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Monitoraggio e valutazione Appunti scolastici Premium

Il presente documento fa riferimento al corso di Geografia e Governance dei processi di sviluppo tenuto dal prof. Lefebvre. Qui di seguito gli argomenti trattati: monitoraggio di un programma (analisi funzionale, impostazioni, il Quadro di Riferimento Iniziale, Reporting, Quadro Annuale); il Sistema Informativo Integrato (attività, obiettivi... Vedi di più

Esame di GEOGRAFIA E GOVERNANCE DEI PROCESSI DI SVILUPPO docente Prof. P. Lefebvre

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

monitoraggio, permetterà di apprezzare il progressivo raggiungimento dei risultati

previsti, a livello di Progetto, Misura, Asse e gli eventuali scarti rispetto al

programmato.

Per ciascun trimestre, saranno effettuate le seguenti procedure di attuazione e gestione

delle attività di Monitoraggio:

Analisi degli interventi.

 Implementazione delle Schede di Progetto.

 Implementazione delle Schede di Misura.

 Immissione delle Schede di Progetto nel Sistema di Monitoraggio Integrato. Le

 informazioni contenute nelle Schede di Progetto e relative al Monitoraggio di

Realizzazione e di capacità, saranno trasferite nel Sistema Informativo di

Monitoraggio che permette la loro elaborazione, la strutturazione dei dati in base al

Logical Framework, l’implementazione degli indicatori.

Elaborazione di cronogrammi relativi ad ogni intervento.

 Elaborazione di coefficienti di criticità

 Analisi ed interpretazione dei risultati delle informazioni di Monitoraggio.

 Individuazione dei nodi e delle criticità.

 Redazione del Reporting trimestrale. Al termine di ogni ciclo trimestrale di

 Monitoraggio, saranno predisposte/aggiornate le Schede di Progetto definitive,

unitamente alle Schede di Misura ed armonizzate con i dati provenienti da altre

fonti informative.

2. T - S I I (S.I.I)

RATTAMENTO INFORMATICO DEI DATI ISTEMA NFORMATIVO NTEGRATO

2.1. Contenuti dell’attività

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

I dati rilevati sia nella fase del Quadro di Riferimento Iniziale, che nella rilevazione

periodica trimestrale, saranno trattati su supporto informatico. Le operazioni che devono

essere effettuate riguardano:

analisi delle caratteristiche del Sistema Informativo;

 definizione delle modalità di inserimento dati;

 definizione delle modalità di aggiornamento sistematico dei dati;

 definizione delle modalità per una sistematica trasformazione dei dati in indici e

 indicatori di monitoraggio, anche ai fini dell’attività di Valutazione;

adeguamento alle diverse esigenze conoscitive che si possono generare e che

 determinano la necessità di uno strutturato monitoraggio di dati e di informazioni.

Di conseguenza, tutto l'apparato delle basi informative, del loro periodico

aggiornamento, delle tecniche e dei risultati delle indagini, sarà inserito nel sistema

informativo per il quale saranno definiti:

procedure e sistemi di acquisizione di dati e informazioni;

 procedure e programmi di inserimento delle basi dati;

 procedure e programmi per l'utilizzazione ed applicazione di tecniche di analisi;

 procedure e programmi per la gestione ed il controllo della base informativa per

 parti e nel complesso;

specifiche tecniche per l'utilizzazione sistematica delle procedure e dei programmi

 di implementazione dati e per l'applicazione delle tecniche di analisi;

specifiche tecniche per l’applicazione di programmi di restituzione cartografica di

 parte delle informazioni e dei dati, attraverso la gestione e la rappresentazione di

aspetti di natura grafica quali:

elementi territoriali;

- elementi socio-economici (mappe e tematismi, attività economiche, ecc.).

-

2.2.Obiettivi del Sistema Informativo Integrato (S.I.I.)

