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infrastrutturali, reti viarie non ricadenti in Classe d’uso III o in Classe d’uso

IV, reti ferroviarie la cui interruzione non provochi situazioni di emergenza.

Dighe il cui collasso non provochi conseguenze rilevanti.

Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con

attività pericolose per l’ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in

Classe d’uso IV. Ponti e reti ferroviarie la cui interruzione provochi

situazioni di emergenza. Dighe rilevanti per le conseguenze di un loro

eventuale collasso.

Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con

riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità.

Industrie con attività particolarmente pericolose per l’ambiente. Reti viarie

di tipo A o B, di cui al D.M. 5 novembre 2001, n. 6792, “Norme funzionali

e geometriche per la costruzione delle strade”, e di tipo C quando

appartenenti ad itinerari di collegamento tra capoluoghi di provincia non

altresì serviti da strade di tipo A o B. Ponti e reti ferroviarie di importanza

critica per il mantenimento delle vie di comunicazione, particolarmente

dopo un evento sismico. Dighe connesse al funzionamento di acquedotti e a

impianti di produzione di energia elettrica.

2.4.3 PERIODO DI RIFERIMENTO PER L’AZIONE SISMICA

Le azioni sismiche su ciascuna costruzione vengono valutate in relazione ad un

periodo di riferimento V che si ricava, per ciascun tipo di costruzione,

R

moltiplicandone la vita nominale V per il coefficiente d’uso C :

N U

V C

V (2.4.1)

R N U

Il valore del coefficiente d’uso C è definito, al variare della classe d’uso, come

U

mostrato in Tab. 2.4.II.

Tab. 2.4.II – Valori del coefficiente d’uso C U

CLASSE D’USO I II III IV

0,7 1,0 1,5 2,0

COEFFICIENTE CU

Se V 35 anni si pone comunque V = 35 anni.

R R

2.5 AZIONI SULLE COSTRUZIONI

2.5.1 CLASSIFICAZIONE DELLE AZIONI

Si definisce azione ogni causa o insieme di cause capace di indurre stati limite in una

struttura.

2.5.1.1 Classificazione delle azioni in base al modo di esplicarsi

5

a) dirette:

forze concentrate, carichi distribuiti, fissi o mobili;

b) indirette:

spostamenti impressi, variazioni di temperatura e di umidità, ritiro,

precompressione, cedimenti di vincolo, ecc.

c) degrado:

- endogeno: alterazione naturale del materiale di cui è composta l’opera strutturale;

- esogeno: alterazione delle caratteristiche dei materiali costituenti l’opera

strutturale, a seguito di agenti esterni.

2.5.1.2 Classificazione delle azioni secondo la risposta strutturale

a) statiche: azioni applicate alla struttura che non provocano accelerazioni

significative della stessa o di alcune sue parti;

b) pseudo statiche: azioni dinamiche rappresentabili mediante un’azione statica

equivalente;

c) dinamiche: azioni che causano significative accelerazioni della struttura o dei

suoi componenti.

2.5.1.3 Classificazione delle azioni secondo la variazione della loro intensità nel

tempo

a) permanenti (G): azioni che agiscono durante tutta la vita nominale della

costruzione, la cui variazione di intensità nel tempo è così piccola e lenta da poterle

considerare con sufficiente approssimazione costanti nel tempo:

- peso proprio di tutti gli elementi strutturali; peso proprio del terreno, quando

pertinente; forze indotte dal terreno (esclusi gli effetti di carichi variabili applicati

al terreno); forze risultanti dalla pressione dell’acqua (quando si configurino

costanti nel tempo) (G );

1

- peso proprio di tutti gli elementi non strutturali (G );

2

- spostamenti e deformazioni imposti, previsti dal progetto e realizzati all’atto

della costruzione;

- pretensione e precompressione (P);

- ritiro e viscosità;

- spostamenti differenziali;

b) variabili (Q): azioni sulla struttura o sull’elemento strutturale con valori istantanei

che possono risultare sensibilmente diversi fra loro nel tempo:

- di lunga durata: agiscono con un’intensità significativa, anche non

continuativamente, per un tempo non trascurabile rispetto alla vita nominale della

struttura;

- di breve durata: azioni che agiscono per un periodo di tempo breve rispetto alla

vita nominale della struttura; 6

c) eccezionali (A): azioni che si verificano solo eccezionalmente nel corso della vita

nominale della struttura;

- incendi;

- esplosioni;

- urti ed impatti;

d) sismiche (E): azioni derivanti dai terremoti.

2.5.2 CARATTERIZZAZIONE DELLE AZIONI ELEMENTARI

Si definisce valore caratteristico Q di un’azione variabile il valore corrispondente ad

k

un frattile pari al 95 % della popolazione dei massimi, in relazione al periodo di

riferimento dell’azione variabile stessa.

