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NOTA: la parte in nero rappresenta il prolungamento del margine

continentale oltre le 200 miglia

2014 Oceanografia per PAS 51

La piattaforma continentale

• Con questo termine si individua la fascia di fondo marino compresa tra il massimo

limite delle mareggiate e la batometrica corrispondente ad un brusco aumento della

pendenza, nota con il nome di ciglio della piattaforma.

• L'estensione orizzontale della piattaforma varia tra pochi chilometri ed alcune

centinaia di chilometri, mentre la batometrica che individua il limite esterno della

piattaforma è posta all'incirca ad una profondità di 200 metri (tale valore fu

incorporato anche nel diritto internazionale con la convenzione di Ginevra del 1958).

• Questo è solamente un valore convenzionale in quanto il ciglio della piattaforma può

trovarsi ad alcune decine di metri sopra o sotto i 200 metri (con valori limite di 60 e

600 metri).

• Ciò che individua veramente il confine della piattaforma continentale è la già citata

improvvisa variazione della pendenza che passa da pochi metri al chilometro a valori

di decine di metri, o anche più, al chilometro. La pendenza media della piattaforma è

del 2 per mille (circa 0.1°) con valori massimi di 20 per mille (circa 1°).

2014 Oceanografia per PAS 52

La piattaforma continentale

• Sulla piattaforma sono presenti sedimenti marini di provenienza generalmente

terrigena; al di sotto dei sedimenti vi è il basamento di granito continentale.

• Essa è la zona di mare più soggetta all'azione esterna sia per la sua vicinanza alle terre

emerse sia per la relativa modesta profondità, per cui sono possibili azioni meccaniche

da parte del moto ondoso e di talune correnti.

• Le acque che insistono sulla piattaforma presentano generalmente salinità e

temperatura più variabili rispetto a quelle dell'oceano aperto; la luce riesce spesso a

penetrare fino in fondo allo strato d'acqua tanto che può essere popolato da vegetali

autotrofi (che hanno cioè la capacità di produrre cellule organiche partendo da

materiale inorganico).

2014 Oceanografia per PAS 53

La scarpata

È la parte del fondo compresa tra il ciglio della piattaforma e la risalita continentale se

esistente. In assenza di quest'ultima la scarpata termina nella pianura abissale.

In molti casi è compresa tra i 200 e i 2500 metri. La sua inclinazione è spesso

compresa tra 3° e 6° che corrisponde a pendenze tra il 50 e il 105 per mille; il termine

"scarpata" non deve pertanto essere associato all'idea di una superficie scoscesa.

Soltanto in casi molto particolari di coste vulcaniche di recente sommersione

l'inclinazione può raggiungere i 45° (il 1000 per mille). La larghezza media delle

scarpate è compresa tra 10 e 25 miglia. Al di sotto dello strato di sedimenti che ricopre

la scarpata si trovano rocce di tipo granitico della crosta continentale.

Esistono tre tipi di profilo:

•con pendenza uniforme,

•con terrazze subacquee,

•con irregolarità;

Sulla scarpata possono esservi colline (tipico esempio il Banco di S. Lucia posto 35

miglia a ponente di Livorno che ha pendenza di 839 per mille), speroni rocciosi,

avvallamenti e profondi solchi chiamati canyons.

2014 Oceanografia per PAS 55

I canyon sottomarini

I canyons subacquei sono depressioni che incidono il margine continentale

iniziando quasi sempre dai bassi fondali della piattaforma.

Sono caratterizzati da sezioni trasversali a V, spesso hanno pareti molto ripide e

con pendenze maggiori di 40°, a volte hanno strette terrazze e sono in genere

simmetriche rispetto all'asse. La testa del canyon può essere ampia meno di 1

miglio; la linea di fondo valle (thalweg) a volte ha un andamento serpeggiante.

La corretta misura dei fondali è possibile solo con l'utilizzo di ecoscandagli con

lobi sufficientemente stretti.

La genesi di questi solchi è dovuta alle seguenti possibili cause:

- taglio subaereo fluviale seguito da sommersione

- erosione di correnti subacquee ricche di materiali abrasivi ("correnti di torbida")

- scorrimento di materiali disaggregati accumulatisi sulla scarpata

2014 Oceanografia per PAS 56

I canyon sottomarini

2014 Oceanografia per PAS 57

I canyon sottomarini

È probabile che le forme attuali siano il risultato di più cause che si sono sovrapposte.