Il Sistema Informativo Integrato deve:

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

garantire modalità standard per l’acquisizione, implementazione e strutturazione di

 dati ed informazioni sullo stato di avanzamento e di attuazione del Programma

Operativo;

strutturare un flusso informativo mediante l’utilizzo di tecnologie Web ;

 offrire al processo decisionale ed operativo un collegamento on line per

 l’accrescimento della flessibilità nell’allocazione delle risorse, sfruttando l’attività di

monitoraggio come strumento dinamico di programmazione e controllo;

garantire compatibilità con gli standard applicativi e di architetture dati.

2.3. Fasi di attuazione del Sistema Informativo Integrato (S.I.I.)

Le fasi di attuazione del Sistema sono le seguenti:

A. Fase di progettazione

Attività propedeutiche

 individuazione del ruolo, rispetto alle attività di M&V, dei diversi Soggetti

- istituzionali coinvolti negli interventi;

definizione dei circuiti ottimali dei flussi informativi che alimentano il Sistema

- e dei flussi di feedback;

progettazione della struttura dei Rapporti di Monitoraggio in cui saranno

- compendiate tutte le informazioni prodotte dal Sistema;

definizione dei requisiti e delle funzionalità del Sistema Informatico a supporto

- delle attività e procedure di M&V.

Architettura del Sistema

 Definizione dell’architettura ottimale del Sistema Informativo Integrato e dei

- suoi requisiti di dettaglio.

B. Fase di messa a regime

Realizzazione, sulla base dell’attività di analisi e progettazione svolta nella prima

 fase, di un software adatto alle esigenze di Monitoraggio degli interventi finanziati.

Deve permettere:

la gestione informatizzata delle procedure amministrative;

-

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la sorveglianza in continuo degli interventi – in termini di controllo

- dell’avanzamento della spesa e delle realizzazioni fisiche – ;

la Valutazione dei risultati conseguiti.

-

Attuazione a regime delle attività di Monitoraggio.

3 Identificazione delle tipologie e degli indicatori di Monitoraggio

Il Logical Framework consente, contestualmente alla definizione degli

obiettivi/risultati/attività del programma, degli Assi, delle Misure, dei Progetti,

l’identificazione delle tipologie e degli indicatori di Monitoraggio in grado di quantificare il

livello con cui vengono progressivamente raggiunti gli obiettivi attesi.

Ai fini della Sorveglianza in merito all’attuazione del programma, sono definite differenti

tipologie di Monitoraggio, ad ognuna delle quali corrisponde una specifica finalità ed un

set appropriato di indicatori da sottoporre ad aggiornamento in momenti diversi di

implementazione del Programma.

Le tipologie previste di monitoraggio sono:

Monitoraggio finanziario che rileva la velocità di attuazione e l’efficienza del

 Programma in termini di capacità di spesa delle risorse disponibili;

Monitoraggio fisico che rileva l’efficacia del Programma in termini di realizzazioni e

 di risultati e costituisce la base per la verifica del soddisfacimento degli obiettivi del

Programma;

Monitoraggio procedurale, che rileva le fasi di attuazione degli interventi finanziati

 nell’ambito del programma e quindi la loro velocità di esecuzione e l’eventuale

presenza di ostacoli alla loro piena attuazione.

Gli indicatori relativi alle tipologie di monitoraggio sono:

Indicatori di realizzazione, utilizzati per il Monitoraggio dello stato di

 avanzamento o dell’esecuzione fisica degli interventi e per il Monitoraggio

dell’esecuzione finanziaria e/o dei mezzi utilizzati;

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Indicatori di avanzamento procedurale, legale, amministrativo, utilizzati per il

 Monitoraggio dell’avanzamento, relativamente agli aspetti di carattere procedurale

ed operativo connessi alla realizzazione degli interventi. La definizione di questi

indicatori qualitativi implicherà lo svolgimento di interviste ed indagini di campo,

presso i responsabili dell’attuazione ed i beneficiari, relativamente a tre

problematiche principali:

Meccanismi procedurali ed amministrativi;

- Meccanismi legali;

- Aspetti operativi.

