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Le tecniche e le modalità di intervento adoperate sono le più diverse:

• creazione di un gruppo di azione locale prima di qualsiasi intervento, che costituirà poi

il punto costante di riferimento;

• osservazione diretta del territorio da eseguire insieme al gruppo di azione locale;

• consultazione di fonti secondarie;

• interviste semistrutturate, svolte come colloqui informali;

• metodi di classificazione, valutazione e organizzazione delle informazioni idonei a

facilitare la comunicazione e la comprensione delle priorità e dei problemi emersi. Il

singolo tema è articolato sempre per punti di forza (risorse), punti di debolezza (aspetti

problematici), proposte (soluzioni previste e soluzioni auspicabili). Si tratta di metodi

finalizzati a condividere con la popolazione i risultati emersi;

• individuare temi e problemi che possono essere affrontati a livello locale;

• forum pubblico conclusivo a cui partecipa la comunità locale, per il controllo delle

informazioni e la valutazione delle idee emerse;

• adesione dei partecipanti ad un'idea e ad un progetto.

Il tema della partecipazione, va trattato con distacco e senza coinvolgimento ideologico,

ma richiede

• cautele, messe a punto all'interno dei vari passaggi progettuali,

• tali da rendere il coinvolgimento dei soggetti interessati non un artificio retorico, ma

strumento per instaurare i meccanismi di reciprocità tra sapere esperto e sapere locale.

Le metodologie sono volte ad individuare

• gli attori sociali che producono il progetto (chi)

• gli obiettivi dell'intervento coerenti ai bisogni della popolazione (cosa)

• le forme di collegamento tra base e istituzione, i modelli di comunicazione e

trasmissione di informazioni sul progetto, le procedure per prendere decisioni

importanti sul progetto insieme alla gente (come).

Sono le tre dimensioni della partecipazione individuate dalla ricerca della Cornell

University (Uphoff, 1991) che rimandano a un sapere tecnico in grado di consentire la

partecipazione: i soggetti che partecipano, il contenuto della partecipazione, le modalità

della partecipazione

• gli attori (chi),

• i contenuti (cosa)

• le modalità del coinvolgimento (come), (Cernea M.M. 1991).

Questi elementi vanno di volta in volta ponderati e studiati in relazione agli specifici

contesti, perché richiedono scelte e soluzioni non così facilmente individuabili.

L'individuazione degli attori sociali è preliminare sia alle operazioni di tipo conoscitivo,

sia alle procedure di coinvolgimento e negoziazione, che costituiscono da una parte un

arricchimento del progetto e dall'altra la soluzione partecipata dei conflitti.

• La comunità locale, cui viene rivolta l'attenzione primaria nell'approccio partecipativo,

non è omogenea al proprio interno e presenta, anzi, differenziazioni, gerarchie e

conflitti, di cui bisogna tenere conto e che non sono così facili da assumere all'interno

dei progetti partecipati, al punto tale che è lo stesso Chambers a suggerire che la

partecipazione può venir meno in situazioni con forti conflitti sociali.

• Tuttavia, il conflitto, gli interessi differenti, sono in qualche maniera strutturali a

qualsiasi realtà sociale e con esso bisogna fare i conti.

• Uno dei percorsi possibili, che può costituire una scorciatoia, sta nell'individuare le

sole organizzazioni sociali esistenti, quelle più attive, più facilmente coinvolgibili in

gruppi di lavoro. In questo modo tuttavia si pratica automaticamente una selezione,

essendo rappresentati probabilmente solo coloro che sono centrali nei sistemi locali,

con la conseguenza che si possono generare forme di cooptazione strumentale

reciproca da parte dei tecnici e dei gruppi organizzati (Meloni B. 2001). Vedi il caso

delle associazioni ambientaliste autrici o compartecipi di progetti.

• Non tutte le organizzazioni sociali esistenti sono di fatto canali appropriati e utili per gli

interventi di comunicazione e partecipazione.

• L'individuazione dei soggetti da coinvolgere può avvenire attraverso il concetto di

stakeholders, intesi in primo luogo come coloro che hanno da una parte interessi più

diretti al progetto e in secondo luogo come l'insieme degli individui o gruppi che sono

influenzati in modo significativo dall'attività. Una distinzione è quella tra stakeholders

primari e secondari I primi sono coloro che hanno interessi diretti nel progetto perché

ne sono formalmente coinvolti (Chiesi A., Martinelli A., Pellegata M. 2000).

• Una risposta è stata la creazione di un gruppo di azione locale, di un gruppo locale di

progetto, agenzia…

Conseguenze: all'interno della progettazione partecipata, come in tutte le procedure di

ricerca,

• esplicitare i criteri di scelta,

• un'assunzione di responsabilità che individui quali siano gli attori e le istituzioni

adatte per una gestione partecipata.

• Coscienti che questa impostazione implica l'accettazione della partecipazione

progettata: di un paradosso dal punto di vista di una logica partecipativa che

dovrebbe essere, invece, un movimento dal basso.

• Nella realtà la partecipazione è, infatti, spesso "tecnicamente gestita", al punto

tale che, dove non esistono gruppi sociali, è necessario indurre la partecipazione

(Tommasoli M. 2001).

Le conseguenze di queste scelte, che come è facile intuire riguardano anche i contenuti

e le modalità, sono tuttavia:

• il cambiamento del modello decisionale legato alla realizzazione di progetti, che

richiede momenti di coinvolgimento più o meno istituzionalizzato: "In tale modello

non solo si tenta di cambiare il ruolo dell'esperto da pianificatore a facilitatore di

processi decisionali decentrati, ma si mira a sperimentare e a introdurre nuovi stili

di lavoro, più intuitivi e più flessibili" (ivi, pag. 124);

• l'individuazione del ruolo di qualcuno capace di applicare un sapere specifico

al campo della partecipazione. All'interno di questa prospettiva è indispensabile

individuare una forma di intervento che stabilisca quali siano gli attori e le istituzioni

adatte e compatibili, in assenza delle quali è giustificata la necessità

dell'assistenza tecnica per la partecipazione (ivi).


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio, tenute dal Prof. Benedetto Meloni, nell'anno accademico 2008.
Il documento spiega il funzionamento del metodo Partecipatory Rapid Appraisal (PRA), ideato da Robert Chambers.
Parole chiave: progettazione partecipata, analisi distorte, Rapid Rural Appraisal (RRA), attori sociali, individuazione degli stakeholders.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Meloni Benedetto.

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