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Tensiometri

Consistono di un'ampolla di ceramica porosa piena d'acqua, interrata alla

profondità alla quale si desidera fare la misurazione, e collegata ad un

manometro. Col terreno saturo l'acqua non entra e non esce; man mano che il

terreno si prosciuga l'acqua esce dall'ampolla e il manometro scende, e

viceversa. E il miglior strumento per misurare con esattezza a partire dallo

stato di saturazione fino a -800 mbar

(cioè poco sotto la capacita di campo). Con umidità più bassa entra aria

nell'ampolla rendendo l'apparecchio inutilizzabile.

Precipitazioni

o Le precipitazione possono essere classificate in relazione allo stato

fisico dell'acqua ed alle dimensioni delle singole particelle in: rugiada,

brina, pioviggine, pioggia, neve, nevischio, grandine e nebbia.

o Le precipitazioni sono la conseguenza della presenza di nubi, che a loro

volta dipendono dalla circolazione generale dell’atmosfera e

dall'interazione delle masse d’aria con la superficie della terra e con

quella del mare. La loro distribuzione durante l’anno è funzione della

zona climatica e varia grandemente da una regione all’altra. Anche la

variazione tra un anno e l’altro, per uno stesso periodo (variabilità

interannuale), può essere assai marcata.

o Oltre al valore cumulato di pioggia, per un ogni singolo evento, si può

anche misurare l’intensità, che viene espressa in mm h-1. Nei riepiloghi

giornalieri si riporta il solo valore totale, mentre nei riepiloghi mensili,

oltre al valore totale, si riporta anche il numero di giorni nei quali si è

verificata la pioggia.

o Importante considerare anche la frequenza, la durata ed i tempi di

ritorno che permettono di quantificare la probabilità che un certo

evento si ripeta nel tempo in una data località.

Precipitazioni (cont.)

I valori di precipitazione vengono utilizzati per molteplici scopi, tra

i quali si annoverano:

- la programmazione dell'irrigazione, per il calcolo relativo

alla costruzione di invasi per l’agricoltura;

- la stima del rendimento delle colture in combinazione con

radiazione solare e temperatura;

- il calcolo dei premi assicurativi in agricoltura (ricorrenza

della grandine);

- la stima delle risorse idriche (acqua potabile, per usi civili

ed industriali);

- analisi e quantificazione del rischio erosivo. A questo scopo

possono essere utilizzate opportune equazioni empiriche (USLE)

o fisiche (Eurosem).

Classificazione

delle

precipitazioni

Caratteristiche delle piogge: la quantità

o Si esprime in millimetri di acqua caduta nell’intervallo di

tempo pari alla durata dell’evento.

o In media cadono su tutta la terra 1.000 mm di acqua,

ma vi sono zone dove si raggiungono i 12.000 mm ed

altre dove non piove mai.

o In Italia varia da 2.500-3.000 mm nelle Alpi orientali e

nelle Apuane, a meno di 500 mm nel Tavoliere pugliese,

nelle coste sud-occidentali della Sicilia ed in provincia

di Cagliari.

o La quantità consente solo una stima grossolana delle

potenzialità agricole di una area, in quanto altri

parametri influiscono sulla sua capacità di soddisfare le

esigenze evapotraspirative della coltura.

Caratteristiche delle piogge: l’intensità

-1

o E’ espressa in quantità nell’unità di tempo (mm h ).

o Ha grande importanza in idrologia per la previsione

delle piene e nel campo della conservazione del suolo in

quanto il fenomeno del ruscellamento in collina o del

ristagno in pianura si verificano quando l’intensità è

superiore alla velocità di infiltrazione nel terreno.

o Le piogge intense hanno quindi una efficacia molto

limitata e possono provocare gravi danni alla

conservazione del suolo ed anche alle colture (asfissia

radicale, etc.)

o Dall’intensità dipende l’erosività, cioè la capacità di una

pioggia di provocare erosione.

o La maggiore efficacia si ha con piogge di leggera

-1

intensità, attorno ai 2 mm h

Caratteristiche delle piogge: la durata

o Rappresenta l’intervallo di tempo durante il quale si

verifica l’evento.

o E’ in relazione inversamente proporzionale alla

intensità: i=14.3/√d

Caratteristiche delle piogge: la frequenza

o Rappresenta l’intervallo di tempo medio dopo il quale di

può pensare di avere nuovamente un evento di una certa

quantità od intensità. Questa grandezza viene

generalmente indicata come tempo di ricorrenza.

o La frequenza indica anche il numero di eventi in un

certo intervallo di tempo (decade, mese, anno),

indipendentemente dalla sua durata od intensità.

o Il numero di giorni piovosi è un’informazione assai utile

per l’effettuazione delle operazioni colturali e può

servire per il dimensionamento del parco macchine.

o Generalmente l’attività agricola è favorita quando le

piogge sono più frequenti e meglio distribuite durante

l’arco dell’anno.

o Gli studi della frequenza permettono di determinare la

probabilità delle piogge, utilizzabile per determinare i

volumi di affossatura, le stime delle produzioni, etc.

