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norme, devono essere sottoposti a procedure e prove sperimentali di accettazione. Le

prove e le procedure di accettazione sono definite nelle parti specifiche delle presenti

norme riguardanti i materiali.

La fornitura di componenti, sistemi o prodotti, impiegati per fini strutturali, deve

essere accompagnata da un manuale di installazione e di manutenzione da allegare alla

documentazione dell’opera. I componenti, sistemi e prodotti, edili od impiantistici, non

facenti parte del complesso strutturale, ma che svolgono funzione statica autonoma,

devono essere progettati ed installati nel rispetto dei livelli di sicurezza e delle

prestazioni di seguito prescritti.

Le azioni da prendere in conto devono essere assunte in accordo con quanto stabilito

nei relativi capitoli delle presenti norme. In mancanza di specifiche indicazioni, si

dovrà fare ricorso ad opportune indagini, eventualmente anche sperimentali, o a

normative di comprovata validità.

2.2 STATI LIMITE

2.2.1 STATI LIMITE ULTIMI (SLU)

I principali Stati Limite Ultimi, di cui al § 2.1, sono elencati nel seguito:

a) perdita di equilibrio della struttura o di una sua parte;

b) spostamenti o deformazioni eccessive;

c) raggiungimento della massima capacità di resistenza di parti di strutture,

collegamenti, fondazioni;

d) raggiungimento della massima capacità di resistenza della struttura nel suo insieme;

e) raggiungimento di meccanismi di collasso nei terreni;

f) rottura di membrature e collegamenti per fatica;

g) rottura di membrature e collegamenti per altri effetti dipendenti dal tempo;

h) instabilità di parti della struttura o del suo insieme;

Altri stati limite ultimi sono considerati in relazione alle specificità delle singole opere;

in presenza di azioni sismiche, gli Stati Limite Ultimi sono quelli precisati nel § 3.2.1.

2.2.2 STATI LIMITE DI ESERCIZIO (SLE)

I principali Stati Limite di Esercizio, di cui al § 2.1, sono elencati nel seguito:

a) danneggiamenti locali (ad es. eccessiva fessurazione del calcestruzzo) che possano

ridurre la durabilità della struttura, la sua efficienza o il suo aspetto;

b) spostamenti e deformazioni che possano limitare l’uso della costruzione, la sua

efficienza e il suo aspetto;

c) spostamenti e deformazioni che possano compromettere l’efficienza e l’aspetto di

elementi non strutturali, impianti, macchinari;

d) vibrazioni che possano compromettere l’uso della costruzione;

e) danni per fatica che possano compromettere la durabilità;

2

f) corrosione e/o eccessivo degrado dei materiali in funzione dell’ambiente di

esposizione.

Altri stati limite sono considerati in relazione alle specificità delle singole opere; in

presenza di azioni sismiche, gli Stati Limite di Esercizio sono quelli precisati nel §

3.2.1.

2.2.3 VERIFICHE

Le opere strutturali devono essere verificate:

a) per gli stati limite ultimi che possono presentarsi, in conseguenza alle diverse

combinazioni delle azioni;

b) per gli stati limite di esercizio definiti in relazione alle prestazioni attese.

Le verifiche di sicurezza delle opere devono essere contenute nei documenti di

progetto, con riferimento alle prescritte caratteristiche meccaniche dei materiali e alla

caratterizzazione geotecnica del terreno, dedotta in base a specifiche indagini. La

struttura deve essere verificata nelle fasi intermedie, tenuto conto del processo

costruttivo; le verifiche per queste situazioni transitorie sono generalmente condotte

nei confronti dei soli stati limite ultimi.

Per le opere per le quali nel corso dei lavori si manifestino situazioni

significativamente difformi da quelle di progetto occorre effettuare le relative

necessarie verifiche.

2.3 VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA

Per la valutazione della sicurezza delle costruzioni si devono adottare criteri

probabilistici scientificamente comprovati. Nel seguito sono normati i criteri del

metodo semiprobabilistico agli stati limite basati sull’impiego dei coefficienti parziali

di sicurezza, applicabili nella generalità dei casi; tale metodo è detto di primo livello.

Per opere di particolare importanza si possono adottare metodi di livello superiore,

tratti da documentazione tecnica di comprovata validità.

Nel metodo semiprobabilistico agli stati limite, la sicurezza strutturale deve essere

verificata tramite il confronto tra la resistenza e l’effetto delle azioni. Per la sicurezza

strutturale, la resistenza dei materiali e le azioni sono rappresentate dai valori

caratteristici, R e F definiti, rispettivamente, come il frattile inferiore delle

ki kj

resistenze e il frattile (superiore o inferiore) delle azioni che minimizzano la sicurezza.

In genere, i frattili sono assunti pari al 5%. Per le grandezze con piccoli coefficienti di

variazione, ovvero per grandezze che non riguardino univocamente resistenze o azioni,

si possono considerare frattili al 50% (valori mediani).