-

Indicatori di risultato, utilizzati per il Monitoraggio della qualità e della

 performance che le attività realizzate permettono di ottenere consentendo, quindi,

di individuare l’effetto diretto rilevabile a livello di singolo progetto.

indicatori di efficacia, relativi al rapporto tra risultati ottenuti e risultati previsti (ad

 esempio: pagamenti/impegni, avanzamento fisico previsto/avanzamento fisico

effettivo);

indicatori di efficienza, relativi al rapporto tra risultati ottenuti e risorse utilizzate

 (ad esempio: avanzamento fisico/pagamenti, risultato specifico/costi sostenuti).

3.1. Monitoraggio Finanziario

Si basa su dati acquisiti dalla contabilità finanziaria, e consente di controllare lo stato

degli stanziamenti, degli impegni e dei pagamenti per Programma, Sottoprogramma,

Misura, Intervento. Fornisce i dati desunti dalla contabilità finanziaria e della base dati di

collegamento al monitoraggio fisico e procedurale dei progetti.

Il Monitoraggio finanziario viene alimentato da:

i movimenti contabili desunti dalla contabilità finanziaria;

- il collegamento dei movimenti contabili ai progetti;

- il collegamento dei movimenti contabili agli Interventi nell’ipotesi che più interventi

- incidano sugli stessi capitoli di bilancio;

la ripartizione degli stanziamenti in bilancio tra le diverse misure;

-

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

l’emissione temporanea degli impegni di spesa sui capitoli interessati alla misura in

- modo da rendere efficace il controllo delle quote di ripartizione dei finanziamenti tra

le fonti interessate;

la storicizzazione dei dati di rendiconto al fine di conoscere l’evoluzione della spesa

- nel tempo.

Il Monitoraggio finanziario consente lo svolgimento delle seguenti attività:

Rendicontazione agli organismi comunitari sullo stato della spesa pubblica

 nell’ambito del programma;

Storicizzazione dei rendiconti al fine di conoscere l’evoluzione della spesa

 comunitaria nell’ambito del programma;

Associazione dei capitoli alle Misure con l’indicazione della quota di finanziamento

 della Misura.

Ripartizione dello stanziamento in bilancio tra le diverse Misure quando il capitolo

 di bilancio viene utilizzato per più misure o quando una misura si ripartisce in

sottomisure.

Associazione degli impegni già generati in contabilità finanziaria alle

 Misure/Sottomisure, con il controllo della quota di stanziamento assegnata.

Visualizzazione dei riepiloghi delle Misure con il prelievo dei dati dagli archivi storici

 e correnti del bilancio, comprensivi dei dati riguardanti gli impegni perenti.

Visualizzazione dei riepiloghi delle Misure con il prelievo dei dati dalle tabelle di

 collegamento, nell’ipotesi di capitoli finanzianti più misure o di misure suddivise in

sottomisure.

Catalogazione dei Progetti presentati per l’ottenimento dei finanziamenti

 comunitari.

Collegamento dei progetti con gli impegni e con i mandati di pagamento già emessi

 in contabilità finanziaria, con il controllo del rispetto della quota della fonte

nell’ambito dell’importo finanziato.

Richiesta elettronica di emissione dell’impegno e del mandato da sottoporre al

 visto della ragioneria.

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

Inserimento in contabilità degli impegni per misura con tutte le fonti di

 finanziamento per consentire il rispetto delle quote di finanziamento

predeterminate.

Inserimento in contabilità degli impegni e dei mandati di pagamento richiesti, a

 fronte di ogni Progetto, dagli assessorati competenti.

Inserimento, a fronte di ogni mandato emesso a favore di progetti proposti dagli

 Enti subregionali, dei dati sui pagamenti effettuati per la realizzazione del Progetto,

secondo le informazioni fornite dagli Enti stessi.

