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Ministero della Giustizia - Informatizzazione Appunti scolastici Premium

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il Regolamento del Ministero della Giustizia del 21 febbraio 2011 relativo all'informatizzazione dei processi civili... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

ART. 18

(Notificazioni per via telematica tra avvocati)

1. Nel caso previsto dall’articolo 4, legge 21 gennaio 1994, n. 53, il difensore

può eseguire la notificazione ai soggetti abilitati esterni con mezzi telema-

tici, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo.

A tale scopo trasmette copia informatica dell'atto sottoscritta con firma

digitale all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risul-

tante dal registro generale degli indirizzi elettronici, nella forma di allegato

al messaggio di posta elettronica certificata inviato al destinatario. Nel

corpo del messaggio è inserita la relazione di notificazione che contiene le

informazioni di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 21 gennaio 1994,

n. 53, dell'indirizzo di posta elettronica certificata presso il quale l'atto è

stato inviato, nonché del numero di registro cronologico di cui all'articolo

8 della suddetta legge. La notificazione si intende perfezionata nel mo-

mento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna breve da

parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario.

2. Quando il difensore procede ai sensi dell’articolo 170, comma 4, del codi-

ce di procedura civile, la comunicazione delle memorie è effettuata me-

diante invio di copia della memoria alle parti costituite a mente del com-

ma 1.

3. La parte rimasta contumace ha diritto a prendere visione degli atti del

procedimento tramite accesso al portale dei servizi telematici e, nei casi

previsti, anche tramite il punto di accesso.

ART. 19

(Disposizioni particolari per la fase delle indagini preliminari)

1. Nelle indagini preliminari le comunicazioni tra l’ufficio del pubblico mini-

stero e gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria avvengono su canale si-

curo protetto da un meccanismo di crittografia secondo le specifiche tec-

niche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. Le specifiche tecniche assicurano l’identificazione dell’autore dell’accesso

e la tracciabilità delle relative attività, anche mediante l’utilizzo di misure

di sicurezza ulteriori rispetto a quelle previste dal disciplinare tecnico di

cui all’allegato B del codice in materia di protezione dei dati personali.

3. Per le comunicazioni di atti e documenti del procedimento di cui al com-

ma 1 sono utilizzati i gestori di posta elettronica certificata delle forze di

polizia. Gli indirizzi di posta elettronica certificata sono resi disponibili

unicamente agli utenti abilitati sulla base delle specifiche stabilite ai sen-

si dell’articolo 34.

4. Alle comunicazioni previste dal presente articolo si applicano, in quanto

compatibili, le disposizioni dell’articolo 16, commi 1, 2, 3, 4 e 5 , e

dell’articolo 20.

5. L’atto del processo in forma di documento informatico è privo di elementi

attivi ed è redatto dalle forze di polizia nei formati previsti dalle specifiche

tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34; le informazioni strutturate sono

in formato XML, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi

dell’articolo 34. L’atto del processo, protetto da meccanismi di crittografia,

è sottoscritto con firma digitale. Si applicano, in quanto compatibili,

l’articolo 14 del presente decreto, nonché gli articoli 20 e 21 del codice

dell’amministrazione digitale .

6. La comunicazione degli atti del processo alle forze di polizia, successiva-

mente al deposito previsto dall’articolo 15, è effettuata per estratto con

contestuale messa a disposizione dell’atto integrale, protetto da meccani-

smo di crittografia, in apposita area riservata all’interno del dominio giu-

stizia, accessibile solo dagli appartenenti alle forze di polizia legittimati ,

secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34 e nel ri-

spetto dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 26.

7. Per la gestione del fascicolo informatico si applicano, in quanto compati-

bili, le disposizioni di cui all’articolo 9, commi da 1 a 5. Agli atti contenuti

nel fascicolo informatico, custodito in una sezione distinta del sistema

documentale di cui all’articolo 9, protetta da un meccanismo di crittogra-

fia secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, hanno

accesso unicamente i soggetti abilitati interni appositamente abilitati. Alla

conclusione delle indagini preliminari, e in ogni altro caso in cui il fasci-

colo o parte di esso deve essere consultato da soggetti abilitati esterni o

da utenti privati, questi accedono alla copia resa disponibile mediante il

punto di accesso e il portale dei servizi telematici, secondo quanto previ-

sto al capo IV.

