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Monopolio - C. Giust. UE C-260/89 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa al procedimento C-260/89. I temi affrontai sono: monopolio... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale Avanzato docente Prof. F. Cerrone

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ESTRATTO DOCUMENTO

­ per la Elliniki Radiophonia Tiléorasi Anonimi Etairia, dagli avv.ti V. Kostopoulos e K. Kalavros, del foro

di Atene,

­ per la Dimotiki Etairia Pliroforissis e per il sig. Sotirios Kouvelas, dagli avv.ti A. Vamvakopoulos, A.

Panagopoulos e P. Ladas, del foro di Salonicco,

­ per il governo della Repubblica francese, dalla sig.ra E. Belliard, vicedirettore presso la direzione degli

affari giuridici del ministero degli Affari esteri, e dal sig. G. de Bergues, segretario capo aggiunto degli

Affari esteri, presso lo stesso ministero, in qualità di agenti,

­ per la Commissione delle Comunità europee dai sigg. G. Marenco, consigliere giuridico, B. Jansen e

dalla sig.ra M. Condou­Durande, membri del servizio giuridico, in qualità di agenti,

vista la relazione d' udienza,

sentite le difese orali della Elliniki Radiophonia Tiléorasi Anonimi Etairia, della Dimotiki Etairia

Pliroforissis e della Commissione svolte all' udienza del 27 novembre 1990,

sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 23 gennaio 1991,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Motivazione della sentenza

1 Con sentenza 11 aprile 1989, pervenuta alla Corte il 16 agosto successivo, il Monomeles Protodikeío

(Tribunale di primo grado) di Salonicco decidendo su un procedimento sommario ha sollevato, a norma

dell' art. 177 del Trattato CEE, varie questioni pregiudiziali vertenti sull' interpretazione del Trattato e in

particolare degli artt. 2, 3, lett. f), 9, 30, 36, 85 e 86, nonché dell' art. 10 della Convenzione europea per

la salvaguardia dei diritti dell' uomo e delle libertà fondamentali 4 novembre 1950 (in prosieguo: la

"Convenzione europea dei diritti dell' uomo"), al fine di valutare la compatibilità con dette disposizioni di

un regime nazionale di diritti esclusivi in materia di televisione.

2 Dette questioni sono state sollevate nel contesto di una controversia che contrappone l' Elliniki

Radiophonia Tiléorasi Anonimi Etairia (in prosieguo: la "ERT"), impresa ellenica di radio e di televisione

alla quale lo Stato ellenico ha concesso dei diritti esclusivi per l' esercizio delle sue attività, alla Dimotiki

Etairia Pliroforissis (in prosieguo: la "DEP"), azienda municipale di informazione di Salonicco, e al sig.

S. Kouvelas, sindaco di detta città. Nonostante l' esistenza dei diritti esclusivi di cui la ERT beneficia, la

DEP e il sindaco creavano nel 1989 in Salonicco una stazione che a partire dallo stesso anno iniziava

la diffusione di emissioni televisive.

3 L' ERT è stata costituita con legge n. 1730/1987 (Gazzetta ufficiale della Repubblica ellenica n. 145 A

del 18 agosto 1987, pag. 144). Secondo l' art. 2, n. 1, di detta legge, scopo dell' ERT è quello di

organizzare lo sfruttamento e lo sviluppo della radiodiffusione nonché di contribuire all' informazione,

alla cultura e all' intrattenimento del popolo ellenico, senza fini di lucro. Il n. 2 di questo articolo dispone

che lo Stato concede all' ERT un privilegio esclusivo in materia di radio e di televisione per tutte le

attività che concorrono alla realizzazione del suo obiettivo. Il privilegio comprende, in particolare, l'

emissione di suoni e di immagini di qualsiasi natura a partire dal territorio ellenico tramite i sistemi di

radiodiffusione e televisione destinati alla ricezione sia generale, sia attraverso circuiti speciali chiusi,

sotto forma di reti di cavi o sotto qualsiasi altra forma, e l' installazione di stazioni di radiodiffusione e di

televisione. In virtù del n. 3, dell' art. 2, l' ERT produce e gestisce con ogni mezzo emissioni di

radiodiffusione e di televisione. L' art. 16, n. 1, della stessa legge vieta a chiunque di intraprendere

senza l' autorizzazione dell' ERT attività per le quali l' ERT detiene un diritto esclusivo.

