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Occupazione femminile in Italia Appunti scolastici Premium

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Donne e mercato del lavoro, tenute dalla Prof.ssa Claudia Galimberti nell'anno accademico 2010 e tratta i seguenti argomenti:
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Modello di partecipazione delle donne al lavoro;
Occupazione dal 2003 al 2008;
Differenze tra nord e sud d'Italia;
Part-time.
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Esame di Donne e mercato del lavoro docente Prof. C. Galimberti

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’incremento di occupazione femminile è stato dovuto in

gran parte alla crescita del part time

1milione 975mila occupate in più rispetto al 1993

Di cui 1 milione 64 mila in part time

L’occupazione femminile è cresciuta fondamentalmente nel settore

dei servizi

Le donne continuano in tutto il periodo a presentare una percentuale

di tempi determinati più alta degli uomini:

Donne: dall’12,7% del 1993 al 15,6% del 2008

Uomini: dall’8,2% del 1993 all’11,5% del 2008

più precarie e con una precarietà che dura più a lungo nel tempo

Part-time per sesso. Indice base 1993=100

180

160

140 Maschi

120 Femmine

100

80

60 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Gli andamenti dell’occupazione femminile in sei paesi

europei

• 1994 2004 2007

• Spagna 30,7 48,3 54,7

• Italia 37,4 45,2 46,6

• Francia 51,6 58,2 60,0

• Germania 55,1 59,2 60,4

• UK 61,2 65,6 65,5

• Svezia 68,5 70,5 71,8

• La Spagna sta più indietro dell’Italia nel 1994

• Supera l’Italia nel 2004 con un incremento del 60% in dieci anni

• Arriva al 54,7% nel 2007 con un incremento totale dell’80% contro il 25%

dell’Italia

Da che è dipesa la crescita dell’occupazione?

La crescita degli ultimi anni prima della crisi è stata

spiegata da tre fattori fondamentali:

1. Aumento della permanenza degli ultracinquantenni

2. Aumento della componente straniera

3.Aumento dei tempi determinati

Gli stranieri in Italia presentano un tasso di occupazione più elevato

degli italiani ma ciò è dovuto alla struttura per età più giovane,

all’inserimento in professioni a più bassa specializzazione.

Anche per le donne è così, ma ci sono forti differenze tra comunità.

Tassi alti per filippine rumene e ucraine e bassi per marocchine e

albanesi.

Gravi problemi di conciliazione dei tempi di vita

1 1

Il mercato del lavoro femminile nel 2008

• L’occupazione sale dell’1,9% (+176 mila unità), oltre

l’80% nelle regioni del Centro­nord.

• Dal +2,6% del primo semestre al +1,3% del secondo.

• Il tasso di occupazione femminile è al 47,2% con

elevati divari territoriali: dal 62,1% dell’Emilia

Romagna al 27,3% della Campania.

• La disoccupazione femminile torna a crescere: +11,2%

(88 mila unità). L’incremento soprattutto tra ex inattive.

• Tuttavia nel IV trimestre l’inattività femminile nelle

regioni meridionali torna a crescere (+1,7% pari a 73

mila unità).

Il lavoro propone un’altra criticità forte: donne

schiacciate dalle rigidità sociali

Asimmetria dei ruoli elevata – il 73% delle ore di lavoro familiare della coppia,

in cui la donna lavora e ha fino a 44 anni, è assorbito dalle donne

Rete servizi per la prima infanzia scarsa (sotto il 20% i bambini che vanno al

nido) e costosa (crescita più sostenuta dei nidi privati).

Flessibilità nei posti di lavoro scarsa (32,0%) (tranne Pubblica Amministrazione

53,4%)

Accesso al lavoro delle donne basso al crescere del numero dei figli

Tasso di occupazione single 62,5% 0 figli 47,5% 1 figlio 52,8% 2 figli 50,8% 3

figli o più 38,5%

La nascita di un figlio rappresenta ancora una criticità: 1 donna su 5 lascia o

perde il lavoro;

CONSEGUENZA:

FORTE SOVRACCARICO DI LAVORO SULLE DONNE

FIGLI ANCORA BARRIERA ALL’ACCESSO E AL MANTENIMENTO DEL

LAVORO


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Donne e mercato del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Galimberti Claudia.

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