8. Per la trasmissione telematica dei flussi informativi sintetici delle notizie

di reato e dei relativi esiti tra il Centro Elaborazione Dati del Servizio per il

Sistema Informativo Interforze, di cui all’articolo 8, della legge 1 aprile

1981, n. 121 e successive modifiche ed integrazioni, e il sistema dei regi-

stri delle notizie di reato delle Procure della Repubblica sono utilizzate le

infrastrutture di connettività delle pubbliche amministrazioni che consen-

tono una interconnessione tra le Amministrazioni, secondo le specifiche

tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34. Il canale di comunicazione è

protetto con le modalità di cui al comma 1.

9. Per assicurare la massima riservatezza della fase delle indagini prelimina-

ri la base di dati dei registri di cui al comma 8 è custodita, con le speciali

misure di cui al comma 2, separatamente rispetto a quella relativa ai pro-

cedimenti per i quali è stato emesso uno degli atti di cui all’articolo 60,

del codice di procedura penale, in infrastrutture informatiche di livello di-

strettuale o interdistrettuale individuate dal responsabile per i sistemi in-

formativi automatizzati. I compiti di vigilanza sulle procedure di sicurezza

adottate sulla base dati prevista dal presente comma sono svolti dal Pro-

curatore della Repubblica presso il Tribunale e dal Procuratore generale

della Repubblica presso la Corte di appello competenti in relazione

all’ufficio giudiziario titolare dei dati, avvalendosi del personale tecnico

individuato dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati.

ART. 20

(Requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno)

1. Il gestore di posta elettronica certificata del soggetto abilitato esterno,

fermi restando gli obblighi previsti dal decreto del Presidente della Re-

pubblica 11 febbraio 2005, n.68 e dal decreto ministeriale 2 novembre

2005, recante «Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e

la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata», è te-

nuto ad adottare software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di

messaggi di posta elettronica indesiderati.

2. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotare il terminale informatico uti-

lizzato di software idoneo a verificare l'assenza di virus informatici per o-

gni messaggio in arrivo e in partenza e di software antispam idoneo a pre-

venire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati.

3. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a conservare, con ogni mezzo idoneo,

le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giu-

stizia.

4. La casella di posta elettronica certificata deve disporre di uno spazio disco

minimo definito nelle specifiche tecniche di cui all’articolo 34.

5. Il soggetto abilitato esterno è tenuto a dotarsi di servizio automatico di

avviso dell’imminente saturazione della propria casella di posta elettroni-

ca certificata e a verificare la effettiva disponibilità dello spazio disco a di-

sposizione.

6. La modifica dell’indirizzo elettronico può avvenire dall’1 al 31 gennaio e

dall’1 al 31 luglio.

7. La disposizione di cui al comma 6 non si applica qualora la modifica

dell’indirizzo si renda necessaria per cessazione dell’attività da parte del

gestore di posta elettronica certificata.

ART. 21

(Richiesta delle copie di atti e documenti)

1. Il rilascio della copia di atti e documenti del processo avviene, previa veri-

fica del regolare pagamento dei diritti previsti, tramite invio all’indirizzo di

posta elettronica certificata del richiedente, secondo le specifiche tecniche

stabilite ai sensi dell’articolo 34.

2. L’atto o il documento che contiene dati sensibili o di grandi dimensioni è

messo a disposizione nell’apposita area del portale dei servizi telematici,

nel rispetto dei requisiti di sicurezza stabiliti ai sensi dell’articolo 34.

3. Nel caso di richiesta di copia informatica, anche parziale, conforme al do-

cumento originale in formato cartaceo, il cancelliere ne attesta la confor-

mità all’originale sottoscrivendola con la propria firma digitale.

CAPO IV – CONSULTAZIONE DELLE INFORMAZIONI DEL DOMINIO

GIUSTIZIA

ART. 22

(Servizi di consultazione)

1. Ai fini di cui agli articoli 50, comma 1, 52 e 56 del codice

dell’amministrazione digitale, l’accesso ai servizi di consultazione delle in-

formazioni rese disponibili dal dominio giustizia avviene tramite un punto

di accesso o tramite il portale dei servizi telematici, nel rispetto dei requi-

siti di sicurezza di cui all’articolo 26.

ART. 23

(Punto di accesso)

1. Il punto di accesso può essere attivato esclusivamente dai soggetti indica-

ti dai commi 6 e 7.

