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D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

L E PARTI

L

A CAPACITÀ PROCESSUALE O

LA LEGITTIMAZIONE PROCESSUALE O

LA LEGITIMATIO AD PROCESSUM

3.- Il difetto di legittimazione processuale.-

C.p.c. art. 182. D A . 12, . 6°, . . 17 2203, . 5

IFETTO DI RAPPRESENTANZA O DI RT CO D LEG GENNAIO N

. (…)

AUTORIZZAZIONE

Il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarità 6. Con il decreto, ove sussista l'esigenza di regolarizzazione

della costituzione delle parti e, quando occorre, le ai sensi dell'articolo 182 del codice di procedura civile, il

invita a completare o a mettere in regola gli atti e i giudice assegna un termine non inferiore a trenta giorni e

documenti che riconosce difettosi. non superiore a sessanta per i necessari adempimenti e fissa

Quando rileva un difetto di rappresentanza, di l'udienza di discussione entro i successivi trenta giorni.

assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che (…)

determina la nullità della procura al difensore, il

giudice assegna alle parti un termine perentorio per

la costituzione della persona alla quale spetta la

rappresentanza o l’assistenza, per il rilascio delle

necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della

procura alle liti o per la rinnovazione della stessa.

L’osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti

sostanziali e processuali della domanda si producono

fin dal momento della prima notificazione.

N.B.:

- la legittimazione o la capacità processuale non è un requisito di validità della domanda;

- la legittimazione o la capacità processuale è un requisito di validità della costituzione in

giudizio;

- il difetto di legittimazione processuale è rilevabile d'ufficio in qualunque stato e grado del

processo; anche quello del fallito: [10] Cass. 16 dicembre 2004, n. 23435.

- A , .

PER LE MMINISTRAZIONI STATALI V

L. 5 marzo 1958, n. 260 Rappresentanza in giudizio dello Stato

Art. 4

L'errore di identificazione della persona alla quale l'atto introduttivo

del giudizio ed ogni altro atto doveva essere notificato, deve essere

eccepito dall'Avvocatura dello Stato nella prima udienza, con la

contemporanea indicazione della persona alla quale l'atto doveva

essere notificato.

Tale indicazione non è più eccepibile.

Il giudice prescrive un termine entro il quale l'atto deve essere

rinnovato.

L'eccezione rimette in termini la parte.

10 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

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L E PARTI

L

A CAPACITÀ PROCESSUALE O

LA LEGITTIMAZIONE PROCESSUALE O

LA LEGITIMATIO AD PROCESSUM

4.- Il conflitto di interessi e la nomina dei curatore speciale.-

C.p.c. art. 78 - Curatore speciale. C.c. art. 320. (…)

Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l'assistenza, Se sorge conflitto di interessi patrimoniali tra i figli

e vi sono ragioni di urgenza, può essere nominato all'incapace, soggetti alla stessa potestà, o tra essi e i genitori o quello

alla persona giuridica o all'associazione non riconosciuta un di essi che esercita in via esclusiva la potestà, il giudice

curatore speciale che lo rappresenti o assista finché subentri colui tutelare nomina ai figli un curatore speciale. Se il

al quale spetta la rappresentanza o l'assistenza. conflitto sorge tra i figli e uno solo dei genitori esercenti

Si procede altresì alla nomina di un curatore speciale al la potestà, la rappresentanza dei figli spetta

rappresentato, quando vi è conflitto d'interessi col rappresentante. esclusivamente all'altro genitore.

art. 79 - Istanza di nomina del curatore speciale. C.c. art. 394 (…)

La nomina del curatore speciale di cui all'articolo precedente può Qualora nasca conflitto di interessi fra il minore e il

essere in ogni caso chiesta dal pubblico ministero. Può essere curatore, è nominato un curatore speciale a norma

chiesta anche dalla persona che deve essere rappresentata o dell'ultimo comma dell'art. 320.

assistita, sebbene incapace, nonché dai suoi prossimi congiunti e,

in caso di conflitto di interessi, dal rappresentante.

Può essere inoltre chiesta da qualunque altra parte in causa che vi

abbia interesse.

Art. 80 - Provvedimento di nomina del curatore speciale.

L'istanza per la nomina del curatore speciale si propone al

giudice di pace, o al presidente dell'Ufficio giudiziario davanti al

quale s'intende proporre la causa.

Il giudice, assunte le opportune informazioni e sentite

possibilmente le persone interessate, provvede con decreto.

Questo è comunicato al pubblico ministero affinché provochi,

quando occorre, i provvedimenti per la costituzione della normale

rappresentanza o assistenza dell'incapace, della persona giuridica

o dell'associazione non riconosciuta.

