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Monda a tavola in America Latina - Tedeschi Appunti scolastici Premium

Dispensa al corso di Sociologia delle relazioni interculturali della Prof.ssa Enrica Tedeschi riguardante l'educazione alimentare interculturale. Trattasi di un saggio avente ad oggetto la cultura, le credenze, le derivazioni africane e le tradizioni alimentari dei popoli dell'America Latina.

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Esame di Sociologia delle relazioni interculturali docente Prof. E. Tedeschi

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La configurazione attuale.

Dopo la seconda guerra mondiale il continente latino-americano ha subito cambiamenti

rapidissimi. Grandi aree sono entrate nel mercato mondiale e hanno visto una rapida

accelerazione del loro progresso economico. Ciò ha prodotto fenomeni come la

trasformazione dell’agricoltura e quindi la recinzione di vaste aree rurali che

tradizionalmente erano occupate dagli agricoltori di sussistenza. Le città hanno visto, di

conseguenza, una poderosa crescita dei propri abitanti ma i nuovi arrivati non hanno

sempre trovato casa e lavoro contribuendo invece ad aggravare una condizione già

difficile (oggi si stima il 72% della popolazione urbanizzata). La modernità ha quindi

operato una grande trasformazione non solo in campo economico-sociale ma anche i

campo culturale perché queste popolazioni, contadine, hanno dovuto far fronte a situazioni

nelle quali le competenze tradizionali non erano più sufficienti mentre tra i ceti più abbienti

si diffondevano stili di vita sempre più simili a quelli europei o statunitensi, comunque

occidentali.

Questo processo ha generato mutamenti anche sulla famiglia, sulla sua struttura e

mentalità. Un sistema economico che non si regge più sull’agricoltura o che rende

l’agricoltura di sussistenza impraticabile di fatto non permette più la sopravvivenza della

famiglia come era concepita nella famiglia estesa e nemmeno lascia resistere intatti i

sistemi come quello della reciprocità per far circolare beni e servizi.

Analogamente le città non favoriscono la vita familiare e non contemplano più la

possibilità di famiglie estese.

Il lavoro femminile, inoltre, scelto o costretto, obbliga la famiglia a ridimensionarsi (non può

più svolgere la sua azione di cura all’interno e all’esterno).

Circa il ruolo della donna si possono notare questi aspetti:

la donna latino-americana è obbligata dalla situazione e da una nuova mentalità, ad

assumere ruoli pubblici più visibili ma deve farlo da sola: non è aiutata da una tradizione

(che la vorrebbe comunque sottoposta all’autorità maschile, almeno pubblicamente) né dal

contesto;

l’assenza dell’uomo sviluppa una relazione madre-figlio molto intensa e anche

problematica, per cui le donne rischiano spesso di perpetuare anche inconsciamente una

situazione negativa;

nuovi modelli culturali (regolamentazione delle nascite ottenuta principalmente mediante

sterilizzazione) provocano conflitti e reazioni perché contraddicono il fondamentale ruolo

della fecondità.

Se dobbiamo pensare le configurazioni culturali oggi in america-latina troviamo:

(popoli testimoni). Si tratta di popoli che mantengono costumi e

i popoli tradizionali

stili di vita per gran parte tradizionali e che si pongono in modi molto diversi rispetto

alla modernità (rifiuto, dialogo, dipendenza). A seconda delle nazioni nelle quali

sono inseriti questi popoli godono o meno di diritti (dal diritto alla terra a quello

dell’autodeterminazione); In alcuni casi coincidono con gli indigeni (ad esempio sulle

le popolazioni contadine.

Ande) in altri casi (Brasile) costituiscono invece un gruppo con caratteristiche

proprie alcune mutate dal mondo indigeno altre desunte dal mondo africano o

europeo; dove si trovano gruppi che non hanno tradizioni comuni ma

le sub-culture di città

che si organizzano con stili di vita e significati in parte nuovi;

e che si manifestano in

le sub-culture che fanno riferimento a tradizioni particolari

alcuni settori dell’esistenza (ad esempio la sub-cultura africana che si manifesta

soprattutto nella religione e di conseguenza in alcuni aspetti della cura dei figli);

le sub-culture etniche come i gruppi di europei, cinesi, giapponesi, arabi, giunti in

America Latina con l’ultima ondata migratoria (dalla fine dell’800 ai giorni nostri) e

che hanno ricostruito in gran parte il loro mondo originario nel contesto di approdo.