2. Il punto di accesso fornisce un’adeguata qualità dei servizi, dei processi

informatici e dei relativi prodotti, idonea a garantire la sicurezza del si-

stema, nel rispetto dei requisiti tecnici di cui all’articolo 26.

3. Il punto di accesso fornisce adeguati servizi di formazione e assistenza ai

propri utenti, anche relativamente ai profili tecnici.

4. La violazione da parte del gestore di un punto di accesso dei livelli di sicu-

rezza e di servizio comporta la sospensione dell’autorizzazione ad erogare i

servizi fino al ripristino di tali livelli.

5. Il Ministero della giustizia dispone ispezioni tecniche, anche a campione,

per verificare l’attuazione delle prescrizioni di sicurezza.

6. Possono gestire uno o più punti di accesso:

a) i consigli degli ordini professionali, i collegi ed i Consigli nazionali pro-

fessionali, limitatamente ai propri iscritti;

b) il Consiglio nazionale forense, ove delegato d uno o più consigli degli

ordini degli avvocati, limitatamente agli iscritti del consiglio delegante;

c) il Consiglio nazionale del notariato, limitatamente ai propri iscritti;

d) l'Avvocatura dello Stato, le amministrazioni statali o equiparate, e gli

enti pubblici, limitatamente ai loro iscritti e dipendenti;

e) le Regioni, le città metropolitane, le provincie ed i Comuni, o enti con-

sorziati tra gli stessi.

f) Le Camere di Commercio, per le imprese iscritte nel relativo registro.

7. I punti di accesso possono essere altresì gestiti da società di capitali in

possesso di un capitale sociale interamente versato non inferiore a un mi-

lione di euro. ART. 24

(Elenco pubblico dei punti di accesso)

1. L’elenco pubblico dei punti di accesso attivi presso il Ministero della giu-

stizia comprende le seguenti informazioni:

a) identificativo del punto di accesso;

b) sede legale del soggetto titolare del punto di accesso;

c) indirizzo internet;

d) dati relativi al legale rappresentante del punto di accesso o a un suo

delegato, comprendenti: nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di po-

sta elettronica certificata, numero di telefono e di fax;

e) recapiti relativi ai referenti tecnici da contattare in caso di problemi;

ART. 25

(Iscrizione nell’elenco pubblico dei punti di accesso)

1. Il soggetto che intende costituire un punto di accesso inoltra domanda di

iscrizione nell’elenco pubblico dei punti di accesso secondo il modello e

con le modalità stabilite dal responsabile per i sistemi informativi auto-

matizzati del Ministero della giustizia con apposito decreto, da adottarsi

entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto.

2. Il Ministero della giustizia decide sulla domanda entro trenta giorni, con

provvedimento motivato, anche sulla base di apposite verifiche, effettuabi-

li anche da personale esterno all’Amministrazione, da questa delegato,

con costi a carico del richiedente.

3. Con il provvedimento di cui al comma 2, il Ministero della giustizia delega

la responsabilità del processo di identificazione dei soggetti abilitati ester-

ni al punto di accesso. Il Ministero della giustizia può delegare la respon-

sabilità del processo di identificazione degli utenti privati agli enti pubbli-

ci di cui all’articolo 23, comma 6, lettera e).

4. Il Ministero della giustizia può verificare l’adempimento degli obblighi as-

sunti da parte del gestore del punto di accesso di propria iniziativa oppu-

re su segnalazione. In caso di violazione si applicano le disposizioni di cui

all’articolo 23, comma 3. ART. 26

(Requisiti di sicurezza)

1. L’accesso ai servizi di consultazione delle informazioni rese disponibili dal

dominio giustizia avviene mediante identificazione sul punto di accesso o

sul portale dei servizi telematici, secondo le specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34.

2. Il punto di accesso stabilisce la connessione con il portale dei servizi te-

lematici mediante un collegamento sicuro con mutua autenticazione se-

condo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34.

3. A seguito dell’identificazione viene in ogni caso trasmesso al gestore dei

servizi telematici il codice fiscale del soggetto che effettua l’accesso.

4. I punti di accesso garantiscono un’adeguata sicurezza del sistema con le

modalità tecniche specificate in un apposito piano depositato unitamente

all’istanza di cui all’articolo 25, a pena di inammissibilità della stessa.