Benché la conoscenza della batimetria della scarpata, su scala mondiale, sia ancora non

completamente definita sono state individuate molte aree in cui sono presenti i

canyons; tra queste citiamo le coste della California, Hudson, le isole giapponesi, il

Golfo di Biscaglia, il canyon del fiume Congo, le coste algerine.

Hanno grande importanza in quanto attraverso di essi transitano grandi quantità di

sedimenti che scendono dalle acque basse sino ai piedi della scarpata; cavi o altre opere

subacquee posti in corrispondenza dei canyon sono soggetti ad effetti disastrosi a causa

del movimento verso il basso dei sedimenti e delle correnti di torbida.

Nelle nostre acque troviamo queste formazioni lungo la Costa Azzurra e il Mar

Ligure, nella scarpata occidentale della Corsica e della Sardegna settentrionale.

I sedimenti che possono accumularsi sul ciglio della piattaforma o in altre parti

della scarpata sono in condizioni non stabili a causa della pendenza (si tratta di

sedimenti non consolidati con elevata percentuale di acqua) e quindi tendono a

scivolare verso il basso formando la "corrente di torbida" che erode la scarpata,

perlomeno ove essa è costituita da materiale meno compatto.

2014 Oceanografia per PAS 58

2014 Oceanografia per PAS 59

I fondali oceanici

Il fondo oceanico inizia a profondità variabili e può presentare localmente quote diverse; in media

la sua profondità è di 4.000-5.000 metri.

Il fondo è in gran parte ricoperto di sedimenti (non consolidati nella parte superficiale e

maggiormente consolidati in profondità) per uno spessore di centinaia di metri.

Sotto i sedimenti vi è la crosta dei fondi oceanici costituita da un primo strato basaltico chiamato

basamento oceanico o strato di transizione e da un secondo strato, di potenza, chiamato crosta

oceanica; anch'esso è costituito da basalto, ma ha densità superiore e spessore di circa 6.000 metri.

La struttura morfologica del fondo oceanico è molto variabile: variamente ricoperto da sedimenti

esso è a volte liscio e privo di accidentalità (piane abissali), altre volte è irregolarmente tormentato

da sollevamenti e affossamenti.

Le piane abissali hanno estensioni variabili, talora di centinaia di migliaia di chilometri quadrati e

presentano spesso pendenze inferiori allo 0.1 %.

Le piane abissali si trovano in tutti gli oceani.

2014 Oceanografia per PAS 60

Le strutture morfologiche del fondo oceanico

Sul fondo oceanico esistono sia le piane abissali che vaste depressioni e

grandi sollevamenti.

Depressioni e sollevamenti del fondo oceanico, a seconda delle loro

caratteristiche, sono classificate in forme di prima e seconda grandezza.

Depressioni

di 1^ grandezza

Sollevamenti

di 1^ grandezza

2014 Oceanografia per PAS 61

Sollevamenti e depressioni di seconda grandezza

2014 Oceanografia per PAS 62

Strutture morfologiche

2014 Oceanografia per PAS 63

Le fosse abissali

Le fosse abissali rappresentano zone più profonde (fino a 11.000 metri di

profondità), di forma allungata, con estensioni anche di migliaia di

chilometri e possono essere larghe anche 100 chilometri.

Sono situate presso alcuni bordi continentali (ad esempio le coste sud e

centro americane) o presso archi insulari (Antille, Aleutine, arcipelago

nipponico) e ne seguono l'andamento.

In corrispondenza delle fosse si trovano epicentri sismici, anomalie della

gravità e di altri parametri geofisici.

Secondo la teoria della tettonica a zolle le fosse rappresentano le zone dove

avviene la dissipazione della litosfera, che affonda sotto i blocchi

continentali, mentre in corrispondenza delle dorsali oceaniche si ha la

formazione di nuova litosfera.

2014 Oceanografia per PAS 64

Le dorsali

Le dorsali oceaniche sono immensi sollevamenti irregolari più o meno continui

(sistema delle dorsali medio-oceaniche), tormentati da formazioni secondarie

(creste, pinnacoli, solchi, etc.).

Si prolungano per migliaia o decine di migliaia di chilometri, con larghezze di

varie centinaia di chilometri.

Giungono ad elevazioni medie di 2.000-3.000 metri e possono dar luogo a

emersioni. Dalla dorsale medio-atlantica (esempio isole Azzorre e isole

dell'Ascensione) si elevano per altezze di oltre 5.000 metri.

