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 Infine, per asportare definitivamente le ossa del cranio, diverrà opportuno

inserire l’angolo di uno scalpello sul quale applicare la percussione di un

mazzuolo, che permetterà di ledere le connessioni residue di tessuto osseo;

 si otterrà il distacco della calotta cranica con l’aiuto delle dita e/o dello

scalpello, sollevando il margine anteriore del frontale e superando l’opposizione

offerta dalla meningi.

 dopo aver scoperchiato il cranio, valutata la presenza o meno di liquidi in

cavità ed esaminato le meningi, per poter estrarre il cervello dovremo eseguire

sulle meningi stesse due incisioni parallele al piano sagittale mediano, prendendo

come riferimento il solco interemisferico, incisione che comprende anche la

lamina fibrosa avvolgente il bulbo e/o la parte iniziale del midollo spinale; 451

 successivamente, tagliato il setto fibroso della dura madre che residua nello

spazio tra i due emisferi cerebrali, dovremo farvi trazione in alto e procedere

nell’estrazione del cervello e delle altre componenti nervose.

Tecnica di apertura del cranio negli animali di grossa mole

Anche nei grossi animali si separa la testa dal cadavere con le modalità

precedentemente ricordate per poi condurre lo scuoiamento, peraltro non facile.

Può risultare utile asportare il mascellare inferiore per rendere più stabile

l’appoggio della testa ed anche perchè il processo coronoideo, in un certo qual

modo, impedisce l’applicazione di una corretta tecnica per l’apertura della

scatola cranica.

 Per liberare il mascellare inferiore si incidono con un taglio netto i tessuti

molli della guancia e del retro bocca iniziando dalla commessura labiale;

- si afferra il coltello di piatto per incidere radente alle parti ossee, i muscoli che

rivestono la faccia masticatoria dei molari superiori ed inferiori evidenziando il

processo coronoideo e liberarlo dalle parti molli che lo rivestono;

si individua e si incide l’articolazione temporo-mandibolare

- facendo

contemporaneamente dei movimenti di va e vieni della mandibola liberandola

definitivamente. 452

- infine, appoggiata la testa su di una superficie di appoggio, asporteremo i

tessuti molli che impedirebbero alla sega di fare presa.

 Relativamente alla tecnica di apertura è opportuno:

- eseguire una prima resezione trasversale, su di una linea immaginaria posta a

pochi centimetri al di dietro delle arcate sopraorbitali, cercando di non

interessare i seni frontali;

- effettuare una resezione per lato, iniziando dal condilo occipitale

corrispondente (impegnandone il foro), resezioni che percorrendo una linea

passante al di sopra del meato uditivo esterno ed apofisi zigomatica e

raggiungano la precedente resezione trasversale sul frontale.

 Questo ultimo intervento viene effettuato appoggiando sul tavolo la superficie

laterale della testa opposta al lato dove si conduce la resezione.

Tecnica di apertura del cranio in animali provvisti di corna

Negli animali provvisti di corna, per la durezza del tavolato osseo e per la

presenza della cavicchia ossea, si effettuano le stesse manualità ora descritte alle

quali si aggiunge la resezione delle ossa craniche sulla linea sagittale mediana;

453

- questa resezione prende inizio dal foro occipitale per proseguire, in senso

aborale-orale, fino ad incontrare la linea retrorbitale (trasversale) in

precedenza eseguita.

 riportata la testa nella primitiva posizione, in appoggio sul mascellare

l’angolo dello scalpello

superiore (se è stata asportata la mascella), si introduce

nella resezione occipitale, per ripercorrere le incisioni laterali, compresa quella

trasversale, per poi far leva e sollevare la calotta cranica.

 Nelle razze di pecore provviste di corna a spirale, dirette in avanti ed in

basso, per recidere le ossa craniche conviene asportare le corna con una

resezione rasente la radice.

Tecnica di apertura del cranio nel suino

 Nel suino per la particolare forma della testa e per la posizione profonda

all’interno del cranio,

dell’encefalo la tecnica di apertura della cavità cranica

viene eseguita con alcune varianti:

→ dopo aver liberato la testa dal cadavere ed averne asportato le parti molli è

opportuno:

a) estrarre gli occhi; 454

temporale, che

b) abbattere il processo zigomatico dell’osso delimita in parte

il meato uditivo esterno;

c) effettuare una incisione trasversale che coinvolga la parte orbitale del

frontale a 2-3 cm dalla sua estremità posteriore, perpendicolarmente alle

ossa del frontale, fino ad interessare i seni;

→ poiché nel suino l’osso frontale concorre a formare lateralmente la cavità

tra l’altro incompleta posteriormente,

orbitaria, conviene iniziare la sezione

ossea superiormente al condilo occipitale (sui due lati del foro occipitale)

seguendo una linea passante al di sopra del meato uditivo esterno, per poi

resecare, obliquamente, le ossa tamporo-parietali.

 In tutte le specie animali una volta aperta la scatola cranica dovremo

esaminare le meningi dove potremo rilevare:

→ l’eventuale ispessimento e/o opacamento (processi infiammatori o senili); 455

→ le possibili raccolte di trasudato o essudato (+++ purulento), sangue;

→ emorragie;

→ neoplasie (meningiomi), ecc..

Dopo queste prime valutazioni procederemo alla loro incisione, come già

menzionato per i carnivori, separandole e mettendo in visione il cervello, il

cervelletto ed il residuo del midollo allungato.

l’esame in situ dell’encefalo

Dopo si procede alla sua estrazione:

 in animali di media o piccola taglia (cane, gatto, coniglio, ecc.):

→ si afferra la testa;

→ si solleva e si rovescia con la cavità cranica aperta in basso, imprimendole nel

contempo un certo movimento laterale che favorisce una non completa

separazione del cervello e delle altre strutture nervose dalla scatola cranica;

→ si inserisce il manico di un bisturi nella parte anteriore della cavità cranica

(tra cervello e struttura ossea), per separare i lobi olfattivi contenuti nelle

rispettive fossette etmoidali, distaccandoli (nei ruminanti le fossette etmoidali

sono più profonde per cui nella separazione restano alcuni residui di S.N.C.); 456

 sull’altro,

inclinando la testa prima su di un lato, poi si evidenzia il chiasma

l’ipofisi),

ottico (posizionato di lato alla sella turcica che accoglie che

rappresenta l’incrocio di numerose fibre nervose provenienti da ogni occhio, per

poi tagliarlo nella sua emergenza con un paio di piccole forbici o con la punta di

un bisturi; 457


PAGINE

16

PESO

1.45 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia patologica e autopsie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Taccini Ennio.

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