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Natalità e fecondità della popolazione residente

Dispense al corso di Demografia della Prof.ssa Annunziata Nobile . Rapporto pubblicato dall'ISTAT nel 2008 dal titolo "Natalità e fecondità della popolazione residente:
caratteristiche e tendenze recenti", riguardante caratteristiche demografiche dei nati in Italia e dei loro genitori. Sono analizzati i dati e le... Vedi di più

Esame di Demografia docente Prof. A. Nobile

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(quasi 500 nati in Campania, lo 0,85% dei nati della regione, e 600 in Sicilia, pari all’1,3% dei nati).

Le nascite da genitori non coniugati

La distribuzione dei genitori per stato civile rappresenta un’altra componente strutturale della natalità che è

stata interessata da importanti cambiamenti nel corso dell’ultimo quindicennio (Tabella 2). La percentuale

di nati da genitori non coniugati è passata dall’8,1% del 1995 al 16,7% del 2006, per arrivare al 19,6% sul

totale dei nati nel 2008, con proporzioni più che raddoppiate nell’intero periodo. L’incidenza dei nati da

genitori non coniugati presenta valori decrescenti da Nord verso Sud.

Tabella 2. Nati da genitori non coniugati per regione. Anni 1995 e 2008 (per 100 nati)

2

1995 2008

REGIONI di cui:

Tutti i residenti Tutti i residenti da genitori italiani

Piemonte 10,1 24,9 26,1

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste 13,6 32,0 34,9

Lombardia 8,8 22,8 23,4

Bolzano/Bozen 18,5 38,4 41,7

Trento 7,2 22,3 24,4

Trentino-Alto Adige 13,2 29,9 32,6

Veneto 6,8 20,8 21,7

Friuli-Venezia Giulia 11,3 21,2 23,8

Liguria 11,9 25,0 25,0

Emilia-Romagna 12,7 28,2 30,9

Toscana 9,8 25,8 26,2

Umbria 6,3 16,4 16,6

Marche 5,3 20,6 20,6

Lazio 10,0 23,3 23,1

Abruzzo 4,1 15,3 13,3

Molise 2,9 9,9 8,1

Campania 5,0 9,6 8,5

Puglia 6,9 12,8 12,3

Basilicata 2,7 7,1 5,9

Calabria 3,9 9,2 7,4

Sicilia 8,7 12,6 11,8

Sardegna 8,9 21,5 20,8

Nord-ovest 9,5 23,6 24,3

Nord-est 10,0 24,5 26,4

Centro 9,1 23,2 23,2

Sud 5,2 10,8 9,7

Isole 8,7 14,5 13,7

ITALIA 8,1 19,6 19,2

Fonti: Anno 1995, rilevazione individuale delle nascite di Stato civile;

Anno 2008, rilevazione individuale degli iscritti in anagrafe per nascita

L’incremento più consistente negli ultimi anni si è verificato in tutto il Nord, dove i nati da genitori non

coniugati sono mediamente poco meno di uno su quattro. Alle regioni in cui, tradizionalmente, la

propensione ad avere figli al di fuori del matrimonio era già più elevata (il Trentino-Alto Adige, l’Emilia-

Romagna, e la Valle d’Aosta dove il rapporto si avvicina ormai a uno su tre) si aggiungono tutte le altre

con livelli superiori al 20%. Da sottolineare è il caso del Veneto, caratterizzato storicamente da

comportamenti familiari più tradizionali, dove l’incidenza dei nati fuori dal vincolo matrimoniale è

triplicata (dal 6,8% del 1995 al 20,8 del 2008). Anche il Centro ha raggiunto percentuali paragonabili a

quelle del Nord. In particolare, spetta alle Marche il primato dell’incremento: la percentuale dei nati da

2 Nonostante la diversa popolazione di riferimento (le nascite della popolazione presente per il 1995 e le nascite della popolazione

residente nel 2008) e una lieve differenza di classificazione dei nati (per filiazione nel 1995 e per stato civile dei genitori nel 2008), il

confronto tra le due misure fornisce indicazioni utili circa l’evoluzione recente del fenomeno delle nascite al di fuori del matrimonio. 4

genitori non coniugati è quadruplicata, passando dal 5,3% del 1995 al 20,6% del 2008.

