Che materia stai cercando?

Modello Corte di Cassazione italiana

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un articolo che mette a confronto la Corte di Cassazione italiana con le Corti Superiori di altri Stati. Si sofferma in particolare su: storia, massime, obiter dicta,... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

in G. A , V. C (a cura di), Giurisdizione di legittimità e regole di accesso, Bologna, 2011, 209

LPA ARBONE

Il modello della Corte di cassazione italiana ∗

1. Premessa.

Nell’ambito della sessione dedicata a «Modelli a confronto», sembra più utile

soffermare l’attenzione sulle peculiarità della Corte di cassazione italiana, rispetto

alle altre corti superiori. Il ruolo e le funzioni delle altre corti, infatti, sono illustrati

direttamente da coloro che ne hanno diretta e quotidiana esperienza.

L’ultima riforma del giudizio innanzi alla Corte di cassazione, inoltre, è stata

preceduta, nel giugno 2008, da una indagine dell’Ufficio del Massimario sul tema

1

«Le Corti Supreme in Europa: le regole per l’accesso» . Il confronto con le altre

corti superiori è stato anche affrontato nel Convegno del 18 giugno 2008 per il 60°

2

Anniversario della Costituzione .

Il 3 luglio 2008, in un incontro in Cassazione sulla esperienza applicativa dei

3

«quesiti» , la istituzione di un «filtro» per l’accesso alla Corte era indicata come un

mezzo per superare i formalismi manifestatisi nella utilizzazione della riforma del

2006. 4

Il 30 gennaio 2009, nella Relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario , il

Primo Presidente ha rilevato che «resta cruciale la questione di un “filtro” per il

processo civile in Cassazione. Siamo gli unici in Europa a non averlo. Si tratta di

una riforma fondamentale, che avrebbe un duplice, rilevantissimo beneficio: - per la

Corte stessa, non più oberata da questioni “bagatellari”, - per l’intero sistema

Giustizia poiché consentirebbe alla Corte di concentrarsi ancor più sul suo ruolo “di

indirizzo”, migliorando tempi dei processi e certezza degli indirizzi».

Nelle intenzioni del legislatore, l’ultima riforma tende a deflazionare il carico di

lavoro del giudice di legittimità mediante la semplificazione e la razionalizzazione

del procedimento.

Sennonché, qualunque opinione si abbia del legislatore, non appare possibile

prescindere dal contesto normativo. Non possono prescinderne soprattutto gli

avvocati: per persuadere il giudicante della fondatezza delle pretese della parte

assistita non possono contare sulla sua benevolenza; debbono trarre argomenti dalle

norme e dai fatti.

E’ un percorso che è partito da molto lontano: nel 450 a.C., Appio Claudio fece

pubblicare nel foro le leggi delle dodici tavole, affinché le decisioni giudiziali non

Queste pagine costituiscono la rielaborazione e l’aggiornamento dell’intervento svolto al Convegno

∗ organizzato dalla Corte Suprema di Cassazione, dal Consiglio Nazionale Forense e dalla

Associazione italiana fra gli studiosi del processo civile sul tema «Giurisdizioni di legittimità e

regole di accesso nell’esperienza europea», Roma, 5 marzo 2010.

1 In www.cortedicassazione.it.

2 «Giurisdizione e giudici nella Costituzione», in Quaderni del C.S.M., 155, 2009.

3 V. le Relazioni dell’Ufficio del Massimario n. 89 del 2 luglio 2008 e n. 22 del 13 febbraio 2009, in

www.cortedicassazione.it.

4 In www.giustizia.it. L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

fossero manifestazione di arbitrio e ciascuno potesse conoscere preventivamente le

regole che i giudici erano chiamati ad applicare.

L’aspirazione di ogni operatore giuridico è quella di affacciarsi in un’aula

giudiziaria sapendo già quello che potrà accadere: «They wanted lawyers who went

into any federal courts (...) to know what to expect and not to have to undergo a

5

initiation period or to rely on the wisdom of local pratictioners» . 6

Nella Relazione per l’inaugurazione del anno giudiziario 2010 , il Primo

Presidente ha salutato la riforma: «Di fronte a tale situazione abnorme, il legislatore

(legge n. 69 del 2009, che si pone sulla scia del rafforzamento della funzione

nomofilattica di cui al d.lgs. n. 40 del 2006) ha condiviso le nostre richieste e ha

introdotto il “filtro” in Cassazione. Esso opera sul piano della inammissibilità

(vicina al sistema tedesco) e si realizza mediante una procedura semplificata

(analoga al sistema francese), in linea con i modelli vicini alla nostra tradizione

giuridica. Ci sono le condizioni affinché l’obiettivo deflazionistico, fortemente

voluto dalla Corte, possa realizzarsi. E una novità storica, che potrà diventare il

volano di un cambiamento di ampio respiro».

