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soggetta, per le diverse zone territoriali omogenee, alle articolazioni e

variazioni come appresso stabilite in rapporto alla diversità di situazioni

obiettive.

1. Zone A): l’Amministrazione comunale, qualora dimostri l’impossibilità

- per mancata disponibilità di aree idonee, ovvero per ragioni di rispetto

ambientale e di salvaguardia delle caratteristiche, della conformazione e

delle funzioni della zona stessa - di raggiungere le quantità minime di cui al

precedente art. 3, deve precisare come siano altrimenti soddisfatti i

fabbisogni dei relativi servizi ed attrezzature.

2. Zone B): quando sia dimostrata l’impossibilità - detratti i fabbisogni

comunque già soddisfatti - di raggiungere la predetta quantità di spazi su

aree idonee, gli spazi stessi vanno reperiti entro i limiti delle disponibilità

esistenti nelle adiacenze immediate, ovvero su aree accessibili tenendo

conto dei raggi di influenza delle singole attrezzature e della

organizzazione dei trasporti pubblici.

Le aree che verranno destinate agli spazi di cui al precedente art. 3

nell’ambito delle zone A) e B) saranno computate, ai fini della

determinazione delle quantità minime prescritte dallo stesso art., in misura

doppia di quella effettiva.

3. Zone C): deve essere assicurata integralmente la quantità minima di

spazi di cui all’art. 3.

Nei Comuni per i quali la popolazione prevista dagli strumenti urbanistici

non superi i 10 mila abitanti, la predetta quantità minima di spazio è fissata

2 2

in 12 m dei quali 4 m riservati alle attrezzature scolastiche di cui alla lett.

a) dell’art 3. La stessa disposizione si applica agli insediamenti residenziali

in Comuni con popolazione prevista superiore a 10 mila abitanti, quando

trattasi di nuovi complessi insediativi per i quali la densità fondiaria non

3 2

superi 1 m /m .

Quando le zone C) siano contigue o in diretto rapporto visuale con

particolari connotati naturali del territorio (quali coste marine, laghi,

lagune, corsi d’acqua importanti; nonché singolarità orografiche di rilievo)

ovvero con preesistenze storico-artistiche ed archeologiche, la quantità

minima di spazio di cui al punto c) del precedente art. 3 resta fissata in 15

2

m : tale disposizione non si applica quando le zone siano contigue ad

attrezzature portuali di interesse nazionale. 2

4. Zone E): la quantità minima è stabilita in 6 m da riservare

complessivamente per le attrezzature ed i servizi di cui alle lettere a) e b)

del precedente art. 3.

5. Zone F): gli spazi per le attrezzature pubbliche di interesse generale -

3

quando risulti l’esigenza di prevedere le attrezzature stesse - debbono

essere previsti in misura non inferiore a quella appresso indicata in rapporto

alla popolazione del territorio servito:

2

- 1,5 m /abitante per le attrezzature per l’istruzione superiore all’obbligo

(istituti universitari esclusi);

2

- 1 m /abitante per le attrezzature sanitarie ed ospedaliere;

2

- 15 m /abitante per i parchi pubblici urbani e territoriali.

Art. 5. Rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti

produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde

pubblico o a parcheggi

I rapporti massimi di cui all’art 17 della legge n 765, per gli insediamenti

produttivi, sono definiti come appresso:

1) nei nuovi insediamenti di carattere industriale o ad essi assimilabili

compresi nelle zone D) la superficie da destinare a spazi pubblici o

destinata ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi (escluse le

sedi viarie) non può essere inferiore al 10% dell’intera superficie destinata

a tali insediamenti; 2

2) nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, a 100 m

di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la

2

quantità minima di 80 m di spazio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la

metà destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all’art. 18 della legge

n. 765); tale quantità, per le zone A) e B) è ridotta alla metà, purché siano

previste adeguate attrezzature integrative.

Art. 6. Mancanza di aree disponibili

I Comuni che si trovano nell’impossibilità, per mancanza di aree

disponibili, di rispettare integralmente le norme stabilite per le varie zone

territoriali omogenee dai precedenti articoli 3, 4 e 5 debbono dimostrare

tale indisponibilità anche agli effetti dell’art. 3, lett. d) e dell’art. 5, n. 2

della legge n. 765.

Art. 7. Limiti di de nsità edilizia

I limiti inderogabili di densità edilizia per le diverse zone territoriali

omogenee sono stabiliti come segue:

1) Zone A): 4

- per le operazioni di risanamento conservativo ed altre trasformazioni

conservative, le densità edilizie di zona e fondiarie non debbono superare

quelle preesistenti, computate senza tener conto delle soprastrutture di

epoca recente prive di valore storico-artistico;

- per le eventuali nuove costruzioni ammesse, la densità fondiaria non

deve superare il 50% della dens ità fondiaria media della zona e, in nessun

3 2

caso, i 5 m /m ;

2) Zone B): le densità territoriali e fondiarie sono stabilite in sede di

formazione degli strumenti urbanistici tenendo conto delle esigenze

igieniche, di decongestionamento urbano e delle quantità minime di spazi

previste dagli articoli 3, 4 e 5.

Qualora le previsioni di piano consentano trasformazioni per singoli edifici

mediante demolizione e ricostruzione, non sono ammesse densità fondiarie

superiori ai seguenti limiti:

3 2

- 7 m /m per comuni superiori ai 200 mila abitanti;

3 2

- 6 m /m per comuni tra 200 mila e 50 mila abitanti;

3 2

- 5 m /m per comuni al di sotto dei 50 mila abitanti.

Gli abitanti sono riferiti alla situazione del Comune alla data di adozione

del piano.

Sono ammesse densità superiori ai predetti limiti quando esse non eccedano

il 70% delle densità preesistenti.

3) Zone C): i limiti di densità edilizia di zona risulteranno determinati dalla

combinata applicazione delle norme di cui agli articoli 3, 4 e 5 e di quelle

di cui agli articoli 8 e 9, nonché dagli indici di densità fondiaria che

dovranno essere stabiliti in sede di formazione degli strumenti urbanistici, e

per i quali non sono posti specifici limiti.

4) Zone E): è prescritta per le abitazioni la massima densità fondiaria di

3 2

0,03 m /m .

Art. 8. Limiti di altezza degli edifici

Le altezze massime degli edifici per le diverse zone territoriali omogenee

sono stabilite come segue:

1) Zone A):

- per le operazioni di risanamento conservativo non è consentito superare

le altezze degli edifici preesistenti, computate senza tener conto di

soprastrutture o di sopraelevazioni aggiunte alle antiche strutture; 5


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dm 2 Aprile 1968 n. 1444. Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i
fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in urbanistica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Foresta Sante.

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