La tendenza a formare una famiglia con figli al di fuori del vincolo istituzionale del matrimonio aumenta

meno al Sud, verosimilmente per ragioni socio-culturali e economiche. Si tratta, infatti, di una scelta che

può comportare una maggiore fragilità della famiglia rispetto al matrimonio e, pertanto, stenta a

diffondersi dove le donne godono di minore indipendenza economica. Le ripartizioni Sud e Isole

presentano le incidenze percentuali più basse ed anche i minori incrementi nel periodo di tempo

considerato: dal 1995 al 2008 sono passate rispettivamente dal 5,2% al 10,8% e dall’8,7% al 14,5%. Spetta

alla Basilicata il livello più basso (7,1%) e alla Sicilia l’incremento minore (dall’8,7% al 12,6%). Anche in

questo caso il dato della Sardegna conferma la sua peculiarità, con valori che la avvicinano più al Centro-

Nord che non al Mezzogiorno.

Le nascite da almeno un genitore straniero

Negli stessi anni in cui si osserva l’aumento delle nascite hanno assunto sempre più rilevanza quelle da

genitori stranieri. In 10 anni l’incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati residenti in Italia è più che

triplicata passando dal 4,0% del 1999 al 12,6% del 2008 (Tabella 3).

Tabella 3. Nati da almeno un genitore straniero per regione. Anni 1999 e 2008 (per 100 nati residenti)

1999 2008

REGIONI Almeno un genitore

Almeno un genitore di cui:

di cui: straniero

straniero entrambi stranieri

entrambi stranieri

Piemonte 8,3 22,6

5,5 17,3

Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 8,1 14,3

4,9 11,3

Lombardia 9,8 24,4

6,9 19,4

Bolzano-Bozen 6,7 2,9 18,9 12,2

Trento 8,2 5,4 21,3 15,7

Trentino-Alto Adige 7,5 20,6

4,1 13,9

Veneto 8,3 25,4

6,0 20,7

Friuli-Venezia Giulia 6,8 21,7

3,5 16,6

Liguria 6,9 19,1

3,5 13,7

Emilia-Romagna 10,1 26,1

7,0 20,7

Toscana 9,1 21,5

5,8 16,3

Umbria 9,4 23,4

6,2 17,6

Marche 8,5 22,8

5,6 17,4

Lazio 7,2 16,6

5,1 11,6

Abruzzo 4,9 13,0

2,4 8,5

Molise 2,2 7,9

0,6 3,6

Campania 1,6 4,7

0,7 2,5

Puglia 1,6 4,2

0,9 2,5

Basilicata 1,4 5,4

0,7 2,8

Calabria 2,0 7,6

0,8 4,2

Sicilia 2,4 5,3

1,7 3,6

Sardegna 2,2 5,5

0,8 2,6

6,2 18,3

Nord-ovest 9,1 23,4

5,9 19,6

Nord-est 8,7 24,8

5,5 14,2

Centro 8,0 19,3

0,9 3,3

Sud 1,9 5,7

1,5 3,4

Isole 2,3 5,4

4,0 12,6

ITALIA 6,0 16,7

Sono le regioni del Nord e, in misura minore, quelle del Centro a presentare valori percentuali di gran

lunga superiori alla media nazionale, ovvero le aree del Paese con una tradizione migratoria più forte e con

una presenza straniera più stabile e radicata. Praticamente un nato su cinque tra gli iscritti in anagrafe per

5

nascita è di cittadinanza straniera in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia; approssimativamente un nato

su sei per i residenti in Piemonte, Umbria, Marche, Friuli, Toscana e nella provincia autonoma di Trento.

