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Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

impresa può reinvestire nell’espansione della sua attività economica; il profitto

diviene il carburante per la crescita dell’impresa.

In una SE l’attività è la principale fonte di reddito chiaramente separata dall’economia

familiare.

Sebbene i membri della famiglia siano spesso coinvolti nell’attività d’impresa, le

piccole imprese usano un numero variabile di impiegati esterni.

Tabella 0.1 - Distinzione tra IGAs, MEs, Ses

IGAs MEs SEs

Il profitto è Consumi del nucleo Consumi del nucleo Reinvestimento

utilizzato per: familiare familiare e nell’impresa

reinvestimento

nell’impresa

Strategia: Diversificazione Specializzazione Specializzazione

della attività per dell’attività per dell’attività per

incrementare il incrementare il reddito incrementare il

reddito familiare e familiare profitto

per minimizzare il

rischio

Numero impiegati: 0 0 - 10 11 - 50

Patrimonio: Meno di 500 $ Meno di 10.000 $ Meno di 100.000 $

Fonte: CARE Savings and Credit Sourcebook, CARE 1996

Le persone che appartengono a fasce economicamente vulnerabili e che sono in grado

di percepire un reddito da self-employment (auto-impiego o lavoro autonomo)

appartengono spesso a nuclei familiari che hanno diverse attività economiche

produttive in differenti momenti nell’arco dell’anno. Generalmente queste imprese

hanno un livello di rischio gestionale basso e prudente ed un limitato ritorno nel breve

termine. La produzione è a livello di sussistenza ed è destinata nella maggior parte dei

casi al consumo interno anziché al mercato.

Le piccole attività economiche possono svilupparsi in diversi ambiti a seconda,

soprattutto, dell’ambiente geografico, economico e sociale del contesto di riferimento.

Una generale classificazione comprende:

- agricoltura/allevamento: corrispondono ad attività rurali che si svolgono

prevalentemente in pianura, se sono attività agricole ed in zone montagnose se

si tratta di allevamento;

- produzione: attività di qualunque tipo e dimensione rivolta ad un mercato al

dettaglio; 53

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

- artigianato: attività generalmente tipiche di un determinato paese, che nascono

e si sviluppano da una determinata tradizione culturale;

- commercio/servizi: attività caratterizzate da un circuito di vendita piuttosto

veloce.

3.2.3 La Microimpresa

Il modello organizzativo delle varie unità economiche ha assunto un po’ ovunque la

forma imprenditoriale, in cui prevale la struttura familiare (soprattutto in ambito

rurale) o la forma di associazione di fatto; non sono rari i casi di forme societarie più

evolute come strutture cooperative o forme autogestite, alcune delle quali sono poi in

grado di diventare imprese formali. A tali soggetti viene spesso collegata la

denominazione di “microimprese”.

Non vi è una definizione per la microimpresa, poichè essa assume forme e significati

che differiscono a seconda del contesto in cui si sviluppa (urbano o rurale, africano,

anziché dell’America Latina, …).

Ad esempio, USAID (U.S. Agency for International Development) definisce le

microimprese come “attività economiche informali organizzate per la produzione di

beni agricoli oltre che commerciali, artigianali, ecc. (molti lavorano nella

microimpresa come secondo lavoro e/o durante nella bassa stagione). Molte

microimprese coinvolgono soltanto una persona, lo stesso imprenditore della

microimpresa. Molte altre impiegano il lavoro dei propri familiari, mentre in altri casi

ancora impiegano lavoratori esterni”.

USAID attribuisce inoltre il termine Microimpresa ad “… imprese con meno di 10

impiegati, incluso il microimprenditore e i lavoratori della sua famiglia”.

Come sopra evidenziato, microimpresa è intesa di solito come quella gestita dal

proprietario e dai suoi famigliari, mentre la nozione di “piccola” fa riferimento ad una

attività con un certo numero di dipendenti che cambia secondo i contesti. Ciò che più

conta è però la definizione di impresa come consapevole progetto di investimento, che

si ritiene capace di evolvere anche attraverso le più semplici innovazioni.

3.2.3.1 L’ambiente generale e l’ambiente specifico

L’impresa svolge le sue attività in un ambiente con diverse caratteristiche ambientali

sono più rilevanti quando si tratta di imprese informali o quando le imprese sono

beneficiarie dei programmi di microfinanza.

generale

L’ambiente dell’impresa può essere definito come un insieme di condizioni

e di circostanze in cui l’impresa opera; costituisce il quadro di riferimento comune per

tutte le imprese che svolgono la loro attività nel medesimo territorio.

specifico

L’ambiente costituisce l’ambito più ristretto in cui l’impresa esplica la

propria attività nel medesimo territorio; è individuabile nel settore e nel mercato in

cui l’impresa direttamente opera.

L’ambiente generale

L’ambiente generale può essere inteso e analizzato come un sistema complesso

formato da diversi sottosistemi: 54

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

L’ambiente fisico-naturale è un sistema composto da fattori naturali (clima,

estensione e caratteristiche del territorio, sistema ecologico, ecc.). I principali

effetti di tale ambiente sul sistema aziendale riguardano in special modo la

collocazione geografica delle materie prime, la disponibilità di talune risorse

naturali ed i vincoli ecologici tendenti a tutelare l’equilibrio dell’ambiente

medesimo.

In ambiti rurali gli importi dei crediti richiesti sono generalmente bassi, le

infrastrutture sono poco sviluppate e le persone vivono in condizioni di relativo

isolamento e di difficili contatti e comunicazioni. Le attività economiche sono

legate all’agricoltura e a cicli economici stagionali. I contesti urbani sono invece

più favorevoli per le migliori condizioni delle infrastrutture e permettono di

ridurre i costi di transizione, grazie alla maggiore vicinanza tra clienti e

istituzioni.

L’ambiente culturale comprende sia le conoscenze proprie di una determinata

comunità, sia le ideologie ed i valori in essa presenti. La conoscenza di tali

elementi consente all’impresa una maggiore comprensione dei comportamenti delle

persone che operano al suo interno e dei soggetti con i quali essa entra in contatto.

L’ambiente tecnologico riguarda l’insieme delle conoscenze tecniche necessarie

per lo svolgimento dell’attività produttiva. Esso comprende, in pratica, tutte le

innovazioni industriali ed è caratterizzato in ogni paese dal livello e dal ritmo di

evoluzione delle innovazioni stesse.

L’ambiente sociale si riferisce al tipo e alla struttura della società in cui l’impresa

è inserita. Esso tende ad avere degli effetti sull’impresa soprattutto per effetto la

continua evoluzione delle condizioni di vita.

L’ambiente politico-legislativo può essere individuato facendo riferimento

principalmente al regime politico del paese in cui l’impresa opera, al suo

ordinamento giuridico ed alla legislazione vigente.

L’ambiente economico è rappresentato dal sistema economico che regola la vita

della collettività.

L’ambiente specifico

Ogni impresa oltre ad appartenere al descritto ambiente generale, trova collocazione

anche in un determinato ambiente specifico, individuabile con la particolare attività

da essa svolta, cioè con il settore d’impresa.

Il settore è costituito da imprese la cui attività risulta caratterizzata da uno o più

elementi comuni: processi economici di acquisizione dei fattori produttivi; processi

economici di produzione dei beni o servizi; processi economici di distribuzione dei

beni o servizi prodotti.

3.2.4 Il microimprenditore

Dopo aver trattato brevemente il contesto economico informale o semi informale in

cui agiscono i potenziali beneficiari dei programmi di microfinanza, andiamo ad

analizzare in questo paragrafo le caratteristiche del beneficiario stesso in qualità di

microimprenditore.

Come già accennato, anticipiamo gli elementi che saranno discussi nel paragrafo 5.1.

La definizione del target group è, infatti, il primo passo da compiere per la 55

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

progettazione di un programma di microfinanza, poiché l’obiettivo principale consiste

nel soddisfare i bisogni di questi soggetti.

Il target group deve essere identificato attraverso l’analisi delle caratteristiche delle

attività economiche, oltre a quelle demografiche e culturali, in quanto ogni suddetta

caratteristica influisce direttamente sulla pianificazione di un programma di

microfinanza appropriato sostenibile e rispondente ai bisogni effettivi dei beneficiari.

Le caratteristiche di un target group influenzeranno in maniera significativa la

tipologia di intervento, la scelta metodologica ed il livello di impatto che il

programma intende raggiungere.

Lo scopo di un progetto di microfinanza è quello di creare reddito ed occupazione nei

contesti di intervento attraverso lo sviluppo delle microimprese locali e, nel processo,

incrementare il benessere finanziario dei microimprenditori, delle loro famiglie e della

comunità di appartenenza. Vediamo nello specifico le principali caratteristiche:

3.2.4.1 Caratteristiche demografiche

Le caratteristiche demografiche del microimprenditore beneficiario del credito

includono: l’età, la cittadinanza, il genere e il livello scolastico e di alfabetizzazione.

Età

In un programma di microfinanza è importante determinare l’età dei beneficiari

perché, se da un lato in alcuni paesi non può essere concesso credito a persone sotto

un determinato livello di età (per vincoli legislativi), dall’altro lato, persone di età

avanzata in rapporto all’aspettativa di vita, possono creare rischi legati ad un target

che si colloca fuori della fascia attiva della popolazione.

Cittadinanza

Alcuni programmi richiedono che i beneficiari del credito siano o cittadini o residenti

del paese beneficiario del progetto per motivi di ordine legale e per avere una sorta di

certezza sul richiedente prestito. La stabilità residenziale del richiedente è un

elemento che fornisce la sicurezza del buon esito dell’impresa ed il conseguente

ripagamento regolare delle rate.

La cittadinanza e la stabilità residenziale hanno delle implicazioni importanti sul

programma di microfinanza; se il programma, ad esempio, intende favorire gruppi di

rifugiati e/o sfollati, vi è l’evidente rischio che queste persone non riescano a

costituire delle imprese solide perché spesso mancano di conoscenza e legami con il

territorio.

Genere

Se la finalità principale di un programma di microfinanza è la lotta alla povertà, il

target group di riferimento può in molti casi essere la donna: circa il 75% dei poveri

che vivono con un reddito inferiore ad un dollaro al giorno appartiene al genere

femminile (ISAE 2003).

Diversi studi hanno dimostrato che:

• le donne hanno maggior bisogno degli uomini di servizi finanziari;

• le donne fanno un uso più appropriato del reddito familiare rispetto agli uomini;

• le donne sono più fedeli nel ripagamento dei loro prestiti che gli uomini. 56

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Si è inoltre evidenziato che le donne danno grande importanza alle relazioni sociali e

questo contribuisce a creare una cultura “corporativa” con un livello di conflitto

minimo tra i vari attori.

Le discriminazioni nel settore formale che informale combinate con le restrizioni

sociali, culturali e legali per il lavoro delle donne, spesso le da una partecipazione

attiva all’interno della comunità di appartenenza.

Le donne impegnate in piccole attività produttive, generalmente lavorano nella

trasformazione di prodotti agricoli, nel settore della manifattura tessile ed in quello

dell’abbigliamento, mantenendo il ruolo all’interno del nucleo familiare caratteristico

dalle loro culture.

Quando un programma intende offrire servizi di credito e risparmio anche alle donne è

importante che gli interventi e le metodologie siano appropriati alla dimensione ed al

settore di attività nel quale sono coinvolti. Se le donne di un programma sono

principalmente impiegate in IGAs o imprese commerciali, per esempio, dovrebbe

essere più appropriato usare la metodologia dei prestiti a gruppi (gruppi solidali o

Organizzazioni Comunitarie di Base), che forniscono prestiti piccoli e a breve

termine. Viceversa, se un programma si rivolge particolarmente alle donne, ma

prevede di allargare l’offerta con prestiti a lungo termine per imprese di produzione,

non riuscirà a raggiungere il suo target.

Livello Scolastico

Il livello scolastico influenza il processo di definizione di un programma di

microfinanza, specialmente in relazione alla componente di formazione ed al processo

applicativo. Per esempio, se il target group si colloca in un livello scolastico basso,

non è appropriato prevedere che i potenziali beneficiari del programma riescano a

compilare moduli di richiesta di prestito scritti.

3.2.4.2 Caratteristiche culturali

Coesione Culturale

Vi è una diretta correlazione tra la metodologia di prestito scelta e il grado di

coesione culturale del target group beneficiario del programma. Per esempio i gruppi

di solidarietà, in cui ogni membro garantisce il prestito degli altri membri del gruppo,

sono raccomandati per IGAs o MEs che generalmente operano in aree con relativa

densità di popolazione. Nel caso in cui i promotori del progetto

volesseroimplementare la metodologia dei gruppi di solidarietà ma l’impianto socio-

culturale del target group non favorisse un buon livello di cooperazione, la

metodologia dovrà essere adattata alla situazione e tra gli obiettivi dovrà essere

inclusa una conoscenza più approfondita del target group.

Percezione di Credito

E’ importante capire quale è la percezione del credito all’interno del contesto

culturale e geografico in cui si intende intervenire con un programma di microfinanza.

Se si è constatato che la percezione del credito da parte dei soggetti coinvolti nel

programma, è negativo, vi è un’alta probabilità che il tasso di rientro dei crediti sia

basso. I promotori del programma di microfinanza dovrebbero progettare degli

interventi per contrastare i potenziali effetti negativi di queste percezioni. 57

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

3.2.5 Scelta del beneficiario e determinazione di interventi e metodologie, del

programma di microfinanza

Il programma di microfinanza può prevedere l’erogazione di diversi servizi finanziari

e di supporto alle piccole attività economiche.

Nel capitolo 5 saranno specificati i servizi, per ora è importante sottolineare che le

modalità attraverso le quali vengono offerti devono rispondere ai bisogni del target

group, in particolare in base alla dimensione delle attività assistite.

Un caso studio relativo ad un programma di formazione ed educazione alla

microimpresa destinato ad una fascia di donne a basso reddito ha evidenziato che il

periodo di formazione ha contribuito a sviluppare fiducia e convinzione nelle donne

stesse. Non solo: ha permesso a molte di loro di avere più opportunità nell’accedere a

servizi microfinanziari e le ha aiutate a migliorare la capacità imprenditoriale e

(Colette

commerciale Dumas 2001). 58

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Tabella 0.2 - Dimensioni dell’impresa ed interventi

IGA ME SE

Bisogno di:

Servizi di credito Alto Alto Alto

Servizi di risparmio Alto Medio Basso

Servizi per il

miglioramento Basso Medio Alto

gestionale

Servizi di marketing Alto Alto Alto

Servizi per il

miglioramento Medio Alto Alto

tecnologico

Caratteristiche dei

servizi di credito Capitale circolante,

Capitale circolante e immobilizzazioni

Uso del prestito Capitale circolante immobilizzazioni materiale e

materiali infrastrutture

Termini del prestito 1 settimana – 6 mesi 4 mesi – 2 anni 6 mesi – 5 anni

Importo del prestito $10 - $300 $200 - $3.000 $2.000 – $50.000

Garanzie disponibili Niente Basso Alto

Tasso di interesse 30% - 240% 15% – 30% 5% - 15%

reale effettivo

Caratteristiche dei

servizi di risparmio Variabile, dipende

Ammontare di $2 - $10 $25 - $100 dai bisogni personali

depositi e prelievi del proprietario

Variabile, dipende

Periodicità di Molto frequente, Frequente, spesso dai bisogni personali

depositi e prelievi spesso settimanale mensile o bimensile del proprietario

Fonte: CARE Savings and Credit Sourcebook, CARE 1996 59

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Uno studio della Banca Mondiale rileva che le attività informali in Africa

costituiscono tra il 30% e il 50% del prodotto lordo totale e tra metà e tre quarti

dell’occupazione totale. Altri dati interessanti evidenziati da questo studio sono che

che in Kenya e in Malawi fino al 40% delle famiglie è impegnata in micro o piccole

imprese; che la maggioranza è impegnata in attività commerciali, mentre le attività

manifatturiere assumono importanza soprattutto in ambito rurale; che il 75% delle

imprese manifatturiere è situato in ambito urbano e addirittura il 90% nelle aree

rurali. In ogni caso la partecipazione delle donne alla gestione è rilevante.

Tra i settori delle attività economiche prevalgono il tessile e l’abbigliamento, i

prodotti alimentari e le bevande, la lavorazione del legno e i prodotti derivati. La

redditività delle imprese è modesta e l’efficienza è bassa, ma aumenta rapidamente

con la dimensione del valore aggiunto.

Questo è un esempio che serve ad evidenziare il fatto che ogni settore di attività è

caratterizzato da rischi e bisogni finanziari e formativi particolari i quali vanno ad

incidere sulla pianificazione del programma di microfinanza.