Distribuzione stagionale delle

precipitazioni

Il regime

delle

precipitazioni 1 2

Regime

pluviometrico in

Italia 3 4

5

Caratteristiche delle piogge: l’estensione

o Rappresenta l’area su cui si estende un singolo evento

o E’ generalmente inversamente correlata alla intensità.

o A causa della elevata variabilità spaziale delle

precipitazioni è necessario porre molta attenzione al

dimensionamento ed alla collocazione della rete di

stazioni pluviometriche.

o Esistono al momento strumenti di telerilevamento che

permettono di ottenere una buona stima dei valori di

pioggia distribuiti sul territorio.

o Inoltre è possibile applicare metodi di spazializzazione

od interpolazione che riportano sul territorio i valori di

pioggia misurati puntualmente da una rete di stazioni.

La pioggia utile

o La determinazione della pioggia utile presenta

numerose difficoltà legate al fatto che l'efficacia

dell'evento piovoso varia in funzione:

o della quantità di acqua precipitata

o della sua intensità

o delle caratteristiche del terreno

o Nel quaderno FAO n. 25 sono riportati diversi metodi

empirici, formule e relazioni semi-empiriche ed

empiriche per la stima delle piogge efficaci.

La misura

o La pioggia viene misurata in millimetri, che esrpimono lo

spessore che raggiungerebbe l’acqua caduta se si

depositasse su di una superficie piana, impermeabile e

senza evaporazione.

o Si ottiene quindi una misura unidimensionale, non riferita a

nessuna unità di superficie.

o Si precisa che:

1 mm di pioggia corrisponde a 1 l m-2 ed a 10 m3 ha-1

Pluviometro Totalizzatore

o E’ costituito da un

contenitore (che può

avere forma e

dimensioni variabili)

con una bocca tarata

o Sulle pareti è

segnata una scala per

la lettura diretta

della quantità di

pioggia caduta

o In altri tipi insieme

al contenitore è

fornito un recipiente

graduato in cui

versare l’acqua

raccolta Pluviografo

• E’ costituito da un sistema

meccanico collegato ad un

imbuto di raccolta (bocca

tarata)

• Sul tamburo a orologeria è

montato un diagramma di

carta per la registrazione

della quantità di pioggia

caduta

• Il sistema di conteggio è a

vaschette oscillanti. Ogni

variazione corrisponde a

0.2mm di pioggia Pluviometro

• Il contenitore può

avere dimensioni

variabili

• Il sistema di

raccolta è simile a

quello del

pluviografo

• Il sensore è un

piccolo interruttore

magnetico che a ogni

movimento delle

vaschette invia un

impulso al sistema di

acquisizione La grandine

o La grandine è considerare una idrometeora

estremamente dannosa. Apporta infatti pochissima

acqua al terreno, provocando al contempo ingenti danni

a seguito dell’impatto del chicco con la vegetazione.

o E’ particolarmente frequente nei mesi primaverili

estivi, quando può compromettere completamente la

produzione.

o E’ il risultato della condensazione di acqua negli elevati

strati dell’atmosfera con temperature di molti gradi

sotto lo zero, attorno a nuclei di condensazione

generalmente costituti da pulviscolo atmosferico. Ogni

granulo può permettere la formazione di un chicco di

grandine che sotto l’azione della forza di gravità cade

al suolo.

o Un elevato numero di nuclei permette la formazione di

molti chicchi di piccole dimensioni che non determinano

danni alla vegetazione

La grandine

o La grandine è considerare una idrometeora estremamente

dannosa. Apporta infatti pochissima acqua al terreno,

provocando al contempo ingenti danni a seguito

dell’impatto del chicco con la vegetazione.

o E’ particolarmente frequente nei mesi primaverili estivi,

quando può compromettere completamente la produzione.

