli spazi di cantiere e

sulla organizzazione dei sistemi di movimentazione. Parimenti si devono

rintracciare nel progetto esecutivo delle opere provvisionali eventuali aggetti

verso il piano di facciata quando l’impalcato provvisionale debba

necessariamente allontanarsi da tale piano per più di 20 cm e tale spazio sia

necessario per eseguire determinate lavorazioni.

In generale è opportuno prescrivere il posizionamento di una mantovana di

protezione lungo tutto lo sviluppo perimetrale di ogni ponteggio allestito e dei

castelli di carico, a prescindere dalla destinazione d’uso degli spazi al piede di tali opere provvisionali.

In presenza di un argano per il sollevamento dei materiali che interrompa la mantovana, in particolare, è necessario

rappresentare graficamente sulla planimetria di cantiere la zona alla base da segnalare e segregare con opportuna

recinzione dimensionata in modo da prendere in considerazione gli spazi necessari alle operazioni di imbracatura.

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Un aspetto normativo che spesso risulta addirittura sconosciuto e che pertanto merita di essere messo in evidenza è

l’obbligo di fissaggio degli elementi di impalcato ai traversi, problema trascurato specie per i piani realizzati con assi da

ponte (le plance metalliche presentano solitamente un sistema di aggancio ai traversi integrato).

Parimenti esiste spesso la tendenza a trascurare la necessità di allestire il sottoponte di sicurezza per i castelli di carico o

di tiro.

Infine un cenno alla fase di controllo durante il montaggio vero e proprio delle opere provvisionali. Per quanto la legge

preveda la presenza di un preposto, non meglio specificato, durante le fasi di allestimento e disallestimento delle opere

provvisionali, è bene che sia presente in cantiere anche il progettista dell’opera provvisionale per dirigerne i lavori. Ciò

al fine di garantire una maggiore rispondenza tra l’opera progettata e quella eseguita.

ƒ Scale

Nelle tavole del progetto di cantiere, da tenere costantemente aggiornate in corso d’opera, devono essere chiaramente

identificate le scale di accesso alle zone di lavoro in quota o in profondità. Per il superamento di dislivelli maggiori di 1,70 m

tramite scale provvisionali (non scale a mano) deve essere previsto un pianerottolo o uno sfasamento della salita. Lunghezze

delle rampe, corrimano e inclinazione devono essere definite in relazione alle condizioni contestuali. Ove sia previsto il

ricorso a torri scala provvisionali vale tutto quanto esposto a proposito dei ponteggi e dei

castelli.

ƒ Ponti a cavalletto e ponti mobili su ruote

In relazione alle norme di buona tecnica e alle prescrizioni della normativa vigente,

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queste attrezzature e opere provvisionali devono essere caratterizzate dalle seguenti indicazioni e prescrizioni minime:

- portata dei ripiani di lavoro, calcolata in funzione dei depositi temporanei di attrezzature e materiali che l’appaltatore

prevede di utilizzare;

- larghezza minima di 60 cm per l’operatività su ponti a cavalletto in presenza di materiali e attrezzature in deposito

temporaneo;

- altezza di imposta degli impalcati valutata in relazione alle necessità operative (postura degli operatori), assicurando

l’apposizione di eventuali protezioni aggiuntive contro la caduta dall’alto qualora l’altezza sia maggiore di 2 m;

- disponibilità di scalette regolamentari per l’accesso agli impalcati;

- disponibilità al piede dei ponti avente altezza maggiore di 2 m un numero di paletti

segnalatori raccordati da catene bicolori allo scopo di delimitare la postazione di lavoro.

Qualora per la realizzazione in sicurezza di parti della costruzione si renda necessario l’appoggio

di opere provvisionali (ponteggi, ponti a cavalletto, ponti mobili su ruote) su strutture esistenti o di

nuova costruzione su impalcati provvisionali appositamente predisposti (es.: sull’asola dei

lucernari di copertura di un volume interrato), dovrà essere verificata la stabilità dell’opera

provvisionale poggiante su tali piani e la portata dell’elemento di sostegno su cui andrà a insistere

l’opera provvisionale stessa. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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Ing. Davide Concato POSTAZIONI FISSE DI LAVORO

Le caratteristiche di scarsa mobilità degli impianti di lavorazione fanno si che assuma particolare importanza un’oculata e

razionale collocazione degli stessi, per evitare che preziose aree di cantiere siano stabilmente occupate da postazioni di lavoro

fisse, precludendo la possibilità di ottimizzare gli spazi durante tutte le fasi di vita del cantiere.