Sui rapporti tra la disciplina generale del codice di rito e le norme speciali v. il

contrasto di giurisprudenza composto da [13] Cass. 16 ottobre 1985, n. 5073;

11 D I (A – L)

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L E PARTI

L

A RAPPRESENTANZA TECNICA

 La necessità della rappresentanza tecnica ex art. 82, co. 2°, c.p.c.

Le eccezioni:

innanzi al giudice di pace nei limiti di € 516,46, ai sensi dell’art. 82, co. 1°;

o nelle controversie di lavoro nei limiti di € 129,11, ai sensi dell’art. 417, co. 1°, c.p.c.;

o nei giudizi di opposizione alle sanzioni amministrative, ai sensi dell’art. 23, co. 4°, l.

o 689/1981;

nei giudizi di impugnazione dei decreti di espulsione, ai sensi dell’art. 13, co. 8°,

o d.leg. 25 luglio 1998, n. 286;

nel giudizio per la repressione dei comportamenti discriminatorî per ragioni etniche,

o razziali, nazionali o religiose, ai sensi dell’art. 44, co. 2°, d.leg. 25 luglio 1998, n.

286;

nei giudizi per la liquidazione delle competenze degli avvocati, ai sensi dell’art. 29,

o co. 3°, l. 13 giugno 1942, n. 794;

allorché la parte abbia le qualità di difensore, ai sensi dell’art. 86 c.p.c.

o

 Il difensore

l’accesso alla professione di avvocato

o  [14] d.l. 21 maggio 2003, n. 112, conv. in l. 18 luglio 2003, n. 180;

Codice deontologico: obbligo di informazione art. 40

o la circolazione degli avvocati nella UE

o  [15] Corte CE 7 marzo 2002, 145/99

 [16] d. leg. 2 febbraio 2001, n. 96;

Le prospettive di riforma delle professioni

o

 I poteri del difensore ai sensi dell’art. 84 c.p.c.

 La procura ai sensi dell’art. 83 c.p.c.  [17] Trib. Milano, 30 gennaio 2008;

12 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

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L E PARTI

L ,

A LEGITTIMAZIONE AD AGIRE A CONTRADDIRE AD INTERVENIRE

Legittimazione ad agire e a contraddire e titolarità del rapporto controverso

«Si evidenzia, infatti, da autorevole indirizzo dottrinario e dalla più recente e prevalente giurisprudenza di

legittimità che l'ha recepito, come la legittimazione o titolarità dell'azione costituisca una condizione

dell'azione stessa che si concretizza, dal lato attivo, nel diritto potestativo d'ottenere dal giudice una

decisione di merito e si risolve nel potere di promuovere il giudizio, inteso ad una sentenza dichiarativa o

costitutiva o di condanna, sul rapporto giuridico sostanziale dedotto ad oggetto di controversia,

indipendentemente dalla sussistenza o meno dell'effettiva titolarità attiva del rapporto stesso in capo

all'attore, dacché si determina in base alla sola affermazione di questi della sua titolarità della posizione

soggettiva attiva dedotta, onde, per verificarne la sussistenza, devesi avere riguardo solo a quanto dallo

stesso affermato, prescindendosi dalla veridicità o meno di tale affermazione; parimenti, dal lato passivo, la

legittimazione si determina con l'indicazione nel convenuto, da parte dell'attore, del soggetto che, secondo le

norme regolatrici del rapporto dedotto in giudizio, è destinato a subire gli effetti per il conseguimento dei

quali l'azione è stata proposta, e ciò indipendentemente dall'effettiva titolarità del rapporto dal lato passivo in

capo al convenuto medesimo.

Detta circostanza è rilevabile anche d'ufficio, in quanto attinente alla regolare costituzione del

contraddittorio, per cui resta del tutto ininfluente che la questione sia stata o meno sollevata dalla

controparte, o da una sola tra più controparti, ed in quali termini.

Diversamente, l'accertamento non dell'ipotetica titolarità dell'azione ma dell'effettiva titolarità del rapporto

controverso, così dal lato attivo come da quello passivo, attiene al merito della causa, investendo i concreti

requisiti d'accoglibilità della domanda e, quindi, la sua fondatezza.

Tale questione non è, pertanto, rilevabile d'ufficio ma dev'essere sollevata dalla parte interessata che è anche

onerata della relativa prova ex art. 2697 c.c.»

Cass., sez. II, 18-08-2003, n. 12091; Pres. Spadone, Est. Settimj, P. M. Fuzio (conf.)