3.2. Monitoraggio fisico

Ha lo scopo di fornire attraverso opportuni indicatori fisici, lo stato di attuazione del

Progetto e/o della Misura sulla base sia dell’avanzamento procedurale del progetto, che

dei dati di impegno/spesa desumibili dal monitoraggio finanziario.

A tal fine saranno individuati, per ogni tipologia di progetto, indicatori fisici. Ogni

indicatore fisico è basato su una unità di misura.

Per ogni progetto concluso, saranno misurati gli indicatori di realizzazione e di risultato.

In particolare, lo stato di attuazione del progetto dal punto di vista fisico, sarà monitorato

con i dati fisici provenienti dai Soggetti attuatori, definendo le modalità dei flussi

informativi provenienti dal Soggetto attuatore.

Il monitoraggio fisico sarà effettuato sui Progetti conclusi sui quali saranno misurati gli

indicatori precedentemente definiti.

3.3. Monitoraggio procedurale

Si basa su un iter associato ad ogni Misura e, per ogni iter, su una check list di azioni.

Tra le azioni può esistere un rapporto di propedeuticità che condiziona l’azione

successiva al completamento della precedente.

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

Obiettivo è quello di condizionare ogni evento in contabilità finanziaria (impegni,

pagamenti) e/o di altro tipo al completamento di una fase dell’iter quando questo

condizionamento viene espressamente richiesto in fase di definizione dell’iter.

La definizione dell’iter procedurale e dei passi dello stesso avvengono on going, non

essendo possibile predefinirli ad ogni tipologia di progetto. Ad ogni passo dell’iter è

possibile collegare una check list di documenti .

Il Monitoraggio procedurale riguarda lo svolgimento delle seguenti attività:

Definizione degli iter come insieme di step procedurali con la possibilità di definire i

 criteri di propedeuticità tra ogni passo dell’iter.

Definizione dei documenti che devono essere disponibili per considerare concluso

 un passo dell’iter con l’indicazione dell’eventuale obbligatorietà ai fini del

completamento dello step.

Aggiornamento dell’iter dei progetti.

 Visualizzazione di tutti gli eventi in contabilità finanziaria associati al progetto.

 Visualizzazione per progetto degli step superati e dell’elenco dei documenti

 disponibili a corredo del progetto.

Visualizzazione di riepiloghi dei progetti del programma articolati per Misura e per

 Tipologia di intervento.

4. P ROCEDURE DI ATTUAZIONE DEL MONITORAGGIO

La procedura di attuazione e gestione delle attività di Monitoraggio adottata è la

seguente:

Analisi degli interventi. Sulla base del lavoro di inquadramento generale del

 Programma svolto nella fase di valutazione della situazione di partenza e dei dati

progressivamente disponibili sui Progetti ammessi al finanziamento, sarà effettuata

una classificazione volta ad evidenziare gli elementi chiave e gli indicatori di

Monitoraggio. Tale classificazione sarà strutturata all’interno del Sistema di

Monitoraggio e costituirà la base di riferimento per l’elaborazione di tutte le

informazioni acquisite.

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

Schede di Progetto. Costituiscono la fonte informativa di base del Monitoraggio per

 la rilevazione degli indicatori di avanzamento, di risultato, d’impatto, a livello di

Intervento e di tipologia di intervento. Le Schede di Progetto, strutturate su

supporto informatico, comprenderanno tutte le informazioni che dovranno essere

periodicamente fornite, in relazione ai vari livelli gerarchici di competenza, da parte

dei diversi responsabili dell’attuazione degli interventi. Le Schede di Progetto

saranno costruite ed implementate nel Sistema Informativo in coerenza con gli

standard applicativi e le architetture dati presenti presso il Sistema Informativo

Integrato del Ministero competente.