o E’ il risultato della condensazione di acqua negli elevati

strati dell’atmosfera con temperature di molti gradi sotto

lo zero, attorno a nuclei di condensazione generalmente

costituti da pulviscolo atmosferico. Ogni granulo può

permettere la formazione di un chicco di grandine che

sotto l’azione della forza di gravità cade al suolo.

o Un elevato numero di nuclei permette la formazione di

molti chicchi di piccole dimensioni che non determinano

danni alla vegetazione

Reti antigrandine

Evaporazione ed evapotraspirazione

o L’evaporazione consiste nel passaggio dell’acqua dallo stato liquido allo

stato di vapore. In natura l'entità di tale fenomeno dipende dalle

condizioni fisiche dell’ambiente (radiazione, temperatura, umidità, vento) e

dalla disponibilità d'acqua, che può essere a "pelo libero" (mari, laghi, fiumi

ecc.) o trattenuta in mezzo poroso (terreno e superfici varie).

o La traspirazione consiste nel passaggio dell’acqua contenuta negli

organismi (piante ed animali) dallo stato liquido allo stato di vapore. Tale

processo è regolato sia dalle condizioni dell’atmosfera sia da una serie di

meccanismi biologici (apertura-chiusura di stomi, pori cutanei, etc) che

tendono a mantenere gli organismi nelle condizioni migliori di idratazione.

o L’evapotraspirazione (ET) è l’effetto cumulato dell'evaporazione dalla

superficie bagnata, terreno e foglie, e della traspirazione d'acqua dalle

piante presenti su tale terreno.

Evaporazione ed evapotraspirazione (cont.)

o Quando ci si riferisce ad una superficie coperta da una coltura od in

genere da vegetazione sarebbe estremamente difficile distinguere le

due componenti ed il fenomeno viene considerato nel suo insieme.

o Sia l’evaporazione che la traspirazione sono funzione della quantità

d'energia che arriva alla superficie (radiazione solare), delle condizioni

dell’atmosfera (temperatura, umidità dell’aria , vento) e della

disponibilità d'acqua. L'ET segue l’andamento della radiazione solare e

della temperatura, sia nel corso del giorno che durante l'arco

dell'anno.

o L’evapotraspirazione è una componente essenziale del bilancio idrico e

viene utilizzata in combinazione con le precipitazioni per la

programmazione dell'irrigazione delle colture agrarie. A livello di

bacino l'ETR è impiegata per calcolare la perdita d'acqua, per stimare

le portate dei corsi d’acqua, per la progettazione dei bacini artificiali.

Nei modelli di produzione delle colture agrarie è impiegata come

elemento di base per il calcolo dei rendimenti.

Evapotraspirazione potenziale

o L'evapotrapirazione potenziale (ETP) rappresenta la quantità d'acqua

dispersa nell'atmosfera da una superficie di riferimento, quando l'acqua

non costituisce un fattore limitante. Ne consegue che le sole variabili

considerate sono quelle atmosferiche e, pertanto, può essere utilizzata

come indice ambientale.

o Per la stima della ETP possono essere applicate numerose formule a

partire dai dati meteorologici di comune reperibilità Tali formule possono

avere sia carattere empirico, che essere basate sul processo fisico della

evapotraspirazione.

o Nella pratica, poiché la misura diretta della ET è assai complessa, si

ricorre al calcolo giornaliero della ETP e, con l’applicazione di coefficienti

che tengano conto del tipo di coltura, si stima l'ETP delle colture

ETP coltura = ETP riferimento X Kc

o L’obiettivo dell’irrigazione è quindi quello di apportare acqua affinché i

valori di ETP coltura ed ETR siano uguali, evitando così alla coltura di

incorrere in periodi di stress idrico.

Relazione fra ETP ed ETR

Stagione di crescita

I periodi in

cui la

quantità di

pioggia è

uguale o

superiore

all’ETP sono

considerati

periodi

umidi,

mentre gli

altri periodi La FAO definisce periodo utile per la crescita quello durante il quale

deficit

di le piogge sono uguali o superiori a 0.5 ETP. Si tratta di un sistema

valido nei climi tropicali, quando la crescita non è mai limitata dalle

idrico. basse temperature.

Valori di ETP

ETP della coltura

o L’ETP rappresenta in definitiva la domanda evaporativa

Nelle reali condizioni di campo la situazione è

dell’atmosfera.

diversa da quella standard di riferimento e quindi i valori di

ETP devono essere raccordati con quelli della coltura

analizzata.

o Si utilizzano allora i coefficienti colturali (Kc) che

moltiplicati per (ETPo) forniscono i valori di ETP della

coltura (ETPc)

ETPc=ETPo x Kc

o I valori di ETPc rappresentano i fabbisogni idrici della

coltura e permettono di calcolare l’ET di punta, su cui è

necessario effettuare i calcoli delle portate irrigue per

evitare che si possano verificare insufficienze.