Al contrario, in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno la percentuale di nati stranieri è decisamente più

contenuta (di poco superiore al 3% al Sud e nelle Isole). Osserviamo tuttavia che in alcune regioni del Sud,

pur in presenza di proporzioni contenute rispetto alla media nazionale, la percentuale di nati di cittadinanza

straniera inizia ad assumere una certa rilevanza: è il caso della Calabria (4,2%) e soprattutto dell’Abruzzo

(8,5%).

L’impatto dei comportamenti procreativi dei cittadini stranieri è ancora più evidente se si considera il

complesso dei nati con almeno un genitore straniero, che si ottiene sommando ai nati stranieri le nascite di

bambini italiani nell’ambito di coppie miste formate da madri di cittadinanza straniera e padri italiani o

viceversa. Come già rilevato per i nati di cittadinanza straniera, anche in questo caso l’incidenza sul totale

dei nati aumenta di più di 10 punti percentuali tra il 1999 e il 2008, raggiungendo il 16,7% per il

complesso dell’Italia.

A livello regionale si osserva una geografia analoga a quella delle nascite straniere, ma con livelli

decisamente più elevati: in media, si ha circa un nato su quattro da almeno un genitore straniero al Nord e

quasi uno su cinque al Centro, mentre nel Mezzogiorno si supera appena il 5%. Le regioni del Centro-

Nord in cui i valori percentuali di nati da almeno un genitore straniero superano la media della

corrispondente ripartizione geografica sono l’Emilia-Romagna (26,1%), il Veneto (25,4%), la Lombardia

(24,4%), l’Umbria (23,4%), le Marche (22,8%) e la Toscana (21,5%), mentre in Piemonte e in Trentino

Alto Adige più di un nato su cinque iscritti in anagrafe ha almeno un genitore straniero.

Il valore medio regionale racchiude diverse sfumature del fenomeno a livello provinciale dove si

osservano, in numerosi casi, percentuali di nati da almeno un genitore straniero particolarmente elevate

(Figura 3).

Figura 3. Nati da almeno un genitore straniero (per 100 nati residenti) per provincia. Confronto anni 1999-2008

In Lombardia, ad esempio, a fronte di un valore medio regionale che indica un nato su quattro con almeno

un genitore straniero, si assiste ad un innalzamento di questa incidenza fino ad un nato su tre nelle

6

province di Brescia e Mantova (rispettivamente il 32,7% e il 33,5%). Passando ad osservare la situazione

provinciale nella ripartizione Nord-Est (valore medio del 24,8%), spiccano i casi di alcune province venete

come Verona e Vicenza e dell’Emilia-Romagna come Parma, Modena e Reggio Emilia nelle quali i valori

si aggirano attorno al 30%, superandolo addirittura nel caso di Piacenza.

Al Centro le percentuali più elevate si ritrovano nelle provincia di Prato (33,5%), che rappresenta, insieme

alla già citata Mantova, anche il valore percentuale più elevato di tutte le province; seguono Macerata

(26,1%), Perugia e Livorno (24,0%). Infine, proprio perché collocate in un contesto dove il fenomeno è

meno evidente, tra le regioni meridionali spiccano i casi delle province abruzzesi, tutte sopra il 10% (con il

massimo della provincia di Teramo che supera il 17%), di Ragusa (11,9%) e Olbia-Tempio (14,9%) che

rappresentano una forte eccezione rispetto al resto del loro territorio, dove si registra un’incidenza media

regionale intorno al 5%.

La tipologia di coppia rappresenta una dimensione di analisi rilevante per le nascite da almeno un genitore

straniero. Emergono infatti differenze rispetto a tutte le principali caratteristiche strutturali dei genitori,

come ad esempio l’età media dei genitori alla nascita dei figli e la proporzione di coppie non coniugate

(Tabella 4).