Per dimensionare e collocare le aree di lavorazione è necessario calcolare i materiali necessari ad ogni fase costruttiva e

valutare i loro ingombri. Per l’individuazione dei quantitativi di materiali necessari si fa riferimento al computo metrico

estimativo per voci di lavoro. Per la valutazione degli ingombri occorre invece fare riferimento al sistema distributivo interno,

ai mezzi di trasporto e di scarico che verranno impiegati ed infine alle modalità di imballaggio e fornitura al cantiere proprie

dei diversi elementi.

ƒ Requisiti di posizionamento

In generale, l’idoneità del luogo adibito a postazione fissa di lavoro dovrà sempre essere preventivamente verificata anche in

merito alle condizioni della superficie d’appoggio per la stabilità delle attrezzature eventualmente in uso (specialmente per le

betoniere a bicchiere ed i silos) ed il mantenimento nel tempo di tali caratteristiche, nonché alle condizioni di illuminazione e

ventilazione, qualora non in area esterna. Ove le postazioni risultassero per qualsivoglia motivo rialzate da terra, dovrà essere

soddisfatto il requisito di solidità delle superfici di appoggio e di facilità e sicurezza di accesso alle medesime.

Le postazioni fisse di lavoro posizionate nel raggio operativo delle gru di cantiere dovranno essere protette da una robusta

tettoia in assi da ponte (spessore minimo 5 cm), opportunamente vincolata al terreno e controventata. La resistenza e la

pendenza della falda dovrà essere adeguata al carico del vento o della neve previsto per la zona geografica in questione. Ove

risultino note e prevedibili sollecitazioni di vento o neve eccezionali, l’appaltatore dovrà dimensionare di conseguenza la

struttura di sostegno delle tettoie. L’appaltatore dovrà altresì confermare nel progetto di cantiere i minimi funzionali espressi

dal coordinatore per la progettazione riguardo alle dimensioni dell’area coperta, sulla base della conoscenza delle proprie

attrezzature (banco di taglio e piegatura ferri d’armatura; sega circolare ed eventuale dima per l’assemblaggio di elementi di

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cassero da c.a., gestione degli impasti nel mescolatore della centrale di betonaggio, ecc…).

ƒ Requisiti di separazione

Le postazioni fisse di lavoro, qualora collocate nei pressi di una zona di transito o di operatività dei mezzi semoventi, devono

essere delimitate e separate da sistemi di parapetti atti ad evitare eventi dannosi dovuti a investimento, schiacciamento ovvero

incidenti alla guida o a bordo di veicoli di cantiere.

Le postazioni fisse non dovranno interferire in nessun modo, oltre che con le altre lavorazioni interne al cantiere, anche con

l’esterno, in particolare per quanto riguarda la dispersione di polveri o la proiezione di schegge o qualsiasi altro materiale o

agente risultante dalle lavorazioni in atto.

ƒ Requisiti organizzativi

Nell’ottica di quanto disposto dalla normativa sulla sicurezza, l’appaltatore deve organizzare il cantiere, mantenendolo

sgombro da intralci, residui di lavorazioni precedenti, materiali di sfrido, ecc… al fine di mantenere le postazioni in

condizioni ordinate, tali da evitare eventi dannosi da piede in fallo o caduta in piano, con particolare attenzione alla rimozione

dei sistemi di chiodatura dagli elementi in legno da riutilizzare, al fine di prevenire eventi dannosi da ferimento al piede

ovvero proiezione di schegge metalliche (rottura denti della sega circolare).

Le postazioni alimentate elettricamente dovranno essere periodicamente controllate per prevenire eventi dannosi da contatto

diretto o indiretto.

POSTAZIONI PARTICOLARI

Come già osservato, il cantiere può essere sede di una molteplicità di postazioni di lavoro a servizio delle più svariate attività.

Di seguito si riportano alcune osservazioni relative ad alcune tipiche postazioni speciali.

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ƒ Area di assemblaggio delle carpenterie metalliche

Dovranno essere previste aree opportunamente dimensionate al fine di ottimizzare gli abbondanti spazi di cantiere usualmente

assorbiti da questo genere di attività. In particolare le postazioni di saldatura dovranno essere collocate lontano da qualunque

tipo di materiale classificato infiammabile. Ove ritenuto necessario, l’appaltatore dovrà allestire postazioni di saldatura

schermate con pannelli in cartongesso o altro materiale ignifugo. Ove il collocamento e le dimensioni delle postazioni di

assemblaggio non consentissero la loro protezione con tettoia nei confronti del raggio operativo delle gru di cantiere, dovrà

essere prevista una specifica procedura per i gruisti atta a modificare le traiettorie di movimentazione aerea e, ove ciò non

risultasse possibile, a sospendere momentaneamente le attività di carpenteria allertando contestualmente gli operatori durante

la fase di sorvolo della loro postazione.