Relazione fra ETPo ed ETPc

o Le differenze fra le

colture sono

prevalentemente

dovute ad una maggiore

resistenza alla

traspirazione,

conseguente, ad

esempio, ad una

chiusura degli stomi

durante il giorno

(ananas) od alla

presenza di cera sulle

foglie (agrumi). Valori di Kc

o Stadio iniziale: comprende la

geminazione, l’emergenza ed il

primo sviluppo fogliare, con il

terreno quasi del tutto scoperto

di vegetazione (0.3).

o Stadio di copertura: il rapido

sviluppo fogliare porta al

ricoprimento quasi completo del

terreno (fra 0.3 ed 1).

o Stadio di pieno sviluppo: la

copertura vegetale è al suo

massimo (>1).

o Stadio di maturazione: inizia con

la formazione dei semi e dei frutti

e con la senescenza del fogliame e

progredisce fino alla maturazione

piena (fra 1 e 0.3-0.5). La misura

o Evaporazione, traspirazione ed evapotraspirazione si

misurano su base oraria (mm h-1) o su base giornaliera

(mm d-1).

o Per la misura dell'evaporazione si usano l’evaporimetro

o la vasca evaporimetrica,

o L’evapotraspirazione viene misurata con il lisimetro.

Data la laboriosità ed il costo dello strumento, l’ET è

spesso calcolata a partire dall'ETP, per la quale è

necessario conoscere variabili agrometeorologiche

standard. Fattori influenti

o L’ET è un passaggio di stato e dipende dai seguenti fattori:

o Energetico, consistente nella disponibilità di energia per

il processo evaporativo

o Aerodinamico, relativo alla rimozione del vapore acqueo

dalle superfici evaporanti

o Oltre a questi fattori climatici generali, devono poi essere

aggiunti fattori che considerano le condizioni del terreno e

della vegetazione.

o Per cercare di descrivere l’ET in modo standardizzato, è

stata quindi introdotta l’evapotraspirazione potenziale (ETP)

che descrive al meglio i rapporti pianta-clima-atmosfera.

o I metodi seguenti sono stati modificati dalla FAO per

calcolare la ETP sulla base di medie su un periodo di 10-

30 giorni. Il valore ottenuto rappresenta la media

giornaliera di quel periodo.

Evaporimetro di classe A pan

• La vasca di classe “A”

americana è costituita da un

cilindro in acciaio galvanizzato

di 25,4 cm di profondità e di

120.7 cm di diametro e 0.8 cm

di spessore

• Il livello dell’acqua è misurato

tramite una sonda collegata a

un galleggiante, situata in un

pozzetto di calma per

diminuire l’effetto

dell’increspatura superficiale

dovuta al vento

Evaporimetro

Evapor

imetro – Sensore potenziometro

o Un potenziometro è

costituito da una

resistenza il cui valore

dipende dalla posizione di

un cursore, collegato al

galleggiante, che si muove

lungo i contatti elettrici

o La vasca va riempita

periodicamente senza che

il livello non scenda sotto

i 50 mm di acqua

o Uno dei problemi che ne

limitano l’accuratezza è

dovuto alla presenza di

attriti lungo i contatti Lisimetro

Vento

o Il vento è prodotto dallo spostamento di una massa d’aria. Tale

spostamento è determinato, sia alla scala della circolazione generale

dell’atmosfera sia a scala locale, da differenze di pressione

dell’atmosfera, che componendosi con il moto terrestre e con l’attrito

delle superfici danno luogo al vento.

o Il vento è una componente importante dei fenomeni meteorologici e la sua

distribuzione nel corso dell’anno segue degli schemi relativamente

ripetitivi, che rappresentano la circolazione generale dell’atmosfera.

o Nei riepiloghi giornalieri, il vento è indicato mediante il valore medio della

velocità (m s-1) o come vento sfilato (km), corrispondente alla distanza che

avrebbe percorso nel giorno una massa d’aria avente uguale velocità.

o Importante anche la conoscenza della direzione di provenienza, che può

essere espressa in termini di frequenza, considerando ad esempio una

misura ogni tre ore (8 misure il giorno). In questo caso la misura viene

espressa in gradi on in base la quadrante di provenienza (N, NE, SO).