ART. 27

(Visibilità delle informazioni)

1. Ad eccezione della fase di cui all’articolo 19, il dominio giustizia consente

al soggetto abilitato esterno l’accesso alle informazioni contenute nei fa-

scicoli dei procedimenti in cui è costituito o svolge attività di esperto o

ausiliario. L’utente privato accede alle informazioni contenute nei fascicoli

dei procedimenti in cui è parte mediante il portale dei servizi telematici e,

nei casi previsti dall’articolo 23, comma 6, lettere e) ed f), e comma 7, me-

diante il punto di accesso.

2. È sempre consentito l’accesso alle informazioni necessarie per la costitu-

zione o l’intervento in giudizio in modo tale da garantire la riservatezza dei

nomi delle parti e limitatamente ai dati identificativi del procedimento.

3. In caso di delega, rilasciata ai sensi dell’articolo 9 regio decreto legge 27

novembre 1933, n. 1578, il dominio giustizia consente l’accesso alle in-

formazioni contenute nei fascicoli dei procedimenti patrocinati dal dele-

gante, previa comunicazione, a cura di parte, di copia della delega stessa

al responsabile dell'ufficio giudiziario, che provvede ai conseguenti adem-

pimenti. L’accesso è consentito fino alla comunicazione della revoca della

delega.

4. La delega, sottoscritta con firma digitale, è rilasciata in conformità alle

specifiche di strutturazione di cui all’articolo 35, comma 4.

5. Gli esperti e gli ausiliari del giudice accedono ai servizi di consultazione

nel limite dell’incarico ricevuto e della autorizzazione concessa dal giudi-

ce.

6. Salvo quanto previsto dal comma 2, gli avvocati e i procuratori dello Stato

accedono alle informazioni contenute nei fascicoli dei procedimenti in cui

è parte una pubblica amministrazione la cui difesa in giudizio è stata as-

sunta dal soggetto che effettua l’accesso.

ART. 28

(Registrazione dei soggetti abilitati esterni e degli utenti privati)

1. L’accesso ai servizi di consultazione resi disponibili dal dominio giustizia

si ottiene previa registrazione presso il punto di accesso autorizzato o

presso il portale dei servizi telematici, secondo le specifiche tecniche sta-

bilite ai sensi dell’articolo 34, comma 1.

2. I punti di accesso trasmettono al Ministero della giustizia le informazioni

relative ad i propri utenti registrati, secondo le specifiche tecniche stabili-

te ai sensi dell’articolo 34, comma 1.

ART. 29

(Orario di disponibilità dei servizi di consultazione)

1. Il portale dei servizi telematici garantisce la disponibilità dei servizi di

consultazione nei giorni feriali dalle ore otto alle ore ventidue, dal lunedì

al venerdì, e dalle ore otto alle ore tredici del sabato e dei giorni ventiquat-

tro e trentuno dicembre.

CAPO V – PAGAMENTI TELEMATICI

ART. 30

(Pagamenti)

1. Il pagamento del contributo unificato e degli altri diritti e spese è effettuato

nelle forme previste dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio

2002, n. 115, e successive modificazioni. La ricevuta e la attestazione di

pagamento o versamento è allegata alla nota di iscrizione a ruolo o ad al-

tra istanza inviata all’ufficio, secondo le specifiche tecniche stabilite ai

sensi dell’articolo 34, ed è conservata dall’interessato per essere esibita a

richiesta dell’ufficio.

2. Il pagamento di cui al comma 1 può essere effettuato per via telematica

con le modalità e gli strumenti previsti dal decreto del Presidente della Re-

pubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni e dalle altre

disposizioni normative e regolamentari relative al riversamento delle entra-

te alla Tesoreria dello Stato.

3. L’interazione tra le procedure di pagamento telematico messe a disposizio-

ne dal prestatore del servizio di pagamento, il punto di accesso e il portale

dei servizi telematici avviene su canale sicuro, secondo le specifiche tecni-

che stabilite ai sensi dell’articolo 34.

4. Il processo di pagamento telematico assicura l’univocità del pagamento

mediante l’utilizzo della richiesta di pagamento telematico (RPT), della ri-

cevuta telematica (RT) e dell’identificativo univoco di erogazione del servi-

zio (CRS) che impediscono, mediante l’annullamento del CRS, un secondo

utilizzo della RT. Le specifiche tecniche sono definite ai sensi dell’articolo

34.

