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superamento di un esame organizzato dalla Law Society. Il loro compito è

principalmente quello di intrattenere rapporti coi clienti, preparare il materiale

probatorio e informativo e tutta la documentazione necessaria per il barrister; può

tuttavia stare in udienza di fronte alle county courts o ai justices of the peace; mentre, a

differenza dei barristers, tradizionalmente essi non erano legittimati a stare in giudizio

dinnanzi alle corti superiori. Tuttavia quest’ultima differenza è venuta meno in seguito

all’adozione del Courts and Legal Service Act del 1990 che ha attribuito il right of

audience anche ai solicitors.

Circa i giudici delle corti superiori: storicamente i giudici della High Court, della Court of

Appeal e della House of Lord, erano nominati dalla Corona su proposta del Lord

chancellor o del primo ministro. Per esempio, la sezione 1 del Supreme Court Act del

1981, stabiliva che la nomina a Justice of Appeal era limitata ai barristers con

un’esperienza di almeno 15 anni o a coloro che erano già giudici ordinari della High

Court; la selezione avveniva quindi fra i barristers con una certa esperienza

professionale, di maggior prestigio, cioè tra i c.d. Queen’s Counsels. La scelta dei

giudici tra i barristers era volta a garantire che la comunità dei giudici fosse composta

da soggetti appartenenti ad un gruppo professionale ristretto, al fine di garantire una

selezione basata anche su una conoscenza personale. Dunque, quella comunità d

giudici assumeva tutte le caratteristiche della comunità dei barristers, bianchi, maschi,

di mezza età, scarsamente rappresentativi della società in quanto appartenenti ai suoi

segmenti più elevati (Varano, Organizzazione).

Tuttavia il già citato Courts and Legal Service Act del 1990 ha inciso anche sulla

nomina dei giudici. Fino all’adozione del CRA 2005, i giudici della High Court venivano

scelti dal Lord chancellor tra i barristers e i solicitors titolari del right of audience, con

almeno 10 anni di esperienza professionale e proposti alla regina, che avrebbe poi

provveduto alla nomina. Anche i giudici delle county courts venivano nominati dalla

corona su proposta del lord chancellor e scelti tra i barristers e i solicitors con almeno 7

anni di esperienza. Questa modalità di reclutamento dei giudici è molto diversa rispetto

a quella degli altri ordinamenti continentali e contribuisce a non contrapporre il bar

(avvocatura) al bench (magistratura), tutt’oggi legati da un rapporto di affinità tecnica,

morale e culturale.

OBIETTIVI DELLA RIFORMA DEL 2005

Prima di inoltrarsi nel dettagli credo sia opportuno visualizzare l’obiettivo principale del

CRA: l’affermazione in via legislativa del principio di indipendenza della magistratura,

fino ad allora garantito da regole non scritte, prassi, consuetudini, convenzioni.

In particolare: il CRA ha provveduto a: 1) rivisitare il ruolo del Lord Chancellor; 2)

modificare il procedimento delle nomine giudiziarie; 3) istituire la nuova Corte

Suprema.

LORD CHANCELLOR OLD-STYLE E NEW-STYLE

In prima approssimazione, con riferimento al potere giudiziario, si può affermare che

l’anomalia del modello Westminister, trovava la sua massima manifestazione nell’ufficio

del Lord Chancellor.

Quella del Lord chancellor è una figura molto antica che può dirsi esistente dalla

nascita della monarchia: secondo alcuni nasce addirittura nel 605 d.C.

Senza ripercorrere tutte le funzioni da esso svolte nei secoli ormai trascorsi, basta

ricordare che prima della riforma costituzionale del 2005, il Lord chancellor (Old-style)

svolgeva tre ruoli: giudiziario, esecutivo, parlamentare.