ƒ Area di assemblaggio di unità casseranti di grandi dimensioni

Trattandosi di elementi casseranti di grandi dimensioni (per i quali è richiesta una specifica formazione per le maestranze

chiamate ad utilizzarle), dovranno essere previste idonee aree per l’assemblaggio. In particolare oltre agli spazi per lo

stoccaggio e l’assemblaggio degli elementi costituenti il sistema di casseratura, si devono considerare anche gli ingombri per

le passerelle metalliche prefabbricate complete di ogni dispositivo di sicurezza e per le attrezzature di acceso alla postazione

di lavoro sul sistema di casseratura (parapetti, fermapiede, scalette, botole richiudibili, ecc…).

ƒ Centralina di pompaggio per materiali sfusi premiscelati

Si tratta di materiali stoccati in silos che poggiano su un basamento in calcestruzzo al quale risultano saldamente vincolati

tramite tirafondi o sistemi equivalenti, il tutto secondo le istruzioni di montaggio del fornitore del silos medesimo.

Le manichette e le relative flange di raccordo per la distribuzione del materiale dovranno risultare in perfette condizioni di

efficienza e manutenzione nonché presentare un percorso di approvvigionamento facilmente raggiungibile dalla viabilità di

cantiere. Prima della messa in pressione del sistema l’appaltatore dovrà procedere ad una verifica di tenuta del medesimo

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nonché all’allertamento del personale di cantiere che si trovasse a transitare nei pressi, anche attraverso opportuna

cartellonistica da distribuire lungo i percorsi di adduzione.

ƒ Area di lavorazione del ferro

I ferri da piegare e lavorare a piè d’opera, ormai sempre meno diffusi, sono prodotti nella lunghezza di 12 m. Sono scaricati a

terra mediante il cassone ribaltabile dell’automezzo o movimentati con l’ausilio della gru (prestando attenzione alla portata

massima consentita, dato l’elevato peso specifico del ferro) fino alla zona di deposito dove le barre sono divise secondo le

caratteristiche (diametro, lunghezza, ecc…). infine i ferri sono sollevati per lo più manualmente (il carico sollevato da ogni

operatore deve essere minore di 30 kg) e lavorati con le macchine taglia e piega ferri (in generale di dimensione ridotte

dell’ordine di 1,00 x 1,00 m più lo sviluppo del bancone di appoggio del grezzo) per essere infine legati a formare gabbie

d’armatura o legati in fasce per armare travi e solaio a piè d’opera.

Oggi si preferisce, in generale portare in cantiere ferri già tagliati e piegati in centri specializzati di fornitura di sagomatura

secondo i dettami del progetto strutturale. In questo caso, più che un’area di lavorazione, occorre un’area di stoccaggio per i

ferri che saranno legati e collocati già nella loro posizione definitiva. Nonostante la dimensione contenuta del macchinario

utilizzato nella fase di sagomatura del ferro, lo spazio globale richiesto per svolgere l’attività di preparazione delle armature è

considerevole. Questo è dovuto, più che allo spazio utile alla lavorazione vera e propria, all’area di deposito delle barre da

sagomare e all’area di deposito delle gabbie d’armatura realizzate. In generale la progettazione del cantiere deve tenere conto

di:

- un’area di deposito di dimensione tale da contenere le barre che possono avere lunghezza di 6 o 12 m a seconda che

siano dritte o piegate e/o tagliate;

- un’area per la sagomatura delle barre e la legatura a formare gabbie, che necessita una superficie pari a quella di

deposito;

- un’area per lo stoccaggio delle gabbie pronte da dimensionare in relazione al programma lavori. Infatti, se la posa delle

armature viene eseguita quasi contemporaneamente alla loro sagomatura, l’area di depositò potrà essere di superficie

minore di quella che si avrebbe nel caso di preparazione di tutte le gabbie prima di cominciare il collocamento;

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- in fase di progettazione del lay-out di cantiere, è bene che si tenga presente la necessità di disporre di spazi di servizio

(lavoro e passaggio degli operatori) tra le fasce di materiale in deposito e tra le gabbie d’armatura in stoccaggio al fine

di limitare le interferenze tra più addetti nella stessa zona e ottimizzare i cicli produttivi.

