Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Funzione offerta aggregata di breve periodo

La funzione di offerta di breve periodo descrive

la relazione di breve periodo tra produzione e

inflazione dato un certo tasso previsto di

crescita dei salari

tassi di inflazione maggiori, dato il tasso di crescita

dei salari, comportano un minore salario reale

a fronte del maggiore salario reale, le imprese

saranno disposte ad offrire una maggiore quantità di

output

la curva di offerta di breve periodo si sposta quando

il salario negoziato viene via via modificato 24

Funzione offerta aggregata di breve periodo 25

Funzione offerta aggregata di breve periodo

La contrattazione salariale viene influenzata dal

livello corrente della produzione

se la produzione è inferiore al suo potenziale, Y < Y*,

allora il salario contrattuale riduce la sua crescita,

cioè la funzione di offerta di breve periodo si sposta

in basso

se la produzione è superiore al suo potenziale, Y >

Y*, allora il salario contrattuale incrementa la sua

crescita, cioè la funzione di offerta di breve periodo si

sposta in alto 26

L’aggiustamento ad uno shock di domanda

L’equilibrio di breve periodo viene identificato

dal punto di intersezione tra MDS e SAS

Si supponga uno spostamento in basso della

MDS causata da una riduzione dell’obiettivo

inflazionistico da a

π∗ π∗

3

la modifica dell’obiettivo di inflazione induce un

aumento dei tassi di interesse e quindi una riduzione

di domanda aggregata e di produzione effettiva

la caduta della produzione riduce gradualmente la

crescita dei salari contrattuali e sposta la curva SAS

verso il basso

alla fine si raggiunge il nuovo punto di equilibrio

27

L’aggiustamento ad uno shock di domanda 28

L’aggiustamento ad uno shock permanente di offerta

Un aumento permanente del prodotto

potenziale sposta sulla destra sia la AS che la

SAS

se la banca centrale è pronta a rilevare lo shock e ad

adeguare il tasso di interesse obiettivo, anche la

curva MDS si posta sulla destra e il nuovo equilibrio

salta al punto E

1

tuttavia, ci possono essere ritardi nella rilevazione e

altri nel meccanismo di trasmissione dell’impulso

monetario alla domanda aggregata

come risultato il prodotto aumenta nel breve periodo

ma meno dell’incremento di potenziale

nel lungo periodo si arriva all’equilibrio E

1 29

L’aggiustamento ad uno shock permanente di offerta

se la banca centrale non modifica il proprio tasso di

interesse obiettivo, l’equilibrio di lungo periodo sarà

nel punto E

3

il raggiungimento del nuovo equilibrio di lungo

periodo comporterà uno spostamento in basso della

curva SAS

nell’equilibrio di breve periodo il prodotto sarebbe

inferiore al potenziale e questo indurrebbe una

riduzione del tasso di crescita dei salari contrattati 30

L’aggiustamento ad uno shock permanente di offerta

E 3 31

L’aggiustamento ad uno shock temporaneo di offerta

Si supponga un aumento temporaneo dei prezzi

delle materie prime

la curva AS non si modifica, visto che nel lungo

periodo il sistema si adatta all’incremento del prezzo

delle materie prime

la curva SAS dipende dai salari contrattuali, ma

anche dai costi degli altri input produttivi

un aumento del costo delle materie prima sposta

temporaneamente in alto la curva SAS

l’effetto inflazionistico scompare dopo che i maggiori

prezzi delle materie prime sono stati inglobati nei

prezzi degli altri beni 32

L’aggiustamento ad uno shock temporaneo di offerta 33

L’aggiustamento ad uno shock temporaneo di offerta

Se la banca centrale mantiene l’obiettivo di

inflazione la MDS non si sposta

l’economia subisce una recessione sommata a

inflazione, detta anche stagflazione

La banca centrale potrebbe evitare gli effetti

recessivi dello shock temporaneo modificando

l’obiettivo di inflazione

la modifica dell’obiettivo inflazionistico comporta uno

spostamento verso l’alto della curva MDS

gli effetti dello shock temporaneo sulla produzione

possono essere evitati, ma al costo di una maggiore

inflazione 34

Le regole della politica monetaria

La reazione della politica monetaria agli shock

implica delle conseguenze che dipendono dal

tipo di shock che si è verificato

quando si verificano shock di domanda, stabilizzare

l’inflazione implica anche stabilizzare il prodotto

non esiste contraddizione tra obiettivo di inflazione e

obiettivo di stabilizzazione della produzione attorno

al livello di prodotto potenziale

Quando si verificano shock temporanei di

offerta non è possibile stabilizzare sia il prodotto

che l’inflazione

se la banca centrale decide di stabilizzare il livello di

inflazione il prodotto varierà tra Y’ e Y’’ 35

Le regole della politica monetaria 36

Le regole della politica monetaria 37

Le regole della politica monetaria

quando si realizza uno shock negativo, il tasso di

interesse reale viene incrementato

quando si realizza uno shock positivo, il tasso di

interesse viene ridotto