Rapporti con le colture

o I principali effetti sulle colture sono: aumento della

evapotraspirazione, aumento del ricambio della CO2,

impollinazione e disseminazione, alterazioni

morfologiche, allettamento, stroncamento e

sradicamento, trasporto di sali, abrasione. Importante

anche il ruolo nella erosione eolica.

o Per la difesa dal vento si utilizzano i frangivento che

hanno lo scopo di proteggere interi appezzamenti o

comprensori intercettando le masse d’aria e deviandole

verso l’alto. La misura

o Il vento è descritto da due componenti: l’intensità, che

si misura in metri al secondo o in nodi (1 nodo=0.514 m

s-1) e la direzione, che si esprime in gradi ed indica la

direzione di provenienza, posto il nord geografico

uguale a zero e il sud pari a 180°. Per indicare la

direzione del vento si usa quella di provenienza delle

masse d’aria.

o L’intensità del vento si misura con l’anemometro e la

direzione con il gonioanemometro (anemoscopio o

banderuola).

Il vento sfilato –

l’anemometro

totalizzatore

La velocità del vento – anemometro

o Si basa sulla rotazione di coppe o eliche che

raggiungono l’equilibrio cinetico con l’aria circostante

o Può essere costruito in alluminio o in plastica

o Due diversi tipi di trasduzione possono essere

impiegati: analogici o digitali

o Nel primo il moto è trasmesso a una bobina che produce

una tensione elettrica proporzionale alla velocità

o Nel secondo un dispositivo ottico o magnetico rileva il

numero di giri compiuti

Rappresentazione polare del vento

Scala di

Beaufort

Effetti del vento sulle piante (I)

o Aumento della evapotraspirazione. In aria ferma l’evaporazione è un

fenomeno di semplice diffusione, mentre se l’aria è in movimento il

processo viene fortemente accentuato in quanto vengono rimossi gli

strati di aria umida che altrimenti tenderebbero ad accumularsi sulle

superfici evaporanti.

o Inoltre il vento, deformando le foglie, causa alternate contrazioni ed

espansioni degli spazi intercellulari ed in particolare delle camere

sottostomatiche forzando il ricambio dell’aria interna con quella esterna

più secca. Si accentua così la traspirazione.

o Venti caldi invernali possono determinare l’appassimento dei boschi di

montagna. Lo scirocco è il responsabile della stretta dei cereali. Venti

caldi e secchi possono devitalizzare foglie, germogli ed anche il polline.

o Le piante arboree sono più esposte al vento e quindi deve essere scelta

opportunamente la loro ubicazione, l’orientamento dei filari, i sistemi di

allevamento, etc.

Effetti del vento sulle piante (II)

o Analogamente all’effetto precedente, il

Aumento della evaporazione.

vento accelera la maturazione e l’essiccamento dei semi, l’essiccamento

dell’erba durate la fienagione, il prosciugamento superficiale del

terreno, etc.

o Con lo stesso meccanismo sopra

Aumento del ricambio della CO2.

descritto, il vento favorisce il ricambio della CO sia entro il mesofillo

2

che all’interno della canopy, con vantaggi per la fotosintesi.

o I movimenti d’aria assicurano il

Impollinazione e disseminazione.

trasporto, su un raggio più o meno lungo, del polline, assicurando

l’impollinazione, e dei semi, assicurando la disseminazione.

o Le piante che si accrescono sotto l’influenza

Alterazioni morfologiche.

di venti secchi non raggiungono mai un grado di turgidità tale da far

espandere lo loro cellule fino alla dimensione normale. Gli organi

risultano così ridotti, anche senza essere deformati. Lungo le coste od

in alta montagna la dimensione degli alberi è ridotta. In caso di venti

dominanti costanti, i tronchi risultano asimmetrici, per la formazione di

legno di compressione con anelli più sviluppati nella parte sottovento. La

chioma assume la forma a bandiera.

Tipica chioma a bandiera

Effetti del vento sulle piante (III)

o Allettamento. Fenomeno dannoso causato del vento su

piante erbacce, consistente nel coricamento degli steli

per piegatura o per allentamento delle radici.

o Stroncamento e sradicamento. Importante anche negli

alberi ed in certe piante erbacee; caduta di fiori.

o Trasporto di sali. Venti provenienti dal mare e che

trasportano particelle di cloruro di sodio sono molto

frequenti in Italia e provocano gravi danni alla

vegetazione data la forte tossicità del sale.

o Abrasione. Quando il vento trasporta particelle di

ghiaccio o di sabbia esercita una potente azione

abrasiva. Le cortecce possono essere abrase,

soprattutto pochi centimetri sopra il suolo.

