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Ministero della Giustizia - Informatizzazione

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il Regolamento del Ministero della Giustizia del 21 febbraio 2011 relativo all'informatizzazione dei processi civili... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPO III – TRASMISSIONE DI ATTI E DOCUMENTI INFORMATICI

ART. 11

(Formato dell’atto del processo in forma di documento informatico)

1. L’atto del processo in forma di documento informatico è privo di elementi

attivi ed è redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche di cui

all’articolo 34; le informazioni strutturate sono in formato XML, secondo

le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, pubblicate sul por-

tale dei servizi telematici.

2. La nota di iscrizione a ruolo può essere trasmessa per via telematica come

documento informatico sottoscritto con firma digitale; le relative informa-

zioni sono contenute nelle informazioni strutturate di cui al primo com-

ma, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

ART. 12

(Formato dei documenti informatici allegati)

1. I documenti informatici allegati all’atto del processo sono privi di elementi

attivi e hanno i formati previsti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34.

2. E’ consentito l’utilizzo dei formati compressi, secondo le specifiche tecni-

che stabilite ai sensi dell’articolo 34, purché contenenti solo file nei for-

mati previsti dal comma precedente.

ART. 13

(Trasmissione dei documenti da parte dei soggetti abilitati esterni e degli utenti

privati)

1. I documenti informatici di cui agli articoli 11 e 12 sono trasmessi da parte

dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati mediante l’indirizzo di

posta elettronica certificata risultante dal registro generale degli indirizzi

elettronici, all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’ufficio destina-

tario, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. I documenti informatici di cui al comma 1 si intendono ricevuti dal domi-

nio giustizia nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta

consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministe-

ro della giustizia.

3. Nel caso previsto dal comma 2 la ricevuta di avvenuta consegna attesta,

altresì, l'avvenuto deposito dell'atto o del documento presso l'ufficio giudi-

ziario competente. Quando la ricevuta è rilasciata dopo le ore 14 il deposi-

to si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo.

4. Ai fini della comunicazione prevista dall’articolo 170, quarto comma, del

codice di procedura civile, la parte che procede al deposito invia ai procu-

ratori delle parti costituite copia informatica dell'atto e dei documenti al-

legati con le modalità previste dall'articolo 18 del presente decreto. Fuori

del caso di rifiuto per omessa sottoscrizione, il rigetto del deposito da par-

te dell’ufficio non impedisce il successivo deposito entro i termini asse-

gnati o previsti dal codice di procedura civile.

5. La certificazione dei professionisti abilitati e dei soggetti abilitati esterni

pubblici è effettuata dal gestore dei servizi telematici sulla base dei dati

presenti nel registro generale degli indirizzi elettronici, secondo le specifi-

che tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

6. Al fine di garantire la riservatezza dei documenti da trasmettere, il sogget-

to abilitato esterno utilizza un meccanismo di crittografia, secondo le spe-

cifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

7. Il gestore dei servizi telematici restituisce al mittente l’esito dei controlli

effettuati dal dominio giustizia nonché dagli operatori della cancelleria o

della segreteria, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34.

8. La dimensione massima del messaggio è stabilita nelle specifiche tecniche

di cui all’articolo 34. Se il messaggio eccede tale dimensione, il gestore dei

servizi telematici genera e invia automaticamente al mittente un messag-

gio di errore, contenente l'avviso del rifiuto del messaggio, secondo le spe-

cifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

9. I soggetti abilitati esterni possono avvalersi dei servizi del punto di acces-

so, di cui all’articolo 23, per la trasmissione dei documenti; in tale caso il

punto di accesso si attiene alle modalità di trasmissione dei documenti di

cui al presente articolo. ART. 14

(Documenti probatori e allegati non informatici)

1. I documenti probatori e gli allegati depositati in formato non elettronico

sono identificati e descritti in una apposita sezione delle informazioni

strutturate di cui all’articolo 11, secondo le specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34.

2. La cancelleria o la segreteria dell’ufficio giudiziario provvede ad effettuare

copia informatica dei documenti probatori e degli allegati su supporto car-

taceo e ad inserirla nel fascicolo informatico, apponendo la firma digitale

ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 22, comma 3 del codice

dell’amministrazione digitale. ART. 15

(Deposito dell’atto del processo da parte dei soggetti abilitati interni)

1. L’atto del processo, redatto in formato elettronico da un soggetto abilitato

interno e sottoscritto con firma digitale, è depositato nel fascicolo infor-

matico, previa attestazione del deposito da parte della cancelleria o della

segreteria dell’ufficio giudiziario mediante apposizione della data e della

propria firma digitale.