Al contrario, se viene stabilizzato il prodotto

attorno al suo potenziale, aumenta la variabilità

dell’inflazione

in questo caso, quando si realizza uno shock

negativo, il tasso di interesse viene ridotto

quando si realizza uno shock positivo, il tasso di

interesse viene incrementato 38

Le regole della politica monetaria

In pratica, la banca centrale si trova ad

affrontare congiuntamente shock di domanda e

di offerta

l’inclinazione di una particolare funzione MDS

rappresenta un particolare compromesso tra

obiettivo di stabilizzazione dell’inflazione e obiettivo

di stabilizzazione del prodotto

questo implica che l’obiettivo inflazionistico delle

banche centrali sia flessibile

le banche centrali possono scostarsi

temporaneamente dall’obiettivo inflazionistico in

modo da attutire le fluttuazione della produzione 39

Le regole della politica monetaria

In conclusione, la politica monetaria esercita un

potere discrezionale nel reagire a shock

macroeconomici inattesi

l’importante è che le deviazioni dell’inflazione e dei

tassi di interesse dagli obiettivi siano solo

temporanee

una volta che lo shock temporaneo venga superato, i

tassi di interesse devono essere modificati in senso

opposto

in caso contrario, la credibilità anti-inflazionistica

della banca centrale viene minata 40

L’inflazione e la moneta

Abbiamo visto che

nel breve periodo l’inflazione è determinata sia da

shock di domanda che da shock di offerta

nel lungo periodo l’inflazione è determinata

soprattutto dalla politica monetaria

Ora si pongono alcune questioni ulteriori

quale è la relazione di lungo periodo tra inflazione e

moneta?

come si spiegano fenomeni di iperinflazione?

quali sono i costi dell’inflazione?

41

L’inflazione e la moneta

Nel lungo periodo, cioè nel modello classico,

abbiamo già visto che

la moneta è un velo

esiste dicotomia tra variabili nominali e reali

Tuttavia, la relazione tra crescita dell’offerta di

moneta e crescita del livello dei prezzi, cioè

inflazione, non è semplicemente proporzionale

Abbiamo già presentato la funzione della

domanda di moneta

d = P L(Y, r)

M 42

L’inflazione e la moneta

Il tasso di interesse rappresenta il costo

opportunità della moneta

ma quale tasso di interesse? Quello nominale o

quello reale

nel calcolare il costo opportunità della moneta,

individui razionali dovrebbero prendere in

considerazione il rendimento reale, i, di una qualche

attività finanziaria alternativa

tuttavia, nel calcolo del costo opportunità, va

considerato che il rendimento reale della moneta non

è nullo, ma pari a – π

in definitiva, il costo opportunità si calcola per

differenza: i – (– r

π

) = 43

L’inflazione e la moneta

E’ quindi il tasso di interesse nominale che

influenza la domanda di moneta

La relazione esistente tra tasso di interesse

nominale e tasso di interesse reale è chiamata

ipotesi di Fisher

secondo l’ipotesi di Fischer, un aumento dell’un per

cento dell’inflazione viene accompagnato da l’un per

cento di incremento del tasso di interesse nominale

quindi, nel lungo periodo

r = i* + π 44

L’inflazione e la moneta

Questo implica che la relazione tra offerta di

moneta e inflazione è determinata dalla

seguente condizione di equilibrio nel mercato

monetario M * * π

= +

L Y i

( , )

P

un aumento dell’offerta di moneta determina un

incremento dei prezzi, ma anche una variazione

della domanda di moneta, nella misura in cui

modifica il tasso di inflazione

la teoria quantitativa della moneta sintetizza la

relazione esistente tra moneta e prezzi nel modello

classico 45

L’inflazione e la moneta

Teoria quantitativa della moneta

l’inflazione è pari al tasso di crescita della moneta al

netto del tasso di crescita della domanda reale

= –

π ∆M% ∆L%

di solito la domanda reale di moneta varia solo di

pochi punti percentuali

quindi il tasso di inflazione riflette soprattutto il tasso

di crescita dell’offerta di moneta

quando l’inflazione diventa molto alta, si trasforma in

iperinflazione, la riduzione della domanda di moneta

può essere molto rilevante

ha luogo una fuga dalla moneta

46

Il signoraggio

Anche se l’inflazione è un fenomeno

prettamente monetario la sua vera causa ha

spesso a che vedere con le politiche fiscali

soprattutto nei casi di iperinflazione, la creazione di

moneta serve per finanziare il disavanzo del bilancio

pubblico

il governo è costretto a utilizzare la moneta quale

fonte di finanziamento quando il debito pubblico è

così ampio che il governo non riesce più a emettere

ulteriori titoli di debito per assenza di domanda

L’introito reale ottenuto dallo Stato con la

creazione di moneta viene detto signoraggio 47

Il signoraggio

il costo della produzione di moneta è nettamente

inferiore rispetto al suo valore

il valore reale dell’introito per lo Stato dalla

produzione di moneta può essere quindi calcolato

ipotizzando che i costi di produzione siano nulli

il signoraggio è quindi pari a

( )

