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SEZIONE 2

STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.2 Cosa contiene il piano MODELLO

1- Progetto delle conoscenze

L’iscrizione di un sito sancisce il

riconoscimento dell’importanza

mondiale di un dato patrimonio 2- Progetto tutela conservazione

culturale, ma costituisce anche un

importante momento di riflessione

e di analisi delle opportunità per lo

sviluppo reale capace di coinvolgere 3- Progetto valorizzazione culturale

le risorse locali in una maglia di

azioni integrate di tutela,

conservazione e valorizzazione. 4- Progetto valorizzazione economica

5- Progetto monitoraggio 31

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SEZIONE 2

STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.3 Il progetto delle conoscenze Raccolta e monitoraggio continuo dello

stato delle risorse dei beni

COSTRUZIONE DI UN SISTEMA

INFORMATIVO GEO-REFERENZIATO Identificazione dei problemi da risolvere,

E DINAMICO comprensione dei fenomeni responsabili

dei cambiamenti

Il sistema informativo deve essere funzionale

alla specifica ottica della conservazione dei

beni rilevando i caratteri specifici degli stessi Monitoraggio dei fattori critici nell’uso

e il loro stato di conservazione delle risorse con il modello

MINACCE/OPPORTUNITA’

FORZE/DEBOLEZZE

OSSERVATORIO CULTURALE (Analisi SWOT)

SISTEMA TURISTICO LOCALE 32

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.4 Il progetto di tutela e conservazione a) definizione delle misure di salvaguardia

tempificate ed ordinate in sequenze

puntuali per i singoli oggetti da tutelare

STESURA ORGANICA PER PUNTI E PER b) indirizzi per adeguare la strumentazione

MOTIVI DI RISCHIO DELLE AZIONI DA dei piani urbanistici alle esigenze della

INTRAPRENDERE PER CONSERVARE IL tutela dei beni

BENE O I SISTEMI DEI BENI c) piani esecutivi per gli interventi di

conservazione materica 33

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.4 Il progetto di tutela e conservazione

VALUTAZIONE DELLO STATO DI

CONSERVAZIONE DEI MANUFATTI E

DELLE RISORSE DEL PROGETTO PER LA COSTITUZIONE DELLA

CARTA DEL RISCHIO DEL PATRIMONIO

CULTURALE

NELLA VALUTAZIONE DEL DANNO E DEI

TIPOLOGIE DI DANNO INDIVIDUATE E FATTORI DI:

CODIFICATE NELL’AMBITO: RISCHIO O DANNO

RISCHIO INTRINSECO

ESTRINSECO 34

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.4 Il progetto di tutela e conservazione Danni

strutturali

Nel Piano di gestione, la conservazione

dei beni viene dettagliata seguendo la Danni per

classificazione delle tipologie dei rischi e Parti mancanti umidità

dei cambiamenti, ovvero suddivisa in 6 Disgregazione

materiale

categorie, come di seguito: Attacchi Alterazioni

biologici superficiali 35

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione

definizione territoriale dell’azione vincolata ai

limiti di determinati ambiti territoriali dai

ISCRIZIONE NELLA WHL singoli beni iscritti ai territori limitati dalla

zona tampone

mentre le azioni di valorizzazione travalicano

tali limiti facendo riferimento ad un concetto di

territorio che discende da logiche differenti

DICOTOMIA 36

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE Si tratta di due categorie di

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione territorio, ma anche di due

il perimetro fisso, cartesiano, logiche:

segnato dai confini amministrativi,

o urbanistici (il limite comunale, il quella per procedure propria dei

limite del centro storico, il bene territori amministrativi

tutelato e iscritto,…)