2. In caso di atto formato da organo collegiale l’originale del provvedimento è

sottoscritto con firma digitale anche dal presidente.

3. Quando l’atto è redatto dal cancelliere o dal segretario dell’ufficio giudizia-

rio questi vi appone la propria firma digitale e ne effettua il deposito nel

fascicolo informatico.

4. Se il provvedimento del magistrato è in formato cartaceo, il cancelliere o il

segretario dell’ufficio giudiziario ne estrae copia informatica nei formati

previsti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34 e vi ap-

pone la sua firma digitale, ove previsto.

ART. 16

(Comunicazioni per via telematica)

1. La comunicazione per via telematica dall'ufficio giudiziario ad un soggetto

abilitato esterno o all’utente privato avviene mediante invio di un messag-

gio dall’indirizzo di posta elettronica certificata dell’ufficio giudiziario mit-

tente all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, indicato

nel registro generale degli indirizzi elettronici, ovvero per la persona fisica

consultabile ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio

dei Ministri 6 maggio 2009 e per l’impresa indicato nel registro delle im-

prese, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. La cancelleria o la segreteria dell’ufficio giudiziario provvede ad effettuare

una copia informatica dei documenti cartacei da comunicare nei formati

previsti dalle specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, che

conserva nel fascicolo informatico.

3. La comunicazione per via telematica si intende perfezionata nel momento

in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna breve da parte del

gestore di posta elettronica certificata del destinatario e produce gli effetti

di cui agli articoli 45 e 48 codice dell’amministrazione digitale.

del

4. Fermo quanto previsto dall’articolo 20, comma 6, e salvo il caso fortuito o

la forza maggiore, si procede ai sensi dell’articolo 51, comma 3 del decreto

legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, nel caso in cui viene ge-

nerato un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della

posta elettronica certificata.

5. Le ricevute di avvenuta consegna e gli avvisi di mancata consegna vengo-

no conservati nel fascicolo informatico.

6. La comunicazione che contiene dati sensibili è effettuata per estratto con

contestuale messa a disposizione dell’atto integrale nell’apposita area del

portale dei servizi telematici, secondo le specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34 e nel rispetto dei requisiti di sicurezza di cui

all’articolo 26, con modalità tali da garantire l’identificazione dell’autore

dell’accesso e la tracciabilità delle relative attività.

7. Nel caso previsto dal comma 6, si applicano le disposizioni di cui ai com-

mi 2 e 3, ma la comunicazione si intende perfezionata il giorno feriale

successivo al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta con-

segna breve da parte del gestore di posta elettronica certificata del desti-

natario.

8. Si applica, in ogni caso, il disposto dell’articolo 49 del codice

dell’amministrazione digitale . ART. 17

(Notificazioni per via telematica)

1. Al di fuori dei casi previsti dall’articolo 51, del decreto legge 25 giugno

2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.

133, e successive modificazioni, le richieste telematiche di un'attività di

notificazione da parte di un ufficio giudiziario sono inoltrate al sistema in-

formatico dell'UNEP, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34.

2. Le richieste di altri soggetti sono inoltrate all'UNEP tramite posta elettro-

nica certificata, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34.

3. La notificazione per via telematica da parte dell’UNEP rispetta i requisiti

richiesti per la comunicazione da un ufficio giudiziario verso i soggetti

abilitati esterni di cui all’articolo 16.

4. Il sistema informatico dell’UNEP individua l’indirizzo di posta elettronica

del destinatario dal registro generale degli indirizzi elettronici, dal registro

delle imprese o dagli albi o elenchi costituiti ai sensi dell’articolo 16 del

decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito con modificazioni dal-

la legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonché per il cittadino dall’elenco reso

consultabile ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio

dei Ministri 6 maggio 2009 in base alle specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34.