Tabella 0.3 - Settori d’ impresa e interventi

Agricoltura/ Commercio/

Produzione

Allevamento Servizi

Bisogno di:

Servizi di credito Alto Alto Alto

Servizi per il

miglioramento Basso Alto Medio

gestionale

Servizi di marketing Alto Alto Alto

Servizi per il Alto Alto Basso

miglioramento

tecnologico

Caratteristiche dei

servizi di credito Capitale circolante

Capitale circolante e Capitale circolante e

lavoro,

immobilizzazioni immobilizzazione immobilizzazioni

Uso del prestito materiali materiali

materiali e

infrastrutture

Termini del prestito Stagione crescente 6 mesi – 5 anni 4 mesi – 2 anni

Dipende dalla Dipende dalla Dipende dalla

Importo del prestito dimensione dimensione dimensione

Probabilmente sono Probabilmente sono

Garanzie disponibili Alte

basse basse

Tasso di interesse 5% - 15% 5% – 30% 20% - 240%

reale effettivo

Fonte: CARE Savings and Credit Sourcebook, CARE 1996 60

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3.2.5.1 Metodologia e impatto

Altro elemento molto importante in un programma di microfinanza è la scelta della

metodologia di erogazione dei servizi che deve tenere in considerazione le

caratteristiche peculiari del target group. In particolare per il servizio del credito, le

metodologie basate, per esempio, sul prestito di gruppo generalmente prevedono

piccoli ammontari di prestiti (50$-500$) con termini brevi (1-6 mesi). Questo

approccio è il più adeguato ad incontrare le esigenze delle IGA e di alcune ME.

Tabella 0.4 - Tipi di imprese e metodologie

IGA ME SE

Metodologia

Prestiti individuali

Prestiti a Solidarity

Group

Organizzazioni

Comunitarie di Base

Fonte: CARE Savings and Credit Sourcebook, CARE 1996

I programmi di sviluppo della microimpresa hanno un impatto diretto sul reddito del

nucleo familiare e secondariamente un impatto a livello di economia locale.

Si può tuttavia evidenziare come l’impatto cambi a seconda delle dimensioni delle

attività economiche: incremento del reddito del nucleo familiare e/o sicurezza

economica

nelle IGA; incremento del profitto dell’impresa e del reddito del nucleo

familiare

nelle ME; incremento del profitto per l’impresa nelle SE.

Le MEs e le SEs hanno un impatto a livello di economia locale sensibile, mentre

quello delle IGAs è minimo.

Da uno studio compiuto su 137 famiglie impegnate nella gestione di attività familiari,

è risultato che per 87 casi le modalità di gestione della microimpresa hanno modellato

anche la gestione della famiglia. Sembra quindi possibile affermare che è più facile

che si aggiustino le esigenze degli affari sulla famiglia piuttosto che il contrario.

3.2.6 Quando il progetto richiede una trasformazione dal settore informale alla

formalizzazione delle piccole attività economiche

Le istituzioni di microfinanza (IMF) si pongono come obiettivo principale la

riduzione della povertà, promuovendo lo sviluppo umano ed economico del contesto

in cui operano (ISAE 2003).

Per raggiungere tale obiettivo è necessario non solo offrire servizi finanziari, ma

anche promuovere le condizioni necessarie alla crescita e allo sviluppo delle

microimpresa ed incentivare una policy favorevole, un ambiente adatto, istituzioni

forti e sostenibili. 61

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Esistono inoltre in alcuni contesti delle forti esigenze di trasformazione dal contesto

informale a quello formale, esigenze che crescono anche grazie all’auspicato

coinvolgimento dei policy maker sopraccitati in precedenza.

Le microimprese non sono infatti solo un veicolo importante per sfuggire alla povertà,

ma, contribuiscono all’aggregazione dell’occupazione, della produzione e del reddito

nazionale.

Considerando i bisogni della trasformazione da microimpresa a piccola impresa, il

supporto del programma di microfinanza dovrà anzitutto provvedere al credito sia per

il capitale operativo che per i bisogni di capitale fisso. I prestiti per capitale fisso

devono essere di un ammontare alto, sufficiente per l’acquisto di attrezzature, e la

durata del prestito deve essere legata al periodo di recupero delle attrezzature.

Dovranno inoltre essere favoriti alcuni cambiamenti nella gestione della microimpresa

come:

- Marketing: la trasformazione dell’azienda deve essere accompagnata da stabili

mercati per lo sbocco dell’incremento di produzione. Questo può comportare

un’espansione dei piccoli mercati locali informali e la vendita a business formali.

- Tecnologia: nuovi e più larghi mercati spesso richiedono un aumento del livello di

produttività e più alti standard di qualità, che possono essere raggiunti con

miglioramenti tecnologici.

- Offerta: si crea una forte necessità di riforniture sicure e di lungo periodo.

- Credito; l’aumento del processo di produzione richiede più alti investimenti, in

termini sia di credito per capitale circolante, che di credito per capitale fisso.

- Gestione monetaria; con l’incremento delle spese per le materie prime, della forza

lavoro e degli alti investimenti richiesti, la trasformazione comporta una

distinzione tra i fondi legati all’azienda e quelli relativi al nucleo familiare.

E’ inoltre necessario porre l’accento sul modello organizzativo promosso, che può

variare dall’impresa individuale alla forma cooperativa o associativa.

3.2.7 Chi è il vero beneficiario finale del Microcredito?Gli esperti del campo si

collocano in una posizione intermedia tra due approcci teorici che sono quelli del

poverty approach e del self sustainability approach. Il primo si prefigge di

raggiungere le fasce più povere della popolazione e utilizza come indicatore di base la

capacità di soddisfare i bisogni dei propri clienti nel breve periodo. Il secondo si

rivolge a clienti meno poveri, sebbene anch’essi esclusi dal sistema finanziario

formale.

La contrapposizione si ha tra chi valuta solo la sostenibilità finanziaria come bontà di

un progetto del microcredito e chi invece assegna un ruolo chiave alla sostenibilità

sociale, cioè all’utilità per i beneficiari. In realtà, allo stato dell’arte attuale, poiché i

programmi di microfinanza sono ancora lontani dallo sradicamento della povertà,

dovremmo piuttosto dire che, laddove hanno potuto svilupparsi, hanno ridotto la

vulnerabilità della popolazione ed i partecipanti presentano una minore variabilità

dell’offerta di lavoro e del consumo.

I programmi di microcredito possono avere il merito di offrire ai poveri forme di

tutela che riducono la loro vulnerabilità diversificandone le fonti di guadagno.

(Robichaud, McGraw, Roger 2001).

Nel capitolo 6 si cercherà infatti di presentare alcuni strumenti per determinare il

livello di impatto dei progetti di microfinanza.

L’aumento e la diffusione di programmi di supporto alla micro-impresa sono stati

notevoli negli ultimi anni e molto spesso hanno avuto tra gli obiettivi anche quello del

62

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

raggiungimento di uno sviluppo economico. Sebbene lo sviluppo della strategia sia

stato notevole, la sua dimensione in questo settore è ancora molto limitata. La

microimpresa può essere vista come parte di uno sviluppo economico ma che ha

ancora bisogno di essere affiancata da altri fattori. Le variabili non possono essere

solo quelle finanziarie, anche se la realtà estesa e varia della microimpresa non

facilita l’analisi. Un suggerimento che viene da recenti studi americani è il bisogno di

“educare” coloro che pianificano lo sviluppo economico e i policy makers, per

integrare lo sviluppo della microimpresa in un piano economico più vasto per le

regioni maggiormente interessate, utilizzando nuove strategie che vengono

direttamente dal settore. Altri studi hanno evidenziato l’esigenza di compiere analisi

nei paesi dove i programmi di supporto alle microimpresa vengono realizzati

maggiormente. Questi interventi sono considerati una nicchia nei programmi di

(Servon

prestito e dovrebbero avere un aumento dei destinatari nel prossimo futuro

and Dosh 2001). 63

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

CAPITOLO 4

LA RISPOSTA DELLA MICROFINANZA: ASPETTI

METODOLOGICI (di Chiara Benvegnù, Laura Foschi,

Chiara Meneghetti e Luca Paonessa)

Dopo aver presentato nei capitoli 2 e 3 il contesto di riferimento in cui si muovono gli

operatori della microfinanza, analizziamo ora gli aspetti metodologici ed organizzativi

delle strutture dedicate a questo settore. Verranno presentate le procedure utilizzate

dalle istituzioni e dai programmi di microfinanza per erogare i servizi ai beneficiari e

verrà analizzata la struttura di una istituzione di microfinanza (IMF) nei suoi elementi

organizzativi e gestionali, ma prima si cercherà brevemente di dare uno sguardo al

settore della microfinanza e alle sue prospettive evolutive. Il paragrafo di chiusura

sarà dedicato ad illustrare alcuni esempi significativi di reti di istituzioni di

microfinanza. servizi finanziari

“…definiamo la microfinanza l’erogazione di (credito e/o

attività produttiva non hanno accesso

risparmio) a persone che sviluppano una e che

profilo socio-economico

alle istituzioni finanziarie commerciali a causa del loro (si

tratta di poveri, senza reddito fisso, senza garanzia, ecc)

…L’aspetto più conosciuto della microfinanza è il microcredito.” M.Labie 1999

4.1 Panorama generale della microfinanza

Nel febbraio del 1997 ha avuto luogo a Washington DC il primo Microcredit Summit

che ha riunito 2900 fra delegati di organizzazioni ed esperti provenienti da 137 paesi

del mondo. L’obiettivo del Summit era quello di promuovere su scala internazionale

l’impegno che donatori, governi, pratictioners e ONG si stavano assumendo nel

considerare la microfinanza come una strategia vincente per la riduzione della povertà

nei programmi di sviluppo. I quattro temi prioritari del Summit sono stati:

i) raggiungere i più poveri;

ii) raggiungere e rinforzare il potere d’azione delle donne;

iii) sviluppare delle istituzioni finanziarie autonome;

iv) assicurare un impatto positivo misurabile sulla vita dei beneficiari e delle loro

famiglie.

Il Microcredit Summit del 1997, ha segnato, il momento di riconoscimento

internazionale per la microfinanza ed ha messo in risalto l’aspetto più positivo di

questo strumento di sviluppo: mettere al primo posto coloro che la società e i modelli

64

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di sviluppo imperanti mettono all’ultimo, aiutando le persone a riprendere il controllo

della propria vita e del proprio destino.

L’importanza di questo evento è dovuta anche al fatto che la comunità internazionale,

forse per la prima volta, ha riconosciuto l’importanza di inserire progetti di

intermediazione finanziaria all’interno dei programmi di sviluppo internazionale. Il

messaggio lanciato dal Summit si può sintetizzare con il concetto che adottare

strategie di sviluppo basate su servizi finanziari non è più un tabù: i poveri sono degni

di fiducia.

Già a partire dalla metà degli anni 80 si era creata una forte tendenza da parte di

alcune organizzazioni non governative (ONG) a sviluppare progetti con una grande

componente di intermediazione finanziaria. Alcune di queste, infatti, si erano dedicate

esclusivamente alla microfinanza approvvigionandosi di fondi attraverso donazioni

provenienti da istituzioni dei paesi industrializzati e fornendo direttamente credito ai

microimprenditori dei paesi in via di sviluppo. Gli anni 90 hanno rappresentato il

boom per la microfinanza come strumento di cooperazione allo sviluppo per la

riduzione della povertà.

Le motivazioni di questo successo sono diverse e, come ricorda Labie (1999), possono

essere così sintetizzate:

diffusione di alcuni casi celebri, come BRAC o ancor di più la Grameen Bank,

che hanno attirato l’attenzione del grande pubblico e degli attori della

cooperazione internazionale;

in un’epoca di progressiva riduzione delle risorse destinate ai progetti di

cooperazione internazionale, le organizzazioni internazionali non possono che

essere sensibili a uno strumento che, almeno potenzialmente, permette un effetto

leva importante rispetto ai fondi disponibili da impiegare;

obiettivo di riduzione della povertà attraverso un meccanismo finanziario, forse

per la prima volta, vicino ed adatto alla modalità operativa delle ONG.

Ricordiamo che l’obiettivo di molte delle istituzioni di microfinanza è di

raggiungere i più poveri e quindi lavorare a stretto contatto con loro.

4.1.1 Evoluzione del settore

Il settore della microfinanza è fortemente cresciuto in questi anni sia in termini

quantitativi (numero di istituzioni, clienti raggiunti, volumi finanziari, ecc.) che in

termini di adesioni di nuovi attori a sostegno dei progetti di microcredito.

13

I dati pubblicati nell’ultimo Report del Microcredit summit sono relativi al dicembre

14

2002 quando 2.572 istituzioni di microcredito raggiungevano 67.606.080 clienti di

cui 41.594.778 appartenevano alla categoria dei più poveri ed erano sottoscrittori del

13 Il Report, pubblicato annualmente dal summit e disponibile sul sito www.microcreditsummit.org, è

il risultato dell’elaborazione dei dati forniti dalle istituzioni aderenti al summit attraverso il Piano

d’Azione. Il piano d’azione è un formulario di richiesta di informazioni sulle attività e le prospettive

delle istituzioni di microcredito.

14 Nel rapporto del microcredit summit con il termine “istituzioni di microcredito” si fa riferimento ai

programmi che offrono dei crediti per l’attività imprenditoriale ed altri servizi finanziari e

commerciali (compreso il risparmio e l’assistenza tecnica) alle persone molto povere. 65

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

loro primo prestito. Se si stima una media di 5 persone per famiglia, l’impatto

derivante dal credito erogato ai 41,6 milioni di poveri poteva essere esteso a una

massa di 208 milioni circa di persone fra le più povere.

Dobbiamo però considerare che i dati del microcredit summit rappresentano

l’espressione di una parte del mondo della microfinanza, quella cioè appartenente

dalla rete del summit e che fornisce i propri dati sulla base della compilazione di un

piano di azione annuale. Resta chiaro quindi che i dati e i risultati di seguito

analizzati sono solo parziali e sotto stimati. La Banca Mondiale ha stimato a circa

7000 il numero delle organizzazioni che forniscono servizi di microfinanza che

fornirebbero accesso al credito solo al 2% dei microimprenditori presenti

principalmente nei paesi in via di sviluppo.

Per raggiungere l’obiettivo che la Campagna si è posta, cioè raggiungere entro il 2005

100 milioni di famiglie fra le più povere e partendo dai dati del 97, è richiesto un

tasso di crescita annuale del 38%. Tale tasso è stato nel 2001 del 55%, garantendo una

media di poco più del 40% annuale. Osservando la crescita globale della campagna dal

97 al 2002, la crescita è stata del 447%!

La tabella seguente mostra l’evoluzione del numero di clienti raggiunti dalle

istituzioni di microfinanza che hanno presentato il loro Piano di Azione al summit.

Tabella 5 - Evoluzione dei beneficiari di programmi di microfinanza

Numero di Numero

istituzioni o Numero totale di dichiarato di

clienti serviti

Anno programmi che clienti serviti

hanno presentato il “fra i più

Piano d’Azione poveri”

31-dic-97 618 13.478.797 7.600.000

31-dic-98 925 20.938.899 12.221.918

31-dic-99 1.065 23.555.689 13.779.872

31-dic-00 1.567 30.681.107 19.327.451

31-dic-01 2.186 54.932.235 26.878.332

31-dic-02 2.572 67.606.080 41.594.778

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

Il grafico seguente mostra l’evoluzione del settore rapportata soprattutto alle necessità

di crescita per raggiungere gli obiettivi del 2005. Appare evidente che gli sforzi da

effettuarsi restano importanti soprattutto per raggiungere le fasce più povere della

popolazione. Dai dati è comunque interessante notare che, malgrado ci sia una certa

resistenza a dirigere i servizi di microcredito alle fasce più povere, il rapporto fra

totale clienti e clienti più poveri è passato dal 56% nel 97 al 62%. 15

Sembra quindi che l’impegno costante del Summit nell’abbattere i tre miti che

costituiscono l’ostacolo principale alla diffusione del microcredito sia almeno in parte

riuscito.

15 Primo mito: le istituzioni non possono raggiungere i più poveri perché è troppo costoso;

secondo mito: se anche una istituzione serve i più poveri, non potrà mai essere finanziariamente

autonoma; 66

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Figura 0.1 - Obiettivi microcredit summit 2005

Per raggiungere 100 milioni fra i più poveri fra i poveri per il 2005

120

100

poveri 80

più

i

fra 60

serviti 40

Clienti 20

0 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

anno

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

Le organizzazioni che appartengono al gruppo analizzato nel Rapporto del Summit

hanno strutture molto diverse. Come possiamo vedere dalla tabella seguente, le

dimensioni sono molto varie e mentre la numerosità maggiore si concentra nelle

istituzioni con meno di 2500 clienti, il 48% del totale dei più poveri raggiunto dal

microcredito è cliente delle 33 istituzioni più grandi. Questo conferma iel fatto che il

raggiungimento delle fasce più povere della popolazione può essere un obiettivo

perseguibile anche da grandi istituzioni che, come vedremo in seguito, vantano degli

ottimi indici di sostenibilità.

Tabella 6 - Dimensione istituzioni

terzo mito: una istituzione che per miracolo riuscisse a servire i più poveri ed essere finanziariamente

autonoma, non farà che mettere sulle spalle di queste povere persone il problema dell’indebitamento.

Molte delle esperienze nell’ambito del microcredito hanno di fatto sfatato i tre miti e dimostrato che

quando il microcredito è accompagnato da strategie di sviluppo integrato e partecipativo, è strumento

di successo per la riduzione della povertà. 67

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Percentuale

Dimensione Numero di clienti

Numero di sul totale dei

dell’istituzione per serviti fra i più

istituzioni clienti più

clienti attivi poveri poveri

1.000.000 8 13.545.168 32,6

100.000 – 999.999 25 6.414.155 15,4

10.000 – 99.999 222 5.961.996 14,3

2.500 – 9.999 410 1.958.777 4,7

< 2500 1.904 1.003.372 2,4

16

Reti 3 12.711.310 30,6

Totale 2.572 41.594.778 100,0

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

Da un punto di vista di diffusione regionale, la tabella che segue dà un’idea di questa

ripartizione.

