Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Agli inizi degli anni Settanta, con il superamento di

Bretton Woods, il ruolo del FMI mutò drasticamente. In

quel periodo i PVS presentavano un forte

indebitamento dovuto all’improvvisa fluttuazione del

dollaro e dall’ingente quantità di prestiti ricevuti per

grandi opere che, nella realtà, non erano riusciti a

stimolare lo sviluppo economico dei paesi più poveri.

Un aspetto, quest’ultimo, che dovrebbe far molto

riflettere. Economia e politica della cooperazione 8

Stefano Mocio

Il FMI, a partire dagli anni Ottanta, focalizzò la sua

attenzione su misure idonee a garantire: il rimborso del

debito, il rilancio delle esportazioni e, più in generale,

delle economie dei PVS, attraverso i Piani di

Aggiustamento Strutturale. Le azioni poste in essere:

riduzione del deficit di bilancio e della spesa pubblica,

imposizione di condizionalità, eliminazione del

controllo sui prezzi, divieto dei sussidi, apertura dei

mercati nazionali alla concorrenza internazionale,

liberalizzazione del mercato dei capitali finanziari.

Economia e politica della cooperazione 9

Stefano Mocio

Coloro che criticano i Piani di Aggiustamento

Strutturale sostengono che:

• le condizionalità imposte limitano fortemente la

sovranità nazionale dei PVS;

• la riduzione della spesa pubblica ha inaccettabili

effetti negativi sull’erogazione dei servizi essenziali

(sociali, acqua, ecc.);

Economia e politica della cooperazione 10

Stefano Mocio

• l’eliminazione del controllo sui prezzi, accompagnata

dalla cancellazione dei sussidi e dall’apertura dei

mercati alla concorrenza, favorisce l’ingresso delle

aziende private straniere a discapito di un possibile

sviluppo industriale locale;

• la liberalizzazione del mercato dei capitali finanziari,

con il conseguente afflusso nei PVS di capitali stranieri,

favorisce facili profitti a breve termine e la fuga dei

capitali accumulati dai “potenti locali” verso i paradisi

fiscali. Economia e politica della cooperazione 11

Stefano Mocio

Coloro che, invece, sostengono la bontà dei Piani di

Aggiustamento Strutturale evidenziano sia le pessime

performance economiche dei PVS riscontrate negli anni

Settanta, sia la necessità di “responsabilizzare” le classi

dirigenti locali. Economia e politica della cooperazione 12

Stefano Mocio

Alla fine degli anni Novanta il FMI, con il superamento

delle politiche di Aggiustamento, adotta una nuova

strategia (Poverty Reduction Strategy Papers - PRSPs),

“riscoprendo” il ruolo di finanziatore dei paesi a basso

reddito, attraverso l’iniziativa Poverty Reduction

Growth Facility (PRGF). Tra il 2006 ed il 2009, il FMI ha

destinato ai paesi più poveri, a fronte dell’accettazione

di condizionalità economiche, poco meno di 20 miliardi

di dollari. Economia e politica della cooperazione 13

Stefano Mocio

I paesi africani non possono usare i sussidi e, nel

tempo, hanno adottato legislazioni molto favorevoli

all’ingresso degli investitori privati. L’entità dei capitali

privati intercettati dai PVS è del tutto marginale ed,

anzi, gran parte del capitale “migra” o verso le banche,

per il ripagamento del servizio sul debito, o verso i

paradisi fiscali. In Europa, però, si continua a discutere

di sussidi all’agricoltura, di protezione del mercato

interno dalle merci cinesi, di aiuti alle imprese che

vogliono investire all’estero.

Economia e politica della cooperazione 14

Stefano Mocio

La BERS è stata creata nel 1991 con lo scopo di favorire

la transizione dei Paesi dell’Europa dell’Est verso

l’economia di mercato e la democrazia multipartitica.

Le azioni poste in essere riguardano: il rafforzamento

dei sistemi legislativi e delle istituzioni finanziarie, il

supporto e la promozione del settore privato.

Economia e politica della cooperazione 15

Stefano Mocio

La BERS è una banca multilaterale di sviluppo che

concede prestiti e finanziamenti a medio – lungo

termine per progetti o investimenti.

Le critiche rivolte verso questa IFI riguardano:

• la scarsa trasparenza nel fornire notizie sulla propria

attività;

• l’elusione del “mandato” ambientale, in quanto

finanzierebbe attività poco rispettose del territorio e

dell’habitat.

Il nostro Paese, attraverso la BERS, è attivo in progetti

che riguardano l’Albania.