ƒ Area di lavorazione del legno

L’area di lavorazione del legname si riferisce in generale alla zona di preparazione delle casseforme, dei banchinaggi in legno

e di ogni altro tipo di opera provvisionale realizzata con questo materiale. Dal momento che tali opere provvisionali saranno

realizzate nella maggioranza dei casi nella stessa sede del futuro getto o collocamento degli elementi, cui la casseratura fa da

sostegno temporaneo, non occorrono grandi spazi fissi all’interno dell’area di cantiere. L’attrezzatura di lavoro (sega

circolare, tavolo di lavoro, attrezzatura da falegnameria, ecc…), di poco ingombro, è semplice da organizzare in qualunque

luogo e consente, all’occorrenza, spostamenti all’interno del lotto o in zone dell’edificio già realizzato nei pressi del fronte di

lavoro. Anche se il dimensionamento dell’area di lavorazione va effettuato in relazione al momento di maggiore consistenza

di materiale, ovvero durante la preparazione delle opere provvisionali, occorre considerare sempre la presenza di uno spazio

utile per eventuali opere di falegnameria, sempre necessarie in cantiere, per opere di sistemazione, aggiustaggi, ecc…,

d’emergenza.

In generale, per il dimensionamento dell’area di lavorazione durante la progettazione del lay-out, si tenga presente che essa

deve contenere tutte le tipologie di legname utilizzato:

- fodere da cassero in abete rosso di spessore 25 mm e lunghezza 4 m, denominate “mista o sottomisura” secondo una

terminologia tipicamente regionale, che deriva dal fatto che le fodere, commercializzate in bancali della dimensione di

1,2 x 1,2 x 4 m, sono di larghezza variabile da 8 a 16 cm per garantire una migliore flessibilità di utilizzo;

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- pannelli per casseforme a tre strati incorniciati con un rivestimento giallo di resina

melamminica, commercializzati con spessori di 21 e 27 mm, di larghezza standard 50

cm e di lunghezza da 100 a 350 cm con modulo 50 cm; il produttore usualmente

garantisce le prestazioni ottimali dei pannelli con utilizzo fino a 20 impieghi se

correttamente utilizzati e puliti;

- travi e travetti in abete rosso di sezione variabile a richiesta da 8 x 8 cm a 20 x 20 cm

(più usualmente 8 x 12 cm oppure 10 x 12 cm), di lunghezza variabile a richiesta fino Pannello da cassero

a 4 m su modulo 50 cm;

- travi “uso Trieste” di banchinaggio, ricavate dalla lavorazione di tronchi di

abete rosso di diametro massimo 20-22 cm, grossolanamente squadrati su

quattro lati; la sezione, variabile su ordinazione è usualmente 11 x 11 cm

oppure 13 x 13 cm oppure 16 x 16 cm, misurata al “calcio”, ovvero

all’estremità con sezione più grande; la lunghezza, al massimo 8 m, è variabile

con modulo 1m.

La sega circolare non è considerata una vera e propria attrezzatura fissa, in quanto,

come si è già osservato, può essere all’occorrenza spostata dove è richiesta

lavorazione di legname. In ogni caso occorre garantire:

- la protezione di tale postazione di lavoro dalla caduta di oggetti dall’alto

(evitare di posizionarla sotto il percorso del carico della gru – ad esempio Classificazione delle travi da banchinaggio

durante il getto di una parte di solaio contemporaneo alla casseratura dei

pilastri nella zona adiacente…);

- la conformità delle norme d’impianto elettrico ad essa collegato;

- l’assenza di lavorazioni nelle immediate vicinanze che causino interferenza con alti operatori.

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ƒ Area di confezionamento del calcestruzzo e delle malte

Per quanto riguarda la produzione del calcestruzzo, essa può avvenire direttamente in cantiere tramite centrali di betonaggio

(oggi in Italia il 20% delle imprese produce in cantiere il calcestruzzo con centrali a piè d’opera). Viceversa è possibile

provvedere all’approvvigionamento mediante autobetoniere da centrali di betonaggio capillarmente diffuse sul territorio. Se

nel secondo caso il problema in merito all’organizzazione degli spazi di cantiere compete in sostanza alla viabilità interna, nel

primo vanno ovviamente predisposte opportune aree per la produzione.