Fra le 2.572 istituzioni che hanno inviato il Piano di Azione, 811 si trovano in Africa,

1377 in Asia, 246 in America Latina e Carabi, 47 in America del Nord, 68 in Europa e

nei Nuovi Stati Indipendenti (NSI) E 23 in Medio Oriente.

Tabella 7 - ripartizione beneficiari per area geografica Numero di

Numero di Numero di Numero di Numero di clienti attivi

istituzioni clienti clienti clienti attivi fra

Regione fra i più

e attivi anno attivi anno i più poveri poveri anno

2001 2002 anno 2001

programmi 2002

Africa 811 4.608.407 5.761.763 3.461.632 4.202.280

Asia 1377 47.891.977 59.632.098 22.340.073 36.304.269

AL&Carabi 246 1.973.352 1.942.055 927.830 976.396

Medio 23 67.770 83.047 36.293 37.600

Oriente

Totale PVS 2457 54.541.506 67.418.963 26.765.828 41.520.545

17

America del 47 263.395 47.017 31.517 22.469

Nord

Europa&NSI 68 127.334 140.100 80.987 51.764

Totale PI 115 390.729 187.117 112.504 74.233

Totale 2572 54.932.235 67.606.080 26.878.332 41.594.778

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

Un altro dato significativo che emerge dal Rapporto e che riguarda ancora la

ripartizione geografica è l’accesso alla microfinanza.

16 Questo dato si riferisce alle 3 principali reti di organizzazioni di microcredito: Banca Nazionale

per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale dell’India, l’Associazione delle Confederazioni Asiatiche delle

Cooperative di Credito, il Bureau per lo Sviluppo Rurale del Bangladesh.

17 La diminuzione del numero di clienti attivi e dei clienti più poveri registrata in America del Nord

nel 2002 riflette l’eliminazione di diverse istituzioni legate in reti i cui clienti erano stati

erroneamente inclusi nel rapporto dell’anno 2001. 68

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

La figura che segue mostra infatti la relazione fra il numero di famiglie che vivono in

uno stato di povertà assoluta (cioè quelle che vivono con meno di un dollaro al

giorno) in ogni regione e il numero di famiglie fra le più povere che sono state

raggiunte da un programma di microfinanza al dicembre 2002.

Figura 0.2 - Ripartizione regionale dell’accesso alla microfinanza

180 157,8

160

140

povere 120

più copertura 23%

(milioni) 100

le n.famiglie

fra fra le più

famiglie 80 copertura 6,8% pvere

61,5

60 copertura 8,1%%

N. n.famiglie

36,3

40 beneficiarie

copertura 1,4% servizi

20 12,1 microfinanz

4,2 3,5 a

0,98 0,05

0 Asia Africa AL&Caraibi Europa&NSI

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

Per quel che riguarda gli aspetti di genere, come più volte ricordato, molti programmi

di microcredito si rivolgono specificatamente alle donne. La crescita del numero di

donne fra le più povere è passata da 10,3 milioni nel 1999 a 32,7 milioni al 31

dicembre 2002, con un tasso di crescita complessivo del 217%.

Tabella 8 - Ripartizione geografica delle DONNE beneficiarie di progetti di microcredito

Regione Numero di Numero di Numero di Numero di 69

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

clienti attivi clienti attivi clienti attivi clienti attivi

fra i più fra i più DONNE fra i DONNE fra i

poveri anno poveri anno più poveri più poveri

2001 2002 anno 2001 anno 2002

Africa 3.461.632 4.202.280 2.362.172 2.611.650

Asia 22.340.073 36.304.269 18.098.695 29.423.010

AL&Carabi 927.830 976.396 643.547 589.405

Medio Oriente 36.293 37.600 17.324 12.282

Totale PVS 26.765.828 41.520.545 21.121.738 32.636.347

America del Nord 31.517 22.469 16.628 12.450

Europa&EE 80.987 51.764 31.388 28.283

Totale PI 112.504 74.233 48.016 40.733

Totale 26.878.332 41.594.778 21.169.754 32.677.080

Fonte: Microcredit Summit Report 2003

4.1.2 Le prospettive per il futuro

Il 15 dicembre 1998, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la

risoluzione 53/197 con cui dichiarava il 2005 Anno Internazionale del Microcredito.

La risoluzione ha designato l’anno 2005 come un’occasione speciale per dare un

impulso ai programmi di microcredito nel mondo ed ha invitato i governi, il sistema

Nazioni Unite, tutte le ONG coinvolte, gli attori della società civile, il settore privato

ed i media a dare più rilevanza al ruolo del microcredito nello sradicamento della

povertà.

L’anno 2005 è anche l’anno in cui la nuova legge americana ha richiesto, a tutte le

istituzioni che ricevono finanziamenti da USAID per il supporto alle microimprese, di

18

cominciare a utilizzare degli strumenti per misurare la povertà . Questo per

assicurarsi che almeno in 50% dei finanziamenti USAID per la microimpresa sia

rivolto a famiglie che quando entrano nel programma vivono con meno di 1 dollaro al

giorno. 600 parlamentari dei paesi industrializzati coinvolti nella campagna del

microcredit summit hanno inoltre richiesto a Banca Mondiale, Banca Inter-Americana

di Sviluppo e UNDP di adottare lo stesso dispositivo di USAID e di raddoppiare le

quote dei fondi per la microfinanza. Se così fosse, le risorse a favore della

microfinanza messe a disposizione dai donatori internazionali passerebbero da 550

milioni di dollari all’anno a più un miliardo di dollari l’anno la cui metà sarebbe

rivolta ai più poveri fra i poveri.

18 Si vedano i capitoli 5 e 6 per il dettaglio di tali strumenti 70

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

4.2 Dalle esperienze più significative alla identificazione di

metodologie ed istituzioni

L’esperienza maturata da diverse organizzazioni internazionali nell’ambito della

microfinanza e più in particolare del microcredito, ha portato alla definizione di

alcune metodologie nell’ambito di precisi contesti economico-sociali in cui la

componente cultuale è fondamentale per la sua caratterizzazione.

Proprio perché queste metodologie hanno trovato la loro origine in determinati paesi,

non solo è difficile esportarle in altri contesti, senza adattarle alle caratteristiche del

target group e dell’ambiente locale, ma è molto probabile un elevato rischio di

fallimento.

Le metodologie di erogazione del servizio del credito nei programmi di microfinanza

si possono distinguere in due grandi categorie: il prestito individuale e il prestito di

gruppo.

I prestiti individuali, pur coincidendo con le metodologie praticate dalle banche

commerciali, hanno nell’ambito della microfinanza degli elementi importanti che le

contraddistinguono:

I prestiti sono garantiti da garanzie reali, che sono solitamente pegno su beni

mobili, e/o da cogaranti.

I potenziali clienti sono selezionati sulla base dei loro progetti imprenditoriali e

delle caratteristiche settoriali, come già analizzato.

L’analisi dei prestiti è basata sulla totale solvibilità dell’azienda;

Lo staff di gestione del servizio di credito è in rapporto di relazione stretta con

il cliente/beneficiario.

Nei prestiti di gruppo, come già visto nel paragrafo 10 le funzioni gestite tipicamente

dallo staff di banca sono delegate al gruppo di beneficiari:

i membri del gruppo si scelgono autonomamente;

l’analisi del prestito è minima, perché dipende dalla situazione complessiva del

gruppo;

i prestiti sono garantiti da ogni membro del gruppo;

lo staff del programma gestisce un più largo numero di clienti perchè tiene relazioni

più distanti con i singoli membri.

Un’ altra distinzione all’interno della metodologia dei prestiti di gruppo riguarda

l’aspettativa di indipendenza del gruppo dal programma di microfinanza. La

principale distinzione è comunque rappresentata dalla tipologia di costituzione del

gruppo: può servire semplicemente come meccanismo di garanzia dei prestiti; il

gruppo può essere parte integrante dell’istituzione stessa; può essere una

combinazione tra le due componenti.

Di seguito riportiamo due schemi di classificazione di metodologie di erogazione dei

servizi di credito nei programmi di microfinanza: 71

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Tabella 9 - Confronto tra le caratteristiche di diverse metodologie di erogazione del servizio del

credito Singoli

Caratteristiche Gruppi Solidali Cooperative Individui

Approccio seguito Approccio seguito

da Grameen da ACCION

Da piccoli gruppi Gruppi molto

di 4-8 persone, a Gruppi di 5-10 Singoli

Struttura estesi, da 50 a più

gruppi più estesi di persone Individui

di 200 persone

20-40 persone

Individui al di Individui molto

sotto della soglia eterogenei

di povertà con Diverse tipologie

Membri caratterizzati da Vari

caratteristiche di individui diversi livelli di

socio-economiche reddito

molto omogenee Il

Relazione tra Il funzionario è al Il funzionario è al funzionario

Il funzionario è al

beneficiario e servizio di colui servizio di colui è al servizio

servizio della

funzionario del che fornisce il che fornisce il di colui che

cooperativa

credito prestito prestito fornisce il

prestito

Livello di

complessità della Complessa Complessa Complessa Semplice

gestione Variabili, ma

Elevati. Gli

Costi di inferiori

incontri di

transazione all'

approccio di

aggiornamento

supportati da colui Grameen. Gli Moderati Bassi

sono settimanali e i

che prende a incontri, però,

gruppi sono

prestito sono meno

numerosi frequenti

Da basso a

Tasso di interesse Moderato Moderato Elevato

moderato Da basso a Da moderato

Risparmi Basso Elevato

moderato ad elevato

Responsabilità per Individuale e del Individuale e del Individuale e della Individuale

il rimborso gruppo gruppo Cooperativa

Pressione del Pressione del Pressione del

gruppo, perdita gruppo, perdita gruppo, perdita

Incentivi per il della possibilità di della possibilità di della possibilità di Altro

rimborso ottenere un prestito ottenere un prestito ottenere un prestito

in futuro in futuro in futuro

Fonte: Hulme e Molsey (1996) 72

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tabella 10 - Le diverse metodologie di erogazione del credito nei programmi di microfinanza

Metodologie di erogazione dei servizi finanziari

Prestito Individuale Prestito di Gruppo

Solidarity Group Community-Based

Organisation (CBO)

Latin American Grameen

Solidarity Group Solidarity Group Community-Managed

Loan Fund (CMLF) Savings and Loan

Association (SLA)

Village Banking Revolving Loan Funds (RLF)

Fonte: CARE Saving and Credit Sourcebook, CARE 1996 73

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

4.2.1 Modello di credito individuale

Il Credito Individuale è certamente la forma più antica di microprestiti ed è anche quella

più vicina alla metodologia adottata dalle banche commerciali.

Questa metodologia si adatta bene a programmi di microcredito rivolti al contesto

urbano, in cui il periodo di restituzione è spesso molto breve (in alcuni contesti si parla

addirittura di credito giornaliero). Anche in molti contesti rurali è tuttavia in uso e

soprattutto nella situazione in cui la coesione sociale non è così forte da garantire

reciprocamente i prestiti oppure in cui la concentrazione demografica è così bassa da non

permettere l’effettiva costituzione dei gruppi.

Il credito, in questi casi, si adatta alle specifiche esigenze del cliente, la cui richiesta

viene puntualmente analizzata dall’ufficiale del credito.

Beneficiari Microimprenditori individuali.

Relazione degli ufficiali del credito con i Relazione molto stretta in ogni fase del

beneficiari rapporto creditizio.

Approvazione del prestito Basata su un’attenta analisi del progetto

da finanziare.

Caratteristiche del prestito Prestiti “ritagliati” sulle caratteristiche

del cliente e della sua attività economica.

I tassi d’interesse sono generalmente più

alti rispetto a quelli applicati dal settore

formale.

Garanzie Garanzie reali e/o co-garanti.

Risparmio Non è un elemento fondamentale.

Caratteristiche del gruppo Nessuna.

4.2.2 Modello Latin American Solidarity Group

Il modello Latin American Solidarity Group utilizza la metodologia di gruppo

prevalentemente come meccanismo di garanzia, per la puntuale restituzione dei prestiti.

Questo modello, in cui i gruppi sono composti da 4 a 7 membri, si è sviluppato ed ha

trovato un buon successo in ambiente urbano, in particolare in aree in cui è presente un

mercato.

I clienti sono di solito donne che svolgono piccoli commerci, che ricevono prestiti molto

piccoli per finanziare capitale circolante.

Questa metodologia viene adottata generalmente con un “approccio minimalista”, anche

se alcuni programmi prevedono training di base sulla gestione d’impresa.

Beneficiari Microimprenditori individuali.

Relazione degli ufficiali del Relazione relativamente stretta che si concretizza

credito con i beneficiari sia prima dell’approvazione del prestit, che

durante il rimborso dello stesso.

Approvazione del prestito Basata su una minima analisi del progetto.

Caratteristiche del prestito Le condizione del credito sono limitanti: i nuovi 74

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

membri ricevono inizialmente piccole somme di

ammontare uguale; soltanto nei cicli successiv le

condizioni diventano più flessibili. I membri del

gruppo, ifatti, possono richiedere somme più

elevate via via che i cicli finanziari si chiudono

con successo.

I tassi d’interesse sono in alcuni casi 2-3 volte

superiori a quelli presenti nel mercato

finanziario.

Man mano che i clienti ripagano i prestiti e

l’organizzazione acquisisce fiducia negli stessi, la

velocità di erogazione dei prestiti successivi

aumenta.

Garanzie Garanzia solidale di tutti i prestiti; ogni membro

garantisce i prestiti degli altri membri del gruppo

e nessun può ottenere nuovi prestiti se prima tutti

i membri non hanno restituito la somma ricevuta.

Risparmio Ai clienti è spesso richiesto di versare una quota

di risparmio obbligatorio, solitamente trattenuta

alla fonte.

Caratteristiche del gruppo I gruppi si auto-selezionano, anche se i membri

non devono essere parenti e devono avere lo

stesso background socio-economico.

4.2.3 Modello Grameen Solidarity Group

Questo modello prevede la formazione di gruppi solidali di 5 membri, incorporati in

“Village Centers”, che sono composti da non più di 8 gruppi. I Village Centers sono, a

loro volta, riuniti in “Regional Branch Offices”. I membri a tutti i livelli assumono la

responsabilità di gran parte della gestione dei servizi finanziari.

La caratteristica peculiare del modello Grameen è l’incorporazione di forti elementi

sociali, quali ad esempio l’adesione ai principi promossi dall’organizzazione e la

creazione di “fondi di emergenza” gestiti dai “Village Centers” per far fronte ai bisogni

dei membri.

Nel contesto dove si è sviluppato questo modello, i clienti tradizionali sono donne che

gestiscono piccole attività economiche, solitamente a conduzione familiare, in ambito

agricolo o commerciale.

Beneficiari Microimprenditori individuali.

Relazione degli ufficiali del Relativamente scarsa.

credito con i beneficiari

Approvazione del prestito Il gruppo è coinvolto nella valutazione e

approvazione del prestito. I responsabili dei

“Regional Branch Offices” verificano

l’attendibilità delle domande di credito e visitano

i clienti per verificare le informazioni ricevute.

Caratteristiche del prestito Le condizioni del prestito sono piuttosto limitate.

I membri del gruppo possono richiedere somme

più elevate via via che i cicli finanziari si

chiudono con successo. I tassi d’interesse sono 75

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

bassi, ma sono previsti commissioni e risparmio

obbligatorio, che accrescono il costo reale del

prestito.

L’accesso al credito da parte dei membri di un

gruppo avviene a rotazione; l’ordine di accesso è

stabilito dal gruppo stesso (generalmente due

membri per il primo prestito, due per il

successivo e 1 per l’ultimo, di solito destinato al

leader del gruppo).

Questa metodologia prevede anche altri tipi di

prestito: i fondi raccolti attraverso le

commissioni ed il risparmio sono utilizzati per

altri investimenti o per provvedere al credito al

consumo familiare, con tassi d’interesse

agevolato.

Garanzie Garanzie solidali di tutti i membri del gruppo:

nessun membro del gruppo può ottenere nuovi

prestiti se prima tutti i membri non hanno

restituito la somma ricevuta.

Esist, inoltre un Fondo di emergenza, costituito

con una parte degli interessi raccolti, destinato

alla salute o a garanzia parziale dei mancati

pagamenti.

Risparmio Ai clienti è spesso richiesto di versare una quota

anticipata di risparmio obbligatorio

(generalmente il 5% dell’ammontare del prestito),

per un minimo di 8-10 settimane prima di poter

accedere al prestito.

Caratteristiche del gruppo I gruppi si auto-selezionano, anche se i membri

non devono essere parenti e devono avere lo

stesso background socio-economico.

E’ richiesta la presenza a meeting settimanali ed

è prevista la creazione di federazioni di gruppi.

4.2.4 Modello Village Banking

E’ una metodologia sviluppata dall’ONG statunitense FINCA grazie all’esperienza

maturata in America Centrale.