Misure protettive

o Aumentare la scabrezza delle superfici creando

zollosità e solchi

o Assicurare la copertura del terreno con opportune

rotazioni colturali e/o lasciando i residui in superficie

o Creare barriere frangivento o comunque interrompere

la continuità dei campi con filari e strisce protettive

o Dare ai campi larghezza e orientamento dettati dal

regime dominante

Difesa dal vento – grande scala

o La difesa dal vento su grande scala ha come oggetto interi appezzamenti od

addirittura interi comprensori. Si fa ricorso in questo caso ai frangivento

vivi e morti.

o Questi ultimi consistono in muretti a secco, cannicciate, canne infisse nel

terreno, teli di materiale plastico forati, etc. Si applicano su aree

relativamente ristrette.

o I frangivento vivi consistono in erbe, arbusti od alberi viventi. Si tratta

quindi di vere e proprie piantagioni appositamente create per ottenere la

difesa dei campi. La disposizione è generalmente a fasce parallele o

perpendicolari fra di loro.

o L’azione avviene sia smorzando che deviando il vento. Una parte del vento a

contatto con il frangivento lo attraversa frenando la sua velocità, mentre la

rimanente viene deviata verso l’alto scavalcando l’ostacolo. La protezione

comincia sopravento ad una distanza che va da 3 a 5 volte l’altezza, mentre

sottovento questa si estende a circa 15-20 volte l’altezza stessa. Un

frangivento di 10 m protegge circa 150-200 m.

I frangivento

o L’efficienza dipende dalla sua densità. Deve essere

abbastanza poroso (circa il 30-40 % di apertura nella massa)

per avere una equilibrata ripartizione del vento che

attraversa e che scavalca il frangivento stesso. Se è troppo

denso tutto il vento lo scavalca, determinando oltre barriera

una zone di bassa pressione che dà luogo a turbolenza

riducendo la zona protetta.

o E’ molto importante la struttura del frangivento, che deve

prevedere una serie di file di dimensioni progressivamente

crescenti nella parte sopravento ed una o due fasce di altezza

decrescente nella parte sottovento. Il vento deve quindi

essere gradualmente accompagnato a superare l’ostacolo.

o Per ottenere questo è necessario integrare arbusti ed alberi,

ed utilizzare forme diverse di allevamento (ceduo ed alto

fusto). Strutture dei frangivento

Non

efficace

Efficace

Caratteristiche e specie dei frangivento

o Essere sempreverde, in modo da esercitare la sua protezione anche

nei mesi invernali

o Essere a rapida crescita, rustico, adattabile, resistente alla

salsedine

o Avere apparato radicale robusto ma non molto espanso, per ridurre

la competizione con le colture e resistere allo sradicamento operato

dal vento

Nei climi litoranei si fa largo ricorso ad eucalipto e cipresso. Si può

ricorrere ad arbusti come canna comune, tuia, etc.

Nelle fasce tropicali sono utilizzate l’eucalipto, l’acacia.

Nelle zone settentrionali si utilizzano cedro, olmo, pioppo, ontano,

platano che sono però caducifolie.

Nelle zone del sud è possibile utilizzare, per limitate estensioni, siepi

di fico d’india, ginepro, ligustro, tamerici.

Vantaggi e svantaggi dei frangivento

o Vantaggi:

o Riduzione od eliminazione dei danni prodotti dal

vento

o Riduzione della ETP, con minori situazioni di stress

idrico per le colture. Riduzione quindi dei consumi

idrici. Tali effetti benefici sul microclima si hanno

anche in zone dove la velocità del vento non è così

particolarmente elevata da provocare danni

o Svantaggi:

o Sottrazione di superficie alle colture

o Ombreggiamenti

o Competizione radicale per acqua ed elementi minerali

o Maggiore pericolo di brinate

Produzione di grano duro, temperatura e umidità relativa dell’aria,

velocità del vento e evapotraspirazione in funzione della distanza dal

frangivento riportata in ascissa utilizzando come unità di misura

l’altezza del frangivento (H). Il disegno sintetizza graficamente

alcuni dei risultati della sperimentazione.

a coppe a mulinello


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120

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11.85 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze agrarie
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agronomia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Orlandini Simone.

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