Va inoltre aggiunto che le vicende socio-economiche odierne contribuiscono a

modificare il panorama culturale latino-americano che dunque, si presenta sempre

di più come un sincretismo mai concluso.

La cura

La mano che cura

“La mano, organo umano per eccellenza, serve sia per accarezzare sia per afferrare.

Mano che afferra e mano che accarezza sono i due lati estremi delle possibilità di incontro

inter-umano” (Luis Carlos Restrepo, psichiatra colombiano)

La mano che afferra esprime un modo di essere-nel-mondo rappresentato dal lavoro:

afferrare, infatti, è espressione del “potere nei confronti di”, della manipolazione e

dell’inquadramento dell’altro o delle sue cose. La mano che accarezza, invece,

rappresenta il modo di essere-nel-mondo come cura: tocca, stabilisce relazioni, culla,

dono quiete. Quindi, quando la mamma accarezza il bambino gli comunica un’esperienza

educatrice: la fiducia fondamentale nella bontà della realtà e dell’universo, la fiducia che in

fondo tutto ha un senso, la fiducia che la pace e non il conflitto è l’ultima parola, che

l’accoglienza e non l’esclusione dal Grande Utero (come descrivono la terra le popolazioni

indigene latinoamericane) rappresenti, infondo, il nostro destino.

L’etica della cura

L’etica espressa dalle culture tradizionali extra-occidentali è quella espressa, tra altre note,

dallo spirito e necessità della cura: curare, guarire, liberare quello che c’è prima di

pensare, produrre, creare quello che non c’è. Per un progresso che verrà, come proclama

il modo di essere-nel-mondo rappresentato dal lavoro, la visione della cura contrappone la

necessità di una storia che c’è e che chiede di essere curata, “salvata” prima che

inventata.

L’atteggiamento e la preoccupazione per la cura si pone di fronte alla vita non in una

dimensione di passività, quanto di recettività: la vita ci è stata data e bisogna

accompagnare il suo scorrere soprattutto quando si presentano delle ombre e si avvicina il

tramonto.

L’antropologia della cordialità latinoamericana

Secondo alcuni autori il contributo latinoamericano, brasiliano in particolare, all’umanità

sarà quello prodotto dalla nascita dell’”uomo cordiale”, inteso non nel senso di bontà o

1

. L’ospitalità, la

modi gentili, ma nel senso della persona mossa e provocata dal cuore

generosità, la passionalità della persona latinoamericana non sono degli atteggiamenti

cortesi, ma dei tratti cordiali, espressioni della convivenza sociale dettate dal cuore prima

che dalle buone maniere. Così, l’uso frequente nella grammatica popolare brasiliana del

dimunitivo “inho” serve a famializzare maggiormente con le persone e con le cose oltre

che a dar loro rilievo. Nelle relazioni, tanto più quelle tra madre e figlio, occorre cercare e

vivere l’intimità. Non è quindi un caso che l’antropologia della cordialità latinoamericana è

quella che cerca e stabilisce relazioni con le persone della comunità di sangue (la

parentela), di luogo (il vicinato) e di spirito (gli amici). Le relazioni professionali, di

1 Vedi al proposito al versione italiana del famoso libro di Hollanda, Sergio Buarque de. Radici del Brasile, Giunti,

Firenze, 2000.


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa al corso di Sociologia delle relazioni interculturali della Prof.ssa Enrica Tedeschi riguardante l'educazione alimentare interculturale. Trattasi di un saggio avente ad oggetto la cultura, le credenze, le derivazioni africane e le tradizioni alimentari dei popoli dell'America Latina.

Si ringrazia la Prof.ssa Enrica Tedeschi per aver gentilmente messo a disposizione il materiale.
[url=https://sites.google.com/site/enricatedeschi/]https://sites.google.com/site/enricatedeschi/[/url]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia delle relazioni interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Tedeschi Enrica.

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