1. Giudiziario il Lord chancellor (nominava i giudici delle corti superiori ed) era

egli stesso “giudice”, in quanto presiedeva l’Appellate Committee della Camera dei

Lords, la Judicial Committee del Privy Council e la Chancery Division della High

Court. Tuttavia proprio per la vasta gamma di funzioni da esso svolte, il Lord

Chancellor era in grado soltanto di presenziare l’Appellate Committee e la Judicil

Committee. La frequenza delle presenza varia da Lord a Lord (per esempio, Lord

Irvine ha partecipato soltanto due volte all’Appellate Committee e in casi “privati”, che

non coinvolgevano cioè il Governo).

2. Esecutivo contemporaneamente il Lord Chancellor è membro del governo

e perciò è una figura dotata di una forte carica politica. Egli cioè governa l’ordine

giudiziario, prevedendo alla nomina dei giudici in veste di “capo del potere

giudiziario”. Gestisce le assegnazioni delle sedi di servizio, i trasferimenti e gli

avanzamenti di carriera dei giudici. I servizi giudiziari sono tuttavia cogestiti con altre

due autorità: il ministro dell’interno (competente sulla polizia giudiziaria, la giustizia

penale e sul sistema penitenziario) e l’ Attorney General (che ha ampie competenze

in materia penale).

3. Parlamentare per convenzione è “speaker della House of Lords”, di cui è

membro di diritto. (perciò presiede i lavori, partecipa ai dibattiti politici ecc.. ecc…)

Il dibattito sull’opportunità di una riforma dell’ufficio Lord chancellor, sempre fortemente

sentito in G.B., si è rivitalizzato quando, nel maggio 1997, Tony Blair ha nominato Lord

chancellor il laburista Lord Irvine, accusato dai conservatori di non essere imparziale,

in quanto la sua aperta adesione al partito laburista condizionerebbe politicamente i

giudici sottoposti al suo potere di nomina.

Anche parte della dottrina ha sostenuto la necessità di una riforma, tanto che la

Woodhouse ha sostenuto che con l’avvento dello Human Rights Act, la posizione di

conflitto di interessi del Lord chancellor fra il suo ruolo governativo e il suo ruolo

giudiziario sia diventata ormai troppo macroscopica per poter essere ignorata.

I fattori principali che hanno contribuito a rendere necessario un intervento legislativo

volto a chiarificare la separazione del potere giudiziario da quello esecutivo e

legislativo, sono stati due: 1) in primo luogo l’evoluzione del ruolo dei giudici britannici

in seguito all’incorporazione nel diritto nazionale della CEDU, tramite lo Human Rights

Act del 1998; 2) in secondo luogo, l’impatto sul sistema giudiziario britannico delle

garanzie di cui all’art.6 della CEDU che impone che i giudici non solo debbano essere

effettivamente indipendenti, ma debbano apparire tali anche agli occhi di qualsiasi

osservatore, secondo il modello tradizionale continentale di separazione dei poteri.

La corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato, nella sentenza Mc Gonnel vs. U.K

del 2000, che si ha violazione dell’art.6 della convenzione, allorquando vi sia una

commistione tra il ruolo legislativo e quello giudiziario, e soprattutto allorquando un

giudice è chiamato a giudicare sulla base di una legge che egli stesso ha contribuito ad

approvare. Questa decisione ha senza dubbio lanciato un monito al sistema britannico.

Sebbene, dopo quella pronuncia, il Lord chancellor si fosse sempre astenuto dal

sedere in qualità di giudice per evitare che le decisioni assunte dalla Appellate

Committee potessero essere censurate sulla base dell’art.6 della CEDU, e nonostante

convenzionalmente gli stessi Law Lords abbiano evitato di partecipare al dibattito

politico in parlamento, nel 2003 il Comitato per gli affari legali e i diritti umani del

Consiglio d’Europa, si è espresso criticamente nei confronti dell’ordinamento

britannico, invitando il governo (a considerare la creazione di una Supreme Court i cui

membri non sedessero in parlamento e) a riconsiderare la figura del Lord chancellor al

fine di eliminare ogni dubbio in ordine all’indipendenza del potere giudiziario.