Una Village Bank è costituita da 20-25 membri, spesso donne che, attraverso la

mobilizzazione di fondi all’interno del gruppo e prestiti provenienti da istituzioni

finanziarie esterne (governi locali, ong internazionali, ecc.), concedono piccoli prestiti.

La Village Bank diviene gradualmente più indipendente da fonti di finanziamento

esterne con l’aumento del risparmio dei membri e con la capitalizzazione dell’interesse

accumulato.

Beneficiari Gruppo di microimprenditori.

Relazione degli ufficiali del Relazione molto limitata

credito con i beneficiari

Approvazione del prestito I prestiti di gruppo vengono valutati dal credit 76

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

officer.

I prestiti individuali sono analizzati dal gruppo

attraverso un apposito comitato eletto da tutti.

Caratteristiche del prestito Il prestito di gruppo è costituito dalla somma dei

prestiti individuali.

I prestiti sono erogati in cicli successivi (10-12

mesi).

Condizioni di prestito molto rigide.

Garanzie Pressioni esercitate dal gruppo. Se un membro

non restituisce quanto ricevuto, il debito ricade

su tutti gli altri membri (o sui risparmi

accumulati).

Nessuna garanzia a livello individuale.

Risparmio Parte essenziale della metodologia. I membri

devono iniziare a risparmiare molto tempo prima

di entrare nel gruppo. Il programma richiede

all’individuo di risparmiare il 20% di quanto

ricevuto a prestito in ogni ciclo.

Caratteristiche del gruppo Controllo democratico.

Amministrazione autosufficiente.

Indipendenza raggiunta solitamente nell’arco di

tre anni.

Autonomia nella selezione dei membri.

Riunioni regolari.

4.2.5 Modello Community-Managed Revolving Loan Funds

Le Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF) sono gruppi finanziari

informali composti da 30-100 membri, spesso donne. Possono essere paragonate a

piccole banche villaggio che mobilizzano i propri fondi e tendono a diventare nel tempo

istituzioni indipendenti.

Ai membri è richiesto di risparmiare anche se la fonte finanziaria principale proviene

dall’esterno come donazioni.

Beneficiari Gruppo di microimprenditori.

Relazione degli ufficiali del credito con i Relazione molto limitata.

beneficiari

Approvazione del prestito Il prestito al gruppo viene valutato

dall’ufficiale del credito; i singoli prestiti

individuali sono analizzati dal gruppo

stesso con un apposito comitato eletto

all’interno del gruppo.

Caratteristiche del prestito Il prestito al gruppo è basato sul capitale

iniziale raccolto, e ne è un multiplo (2/1

3/1).

Le condizioni di prestito sono piuttosto

flessibili, tanto che la scadenza può essere

fissata fino a 2 anni con la concessione di

un periodo di grazia. 77

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

4.2.6 Modello Saving and Loan Associations

Si tratta ancora di favorire la formazione di una organizzazione comunitaria di base che,

in questo caso, non riceve fondi dall’esterno per il suo funzionamento e si basa

esclusivamente sulla raccolta del risparmio locale.

Questa metodologia non implica quindi l’erogazione di un prestito ma il supporto alla

raccolta e la gestione del risparmio attraverso attività di assistenza tecnica e formazione.

Tabella 11 - Il confronto fra metodologie

Individual lending Peer Lending

Prestiti garantiti da garanzie reali o I prestiti sono mutuamente garantiti con gli altri beneficiari

co-garanti I potenziali clienti sono selezionati all’interno del gruppo

I potenziali clienti sono selezionati L’analisi dell’attività economica è limitata

L’ammontare e la scadenza del prestito .seguono strettamente una

sulla base della storia creditizia e

delle caratteristiche di riferimento predeterminata curva di crescita graduale

L’ammontare del prestito dipende Se i prestiti iniziano con ammontari e termini troppo elevati, gli

incentivi di ripagamento possono “crollare”

dall’analisi della solvibilità totale

L’ammontare e la scadenza del Lo staff ha una relazione distante con un gran numero di clienti

I gruppi di solidarietà vengono utilizzati per ridurre il carico di

prestito sono adattati ai bisogni del

cliente lavoro dello staff

Il prestito può raggiungere un

elevato ammontare e termini di

scadenza più ampi

Lo staff lavora in una relazione

stretta con il cliente

Ogni cliente è un investimento

significativo di staff ed energie Solidarity Group Community-Based Organisations

Il programma non sviluppa Il programma sviluppa capacità

una capacità auto- auto-gestionali finanziarie della

gestionale finanziaria del CBO

gruppo Il programma lavora per

I partecipanti sono raggiungere lo scopo

considerati clienti a lungo dell’indipendenza della CBO

termine del programma

Latin Grameen SG CMLF SLA

American SG

La Il gruppo fa CBO riceve e gestisce CBO genera

costituzione parte della fondi esterni (grant o tutti i fondi

del gruppo struttura prestito), oltre al con il

serve solo istituzionale risparmio dei membri risparmio

come interno o

meccanismo l’interesse

di garanzia reinvestito;

senza fondi

esterni

Village Revolving

Banking Loan

Fund

Condizio Condizioni

ni di di prestito

prestito flessibili

rigide

Fonte: CARE Saving and Credit Sourcebook Dicembre 1996 78

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

4.3 L’istituzione di microfinanza: aspetti organizzativi e di gestione

In questo paragrafo si focalizzerà l’attenzione sulle istituzioni di microfinanza viste

come insieme organico di attività diverse tra loro ma interdipendenti e si cercheranno di

evidenziare le connessioni esistenti tra queste attività. Se si trascurano queste

connessioni, i dirigenti di una Istituzione di Microfinanza (IMF) potrebbero prendere

decisioni errate, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione.

Ci si propone, nel prossimo paragrafo, di fornire una descrizione sintetica della struttura

di un’istituzione di microfinanza e delle principali funzioni svolte da ognuno degli

elementi che la compongono.

Si passerà in seguito ad un’analisi approfondita della correlazione esistente tra i risultati

raggiunti e le singole attività e funzioni. Si dimostrerà in particolare come il

raggiungimento degli obiettivi può dipendere da diverse variabili, sulle quali è

necessario agire in modo coerente.

Le organizzazioni di microfinanza, come già analizzato nel paragrafo 1, hanno

dimensioni molto varie e assumono forme giuridiche ed organizzative diverse

(organizzazioni non governative, cooperative, banche dedicate, ecc.), che ovviamente ne

modificano la struttura e l’assetto organizzativo.In questo paragrafo verranno trattati

solo gli aspetti più generali di una istituzione, lasciando le specificità all’analisi dei

singoli casi studio.

4.3.1 Struttura organizzativa e funzioni di una IMF

19

La struttura minima di cui una IMF deve dotarsi per poter operare comprende la

Direzione e tre aree operative; l’Area Credito, l’Area Finanza e l’Area Informatica (vedi

figura nella pagina successiva).

Di seguito le principali funzioni svolte da ogni area:

4.3.1.1 Direzione

Alla Direzione spetta il ruolo di dare applicazione alle strategie elaborate dal Consiglio

di Amministrazione o dall’Assemblea dei Soci a seconda della struttura giuridica

dell’istituzione.

Tra i compiti operativi di solito assunti dalla Direzione troviamo la gestione delle

relazioni istituzionali (rapporti con organismi locali ed internazionali, relazioni con

donatori e finanziatori ecc.) ed il coordinamento di tutte le aree operative.

4.3.1.2 Area Credito

L’Area Credito si occupa della gestione delle attività relative al credito: selezione e

monitoraggio dei clienti, controllo del rischio di portafoglio, creazione e revisione dei

19 La struttura organizzativa proposta in questo esempio, in modo molto semplificato, non vuole essere

una possibile configurazione per una IMF. La sua funzione è unicamente quella di presentare in maniera

immediata le attività operative di base. In realtà la maggior parte delle IMF adotta strutture più

complesse, che comprendono un maggior numero di aree e dipartimenti (come le Risorse Umane, o il

Marketing). 79

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

prodotti di credito, ecc. Se l’istituzione dispone di succursali l’Area Credito ha un

Direttore che coordina le succursali e gli agenti di credito.

4.3.1.3 Area Finanza

A questa area spetta il compito di coordinare ed indirizzare tutti i flussi di denaro in

entrata ed in uscita. Il Direttore di questa area è responsabile della presentazione del

bilancio alla Direzione dell’istituzione e del monitoraggio dell’andamento economico

dell’istituzione. Da questa area possono dipendere l’Amministrazione, che si occupa

della gestione del personale (stipendi e contrattualistica), delle spese generali e della

gestione della liquidità e la Contabilità, che ha il compito di registrazione di entrate ed

uscite e di redige il bilancio dell’istituzione.

4.3.1.4 Area Informatica

L’Area Informatica gestisce il sistema informativo. Le funzioni di questa area sono

quelle di raccogliere tutte i dati provenienti dalle altre aree (informazioni sul

portafoglio e sui clienti, informazioni contabili ecc.) ed elaborarli per fornire ad ogni

utente le informazioni necessarie per il suo lavoro con il necessario livello di sintesi.

Figura 3 - Le aree di una IMF

Direzione

Area Credito Area Finanza Area Informatica

Succursale 1 Contabilità

Succursale 2 Amministrazione

4.3.2 Caratteristiche tipiche delle IMF

Spesso le istituzioni di microfinanza vengono paragonate dal punto di vista

dell’operatività, a delle vere e proprie istituzioni finanziarie. Quando si tratta di

analizzare un’istituzione di microfinanza, tuttavia, non si può prescindere dal fatto che le

peculiarità del lavoro svolto influiscono in modo sostanziale su molti aspetti

dell’organizzazione e sui risultati quantitativi e qualitativi da essa raggiunti.

Le IMF sono istituzioni che, a differenza delle “normali” istituzioni finanziarie, devono

adattare la propria struttura e le attività svolte all’ambiente in cui operano. Per questo i

risultati finanziari sono difficilmente interpretabili se non osservati alla luce dei dati

qualitativi dell’istituzione. Nelle figure in basso un’istituzione di microfinanza è

scomposta nei suoi elementi di base (qualitativi e quantitativi), che vengono 80

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

successivamente raggruppati in diverse categorie, rappresentanti le principali “aree” di

attività di una IMF.

La struttura logica proposta, composta da tre sezioni, è ripresa dalla metodologia

utilizzata da Etimos per la valutazione dei progetti da finanziare. Tale modo di procedere

permette di avere un quadro generale delle principali funzioni ed attività presenti

all’interno di una IMF, necessario per mantenere una visione d’insieme. In seguito

analizzeremo nel dettaglio alcuni di questi elementi ed i loro effetti sulla performance

dell’istituzione: Figura 4 - Le componenti di una IMF (1)

MFI Figura 5 - Le componenti di una IMF (2)

G overnance e strategie O perazioni A nalisi finan ziaria

4.3.3 Le principali aree di attività delle IMF

Come si può notare dalle figure sopra, il complesso delle attività svolte all’interno di

una IMF può essere racchiuso in tre principali “aree” : governance e strategie,

operazioni, area finanziaria. Analizziamo sinteticamente il contenuto delle tre aree. 81

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

4.3.3.1 Governance e strategie

Per “Governance” si intende il complesso di decisioni che vengono prese dalla direzione

di un’istituzione: il processo attraverso il quale si giunge alla decisione, gli attori

coinvolti ed il modo in cui le decisioni vengono trasmesse ed applicate all’interno della

struttura. Gli elementi che contribuiscono alla qualità della governance di una IMF sono

valori storia struttura legale,

i del management e del CdA, la dell’istituzione, la sua il

organi direttivi, struttura organizzativa

ruolo degli l’adeguatezza della al tipo di

strategie

attività svolto. Particolare attenzione va riservata all’identificazione delle

formulate dall’istituzione ed alla coerenza di queste con la mission e gli obiettivi che

l’istituzione si è posta. Deve inoltre esistere una buona coerenza tra le strategie ed i

documenti di pianificazione finanziaria (business plan e budget) predisposti.

4.3.3.2 Operazioni

Nella seconda area di attività inseriamo per lo più elementi relativi al funzionamento

interno dell’istituzione ed al complesso delle operazioni nei confronti dei clienti. I

metodologia di credito

principali elementi presi in esame sono quindi la adottata

prodotti

dall’istituzione e le caratteristiche dei offerti (prestito individuale o di gruppo,

ammontare dei prestiti e modalità di rimborso, rispondenza dei prodotti offerti alle

procedure operative

esigenze dei clienti…), le (selezione e monitoraggio dei clienti,

gestione del contante, procedure contabili ed audit interno), le caratteristiche del

sistema informativo utilizzato (affidabilità del sistema, disponibilità di dati e di

staff ed incentivi

rapporti sintetici, livelli di sintesi delle informazioni fornite); lo

(selezione e formazione dello staff, efficacia del sistema di incentivi), le caratteristiche

clientela

della (attività economica svolta, genere, concentrazione geografica…); la

qualità del portafoglio crediti. Si noti come, nonostante la qualità del portafoglio

crediti (cioè la percentuale di prestiti che presentano ritardi nel rimborso, divisi per

fasce di ritardo) sia innegabilmente un indicatore di performance, e possa quindi essere

inserita nell’area finanziaria, si è optato per il suo inserimento nella sezione

“operazioni”; questa scelta è stata fatta in base alla sua stretta dipendenza dalle attività

operative come si vedrà ra poco.

4.3.3.3 Area finanziaria

Quest’area racchiude i principali indicatori di performance dell’istituzione. L’analisi

degli indicatori ci offre una rappresentazione fedele dell’istituzione come organismo che

utilizza risorse per svolgere delle attività dalle quali deve trarre i mezzi per il proprio

sostentamento. In altre parole, mentre le aree precedenti ci hanno permesso di conoscere

valori, strategie ed attività svolte dall’istituzione, osservando l’IMF dal punto di vista

degli indicatori si possono trarre indicazioni utili sulle recenti evoluzioni dell’istituzione

e sulla sua capacità di “sopravvivere” nel tempo. passivo e patrimonio

Gli indicatori principali riguardano la composizione di (prestiti

ricevuti e costo dei fondi, azionisti ed evoluzione del patrimonio), l’attivo

efficienza, produttività

(composizione, gestione della liquidità), i livelli di e

redditività.

Di seguito una tabella riassuntiva delle principali aree di attività di una IMF e degli

elementi base che le compongono. 82

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tabella 12 - Aree di attività di una IMF

Governance e strategie Operazioni Analisi finanziaria

Storia Metodologie e prodotti Analisi del passvio

Mission e valori Procedure operative Analisi dell’attivo

Struttura organizzativa Sistema informatico Indicatori di efficienza e

produttività

Strategie Staff ed incentivi Indicatori di redditività

Analisi della clientela Potenziale di crescita futura

Analisi di portafoglio

4.3.4 Interazioni e connessioni tra le attività di una IMF ed i suoi risultati

Dopo aver dato un’idea del funzionamento di una IMF, delle attività svolte e di come

esse possano essere utilmente suddivise in diverse aree, passiamo ad una discussione più

approfondita delle relazioni esistenti tra elementi qualitativi e risultati finanziari di una

IMF.

A tal fine, verranno ora analizzate le principali determinanti dei tre indicatori più

importanti per una IMF: il rischio di portafoglio, l’efficienza operativa e la redditività.

Si vuole in questo modo mostrare che gli obiettivi della direzione di una IMF, spesso

espressi in termini di efficienza, redditività e rischio del portafoglio, non possono essere

conseguiti se non come risultato di strategie che tengano conto delle numerose

20

connessioni esistenti tra le attività .

4.3.4.1 Il rischio di portafoglio

L’indicatore universalmente utilizzato in microfinanza per misurare la qualità del

portafoglio di una IMF è il Portfolio At Risk (PAR)>30 giorni, definito come

l’ammontare complessivo dei prestiti attivi in un dato momento che presentano un

ritardo di almeno 30 giorni nel rimborso di una o più quote. L’importanza del rischio di

portafoglio per una istituzione di microfinanza è intuitiva se si considera che questo

indicatore dà una misura (ponderata dalla probabilità) della percentuale dei prestiti

concessi che non saranno restituiti. Con una certa approssimazione si può affermare che

questo indicatore aiuta la IMF a capire quali saranno le sue future perdite su crediti. Di

conseguenza un elevato rischio di portafoglio può compromettere seriamente il risultato

d’esercizio di un’istituzione.