Per produrre cls in cantiere si deve rendere disponibile uno spazio sufficiente per l’allocazione dei macchinari per la

miscelazione, l’insilaggio e lo stoccaggio dei materiali grezzi (cemento, sabbia e aggregati).

Caratteristiche della produzione di cls in cantiere

Pregi Difetti

Bassi costi di trasporto Rischi del personale quali dermatiti, allergie e sollevamento di carichi eccessivi

Economicità Scarsa qualità

Gestione completa del personale Spazio occupato in cantiere

Reperibilità in caso di emergenza

La produzione del cls a piè d’opera può avvenire con differenti modalità operative:

- con piccole betoniere a bicchiere;

- con centrali di betonaggio.

ƒ Produzione con piccole betoniere

Utilizzate per produrre piccole quantità di calcestruzzo, possono essere azionate da un motore a scoppio o elettriche. Esistono

due tipologie di piccole betoniere: a bicchiere inclinabile/ribaltabile (Figura 15) o a tamburo rotante. In quest’ultimo caso, se

il verso di rotazione è unico, l’estrazione del cls avviene tramite uno scivolo che, posto in prossimità della bocca, ne intercetta

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il flusso durante la caduta. Se invece è possibile l’inversione della rotazione cambia anche la struttura stessa della betoniera;

all’interno della bocca troviamo delle pale che se nella rotazione oraria miscelano il calcestruzzo, in quella antioraria forzano

l’uscita dal bicchiere del materiale. Il ciclo di lavoro della betoniera, e cioè il riempimento, il mescolamento e lo scarico,

avviene in un tempo mediamente non inferiore ai 10 minuti. Il volume del bicchiere di una betoniera non corrisponde al

volume utilizzabile. Infatti, lo spazio occorrente per l’uscita e il passaggio dell’impasto si aggira sul 30-40 % di quello della

macchina. Così nella progettazione del cantiere, in linea di massima, l’ingombro da considerare per il bicchiere di una

betoniera è circa il doppio del volume di calcestruzzo che è in grado di produrre.

Caratteristiche della produzione di cls in cantiere con piccole betoniere

Pregi Difetti

Qualità del cls: Buona Rischi dovuti alla carica manuale delle betoniere in moto

Quantità prodotta: Discreta Pericoli causati dall’alimentazione elettrica

Costi: Contenuti Possibile ribaltamento della macchina

Pericolo per possibili contatti con gli ingranaggi scoperti

Area di cantiere da destinare allo stoccaggio

Nella tabella seguente vengono proposte le principali caratteristiche delle più comuni betoniere a bicchiere per cantieri di

piccole dimensioni, al variare della capacità di muscolazione in ogni ciclo.

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Principali caratteristiche di alcune betoniere a bicchiere

Capacità mescolazione l l l l

150 180 250 400

Peso 140 kg 175 kg 225 kg 410 kg

Capacità bicchiere 180 l 250 l 320 l 550 l

Potenza motore 0,5 kW 0,75 kW 1 kW 2 kW

Lunghezza 1,50 m 1,60 m 1,60 m 1,90 m

Larghezza 0,90 m 0,90 m 0,90 m 1,00 m

Altezza 1,40 m 1,50 m 1,50 m 1,80 m

ƒ Produzione in centrali di betonaggio Betoniera a bicchiere di capacità 400 lt.

Per notevoli produzioni di calcestruzzo in cantiere e per una migliore qualità del Telaio in acciaio, cabina in lamiera,

trasmissione a mezzo di cinghie trapezoidali.

prodotto, si utilizzano centrali di betonaggio, che hanno come caratteristica una La betoniera risponde alle norme ENPI –

produzione media di 20-60 m³/h. circolare 103/80 del 17/11/80

Per allestire una centrale sono necessari: un ampio spazio piano e pulito per formare i cumoli degli inerti all’aperto, una

tettoia sotto cui depositare i sacchi di cemento oppure un silo, una betoniera di adeguata capacità e gli apparecchi necessari

alla dosatura ed al caricamento del cemento, degli inerti e dell’acqua.