«Secondo la condivisa giurisprudenza di questa Suprema Corte, "il controllo del giudice sulla sussistenza

della ’legitimatio ad causam’, nel duplice aspetto di legittimazione ad agire ed a contraddire, si risolve

nell’accertare se, secondo la prospettazione del rapporto controverso data dall’attore, questi ed il convenuto

assumano, rispettivamente, la veste di soggetto che ha il potere di chiedere la pronunzia giurisprudenziale e

di soggetto tenuto a subirla, con la conseguenza che, qualora da tale controllo risulti che già secondo la

prospettazione dell’attore, quest’ultimo ovvero il contenuto non possono identificarsi col soggetto avente il

diritto a conseguire o tenuto a subire la pronuncia giurisdizionale, il giudice deve rigettare la domanda

rispettivamente per difetto di legittimazione attiva o passiva, mentre in ogni eccezione del convenuto

attinente alla titolarità attiva o passiva del diritto fatto valere non può dar luogo ad una pronuncia sulla

legittimazione ma ad una decisione sul merito del rapporto controverso" (Cass., 18 dicembre 1987, n. 9427;

Cass., 4 febbraio 1993, n. 1375)»

Cass., sez. II, 22-11-2002, n. 16492; Pres. Corona, Est. Napoletano, P. M. Raimondi (conf.)

E' utile il confronto con la [18] Rule 19 delle Federal Rules of Civil Procedure

Non lo è con il :

[19] § 62 della Zivilprozessordnung

Cfr. [20]Corte cost. 8 febbraio 2006, n. 41

13 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

L E PARTI

L ,

A LEGITTIMAZIONE AD AGIRE A CONTRADDIRE AD INTERVENIRE

[21] La legittimazione ad agire, a contraddire, ad intervenire

[22] La legittimazione nelle azioni di responsabilità

[23] La pluralità di parti nella giurisprudenza costituzionale

[24] Il litisconsorzio

14 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

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L E PARTI

L :

E MODIFICAZIONI DELLA LEGITTIMAZIONE LA SUCCESSIONE NEL PROCESSO

S :

• UCCESSIONE A TITOLO UNIVERSALE

C.p.c., art. 110 Successione nel processo. — Quando la parte vien meno per morte

o per altra causa, il processo è proseguito dal successore universale o in suo

confronto.

S :

• UCCESSIONE A TITOLO PARTICOLARE

C.p.c., art. 111 Successione a titolo particolare nel diritto controverso. — Se nel

corso del processo si trasferisce il diritto controverso per atto tra vivi a titolo

particolare, il processo prosegue tra le parti originarie.

Se il trasferimento a titolo particolare avviene a causa di morte, il processo è

proseguito dal successore universale o in suo confronto.

In ogni caso il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato nel

processo e, se le altre parti vi consentono, l'alienante o il successore universale può

esserne estromesso.

La sentenza pronunciata contro questi ultimi spiega sempre i suoi effetti anche

contro il successore a titolo particolare ed è impugnabile anche da lui, salve le

norme sull'acquisto in buona fede dei mobili sulla trascrizione .

L :

E BANCHE

• D.leg. 1° settembre 1993, n. 385, «Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia», art. 58. Cessione di rapporti giuridici 1. La Banca d'Italia

emana istruzioni per la cessione a banche di aziende, di rami d'azienda, di beni e rapporti giuridici individuabili in blocco. Le istruzioni possono

prevedere che le operazioni di maggiore rilevanza siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d'Italia.

2. La banca cessionaria dà notizia dell'avvenuta cessione mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana. La Banca d'Italia può stabilire forme integrative di pubblicità.

3. I privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestati o comunque esistenti a favore del cedente, nonché le trascrizioni nei pubblici registri

degli atti di acquisto dei beni oggetto di locazione finanziaria compresi nella cessione conservano la loro validità e il loro grado a favore del

cessionario, senza bisogno di alcuna formalità o annotazione. Restano altresì applicabili le discipline speciali, anche di carattere processuale, previste

per i crediti ceduti.

4. Nei confronti dei debitori ceduti gli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2 producono gli effetti indicati dall'art. 1264 del codice civile.

5. I creditori ceduti hanno facoltà, entro tre mesi dagli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2 , di esigere dal cedente o dal cessionario

l'adempimento delle obbligazioni oggetto di cessione. Trascorso il termine di tre mesi, il cessionario risponde in via esclusiva.

6. Coloro che sono parte dei contratti ceduti possono recedere dal contratto entro tre mesi dagli adempimenti pubblicitari previsti dal comma 2 se

sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilità del cedente.