DICOTOMIA e quelle di

tra due

categorie di processo, proprie dei progetti di

territorio la geometria variabile dello valorizzazione che difficilmente si

sviluppo definita dagli ambiti adattano a perimetri prestabiliti

dinamici dei fenomeni

culturali, o dalle dinamiche e

spesso spontanee logiche di

aggregazione dei fenomeni Ulteriore termine di

economici. complessità che introduce un

nuovo parametro di variabilità

di cui ciascuna azione

strategica e ciascun attore

coinvolto dovrà farsi carico 37

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione

Il piano di gestione, deve essere applicato anche Il concetto di Sistema Turistico Locale,

alla restante parte del territorio e ai contesti enunciato dalla legge 135/2001, risolve la

ambientali, ancorché non compresi nei perimetri dicotomia, nel momento in cui pone a base del

della Lista del Patrimonio Mondiale, per evitare progetto di valorizzazione, il sistema turistico e

che discrepanze di prescrizioni fra le zone le filiere produttive sottese ai beni culturali

protette e le restanti parti del territorio tutelati.

immettano dei pericolosi differenziali. 38

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione

Definiti i progetti della conservazione e della

tutela del patrimonio, il piano di gestione pone

quindi la necessità di definire e fissare per il

territorio vasto un sistema di progetti :

Progetto A Progetto B Progetto N

Ipotesi Ipotesi Ipotesi

Obiettivi Obiettivi Obiettivi

Strategie Strategie Strategie

Azioni Azioni Azioni 39

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione

stesura del modello esplicativo della realtà

in grado di rappresentare le dinamiche in atto nel

sistema dei beni culturali e delle attività collegate

elaborazione di scenari che rappresentano le STUDI

diverse possibili conseguenze delle azioni DELLA

IPOTESI GUIDA FATTIBILITA’

definizione del sistema di obiettivi GESTIONALE

del piano e dei singoli traguardi da conseguire nel

breve così come nel medio e lungo termine

scelta degli gli assi strategici

strategie di conoscenza strategie di sviluppo

strategie di conservazione strategie di marketing e

comunicazione territoriale

strategie di partecipazione 40

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.5 I progetti strategici per la valorizzazione

PROGETTI COLLEGATI AGLI ASSI STRATEGICI

Tutela

Conoscenza Partecipazione

Tutela,Conservazione Democrazia

GIS, Ricerca, Salvaguardia, deliberativa,

Osservatorio Detrattori Coinvolgimento

Formazione identità

Sviluppo Marketing

Promozione Pacchetti

Industria cultura Attività culturali investimenti

Filiere produttive Sistemi culturali

Turismo culturale Comunicazione

Impresa culturale

Sapori saperi 41

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STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.6 Progetto del controllo e del monitoraggio Gli indicatori trasformano le informazioni e i dati in

elementi misurabili, cifre, stime, percentuali, tassi

di incremento, valutazioni quantificabili o ispezioni

ripetibili e documentabili. Costituiscono la base del

monitoraggio del bene.

Per coadiuvare il processo decisionale e

permettere la valutazione nel tempo Sono utili per avere informazioni sull’andamento di

della dinamica di realizzazione del piano un fenomeno, evidenziare le situazioni critiche,

va elaborato un sistema di indicatori. identificare i fattori chiave su cui intervenire e

governarne l’evoluzione alla luce delle politiche di

risposta adottate.

E’ necessario quindi che gli indicatori rispondano a

Il processo di valutazione e le scelte del determinate caratteristiche e quindi siano: poco

piano di gestione di tipo dinamico, numerosi, pertinenti rispetto alla problematica ,

evolutivo, interattivo e iterativo possono validi , semplici e facilmente utilizzabili, basati su

essere rappresentate secondo lo schema dati esistenti e ottenibili

DPSIR (Forze Trainanti, Pressioni, Stato,

Impatto, Risposte) 42

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SEZIONE 2

STRUTTURA E METODO DEL PIANO DI

GESTIONE

2.6 Progetto del controllo e del monitoraggio

MODELLO DPSIR

Responses

Driving

Forces Impact

Pressures State 43

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SEZIONE 3

ORGANIZZAZIONE

3.1 La cooperazione istituzionale Il primo quello di uscire da una sterile

contrapposizione che vorrebbe dividere

sotto il profilo gestionale le due

funzioni–tutela e valorizzazione-

affidandole a livelli di responsabilità

differenti: Stato/Regioni, pubblico/

Questa fase del piano di privato

gestione deve risolvere due

problemi Il secondo, quello di trovare la formula o

procedura che assicuri una corretta

gestione sia sotto il profilo della tutela e

conservazione che sotto quello della

crescita di valore per la comunità e per

lo stesso patrimonio da gestire. 44

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SEZIONE 3

ORGANIZZAZIONE

3.1 La cooperazione istituzionale

Esiste la necessità di conciliare la completa autonomia degli enti territoriali in tema di