Schede di Misura. Hanno l’obiettivo di:

 contenere tutte le informazioni relative all’avanzamento fisico, finanziario,

- procedurale ed amministrativo degli interventi e delle Misure (Monitoraggio di

realizzazione);

contenere tutte le informazioni relative ai risultati conseguiti attraverso la

- realizzazione (Monitoraggio di capacità o performance) a livello delle Misure;

contribuire, unitamente alle altre fonti informative individuate dal Proponente

- (banche dati esterne, questionari, indagini ad hoc, ecc.), alla quantificazione

dell’impatto socio-economico, territoriale ed ambientale complessivamente

generato dagli interventi. Tali informazioni permetteranno l’esecuzione delle

Valutazioni intermedie ed ex-post e lo svolgimento delle attività di

competenza dell’Amministrazione regionale e del Comitato di Sorveglianza.

Analisi dei risultati delle informazioni di Monitoraggio. Sulla base dei dati di

 Monitoraggio e degli indicatori di realizzazione acquisiti mediante l’utilizzo di

tecnologie Web, sarà valutata l’efficacia e l’efficienza con cui i Progetti generano i

risultati ed i benefici attesi. Tali dati saranno riportati nelle Schede di Progetto.

Reporting definitivo. Al termine di ogni ciclo trimestrale di Monitoraggio, saranno

 predisposte/aggiornate le Schede di Progetto definitive, unitamente alle Schede di

Misura ed armonizzate con i dati provenienti da altre fonti informative.

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

Immissione delle Schede di Progetto nel Sistema di Monitoraggio Integrato. Le

 informazioni contenute nelle Schede di Progetto e relative al Monitoraggio di

Realizzazione e di capacità, saranno trasferite nel Sistema Informativo di

Monitoraggio che permette la loro elaborazione, la strutturazione dei dati in base al

Logical Framework, l’implementazione degli indicatori.

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II. VALUTAZIONE DI UN PROGRAMMA

P REMESSA

La valutazione è uno strumento di fondamentale per l’intero processo di programmazione

poiché consente di accrescere il livello e la qualità delle informazioni relative agli effetti

delle iniziative di politica regionale

La valutazione è volta a migliorare la qualità, l'efficacia e la coerenza di un Programma,

nonché la strategia e l'attuazione.

Durante l'attuazione del Programma, sono portate avanti valutazioni in itinere (on-going), al

fine di esaminare l'andamento del Programma rispetto alle priorità comunitarie e nazionali

e di sostegno alla sorveglianza del Programma.

La valutazione esprime un giudizio sulla rilevanza e il raggiungimento degli obiettivi, su

efficienza, efficacia, impatto e sostenibilità di un Programma o progetto e individua

eventuali nodi e criticità.

Le due principali esigenze a cui risponde la valutazione sono:

render conto della realizzazione e del raggiungimento di risultati da parte di

– un’organizzazione per consentire ai soggetti esterni di dare un giudizio sulla

performance dell’organizzazione. L’insieme di strumenti utilizzabili per far ciò è

definito rendicontazione valutativa (accountability);

esigenza di apprendere dall’attuazione di un’attività quali effetti essa abbia ottenuto e

– come e perché questi effetti siano stati prodotti (o non) al fine di decidere. L’insieme

di strumenti utilizzabili per capire effetti e processi è definito ricerca valutativa.

Nei confronti degli utenti l’Amministrazione dovrebbe essere indotta a rendere conto della

propria performance in modo da consentire una scelta più informata relativamente ai

servizi offerti, altrimenti gli utenti si trovano in una posizione di inferiorità e sono indotti ad

accettare le prestazioni offerte in modo passivo, senza stimolare l’organizzazione a fare

meglio.

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

Nei confronti dei soggetti che hanno la responsabilità d’indirizzo e di controllo

l’organizzazione dovrebbe fornire informazioni sulle proprie attività e sui risultati raggiunti

per verificare che le decisioni assunte siano state portate a compimento.