20 Per semplicità espositiva, la nostra analisi sarà limitata alle IMF che svolgono unicamente servizi di

credito. Molte IMF affiancano al credito tradizionale, che rimane sempre l’attività principale, anche

servizi di risparmio, credito al consumo ed altri servizi finanziari e non finanziari. 83

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Supponiamo ora che i responsabili di una IMF vogliano ridurre il rischio di portafoglio

della propria istituzione. Quali sono le variabili sulle quali intervenire?

selezione iniziale dei clienti

Sicuramente la è la determinante principale del rischio di

portafoglio. Se, infatti, l’istituzione riesce, grazie alla qualità delle sue procedure di

selezione, a ritenere solo clienti poco rischiosi, il rischio di portafoglio sarà

“fisiologicamente” basso. La qualità delle procedure di selezione dipende da alcuni

fattori, tra i quali la formazione degli agenti di credito e l’esperienza degli stessi, ma

anche la validità degli strumenti analitici a disposizione degli agenti (moduli, software

specializzato, informazioni storiche provenienti dal sistema informativo dell’istituzione

ecc.) ed il tempo che gli agenti dedicano alla valutazione di ogni cliente. Modificare uno

di questi fattori può comportare per l’istituzione investimenti una tantum di entità anche

cospicua (si pensi ad esempio alle procedure di formazione degli agenti di credito in una

IMF con centinaia di dipendenti), oppure l’aumento stabile dei costi per l’istituzione (si

pensi all’aumento dei costi del personale, in rapporto al volume di attività svolto, che

deriverebbe dall’aumento del tempo da destinare alla selezione dei clienti). Prima di

prendere una decisione, sarà opportuno confrontare i costi di eventuali modifiche alle

procedure ed agli strumenti per la selezione dei clienti con i maggiori ricavi previsti

grazie alla riduzione del rischio di portafoglio che ne dovrebbe derivare.

caratteristiche dei prodotti finanziari

Le sono spesso sottovalutate, ma possono avere

un effetto molto significativo sulla qualità del portafoglio. Il prodotto di credito offerto

ad ogni cliente deve presentare caratteristiche tali da rispondere il più possibile alle

esigenze ed al tipo di attività economica del cliente. L’ammontare del credito offerto e la

frequenza delle rate di restituzione, possono mettere anche un “buon” cliente nelle

condizioni di non essere capace di restituire il prestito, nonostante la sua attività

economica goda di buona salute. Se si offre ad un cliente un prestito di ammontare

superiore a quello che la dimensione della sua attività gli consente di gestire in

sicurezza, può capitare che egli accetti il prestito perché non in grado di percepire il

problema. In questa eventualità è estremamente probabile che l’ammontare delle rate da

pagare sia troppo elevato, mettendo in difficoltà il cliente e causando dei ritardi nella

restituzione. Anche la frequenza delle rate va determinata in funzione tipo di attività

21

svolta dal cliente: se il ciclo economico dell’attività è, ad esempio, di sei mesi, imporre

un prestito con rate mensili può essere rischioso in quanto il cliente potrebbe non avere

la disponibilità dei fondi necessari a pagare le rate ogni mese, fondi che invece otterrà

ogni sei mesi.

procedure di monitoraggio

Le dei clienti costituiscono un’altra delle variabili

fondamentali ai fini della riduzione del rischio di portafoglio. Con questo termine

intendiamo l’insieme delle azioni compiute dagli agenti di credito per controllare i

propri clienti, con l’obiettivo di limitare il più possibile il rischio di non restituzione.

Tra queste azioni rientrano le visite frequenti ai clienti e la raccolta di informazioni

presso la comunità di appartenenza degli stessi. Di particolare interesse sono le

procedure nei confronti dei clienti in ritardo: l’evidenza empirica mostra che la

tempestività dell’intervento degli agenti in caso di ritardo da parte di un cliente può, in

alcuni casi, essere determinante per la risoluzione del problema. Alcune IMF adottano

21 Il ciclo economico è il periodo di tempo necessario affinché l’input di un’attività si trasformi in

ouput. Per un artigiano il ciclo economico è il tempo necessario a produrre e vendere un’unità di

prodotto, mentre per un commerciante è il tempo medio di permanenza dei prodotti all’interno del

negozio (in questo caso si parla di rotazione del magazzino) 84

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

procedure che prevedono una visita dell’agente di credito già dopo due-tre ore di ritardo,

e visite quotidiane fino al pagamento della rata.

tipologia di clientela

La scelta può influire pesantemente sul rischio di portafoglio. Il

livello di povertà dei clienti può costituire di per sé un rischio: il microcredito ha

dimostrato dei limiti evidenti se applicato ad individui in stato di avanzata indigenza, a

causa delle difficoltà che questi individui, occupati nella lotta per la sopravvivenza,

incontrano nel gestire un’attività economica. Anche il tipo di attività svolta può

aggravare il rischio di portafoglio: l’agricoltura, i cui risultati dipendono da molte

variabili esterne, è l’attività più rischiosa da finanziare per una IMF, per questo motivo

molte IMF cercano di diversificare il più possibile il proprio portafoglio. Anche la

distanza geografica dei clienti può aggravare il rischio di portafoglio, aumentando i

tempi e le risorse necessarie agli agenti di credito per mantenere un contatto con i clienti

e ostacolando le procedure di monitoraggio.

sistema informativo

Il utilizzato dall’istituzione ha un ruolo non secondario nella

determinazione della qualità del portafoglio poichè è la principale fonte di informazioni

per gli agenti di credito. Un sistema informativo di buona qualità dovrebbe permettere

agli utenti di conoscere in tempo reale lo stato di ciascuno dei clienti dell’istituzione,

nonché una serie di elaborazioni sui dati aggregati. E’ quindi evidente che un sistema

informativo non affidabile che fornisce informazioni inesatte o incomplete, può

modificare sostanzialmente tanto l’efficacia del lavoro degli agenti di credito quanto i

processi decisionali della direzione dell’istituzione.

sistema di incentivi

La retribuzione ed il allo staff devono essere considerati come

variabili significative nella determinazione del rischio di portafoglio. In particolare il

sistema retributivo degli agenti di credito agisce direttamente sulla qualità del lavoro

svolto da questi. L’elevata discrezionalità che caratterizza il lavoro di un agente di

credito rende altamente raccomandabile l’adozione di un sistema di incentivi che

colleghi la retribuzione dell’agente al raggiungimento degli obiettivi fissati

dall’istituzione. In alcune IMF la struttura del sistema di incentivi può far sì che un buon

agente di credito arrivi a raddoppiare il suo salario base.

Naturalmente, perché il sistema sia efficace, è necessario che i parametri che lo

definiscono influiscano direttamente sulle variabili che determinano il raggiungimento

degli obiettivi della IMF. Nel caso del rischio di portafoglio, ad esempio, uno dei modi

per raggiungere l’obiettivo di ridurre tale rischio potrà essere quello di collegare la

retribuzione degli agenti di credito alla qualità del portafoglio da essi gestito. La qualità

del portafoglio non può essere tuttavia l’unico parametro di riferimento di un sistema di

incentivi: ad essa si affiancano generalmente altri parametri come il numero di nuovi

crediti concessi ogni mese e la dimensione totale del portafoglio gestito. Questi

parametri hanno la funzione di far rispettare all’agente gli obiettivi di crescita

dell’istituzione.

In alcuni casi è possibile che un sistema di incentivi perda efficacia perché esiste una

sorta di conflittualità tra i diversi parametri che definiscono l’incentivo mensile. Come

abbiamo visto, le caratteristiche dei prodotti di credito, come l’ammontare del credito,

possono influenzare la qualità del portafoglio. Un sistema di incentivi all’interno del

quale gli obiettivi di crescita siano più importanti della qualità del portafoglio, potrebbe

non avere gli effetti sperati in quanto gli agenti di credito, seppur sensibilizzati al

contenimento del rischio di credito, saranno incentivati ad aumentare il più possibile

l’ammontare dei prestiti concessi, aumentando così il proprio portafoglio e di

conseguenza la propria retribuzione. Ciò potrebbe avere anche l’effetto di peggiorare la

qualità del portafoglio. 85

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

La direzione di un’istituzione dovrà, prima di porre in essere tale sistema, tenere quindi

in debito conto tutti gli effetti possibili di un sistema di incentivi e confrontarli con gli

obiettivi che si vogliono raggiungere.

Abbiamo preso in esame alcune delle principali variabili che determinano il rischio di

portafoglio di un’istituzione di microfinanza. Queste variabili e le loro interazioni

dovranno essere tenute in seria considerazione al momento di stabilire le azioni concrete

che una IMF dovrà porre in atto per ridurre il proprio rischio di portafoglio. Alcune di

queste variabili possono essere modificate con costi ridotti per l’istituzione, mentre

altre invece comportano dei costi che, in alcuni casi, potrebbero essere tanto elevati da

pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi di efficienza e di redditività della IMF. Ne

consegue l’esigenza di coordinare tra loro anche gli obiettivi generali e le risorse

impegnate per il raggiungimento di tali obiettivi.

4.3.4.2 L’efficienza operativa

Tutte le istituzioni di microfinanza impostano nei loro piani strategici una serie di azioni

e processi il cui obiettivo è l’aumento dell’efficienza operativa. Per efficienza operativa

si intende il rapporto tra i costi collegati alle operazioni svolte dall’organizzazione

nell’esercizio del credito ed i volumi di attività svolti. In sostanza, una IMF si considera

efficiente quando riesce a svolgere elevati volumi di attività con bassi costi. Il principale

indicatore del grado di efficienza operativa di una istituzione di microfinanza è l’indice

22

delle spese operative, dato dal rapporto costi operativi/portafoglio prestiti medio .

Questo indicatore fornisce un dato immediato ed affidabile sulla qualità del lavoro svolto

dall’istituzione. Per dare un’idea di massima, un valore di tale indice superiore al 20%

(il che significa che per ogni euro prestato l’istituzione spende più di 20 centesimi per

costi operativi) indica una situazione di bassa efficienza, mentre un valore inferiore al

10% indica un elevato livello di efficienza. In generale le IMF di dimensioni maggiori

presentano anche un buon livello di efficienza operativa perchè riescono a sfruttare i

benefici delle economie di scala, che per una IMF si concretizzano di solito nel minor

peso dei costi amministrativi in corrispondenza di elevati volumi di attività. La IMF è in

questo caso in grado di “spalmare” alcuni costi fissi (si pensi all’affitto dei locali, ai

computer, al sistema informativo, costi che dovrebbero essere sostenuti anche se la IMF

avesse un solo cliente), su un numero molto grande di clienti e di conseguenza su un

portafoglio maggiore.

Il raggiungimento di un buon livello di efficienza operativa è un obiettivo di primaria

importanza in quanto ha un impatto diretto sulla sostenibilità e sulla redditività di

un’istituzione di microfinanza. Come vedremo, la sostenibilità è la capacità di coprire i

costi con i ricavi derivanti dall’attività svolta. Per una IMF che svolge unicamente

attività di credito, il portafoglio crediti è l’unica fonte di ricavi che provengono

sostanzialmente dagli interessi applicati sui prestiti concessi. Ora, è intuitivo che, a

parità di tasso d’interesse, più è alto il costo che l’istituzione deve sostenere per ogni

euro prestato, minore sarà la redditività dell’istituzione stessa. Una IMF inefficiente

raramente riesce ad operare in condizioni di sostenibilità.

22 I costi operativi comprendono principalmente costi del personale e costi amministrativi. Non sono

considerati invece in quest’indice i costi finanziari (cioè l’interesse pagato dalla IMF sui fondi presi a

prestito) in quanto non dipendono direttamente dalla qualità del lavoro svolto dall’organizzazione. Il

portafoglio medio è la media mensile del valore del portafoglio prestiti durante l’anno. 86

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Andremo ora ad esaminare le azioni che possono permettere ad una IMF di aumentare il

livello di efficienza delle sue operazioni e gli effetti che tali azioni possono avere sulla

IMF.

Come detto, il numeratore dell’indice delle spese operative è costituito dai costi

operativi, cioè costi del personale più costi amministrativi. Le IMF sono organizzazioni

ad alta intensità di lavoro umano, di conseguenza i costi del personale costituiscono

sempre una parte molto rilevante dei costi operativi. Una prima azione per aumentare

riduzione del rapporto costi del

l’efficienza operativa potrebbe quindi essere la

personale/portafoglio. Come raggiungere tale obiettivo? Aumentando la produttività del

personale, cioè riuscendo a far sì che lo stesso personale, pagato nello stesso modo,

riesca a gestire un portafoglio crediti maggiore. Ciò si può ottenere in due modi:

aumentando il numero di clienti gestiti da ogni agente o aumentando l’ammontare medio

dei crediti concessi, a parità di clienti. Le due soluzioni prospettate possono però avere,

per ragioni diverse, implicazioni alla nocive per la qualità del portafoglio della IMF.

Aumentare il numero di clienti per agente significa aumentare la mole di lavoro

dell’agente in generale: se l’agente di credito parte da una situazione iniziale di carico

elevato di lavoro, aumentarlo potrebbe costringere l’agente a dedicare minore attenzione

alla selezione e soprattutto al monitoraggio dei clienti, cosa che avrebbe un probabile

effetto negativo sulla qualità del portafoglio. L’aumento della produttività degli agenti

ottenuto attraverso il semplice aumento nel carico di lavoro può dunque essere una

soluzione attuabile solo a condizione che gli agenti possano gestire tale aumento senza

conseguenze rilevanti sul rischio di portafoglio.

D’altro canto, aumentando l’ammontare medio dei prestiti concessi non si aumenta il

carico di lavoro degli agenti, e si ottiene il risultato voluto: l’aumento del portafoglio

per agente. Oltre un certo ammontare del credito, però, si prospetta il rischio che

l’agente, obbligato a raggiungere un certo volume di portafoglio, offra crediti di

ammontare troppo elevato rispetto alle capacità reali dei clienti, con gli effetti che

abbiamo già visto. Inoltre, aumentare l’ammontare dei crediti concessi potrebbe causare

23

problemi di coerenza con la mission dell’istituzione .

Un modo per temperare gli eventuali effetti negativi sul rischio di portafoglio

dell’aumento della produttività degli agenti è quello di agire contemporaneamente anche

metodologia di credito caratteristiche dei prodotti

sulla e sulle offerti, in modo da

adattare le procedure all’aumento dei volumi. L’idea è ridurre ulteriormente le

asimmetrie informative esistenti tra agenti di credito e clienti, sfruttando il “capitale”

informativo accumulato. Come si è visto nel capitolo 1, alla base del microcredito c’è la

riduzione dei costi di transazione ottenuta attraverso l’utilizzo di un certo capitale

informativo in possesso di determinati soggetti. La metodologia di credito è

sostanzialmente lo strumento che permette all’istituzione di microfinanza di utilizzare

questo capitale informativo. Nel caso dell’aumento della produttività degli agenti, si può

agire in modo analogo, modificando le metodologie e le caratteristiche dei prodotti nei

casi in cui il capitale informativo sia aumentato nel tempo. Le modifiche a metodologie e

prodotti si concentreranno quindi principalmente sui clienti che hanno dimostrato,

restituendo senza ritardi significativi uno o più prestiti, di non costituire un rischio

elevato per l’istituzione. A questi “buoni” clienti si proporrà quindi un prodotto di

credito “preferenziale”, che consiste nella possibilità di ottenere un nuovo credito, una

volta completata senza ritardi la restituzione del credito precedente, (magari di

23 L’ammontare medio del prestito concesso è considerato un indicatore abbastanza attendibile del

livello di povertà dei clienti di un’istituzione: si assume infatti che maggiore è il livello di povertà del

cliente, minore è il credito che questi sarà in grado di gestire. Aumentare l’ammontare dei prestiti

potrebbe portare gli agenti, per evitare di accrescere il rischio di portafoglio, a selezionare clienti meno

poveri, in grado di gestire prestiti maggiori con minore rischio, riducendo così l’impatto sociale

dell’istituzione (possibilmente in conflitto con la mission che questa si è posta). 87

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

ammontare maggiore) in modo automatico, senza ulteriori analisi da parte dell’agente di

credito. In questo modo, il portafoglio di ogni agente di credito comprenderà un certo

numero di prestiti per i quali egli avrà svolto un lavoro minimo o nullo. L’agente potrà

così dedicarsi alla selezione di nuovi clienti aumentando il proprio portafoglio (cioè la

propria produttività) senza vedere crescere il carico di lavoro.

Naturalmente questo metodo può funzionare anche in modo inverso stabilendo, ad

esempio, la soglia di ritardi oltre la quale un cliente non ha più diritto a ricevere un

nuovo prestito dall’istituzione. L’obiettivo è, in questo caso, la riduzione delle risorse

destinate al monitoraggio dei clienti in ritardo, escludendo automaticamente i clienti con

un record negativo.

Ma tali modifiche alle metodologie di credito non potrebbero essere attuate senza una

modifica corrispondente nelle procedure del sistema informativo utilizzato: deve essere

predisposta una procedura che identifichi i “buoni” clienti ed i “cattivi” clienti,

permettendo ai primi di accedere automaticamente ad un nuovo prestito, e mettendo i

secondi in una “lista nera” che gli agenti possano consultare agevolmente in modo da

evitare errori.

La descrizione del processo di adattamento interno necessario perché una IMF raggiunga

un dato obiettivo potrebbe continuare, ma ciò che preme in questa sede è evidenziare la

dimensione “organica” di una IMF, nella quale il raggiungimento di un certo obiettivo

coinvolge, modificandole o adattandole, una serie di attività e procedure a loro volta

interdipendenti.

Andremo ora ad analizzare le principali determinanti di quello che può essere

considerato l’obiettivo strategico principale di molte delle IMF che hanno superato i

primi anni di vita.