M

∆ d

∆ ∆ ∆

B M M M L

1

m

= = =

p p M p m M m

Un aumento del tasso di crescita della moneta

aumenta il signoraggio a patto che non sia

controbilanciata da una riduzione della moneta

di pari ammontare 48

Il signoraggio

Esiste un tasso di crescita della moneta, e

quindi un tasso di inflazione, oltre il quale

un’ulteriore accelerazione dell’inflazione

produce una riduzione del signoraggio

superata quella soglia neanche la produzione di

moneta riesce a finanziare il disavanzo pubblico

a quel punto l’unico intervento efficace per

riequilibrare il sistema economico e porre termine ad

un processo di esplosione dei prezzi è il risanamento

del disavanzo fiscale 49

Il signoraggio 50

La curva di Phillips

La curva di Phillips è una regolarità statistica tra

tasso di inflazione e tasso di disoccupazione

la curva di Phillips identifica una sorta di rapporto di

scambio tra disoccupazione e inflazione

la curva di Phillips non è stabile nel lungo periodo

nel lungo periodo il tasso di disoccupazione viene

determinato dal livello di produzione potenziale e

dalla domanda di lavoro connessa a quel livello di

produzione

il tasso di disoccupazione corrispondente al prodotto

potenziale viene anche chiamato tasso naturale di

disoccupazione

nel lungo periodo la curva di Phillips è verticale

51

La curva di Phillips 52

La curva di Phillips

Nel breve periodo la curva di Phillips è legata

alla funzione SAS

a fronte di uno shock di domanda, un aumento del

tasso di inflazione rende possibile un incremento di

produzione e quindi una riduzione del tasso di

disoccupazione, e viceversa

in corrispondenza del tasso naturale di

disoccupazione la curva di Phillips indica il tasso di

inflazione atteso, utilizzato nella contrattazione dei

salari

il tasso di inflazione atteso dipende dalla politica

della banca centrale e dalla sua credibilità 53

La curva di Phillips

Si supponga che la banca centrale annunci una

riduzione del suo obiettivo inflazionistico

inizialmente l’annuncio non può modificare la

posizione della curva di Phillips, che dipende dalle

attese di inflazione esistenti nel momento in cui sono

stati stipulati i contratti al momento applicati

la nuova politica monetaria riduce quindi il tasso di

inflazione ma al costo di un aumento del tasso di

disoccupazione

successivamente, la curva di Phillips si sposta verso

il basso, a patto che l’annuncio della banca centrale

sia creduto 54

La curva di Phillips 55

La curva di Phillips

se l’annuncio non viene creduto il sistema

economico può rimanere per molti anni in una

situazione di disoccupazione superiore al suo livello

naturale

la credibilità della banca centrale contribuisce a

ridurre i costi della riduzione dell’inflazione in termini

di disoccupazione superiore al suo livello naturale

Per ridurre i costi della disinflazione vengono

attuate politiche specifiche

politiche dei redditi che intervengono direttamente

nel processo negoziale di contrattazione dei salari

riforme istituzionali che aumentano l’indipendenza

delle banche centrali e quindi la sua credibilità 56

La curva di Phillips

La curva di Phillips si sposta anche nel caso di

shock di offerta

uno shock permanente di offerta modifica sia il tasso

naturale che il tasso la posizione della curva di

Phillips di breve periodo

uno shock temporaneo, provoca uno spostamento in

alto della curva di Phillips di breve periodo e un

aumento del tasso di disoccupazione

quando lo shock temporaneo viene assorbito, la

curva di Phillips ritorna alla sua posizione iniziale a

patto che le aspettative di inflazione non si siano

modificate 57


PAGINE

76

PESO

514.77 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo appunto vengono illustrati i temi riguardo l'offerta aggregata, l'inflazione e la disoccupazione, come sviluppati nel corso di Economia politica dal professor Sergio Ginebri. Gli argomenti specifici sono: funzione macroeconomica della domanda aggregata, aggiustamenti prezzi, inflazione e aspettative, tipologia della disoccupazione e sue cause.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Ginebri Sergio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia politica

Economia politica - Introduzione
Dispensa
Domanda offerta e elasticità
Dispensa
Produzione e costi
Dispensa
Moneta e modello IS-LM
Dispensa