Nella definizione delle combinazioni delle azioni che possono agire

contemporaneamente, i termini Q rappresentano le azioni variabili della

kj

combinazione, con Q azione variabile dominante e Q , Q , … azioni variabili che

k1 k2 k3

possono agire contemporaneamente a quella dominante. Le azioni variabili Q kj

  

vengono combinate con i coefficienti di combinazione , e , i cui valori sono

0j 1j 2j

forniti nel § 2.5.3, Tab. 2.5.I, per edifici civili e industriali correnti.

Con riferimento alla durata percentuale relativa ai livelli di intensità dell’azione

variabile, si definiscono:  Q

- valore quasi permanente : la media della distribuzione temporale

2j kj

dell’intensità;  Q

- valore frequente : il valore corrispondente al frattile 95 % della distribuzione

1j kj

temporale dell’intensità e cioè che è superato per una limitata frazione del periodo

di riferimento;  Q

- valore raro (o di combinazione) : il valore di durata breve ma ancora

0j kj

significativa nei riguardi della possibile concomitanza con altre azioni variabili.

Nel caso in cui la caratterizzazione stocastica dell’azione considerata non sia

disponibile, si può assumere il valore nominale. Nel seguito sono indicati con pedice k

i valori caratteristici; senza pedice k i valori nominali.

2.5.3 COMBINAZIONI DELLE AZIONI

Ai fini delle verifiche degli stati limite si definiscono le seguenti combinazioni delle

azioni.

Combinazione fondamentale, generalmente impiegata per gli stati limite ultimi

(SLU):

  G  G  P  Q   Q   Q

+ + + + + + … (2.5.1)

G1 1 G2 2 P Q1 k1 Q2 02 k2 Q3 03 k3

Combinazione caratteristica (rara), generalmente impiegata per gli stati limite di

esercizio(SLE) irreversibili, da utilizzarsi nelle verifiche alle tensioni ammissibili di

7

cui al § 2.7:  Q  Q

G + G + P + Q + + + … (2.5.2)

1 2 k1 02 k2 03 k3

Combinazione frequente, generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio

(SLE) reversibili:

 Q  Q  Q

G + G +P+ + + + … (2.5.3)

1 2 11 k1 22 k2 23 k3

Combinazione quasi permanente (SLE), generalmente impiegata per gli effetti a

lungo termine:  Q  Q  Q

G + G + P + + + + … (2.5.4)

1 2 21 k1 22 k2 23 k3

Combinazione sismica, impiegata per gli stati limite ultimi e di esercizio connessi

all’azione sismica E (v. § 3.2):

 Q  Q

E + G + G + P + + + … (2.5.5)

1 2 21 k1 22 k2

Combinazione eccezionale, impiegata per gli stati limite ultimi connessi alle azioni

eccezionali di progetto Ad (v. § 3.6):

G P A  Q  Q ...

G (2.5.6)

1 2 d 21 k1 22 k2

Nelle combinazioni per SLE, si intende che vengono omessi i carichi Q che danno un

kj

contributo favorevole ai fini delle verifiche e, se del caso, i carichi G .

2

Altre combinazioni sono da considerare in funzione di specifici aspetti (p. es. fatica,

ecc.).

Nelle formule sopra riportate il simbolo + vuol dire combinato con.

 

I valori dei coefficienti parziali di sicurezza e sono dati in § 2.6.1, Tab. 2.6.I

Gi Qj

Tabella 2.5.I – Valori dei coefficienti di combinazione

Categoria/Azione variabile   

0j 1j 2j

Categoria A Ambienti ad uso residenziale 0,7 0,5 0,3

Categoria B Uffici 0,7 0,5 0,3

Categoria C Ambienti suscettibili di affollamento 0,5 0,7 0,6

Categoria D Ambienti ad uso commerciale 0,7 0,7 0,6

Categoria E Biblioteche, archivi, magazzini e ambienti ad uso 1,0 0,9 0,8

industriale 0,7 0,7 0,6

Categoria F Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso 30 kN)

Categoria G Rimesse e parcheggi (per autoveicoli di peso > 30 kN) 0,7 0,5 0,3

Categoria H Coperture 0,0 0,0 0,0

Vento 0,6 0,2 0,0

0,5 0,2 0,0

Neve (a quota 1000 m s.l.m.)

Neve (a quota > 1000 m s.l.m.) 0,7 0,5 0,2

Variazioni termiche 0,6 0,5 0,0

2.5.4 DEGRADO 8


PAGINE

11

PESO

483.78 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Nuove norme tecniche per le costruzioni – d.m. 14-1-2008:
- sicurezza e prestazioni attese
- principi fondamentali
- stati limite
- stati limite ultimi (slu)
- stati limite di esercizio (sle)
- verifiche
- valutazione della sicurezza
- vita nominale, classi d’uso e periodo di riferimento
- vita nominale
- classi d’uso
- periodo di riferimento per l’azione sismica
- azioni sulle costruzioni
- classificazione delle azioni
- caratterizzazione delle azioni elementari
- combinazioni delle azioni
- degrado
- azioni nelle verifiche agli stati limite
- stati limite ultimi
- stati limite di esercizio
- verifiche alle tensioni ammissibili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Arena Giuseppe.

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