5. Il sistema informatico dell'UNEP, eseguita la notificazione, trasmette per

via telematica a chi ha richiesto il servizio il documento informatico con la

relazione di notificazione sottoscritta mediante firma digitale e congiunta

all'atto cui si riferisce, nonché le ricevute di posta elettronica certificata,

secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

6. L'ufficiale giudiziario, se non procede alla notificazione per via telematica,

effettua la copia cartacea del documento informatico, attestandone la con-

formità all'originale, e provvede a notificare la copia stessa nei modi di cui

agli articoli 138 e seguenti del codice di procedura civile.

ART. 18

(Notificazioni per via telematica tra avvocati)

1. Nel caso previsto dall’articolo 4, legge 21 gennaio 1994, n. 53, il difensore

può eseguire la notificazione ai soggetti abilitati esterni con mezzi telema-

tici, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo.

A tale scopo trasmette copia informatica dell'atto sottoscritta con firma

digitale all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risul-

tante dal registro generale degli indirizzi elettronici, nella forma di allegato

al messaggio di posta elettronica certificata inviato al destinatario. Nel

corpo del messaggio è inserita la relazione di notificazione che contiene le

informazioni di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 21 gennaio 1994,

n. 53, dell'indirizzo di posta elettronica certificata presso il quale l'atto è

stato inviato, nonché del numero di registro cronologico di cui all'articolo

8 della suddetta legge. La notificazione si intende perfezionata nel mo-

mento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna breve da

parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario.

2. Quando il difensore procede ai sensi dell’articolo 170, comma 4, del codi-

ce di procedura civile, la comunicazione delle memorie è effettuata me-

diante invio di copia della memoria alle parti costituite a mente del com-

ma 1.

3. La parte rimasta contumace ha diritto a prendere visione degli atti del

procedimento tramite accesso al portale dei servizi telematici e, nei casi

previsti, anche tramite il punto di accesso.

ART. 19

(Disposizioni particolari per la fase delle indagini preliminari)

1. Nelle indagini preliminari le comunicazioni tra l’ufficio del pubblico mini-

stero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria avvengono su canale si-

curo protetto da un meccanismo di crittografia secondo le specifiche tec-

niche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. Le specifiche tecniche assicurano l’identificazione dell’autore dell’accesso

e la tracciabilità delle relative attività, anche mediante l’utilizzo di misure

di sicurezza ulteriori rispetto a quelle previste dal disciplinare tecnico di

cui all’allegato B del codice in materia di protezione dei dati personali.

3. Per le comunicazioni di atti e documenti del procedimento di cui al com-

ma 1 sono utilizzati i gestori di posta elettronica certificata delle forze di

polizia. Gli indirizzi di posta elettronica certificata sono resi disponibili

unicamente agli utenti abilitati sulla base delle specifiche stabilite ai sen-

si dell’articolo 34.

4. Alle comunicazioni previste dal presente articolo si applicano, in quanto

compatibili, le disposizioni dell’articolo 16, commi 1, 2, 3, 4 e 5 , e

dell’articolo 20.

5. L’atto del processo in forma di documento informatico è privo di elementi

attivi ed è redatto dalle forze di polizia nei formati previsti dalle specifiche

tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34; le informazioni strutturate sono

in formato XML, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34. L’atto del processo, protetto da meccanismi di crittografia,

è sottoscritto con firma digitale. Si applicano, in quanto compatibili,

l’articolo 14 del presente decreto, nonché gli articoli 20 e 21 del codice

dell’amministrazione digitale .

6. La comunicazione degli atti del processo alle forze di polizia, successiva-

mente al deposito previsto dall’articolo 15, è effettuata per estratto con

contestuale messa a disposizione dell’atto integrale, protetto da meccani-

smo di crittografia, in apposita area riservata all’interno del dominio giu-

stizia, accessibile solo dagli appartenenti alle forze di polizia legittimati ,

secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34 e nel ri-

spetto dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 26.

7. Per la gestione del fascicolo informatico si applicano, in quanto compati-

bili, le disposizioni di cui all’articolo 9, commi da 1 a 5. Agli atti contenuti

nel fascicolo informatico, custodito in una sezione distinta del sistema

documentale di cui all’articolo 9, protetta da un meccanismo di crittogra-

fia secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, hanno

accesso unicamente i soggetti abilitati interni appositamente abilitati. Alla

conclusione delle indagini preliminari, e in ogni altro caso in cui il fasci-

colo o parte di esso deve essere consultato da soggetti abilitati esterni o

da utenti privati, questi accedono alla copia resa disponibile mediante il

punto di accesso e il portale dei servizi telematici, secondo quanto previ-

sto al capo IV.

