Che materia stai cercando?

Natura Commissioni tributarie - C. Cost. n. 287/74

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 287 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974.
La Corte... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

5) ordinanza emessa il 17 aprile 1970 dal tribunale di Torino nel procedimento civile vertente

tra Getto Giancarlo ed altri e l'Amministrazione delle finanze dello Stato, iscritta al n. 213 del

registro ordinanze 1970 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 222 del 2

settembre 1970;

6) ordinanza emessa l'11 novembre 1970 dal tribunale di Napoli nel procedimento civile

vertente tra Negri Carmela e l'Amministrazione delle finanze dello Stato, iscritta al n. 85 del

registro ordinanze 1971 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 106 del 28 aprile

1971;

7) ordinanze emesse il 21 dicembre 1970 dal tribunale di Napoli ed il 14 aprile 1971 dal

tribunale di Cremona nei procedimenti civili vertenti rispettivamente tra la società Minerva ed altri

e l'Amministrazione delle finanze dello Stato e tra Invernizzi Carlo ed il Comune di Gussola,

iscritte ai nn. 182 e 191 del registro ordinanze 1971 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica n. 163 del 30 giugno 1971;

8) ordinanza emessa il 5 aprile 1971 dal tribunale di Napoli nel procedimento civile vertente

tra Rozera Fabio e l'Amministrazione delle finanze dello Stato, iscritta al n. 301 del registro

ordinanze 1971 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 259 del 13 ottobre 1971;

9) ordinanza emessa il 10 maggio 1971 dal tribunale di Napoli nel procedimento civile

vertente tra Furgi Luigi ed altri e l'Amminitrazione delle finanze dello Stato, iscritta al n. 456 del

registro ordinanze 1971 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 23 del 26 gennaio

1972;

10) ordinanza emessa il 16 novembre 1971 dal tribunale di Lucca nel procedimento civile

vertente tra Benelli Alpo e il Comune di Pietrasanta, iscritta al n. 12 del registro ordinanze 1972 e

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 50 del 23 febbraio 1972;

11) ordinanza emessa il 18 novembre 1971 dal tribunale di Rimini nel procedimento civile

vertente tra Semprini Giovanni e il Comune di Rimini, iscritta al n. 25 del registro ordinanze 1972 e

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 78 del 22 marzo 1972;

12) ordinanza emessa il 6 luglio 1972 dal tribunale di Milano nel procedimento civile vertente

tra Grazioli Aldo e il Comune di Milano, iscritta al n. 291 del registro ordinanze 1972 e pubblicata

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 247 del 20 settembre 1972;

13) ordinanza emessa il 22 giugno 1972 dal tribunale di Potenza nel procedimento civile

vertente tra Casassa Aldo e l'Amministrazione delle finanze dello Stato, iscritta al n. 402 del

registro ordinanze 1972 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 28 del 31 gennaio

1973.

Visti gli atti di costituzione di Ferrando Luigi, di Rozera Fabio, di Semprini Giovanni e

dell'Amministrazione delle finanze dello Stato;

udito nell'udienza pubblica del 6 novembre 1974 il Giudice relatore Ercole Rocchetti;

uditi l'avv. Guido Cervati, per Rozera, ed il sostituto avvocato generale dello Stato Giorgio

Azzariti, per l'Amministrazione finanziaria.

Ritenuto in fatto:

1. - Con le quattordici ordinanze riportate in epigrafe sono state impugnate dinanzi a questa

Corte, con riferimento all'art. 113 della Costituzione, le norme che in materia di tributi erariali

diretti e indiretti (artt. 6 della legge 20 marzo 1865, n. 2248 all. E; 53, primo comma, del t.u. 24

agosto 1877, n. 4021; 22, terzo comma, e 29, terzo comma, del r.d.l. 7 agosto 1936, n. 1639) e in

2 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

materia di tributi locali (art. 285, primo comma, del t.u. 14 settembre 1931, n. 1175) sottraggono, in

tutto o in parte, alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione delle controversie relative alla

estimazione dei redditi e dei valori imponibili.