valorizzazione con l’unità giuridica dell’ordinamento che assegna allo Stato, con il novellato

art. 117 II comma della Costituzione, la competenza legislativa esclusiva in materia di

tutela dei beni culturali.

Il terzo comma dello stesso art. 117 assegna invece alla competenza concorrente

Stato/Regioni le materie relative alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali nonché

la promozione e l’ organizzazione di attività culturali.

Nello specifico dei siti, esiste la esigenza di mantenere allo Stato il ruolo di garante degli

accordi internazionali tra i quali la convenzione UNESCO sul patrimonio culturale mondiale

I richiami costituzionali sono utili in questo documento poiché mettono in chiaro il

fatto che nel piano di gestione devono poter trovare la loro sintesi sia i problemi della

tutela che quella della conservazione e valorizzazione con la nuova formula dell’art.

118 della Costituzione che, in tema di competenze amministrative, prevede un

meccanismo di ripartizione delle funzioni flessibile in base ai principi di sussidiarietà,

differenziazione e adeguatezza. 45

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SEZIONE 3

ORGANIZZAZIONE

3.2 L’impresa Culturale • Identità dei soggetti e degli interessi coinvolti

• Quantità e qualità degli obiettivi da condividere

• Entità e modalità di raccolta delle risorse

La scelta, o aggregazione di interessi, finanziarie

da coinvolgere in un entità giuridica • Tipologia e merceologia delle attività economiche

deputata a gestire le attività del Sito di sviluppo

nella logica del processo di • Capacità tecnico manageriali utili al disegno

integrazione e di sistema più volte strategico

richiamato • Intensità e completezza delle attività di ricerca e

formazione

Modello organizzativo

condizionato da Il nostro ordinamento offre una gamma assai

vasta di formule giuridiche istitutive dei

soggetti ai quali affidare la responsabilità nella

gestione dei beni culturali. Si va dalla semplice

gestione in economia, alle aziende speciali,

alla concessione, convenzione e/o

associazione con soggetti privati, imprese

pubblico/ private, fondazioni, , volontariato. 46

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SEZIONE 3

ORGANIZZAZIONE

3.3 Le funzioni organizzative del modello Il primo mette insieme in una delle formule

associative o di patto , anche consortili, “la

proprietà” dei siti, ovvero tutti gli interessi

pubblici e privati coinvolti con il compito di

realizzare il progetto di conoscenza tramite

un GIS unitario collegato in rete con il SITAP

Attività dell’organo (o degli del MiBAC, e le altre fasi del piano di gestione

organi) destinati al ruolo di sino alle azioni del controllo.

integratore nella realizzazione due livelli

del piano di gestione le cui organizzativi

azioni, spesso sono di Il secondo livello del modello presuppone la

competenza delle singole concessione ad una azienda di diritto privato

con capitale a maggioranza pubblica il

Autorità responsabili. compito imprenditoriale di realizzare il

Sistema Turistico Culturale Locale per la

gestione dei fattori dello sviluppo. Il Sistema

organizza il “prodotto del sito”, svolge le

attività di integratore e si propone come

agenzia per attrarre investimenti. 47

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SEZIONE 4

IL MODELLO INDICATIVO DEL PIANO DI GESTIONE

PARTE PRIMA: ISCRIZIONE E SIGNIFICATO UNIVERSALE DEL SITO

In questa prima parte del piano vanno descritti i motivi che hanno consentito ( potrebbero

consentire) la iscrizione alla WHL del bene patrimonio universale, ampliando tuttavia il concetto del

riconoscimento a tutti i beni materiali e immateriali che insistono nell’area vasta, nel tentativo di

considerare il bene da tutelare al centro di un sistema di valori e di territori da valorizzare.