8. Per la trasmissione telematica dei flussi informativi sintetici delle notizie

di reato e dei relativi esiti tra il Centro Elaborazione Dati del Servizio per il

Sistema Informativo Interforze, di cui all’articolo 8, della legge 1 aprile

1981, n. 121 e successive modifiche ed integrazioni, e il sistema dei regi-

stri delle notizie di reato delle Procure della Repubblica sono utilizzate le

infrastrutture di connettività delle pubbliche amministrazioni che consen-

tono una interconnessione tra le Amministrazioni, secondo le specifiche

tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34. Il canale di comunicazione è

protetto con le modalità di cui al comma 1.

9. Per assicurare la massima riservatezza della fase delle indagini prelimina-

ri la base di dati dei registri di cui al comma 8 è custodita, con le speciali

misure di cui al comma 2, separatamente rispetto a quella relativa ai pro-

cedimenti per i quali è stato emesso uno degli atti di cui all’articolo 60,

del codice di procedura penale, in infrastrutture informatiche di livello di-

strettuale o interdistrettuale individuate dal responsabile per i sistemi in-

formativi automatizzati. I compiti di vigilanza sulle procedure di sicurezza

adottate sulla base dati prevista dal presente comma sono svolti dal Pro-

curatore della Repubblica presso il Tribunale e dal Procuratore generale

della Repubblica presso la Corte di appello competenti in relazione

all’ufficio giudiziario titolare dei dati, avvalendosi del personale tecnico

individuato dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati.

ART. 20

(Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno)

1. Il gestore di posta elettronica certificata del soggetto abilitato esterno,

fermi restando gli obblighi previsti dal decreto del Presidente della Re-

pubblica 11 febbraio 2005, n.68 e dal decreto ministeriale 2 novembre

2005, recante «Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e

la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata», è te-

nuto ad adottare software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di

messaggi di posta elettronica indesiderati.

2. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotare il terminale informatico uti-

lizzato di software idoneo a verificare l'assenza di virus informatici per o-

gni messaggio in arrivo e in partenza e di software antispam idoneo a pre-

venire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati.

3. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a conservare, con ogni mezzo idoneo,

le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giu-

stizia.

4. La casella di posta elettronica certificata deve disporre di uno spazio disco

minimo definito nelle specifiche tecniche di cui all’articolo 34.

5. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotarsi di servizio automatico di

avviso dell’imminente saturazione della propria casella di posta elettroni-

ca certificata e a verificare la effettiva disponibilità dello spazio disco a di-

sposizione.

6. La modifica dell’indirizzo elettronico può avvenire dall’1 al 31 gennaio e

dall’1 al 31 luglio.

7. La disposizione di cui al comma 6 non si applica qualora la modifica

dell’indirizzo si renda necessaria per cessazione dell’attività da parte del

gestore di posta elettronica certificata.

ART. 21

(Richiesta delle copie di atti e documenti)

1. Il rilascio della copia di atti e documenti del processo avviene, previa veri-

fica del regolare pagamento dei diritti previsti, tramite invio all’indirizzo di

posta elettronica certificata del richiedente, secondo le specifiche tecniche

stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. L’atto o il documento che contiene dati sensibili o di grandi dimensioni è

messo a disposizione nell’apposita area del portale dei servizi telematici,

nel rispetto dei requisiti di sicurezza stabiliti ai sensi dell’articolo 34.

3. Nel caso di richiesta di copia informatica, anche parziale, conforme al do-

cumento originale in formato cartaceo, il cancelliere ne attesta la confor-

mità all’originale sottoscrivendola con la propria firma digitale.

CAPO IV – CONSULTAZIONE DELLE INFORMAZIONI DEL DOMINIO

GIUSTIZIA

ART. 22

(Servizi di consultazione)

1. Ai fini di cui agli articoli 50, comma 1, 52 e 56 del codice

dell’amministrazione digitale, l’accesso ai servizi di consultazione delle in-

formazioni rese disponibili dal dominio giustizia avviene tramite un punto

di accesso o tramite il portale dei servizi telematici, nel rispetto dei requi-

siti di sicurezza di cui all’articolo 26.