Le dorsali si suddividono in:

dorsali sismiche. Il loro stato di attività viene rilevato attraverso la presenza di

epicentri sismici in seno alla dorsale stessa. Presentano anomali flussi di calore e

anomalie magnetiche distribuite in maniera particolare ai lati di essa. Danno luogo

a fuoriuscita di materiale litosferico dalla spaccatura centrale della dorsale (rift-

valley); nel caso della dorsale medio-atlantica la velocità è dell'ordine di 2 cm

all'anno, ed ha impiegato 130 milioni di anni a formarsi

dorsali asismiche. Sono corrugamenti inattivi; talora si dipartono da una dorsale

medio-oceanica attiva e si congiungono al continente; in altri casi possono essere

residui di continenti, come provato dalla presenza di formazioni granitiche e da un

ispessimento della crosta.

2014 Oceanografia per PAS 65

Fosse e dorsali

2014 Oceanografia per PAS 66

Montagne, guyot e colline sottomarine

Montagne e colline sottomarine: sollevamenti isolati del fondo marino, aventi

forma più o meno conica, che possono emergere dando luogo a isole (es. Hawaii)

oppure ospitare formazioni coralline sulla propria sommità.

Vengono denominate montagne se si ergono dal fondo per più di 700 metri e

colline se si elevano per meno di 700 metri.

La vetta del rilievo può avere una piccolissima superficie oppure può essere molto

ampia e piatta. In quest'ultimo caso il rilievo é chiamato montagna tabulare o

guyot (dal nome di un geologo del XIX secolo). Nella quasi totalità dei casi queste

montagne sono di origine vulcanica. Sono note all'incirca 1800 tra montagne

sottomarine e guyots; queste ultime formazioni sono particolarmente abbondanti

nell'Oceano Pacifico.

I fianchi delle montagne sottomarine hanno inclinazioni attorno ai 12°-14° e in

alcuni casi raggiungono i 35°. In corrispondenza delle montagne subacquee si

possono rilevare forti anomalie del campo magnetico terrestre.

2014 Oceanografia per PAS 67

Soglie

Le soglie sono delle brevi dorsali o selle che separano due bacini o fosse o

avvallamenti.

Vengono caratterizzate dalla “profondità di soglia” che rappresenta il

valore minimo dei fondali.

Esistono soglie di separazione tra mari mediterranei ed oceano (es. Stretto

di Gibilterra).

La presenza di una soglia può essere determinante per la struttura termica

del mare mediterraneo (isotermie nel Mar Mediterraneo e nel Mar Rosso a

profondità maggiori di quelle di soglia), per il tipo di flusso idrodinamico

tra i due bacini e per l'innescarsi del fenomeno delle onde interne.

2014 Oceanografia per PAS 68

Forme geografiche principali: oceani e mari Oceani

Gli oceani sono caratterizzati dall'occupare Atlantico 82 milioni di kmq

vaste superfici e dall'essere contenuti in Pacifico 165 milioni di kmq

depressioni ampie, profonde e Indiano 73 milioni di kmq

geologicamente stabili; inoltre i loro margini

costieri sono derivati da situazioni Diramazione

geologiche recenti e le loro acque hanno

delle specifiche caratteristiche fisiche e Mare

dinamiche. Separazione netta Ampia comunicazione

I mari sono delle diramazioni o appendici degli

oceani. Hanno acque con caratteristi-che fisiche e

dinamiche dipendenti dagli oceani con cui sono in Mare Mediterraneo Mare Adiacente

contatto e sono influenzati da acque di origine

terrestre; risentono più o meno dell'effetto

climatico delle vicine terre emerse. Mare del Nord

Si suddividono in mari mediterranei allorquando Mar del Giappone

vi è una separazione netta tra mare ed oceano, ed Mar Arabico

Grande estensione e profondità Piccola estensione

in mari adiacenti se vi è ampia comunicazione

con le acque oceaniche.

I mari mediterranei si dividono a loro volta in

intercontinentali ed infracontinentali; i secondi Intercontinentale Infracontinentale

sono più piccoli e quindi più soggetti all'influenza Mare Artico 14,3 milioni di kmq Mar Rosso 0,44 milioni di kmq

continentale M. Americano 4,3 milioni di kmq M. Baltico 0,42 milioni di kmq

2014 Oceanografia per PAS 69

Mediterraneo 2,5 milioni di kmq G.Persico 0,24 milioni di kmq

B. Hudson 1,23 milioni di kmq

Forme del secondo ordine: i golfi, i seni, gli stretti e i canali. Queste forme sono di

varia origine e assumono spesso nomenclature locali o convenzionali; la loro

suddivisione, che comunque è di modesto significato, riesce abbastanza difficile.