Tabella 4. Nati e alcune caratteristiche dei genitori per tipologia di coppia. Anno 2008

Nati

TIPOLOGIA DI COPPIE da genitori da genitori Totale

non coniugati

coniugati VALORI ASSOLUTI

388.204 92.013 480.217

Padre e madre entrambi italiani 2.983 1.678 4.661

Padre straniero e madre italiana 12.330 6.979 19.309

Padre italiano e madre straniera 60.528 11.944 72.472

Padre e madre entrambi stranieri 463.810 112.849 576.659

Totale coppie VALORI PERCENTUALI 100

Padre e madre entrambi italiani 80,8 19,2 100

Padre straniero e madre italiana 64,0 36,0 100

Padre italiano e madre straniera 63,9 36,1 100

Padre e madre entrambi stranieri 83,5 16,5

Totale coppie 80,4 19,6 100

I padri hanno in media 35,5 anni e le madri 32,5 quando i genitori sono italiani, mentre nel caso di genitori

entrambi stranieri l’età media si abbassa di qualche anno (rispettivamente 33,9 anni per i padri e 28,6 per

le madri) e si allarga il differenziale di età dei genitori fino a circa 5,3 anni. Il divario di età più ampio

(oltre 7 anni) si riscontra, tuttavia, nella tipologia padre italiano e madre straniera; questa differenza è

dovuta al fatto che gli uomini italiani sono in questo caso più vecchi (38,1 anni in media), rispetto ai

connazionali che hanno avuto un figlio con una donna italiana, mentre le madri straniere sono

relativamente più giovani (30,9 anni di media).

Per quanto riguarda la proporzione di nati da coppie non coniugate non si riscontrano differenze particolari

quando si confrontano i genitori entrambi italiani (19,2% dei nati) e quelli entrambi stranieri (16,5%),

mentre emergono differenze di rilievo quando si considerano le coppie miste. In questa tipologia di coppie,

infatti, oltre un bambino su tre nasce fuori dal matrimonio (il 36%).

La distribuzione delle cittadinanze dei genitori per tipologia di coppia rivela l’elevata propensione a

formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) per le comunità maghrebine, albanesi, cinesi e,

più in generale, per tutte le comunità asiatiche e africane (Tabella 5). All’opposto le donne ucraine,

polacche, moldave, russe e cubane immigrate nel nostro Paese mostrano un’accentuata propensione ad

avere figli in Italia con partner italiani più che con connazionali. In una situazione intermedia si colloca la

comunità rumena, caratterizzata comunque da un’elevata omogamia (circa i due terzi dei nati), ma anche

da una non trascurabile propensione ad avere figli con partner italiani. 7

Tabella 5. Nati con almeno un genitore straniero per i primi 20 paesi di cittadinanza. Anno 2008 (valori assoluti e per 100 nati stranieri)

Padre italiano madre Padre straniero Genitori entrambi

straniera madre italiana stranieri

PAESI DI

PAESI DI PAESI DI CITTADINANZA

per 100 per 100 per 100

CITTADINANZA CITTADINANZA

Valori Valori Valori

(a)