Le finalità e gli obiettivi che sottendono a questa filosofia di approccio, sono i seguenti:

la valutazione deve superare l’ambito delle verifiche di conformità e del controllo di

 norme e procedure, per entrare in quello della scelta dei progetti e dei programmi che

meglio concorrono agli obiettivi\risultati voluti dal programmatore;

è necessario che si diffonda, contestualmente, una cultura programmatoria accanto

 ad una cultura valutativa in tutti gli attori coinvolti nei due processi (Regione, Enti

locali, Parti sociali, Associazioni di categoria, ecc.);

la valutazione deve assumere un carattere coestensivo alla programmazione ed i

 soggetti implicati devono partecipare, in modo informato e responsabile, alla

definizione delle relative metodologie;

la valutazione deve essere in grado di riorientare i parametri chiave della

 programmazione in corso d’opera, in modo di massimizzare la capacità realizzativa

ed incidere anche sulle modalità di riallocazione dei fondi di provenienza comunitaria,

che deve essere tempestivamente decisa dagli organismi competenti attraverso la

disponibilità, in tempi certi, delle necessarie informazioni;

è attività strategica della valutazione la rilevazione degli aspetti qualitativi degli

 interventi, sia in fase di programmazione che di realizzazione;

è opportuno costituire un “osservatorio valutativo” che misuri, a cadenze temporali

 definite, specifici indicatori che permettono all’Autorità di gestione ed all’Autorità

ambientale, di controllare l’avanzamento del programma per tutti quegli aspetti che il

monitoraggio non analizza e che costituiscono un elemento strategico per la gestione

del Programma

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

1. METODOLOGIA

L’attività di valutazione prevede le seguenti linee di azione:

A. Analisi del contesto di riferimento

B. Progettazione della valutazione on going;

C. Valutazione complessiva;

D. Valutazioni tematiche;

A. A NALISI DEL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Il contesto di riferimento assume nel processo di valutazione, un rilievo molto maggiore

rispetto ai precedenti cicli di programmazione anche in relazione al più ampio perimetro

delle attività di valutazione che devono:

assumere sempre più la valenza di supporto strutturato e mirato all’orientamento del

 processo di attuazione, gestione, ri-programmazione del Programma;

costituire strumento efficace e dinamico di accompagnamento alla programmazione;

 rappresentare lo strumento servente per una efficace implementazione e gestione del

 Programma e di convergenza di interessi collettivi, attraverso il coinvolgimento dei

soggetti del partenariato e altri attori ritenuti rilevanti nell’attuazione del Programma.

Parallelamente, la valutazione del programma deve considerare la sua collocazione nel più

ampio contesto della politica regionale unitaria e quindi promuovere sinergie e

complementarietà tra fondi diversi e tra programmi.

Di conseguenza, nel ciclo 2007-2013, l’analisi del contesto di riferimento socioeconomico

diventa un aspetto chiave che deve permettere di separare:

a) le risposte del PROGRAMMA alle criticità strutturali dell’economia, della società e

dell’ambiente;

b) gli aspetti che nell’attuale congiuntura possono modificare l’efficacia di alcune azioni del

Programma o che possono rendere opportuni specifici elementi da inserire – garantendo

l’impianto del Programma e il sistema degli obiettivi strategici – nella fase di ri-

programmazione.

anno accademico 2010-2011 21

Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

I punti chiave sono i seguenti:

A.1. Analisi del contesto programmatorio

L’opportunità di definire procedure tese all’utilizzo ottimale delle risorse finanziarie messe a

disposizione dall’Unione europea, dallo Stato centrale e dalla finanza regionale, passa

attraverso l’integrazione programmatica e l’individuazione di obiettivi di sviluppo comuni e

l’armonizzazione di quelli a questi collegabili mediante la sinergica messa in opera dei

programmi nonché attraverso l’integrazione finanziaria, attuata tramite il coordinamento

delle risorse di fonte comunitaria (FERS, FSE, FEASR) i fondi FAS, le risorse regionali.