Nelle pagine che seguono, non saranno considerati né il ruolo e la funzione delle

altre corti, né sugli auspicati «cambiamenti di ampio respiro», ma soltanto il quadro

normativo e le prospettive con esso compatibili; il modello con il quale appare

comunque doveroso fare i conti.

2. Il quadro normativo e ordinamentale.-

La riforma del processo innanzi alla Corte di cassazione, con la quale è stata

prevista una preventiva valutazione di «ammissibilità» dei ricorsi ed è stato

ridisegnato il procedimento, è nella legge 18 giugno 2009, n. 69.

Essa si applica ai ricorsi contro i provvedimenti pubblicati o depositati dopo il 4

luglio 2009. Essa non incide sull’arretrato.

Appena tre anni prima, nel 2006, era stata realizzata un’altra riforma, con la quale

era stata imposta la formulazione di «quesiti» per ciascun motivo di ricorso: d.leg.

2006, n. 40.

Nel 2001, il procedimento era stato ancora profondamente modificato dalla l. 24

marzo 2001, n. 89.

Anche la riforma del processo civile del 1990-1995 (l. 26 novembre 1990, n. 353,

modificata ed integrata dai dd.l. 16 dicembre 1993, n. 521, 14 febbraio 1994, n. 105,

14 aprile 1994, n. 235, 18 giugno 1994, n. 380, 8 agosto 1994, n. 493, 7 ottobre

1994, n. 571, convertito in l. 6 dicembre 1994, n. 673, e dd.l. 21 aprile 1995, n. 121,

21 giugno 1995, n. 238, 9 agosto 1995, n. 347, 18 ottobre 1995, n. 432, convertito in

5 Così D. S , Federal Rule 16: A Look at the Theory and Practice of Rulemaking, in 137 U. Pa.

HAPIRO

L. Rev., 1989, 1974.

6 In www.giustizia.it. 2 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it

L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

l. 20 dicembre 1995, n. 534) conteneva disposizioni sul giudizio di legittimità.

Nel 1977 furono aboliti i «depositi per soccombenza» e fu ridotto il numero dei

componenti dei collegi giudicanti (l. 8 agosto 1977, n. 532 e l. 18 ottobre 1977, n.

793).

Appare inevitabile che, in un contesto normativo lacerato e in costante

rinnovamento, la prevalente attenzione sia dedicata alle questioni di coordinamento

tra i diversi testi normativi; che si perda di vista l’obiettivo della tutela

giurisdizionale civile per dedicarsi a puzzles più o meno complicati.

Queste energie vengono anche distolte dal dibattito sul futuribile: come è inutile

ricercare soluzioni operative che garantiscano qualche margine di efficienza se le

regole generali possono essere cambiate, così è inutile tentare di ricostruire la

sinopìa di un mosaico lacerato se altre lacerazioni sono attese.

Sul piano ordinamentale, la riforma del 2009 ha previsto la istituzione di una

nuova sezione, la sesta; nel 1993 venne istituita la sezione tributaria, la quinta; nel

1973 la sezione lavoro.

La nuova sesta sezione è composta dai magistrati addetti alle altre sezioni: non è

stato previsto alcun incremento dell’organico della Corte. Quest’ultimo è rimasto

quello delineato dal d.leg. 23 gennaio 2006, n. 24: 1 primo presidente, 1 procuratore

generale, 54 presidenti di sezione, 303 consiglieri, 37 magistrati addetti al

Massimario. L’organico, tuttavia, non corrisponde ai magistrati in effettivo servizio;

i vuoti sono rilevanti.

L’ultima riforma ha modificato, ancora una volta, il procedimento innanzi alla

Corte. La prevalente attenzione, tuttavia, è stata orientata sui nuovi requisiti di

«ammissibilità».

3. Corte di Cassazione e corti di appello.

Del ruolo della Cassazione si discusse a lungo e approfonditamente

all’Assemblea costituente nel 1947. Se ne discusse anche cinquanta anni dopo, nel

1997, nella Commissione bicamerale nel 1997.

La questione divenne urgente a cavallo degli anni ‘80 e ’90; in quel periodo, il

numero dei provvedimenti depositati raggiunse le cinque cifre.