4 Ritenendo che le attività della DEP e del sindaco di Salonicco ricadessero sotto i propri diritti

esclusivi, l' ERT adiva il Tribunale di primo grado di Salonicco con un procedimento sommario al fine di

far vietare, sulla base dell' art. 16 della citata legge n. 1730/1987, la diffusione di qualsiasi emissione e

di ottenere la confisca e il sequestro dell' attrezzatura tecnica. Dinanzi al Tribunale, il DEP e il sig.

Kouvelas hanno, in principalità, invocato le norme di diritto comunitario e della Convenzione europea

dei diritti dell' uomo.

5 Ritenendo che la causa sollevi importanti questioni di diritto comunitario, il giudice nazionale ha

sospeso il procedimento ed ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

"1) Se sia conforme al Trattato CEE ed al diritto derivato una legge che autorizzi un unico operatore a

detenere il monopolio della televisione nell' intero territorio di uno Stato membro e ad effettuare

trasmissioni televisive di ogni tipo.

2) In caso di soluzione affermativa, se e in che misura vi sia inosservanza del principio di libera

circolazione delle merci di cui all' art. 9 del Trattato CEE, tenuto conto del fatto che l' esercizio da parte

di un unico operatore del privilegio esclusivo della televisione implica, per gli altri cittadini della

Comunità, il divieto di esportare, di concedere in noleggio o di distribuire in qualsiasi modo nello Stato

membro in questione merci, supporti di suono, film, documentari televisivi nonché altri prodotti che

possano venir usati per l' emissione di messaggi televisi, salvo che per il perseguimento degli obiettivi di

detto operatore, titolare del privilegio di esclusiva della televisione, soprattutto quando detto operatore

ha la possibilità di scegliere e di preferire il prodotto nazionale e i materiali locali a quelli degli altri Stati

membri.

3) Se e in qual misura la concessione ad un solo titolare del privilegio televisivo costituisca misura d'

effetto equivalente a restrizioni quantitative all' importazione, espressamente vietate dall' art. 30 del

Trattato CEE.

4) Se si ammette che sia legittima da parte di uno Stato membro l' attribuzione mediante legge ad un

solo operatore televisivo del privilegio esclusivo di trasmettere programmi televisivi di ogni genere nel

territorio di uno Stato membro, in quanto, come è stato interpretato dalla Corte di giustizia, ricadente

sotto l' art. 36 del Trattato perché detta attribuzione risponde ad un' esigenza imperativa e persegue

uno scopo d' ordine pubblico, quale l' organizzazione della televisione nel pubblico interesse, se e in

qual misura si sia esagerato nel perseguire detto scopo: in altri termini se la tutela dell' interesse

pubblico sia stata perseguita con i mezzi meno onerosi, vale a dire con quelli che meno ostacolano la

libera circolazione delle merci.

5) Se e in qual misura i diritti d' esclusiva attribuiti da uno Stato membro ad un' impresa (operatore

unico) in fatto di trasmissioni di televisione e l' esercizio di tali diritti siano conciliabili con le norme sulla

concorrenza di cui all' art. 85 in relazione all' art. 3, lett. f), del Trattato CEE, allorché l' esercizio da

parte dell' impresa in questione di determinate attività e, a titolo indicativo, il fatto che essa proceda in

via esclusiva alla a) trasmissione di messaggi pubblicitari, b) proiezione di film, documentari ed altre

opere televisive prodotte nella Comunità, c) scelta discrezionale della distribuzione e trasmissione di

messaggi televisivi, film, documentari ed altre opere impedisce, limita o altera la concorrenza a danno

dei consumatori comunitari nel settore nel quale opera e nell' intero territorio dello Stato membro, anche

se vi sia autorizzato dalla legge.