Con l’obiettivo di rispondere a quanto indicato dall’art. 48 del Reg. CE 1083/2006 e del

QSN, al fine di sostenere al meglio il processo di implementazione dei Programmi regionali

cofinanziati dai Fondi strutturali, le attività di valutazione necessarie per una corretta

implementazione del PROGRAMMA FESR 2007-13, devono essere attuate in

coordinamento con gli altri strumenti di programmazione comunitaria.

A questo quadro, già di per sé abbastanza complesso, vanno aggiunti gli strumenti

regionali di programmazione settoriale e intersettoriale che rappresentano una

componente fondamentale del quadro complessivo della programmazione regionale

A.2. Esplicitazione delle funzioni e degli obiettivi della valutazione in itinere, inclusa

l’analisi del Piano di Valutazione.

Gli obiettivi dell’attività di valutazione on going riguardano:

i) l’acquisizione di elementi conoscitivi relativi alle procedure e ai flussi di attuazione del

Programma operativo;

i) l’acquisizione di elementi conoscitivi sui cambiamenti del contesto socioeconomico

esterno in grado di influenzare l’implementazione del Programma operativo;

iii) dare evidenza dei risultati nel corso della realizzazione del Programma operativo;

iv) fornire una corretta e completa visione dell’attuazione del Programma operativo, utile a

definire indicazioni e raccomandazioni per il miglioramento strategico ed operativo del

Programma stesso, nonché la sua eventuale ri-programmazione.

L’analisi del Piano di valutazione incide direttamente sui contenuti e sull’approccio delle

attività di valutazione:

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

la coerenza del Programma con il QSN;

 le lezioni dell’esperienza della programmazione del precedente ciclo;

 le attività di valutazione previste;

 l’individuazione degli indicatori chiave;

 le tipologie degli esercizi valutativi (attività valutative principali e tematiche prioritarie);

 la verifica degli effetti ambientali significativi;

 l’assetto organizzativo;

 la tempistica;

 le risorse finanziare;

 le modalità e metodologie per l’individuazione di ulteriori valutazioni da intraprendere;

 identificazione dello scopo valutativo;

 l’identificazione di ulteriori fabbisogni conoscitivi;

 il Monitoraggio e la rilevazione degli indicatori;

 gli indicatori di contesto e prestazionali per il monitoraggio ambientale.

B. PROGETTAZIONE DELLA VALUTAZIONE ON GOING

Il Disegno Integrato di Valutazione (DIV) definisce contenuti, metodologie e tecniche,

indagini, interviste, risultati attesi e la strategia, l’approccio logico, il modello delle relazioni

e connessioni dell’attività di valutazione del Programma con il Piano Unitario di Valutazione

e con le attività valutative degli altri programmi finanziati con Fondi comunitari e dai FAS.

B.1. P RINCIPI DI RIFERIMENTO DEL PROCESSO VALUTATIVO

Il processo di valutazione del PROGRAMMA FESR deve incidere anche sui livelli di qualità

delle relazioni e dei progetti attivati e deve essere connotato da una qualità valutativa

complessiva. La metodologia, gli strumenti e le tecniche applicate, i sistemi di controllo

adottati, permettono di rispondere ai criteri della qualità dei lavori richiesti dalla

Commissione, relativi a:

pertinenza dell’ambito di valutazione;

 adeguatezza della metodologia;

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Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

affidabilità dei dati;

 solidità dell’analisi;

 credibilità dei risultati;

 imparzialità delle conclusioni;

 chiarezza dei Rapporti di Valutazione e degli approfondimenti tematici.

Inoltre, il processo valutativo di qualità deve incorporare una serie di requisiti quali:

i) l’apertura verso l’esterno;

ii) l’originalità;

iii) la flessibilità;

iv) la tempestività.