7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni in favore dei soggetti, diversi dalle banche, inclusi nell'ambito della vigilanza

consolidata ai sensi dell'art. 65 e in favore degli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'art. 107.

[25] Cass. 31 agosto 2005, n. 17586;

L :

E FERROVIE

• [26] Cass. 2 febbraio 2005, n. 1998;

L USL, L AUSL R :

E E E LE EGIONI

• [27] Cass. 15 novembre 2005, n. 23022;

conflitto attribuzioni Friuli – Stato

L ( ):

A CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI PREVIDENZIALI

• «… i crediti contributivi sono ceduti in massa (...) ad una società per azioni avente per oggetto esclusivo l'acquisto e la

cartolarizzazione di tali crediti …»; «Alla cessione non si applica l'art. 1264 c.c.»; «I privilegi e le garanzie di qualunque tipo che

assistono i crediti oggetto della cessione conservano la loro validità e il loro grado in favore del cessionario, senza bisogno di

alcuna formalità o annotazione». …

«8. La cessione dei crediti di cui al presente articolo costituisce successione a titolo particolare nel diritto ceduto.

Nei procedimenti civili di cognizione e di esecuzione, pendenti alla data della cessione, si applica l'articolo 111, commi

o primo e quarto, del codice di procedura civile.

Il cessionario può intervenire in tali procedimenti ma non può essere chiamato in causa, fermo restando che

o l'INPS non può in ogni caso essere estromesso.

o Qualora, successivamente alla trasmissione dei ruoli di cui al comma 6, i debitori promuovano, avverso il ruolo, giudizi di

o merito e di opposizione all'esecuzione ai sensi dell'articolo 2, commi 4 e 6, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389,

sussiste litisconsorzio necessario nel lato passivo tra l'INPS ed il cessionario».

o 15 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

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L E PARTI

L : ’

E MODIFICAZIONI DELLA LEGITTIMAZIONE L INTERRUZIONE DEL PROCESSO

E F M

VENTI INTERRUTTIVI ATTISPECIE INTERRUTTIVE OMENTO DEL PROCESSO

( . 299 . . .)

ART C P C

Morte della parte F Prima della costituzione

ATTISPECIE SEMPLICE

Artt. 299, 300, co. 3°, 301 Art. 299

N.B.: nei processi da ricorso non opera per il

Parte non ancora costituita o ricorrente

costituita personalmente

Estinzione della persona F Dalla costituzione in giudizio

ATTISPECIE COMPLESSA

giuridica Art. 300, co. 1° e 2° alla chiusura della discussione

Evento + Dichiarazione Artt. 299, 300, co. 3°, 301

Parte costituita a mezzo di Art. 300, co. 1° e 2°

difensore Art. 300, co. 4°

N.B.: dalla chiusura della discussione alla

pubblicazione della sentenza, non può aversi

interruzione (Art. 300, co. 5°)

Perdita della capacità della parte F Dalla chiusura della discussione

ATTISPECIE COMPLESSA

Art. 300, co. 4° alla notificazione della sentenza

Evento + Notificazione Art. 286

o certificazione

Parte contumace Dopo la notificazione della

sentenza

Art. 328, co. 1° e 2°, 330, co. 1°

Perdita della capacità del Dalla chiusura della discussione

rappresentante al sesto mese successivo alla

pubblicazione della sentenza non

notificata

Estinzione della rappresentanza Nei secondi sei mesi successivi

alla pubblicazione della sentenza

non notificata

Art. 328, co. 3°

16 D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

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L E PARTI

L : ’

E MODIFICAZIONI DELLA LEGITTIMAZIONE L INTERRUZIONE DEL PROCESSO

Sulle conseguenze della fusione per incorporazione,

• v. [28] Cass. 8 febbraio 2006, n. 2637;

In relazione all’art. 43 l.f. (novellato dal d. leg. 9 gennaio 2006, n. 5), ai sensi del

• quale «l’apertura del fallimento determina l’interruzione del processo», occorre

distinguere:

i casi nei quali la dichiarazione di fallimento è irrilevante, perché la

• controversia riguarda diritti personali del fallito,

quelli nei quali la causa diventa improcedibile e non può essere riassunta, e

• quelli, infine, nei quali opera la disciplina dell’interruzione di cui agli artt. 299

• ss. c.p.c. 17


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18

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1.17 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, svolte dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Nel documento si riportano riferimenti normativi e giurisprudenziali e spunti di riflessione riguardo i seguenti argomenti: significato di parte processuale, capacità processuale, legittimazione difetto di legittimazione processuale, rappresentanza tecnica, vicende modificative del processo: successione e interruzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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