Per tutti questi motivi è stato emanato il CRA del 2005 che ha provveduto ad eliminare

alcune di queste contraddizioni proprie del “modello Westminister”. Il tutto allo scopo di

fornire un supporto legislativo alla indipendenza del potere giudiziario dal legislativo e

dall’esecutivo, che, come già detto, fino ad allora era garantita da regole non scritte,

convenzioni, prassi, e legata più a fattori sociologici, economici e culturali che non

legislativi in senso stretto.

La riforma si è limitata a modificare la figura del Lord Chancellor, come segue:

1. Gli è stata sottratta la funzione di speaker della House of Lords, in quanto il

CRA prevede che la stessa camera è libera di scegliere, tra i suoi componenti, il

presidente che avrà il compito di dirigere i lavori parlamentari. Tuttavia, come ben si

capisce, non si priva totalmente il Lord Chancellor di questa funzione, dato che i

membri della House of Lords possono comunque decidere di attribuirgliela (in

sostanza il Lord Chancellor non è più membro di diritto della stessa camera.

2. Gli è stata sottratta la competenza in materia giudiziaria, in quanto egli non

ricopre più il ruolo di giudice né quello di capo del potere giudiziario; quest’ultima

competenza è stata infatti attribuita al Lord Chief Justice (nominato dalla Judicial

Appointment Commission).

Dunque, dal 2005 il Lord Chancellor svolge solo la funzione di Cabinet Minister. Si è

cioè cercato di spostare la sua attenzione dagli incarichi giudiziari a quelli politici.

LA NUOVA JUDICIAL APPOINTMENT COMMISSION: UNA VIA ULTERIORE

PER RAFFORZARE L’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA?

Tuttavia il Lord Chancellor continua a svolgere un ruolo importante con riferimento al

sistema di reclutamento dei giudici, riscritto dal CRA, che oggi avviene secondo una

procedura, almeno apparentemente, più aperta e trasparente della precedente. E’ stata

istituita la nuova Judicial Appointment Commission per l’Inghilterra e il Galles con il

mandato di selezionare i candidati a ricoprire vacanze giudiziarie ed a dare

suggerimento al Segretario di Stato per gli Affari Costituzionali, al quale compete in

ultima istanza la responsabilità della scelta. Dunque, l’ampio programma di riforma e

modernizzazione includeva anche l’abolizione, o comunque la riforma del Queen’s

Counsel System.

Obbiettivi particolari, il cui raggiungimento è stato quindi affidato al nuovo sistema di

nomine, sono: rafforzare l’indipendenza del potere giudiziario, attraverso una selezione

basata sul merito e sulla diversity; valorizzare e migliorare la qualità delle nomine. Il

tutto all’ulteriore fine di accrescere la fiducia dell’opinione pubblica nel sistema.

Selezione in base al merito. Innanzitutto la nuova commissione ha l’importante

compito di selezionare i candidati alle cariche giudiziarie in base al merito. Ciò era

difficile per il Lord Chancellor, che aveva senz’altro la propensione ad effettuare

nomine a carattere politico, favorevoli al governo. Non vi è stata cmq dimostrazione

pratica di eventuali abusi della posizione di Lord Chancellor nella nomina di giudici

politicamente vicini al governo. (anzi nomine recenti hanno dimostrato il contrario; per

esempio, il giudice Sedley, membro del partito laburista, fu nominato dal conservatore

Mackay). Dunque, nonostante nella storia costituzionale inglese si siano avuti

numerosi esempi di influenze politiche nel processo di selezione dei giudici,

attualmente vi è scarso interesse ad indagare sulla visione politica e sociale dei

candidati, e questo rappresenta senz’altro un punto di distinzione rispetto

all’esperienza Americana. Dunque, l’istituzione della commissione mira senza ombra di

dubbio a creare una sorta di barriera contro le eventuali pressioni, influenze

dell’esecutivo.

