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V

L’essenza della musica

Come sappiamo fin dal titolo, la tragedia attica nasce dallo spirito della

musica. Ma cosa significa qui “musica”? In che rapporto è lo “spirito della

musica” con l’antagonismo fondamentale del dionisiaco e dell’apollineo? Il

riferimento iniziale di Nietzsche è certamente Schopenhauer, che aveva

interpretato la musica come “immagine della volontà”. Nel § 52 del terzo

libro del Mondo come volontà e rappresentazione, Schopenhauer aveva

sottolineato la natura peculiare della musica rispetto a tutte le altre arti:

C’è tuttavia un’arte, rimasta fuori del nostro studio, e che doveva rimaner fuori,

perché non poteva trovare un posto conveniente nella connessione sistematica

dell’esposizione: la musica; totalmente isolata dalle altre sorelle. (MVR, p. 298)

Rispetto a tutte le altre arti, che rappresentano figure determinate e

simboliche, la musica costituisce, dunque, un’eccezione. Il motivo per cui la

musica è «isolata» dalle altre arti consiste nel fatto che mentre queste (come

sappiamo) sono contemplazione delle idee degli enti, e, anzi, «realizzano il

loro ideale mediante la riproduzione di oggetti particolari» (p. 299), la

musica «ignora» tanto le idee quanto gli enti, e, al pari delle idee stesse,

riproduce in modo adeguato la volontà, cioè l’essenza del mondo:

La musica non è dunque, come le altre arti, una riproduzione delle idee, ma una

riproduzione della stessa volontà, una sua oggettivazione allo stesso titolo delle idee.

Perciò il suo effetto è più potente, più penetrante che quello delle altre arti; queste

non esprimono che l’ombra; quella celebra l’essenza. (p. 300)

Per questo, nella visione di Schopenhauer, la musica è come il mondo

prima della sua espressione simbolica, in forme individuate, fenomeniche. È

come l’anima di quel corpo.

Il mondo si potrebbe, in conseguenza, chiamare un’incarnazione della musica, non

meno che della volontà. (p. 305)

E ancora:

la musica ci dà l’intimo nocciolo che precede ogni formazione, il cuore delle cose.

In linguaggio scolastico si esprimerebbe a meraviglia tale relazione dicendo: i

concetti sono gli universalia post rem, la musica ci dà gli universalia ante rem, e la

realtà gli universalia in re. (p. 306)

La visione di Schopenhauer è sintetizzata da Nietzsche con la lunga

citazione che si legge nel capitolo 16 della Nascita della tragedia. E

Nietzsche commenta così la teoria di Schopenhauer, operandone subito la

conversione nel proprio orizzonte, cioè ponendo la musica in relazione con

l’impulso dionisiaco:

Secondo la dottrina di Schopenhauer … che parla per simboli della conoscenza

dionisiaca. (NT, p. 110)


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e tratta la filosofia di Nietzsche concentrandosi sull'epoca tragica dei Greci (1870-1872), in particolare, l'argomento trattato è l'essenza della musica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

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