INDICE

1.1 Analisi descrittiva del sito e dei territori da tutelare

1.2 I valori culturali del sito e la sua identità storica

1.3 I valori naturali del sito e le sue specificità distintive

1.4 I valori contemporanei del sito tempo libero e turismo

1.5 I valori organizzativi del sito per l’ economia locale

1.6 I valori sociali e politici del sito per le collettività residenti 48

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SEZIONE 4

IL MODELLO INDICATIVO DEL PIANO DI GESTIONE

PARTE SECONDA: IL PROGETTO DELLE CONOSCENZE

Il sistema informativo territoriale del sito

In questa seconda parte sono riportati tutte le informazioni desunte dalle situazioni di fatto e dalle ricerche

originali sull’ambiente, sulla domanda e offerta culturale sotto forma di relazioni, cartografie, elaborati

multimediali, informazioni scientifiche, tecniche, sociali ed economiche il tutto definendo problemi e criticità ,

opportunità e sviluppo. Le basi di dati devono essere rappresentate in uno strumento di osservatorio permanete

informatizzato (GIS) e tradotte in supporti alle decisioni. Devono cioè esprimere il problema e le possibili

alternative di soluzioni.

INDICE

2.1 Basi di dati digitali geografici

2.2 Basi di dati e immagini delle risorse storiche

2.3 Basi di dati e immagini delle risorse dell’ecosistema

2.4 Basi di dati e immagini delle risorse archeologiche

2.5 Basi di dati e immagini delle risorse ambientali

2.6 Basi di dati e immagini offerta culturale e sua fruibilità

2.7 Basi di dati e immagini produzioni tipiche e artigianato

2.8 Basi di dati e immagini delle tradizioni degli usi e costumi

2.9 Basi di dati del sistema demografico e comportamentale

2.10 Basi di dati della situazione economico e produttiva

2.11 Basi di dati e immagini del paesaggio e dei vincoli

2.12 Basi di dati pianificazione territoriale ed urbanistica

2.13 Sistema degli Indicatori stato di fatto e scenari

2.14 Sistema degli Indicatori qualità criticità di allarme

2.15 Sistema degli Indicatori sulla pressione, cause ed effetti

2.16 Sistema degli Indicatori di governo, norme, interventi 49

2.17La mappa dei rischi, delle tutele e delle protezioni

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SEZIONE 4

IL MODELLO INDICATIVO DEL PIANO DI GESTIONE

PARTE TERZA: IL PROGETTO DELLA TUTELA E LA CONSERVAZIONE

Il sistema informativo territoriale del sito

In questa parte del modello si valuta lo stato di conservazione dei manufatti; del danno e dei fattori

di rischio; si individuano le risorse, ai vari livelli organizzativi, tecnico e finanziari. La tutela si realizza

con la definizione o adeguamento dell’operatività degli strumenti legislativi e urbanistici, la

conservazione si concretizza nella stesura organica dei programmi di protezione, definendo le

misure di breve e lungo periodo per conservare alle future generazioni i beni tutelati si definiscono

gli ambiti e le metodiche dei progetti di conservazione materica.

INDICE

• 3.1 Le risorse finanziarie locali, regionali e nazionali

• 3.2 I limiti e le condizioni del carico antropico

• 3.3 I limiti e le condizioni flussi ed accessibilità

• 3.4 I danni attuali e potenziali ,impliciti, espliciti

• 3.5 Progetto ed interventi per Danni strutturali

• 3.6 Progetto ed interventi per disgregazione materiale

• 3.7 Progetto ed interventi per l’ umidità

• 3.8 Progetto ed interventi per gli attacchi biologici

• 3.9 Progetto ed interventi alterazione strati superficiali

• 3.10 Progetto ed interventi per le parti mancanti

• 3.11 Recupero sistemazione dei tratti storici

• 3,12 Recupero e sistemazione degli edifici di pregio

• 3.13 Recupero e protezione dell'ambiente 50

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SEZIONE 4

IL MODELLO INDICATIVO DEL PIANO DI GESTIONE

PARTE QUARTA: PROGETTI STRATEGICI DEL SISTEMA CULTURALE LOCALE

Il momento focale del modello di piano è la formulazione dei piani progetti, ognuno dettagliato

in obiettivi, strategie, tattiche, azioni, e simulazione dei risultati attesi.