nati nati nati

assoluti assoluti assoluti

stranieri stranieri stranieri

Romania 3.544 18,4 Albania 546 11,7 Romania 12.042 17,0

Polonia 1.758 9,1 Marocco 517 11,1 Marocco 11.912 16,8

Brasile 1.113 5,8 Tunisia 342 7,3 Albania 8.739 12,3

Ucraina 1.103 5,7 Romania 293 6,3 Cina 4.867 6,9

Albania 888 4,6 Regno Unito 184 3,9 India 2.650 3,7

Marocco 827 4,3 Senegal 177 3,8 Tunisia 2.436 3,4

Russia 620 3,2 Brasile 174 3,7 Fyrom (c) 2.114 3,0

Cuba 532 2,8 Francia 167 3,6 Egitto 2.018 2,8

Moldova 514 2,7 Germania 165 3,5 Bangladesh 1.829 2,6

Germania 485 2,5 Egitto 134 2,9 Nigeria 1.822 2,6

Spagna 437 2,3 Cuba 112 2,4 Filippine 1.565 2,2

Francia 436 2,3 Stati Uniti d'America 112 2,4 Sri Lanka 1.434 2,0

Perù 431 2,2 Spagna 85 1,8 Ecuador 1.363 1,9

Ecuador 377 2,0 Argentina 83 1,8 Moldova 1.288 1,8

Nigeria 321 1,7 Perù 77 1,7 Pakistan 1.240 1,7

Regno Unito 299 1,5 Rep. Dominicana 76 1,6 Senegal 1.221 1,7

Slovacchia 258 1,3 Serbia 71 1,5 Perù 1.194 1,7

Rep. Dominicana 238 1,2 Paesi Bassi 63 1,4 Ghana 1.087 1,5

Colombia 226 1,2 Ecuador 53 1,1 Serbia 900 1,3

Bulgaria 218 1,1 India 49 1,1 Polonia 891 1,3

(a) La cittadinanza indicata è quella della madre.

(b) Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è divenuto Stato autonomo; tuttavia, le informazioni disponibili non consentono di fornire dati distinti per i due Stati.

(c) Ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

Le conseguenze sulla fecondità

I comportamenti riproduttivi possono essere ulteriormente investigati attraverso il calcolo del numero

medio di figli per donna (o TFT – tasso di fecondità totale), distintamente per le residenti di cittadinanza

italiana e straniera (Tabella 6). Nel 2008 le donne italiane hanno avuto in media 1,32 figli, mentre le

3 ne hanno avuto uno in più (2,31); per il complesso delle residenti, il numero medio di

straniere residenti

figli per donna è stato di 1,42. Si tratta di un livello in linea con la tendenza all’aumento della fecondità

osservata a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Per 30 anni a partire dal 1965, infatti, la fecondità

italiana era andata continuamente riducendosi fino a raggiungere, come si è detto, il minimo storico di 1,19

figli per donna nel 1995.

A livello regionale emergono interessanti specificità territoriali. I livelli più elevati si registrano, per le

cittadine straniere, tra le residenti al Nord-ovest o al Nord-est: rispettivamente 2,47 e 2,49 figli per donna

contro 1,28 e 1,27 figli delle residenti di cittadinanza italiana. Hanno in media un numero più contenuto di

figli le straniere che risiedono al Sud e nelle Isole (rispettivamente 1,92 e 2,10 figli per donna), dove la

fecondità delle donne italiane è ancora relativamente elevata (1,34 e 1,33 figli per donna).

È interessante confrontare il numero medio di figli delle donne italiane residenti osservato nel 2008 con

quello riferito al complesso delle donne residenti nel 1995 che, come si è detto, è l’anno di minimo della

fecondità, quando il contributo delle cittadine straniere era ancora trascurabile (a titolo indicativo si

consideri che solo l’1,7% di nati residenti era di cittadinanza straniera). Il confronto permette, quindi, di

3 Il numero medio di figli per le donne italiane e straniere è stato calcolato con riferimento alla cittadinanza delle donne, a numeratore

dei tassi di fecondità sono stati pertanto conteggiati rispettivamente i nati residenti da madre di cittadinanza italiana e quelli da madri di

cittadinanza straniera (circa 92.000 nati di cui il 21% da padre di cittadinanza italiana). 8


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense al corso di Demografia della Prof.ssa Annunziata Nobile . Rapporto pubblicato dall'ISTAT nel 2008 dal titolo "Natalità e fecondità della popolazione residente:
caratteristiche e tendenze recenti", riguardante caratteristiche demografiche dei nati in Italia e dei loro genitori. Sono analizzati i dati e le cause dei cambiamenti nei tassi di natalità e fecondità fino al 2008, quindi fornito il numero medio di figli per donna, età media delle madri a parto, tassi di fecondità totale distribuiti per regione e provincia.


DETTAGLI
Esame: Demografia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Nobile Annunziata.

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