L’attenzione del legislatore fu richiamata dalla Relazione di Antonio Brancaccio

7 8

e Vittorio Sgroi e dalla Assemblea Generale del 23 aprile 1999 .

Il procedimento di opposizione alle sanzioni amministrative in unico grado

(contro tutte le sanzioni amministrative, da quelle in materia di circolazione stradale

a quelle in materia finanziaria e bancaria) è stato introdotto nel 1981. La riforma del

processo tributario è del 1993. Sono stati numerosi in quel periodo gli interventi

legislativi in materia processuale che escludevano l’appello, privo, in Italia, di

7 In Foro it., 1989, V, 205.

8 In Foro it., 1999, V, 161. 3 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it

L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

garanzia costituzionale.

La riforma del 2006 ha determinato, contraddittoriamente, una inversione di

tendenza: sono diventate appellabili le sentenze sulle opposizioni alle sanzioni

9

amministrative ; è stato escluso il ricorso contro le sentenze non definitive su

questioni. Contemporaneamente, però, è stata esclusa l’appellabilità di una serie di

provvedimenti in materia fallimentare, nonché delle sentenze sulla opposizione alla

esecuzione. Queste ultime sono tornate ad essere appellabili nel 2009.

Ogni discorso sul ruolo della Corte di cassazione, oggi, in Italia, non sembra

possa prescindere dal contesto complessivo, dal quadro delle impugnazioni, nonché

dalla effettiva organizzazione della Corte.

Basti pensare che i ricorsi in materia tributaria coprono quasi un terzo del

contenzioso attribuito alle sezioni civili; la Corte ha dovuto occuparsi per un

lunghissimo periodo di tutte le sanzioni amministrative e deve ancora smaltire

l’arretrato, ignorato dall’ultima riforma; è il giudice della disciplina dei magistrati,

degli avvocati, dei notai, dei medici, dei dottori commercialisti, degli agronomi e dei

giornalisti; è l’organo di controllo dei tribunali fallimentari, dei centosessantasei

tribunali fallimentari. Si occupa della materia elettorale e dei referendum.

Un cambiamento di ampio respiro non può riguardare esclusivamente la Corte. E

non può prescindere dalla analisi di tutte quelle funzioni estranee vuoi ai compiti

assegnati dall’art. 111, co. 7°, Cost., vuoi a quelli previsti dall’art. 65 o.g.

Oltre ad una serie di compiti obiettivamente estranei ad una qualunque Corte

suprema, occorre anche ricordare che le decisioni di accoglimento superano di gran

lunga un terzo del totale. Il che indica un profondo divario di valutazioni tra i giudici

di merito e quelli di legittimità.

Induce a ritenere fondato il sospetto che la Corte non sia in grado di assicurare

«l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge», ai sensi dell’art. 65

o.g. ovvero che i giudici di merito disattendono i suoi insegnamenti.

L’elevata percentuale di sentenze cassate sposta l’attenzione sulle corti di

10

appello, primo interlocutore della Corte e reale «filtro» per l’accesso ad essa .

Le ventisei corti di appello hanno subìto un primo colpo con la istituzione del

giudice unico, nel 1998, perché, se i tribunali hanno ricevuto il contenzioso già

pretorile unitamente ai magistrati addetti alle preture, le corti territoriali hanno

dovuto occuparsi delle impugnazioni contro i provvedimenti già di competenza del

pretore senza ricevere corrispondenti ed adeguati aumenti di organico. Un secondo

vulnus al funzionamento di questi uffici è stato determinato dalla l. 24 marzo 2001,

n.89, sull’«equa riparazione»; in molte corti, le controversie per il risarcimento da

9 Non anche le ordinanze dichiarative della inammissibilità del ricorso per tardività: cfr. Cass. 19

giugno 2009, n. 14520, in Foro it., 2010, I, 114.

10 Nel senso della «configurazione dell’appello come “filtro” al ricorso per cassazione», v., in

motivazione, Corte cost. 11 aprile 2008, n. 98, in Giur. it., 2008, 2150, in Giust. civ., 2008, I,

1098, e in Giur. costit., 2008, 1165 4 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it

L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

durata irragionevole del processo superano la metà del totale. La reclamabilità in

corte di appello dei provvedimenti presidenziali nei processi di separazione e di

divorzio è stata stabilita dall’art. 708 c.p.c., novellato dalla l. 8 febbraio 2006, n. 54.

