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Il modello kantiano di Giudizio, Renata Viti Cavaliere « Filosofia Teore... http://www.federica.unina.it/lettere-e-filosofia/filosofia-teoretica-lm/m...

Il Giudizio colma il "baratro" tra i "territori" della natura e della lib

Deve tuttavia possedere un principio a priori che gli assicuri validit

Il principio del Giudizio è la finalità che Kant specifica come forma

La finalità rappresenta il "principio dell'unità del molteplice", ossia

Giudizio e finalità: una definizione dalla terza Critica.

Determinare e riflettere

La tavola delle facoltà. Dalla

Introduzione alla Critica del Giudizio La CdG in generale e i suoi giudizi possono essere determinanti

La distinzione, all'apparenza chiara, è tutt'altro che pacifica.

Non si tratta infatti di due distinte facoltà ma di due usi della medesima capacità nella produzione di giudizi ch

L'ufficio del Giudizio nel suo uso determinante è, per così dire, facilitato perché possiede in anticipo l'universa

Giudizi determinanti sono propri della conoscenza scientifica.

Il Giudizio riflettente

Il Giudizio determinante è dispensato dalla fatica di dover "pensare da sé una legge".

Nell'uso riflettente invece l'esercizio del Giudizio si mostra nella sua forma teoretica più autentica:

come logica euristica e creativa, ricerca o reperimento di un universale che non è dato.

L'applicazione della regola in questo caso ha ben poco di meccanico: non determina ma riflette e valuta, caso

Il Giudizio riflettente, nel suo uso esemplare, è l'analisi del modo in cui la legge di cui abbiamo bisogno

L'arte come ambito esemplare del Giudizio

L'arte costituisce il campo dove meglio dà prova di sé il Giudizio riflettente.

Qui si tratta infatti di valutare la qualità estetica di un oggetto affidandosi al gusto, facoltà che permette il rico

L'oggetto estetico, grazie alla sua struttura antinomica (piacere disinteressato, universalità e necessità aconcet

Giudizio estetico e giudizio logico.

Autonomia e esemplarità.

Il senso comune

Il problema dell'universale nei giudizi estetici mette capo ad una deduzione (o giustificazione) della loro pretes

Il carattere soggettivo e non logico del gusto mina la sua aspirazione all'universalità.

Kant risolve la questione affidandosi ad una rinnovata nozione di sensus communis e alle sue massime.

Si definisce in questo modo l'esercizio del pensare sì individuale e spontaneo ma radicato nella dimensione tra

Il sensus communis e le sue massime nella terza Critica

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questo materiale didattico si riferisce al corso di Filosofia teoretica tenuto dalla professoressa Renata Viti Cavaliere. Nel 1790 appare la Critica del Giudizio di Kant, fondamento teoretico di ogni successiva "filosofia del giudizio". L'espressione riferita alla facoltà del giudicare è Urteilskraft (Urteil = giudizio + Kraft = capacità).
La plurivocità di iudicium si trova riprodotta nella nozione kantiana che indica, insieme, la capacità di giudicare, l'esercizio giudicativo e il risultato dell'attività giudicante.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia teoretica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Viti Cavaliere Renata.

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