ART. 23

(Punto di accesso)

1. Il punto di accesso può essere attivato esclusivamente dai soggetti indica-

ti dai commi 6 e 7.

2. Il punto di accesso fornisce un’adeguata qualità dei servizi, dei processi

informatici e dei relativi prodotti, idonea a garantire la sicurezza del si-

stema, nel rispetto dei requisiti tecnici di cui all’articolo 26.

3. Il punto di accesso fornisce adeguati servizi di formazione e assistenza ai

propri utenti, anche relativamente ai profili tecnici.

4. La violazione da parte del gestore di un punto di accesso dei livelli di sicu-

rezza e di servizio comporta la sospensione dell’autorizzazione ad erogare i

servizi fino al ripristino di tali livelli.

5. Il Ministero della giustizia dispone ispezioni tecniche, anche a campione,

per verificare l’attuazione delle prescrizioni di sicurezza.

6. Possono gestire uno o più punti di accesso:

a) i consigli degli ordini professionali, i collegi ed i Consigli nazionali pro-

fessionali, limitatamente ai propri iscritti;

b) il Consiglio nazionale forense, ove delegato d uno o più consigli degli

ordini degli avvocati, limitatamente agli iscritti del consiglio delegante;

c) il Consiglio nazionale del notariato, limitatamente ai propri iscritti;

d) l'Avvocatura dello Stato, le amministrazioni statali o equiparate, e gli

enti pubblici, limitatamente ai loro iscritti e dipendenti;

e) le Regioni, le città metropolitane, le provincie ed i Comuni, o enti con-

sorziati tra gli stessi.

f) Le Camere di Commercio, per le imprese iscritte nel relativo registro.

7. I punti di accesso possono essere altresì gestiti da società di capitali in

possesso di un capitale sociale interamente versato non inferiore a un mi-

lione di euro. ART. 24

(Elenco pubblico dei punti di accesso)

1. L’elenco pubblico dei punti di accesso attivi presso il Ministero della giu-

stizia comprende le seguenti informazioni:

a) identificativo del punto di accesso;

b) sede legale del soggetto titolare del punto di accesso;

c) indirizzo internet;

d) dati relativi al legale rappresentante del punto di accesso o a un suo

delegato, comprendenti: nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di po-

sta elettronica certificata, numero di telefono e di fax;

e) recapiti relativi ai referenti tecnici da contattare in caso di problemi;

ART. 25

(Iscrizione nell’elenco pubblico dei punti di accesso)

1. Il soggetto che intende costituire un punto di accesso inoltra domanda di

iscrizione nell’elenco pubblico dei punti di accesso secondo il modello e

con le modalità stabilite dal responsabile per i sistemi informativi auto-

matizzati del Ministero della giustizia con apposito decreto, da adottarsi

entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

2. Il Ministero della giustizia decide sulla domanda entro trenta giorni, con

provvedimento motivato, anche sulla base di apposite verifiche, effettuabi-

li anche da personale esterno all’Amministrazione, da questa delegato,

con costi a carico del richiedente.

3. Con il provvedimento di cui al comma 2, il Ministero della giustizia delega

la responsabilità del processo di identificazione dei soggetti abilitati ester-

ni al punto di accesso. Il Ministero della giustizia può delegare la respon-

sabilità del processo di identificazione degli utenti privati agli enti pubbli-

ci di cui all’articolo 23, comma 6, lettera e).

4. Il Ministero della giustizia può verificare l’adempimento degli obblighi as-

sunti da parte del gestore del punto di accesso di propria iniziativa oppu-

re su segnalazione. In caso di violazione si applicano le disposizioni di cui

all’articolo 23, comma 3. ART. 26

(Requisiti di sicurezza)

1. L’accesso ai servizi di consultazione delle informazioni rese disponibili dal

dominio giustizia avviene mediante identificazione sul punto di accesso o

sul portale dei servizi telematici, secondo le specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34.

2. Il punto di accesso stabilisce la connessione con il portale dei servizi te-

lematici mediante un collegamento sicuro con mutua autenticazione se-

condo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il Regolamento del Ministero della Giustizia del 21 febbraio 2011 relativo all'informatizzazione dei processi civili e penali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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