Tutte le ordinanze di rinvio muovono dal presupposto che la limitazione così inferta alla

cognizione dell'autorità giudiziaria in materia relativa alla estimazione potrebbe essere compatibile

con il dettato costituzionale solo se il contribuente potesse tutelare il proprio diritto soggettivo a non

subire una imposizione oltre i limiti stabiliti dalla legge, davanti ad altri organi giurisdizionali. Il

che si riteneva appunto avvenisse quando alle commissioni tributarie si attribuiva natura

giurisdizionale.

Poiché tale presupposto sembra essere venuto meno dopo che la Corte costituzionale, con le

sentenze nn. 6 e 10 del 1969, ha invece opinato che alle dette commissioni debba essere attribuita

natura di organi amministrativi, si assume nelle ordinanze che ora la ricordata limitazione non può

non apparire in contrasto con il principio della tutela giurisdizionale dei diritti contro gli atti della

pubblica Amministrazione sancito dall'art. 113 della Costituzione e, secondo una delle ordinanze

(quella del tribunale di Potenza), anche con il principio di eguaglianza e col diritto di difesa,

rispettivamente tutelati dagli artt. 3 e 24 della Costituzione.

2. - Le ordinanze sono state notificate e pubblicate come per legge.

Nei giudizi dinanzi alla Corte si sono costituite solo alcune delle parti private: e precisamente i

signori Ferrando Luigi, nel giudizio promosso dalla Corte d'appello di Torino con ordinanza 27

febbraio 1970; Rozera Fabio, nel giudizio promosso dal tribunale di Napoli con ordinanza 5 aprile

1971; e Semprini Giovanni, nel giudizio promosso dal tribunale di Rimini con ordinanza emessa il

18 settembre 1971.

Tutte le parti private costituite condividono le censure prospettate nelle ordinanze di rinvio

sostenendo che l'incostituzionalità delle norme denunciate si pone come logico, coerente e

necessario corollario dell'orientamento della Corte costituzionale che ha ritenuto la natura

amministrativa e non giurisdizionale delle commissioni tributarie.

3. - In tutti i giudizi in cui sono state denunciate le norme, che, in tema di tributi erariali,

limitano la giurisdizione del giudice ordinario, si è costituita l'Amministrazione delle finanze, a

mezzo dell'Avvocatura generale dello Stato.

Secondo la difesa dello Stato, che nei diversi atti di costituzione ha ribadito le proprie

deduzioni, le sentenze nn. 6 e 10 del 1969 della Corte costituzionale, pur avendo un altissimo valore

di principio, non avrebbero comportato alcuna concreta modifica del sistema legislativo vigente,

giacché non hanno pronunziato la illegittimità di alcuna norma di legge, ma si sono limitate a

dichiarare la inammissibilità di questioni di legittimità costituzionale proposte dalle commissioni

tributarie, sia pure nel presupposto della loro natura giuridica, qualificata come amministrativa.

Il sistema del contenzioso tributario, che tradizionalmente ha escluso il sindacato del giudice

ordinario in ordine alle questioni di semplice estimazione e di determinazione del valore, sarebbe

rimasto perciò immutato anche per quanto attiene alla natura giuridica delle commissioni; tanto più

che il carattere giurisdizionale di un organo deliberante dipende, più che dalla sua denominazione e

dalla sua struttura, dalla natura delle funzioni. Tali funzioni, per quanto attiene alle commissioni in

esame, sarebbero giurisdizionale perché provvedono alla applicazione della legge al caso concreto,

rispondendo così al requisito essenziale della giurisdizione, che è quello di dirimere attraverso il

processo, conflitti di interessi tra le parti.

Del che, secondo l'Avvocatura, sarebbe prova la forza di resistenza delle decisioni delle

commissioni, che, come ogni altra decisione giurisdizionale, producono, la "cosa giudicata"

quando, entro il previsto termine, non sia proposta azione dinanzi all'autorità giudiziaria. In tal caso,

3 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

infatti, il contenuto di esse non può essere né modificato né disatteso nei futuri giudizi.