6) Qualora lo Stato membro si avvalga dell' impresa incaricata di gestire la televisione, anche per quel

che riguarda la sua attività commerciale ­ specie la pubblicità ­, come impresa incaricata di prestare

servizi di pubblico interesse economico, se e in qual misura le norme di concorrenza dell' art. 85, in

relazione all' art. 3, lett. b), siano incompatibili con l' esecuzione del compito che le è affidato.

7) Se si possa ritenere che siffatta impresa, alla quale è stato attribuito con legge dello Stato membro il

monopolio televisivo nell' intero territorio dello Stato stesso per trasmissioni televisive di ogni genere,

detenga una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato comune.

8) In caso affermativo, se e in che misura costituisca abuso di posizione dominante l' imposizione ai

consumatori comunitari (in assenza di concorrenza sul mercato) di prezzi di monopolio per le

trasmissioni pubblicitarie nonché il trattamento preferenziale delle stesse a discrezione dell' impresa e l'

esercizio dell' attività sopra ricordata nella questione n. 5 che porta alla soppressione della concorrenza

nel settore nel quale l' impresa opera.

9) Se e in quale misura oggigiorno la concessione mediante legge ad un unico operatore del monopolio

della televisione nell' intero territorio dello Stato membro e del privilegio esclusivo di effettuare

trasmissioni televisive di ogni genere sia conciliabile, da un lato, con lo scopo perseguito dal Trattato

CEE (preambolo e art. 2) del costante miglioramento delle condizioni di vita dei popoli europei e del

rapido sviluppo del tenore di vita e, dall' altro, con l' art. 10 della Convenzione europea sulla tutela dei

diritti dell' uomo del 4 novembre 1950.

10) Se la libertà di espressione, sancita dall' art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell' uomo 4

novembre 1950, e il summenzionato fine del Trattato CEE, di cui al preambolo e all' art. 2 del Trattato,

impongano automaticamente agli Stati membri degli obblighi e quali, indipendentemente dal fatto che

siano in vigore norme scritte di diritto comunitario".

6 Per una più ampia esposizione del contesto normativo e dei fatti relativi alla causa principale, dello

svolgimento del procedimento nonché delle osservazioni scritte depositate alla Corte, si fa rinvio alla

relazione d' udienza. Questi elementi del fascicolo sono richiamati solo nella misura necessaria alla

comprensione del ragionamento della Corte.

7 Dalla sentenza di rinvio emerge, in sostanza, che il giudice a quo con la prima questione vuol sapere

se il diritto comunitario osti all' esistenza di un monopolio della televisione detenuto da una sola società

alla quale lo Stato membro ha concesso a tal fine diritti esclusivi. La seconda, la terza e la quarta

questione vertono sul punto se le norme relative alla libera circolazione delle merci, in particolare l' art.

9 e gli artt. 30 e 36 del Trattato, ostino all' esistenza di un siffatto monopolio. Siccome dette questioni

riguardano un monopolio di servizi, si deve rilevare che esse vertono non solo sulle norme del Trattato

in materia di libera circolazione delle merci, ma anche su quelle relative alla libera prestazioni dei servizi

e in particolare sull' art. 59 del Trattato.

8 La quinta, sesta, settima e ottava questione vertono sull' interpretazione delle norme di concorrenza

applicabili alle imprese. A questo riguardo il giudice nazionale vuol sapere, in primo luogo, se l' art. 3,

lett. f), e l' art. 85 del Trattato ostino alla concessione, da parte dello Stato, di diritti esclusivi nel settore

della televisione. In secondo luogo, il giudice nazionale si chiede se un' impresa che gode di un diritto

esclusivo in materia di televisione su tutto il territorio di uno Stato membro detenga in conseguenza di

tale fatto una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato ai sensi dell' art. 86 del Trattato

e se taluni comportamenti costituiscano abuso di detta posizione dominante. In terzo luogo, il giudice

nazionale vuol sapere se l' applicazione delle norme di concorrenza osti allo svolgimento della missione

specifica assegnata ad una siffatta impresa.