Al limite con le acque interne si possono ancora distinguere le forme geografiche

del terzo ordine: lagune e i laghi costieri. Le lagune a loro volta si differenziano in

lagune in senso stretto se rimangono sempre sommerse, lagune vive se sono

sommerse solo con l'alta marea e barene se sono sommerse solo in casi eccezionali.

La ripartizione degli oceani non è uniforme nei due emisferi

del pianeta; i due terzi delle terre emerse giacciono

nell'emisfero Nord e un terzo in quello sud.

Emisfero Nord Emisfero Sud

Superficie marina 60.7% 80.9%

Superficie terrestre 39.3% 19.1%

2014 Oceanografia per PAS 70

Le terre emerse

2014 Oceanografia per PAS 71

I fondali marini

Il livello medio dell'intero pianeta, considerando cioè sia gli oceani che le terre emerse, è di -2.440 metri.

2014 Oceanografia per PAS 72

2014 Oceanografia per PAS 73

L’indagine batimetrica

L'attività di scandagliamento, svolta da oltre un secolo con apparecchiature sempre più

efficienti e precise, ha permesso di rappresentare la forma del fondo marino in molti mari e

in gran parte delle estensioni oceaniche di interesse navale. Sono state redatte le seguenti

carte:

- batimetriche generali (scala inferiore a 1 : 1.000.000) e particolari (scala superiore a 1 :

500.000)

- carte fisiografiche (scala ~ 1 : 5.000.000)

- oltre 10.000 carte nautiche

La rappresentazione topografica del fondo marino attraverso curve di livello (isobate),

tracciate in base ai piani quotati dello scandagliamento sistematico ha reso possibile

evidenziare rilievi e depressioni di varie forme e dimensioni. La caratteristica peculiare dei

fondi marini é la piccola pendenza dei rilievi, anche se si elevano di centinaia o migliaia di

metri sul fondale pianeggiante circostante. Esistono tuttavia casi particolari con pendenze

maggiori di 45°, ma si tratta di formazioni vulcaniche sommerse o di aree magmatiche di

recente sommersione o frattura.

L’indagine batimetrica è svolta dagli Istituti Idrografici. L’International Hydrographic

Organization (IHO), dal 1921, indica agli Istituti nazionali gli standard e le

metodologie di lavoro da impiegare per effettuare l’indagine batimetrica.

2014 Oceanografia per PAS 74

L’Istituto Idrografico della

Marina è stato istituito con

regio decreto del 1872.

Sede provvisoria dell’Istituto:

Genova, Forte San Giorgio.

È tuttora nella stessa sede.

2014 Oceanografia per PAS 75

…. ieri ….

2014 Oceanografia per PAS 76

2014 Oceanografia per PAS 77

2014 Oceanografia per PAS 78

2014 Oceanografia per PAS 79

2014 Oceanografia per PAS 80

… oggi

2014 Oceanografia per PAS 81

History of Hydrography

First recorded Sailing Directions 510 B.C.

Oldest known Navigational Chart 1270 A.D.

First National Hydrographic Office 1720

International Congress of Navigation 1908

International Maritime Conference 1912

Hydrographic Conference 1919

International Hydrographic Bureau 1921

International Convention 1970

2014 Oceanografia per PAS 82

Montecarlo

THE INTERNATIONAL

HYDROGRAPHIC ORGANIZATION

The International Hydrographic Organization (IHO) is an

intergovernmental, consultative and technical

organisation established in 1921 to support the safety-

of-navigation, and the protection of the marine

environment.

2014 Oceanografia per PAS 83

The object of the IHO

The coordination of the activities of the national hydrographic

• offices

The greatest possible uniformity in nautical charts and

• documents

The adoption of reliable and efficient methods of carrying out

• and exploiting hydrographic surveys

The development of the sciences in the field of hydrography

• and the techniques employed in descriptive oceanography

2014 Oceanografia per PAS 84

81 Member States (2014)

2014 Oceanografia per PAS 85

CONSEQUENCES

OF POOR CHARTING AND

NAVIGATION

Loss of vessels, crews,

• environmental damage

2014 Oceanografia per PAS 87

What we want to avoid!

2014 Oceanografia per PAS 89


PAGINE

81

PESO

5.50 MB

AUTORE

Teemo92

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Navigazione
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria energetica
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Teemo92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Navigazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Trossarelli Giorgio.

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