5. La ricevuta telematica, firmata digitalmente dal prestatore del servizio di

pagamento che effettua la riscossione o da un soggetto da questo delegato,

costituisce prova del pagamento alla Tesoreria dello Stato ed è conservata

nel fascicolo informatico.

6. L’ufficio verifica periodicamente con modalità telematiche la regolarità del-

le ricevute o attestazioni e il buon esito delle transazioni di pagamento te-

lematico. ART. 31

(Diritto di copia)

1. L’interessato, all’atto della richiesta di copia, richiede l’indicazione

dell’importo del diritto corrispondente che gli è comunicato senza ritardo

con mezzi telematici dall’ufficio, secondo le specifiche stabilite ai sensi

dell’articolo 34.

2. Alla richiesta di copia è associato un identificativo univoco che, in caso di

pagamento dei diritti di copia non contestuale, viene evidenziato nel si-

stema informatico per consentire il versamento secondo le modalità pre-

viste dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115,

e successive modificazioni.

3. La ricevuta telematica è associata all’identificativo univoco.

ART. 32

(Registrazione, trascrizione e voltura degli atti)

1. La registrazione, la trascrizione e la voltura degli atti avvengono in via te-

lematica nelle forme previste dall’articolo 73 del decreto del Presidente

della Repubblica 30 maggio 2002, n.115, e successive modificazioni.

ART. 33

(Pagamento dei diritti di notifica)

1. Il pagamento dei diritti di notifica viene effettuato nelle forme previste

dall’articolo 30.

2. L’UNEP rende pubblici gli importi dovuti a titolo di anticipazione. Esegui-

ta la notificazione, l’UNEP comunica l’importo definitivo e restituisce il

documento informatico notificato previo versamento del conguaglio dovu-

to dalla parte oppure unitamente al rimborso del maggior importo versa-

to in acconto.

CAPO VI – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

ART. 34

(Specifiche tecniche)

1. Le specifiche tecniche sono stabilite dal responsabile per i sistemi infor-

mativi automatizzati del Ministero della giustizia, sentito DigitPA e, limita-

tamente ai profili inerenti alla protezione dei dati personali, sentito il Ga-

rante per la protezione dei dati personali.

2. Le specifiche di cui al comma precedente vengono rese disponibili me-

diante pubblicazione nell’area pubblica del portale dei servizi telematici.

3. Fino all’emanazione delle specifiche tecniche di cui al comma 1, conti-

nuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni anteriormente

vigenti. ART. 35

(Disposizioni finali e transitorie)

1. L’attivazione della trasmissione dei documenti informatici è preceduta da

un decreto dirigenziale che accerta l’installazione e l’idoneità delle attrez-

zature informatiche, unitamente alla funzionalità dei servizi di comunica-

zione dei documenti informatici nel singolo ufficio.

2. L’indirizzo elettronico già previsto dal decreto del Ministro della Giustizia,

17 luglio 2008 recante «Regole tecnico-operative per l'uso di strumenti

informatici e telematici nel processo civile» è utilizzabile per un periodo

transitorio non superiore a sei mesi dalla data di entrata in vigore del

presente decreto.

3. La data di attivazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata di cui

all’articolo 4, comma 2, è stabilita, per ciascun ufficio giudiziario, con ap-

posito decreto dirigenziale del responsabile per i sistemi informativi au-

tomatizzati del Ministero della giustizia che attesta la funzionalità del si-

stema di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia.

4. Le caratteristiche specifiche della strutturazione dei modelli informatici

sono definite con decreto del responsabile per i sistemi informativi auto-

matizzati del Ministero della giustizia e pubblicate nell’area pubblica del

portale dei servizi telematici.

5. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui al comma 4, conservano effi-

cacia le caratteristiche di strutturazione dei modelli informatici di cui al

decreto del Ministro della giustizia 10 luglio 2009, recante “Nuova strut-

turazione dei modelli informatici relativa all'uso di strumenti informatici e

telematici nel processo civile e introduzione dei modelli informatici per

l'uso di strumenti informatici e telematici nelle procedure esecutive indi-

viduali e concorsuali”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18

luglio 2009 – s.o. n. 120.


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il Regolamento del Ministero della Giustizia del 21 febbraio 2011 relativo all'informatizzazione dei processi civili e penali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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