Rafforzare la diversity. Al fine di rendere la magistratura maggiormente rappresentativa

delle varie espressioni della società inglese. Sappiamo che prima del CRA, i giudici

delle corti superiori erano selezionati dal Lord Chancellor e nominati dalla Corona,

secondo il Queen’s Counseil System. In base ad esso la carica di giudice veniva

attribuita solo agli apparteneti alla categoria dei barristers, maschi, di mezza età e con

una certa esperienza personale. Nacque perciò il bisogno di reclutare candidati di altri

sottogruppi (solicitors, donne ecc..) al fine di diversificare la composizione delle corti. E’

stato tuttavia necessario incoraggiare potenziali candidati a farsi avanti, attraverso

varie iniziative; per, esempio a Ontario (Canada) la JAAC invitò l’Attorney General ad

inviare a 1200 donne una lettera per chiedere loro di fare domanda per la nomina

giudiziaria, ed effettivamente si ebbe un incremento importante del numero delle

richiedenti, tanto che tra il 1991-92 il 41% dei giudici nominati dalla JAAC erano di

sesso femminile. A tal fine la commissione dovrà aumentare la gamma dei percorsi per

accedere alla magistratura. Il tutto al fine di promuovere il processo di diversificazione.

Qualità delle nomine. I due criteri del merito e della diversity, secondo alcuni noti

giuristi inglesi, sono sempre in tensione tra loro, in quanto si potrebbe affermare che

nominare i giudici selezionandoli da un più ampio bacino di persone, potrebbe voler

dire, attenuare la qualità dei candidati scelti. Tuttavia, questo timore può essere

giustificato solo nel caso in cui sia la commissione a selezionare candidati meno

meritevoli! Infatti, l’inclusione di altri gruppi, oltre a quello dei barristers, maschi, di

mezza età, aumenterebbe la competizione, innalzando gli standard qualitativi. Una

conseguenza inevitabile di selezionare candidati soltanto da un gruppo ristretto è data

dal fatto che le caratteristiche del gruppo tendono a diventare sinonimo di merito.

Se guardiamo ad altre esperienze, come a quella del Canada, l’effetto principale della

diversificazione dei membri della magistratura è stato proprio quello di ampliare il

concetto di merito ai fini delle nomine giudiziarie. L’impatto della commissione sulla

qualità delle nomine, genera però un pericolo: attribuire la scelta del candidato da un

individuo ad un gruppo, può portare a compromessi: infatti, i membri della

commissione devono trovarsi d’accordo nella scelta del nome e ciò può comportare la

bocciatura di candidati meritevoli. Ciò è accaduto soprattutto nell’esperienza

americana, in cui i giudici vengono nominati anche per rappresentare l’interesse

politico di chi li seleziona. Un rischio di questo genere è tuttavia remoto nella diversa

esperienza inglese.

Circa la composizione della commissione: è stata oggetto di un intenso dibattito,

dato il disaccordo nella ricerca del giusto equilibrio tra membri laici, magistrati e

appartenenti alla professione legale. Nonostante sia stata più volte rivendicata la

necessità di includere in commissione almeno la metà di membri laici,dato che la loro

esperienza può esser fonte di innovazione ed efficacia del sistema, la JAC per

l’Inghilterra e il Galles, composta da 15 membri (numero piuttosto alto, rispetto a quello

di altre commissioni, dato il più vasto numero di nomine che grava su questa

commissione), è dominata da giuristi. Essa è composta da 6 membri laici, 5 togati, 1


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata, tenute dalla Prof. ssa Vittoria Barsotti nell'anno accademico 2011.
Il documento spiega l'organizzazione giudiziaria inglese, in particolare: Corti superiori e inferiori, Lord Chancellor old style e new style, judicial appointment commission.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Barsotti Vittoria.

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