Economia e politica della cooperazione 16

Stefano Mocio

Nell’ambito del sistema politico ed economico scaturito

all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale,

le Nazioni Unite assunsero il ruolo di garanti dell’ordine

socio – politico. Una delle principali funzioni dell’ONU,

esercitata mediante le Agenzie, i Programmi speciali ed

i Fondi, si sostanzia nel miglioramento della qualità

delle vita nei PVS (lotta alla povertà, sviluppo

sostenibile, ecc.), come strumento per rafforzare la

pace nel mondo. Economia e politica della cooperazione 17

Stefano Mocio

Oltre al Segretariato, esistono altri quattro principali

organi delle Nazioni Unite:

1. L’ Assemblea Generale: una sorta di Parlamento

delle nazioni. Ogni Stato membro possiede un voto. Le

decisioni su questioni importanti (le azioni di

peacekeeping, budget, sicurezza, ammissione di nuovi

membri, ecc.) sono prese con una maggioranza

qualificata dei due terzi.

Economia e politica della cooperazione 18

Stefano Mocio

2. Il Consiglio di Sicurezza: opera per il mantenimento

della pace e della sicurezza internazionale. E’ formato

da 15 membri, 5 dei quali sono permanenti ed hanno

diritto di veto, ovvero di voto negativo vincolante (USA,

Inghilterra, Francia, Cina e Federazione Russa) e 10

sono selezionati dall’Assemblea Generale per periodi

biennali. Le decisioni del Consiglio, vincolanti per tutti

gli Stati Membri, necessitano di nove voti favorevoli e

di nessun veto. Economia e politica della cooperazione 19

Stefano Mocio

3. Consiglio Sociale ed Economico: coordina il lavoro, in

materie socio – economiche, delle Nazioni Unite e delle

sue Agenzie. Ha 54 membri, eletti dall’Assemblea

Generale per un periodo di 3 anni. La continuità del

lavoro durante l’anno è demandata alle Commissioni

(Diritti Umani, status delle donne, protezione

dell’ambiente, ecc.). Il Consiglio si occupa di

cooperazione internazionale allo sviluppo, interagendo

con i vari attori del settore.

Economia e politica della cooperazione 20

Stefano Mocio

4. La Corte Internazionale di Giustizia (Corte Mondiale):

è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. E’

costituito da 15 giudici che si esprimono sulle

controversie tra gli Stati. Se un membro delle Nazioni

Unite si rimette al suo giudizio, esso diviene vincolante

per quello Stato.

I giudici vengono eletti dall’Assemblea Generale e dal

Consiglio di Sicurezza.

Economia e politica della cooperazione 21

Stefano Mocio

La Direzione Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo è

competente:

- per le politiche di cooperazione allo sviluppo ed umanitarie

nei PVS;

- per la cooperazione finanziaria, per il sostegno

all’imprenditoria ed alla bilancia dei pagamenti dei PVS;

- per la cooperazione universitaria;

- nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private che si

occupano di cooperazione.

Il Comitato Direzionale, che approva gli impegni rilevanti sotto il

profilo finanziario, decide sulla costituzione di unità tecniche ed

esprime il parere sulle iniziative finanziate con i crediti d’aiuto.

Economia e politica della cooperazione 22

Stefano Mocio

E’ articolata in 13 Uffici. L’Unità di ispezione,

monitoraggio e verifica è competente nella

valutazione di iniziative a finanziamento italiano e nella

valutazione ex post dei progetti di cooperazione

bilaterale). L’Unità tecnica centrale garantisce supporto

alla DGCS sia nelle varie fasi del ciclo del progetto, sia

nelle attività di studio e di ricerca nel campo della

cooperazione allo sviluppo. In queste attività un

contributo importante è fornito dalle Unità tecniche

locali istituite nei PVS.

Economia e politica della cooperazione 23

Stefano Mocio

Soltanto dalla fine degli anni Ottanta che in Italia si

pone maggiore attenzione al tema della valutazione

dei progetti. Le delibere del Comitato Direzionale

relative all’adozione del Ciclo di Progetto sono degli

anni Novanta. Nel luglio 1997, con delibera n. 37 il

Comitato, sulla base dei principi stabiliti dall’OCSE

(rilevanza efficacia, ecc.), ha approvato il primo

programma triennale di valutazione.

Economia e politica della cooperazione 24

Stefano Mocio


PAGINE

39

PESO

1.97 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante le politiche di cooperazione allo sviluppo di: Banca Mondiale; Fondo Monetario Internazionale (FMI); Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS); Nazioni Unite (ONU); Direzione Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri; le Organizzazioni non governative (ONG).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia e politica della cooperazione

Cooperazione e aiuti allo sviluppo
Dispensa
Partenariato e cooperazione decentrata
Dispensa
Progettazione allo sviluppo - Analisi dei problemi e degli obiettivi
Dispensa
Storia della Cooperazione allo sviluppo
Dispensa