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Mito e sua narrazione figurata

Questo materiale didattico è relativo al corso di archeologia e storia dell'arte greca e romana, mod. B, tenuto dalla professoressa Sara Santoro. Il mito è una forma simbolica di pensiero, un mezzo per trasmettere valori condivisi, caratterizzato da determinati schemi di comportamento e strutture antropologiche. Esempi di riscontri archeologici... Vedi di più

Esame di Archeologia e storia dell'arte greca e romana mod.B docente Prof. S. Santoro

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1 ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE

GRECA E ROMANA

prof. S. Santoro

a.a. 2010/2011

modulo B

Fabulae: mito e storia nella narrazione

figurata dell’arte classica

3. Il mito e la sua narrazione figurata

Per esempio: Medea e le altre (cattive ragazze)

Il mito : non fiabe per bambini

ma..

• Secondo Platone I miti (minori) sono le favole che le balie raccontano ai bambini ( quelli

maggiori sono raccontati dai poeti ed hanno valore paradigmatico e collettivo (Rep. 377)

• Secondo i filosofi presocratici ( Senofane- fine VI sec.a.C.): metafora dei fenomeni naturali

• Nel XVIII sec. (illuminismo): infanzia della ragione, superstizione religiosa dei primitivi:

– Un modo di pensare la realtà di tipo emozionale, non razionale ( Vico, La scienza nuova, libro II, la

sapienza poetica, 1744) ;

• Secondo i moderni ( XIX-XX sec.: evoluzionismo e comparativismo : Frazer, antropologia e

psicanalisi: Freud Totem e Tabù 1913 strutturalismo : Lévi Strauss; psicologismo storico

Vernant

– Categoria di racconti tradizionali ( mythos racconto parlato)

– trasposizione fantastica di eventi storici o socioculturali,

– risposta dell’immaginazione alla problematicità del reale,

– struttura del linguaggio religioso,

– residuo di arcaici rituali della fertilità o dell’iniziazione ( Frazer),

– manifestazione di una esperienza psichica collettiva,

– riflesso di simboli dell’inconscio….

• recuperato dalla memoria collettiva: Mnemosine è madre delle Muse: una memoria

sacra (cantami o diva….) oggi

• UNA FORMA SIMBOLICA DI PENSIERO, CHE MEDIANTE IL

RACCONTO DI UN EVENTO E LA RAPPRESENTAZIONE DEI SUOI

PROTAGONISTI ORGANIZZA PER ANALOGIA LA RIFLESSIONE

SULL’ESISTENZA E SULL’ESPERIENZA DELL’UOMO (D.Del Corno)

• Che ha una dimensione storica: è una memoria stratificata ( archeologia del mito > A.

Carandini), legata a luoghi e momenti specifici ( I festival teatrali, feste e riti collettivi,

genealogie e poeti di famiglie aristocratiche) giunta a noi nella codificazione tardiva (

Apollodoro)

• Un elemento di coesione intellettuale e sociale per un popolo con un’unica identità

ma diviso in molte poleis, fratrie e gene.

• Uno strumento di controllo sociale: (nel VII e VI seca.C.)

– Un mezzo per trasmettere valori condivisi

– Divinamente ispirati e autorevolmente raccontati (cantami, o diva….)

• e di legittimazione del potere (aristocratico)

– genealogie mitiche

– Il modello dell’eroe al di sopra della legge (Achille)

Un mezzo per trasmettere valori

condivisi

• Esempi di virtù, premio e punizione

• Talvolta sconcertante :

– Un modo per definire il reale anche nelle sue

contraddizioni (Eracle e Achille travistiti da donne, le

amazzoni donne guerriere, I centauri umani e bestiali)

– Una riflessione senza speranza sulla vita umana e sul destino

 la distanza fra noi e gli antichi è incolmabile

Mythos e Logos

• Il mito come racconto

• Un tempo fuori dal tempo > il tempo delle origini , la realtà fluttuante, prima

della separazione fra uomini e dei.

• un evento fondante ( il primo sacrificio- Prometeo, la prima famiglia-

Pandora, il primo ciclo delle stagioni- Persefone, la prima profezia- Pitone:

QUESTA E’ LA DIFFERENZA DALLA FIABA

• Nei miti di fondazione : contrapposizione tra natura e cultura ( spesso

attorno a fatti alimentari: Tantalo, Licaone, Eva, o alla nascita della

sessualità- la prima donna Pandora e Eva)

• Secondo Mircea Eliade ( psicanalisi junghiana) hanno lo scopo di evocare e

risuscitare il tempo delle origini, che è circolare e non rettilineo, in cui le

cose essenziali sono all’inizio del tempo (>società tradizionali)

• I racconti eroici stanno fra il tempo delle origini e quello storico, gli eroi

fondano istituzioni politiche reali ( le olimpiadi, la polis)

• I miti funzionano come cellule primarie (mitemi: Lévi Strauss) ovvero atomi

di racconto che hanno in sé la propria coerenza. Metterli in ordine significa

costruire una mitologia

• Contrapposizione tra verità storica e invenzione leggendaria

• Mito come “parola detta”

Schemi di comportamento

• Colpa, esilio, espiazione, riammissione

• Dal desiderio all’appagamento del desiderio

attraverso una serie di prove

– La conquista di una sposa, di un talismano, di un

regno, dell’immortalità

Strutture antropologiche

• Vita: nascita, giovinezza, maturità, morte, (rinascita ?)

Riti di passaggio, prove :

maschili: caccia, gara atletica, duello, viaggio,

perdersi nel bosco

Femminili : morire come fanciulla, rinascere come donna

(Biancaneve, la Bella Addormentata, Arianna nel Labirinto)

• Potere: conquistato per

• Valore /prove

• Matrimonio con la principessa (potere per via femminile NON

matriarcato)

Uno schema tipico della donna nel

mito greco

• Amore • Per il bello straniero

• Tradimento • Della casa paterna, con

consegna del talismano

(del potere: la fertilità)

• Abbandono • Da parte dell’amato

ingrato

• riscatto • non sempre, e

comunque in un’altra

sfera dell’essere

Le cattive ragazze

• Medea

• Arianna

• Nausicaa ( una cattiva ragazza mancata)

• Ippodamia ( per Pelope uccide il padre

Enomao )

• Ippolita (regina delle Amazzoni, è una variante:

tradisce le compagne )

IL SENSO ANTROPOLOGICO

DEL MITO D’AMORE E TRADIMENTO

DEL PADRE:

Matrimonio esogamico

trasmissione del potere per via

femminile

La prova archeologica

Verucchio, tomba 89 : un trono di regina nella

tomba di un re

M. Torelli, Il rango, il rito, l’immagine,

Ma le strutture antropologiche si

complicano e le storie diventano altre

storie

Medea,

l’orientale, la straniera, la strega,

la donna assassina

Cratere di Ruvo, pittore di

Sisiphos – 420 a.C.


PAGINE

30

PESO

9.84 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo materiale didattico è relativo al corso di archeologia e storia dell'arte greca e romana, mod. B, tenuto dalla professoressa Sara Santoro. Il mito è una forma simbolica di pensiero, un mezzo per trasmettere valori condivisi, caratterizzato da determinati schemi di comportamento e strutture antropologiche. Esempi di riscontri archeologici del mito di Medea e delle altre 'cattive ragazze', Arianna, Nausicaa, Ippodamia, Ippolita.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte greca e romana mod.B e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Santoro Sara.

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