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S. B – M

ONFIGLIO ODELLI DI PARTITO E MODELLI ISTITUZIONALI

processo di decisione politica. Dalla realtà effettuale e dal riconoscimento

teorico del sistema partitico come elemento costitutivo della forma di

governo (parlamentare) scaturisce l’utilità di una regolamentazione

giuridica dei partiti.

Per molto tempo in Italia è prevalsa la tesi secondo cui il costituente,

rigettando un emendamento esplicativo dell’art. 49 Cost., mirante a

chiarire che i partiti devono uniformarsi al “metodo democratico” tanto

nell’attività esterna quanto nella loro organizzazione interna, avrebbe

inteso riferirsi al rispetto del metodo democratico soltanto in relazione

all’attività esterna dei partiti. Scrive Mortati in un noto saggio del 1957:

“L’espressione ‘metodo democratico’ può essere assunta ad indicare più

cose, ma il suo significato più pregnante, voluto mettere in rilievo dal

costituente, è quello che si riferisce all’assicurazione delle condizioni cui

rimane legata l’alternativa al potere delle forze politiche”3. Non vi è

dubbio che, dopo l’esperienza fascista del partito unico, il costituente,

particolarmente attento al principio del pluralismo partitico, abbia voluto

affermare che l’espressione “con metodo democratico”, contenuta nell’art.

49 Cost. it., si riferisce solamente all’attività esterna dei partiti; ed è del

tutto evidente che questa non potesse che essere l’interpretazione

prevalente fino alla caduta del muro di Berlino, visto il progressivo

deterioramento sia del quadro internazionale sia dei rapporti tra le

maggiori forze politiche, già nei primi anni del dopoguerra.

Dopo le giustificate riserve e preoccupazioni sostenute in passato, oggi

la riflessione sulla regolamentazione giuridica dei partiti, sui loro statuti,

sui modelli di “democrazia interna” va approfondita, secondo una

tendenza ragionevolmente più diffusa, a cominciare dai primi anni

Ottanta4 e, soprattutto, dopo i primi anni Novanta del secolo scorso5.

In effetti, ciò che si registra, e in alcuni casi preoccupa, è la tendenziale

convergenza tra modelli di partito e modelli istituzionali.

Già nell’aprile del 1981 a Palermo, al XLII Congresso del PSI, venne

approvata la proposta di Craxi di modifica dello statuto del partito, per

cambiare la modalità di scelta del segretario fino ad allora eletto dalla

direzione. Per la prima volta nella storia del partito socialista fu eletto il

segretario direttamente dai delegati. Da questa elezione emerge una forte

personalizzazione della politica e la trasformazione del PSI in uno

3 C. Mortati, Note introduttive a uno studio sui partiti politici nell’ordinamento italiano, in Scritti giuridici in memoria di V. E. Orlando, vol.

II, Padova, 1957, p. 141.

4 M. D’Antonio, G. Negri, Il partito di fronte allo Stato a se stesso, Milano, 1983; G.U. Rescigno, Potere politico e sistema dei

partiti: limitare il sovrano, in Politica del diritto, 1984 n. 1, p. 81.

5 F. Lanchester, L’innovazione costituzionale difficile: il dibattito sulla rappresentanza politica agli inizi della XI legislatura, in Rivista

trimestrale di diritto pubblico, 1992, n. 4, p. 944; M. Galizia, Presentazione, in S. Bonfiglio, Forme di Governo e partiti politici. Riflessioni

sull’evoluzione della dottrina costituzionalistica italiana, Milano, 1993, p. XXV.

www.astrid.eu 2

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa del Prof. Salvatore Bonfiglio al corso di Diritto costituzionale italiano e comparato. Trattasi dell'intervento al seminario organizzato da ASTRID dal titolo "I partiti nel nuovo sistema italiano: forme della democrazia o strumenti del leader?", in cui viene affrontato il tema del ruolo dei partiti italiani e dei loro leader all'interno delle istituzioni con particolare riferimento alla sovrapposizione tra ruoli partitici ed istituzionali, personalizzazione della politica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bonfiglio Salvatore.

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