Gli inerti sono raccolti da un raggio raschiante che preleva gli aggregati con un braccio ruotante con nastro trasportatore al

quale sono fissate delle tazze, disposto in prossimità della centrale. In generale, per un impianto comune di medie dimensioni

(capacità di 750 l per impasto – 15 m³/h) occorrono spazi dell’ordine di 10 x 10 m o più. Secondo le caratteristiche

dell’impianto, di cui è nota la lunghezza massima (distanza tra l’estremità del raggio raschiante e la bocca della benna) è

sempre bene considerare uno spazio conico di circa 60° per il collocamento degli inerti, centrato nel centro del silo. Per la

progettazione del lay-out occorre considerare la necessità che la centrale sia posta sotto il raggio d’azione della gru, in

posizione tale da limitare il percorso della benna dall’impianto all’elemento da gettare durante la fase di getto delle strutture e

quindi ottimizzare i tempi. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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Ing. Davide Concato

Caratteristiche della produzione di cls in cantiere con centrali di betonaggio

Difetti

Pregi

Buona qualità Grandi spazi richiesti

Elevata quantità prodotta Problemi di sicurezza nell’area interessata

Continuità nella produzione Costi per le attrezzature

In commercio sono presenti diverse tipologie di centrali di betonaggio che permettono di coprire tutte le esigenze di cantiere.

Nella figura viene rappresentata una comune centrale di betonaggio di cantiere.

Si nota il silo del cemento, la betoniera orizzontale e il raggio raschiante per il

trasporto degli inerti nella betoniera, la cui area di lavoro è segregata da

apposita delimitazione.

Nella tabella seguente vengono riportate le principali caratteristiche delle più

comuni centrali di betonaggio a raggio raschiante per cantieri di medie

dimensioni, al variare della produzione media oraria di calcestruzzo. Centrale di betonaggio a raggio raschiante

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Ing. Davide Concato

Principali caratteristiche delle centrali di betonaggio

Produzione oraria m³/h m³/h m³/h m³/h m³/h

8-10 11-13 13-16 18-20 20-25

Volume tamburo 400 l 600 l 750 l 1000 l 1500 l

Resa effettiva 250 l 400 l 500 l 600 l 1000 l

Potenza installata 7 kW 9 kW 12 kW 15 kW 25 kW

Braccio raschiante m/n. tazze 5/20 7/28 8/35 8/35 8/35

Peso macchina 1400 kg 1630 kg 2300 kg 2880 kg 4120 kg

Peso braccio raschiante 450 kg 520 kg 780 kg 780 kg 780 kg

Peso silo cemento (15-30t) (15-30t) (15-30t) (15-30t) (15-30t)

Diametro silo cemento 2,0-2,5 m 2,0-2,5 m 2,5-3,0 m 2,5-3,0 m 2,5-3,0 m

Lunghezza massima 10 m 11,4 m 13,2 m 13,5 m 13,5 m

ƒ Il calcestruzzo preconfezionato

L’acquisto di cls preconfezionato è garanzia sicura della qualità del materiale che sarà utilizzato in cantiere, in quanto la

produzione in stabilimento comporta un’attenta e controllata miscelazione dei componenti del calcestruzzo. Il trasporto del

materiale avviene tramite autobetoniere dalla capacità di 8-10 m³.

Il cls presente all’interno del tamburo rotante, parte della centrale di betonaggio appena umido e ad esso viene fornita acqua

nel corso del viaggio.

È necessario però che la centrale di betonaggio non disti più di 30 km dal cantiere in quanto il cls deve essere scaricato nella

cassaforma entro un periodo di tempo tra 1 e 2 ore e mezzo (in relazione alle caratteristiche del cls e alla temperatura

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Ing. Davide Concato Pregi Difetti

Elevata qualità del materiale Costi elevati

Assenza di aree per lo stoccaggio Sono necessarie vie all’interno del cantiere per il passaggio delle autobetoniere

Ottimizzazione dei tempi di approvvigionamento

Nella tabella seguente vengono riportate le caratteristiche dimensionali delle più comuni

autobetoniere, al variare della capacità effettiva.

Principali caratteristiche delle più comuni autobetoniere

Capacità effettiva m³ m³ m³ m³

8 9 10 12

Peso complessivo 4000-4500 kg 4500-5000 kg 4500-5000 kg 5500-6000 kg

Lunghezza 6,0 m 6,3 m 6,4 m 7,0 m

Larghezza 2,3 m 2,3 m 2,3 m 2,3 m

Altezza 2,6 m 2,7 m 2,75 m 2,8 m Autobetoniera

In conclusione: per poter effettuare una scelta ottimale sulla tipologia produttiva di calcestruzzo per un determinato cantiere

sarebbe necessario valutare gli aspetti economici legati dall’attuazione di un metodo rispetto agli altri, il grado di qualità del

cls, il grado di sicurezza di una soluzione rispetto alle altre ed i tempi richiesti per la consegna dell’opera.