Il definitivo collasso delle corti territoriali potrà, a breve, essere determinato dalla

attuazione della delega per la unificazione dei procedimenti a cognizione sommaria:

la sostituzione dei procedimenti che attualmente prevedono una fase di opposizione

o di reclamo innanzi allo stesso organo giudiziario con il nuovo procedimento

sommario di cui agli artt. 702 bis ss. c.p.c., infatti, significa che il provvedimento

sommario sarà appellabile e quindi che le corti di appello saranno oberate da un

nuovo flusso di controversie.

Nessun cambiamento di ampio respiro può prescindere da questo contesto

normativo e ordinamentale. Rischia di tradursi in una fuga in avanti, inidonea ad

incidere su una realtà devastata, con la quale, peraltro, ogni operatore giuridico è

tenuto a misurarsi.

Sembra, quindi, opportuno limitarsi a questi sintetici cenni ed orientare

11

l’attenzione sul ruolo della giurisprudenza .

4. La giurisprudenza.

Di fronte alla frenesia legislativa, alla mutevolezza ed all’opacità dei testi

normativi, le indicazioni della giurisprudenza sembrano offrire un porto sicuro.

I disorientamenti e le lacune tecniche del legislatore rivalutano la funzione di

nomifilachia della Corte di cassazione, che, ai sensi dell’art. 65 r.d. 30 gennaio

1941, n. 12, «quale organo supremo della giustizia, assicura l’esatta osservanza e

l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale».

La nomofilachia, infatti, «risponde all’esigenza diffusa … di razionalizzare lo

strumento del processo e di rafforzarne la configurazione di servizio per la tutela dei

diritti, nella quale rientra la stabilità degli orientamenti giurisprudenziali, che

assicura, da un lato, l’uguaglianza delle decisioni nei casi simili e concorre,

12

dall’altro, alla tempestiva definizione della controversia» . «E’ d’altra parte

acquisito, che la giurisprudenza operi nell’ordinamento come sostanziale fonte di

diritto e per questo è essenziale non solo che ci sia una corte di legittimità, ma che

13

possa operare in modo corrispondente alla sua funzione» . «Oggi nessun giurista

munito di un minimo di sensibilità storica e di elementare buon senso negherebbe

11 Anche per indicazioni sulla evoluzione della disciplina del procedimento innanzi alla Corte e sui

2

profili ai quali si fa cenno nel testo, v. AA. VV., Il nuovo giudizio di cassazione , a cura di G.

I e U. M , Milano, 2010, nonché la prima edizione dell’opera, Milano,

ANNURUBERTO ORCAVALLO

2007.

12 Così U. M , Sistema di principi e tutela dei diritti, in G. I e U.

ORCAVALLO ANNURUBERTO

2

M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione , cit., 6.

ORCAVALLO

13 Così P. V , Il filtro per l’accesso al giudizio di legittimità, in G. I e U.

ITTORIA ANNURUBERTO

2

M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione , cit., 139.

ORCAVALLO 5 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it

L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

alla dottrina e alla giurisprudenza pratica un ruolo protagonistico nella evoluzione

14

del diritto continentale europeo e, quindi, un ruolo produttivo di regole giuridiche» .

15

Alla contrapposizione tra «norma» e «testo», risalente ad Ascarelli , è subentrato

16

il riferimento al «diritto vivente» .

Sennonché, si è anche ricordato che «nel quadro degli equilibri istituzionali del

nostro ordinamento, il giudice, anche al livello (funzionalmente) superiore della

17

nomofilachia non sia abilitato a creare il diritto» . 18

L’ampio e approfondito dibattito sul ruolo della giurisprudenza , infatti, non può

prescindere dall’art. 101, co. 2°, Cost. per il quale «i giudici sono soggetti soltanto

alla legge».

14 Così G. V , Le nullità processuali e il giusto processo, in G. I e U.

IDIRI ANNURUBERTO

2

M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione , cit., 315.

ORCAVALLO

15 T. A , Giurisprudenza costituzionale e teoria dell’interpretazione, in Riv. dir. proc., 1957,

SCARELLI

I, 351, e ora in Problemi giuridici, Milano, 1959, I, 140.

16 Anche per indicazioni, v., da ultimo, M.R. M , L’enunciazione del principio di diritto, in G.

ORELLI 2

I e U. M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione , cit., 508.

