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• Ogni Stato può avere (e spesso ha) un

diverso sistema di social security derivante

da una propria storia e tradizione.

• Sistema che stabilisce chi siano i propri

assicurati, a quali condizioni, quali

prestazioni erogare, quando, ecc.

E

SPANSIONE DEI SISTEMI DI SICUREZZA SOCIALE

Tra il 1945 e il 1975:

• Nei paesi anglo-scandinavi si consolida il modello

universalistico (“beveridgeano”) di welfare: copertura

universale, prestazioni relativamente generose ed egualitarie,

prevalentemente finanziate con fiscalità generale

• Nei paesi continentali si consolida il modello occupazionale

(“bismarckiano”) di welfare: pluralità di schemi professionali

con regole e formule differenziate, prevalentemente finanziate

tramite contributi sociali 5

Modelli di Europa sociale

• Modello Beveridgiano:

• . sistema scandinavo (universalistico puro)

• . sistema anglosassone (universalistico misto)

• Modello Bismarckiano:

• . Sistema continentale (occupazionale puro)

• . Sistema dell’Europa meridionale (occupazionale misto) 6

LE ORIGINI DEL SISTEMA PREVIDENZIALE

ITALIANO

• Le prime forme di tutela nel lavoro pubblico (T.U. n. 70/1895)

• e nell’area del lavoro privato: gli interventi legislativi del 1895;

1919; 1933; 1952; 1957-66; 1968-69 (cenni).

• Il pluralismo previdenziale: il regime generale dell’a.g.o., I fondi

c.d sostitutivi (interni ed esterni all’INPS) e quelli c.d. esclusivi. 7

L’art. 38 Cost.

• Comma 1: l’assistenza sociale

• Comma 2: la previdenza sociale

• L’interpretazione della Corte costituzionale:

la sent. n. 31 del 1986 8

PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITÀ: LE

ORIGINI

• 1919: assicurazione i.v.s. diventa obbligatoria

• 1933: istituzione dell’INPS

• L. n. 218 del 1952: il riordino del sistema

previdenziale. L’istituzione del trattamento

minimo di pensione

• L. n. 903 del 1965

• Dal d.lgs. n. 488 del 1968 alla l. n. 153 del 1969. 9

Il trattamento minimo di pensione

• “le pensioni a carico dell’a.g.o. per i.v.s. sono “integrate” fino al

Art. 9, l. 218/52:

raggiungimento di un importo minimo. Il pensionato vi ha diritto

indipendentemente dai contributi versati e a prescindere dalla condizione di

bisogno del beneficiario.

• Non è prevista alcuna forma di indicizzazione; l’importo venne di volta in volta

elevato con interventi legislativi posteriori.

• introduce anche per i minimi la perequazione automatica dei trattamenti

L. 153/69:

(adeguamento costante di importo ad aumenti del costo della vita)

• disciplina novo la materia:

L. 638/83 ex

- introduce il principio della “prova dei mezzi”;

- si prevede inoltre che, in caso di concorso di due o più pensioni, l’integrazione al

minimo spetta una volta sola.

• ha esteso la “prova dei mezzi”, prevedendo la rilevanza, a tal fine, non

L. n. 544/88

solo del reddito del soggetto titolare, ma anche quello del coniuge (reddito globale

della coppia coniugale). Tale limite di reddito è poi variato diverse volte.

• Natura e funzione dell’istituto: Corte cost. n. 127 del 1997 10

Il trattamento minimo: finanziamento

• l’onere economico di tale integrazione è a carico del Fondo

Art. 14, l. 218/52:

per l’adeguamento delle pensioni. A tale onere si provvede con un contributo

dei lavoratori, dei DL e con il concorso dello Stato (art. 16).

• Il finanziamento statale è andato però decrescendo nel tempo.

• istituisce il Fondo sociale, finanziato, da 1/1/1976, a totale carico

L. n. 903/65:

dello Stato. Quest’ultimo si assume l’onere di corrispondere alle gestioni

previdenziali l’importo di una fascia sociale (pari, all’origine, a 12.000 lire

mensili) per ogni pensione a carico del regime generale e delle gestioni dei L

autonomi, mentre l’onere del T.M. è addossato alle gestioni previdenziali.

• L’importo della “fascia sociale”, inizialmente consistente, è progressivamente

diminuito (a differenza della pensione sociale, nel tempo rivalutata). Solo dopo

20 anni dalla sua istituzione, la fascia è stata in parte rivalutata ed indicizzata.

11

Segue: il finanziamento

• ha poi rivalutato l’apporto a carico dello Stato

L. n. 910/86

tramite il Fondo sociale, elevandolo a 100.000 lire mensili

per ogni pensione in pagamento.

• (art. 37): Istituzione della GIAS. Viene

L. n. 88/89

confermato il finanziamento, a carico dello Stato, di una

quota parte di pensione, erogata in misura uniforme per

tutte le pensioni, annualmente rivalutata.

• Tale quota è di entità modesta rispetto all’importo

complessivo della pensione 12

Segue: il trattamento minimo di pensione

Secondo la Corte cost. (sent. 31/86):

• è frutto dell’ampia libertà offerta al legislatore dal

Costituente;

• a differenza della pensione sociale, è finalizzato ad attuare

la del 2° co. art. 38 Cost. (mezzi adeguati alle

ratio

esigenze di vita, superiori rispetto ai bisogni di mera

sopravvivenza);

• i lavoratori, quindi, sono soggetti “privilegiati”, ai quali è

riconosciuta una “posizione preferenziale” rispetto ai

cittadini in genere 13

La l. n. 903 del 1965

• La pensione di anzianità

• L’abolizione del divieto di cumulo tra

pensione e retribuzione 14

Dal d.lgs. n. 488/68…

• L’introduzione del sistema di calcolo retributivo

• Abolizione della pensione di anzianità

• Il più rigoroso regime del cumulo tra pensioni e

retribuzione 15

…alla l. n. 153/69

• Il “rafforzamento” del sistema di calcolo

retributivo

• La perequazione automatica delle pensioni

• La reintroduzione della pensione di anzianità

• Si attenua il divieto di cumulo (parziale per

pensione di vecchiaia, totale per pensione di

anzianità)

• La pensione sociale 16


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto ed economia della previdenza sociale del prof. Sandro Gronchi e della Prof.ssa Paola Bozzao avente ad oggetto il confronto fra differenti modelli di welfare europei: modelli beveridgiani e modelli bismarckiani, sistemi contributivi e retributivi, a ripartizione o a capitalizzazione etc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze delle pubbliche amministrazioni
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ed economia della previdenza sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gronchi Sandro.

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