4.3.4.3 Sostenibilità e redditività

La sostenibilità economica di una IMF è la capacità dell’istituzione di coprire, con i

ricavi, i costi derivanti dalle sue attività. Condizione necessaria e sufficiente perché si

possa parlare di sostenibilità è quindi che il risultato d’esercizio (ricavi meno costi) non

sia negativo. Si parla invece di redditività quando il risultato d’esercizio è positivo.

ricavi

I per un’istituzione di microfinanza provengono fondamentalmente da interessi e

commissioni applicati sui prestiti concessi. Ulteriori fonti di ricavi possono essere gli

utili derivanti da eventuali investimenti (depositi ecc.), e gli interessi spettanti

all’istituzione sul proprio conto corrente bancario. Una particolare categoria di ricavi

sono le donazioni, sulle quali ci soffermeremo tra breve.

costi

Esistono invece diverse tipologie di che una IMF deve sostenere. In sintesi, essi

possono essere ricondotti a quattro categorie:

Costi operativi

A questa categoria si è già accennato nel paragrafo precedente. Includono i costi del

personale (salari, contributi, assicurazioni ecc.) ed i costi amministrativi (locazioni,

forniture, ammortamenti, consulenze e spese legali ecc). 88

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Costi finanziari

Sono essenzialmente le spese relative ai fondi presi a prestito dall’istituzione.

Includono gli interessi e commissioni pagate sui prestiti ricevuti, le spese bancarie

per trasferimenti e gestione dei conti correnti e, per le IMF che raccolgono i

depositi della clientela, gli interessi corrisposti ai clienti sui fondi depositati presso

l’istituzione.

Accantonamenti per perdite su crediti

Si tratta di spese virtuali. In sostanza, l’istituzione stima, sulla base del rischio di

portafoglio attuale, che in futuro dovrà subire delle perdite dovute a prestiti non

24

restituiti . A coperture di tali perdite presunte si crea una riserva per perdite su

crediti. Le spese di accantonamento sono l’ammontare che l’istituzione ha deciso di

aggiungere alla riserva durante l’anno in corso, per adeguare il livello delle riserve

al rischio attuale del portafoglio.

Spese straordinarie

Sono le spese che, per le loro caratteristiche, si manifestano in modo incostante ed

imprevedibile. Per le istituzioni di microfinanza si tratta di solito delle perdite

legate ad eventi climatici straordinari come alluvioni, siccità, uragani.

La sostenibilità economica è un obiettivo di primaria importanza per una istituzione di

microfinanza in quanto essa permette all’istituzione di poter operare in autonomia,

indipendentemente da interventi esterni, ed assicura un orizzonte temporale per le sue

attività.

E’ però opportuno fare alcune precisazioni sul ruolo delle donazioni e dei sussidi nella

determinazione della sostenibilità delle istituzioni di microfinanza.

donazione

Si parla di quando un’organizzazione riceve dei fondi (o dei beni, nel qual

caso si parla di donazione in natura) senza obbligo di restituzione. Ma che possono avere

vincoli sull’uso che l’istituzione dovrà fare della donazione.

sussidio

Un è invece la riduzione di un costo che l’istituzione dovrebbe pagare. Il

classico esempio di sussidio è costituito dai prestiti a tasso agevolato, cioè fondi per i

quali l’istituzione paga un tasso d’interesse inferiore al normale. Il sussidio è la

differenza tra il tasso che l’istituzione avrebbe dovuto pagare (detto tasso di mercato) ed

il tasso effettivamente pagato.

Nel bilancio di un’istituzione di microfinanza le donazioni sono spesso registrate come

ricavi d’esercizio, concorrono quindi alla determinazione del risultato d’esercizio. Se il

nostro fine è capire se una IMF è capace di operare in autonomia, coprendo i propri costi

con i ricavi delle attività svolte senza interventi esterni, la presenza di donazioni può

però risultare fuorviante. Per questo motivo ai fini della valutazione della sostenibilità i

ricavi da donazioni vengono sottratti dai ricavi totali dell’esercizio, ottenendo un

risultato d’esercizio al netto delle donazioni.

24 Il processo presenta una certa complessità: si suddivide il portafoglio che presenta ritardi in fasce di

ritardo (meno di 30 giorni, 30-60 giorni, 60-90 giorni ecc.) e si decide, per ogni fascia, qual è la

percentuale da accantonare. Naturalmente, ai crediti con ritardo maggiore, considerati più rischiosi,

corrisponderà un maggiore accantonamento. In molti paesi sono le istituzioni che regolano il settore

finanziario ad imporre le modalità di accantonamento alle istituzioni finanziarie. 89

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Per i sussidi ricevuti sotto forma di prestiti a tasso agevolato, il discorso è abbastanza

complesso e di interpretazione non univoca: basti sapere che, ad un livello più

approfondito di analisi finanziaria, il risultato d’esercizio viene “aggiustato” per tener

conto di alcuni fattori tra i quali anche il costo di mercato dei fondi.

Quindi, sintetizzando, possiamo affermare che la sostenibilità (ed a maggior ragione la

redditività) è la condizione fondamentale perché un’istituzione possa continuare ad

operare nel tempo senza beneficiare di aiuti esterni.

Durante tutti gli anni ’90 si è assistito, tra gli “addetti ai lavori” della microfinanza, ad

un interessante dibattito riguardante proprio la sostenibilità e la redditività delle IMF. Al

centro di tale dibattito si trovava la concezione stessa delle istituzioni di microfinanza

che erano viste da alcuni come dei programmi di sviluppo economico, e quindi

assolutamente svincolati da obiettivi di sostenibilità e redditività, avendo come obiettivo

principale il massimo impatto possibile sulle condizioni di vita dei propri beneficiari.

L’altra posizione, portata avanti tra gli altri anche dalla Banca Mondiale, vedeva le IMF

come delle vere e proprie istituzioni finanziarie, caratterizzate da una clientela più

povera di quella normalmente servita dalle banche tradizionali e mirava alla creazione di

un nuovo settore finanziario, diffuso su scala mondiale, destinato alla clientela più

povera. In quest’ottica, che si è ormai affermata all’interno della comunità

internazionale dei donatori e dei finanziatori, sostenibilità e redditività sono viste come

condizioni necessarie per l’esistenza delle istituzioni e per l’ingresso degli investitori

privati nel settore che, attratti dai buoni rendimenti, apporterebbero i capitali necessari

alla crescita dell’intero settore.

Non è questa la sede per un approfondimento delle conseguenze che l’affermarsi di tale

visione ha avuto sulle strategie delle IMF e sulle condizioni di vita dei clienti. Ci

limiteremo a dire che la sostenibilità è diventata l’obiettivo principale per la grande

maggioranza delle IMF, nonché la condizione principale per poter ottenere fondi sotto

forma di prestiti.

Ma quali sono gli indicatori che ci aiutano a determinare se un’istituzione di

microfinanza è sostenibile?

In realtà ne esistono diversi. Ne segnaliamo due che hanno il pregio di essere altamente

affidabili e di facile comprensione: il rendimento dell’attivo (ROA, dall’inglese Return

On Assets) e l’autosufficienza operativa.

Rendimento dell’attivo

Il ROA è il rapporto tra il risultato d’esercizio (al netto delle donazioni) e la media

mensile dell’attivo di bilancio. In sostanza questo indicatore ci dice qual è il rendimento

medio degli investimenti effettuati dall’istituzione. Un ROA del 5%, ad esempio, ci dice

che ogni euro utilizzato dall’istituzione rende in media 5 centesimi. Si noti che al

denominatore di questo indice abbiamo l’attivo totale dell’istituzione, che comprende il

portafoglio prestiti (che ha un rendimento molto superiore al 5%), ma anche gli edifici

ed altri beni di proprietà dell’istituzione (che hanno rendimento minimo o nullo) nonché

gli eventuali investimenti effettuati. Perché l’istituzione sia sostenibile, il ROA deve

essere uguale o maggiore di zero. Perché l’istituzione possa essere considerata come un

buon investimento da parte dei potenziali investitori, il ROA deve assumere (ma il

livello varia enormemente tra le diverse zone geografiche) un valore pari almeno al 10-

15%. Un ROA negativo, naturalmente, significa che l’istituzione è in perdita. 90

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Autosufficienza operativa

L’autosufficienza operativa è il rapporto tra i ricavi ottenuti dall’istituzione (tranne le

donazioni) e tutte le spese non straordinarie (cioè costi operativi, costi finanziari ed

accantonamenti). Questo indicatore misura la capacità dell’istituzione di coprire i costi

derivanti dalle operazioni svolte con i ricavi ad esse corrispondenti. La sostenibilità è

raggiunta quando l’autosufficienza operativa è pari al 100%. Un’autosufficienza

operativa inferiore a 100% indica una situazione di non completa sostenibilità e ad essa

corrisponde, tranne per i casi in cui esistono rilevanti ricavi straordinari, un risultato di

esercizio negativo.

Una volta definito il significato di sostenibilità e redditività ed individuati i principali

indicatori per la loro misurazione, esaminiamo le principali variabili che influiscono sul

grado di redditività di un’istituzione di microfinanza (la sostenibilità può essere

considerata come una situazione di redditività nulla, così come la non sostenibilità può

essere considerata una situazione di redditività negativa). A tal fine, ci porremo la solita

domanda: quali decisioni dovrà prendere, su quali variabili dovrà agire la direzione di

una IMF che abbia l’obiettivo di conseguire una redditività positiva?

Come abbiamo detto, la sostenibilità è una condizione di equilibrio tra i ricavi ed i costi

sostenuti dall’istituzione. I ricavi dipendono in massima parte dal tasso d’interesse

praticato sui prestiti, di cui discuteremo alla fine; passiamo quindi ad esaminare le

tipologie di costo e le strategie per poterli ridurre.

Costi operativi

Le determinanti dei costi operativi sono state discusse nel paragrafo dedicato

all’efficienza operativa. Abbiamo visto che un modo efficace per ridurre il rapporto costi

operativi/portafoglio crediti è quello di aumentare la produttività del personale,

aumentando il carico di lavoro assegnato ad ogni agente di credito o aumentando

l’ammontare medio dei prestiti concessi. Abbiamo visto anche che tali misure possono

comportare alcuni effetti negativi sulla qualità del portafoglio, effetti che possono essere

mitigati agendo contemporaneamente sulla metodologia di credito e sulle caratteristiche

dei prodotti di credito. L’aumento dell’efficienza operativa, riducendo il costo associato

ad ogni unità di moneta prestata, ha un effetto positivo diretto sulla redditività.

Parallelamente al ragionamento sull’aumento di produttività, l’istituzione deve anche

svolgere un’analisi approfondita della struttura dei costi operativi, in modo da

identificare le possibilità di riduzioni di tali costi. In particolare, si dovrà esaminare

l’efficacia ed il costo del sistema di retribuzione degli agenti di credito e la coerenza tra

struttura organizzativa esistente ed il volume e la complessità delle attività svolte

dall’istituzione, per individuare potenziali tagli ai costi amministrativi. Infine, come

abbiamo visto nei paragrafi precedenti le decisioni strategiche riguardanti il tipo di

clientela servita e le zone geografiche nelle quali operare possono influenzare fortemente

i costi operativi.

Accantonamenti per perdite su crediti

Le spese relative agli accantonamenti per perdite su crediti sono direttamente correlate al

grado di rischio del portafoglio crediti, come è facile osservare. Di conseguenza, la

riduzione di tali costi passa necessariamente attraverso il miglioramento della qualità del

portafoglio, che abbiamo visto dipendere da molteplici fattori.

La politica di accantonamento può variare notevolmente da istituzione ad istituzione. In

linea di massima, alle istituzioni sottoposte a regolamentazione viene imposta una 91

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

politica di accantonamento minima, che risponde ai criteri prudenziali adottati dagli

organismi deputati alla sorveglianza delle istituzioni finanziarie. Le IMF che non devono

rispettare nessuna politica di accantonamento a causa del loro status giuridico o per

mancanza di una regolamentazione specifica, , sono libere di adottarne una che risponda

ai propri criteri. In questi casi non è raro osservare con un’analisi approfondita dei dati

finanziari, che un risultato d’esercizio positivo è in realtà dovuto all’inadeguatezza delle

riserve costituite rispetto al rischio di portafoglio. In sostanza, l’istituzione non tiene

conto delle future perdite su crediti e non costituisce le corrispondenti riserve. Quando le

suddette perdite si verificheranno, però, le riserve non saranno sufficienti a coprirle, e la

IMF potrebbe far registrare risultati d’esercizio negativi. Lo scopo delle riserve è

appunto quello di controllare il rischio di portafoglio, “mettendo in conto” con largo

anticipo le perdite su crediti, presentando così un bilancio in cui il risultato d’esercizio

sia veritiero, e l’incertezza dovuta al rischio di credito sia ridotta al minimo.

Costi finanziari

I costi finanziari sono, come detto, i costi relativi ai fondi che la IMF ha preso in

prestito per i quali paga degli interessi. I fattori che determinano il costo dei fondi

prestati ad una IMF sono molteplici e dipendono solo in parte dall’istituzione. Tra i

fattori “esterni”, il più rilevante è la situazione macroeconomica del Paese in cui opera

la IMF, che determina il livello del tasso di sconto praticato dalla banca centrale. Il tasso

di sconto costituisce la “base” del tasso d’interesse praticato all’istituzione; al tasso di

sconto si aggiungono poi varie maggiorazioni, che dipendono dal numero e dal tipo di

soggetti intermediari. Il tasso di sconto (detto anche “costo del denaro”) può variare

molto da paese a paese: per avere un’idea, si immagini che in Europa e negli USA questo

tasso si è mantenuto nel periodo 2001-2003 al di sotto del 3%, mentre ad esempio in

Brasile il tasso di sconto è stato regolarmente superiore al 10%.

Un altro fattore importante, che entra in gioco quando il prestito è concesso in divisa

estera (dollaro americano o euro), è la svalutazione della moneta nazionale rispetto alla

moneta internazionale. Immaginiamo che un prestito venga emesso in dollari americani.

La IMF deve convertire i fondi ricevuti in moneta locale per poter emettere a sua volta

prestiti ai propri clienti. Allo scadere di ogni rata di restituzione, la IMF dovrà

riconvertire un certo ammontare di moneta locale in dollari, da inviare all’organismo

creditore. Ebbene, se nel frattempo la moneta locale si è svalutata rispetto al dollaro, la

IMF dovrà convertire un ammontare maggiore di quello previsto per ottenere la quantità

di dollari stabilita. Ciò fa si che in caso di svalutazione della moneta locale, il tasso di

svalutazione diventa un costo vero e proprio per la IMF, che si somma al tasso

d’interesse stabilito. In alcuni casi, la portata di questo fenomeno è tanto grave da

rendere impossibile la restituzione del prestito.

Ai fattori “esterni” si aggiunge la situazione economica dell’istituzione: le IMF che

presentano rischio minore (cioè quelle con una buona qualità del portafoglio e con un

certo livello di redditività) otterranno probabilmente migliori condizioni rispetto alle

IMF più rischiose.

I costi finanziari dipendono però anche dalla capacità dell’istituzione di stabilire

relazioni privilegiate con Organizzazioni locali ed internazionali, in grado di prestare

fondi a tasso ridotto o nullo.

In sintesi, quindi, le strategie a disposizione di una IMF per ridurre i costi finanziari

sono: aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti del creditore, attraverso la

riduzione del rischio di portafoglio ed il conseguimento della sostenibilità economica;

stabilire relazioni istituzionali stabili, che diano accesso a fondi agevolati; cercare di

coprirsi rispetto ai rischi cambiari quando le condizioni macroeconomiche lo richiedano,

stipulando contratti che prevedano la condivisione di tale rischio tra le parti. 92

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tasso d’interesse

Il tasso d’interesse relativo ai prestiti emessi è la fonte principale di ricavi per ogni

istituzione di microfinanza.

In prima approssimazione, per conseguire la sostenibilità economica il tasso d’interesse

deve essere fissato ad un livello tale da permettere all’istituzione di coprire i costi

operativi, finanziari, e di accantonamento per perdite su crediti.

In linea di massima, per l’istituzione è più conveniente ragionare in termini di ricavi

totali da conseguire durante l’anno che saranno successivamente suddivisi tra ricavi da

interessi, ricavi da commissioni ed altre spese per i clienti, eventuali ricavi da

investimenti. Stabiliti i ricavi da interessi e commissioni, si potranno definire le

caratteristiche dei singoli prodotti finanziari offerti (tasso d’interesse, commissioni,

frequenza rate ecc.). Naturalmente, la determinazione dei ricavi totali da conseguire

durante l’anno si baserà sulle previsioni di spesa che dipenderanno dai volumi d’attività

previsti (numero di clienti, crescita del portafoglio, finanziamenti disponibili ecc.)

dall’istituzione. Da qui nasce l’esigenza di condurre un serio processo di analisi interno

all’istituzione, che dovrà coinvolgere il maggior numero di attori possibile e che avrà

come risultato la formulazione del budget (conto economico previsionale) d’esercizio.

La fissazione del tasso d’interesse sui prodotti di credito ha però una serie di

implicazioni indipendenti dalla copertura dei costi della IMF. Tali implicazioni, discusse

nel dettaglio nel capitolo 1 (paragrafo 0)riguardano la relazione esistente tra tasso

d’interesse e qualità del portafoglio di una IMF. E’ necessario determinare il più

precisamente possibile il rendimento delle varie tipologie di attività economiche svolte

dai clienti obiettivo dell’istituzione, in modo da assicurarsi che il livello del tasso

d’interesse scelto non renda troppo difficile o poco conveniente la restituzione del

prestito da parte dei clienti, cosa che avrebbe come effetto immediato il peggioramento

della qualità del portafoglio dell’istituzione.