Naturalmente ogni sistema produttivo richiede a monte una buona programmazione e un’attenta organizzazione dei tempi di

lavoro. UNIVERSITÀ DI FERRARA -- FACOLTÀ DI INGEGNERIA OC1 -

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Ing. Davide Concato CARICO E SCARICO

Relativamente alla organizzazione del cantiere, gli spazi adibiti a carico e scarico di materiali e attrezzature devono soddisfare

i seguenti requisiti, a seconda che si trovino all’interno o all’esterno della delimitazione di cantiere.

ƒ Aree interne al cantiere

- Agibilità dei percorsi veicolari e pedonali per l’accesso alla zona di carico e scarico;

- Ampiezza della zona in relazione alle dimensioni e alle esigenze di manovra del vettore, alle esigenze del sistema di

carico-scarico-movimentazione dei materiali e delle attrezzature ed alla necessità di eventuale deposito temporaneo in

attesa del trasferimento allo stoccaggio permanente;

- Agibilità della zona in relazione alle condizioni superficiali e di stabilità del terreno con riferimento alla tipologia di

trazione (cingolata o gommata) al peso dei vettori nonché dei materiali e delle attrezzature da caricare e scaricare;

- Confinamento delle aree di carico e scarico tramite opportune separazioni (transenne, paletti e catenelle, ecc…) ove

siano riscontrabili possibili interferenze con altre attività di cantiere;

- Assistenza di personale dedicato alle operazioni di carico-scarico-movimentazione.

ƒ Aree esterne al cantiere

- Delimitazione dell’area autorizzata per le operazioni di carico e scarico tramite opportune separazioni (transenne,

paletti, e catenelle, ecc…);

- Apposizione di idonea cartellonistica di avviso di pericolo e deviazione del flusso veicolare o pedonale;

- Delimitazione di un eventuale percorso alternativo per i pedoni di larghezza minima pari a 1 m.;

- Assistenza di personale dedicato alle operazioni di carico-scarico-movimentazione.

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L CANTIERE I

Ing. Davide Concato AREE DI STOCCAGGIO

In relazione alla specifica fase di vita del cantiere, il progettista deve prevedere idonei spazi per la dislocazione delle aree di

stoccaggio e di deposito dei vari materiali, soprattutto quando si tratti di materie e di sostanze pericolose o tossico-nocive.

L’allestimento degli stoccaggi deve essere eseguito secondo quanto previsto dalle istruzioni a corredo dei materiali e dei

componenti forniti al cantiere (sovrapponibilità, inclinazione, ritenuta, protezioni). Deve inoltre essere preventivamente

verificata l’idoneità statica della superficie di appoggio, verificando altresì periodicamente le condizioni di esercizio di tale

superficie.

Allo stesso modo deve essere verificata la transitabilità pedonale nell’intorno delle stesse aree, in modo che sia garantita una

larghezza dei passaggi di almeno 60 cm per il transito dei soli addetti e di 1,20 m per il trasporto manuale dei materiali e che

non si crei intralcio alle vie preferenziali di transito o di accesso ai mezzi adibiti al prelievo ed alla movimentazione.

La copertura delle aree di stoccaggio in ambiente esterno deve essere realizzata mediante un impalcato realizzato a non più di

3 m da terra con assi da ponte da 5 cm sostenute da una struttura opportunamente controventata e vincolata al terreno, dotata

di una pendenza di falda adeguata alla latitudine geografica del cantiere.

È compito dell’appaltatore assicurare altresì la disponibilità in cantiere di idonei sistemi di elevazione del personale

(impalcati temporanei, scalette autostabili, scale doppie, scale a mano) per operazioni di prelievo o imbracatura in altezza dei

materiali e dei componenti in stoccaggio.

Per lo stoccaggio di elementi per i quali sia prevista la movimentazione meccanizzata o aerea si dovrà verificare

preventivamente che il mezzo di sollevamento e trasporto possa operare idoneamente nell’area prevista, anche in merito alla

visibilità delle aree e a possibili ostacoli o interferenze.

Per gli stoccaggi in ambienti interni devono essere garantite condizioni di ventilazione e illuminazione sufficienti alle

necessità di prelievo e movimentazione.

Tali condizioni devono essere garantite a maggior ragione per lo stoccaggio di sostanze tossico-nocive volatili.