Per la sicurezza di opere e sistemi geotecnici, i valori caratteristici dei parametri fisico-

meccanici dei terreni sono definiti nel § 6.2.2.

La verifica della sicurezza nei riguardi degli stati limite ultimi di resistenza si effettua

con il “metodo dei coefficienti parziali” di sicurezza espresso dalla equazione formale:

3

E

R (2.2.1)

d d

dove

R è la resistenza di progetto, valutata in base ai valori di progetto della resistenza dei

d materiali e ai valori nominali delle grandezze geometriche interessate;

Ed è il valore di progetto dell’effetto delle azioni, valutato in base ai valori di progetto

F = F · delle azioni come indicato nel § 2.5.3, o direttamente E = E .

dj kj Fj dj kjEj

 

I coefficienti parziali di sicurezza, e , associati rispettivamente al materiale i-

Mi Fj

esimo e all’azione j-esima, tengono in conto la variabilità delle rispettive grandezze e

le incertezze relative alle tolleranze geometriche e alla affidabilità del modello di

calcolo.

La verifica della sicurezza nei riguardi degli stati limite di esercizio si esprime

controllando aspetti di funzionalità e stato tensionale.

2.4 VITA NOMINALE, CLASSI D’USO E PERIODO DI RIFERIMENTO

2.4.1 VITA NOMINALE

La vita nominale di un’opera strutturale V è intesa come il numero di anni nel quale

N

la struttura, purché soggetta alla manutenzione ordinaria, deve potere essere usata per

lo scopo al quale è destinata. La vita nominale dei diversi tipi di opere è quella

riportata nella Tab. 2.4.I e deve essere precisata nei documenti di progetto.

Tabella 2.4.I – Vita nominale V per diversi tipi di opere

N Vita Nominale

TIPI DI COSTRUZIONE V (in anni)

N

1

Opere provvisorie – Opere provvisionali - Strutture in fase costruttiva

1 10

Opere ordinarie, ponti, opere infrastrutturali e dighe di dimensioni

2 ≥ 50

contenute o di importanza normale

Grandi opere, ponti, opere infrastrutturali e dighe di grandi dimensioni o di

3 ≥ 100

importanza strategica

2.4.2 CLASSI D’USO

In presenza di azioni sismiche, con riferimento alle conseguenze di una interruzione di

operatività o di un eventuale collasso, le costruzioni sono suddivise in classi d’uso così

definite:

Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli.

Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti

pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali.

Industrie con attività non pericolose per l’ambiente. Ponti, opere

1 Le verifiche sismiche di opere provvisorie o strutture in fase costruttiva possono omettersi quando le relative

durate previste in progetto siano inferiori a 2 anni. 4

infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o in Classe d’uso

IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza.

Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti.

Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con

attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in

Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi

situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro

eventuale collasso.

Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con

riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità.

Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie

di tipo A o B, di cui al D.M. 5 novembre 2001, n. 6792, “Norme funzionali

e geometriche per la costruzione delle strade”, e di tipo C quando

appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non

altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza

critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente

dopo un evento sismico. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a

impianti di produzione di energia elettrica.

2.4.3 PERIODO DI RIFERIMENTO PER L’AZIONE SISMICA

Le azioni sismiche su ciascuna costruzione vengono valutate in relazione ad un

periodo di riferimento V che si ricava, per ciascun tipo di costruzione,

R

moltiplicandone la vita nominale V per il coefficiente d’uso C :

N U

V C

V (2.4.1)

R N U

Il valore del coefficiente d’uso C è definito, al variare della classe d’uso, come

U

mostrato in Tab. 2.4.II.

Tab. 2.4.II – Valori del coefficiente d’uso C U

CLASSE D’USO I II III IV

0,7 1,0 1,5 2,0

COEFFICIENTE CU

Se V 35 anni si pone comunque V = 35 anni.

R R

2.5 AZIONI SULLE COSTRUZIONI

2.5.1 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

Si definisce azione ogni causa o insieme di cause capace di indurre stati limite in una

struttura.

2.5.1.1 Classificazione delle azioni in base al modo di esplicarsi

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Nuove norme tecniche per le costruzioni – d.m. 14-1-2008:
- sicurezza e prestazioni attese
- principi fondamentali
- stati limite
- stati limite ultimi (slu)
- stati limite di esercizio (sle)
- verifiche
- valutazione della sicurezza
- vita nominale, classi d’uso e periodo di riferimento
- vita nominale
- classi d’uso
- periodo di riferimento per l’azione sismica
- azioni sulle costruzioni
- classificazione delle azioni
- caratterizzazione delle azioni elementari
- combinazioni delle azioni
- degrado
- azioni nelle verifiche agli stati limite
- stati limite ultimi
- stati limite di esercizio
- verifiche alle tensioni ammissibili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Arena Giuseppe.

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