Si vede quindi come la fissazione di un tasso d’interesse che assicuri la sostenibilità

all’istituzione possa richiedere, in alcuni casi, un cambiamento nel tipo di target. In

sostanza, bisognerà rivolgersi ad una clientela che svolga attività più redditizie. La

fissazione di un tasso d’interesse sostenibile è tra le cause che hanno portato le IMF a

ridurre considerevolmente i finanziamenti all’agricoltura, spostandosi verso settori più

redditizi come il commercio e l’artigianato.

In conclusione, possiamo affermare che gli aspetti gestionali sui quali una IMF può

intervenire per raggiungere i propri obiettivi sono molteplici e devono essere considerati

sia individualmente che nelle reciproche correlazioni. L’obiettivo della sostenibilità

economica, necessaria perché la IMF possa continuare ad operare nel tempo senza

dipendere da aiuti esterni, deve essere conseguito come risultato di un processo

complesso, di cui abbiamo analizzato due fasi importanti: il miglioramento della qualità

del portafoglio e l’aumento dell’efficienza operativa. Questo processo non si riduce però

alle due fasi analizzate ma deve comprendere tutte le attività che permettono ad una

IMF, organismo operante in ambienti mutevoli ed esposto a rischi considerevoli, di

gestire tali rischi e verificare continuamente le proprie capacità operative. 93

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

4.4 Le reti di istituzioni di microfinanza

Rete di Istituzioni di Microfinanza

Una è un organismo composto da un insieme di

Istituzioni di Microfinanza che opera allo scopo di fornire un supporto di tipo finanziario,

organizzativo e/o tecnico alle singole istituzioni che lo compongono, generalmente caratterizzate

da un team di lavoro limitato o da capacità tecniche non sufficientemente adeguate.

Le Reti di Istituzioni di Microfinanza svolgono un ruolo determinante nello sviluppo

delle Istituzioni socie e nella loro visibilità di fronte all’opinione pubblica, al potere

politico ed al sistema bancario tradizionale.

La creazione di Reti di Istituzioni di Microfinanza sono una risposta alla necessità di

trovare un punto di riferimento in cui le diverse realtà che operano nell’ambito della

microfinanza, possano confrontarsi e lavorare insieme per la creazione di strumenti

finanziari e di politiche adeguate che rispondano alle loro necessità. Rispetto alle singole

istituzioni membri, le reti cercano di fornire sostegno mettendo a disposizione fondi

finanziari, favorendo lo sviluppo di buone prassi, lo scambio di esperienze e di know-

how maturati nel corso degli anni tra i membri della rete stessa, fornendo assistenza

tecnica nelle diverse fasi di realizzazione dei progetti, migliorando la formazione degli

operatori e/o definendo le strategie operative.

Esistono diverse tipologie di Reti di Istituzioni di Microfinanza, ciascuna con le proprie

peculiarità e obiettivi da perseguire; troviamo, ad esempio: le Reti di Istituzioni di

Microfinanza a livello locale, che coinvolgono organismi locali, regionali o di livello

nazionale; le Reti di Istituzioni di Microfinanza a livello internazionale, a cui

partecipano organismi di più ampia dimensione, attivi a livello internazionale o

organismi nazionali di diverse paesi, che interagiscono insieme in un quadro di

cooperazione per la realizzazione di progetti di sviluppo; le, Reti di Istituzioni di

Microfinanza incentrate nella fornitura di servizi finanziari; le Reti di Istituzioni di

Microfinanza incentrate solamente in servizi non-finanziari ed altre ancora che

forniscono sia i servizi finanziari che non finanziari.

4.4.1 Obiettivi perseguiti da una Rete di Istituzioni di Microfinanza

Gli obiettivi che una Rete di Istituzioni di Microfinanza persegue dipendono dalla

mission delle singole istituzioni di microfinanza (IMF) che la compongono. Tuttavia,

alcuni obiettivi generali sono comuni alle diverse Reti:

1. diffondere l’accesso al sistema economico agli individui che ne sono esclusi:

minoranze etniche, poveri o svantaggiati ed emarginati sociali;

2. fornire ai propri membri gli strumenti necessari per lo svolgimento delle proprie

attività e il perseguimento degli specifici obiettivi;

3. aumentare il livello di conoscenza e professionalità dei propri membri;

4. aumentare la visibilità delle IMF;

5. aumentare il potere delle IMF all’interno del mercato finanziario tradizionale; 94

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

4.4.2 Servizi forniti

I servizi forniti dalle diverse Reti di Istituzioni di Microfinanza dipendono dagli obiettivi

e dalle caratteristiche delle istituzioni partecipanti. Alcuni tra i principali servizi offerti

sono:

1. Assistenza tecnica

2. Corsi di formazione per gli operatori delle istituzioni associate alla rete

3. Approvvigionamento di risorse finanziarie a basso costo e/o garanzie

4. Monitoraggio

5. Servizi di Benchmark

6. Servizi di valutazione

7. Interscambio di conoscenze e informazioni fra gli associati

8. Servizi di consulenza

4.4.3 Casi Studio: Reti Locali di Istituzioni di Microfinanza e Reti Internazionali di

Istituzioni di Microfinanza

All’inizio del paragrafo si è accennato all’esistenza di diverse tipologie di Reti di

Istituzioni di Microfinanza; la molteplicità delle tipologie dipende dal fatto che le

caratteristiche di una rete sono strettamente collegate alle tipologie delle istituzioni che

la compongono ed inoltre dal fatto che si possono classificare sulla base delle

caratteristiche che si prendono in considerazione.

Si possono, ad esempio, distinguere reti a seconda della loro influenza geografica, delle

attività svolte, della loro funzionalità, ecc.

La distinzione presa in esame in questo testo è la distinzione basata sull’influenza

territoriale della rete che implica, quindi, una distinzione tra rete locale e rete globale.

locale

Una Rete di Istituzioni di Microfinanza si definisce quando i membri che la

compongono appartengono tutti ad un territorio circostanziato e gli obiettivi dei membri

e della rete stessa sono focalizzati sul territorio in cui sono insediati.

globale

Una Rete di Istituzioni di Microfinanza si definisce quando i membri che la

compongono appartengono a diverse nazioni e diversi continenti e gli obiettivi perseguiti

si estendono a tutti i beneficiari delle attività delle istituzioni di microfinanza,

indipendentemente dal luogo in cui gli stessi sono insediati.

Réseau des Caisses Populaires du

La rete locale di cui seguirà il caso studio è la

26

Burkina (RCPB ), Women’s

la rete internazionale che si prenderà in esame è la rete

27

World Banking (WWB) .

26 Tutte le informazioni relative alla Réseau des Caisses Populaires du Burkina sono state tratte dal

‘Rapport d’évaluation technique annuelle (2002 – 2003) de la mise en oeuvre du Plan de redressement

de l’URCPSO’, a cura di Daniela Luppi e Filippo Vettorato, collaboratori del Consorzio Etimos.

27 La WWB è una banca che, in collaborazione con le proprie istituzioni socie, opera a favore delle donne svantaggiate

di tutto il mondo per poter loro offrire i servizi finanziari necessari ad avviare un’ attività economica capace di

contribuire al miglioramento della propria condizione di vita e quella dei propri familiari. 95

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

4.4.3.1 Rete Locale: Réseau des Caisses Populaires du Burkina

Réseau des Caisses Populaires du Burkina (RCPB)

La rete di istituzioni finanziarie è

una cooperativa costituita da diverse tipologie di istituzioni finanziarie, operante a

livello nazionale in Burkina Faso: la sua formalizzazione è stata il risultato di un lungo

processo iniziato nel 1992.

La rete è strutturata gerarchicamente in tre livelli differenti: le Caisses Populaires, le

Unions Régionales e la Fédération che lavorano con obiettivi e compiti diversi ma nel

rispetto della filosofia di cooperazione e mutualità che stanno alla base della rete.

Nel dettaglio, i membri che compongono la RCPB sono:

Caisses Populaires:

- le le casse popolari compongono la struttura di base della rete

di istituzioni finanziarie RCPB. Raccolgono i risparmi dei propri membri per

ridistribuirli sotto forma di crediti con lo scopo di incentivare lo sviluppo locale.

Le casse popolari hanno un raggio d’azione di circa km 15.

Unions Régionales:

- Le le Unioni Regionali sono composte dalle Caisses

Populaires che rientrano nel loro raggio di copertura territoriale, e a cui

forniscono assistenza tecnica, formazione e gestione del surplus della liquidità. Le

Unioni Regionali hanno il compito di promuovere e sviluppare nuove Casse

Popolari per uno sviluppo finanziario regionale.

L’Unione Regionale ha un raggio di azione di circa km 100.

Fédération:

- La la Federazione, l’unione di tutte le Unions Régionales, è la

rappresentazione nazionale della RCPB, incaricata della sorveglianza finanziaria,

dello sviluppo degli strumenti di gestione, delle procedure e delle politiche

operative, della definizione delle linee di orientamento e della promozione delle

casse popolari all’interno di zone inesplorate.

La Federazione si occupa del supporto a carattere nazionale.

La RCPB, al 31 dicembre 2001, era composta da:

4 90

- unioni regionali e casse popolari presenti in 38 delle 45 province del Burkina

Faso (tale caratteristica conferisce una capacità operativa a livello nazionale);

257.877 24%

- membri di cui il donne;

28

13,65

- miliardi di FCFA di depositi;

9,96

- miliardi di FCFA di crediti.

L’influenza e l’importanza a livello nazionale della RCPB si rilevano anche dai risultati

di uno studio condotto dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Idraulica e delle Risorse

29

Alieutiche del Burkina Faso condotto nel primo semestre del 2002 sui sistemi

finanziari attivi nel paese. Tale studio ha messo in evidenza che la RCPB rappresenta più

del 60% del mercato coperto dalle istituzioni di microfinanza e che, pur essendoci due

31

reti di IMF di livello nazionale , la RCPB è comunque la più importante. Lo studio ha

32

anche rilevato che il 48% delle istituzioni di microfinanza del Burkina Faso è membro

della RCPB che, pur essendo capillarmente sviluppata in gran parte del territorio,

raccoglie gran parte del risparmio, circa il 40% totale, attraverso le Caisses presenti

nelle due principali città del Burkina Faso: Ouagadougou e Bobo-Dioulasso.

28 Il cambio Euro/FCFA è di 655,957.

29 Ministère de l’Agriculture, de l’Hydraulique et des Ressources Halieutiques – Plan d’Action pour le

Financement du Monde Rural – Cellule de Gestion, Resume actualise du Plan d’Action pour le

financement du monde rural, Giugno 2002.

31 L’altra rete di livello nazionale presente in Burkina Faso è il FAARF.

32 Dato aggiornato al 31/12 96

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Obiettivi perseguiti dalla RCPB

Gli scopi della rete nazionale RCPB sono i seguenti:

- Promuovere e sviluppare le cooperative (caisses) di risparmio e credito in tutto il

territorio del Burkina Faso, in particolar modo in quelle aree in cui ancora

l’attività finanziaria non è presente;

- Mobilitare il risparmio locale per incentivare il finanziamento dello sviluppo

locale;

- Lottare contro la pratica dell’usura attraverso la costituzione di diverse strutture

finanziarie decentralizzate e accessibili a tutti;

- Sensibilizzare la popolazione verso tali strutture finanziarie;

- Sviluppare campagne di sensibilizzazione sanitaria a favore di donne e bambini;

- Incentivare le donne all’avvio di una propria attività economica.

Servizi Forniti dalla RCPB

La RCPB cerca di ottemperare agli impegni assunti nei confronti delle casse e delle

unioni, attivandosi per: i) la mobilitazione del risparmio locale; ii) lo sviluppo delle

cooperative di risparmio e di credito;iii) la promozione di servizi finanziari accessibili e

adatti agli individui che sono esclusi dal circuito bancario tradizionale. Fornisce

consulenza amministrativa ai propri membri, organizza corsi di specializzazione per lo

staff che opera all’interno delle istituzioni della rete, aiuta i membri nelle scelte

politiche di sviluppo e nella gestione della liquidità secondo dei principi di gestione

democratica basati su regole e principi di cooperazione e nel rispetto della persona.

Storia della Formazione della RCPB

Il Réseau des Caisses Populaires du Burkina è il risultato finale di un lungo processo

evolutivo iniziato nel 1972 con la formazione delle prime Caisses Populaires ispirate

dall’esempio delle Crédits Unions del Ghana e sotto la spinta e l’appoggio del

Développement International Desjardins del Canada (al tempo conosciuto con il nome di

CIDR-Canada) che era già presente nella regione Bougouriba.

La scelta di questa regione da parte dell’organizzazione canadese è probabilmente da

imputare all’interesse che i colonizzatori avevano da lungo tempo per la zona in

questione, molto fertile per la coltivazione dell’arachide e del cotone. D’altro canto

però, questa regione presentava diverse problematiche, sia dal punto di vista della

penetrazione del territorio a causa della presenza di poche vie accessibili praticabili, sia

dal punto di vista della composizione etnica. Malgrado lo scetticismo iniziale, e in

seguito all’invio dei primi cooperanti nella regione da parte del CIDR-Canada, le prime

Caisses Populaires hanno iniziato a formarsi.

Il termine Caisse Populaire è la denominazione sociale che è stata prescelta dai membri

per “battezzare” le loro Cooperative di Risparmio e di Credito.

Già nel 1976 ben 7 Caisses erano operative e nello stesso anno decisero di fondare una

struttura che le coordinasse e le rappresentasse: nacque così l’Union Régionale des

Caisses Populaires du Poni et de la Bougouriba (URCPB), che è divenuta, in seguito,

l’Union Régionale des Caisses Populaires du Sud-Ouest (URCPSO), di cui si

descriveranno i particolari in seguito.

L’URCPB sviluppò, soprattutto dopo il 1981, alcuni servizi di gestione finanziaria, di

assistenza tecnica e di formazione disponibile e accessibile a tutte le Caisses Populaires

membri.

Nel 1984 l’URCPB contava 11 Caisses Populaires per un totale di 10.000 membri e 190

milioni di FCFA in risparmi.

L’esperienza delle Caisses Populaires del Bougouriba, nonostante le difficoltà che

incontrarono nell’investimento di risparmi e nel recupero dei crediti, suscitò l’interesse

97

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

di numerosi gruppi che iniziarono a diffondere il sistema nei territori ancora privi del

servizio delle Caisses.

A partire dal 1982 il CIDR canadese, in collaborazione con altri organismi, cercò di

sviluppare nuovi studi e ricerche che permettessero lo sviluppo di nuove Caisses

Populaires; questo lavoro portò alla preparazione e al successivo riconoscimento di una

legge quadro (Legge Quadro n 083-21/CSP/PRESS del 13 maggio 1983) che riconobbe

alle Caisses il carattere specifico di Cooperative.

Questa atmosfera di fiducia e di collaborazione ha consolidato e sviluppato le capacità

della rete URCPB tanto da portare alla creazione di altre reti regionali nel 1991. Sin

dall’inizio queste unioni regionali si avvicinarono l’una all’altra per il consolidamento e

la creazione di una Federazione Nazionale più forte e solidale denominata “Réseau des

Caisses Populaires du Burkina” (1992).

La Filosofia Cooperativa della RCPB

La gestione delle Caisses Populaires, gli strumenti utilizzati ed i risultati ottenuti sono

stati concepiti in funzione di una filosofia cooperativa che ha caratterizzato il lavoro

della RCPB fin dal principio. Tale filosofia si caratterizza per essere:

1. fortemente ispirata alle Caisses Populaires Desjardins del Canada;

2. basata sui principi fondamentali del concetto di Cooperativa:

- libertà di adesione;

- apertura ad un numero illimitato di membri;

- validità del principio “una testa un voto”, per cui ogni membro ha lo stesso

peso decisionale indipendentemente dal numero di quote associative

detenute;

- obbligo della costituzione di riserve monetarie generali alla fine di ciascun

esercizio finanziario;

- educazione economica e sociale dei membri all’interno delle attività della

Cooperativa.

3. ampliamente aperta all’autopromozione;

4. basata sul principio fondamentale che non si può “sviluppare il sociale” se non si

“sviluppa l’economia”, principio che implica che la risoluzione dei problemi

sociali parte dall’accumulare adeguate risorse finanziarie;

5. focalizzata sul profitto finanziario delle Caisses Populaires e delle Unions

Régionales.

Perché siano rispettati i principi ed i valori alla base della filosofia di cooperazione

precedentemente descritta e le risorse acquisite e l’organizzazione del lavoro siano più

efficaci ed efficienti, la rete nazionale ha mantenuto i seguenti principi di azione:

- ripartizione delle responsabilità generali e di gestione della Rete Nazionale tra le

tre diverse categorie di istituzioni che la compongono: le Caisses Populaires, les

Unions Régionales e la Fédération;

- progressivo miglioramento negli anni degli strumenti di gestione, per garantire

uno standard minimo di professionalità negli interventi. A titolo d’esempio,

inizialmente le Caisses impiegavano dai 10 ai 15 anni per arrivare alla

sostenibilità, in seguito sono passati dai 10 ai 5 anni per le Caisses insediate in

zone rurali e dai 10 ai 3 anni per le Caisses ubicate in zone urbane;

- organizzazione di un servizio apposito per la formazione professionale degli

impiegati e dei dirigenti delle Caisses; 98

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

4.4.3.2 Union Régionale des Caisses Populaires du Sud-Ouest

Il caso studio prosegue più nel dettaglio con l’analisi di una singola Unione Regionale

per capirne la sua funzionalità rispetto ai suoi obiettivi. 33

L’Union Régionale des Caisses Populaires du Sud-Ouest (URCPSO) si presenta oggi

come l’unione di 19 Caisses Populaires.