I progetti sono proiettati almeno a 5 anni e successivamente declinati al livello annuale

L’individuazione delle priorità di intervento e l’articolazione delle azioni secondo programmi con

durate temporali differenti garantisce la reale applicabilità delle azioni proposte.

INDICE

4.1 Il sistema degli obiettivi culturali 2005- 2010

4.2 Il sistema degli obiettivi conoscitivi 2005 -2010

4.3 Il sistema degli obiettivi economici 2005- 2010

4.4 Il sistema degli obiettivi occupazionali 2005 -2010

4.5.Il progetto della ricerca scientifica e tecnologica

4.6 Il progetto del coinvolgimento delle comunità locali

4.7 Il progetto della viabilità, permeabilità sosta e accessibilità

4.8 Progetto dei servizi di segnaletica turistica

4.9 Progetto delle professioni e attività del restauro

4.10 Il progetto delle Reti, itinerari, aree attrezzate,

4.11 Progetto di sviluppo delle tipicità artigianali e alimentari

4.12 Progetto di sviluppo delle coltivazioni biologiche

4.13 Progetto per i servizi di collegamento collettivi ecologici

4.14 Progetto per la formazione e la sensibilità locale

4.15 Progetto per il sistema turistico locale 51

4.16 Progetto per il marketing e la comunicazione territoriale

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SEZIONE 4

IL MODELLO INDICATIVO DEL PIANO DI GESTIONE

PARTE QUINTA: IL PROGETTO DEL CONTROLLO E DEL MONITORAGGIO

In questa parte conclusiva del piano si disegna il sistema degli indicatori che misurano in

continuo gli obiettivi raggiunti ed i motivi del mancato raggiungimento. La gestione di tale

sistema deve però avvenire a stretto contatto con il territorio, costruendo negli ambiti

amministrativi interessati (comuni) i poli informativi, costantemente connessi in rete telematica

che devono attivare fasi di raccolta codificata delle informazioni in un Data Base comune.

INDICE

5.1 Il controllo delle opere di manutenzione

5.2 Il controllo delle opere riconversione

5.3 Il controllo delle opere di prevenzione

5.4 Il controllo delle opere di tutela

5.5 Il controllo delle opere di trasformazione

5.6 Il controllo delle opere di protezione

5.7 Il controllo delle opere di valorizzazione

5.8 Il monitoraggio delle fonti da inquinamento

5.9 Il controllo dei flussi e del carico antropico

5.10 Il controllo del consenso alle opere del residente 52

Prof. Ing. Arch. Maurizio Di Stefano

STRUMENTI AGEVOLATIVI NEL SETTORE DEI BENICULTURALI E VALORIZZAZIONE

DEL TERRITORIO A FINI TURISTICI 53

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STRUMENTI AGEVOLATIVI NEL SETTORE DEI BENICULTURALI E VALORIZZAZIONE

DEL TERRITORIO A FINI TURISTICI 54

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PAGINE

55

PESO

2.06 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. La lista del patrimonio mondiale. Processi per l’iscrizione del bene nella lista del patrimonio modiale. Processi per il monitoraggio dello stato di conservazione dei beni patrimonio mondiale. Aggiornamento periodico sull’attuazione della convenzione del patrimonio mondiale. Incoraggiamento all’assistenza tecnica per l’attuazione della convenzione sul patrimonio mondiale. fondo del patrimonio mondiale e assistenza internazionale. Simbolo del patrimonio mondiale. Fonti di informazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in restauro, conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Aspetti teoretici e tecnici della conservazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Di Stefano Maurizio.

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