9 La nona e la decima questione vertono sull' esame di una situazione di monopolio nel settore della

televisione con riferimento all' art. 2 del Trattato e all' art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell'

uomo.

Sul monopolio della televisione

10 Si deve ricordare che nella sentenza 30 aprile 1974, Sacchi, punto 14 della motivazione (causa

155/73, Racc. 409), la Corte ha dichiarato che ai sensi del Trattato nulla osta a che gli Stati membri, per

considerazioni d' interesse pubblico di carattere extraeconomico, sottraggano le trasmissioni

radiotelevisive al gioco della concorrenza, attribuendo il diritto esclusivo di effettuare tali trasmissioni ad

uno o più enti determinati.

11 Tuttavia, dall' art. 90, nn. 1 e 2, del Trattato emerge che il modo con il quale tale monopolio è

organizzato o esercitato può ledere le norme del Trattato, specie quelle sulla libera circolazione delle

merci, sulla libera prestazione dei servizi e le norme di concorrenza.

12 Si deve pertanto risolvere la questione sollevata dal giudice nazionale nel senso che il diritto

comunitario non osta all' attribuzione di un monopolio della televisione per considerazioni d' interesse

pubblico, di carattere extraeconomico. Tuttavia, le modalità di organizzazione e l' esercizio di un siffatto

monopolio non debbono ledere le disposizioni del Trattato in materia di libera circolazione delle merci e

dei servizi, come pure le norme di concorrenza.

Sulla libera circolazione delle merci

13 In via preliminare, si deve osservare che dalla citata sentenza 30 aprile 1974, Sacchi, emerge che le

trasmissioni di messaggi televisivi sono soggette alle norme del Trattato sulla prestazione di servizi e

che un monopolio in materia di televisione, essendo un monopolio di prestazione di servizi, non è, in

quanto tale, in contrasto con il principio della libera circolazione delle merci.

14 Tuttavia, dalla stessa sentenza emerge che gli scambi aventi ad oggetto materiali di ogni genere,

riproduzioni sonore, film, strumenti ed altri prodotti usati per la diffusione dei messaggi televisivi sono

soggetti alle norme sulla libera circolazione delle merci.

15 A questo riguardo, si deve precisare che la concessione ad una sola impresa di diritti esclusivi in

materia di trasmissione di messaggi televisivi e l' attribuzione a tal fine del potere esclusivo di importare,

di noleggiare o di distribuire materiali e prodotti necessari per la loro diffusione non costituisce, in

quanto tale, una misura di effetto equivalente ad un restrizione quantitativa ai sensi dell' art. 30 del

Trattato.

16 Sarebbe altrimenti se ne derivasse, direttamente o indirettamente, una discriminazione tra prodotti

nazionali e prodotti importati a danno di questi ultimi. Spetta al giudice nazionale, l' unico competente a

conoscere i fatti, valutare se tale sia il caso che ricorre nella specie.

17 Per quanto riguarda l' art. 9 del Trattato, è sufficiente constatare che questo articolo contiene un

divieto, tra gli Stati membri, di imporre dazi doganali all' importazione ed all' esportazione e qualsiasi

tassa di effetto equivalente. Dato che dagli atti non emerge alcuna indicazione dalla quale risulti che la

normativa considerata comporta la riscossione di un' imposta all' importazione o all' esportazione, l' art.

9 non pare conferente ai fini della valutazione del monopolio considerato con riferimento alle norme

relative alla libera circolazione delle merci.