ANNURUBERTO ORCAVALLO

17 Così, M.R. M , L’enunciazione del principio di diritto, cit., 511.

ORELLI

18 La nomofilachia e il ruolo della giurisprudenza nel sistema delle fonti, costituiscono il filo

2

conduttore di tutti i contributi raccolti in Il nuovo giudizio di cassazione , a cura di G.

I e U. M , cit., nonché di quelli raccolti nella prima edizione, Milano,

ANNURUBERTO ORCAVALLO

2007. V. anche la Relazione dell’Ufficio del Massimario - gennaio 2010, Riflessioni su continuità

ed innovazione per l’applicazione dell’art. 360 bis c.p.c., in www.cortedicassazione.it. Sul tema,

un riferimento imprescindibile nella cultura non solo italiana sono le ricerche di G. G , del

ORLA

quale v. la voce Precedente giudiziale, in Enc. giur. Treccani, Roma, 1990, XXIII, nella quale

sono indicati tutti gli scritti dell’A. sull’argomento. V., inoltre, senza pretesa di completezza, R.

C , La giurisprudenza come fonte del diritto comune moderno?, in Contratto e impr. -

ALVO

Europa, 2009, 1; M. T , Precedente e giurisprudenza, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2007,

ARUFFO

709; G. V , La nuova nomofilachia: diritti più certi e processi più rapidi, in G.

IDIRI 1

I e U. M (a cura di), Il nuovo giudizio di cassazione , cit., 21; R.

ANNURUBERTO ORCAVALLO

R , Stare decisis: osservazioni sul valore del precedente giudiziario nell’ordinamento

ORDORF

italiano, in Foro it., 2006, V, 279; S. E e G. C , Corte di cassazione e diritto

VANGELISTA ANZIO

vivente, id., 2005, V, 82 ss.; F. G , Stare decisis e no nella giurisprudenza italiana, in

ALGANO

Contratto e impr., 2004, 1; L.P. C e V. C , Il ruolo della giurisprudenza e i

OMOGLIO ARNEVALE

metodi di uniformazione del diritto in Italia, in Riv. dir. proc., 2004, 1037 ss.; S. M ,

AZZAMUTO

Certezze e prevedibilità: nuove frontiere della nomofilachia e tentativi di «enforcement» del

precedente, in Politica del diritto, 2003, 157; V. M , voce Precedente giudiziario, in Enc.

ARINELLI

dir., Aggiornamento VI, Milano, 2002, 881; S. C , Ruolo della giurisprudenza e attività

HIARLONI

creative di nuovo diritto, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2002, 1; G. S , Interpretazione e

ALMÈ

nomofilachia, in Questione giustizia, 2001, 937; AA. VV. Diritto giurisprudenziale a cura di M.

B Torino, 1996, e, in particolare, i contributi di R. G , Giurisdizione e

ESSONE UASTINI

interpretazione, 1, di G. B , La Corte di cassazione oggi, 160; M. R. M , Il «diritto

ORRÈ ORELLI

vivente» nella giurisprudenza della Corte costituzionale, in Giust. civ., 1995, II, 169; M.

T , Precedente ed esempio nella decisione giudiziaria, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1994,

ARUFFO

19; M. P , Quale Cassazione. Quale nomofilachia, id., 1991, 836; M. T , La Corte di

IVETTI ARUFFO

cassazione e la legge, in Riv. dir. proc., 1990, 349; M. B , Funzione uniformatrice della

IN

6 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it

L’ACCESSO  ALLE  CORTI  DI  LEGITTIMITÀ:  LA  PROSPETTIVA  DEGLI  AVVOCATI  

I C

L MODELLO DELLA ORTE DI CASSAZIONE ITALIANA

Sebbene non sia ragionevole disconoscere che la «norma» effettiva sia quella che

emerge dalla interpretazione giurisprudenziale dei testi normativi, occorre anche

prendere atto che la sua efficacia vincolante si fonda sulla forza di persuasione e,

quindi, sono legittimi ed ammissibili, anche ai sensi dell’art. 360 bis, n. 1, c.p.c. i

tentativi diretti alla formulazione di una «norma» diversa, comunque fondata sui

medesimi testi di legge.

Le interpretazioni innovative della giurisprudenza hanno per oggetto le

disposizioni legali, dalle quali soltanto proviene la forza cogente; queste ultime

possono essere contestate solo se ed in quanto siano incompatibili con i principii ed i

valori deducibili dalla Costituzione o dalla «Carta dei diritti fondamentali

dell’Unione europea» (richiamata dall’art. 6 del Trattato sull’Unione Europea, quale

modificato dal Trattato di Lisbona, ratificato con l. 2 agosto 2008, n. 130), o dalla

«Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea » (CEDU), ratificata con l. 4

19

agosto 1955, n. 848 . Altrimenti debbono essere osservate.