Per quanto riguarda i rilievi contenuti nelle già citate sentenze della Corte a proposito della

mancata conformità delle commissioni ai precetti costituzionali di indipendenza e di imparzialità

del giudice, l'Amministrazione delle finanze osserva che, fino a quando non sia intervenuta la

caducazione delle norme legislative che disciplinano l'attività delle commissioni in modo difforme

dai principi costituzionali, non può essere negata la natura giurisdizionale di tali organi sul mero

rilievo delle anomalie che essi presentano in concreto, rispetto al modello stabilito dalla

Costituzione per gli organi giurisdizionali.

Sulla base di tali argomentazioni, l'Avvocatura conclude chiedendo che la Corte dichiari

infondate le dedotte questioni di legittimità costituzionale, dovendosi ritenere che la limitazione

della competenza del giudice ordinario in materia di semplice estimazione e di determinazione del

valore, non comporti alcuna violazione della tutela giurisdizionale del cittadino, contro gli atti

impositivi dell'Amministrazione finanziaria.

Con successiva unica memoria, l'Avvocatura ha ribadito le conclusioni cui era pervenuta nelle

deduzioni già depositate ed ha insistito sulla tesi della giurisdizionalità delle commissioni,

sottolineando il valore della "interpretazione autentica" che sarebbe recentemente intervenuta da

parte del legislatore con il d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636. Ciò perché tale decreto, allorché ha

disciplinato il nuovo contenzioso tributario, ha sicuramente attribuito carattere giurisdizionale alle

dette Commissioni.

All'udienza di discussione sono comparse la difesa di Rozera e quella dello Stato, che hanno

ulteriormente illustrato le tesi svolte nelle memorie scritte.

Considerato in diritto:

1. - Poiché le quattordici ordinanze elencate in epigrafe propongono la stessa questione di

legittimità costituzionale, i giudizi possono essere riuniti e decisi con unica sentenza.

Viene infatti con esse posto il dubbio se, in riferimento all'art. 113 della Costituzione - in forza

del quale "contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale

dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa" -

, non debbansi ritenere costituzionalmente illegittime le disposizioni che, nella materia tributaria,

escludono (artt. 6 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E, 53 del t.u. 24 agosto 1877, n. 4021,

285 del t.u. 14 settembre 1931, n. 1175, e 22 del d.l. 7 agosto 1936, n. 1639) o limitano ad un

profilo di legittimità (art. 29 dello stesso d.l. 1639) la cognizione dell'autorità giudiziaria ordinaria

nelle controversie di così detta "semplice estimazione", vertenti sul diritto soggettivo del cittadino a

una giusta imposizione.

Ciò, osservano le ordinanze di rimessione, dovrebbe apparire evidente, dopo che la Corte

costituzionale, con le sentenze nn. 6 e 10 dell'anno 1969, al fine di pervenire alla conclusione della

inammissibilità di varie questioni di costituzionalità formulate da commissioni tributarie, ha

ritenuto che queste non siano ammesse a proporle, perché non sono organi giurisdizionali - cui è,

dall'art. 23 della legge 11 marzo 1953, n. 87, conferito il potere di proporre alla Corte tali questioni

- ma sono bensì organi contenziosi amministrativi.

2. - Prima di procedere all'esame del merito della questione di costituzionalità, occorre

ricordare che le ordinanze di rimessione provengono da una Corte di appello e da vari tribunali:

organi che, com'è noto, hanno competenza ad esaminare le controversie tributarie - meno che sul

punto della estimazione del reddito imponibile - dopo che esse sono state già decise dalle

commissioni, secondo un sistema che è stato recentemente sottoposto ad una totale revisione dal

4 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici


PAGINE

7

PESO

488.53 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 287 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974.
La Corte afferma la natura giurisdizionale della Commissioni Tributarie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto processuale civile i

Introduzione causa - Schemi
Dispensa
Modelli verbali udienza
Dispensa
Trattazione causa- Schema
Dispensa
Procedimenti di cognizione
Dispensa