Per quanto riguarda lo stoccaggio di bombole per aeriformi e, più in generale, per sostanze ad elevato rischio di accensione,

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Ing. Davide Concato

lo stoccaggio deve avvenire rigorosamente in ambienti esterni.

A questo proposito devono essere conservate in cantiere le schede di sicurezza dei prodotti utilizzati, redatte conformemente

alle norme vigenti, in lingua italiana e complete degli eventuali protocolli sanitari di pronto intervento, ciò anche al fine di

consentire ai preposti la corretta informazione delle maestranze a riguardo.

Nella maggioranza dei casi la dislocazione e la dimensione delle aree di stoccaggio è fortemente influenzata dallo spazio in

cantiere, dalla tipologia dell’intervento, dalla soluzione tecnica adottata e dai metodi costruttivi impiegati. Nel caso le

condizioni del contesto lo prevedano, il progettista del cantiere deve collocare lo scarico dei materiali o dei prodotti in una

zona possibilmente situata vicino al loro punto di stoccaggio, in modo da ridurre le movimentazioni, il numero di tiri, ecc…

Al fine poi di ottimizzare i tempi di produzione, soprattutto se gli spazi di cantiere sono limitati, è bene programmare la

consegna dei materiali in modo da evitare lunghe giacenze di materiale a pie d’opera.

In generale le aree di stoccaggio dei materiali devono essere collocate sotto il raggio d’azione della gru, se si ipotizza che

debbano essere sollevate, movimentate e collocate con tale mezzo.

DEPOSITO TEMPORANEO DEI RIFIUTI

In seguito all’emanazione del d.lgs. n. 22/1997 (“attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti

pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” – Ronchi) e delle successive modifiche, i rifiuti sono

classificati in diverse categorie, secondo la provenienza e la pericolosità. Nel caso particolare dei cantieri edili, i rifiuti sono

denominati “speciali” e a loro volta sono suddivisi in pericolosi e non pericolosi.

Ad esempio, in base a questo decreto:

- i rifiuti di costruzioni e demolizioni – materiali di costruzione a base di amianto (Materiali contenenti amianto in

matrice compatta) sono considerati rifiuti (speciali) non pericolosi;

- i rifiuti di costruzioni e demolizioni – materiali isolanti contenenti amianto (Materiali contenenti amianto in matrice

friabile) sono invece considerati rifiuti (speciali) pericolosi.

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Ing. Davide Concato

Per la progettazione delle aree di deposito di rifiuti, occorre tenere presente alcune condizioni di massima:

- i rifiuti pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento con cadenza almeno

bimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti

pericolosi in deposito raggiunge 10 m³; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il quantitativo di

rifiuti in deposito non supera i 10 m³ nell’anno e se, indipendentemente dalle quantità, il deposito temporaneo è

effettuato in stabilimenti localizzati nelle isole minori;

- i rifiuti non pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento con cadenza

almeno trimestrale indipendentemente dalle quantità in deposito, ovvero, in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti

non pericolosi in deposito raggiunge i 20 m³; il termine di durata del deposito temporaneo è di un anno se il

quantitativo di rifiuti in deposito non supera i 20 m³ nell’anno e se, indipendentemente dalle quantità, il deposito

temporaneo è effettuato in stabilimenti localizzati nelle isole minori;

- il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché,

per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute.

MOVIMENTAZIONI AEREE

Per movimentazione aerea si intende lo spostamento di un carico mediante sospensione, con opportuni sistemi di vincolo, ad

una macchina predisposta. Il carico pertanto risulta solidale con il mezzo di movimentazione.

In prima analisi per macchinari di movimentazione aerea è possibile considerare le seguenti: gru, autogru, gru autocarrate,

carroponti, argani a cavalletto o a bandiera, ecc…


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173

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11.89 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Organizzazione del cantiere del Prof. Davide Concato, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: i fattori della produzione edilizia; fasi di produzione del ciclo produttivo di un'impresa; pianificazione dei lavori; responsabilità degli operatori; pianificazione dell'intervento edilizio e struttura ad albero; i Pacchetti di Lavoro (WP); studio del progetto; progettazione logistica e cinematica del cantiere; strumenti di gestione delle responsabilità in un cantiere; il piano delle produzioni; viabilità di cantiere; servizi logistici di cantiere; opere provvisionali; postazioni fisse di lavoro e postazioni particolari; aree di stoccaggio e deposito temporaneo di rifiuti; movimentazioni di cantiere; reti impiantistiche.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria civile e ambientale
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione del cantiere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Concato Davide.

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