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IL CONTROLLO SULLA VITA INTERNA DEI PARTITI

1. Il modello di democrazia protetta delineato dalla Costituzione tedesca del 1949

A distanza di circa sessanta anni dall‟entrata in vigore della Grundgesetz, l‟esperienza

tedesca in tema di controllo e disciplina dei partiti politici si presenta con un grado di

maturità sconosciuto agli altri ordinamenti liberaldemocratici dell‟Europa continentale.

La Costituzione di Bonn è soprattutto la Legge fondamentale di un paese vinto, sconfitto e

di cui, nel contesto storico di allora, non ci si poteva fidare.

Il sistema tedesco è stato a tal proposito denominato “militante”, in quanto dispone di

norme che gli permettono di difendersi da coloro che, anche solo nelle intenzioni, mirano

al sovvertimento dello Stato democratico e dell‟ordinamento costituzionale instaurato nel

1949.

Sui partiti interviene, in maniera specifica, l‟art. 21 della Legge Fondamentale, il quale,

dopo aver previsto la democraticità interna e la trasparenza finanziaria (comma I), prevede

una dichiarazione di incostituzionalità per quelle formazioni politiche che “per loro finalità o

per comportamento dei loro aderenti tentano di pregiudicare od eliminare l‟ordinamento

fondamentale democratico e liberale o di minacciare l‟esistenza della Repubblica Federale

di Germania” (comma II).

L‟art. 18 prevede poi la perdita dei diritti fondamentali, su decisione del Tribunale

costituzionale, nei confronti di chi abusa di una serie di diritti, tra cui quelli di stampa,

della libertà di insegnamento, di riunione e di associazione “per combattere l‟ordinamento

fondamentale democratico e liberale”.

L‟art. 20.4 afferma il diritto di resistenza “contro chiunque si appresti a sopprimere

l‟ordinamento vigente, se non sia possibile alcun altro rimedio”.

2. I partiti politici nell’ordinamento costituzionale tedesco e la struttura del art. 21 della

Grundgesetz (GG)

La disciplina generale dei partiti politici in Germania è contenuta nell‟art. 21 della

Grundgesetz (GG). In particolare è riconosciuta come loro funzione essenziale quella di

mediazione del popolo, nel senso di ricondurre il popolo allo Stato, attivando la volontà

popolare. Ed infatti, è detto che essi “cooperano alla formazione della volontà politica del

popolo”, funzione questa che si manifesta in tutti i campi della vita politica in cui il partito

assume posizione rilevante:

- nella partecipazione alle elezioni,

- nella vita parlamentare attraverso il legame partito-gruppo parlamentare,

- nell‟influenza sugli organi dell‟amministrazione statale e degli enti locali,

- nella formazione e nella educazione del popolo.

La loro creazione è libera, ma la loro organizzazione interna e il funzionamento non possono

prescindere dai principi democratici, e ne devono essere resi pubblici i finanziamenti.

Viene quindi riconosciuta l‟essenzialità, per la democrazia nel suo sviluppo moderno,

della mediazione del popolo attraverso il partito e, in correlazione con la natura di Stato

democratico, si assicura la democraticità del partito, come risulta dalla operatività dei due

principi di libertà e di organizzazione democratica.

D‟altro canto, nelle cosiddette ipotesi limite, lo Stato deve difendersi dai partiti politici:

nell‟art. 21. 2 GG è infatti previsto che i partiti non devono contravvenire, pena

dichiarazione di incostituzionalità, né per i loro fini, né attraverso l‟attività dei loro

membri, all‟ordine fondamentale libero e democratico, né devono compromettere

l‟esistenza della Repubblica Federale Tedesca.

Una volta riconosciuta l‟essenzialità per la democrazia del riconoscimento dei principi di

libertà e uguaglianza nei confronti di tutti i partiti politici, dovrà essere difeso questo

“ordine fondamentale libero e democratico” da quei partiti che si propongano di impedire,

una volta giunti al potere, libere elezione e conseguentemente l‟eguale possibilità per gli

altri partiti di giungere al Governo.

Il contenuto del principio dell‟ “ordine libero e democratico” è stato individuato dal

Tribunale Costituzionale federale. Esso consiste propriamente:

- nell‟esistenza dello Stato di diritto;

- nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, della personalità e della vita;

- nella sovranità popolare;

- nella divisione dei poteri, nella responsabilità del Governo e nella legalità

dell’amministrazione;

- nell‟indipendenza dei giudici;

- nel principio di maggioranza e nel diritto di opposizione.

Oltre le norme menzionate ne sussistono altre nell‟ordinamento tedesco, che sono dirette a

limitare l‟opera dei partiti nello Stato, ma che presuppongono legami con i principi dello

stato rappresentativo liberale. L‟art. 38 GG, infatti, stabilisce che i deputati “rappresentano

tutto il popolo, non sono vincolati a mandati o istituzioni e non sono soggetti che alla loro

coscienza”. Tale principio deriva dal sistema dello Stato parlamentare rappresentativo, nel

quale i partiti non avevano l‟attuale preponderanza politica. Esso tuttavia è stato inserito

nella Costituzione federale per evitare le ultime conseguenze di uno Stato completamente

sottomesso ai partiti.

In particolare l‟art. 38 GG deve intendersi in correlazione con l‟art. 21 GG: ciò significa che

il cambiamento di un partito politico da parte di un deputato o la sua espulsione da

questo, non possono provocare la perdita del mandato parlamentare.

Nel caso invece che un partito sia dichiarato incostituzionale, per violazione dell‟art. 21

GG, la soluzione è diversa. Il Tribunale costituzionale, infatti, ha ritenuto che, dichiarato

incostituzionale un partito, il deputato ad esso appartenente decade dal mandato

parlamentare, in quanto non può essere considerato rappresentante dell‟intero popolo, e

che inoltre gli stessi elettori non hanno diritto di farsi rappresentare politicamente dai

deputati di un partito anticostituzionale.

3. La reazione del ordinamento nei confronti dei partiti antisistema: la procedura per la

dichiarazione di incostituzionalità di una formazione politica

Il procedimento per la dichiarazione di incostituzionalità è regolato dagli artt. 43 e ss. della

legge sul Tribunale Costituzionale Federale.

Al Governo federale, ai Governi regionali, al Bundestag e al Bundesrat compete la facoltà di

proporre la domanda. Parte della dottrina, soprattutto durante gli anni Sessanta , ha

prospettato il pericolo di un uso “intimidatorio” della domanda di dichiarazione

dell’incostituzionalità di un partito. Ma, in realtà, la decisione di incostituzionalità e il

conseguente scioglimento del partito sono di stretta competenza del Tribunale

costituzionale. Al Governo non solo non compete alcun potere di scioglimento, ma non è

attribuita neppure la facoltà di adottare provvedimenti preventivi o cautelari.

Ugualmente, il Parlamento non può adottare alcun provvedimento di divieto per il partito

politico, sotto nessuna forma. Fino al momento della dichiarazione di incostituzionalità è

assolutamente vietato qualunque provvedimento amministrativo contro l‟esistenza e

l‟attività politica di una formazione.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata, tenute dalla Prof. ssa Vittoria Barsotti nell'anno accademico 2011.
Il documento analizza le procedure di controllo interne ai partiti tedeschi, in particolare: modello di democrazia protetto dalla Costituzione, procedimento di incostituzionalità dei partiti anti-sistema, art. 21 GG, caso dei partiti SRP, KPA, NPD, Parteiengesetz.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Barsotti Vittoria.

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