18 Pertanto, si deve decidere dichiarando che gli articoli del Trattato sulla libera circolazione delle merci

non ostano alla concessione ad una sola impresa di diritti esclusivi nel settore delle emissioni di

messaggi televisivi e all' attribuzione a tal fine del potere esclusivo di importare, noleggiare o distribuire

materiali e prodotti necessari per la diffusione, purché non ne consegua una discriminazione tra prodotti

nazionali e prodotti importati a danno di questi ultimi.

Sulla libera prestazione dei servizi

19 In virtù dell' art. 59 del Trattato, le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all' interno della

Comunità dovevano essere soppresse allo scadere del periodo transitorio nei confronti dei cittadini

degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della

prestazione. Le norme imperative contenute in questa disposizione implicano, in particolare, l'

eliminazione di qualsiasi discriminazione nei confronti di un prestatore stabilito in uno Stato membro

che non sia quello del destinatario della prestazione.

20 Orbene, come indicato al punto 12 della presente sentenza, per quanto l' esistenza di un monopolio

di prestazioni di servizi non sia, in quanto tale, incompatibile con il diritto comunitario non può escludersi

la possibilità che il monopolio sia organizzato in un modo tale da violare le norme relative alla libera

prestazione dei servizi. Tale è, in particolare, il caso che ricorre quando il monopolio arriva a porre in

essere una discriminazione tra le trasmissioni televisive nazionali e quelle provenienti dagli altri Stati

membri, a danno di queste ultime.

21 Per quanto riguarda il monopolio dedotto in lite nella causa principale, dal testo dell' art. 2, n. 2, della

legge n. 1730/1987, come pure dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato ellenico emerge che il

privilegio esclusivo della ERT comprende sia il diritto di diffondere emissioni proprie (in prosieguo: la

"diffusione") sia il diritto di captare e di ritrasmettere emissioni provenienti da altri Stati membri (in

prosieguo: la "ritrasmissione").

22 Come osservato dalla Commissione, il cumulo del monopolio di diffusione e di ritrasmissione in una

stessa impresa conferisce a questa la possibilità di trasmettere i propri programmi e, allo stesso tempo,

di limitare la ritrasmissione dei programmi di altri Stati membri. Questa possibilità, in assenza di una

qualsiasi garanzia per la ritrasmissione dei programmi di altri Stati membri, può indurre l' impresa a

favorire i propri programmi a danno dei programmi stranieri. In un sistema siffatto, rischia, pertanto, di

essere seriamente compromessa la parità delle opportunità tra la diffusione dei propri programmi e la

ritrasmissione dei programmi di altri Stati membri.

23 La questione se il cumulo del diritto esclusivo di diffusione e del diritto di ritrasmissione si risolve

effettivamente in una discriminazione a danno di emissioni provenienti da altri Stati membri rientra nella

valutazione dei fatti per i quali solo il giudice nazionale è competente.

24 Si deve poi sottolineare che le norme sulla libera prestazione di servizi ostano ad una normativa

nazionale che produce siffatti effetti discriminatori, a meno che tale normativa non rientri nella deroga di

cui all' art. 56 del Trattato alla quale l' art. 66 fa rinvio. Dall' art. 56, il quale deve essere interpretato in

modo restrittivo emerge che norme discriminatorie possono essere giustificate da motivi d' ordine

pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica.

25 Orbene, dalle osservazioni formulate dinanzi alla Corte emerge che la normativa considerata aveva

come unico obiettivo quello di evitare perturbazioni dovute al ristretto numero di canali disponibili. Un

siffatto obiettivo non può tuttavia costituire una giustificazione di questa normativa ai sensi dell' art. 56

del Trattato, dal momento che l' impresa considerata utilizza solo un numero ristretto di canali

disponibili.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa al procedimento C-260/89. I temi affrontai sono: monopolio televisivo, leggi sulla concorrenza e la libera circolazione di merci e servizi, principio di non discriminazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cerrone Francesco.

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