La valutazione del PROGRAMMA sarà imperniata su alcuni principi basilari:

la valutazione dell’integrazione tra fonti finanziarie, nonché tra settori, operatori e

 territori, attraverso il collegamento di azioni specifiche finanziabili dal PROGRAMMA

FESR con le risorse degli altri fondi (complementarità e sinergia);

la concentrazione di natura tematica e territoriale;

 la valutazione dell’efficacia dell’azione programmata e la realizzazione di sistemi di

 sorveglianza e controllo;

l’attivazione di un partenariato attivo attraverso il quale realizzare un processo di

 condivisione delle scelte ed al tempo stesso di corresponsabilizzazione nell’uso

efficace delle risorse programmate.

B.2. I D I V (DIV).

L PERCORSO PER REALIZZAZIONE DEL ISEGNO NTEGRATO DI ALUTAZIONE

Per la realizzazione del Disegno Integrato di Valutazione (DIV) è necessario coniugare una

accurata programmazione metodologica ed operativa con un avvio rapido e efficace

dell’attività di valutazione.

Il DIV (anche sulla base di quanto indicato dalla Guida del Tavistock Institute, 2003)

effettua la:

anno accademico 2010-2011 24

Geografia e governance dei processi di sviluppo – Appunti dalle lezioni

individuazione dell’ambito di valutazione secondo quattro aspetti (istituzionale,

i) temporale, settoriale, geografico);

individuazione, classificazione e coinvolgimento dei portatori di interessi (gruppi di

ii) istituzioni e di attori pubblici e privati). In particolare, sarà opportuno, d’intesa con

l’AdG: i) definire l’importanza degli stakeholder, classificandoli, sulla base di tre

attributi (legitimacy, power, urgency), in definitive stakeholder, expectant stakeholder,

latent stakeholder; ii) ridurre eventuali asimmetrie informative degli Attori pubblici e

privati; iii) responsabilizzare gli Attori sul raggiungimento dei risultati; iv) definire nuovi

assetti e regole per garantire una partecipazione effettiva al sistema delle decisioni;

individuazione e definizione delle domande di valutazione - anche attraverso

iii) l’interazione con altri attori - articolate in: descrittive, causali; normative; predittive,

critiche;

iv) la definizione di criteri valutativi. Le domande di valutazione che comprendono i criteri

di giudizio rientrano nelle categorie di rilevanza: i) del programma, controllando se il

contesto socioeconomico si sia evoluto in modo atteso e se tale evoluzione metta in

discussione determinati obiettivi; ii) della sua efficacia, iii) della sua efficienza; iv)

della sua utilità, v) della sua sostenibilità (sostenibilità ambientale, istituzionale,

economica, sociale);

v) la definizione dei criteri e metodi per valutare eventuali effetti inerziali e di

spiazzamento;

vi) la definizione delle modalità di approfondimento delle aree tematiche prioritarie

identificate nel Piano di Valutazione e dei criteri per ulteriori approfondimenti e

ridefinizioni in corso di attuazione del PROGRAMMA;

l’analisi approfondita degli indicatori (indicatori strategici e operativi, indicatori di

vii) impatto, di risultato, di realizzazione, indicatori relativi alle Priorità del QSN, indicatori

di target Centro-Nord , Core indicators).

C. VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA

anno accademico 2010-2011 25


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DESCRIZIONE DISPENSA

Il presente documento fa riferimento al corso di Geografia e Governance dei processi di sviluppo tenuto dal prof. Lefebvre. Qui di seguito gli argomenti trattati: monitoraggio di un programma (analisi funzionale, impostazioni, il Quadro di Riferimento Iniziale, Reporting, Quadro Annuale); il Sistema Informativo Integrato (attività, obiettivi e fasi di attuzione); tipologie e indicatori di Monitoraggio (fisico, finanziario e procedurale); valutazione di un programma; metodologia (analisi del contesto di riferimento; progettazione della valutazione on going; valutazione complessiva; valutazioni tematiche)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di GEOGRAFIA E GOVERNANCE DEI PROCESSI DI SVILUPPO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Lefebvre Paolo.

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