Le decisioni della Cassazione, ai sensi dell’art. 384, co. 2°, c.p.c., sono vincolanti

per il giudice di rinvio, «il quale deve uniformarsi al principio di diritto e comunque

20

a quanto statuito dalla Corte», ma si tratta di una questione interna al processo .

Cassazione e valore del precedente giudiziario, in Contratto e impr., 1988, 545 ss.; S. S ,

ENESE

Funzioni di legittimità e ruolo di nomofilachia, in Foro it., 1987, V, 256; N. P , Appunti sul

ICARDI

precedente giudiziale, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1985, 201.

19 Sui rapporti tra tali garanzie e tra le corti, v. Corte cost., 24 ottobre 2007, n. 349, in Foro it., 2008,

I, 39, con note di R. R , A. T , C e G ; in Corriere giur., 2008, 193, con

OMBOLI RAVI APPUCCIO HERA

note di L e C , in Giur. it., 2008, 309, con nota di R e 2008, 565, con note di

UCIANI ONTI EPETTO

C e C . Cfr., anche per ulteriori indicazioni, le relazioni di C. C e di R.

ONFORTI ALVANO ONSOLO

C , al XVII Convegno nazionale dell’Associazione tra gli studiosi del processo civile,

APONI

Verona, 25-26 settembre 2009, in Atti (in corso di pubblicazione).

20 La vicenda relativa alla c.d. pregiudizialità amministrativa che ha preceduto il codice del processo

amministrativo di cui al d.leg. 2 luglio 2010, n. 104 (nel quale la questione è stata definita all’art.

30, con la previsione di un termine per l’esercizio dell’azione risarcitoria), è, in questa

prospettiva, esemplare: dopo la sentenza 22 luglio 1999, n. 500 (in Foro it., 1999, I, 2487), e dopo

le pronunce della Corte costituzionale che hanno fatto giustizia del riparto di giurisdizione per

blocchi di materie (Corte cost. 5 luglio 2004, n. 204, e 28 luglio 2004, n. 281, id., 2004, I, 2594;

11 maggio 2006, n. 191, id. 2006, I, 1625), si era posto il problema della tutela risarcitoria,

qualora questa non fosse stata chiesta congiuntamente all’azione di annullamento dell’atto o del

silenzio della p.a. Se, infatti, non dubitava della sussistenza della giurisdizione amministrativa,

qualora l’azione tendesse all’annullamento dell’atto (o del silenzio) e al risarcimento del danno, è

apparso problematico il caso in cui il risarcimento fosse stato chiesto separatamente

dall’annullamento dell’atto o indipendentemente da questo. La Cassazione ha affermato la

sussistenza della giurisdizione amministrativa: Cass. 13 giugno 2006, n. 13659 (id., 2007, I,

3181). Di fronte al rifiuto del giudice amministrativo di adeguarsi al «precedente», la Corte ha

ribadito tale criterio di riparto di giurisdizione ed ha affermato che il rifiuto del giudice

amministrativo di riconoscere il diritto al risarcimento indipendentemente dall’annullamento

dell’atto (o del silenzio) equivale alla negazione della propria giurisdizione, cosicché i relativi

provvedimenti vincolano il giudice di rinvio e possono essere impugnati per cassazione, ai sensi

dell’art. 362 c.p.c.: Cass. 23 dicembre 2008, n. 30254, id., 2009, I, 731 ss.

7 prof. avv. Giorgio Costantino

tel.: 06-57334082 - E-mail: gcostantino@uniroma3.it

via Argiro, 90 - 70121 - via Cassiodoro, 1/a – 00193 R

BARI OMA

tel.: 080-5211297 - 5212113 - : 080-5246465 – 06-3224248 – : 06- 3225495

FAX FAX

E-mail: giorgio.costantino@giorgiocostantinoeassociati.it


PAGINE

16

PESO

274.19 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un articolo che mette a confronto la Corte di Cassazione italiana con le Corti Superiori di altri Stati. Si sofferma in particolare su: storia, massime, obiter dicta, emissione di principi di diritto nell'interesse della legge, le funzioni dell'Osservatorio della giurisprudenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto processuale civile i

Introduzione causa - Schemi
Dispensa
Modelli verbali udienza
Dispensa
Trattazione causa- Schema
Dispensa
Procedimenti di cognizione
Dispensa