L’URCPSO lavora nela zona a Sud Ovest del Paese dove il terreno è favorevole alla

produzione agricola di arachidi e cotone e per il fatto di essere una delle regioni più

sottosviluppate del Paese.

Date le peculiarità determinate dalla sua localizzazione geografica e dalle divergenze

nella organizzazione e nella gestione delle Caisses, l’URCPSO decise di continuare la

propria attività autonomamente, indipendentemente dalle altre Unioni del Burkina,

uscendo dalla RCPB.

La decisione di continuare il proprio cammino autonomamente non ha però portato i

frutti desiderati; l’URCPSO ha incontrato grosse difficoltà di sopravvivenza negli anni,

fino ad arrivare agli inizi del 2000 al fallimento totale.

Data l’importanza economica della zona Sud Ovest, il Ministero dell’Economia e delle

Finanze del Burkina Faso, in collaborazione con la FCPB e con l’appoggio finanziario

dell’Unione Europea, è intervenuto per tentare di recuperare e ripristinare la situazione

delle caisses in questa parte del Paese.

Il contratto di sovvenzione stipulato ha previsto la nomina della FCPB come

Amministratore Provvisorio dell’Union Régionale des Caisses Populaires du Sud-Ouest

(URCPSO) e delle Caisses Populaires affiliate, per una durata di tre anni, a partire dal

2002, con l’obiettivo di ristrutturare l’Unione e le sue casse e per ripristinare l’equilibrio

finanziario dell’Unione nel suo complesso.

Situazione Finanziaria dell’URCPSU e delle Caisses Populaires membri (Aprile 2003)

Di seguito verranno riportati alcuni dati finanziari che forniscono interessanti

informazioni sulla reale situazione dell’attività dell’Union e delle Caisses Populaires ad

essa affiliate, di come queste realtà operino e dell’interazione tra i due diversi livelli di

organismi.

Le Caisses Populaires raccolgono i risparmi direttamente dai propri membri e concedono

crediti per il sostegno delle loro attività economiche. L’Union invece non raccoglie il

denaro direttamente presso il pubblico, ma riceve quote dalle Caisses affiliate.

Le quote versate dalle Caisses all’Union rappresentano una percentuale molto variabile,

che oscilla tra il 3,34% e il 40,91% dei costi sostenuti dalle Caisses stesse. Questo

sistema di quote crea notevoli problemi alle Caisses perché non si tengono in

considerazione le loro reali capacità, aumentando gli oneri e le difficoltà che

quest’ultime già devono affrontare.

Tasso di Conversione

tasso di conversione

Il è dato dal rapporto tra il totale dei prestiti concessi e

l’ammontare dei risparmi raccolti ad una determinata data. Tale tasso esprime la

capacità di trasformare in prestiti le somme di denaro a disposizione.

33 Rilevazione dei dati ad agosto 2003. 99

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

I dati riportati sono quelli relativi ad un intero anno, esaminati con una scadenza

quadrimestrale, a partire dall’aprile 2002 fino all’aprile 2003.

Se si analizza, a titolo di esempio, il tasso di conversione dell’Union e delle Caisses alla

fine di aprile 2002, si nota come la capacità di trasformare i risparmi in crediti si aggira

attorno al 50%, cioè solamente il 50% delle loro capacità creditizie è utilizzata per la

concessione di prestiti.

Tabella 13: tassi di conversione Tasso di Tasso di

Risparmi Prestiti Risparmi Prestiti

Conversione Conversione

Al 30/04/2002 Al 31/08/2002

URCPSO 489.620.530 248.332.306 50,72% 480.419.842 80.263.570 16,71%

Totale Caisses 1.947.423.120 1.053.303.031 54,09% 1.951.873.750 1.012.112.087 51,85%

Populaires

Consolidato 2.437.043.650 1.301.635.337 53,41% 2.432.293.592 1.092.375.657 44,91%

Risparmi Prestiti Tasso di Risparmi Prestiti Tasso di

Conversione Conversione

Al 31/12/2002 Al 30/04/2003

URCPSO 476.079.661 271.551.445 57,04% 652.879.899 126.051.614 19,31%

Totale Caisses 1.715.477.755 1.029.693.098 60,02% 1.927.054.841 824.387.509 42,78%

Populaires

Consolidato 2.191.557.416 1.301.244.543 59,38% 2.579.934.740 950.439.123 36,84%

Il primo elemento che balza agli occhi, osservando le griglie superiori e spostandosi tra i

diversi periodi dell’anno, è la notevole variabilità nell’andamento del tasso di

conversione. Questa variabilità si riscontra sia confrontando l’andamento del tasso di

conversione dell’Union rispetto a quello delle Caisses, imputabile alla diversa attività

finanziaria dei due organi e all’azione del Piano di Ripristino, sia confrontando

l’andamento del tasso di conversione lungo l’arco temporale. Se infatti si osserva

l’andamento del tasso dell’Union, si nota che esso diminuisce notevolmente tra aprile e

agosto 2002, passando da un 51% ad un 17%, aumenta passando dal 17% al 57% nel

dicembre 2002 e ricade di nuovo al 19% nell’aprile 2003.

Un utile elemento da ricordare per poter meglio interpretare i dati è che la zona dove

l’Union risiede è prettamente agricola e rurale e, quindi, l’andamento della richiesta di

prestiti e l’ammontare dei risparmi raccolti è legata all’attività agricola e al relativo

ciclo di produzione. Le richieste da parte dei membri delle Caisses seguono il ciclo

agricolo: pervengono tutte nello stesso periodo per affrontare la nuova semina mentre

sono assenti in altri periodi dell’anno.

Tasso di Insolvenza

tasso di insolvenza

Il viene calcolato come percentuale dei crediti non rimborsati

in funzione del totale dei prestiti concessi. 100

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tabella 14: tasso di insolvenza

Tasso di insolvenza

30/06/2002 31/08/2002 31/12/2002 30/04/2003

30,04% 33,87% 0,28% 0,70%

URCPSO

Totale Caisses 7,53% 7,84% 7,26% 8,51%

Populaires

Consolidato 9,12% 9,75% 6,97% 7,47%

Anche in questo caso l’andamento dei tassi varia notevolmente a seconda che si

consideri l’Union o le Caisses e si evidenzia una brusca caduta del tasso di insolvenza

dell’Union dall’agosto 2002 all’aprile 2003.

L’andamento del tasso di insolvenza dell’Union è drasticamente caduto soprattutto in

conseguenza dell’applicazione del Piano di Ripristino dell’Unione che ha previsto la

cancellazione di tutti i crediti da lungo tempo rimasti insoluti e che ha determinato una

diminuzione dell’ammontare percentuale dei crediti inesigibili e del relativo tasso.

Il tasso delle Caisses, invece, varia tra il 7-8% e si presenta abbastanza costante nel

tempo esaminato. L’obiettivo del Piano di Ripristino sarebbe quello di diminuire il tasso

di insolvenza al di sotto del 5%, ma per ora il raggiungimento di tale risultato è ancora

difficile perché il servizio di recupero crediti presso le Caisses è debole e non è ancora

stata ben impostata una procedura standard da seguire. La situazione è inoltre aggravata

dal fatto che normalmente i direttori e gli agenti di credito delle singole Caisses,

preposti al recupero crediti, sono oberati di lavoro e non riescono a migliorare la qualità

dei crediti erogati. E’ stato pianificato un servizio di recupero crediti centralizzato

all’Union ma tale servizio non è ancora pienamente efficace. 101

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Tasso di Crescita dei Crediti Regolari

crediti regolari

I sono quei crediti che nel loro percorso finanziario non hanno

registrato ritardi e sono stati rimborsati puntualmente.

tasso di crescita dei crediti regolari

Il è calcolato come variazione percentuale

dell’ammontare dei crediti regolari in un periodo di tempo. Nel caso da noi preso in

considerazione ci si basa sui quadrimestri e gli anni.

Tabella 15: tasso di crescita dei crediti regolari 2002

Tasso Annuale di crescita dei Crediti Regolari

Crediti Crediti Tasso di Crediti Regolari Tasso di

Regolari Regolari Crescita Crescita

30/04/2002 31/08/2002 04/02 - 08/02 31/12/2002 08/02 - 12/02

URCPSO -76,80% 410,14%

228.805.907 53.081.115,00 270.786.882,00

Totale CP -7,23% 2,38%

1.005.457.881 932.749.895,00 954.959.755,00

Consolidato -20,13% 24,34%

1.234.263.788 985.831.010,00 1.225.746.637,00

Tabella 16: tasso di crescita dei crediti regolari anno 2003

Tasso di crescita dei Crediti regolari

Crediti Tasso di Tasso di

Regolari Crescita Crescita

30/04/2003 12/02 - 04/03 04/02 - 04/03

URCPSO -53,76% -45,28%

125.212.951

Totale CP -21,02% -24,99%

754.219.749

Consolidato -28,25% -28,75%

879.432.700

Il tasso di crescita di questi crediti ha un andamento irregolare; il dato più interessante è

il tasso di crescita annuo, che esprime la crescita o la diminuzione dell’ammontare dei

crediti regolari emessi nell’arco di un anno che non risente, quindi, di alterazioni

stagionali relative in particolare all’attività agricola.

Come si vede nella tabella, il tasso annuo si presenta negativo sia per l’Union che per le

Caisses a causa dell’azione del Piano di Ripristino che ha sottoposto la pratica di

emissione di crediti a regole più ferree, diminuendo così il numero complessivo di

crediti erogati, cosa che determina anche una diminuzione del numero di crediti regolari

erogati.

Tasso di Crescita dei Crediti Totali

tasso di crescita dei crediti totali

Il concessi dall’Union o dalle Caisses è l’indice

che esprime la variazione percentuale dell’ammontare dei crediti totali, in riferimento

al periodo di riferimento. 102

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Anche per quanto riguarda il tasso di crescita dei crediti totali i periodi presi in esame

sono il quadrimestre e l’anno.

Tabella 17: tasso di crescita dei crediti totali

Tasso Annuale di crescita dei Crediti Totali

Crediti Totali Crediti Totali Tasso di Tasso di

Crediti Totali

Crescita Crescita

30/04/2002 31/08/2002 04/02 - 08/02 31/12/2002 08/02 - 12/02

URCPSO 248.332.306 80.263.570 -67,68% 271.551.445 238,32%

Totale CP 1.053.303.031 1.012.112.087 -3,91% 1.029.693.098 1,74%

Consolidato 1.301.635.337 1.092.375.657 -16,08% 1.301.244.543 19,12%

Tabella 18: tasso di crescita dei crediti totali

Tasso di crescita dei Crediti Totali

Crediti Totali Tasso di Tasso di

Crescita Crescita

30/04/2003 12/02 - 04/03 04/02 - 04/03

URCPSO -53,58% -49,24%

126.051.614

Totale CP -19,94% -21,73%

824.387.509

Consolidato -26,96% -26,98%

950.439.123

La diminuzione dell’ammontare totale dei crediti è da imputare alla pulizia del

portafoglio delle Caisses e dell’Union e all’applicazione di condizioni più rigorose di

accesso al credito determinate dal Piano di Ripristino dell’URCPSO.

Tasso di Crescita dei Risparmi

tasso di crescita dei risparmi

Il esprime la variazione percentuale dell’ammontare

dei risparmi raccolti nel periodo di tempo considerato, il quadrimestre o l’anno.

Tabella 19: crescita dei risparmi Tasso Annuale di crescita dei risparmi

Risparmio Risparmio Tasso di Risparmio Tasso di

Crescita Crescita

30/04/2002 31/08/2002 04/02 - 08/02 31/12/2002 08/02 - 12/02

URCPSO -1,88% 476.079.661 -0,90%

480.419.842

489.620.530

Totale CP 1.947.423.12 0,23% 1.715.747.570 -12,10%

1.951.873.750

0 103

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Tabella 20:crescita dei risparmi (2)

Risparmio Tasso di Tasso di

Crescita Crescita

30/04/2003 12/02 - 04/03 04/02 - 04/03

URCPSO 37,14% 33,34%

652.879.899

Totale CP 12,32% -1,05%

1.927.054.841

Il tasso di crescita dei risparmi dell’Union è aumentato notevolmente sia nell’ultimo

quadrimestre sia a livello annuale, probabilmente grazie ad un incremento della liquidità

delle Caisses, generata dalla diminuzione del volume dei crediti erogati.

A livello di Caisses si osserva un andamento parzialmente irregolare durante l’anno di

osservazione, con una lieve diminuzione annua risultato di un malessere riscontrato

presso i membri delle Caisses, che si sono lamentati dei lunghi tempi di attesa per

qualsiasi tipo di operazione allo sportello e per i lunghi tempi di attesa nel caso di

apertura di nuovi depositi.

Percentuale di donne

Un dato molto importante da rilevare è la capacità delle Caisses di concedere servizi di

risparmio e di credito alle donne. I crediti alle donne sono molto importanti perché legati

allo sviluppo dell’economia familiare e perchè emessi a favore di uno dei segmenti

socialmente più deboli delle comunità rurali. La fornitura di servizi finanziari è uno dei

mezzi con cui le Caisses possono contribuire allo sviluppo sociale della regione.

Si è visto anche come per la rete nazionale nel suo complesso, e di conseguenza per le

unioni e le casse che la formano, il credito alle donne sia promosso e incentivato.

Nella seguente tabella è riportata l’evoluzione del numero di donne membri delle caisses

in rapporto al totale dei membri delle casse.

Tabella 21:percentuale di donne

30/04/2002 31/08/2002 31/12/2002 30/04/2003

28,77% 28,33% 28,16% 27,97%

La tabella 21 mostra che la percentuale delle donne che sono socie delle Caisses è in

diminuzione graduale nel periodo considerato. Anche se i dati non si riferiscono alla

clientela attiva, si può affermare che la partecipazione delle donne alla vita delle Caisses

è ancora piuttosto esigua.

La Réseau des Caisses Populaires du Burkina e più in particolare il caso ristretto

dell’Union Régionale des Caisses Populaires du Sud-Ouest, sono state prese come casi

studio perché rappresentano anzitutto un ottimo esempio di formazione di rete locale di

istituzioni di microfinanza con una presenza capillare in tutto il territorio, formatasi a

partire dagli anni ’70 per incentivare la mobilitazione del risparmio locale e lo sviluppo

di cooperative di risparmio e credito in tutto il territorio nazionale. 104

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Questi elementi sono fondamentali ed essenziali per lo sviluppo locale ed il

miglioramento delle condizioni di vita degli individui. L’esempio ha inoltre evidenziato

l’importanza che una rete locale di IMF assume anche sotto il profilo internazionale,

dato che le sorti di una delle Unions di questa rete ha incentivato il Ministero

dell’Economia e delle Finanze del Burkina Faso a sviluppare una cooperazione a livello

internazionale che coinvolge diversi organismi, tra cui l’Unione Europea.

Il piano di ripristino ha per ora ottenuto dei risultati sul tasso di insolvenza globale

dell’Union che è diminuito notevolmente, grazie alla decisione di eliminare tutti quei

crediti insoluti che rappresentavano solo un peso per l’Union e per le Caisses. Tale

azione ha influito anche sul livello degli altri indici finanziari: sul tasso di crescita dei

crediti regolari; sul tasso di crescita dei crediti totali e sul tasso di crescita dei risparmi.

Il Piano di Ripristino prevede anche delle migliorie dal punto di vista qualitativo che

influiscono sulla gestione dell’Union e delle sue Caisses: la formazione del personale,

l’ideazione di un manuale di procedure interne e di nuove metodologie standard per il

controllo e il miglioramento dei servizi offerti, un controllo periodico più rigoroso di

tutto l’operato svolto, un insieme di azioni per il recupero totale dell’Union e

l’inserimento di essa all’interno della Réseau des Caissses Populaires du Burkina.

4.4.3.3 Rete Globale: Women’s World Banking

Women’s World Banking (WWB)

La rete di istituzioni di microfinanza è una banca che

opera a livello globale con l’obiettivo di espandere le capacità finanziarie, la

partecipazione alla vita economica ed il potere decisionale delle donne imprenditrici che

vivono con un reddito ed un livello di formazione professionale bassi, fornendo loro la

possibilità di aver accesso alla finanza, all’informazione, alla conoscenza ed ai mercati

economici.

La cartina che segue (figura 6) dà un’idea della presenza degli organi appartenenti alla

rete WWB nel mondo. Figura6:la rete WWB 105

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

I punti indicati nella cartina sono di quattro colori diversi perché la rete globale di WWB

è composta da tre distinte categorie di membri (le filiali, indicate con colore rosso, gli

associati, indicati con colore blu e i membri appartenenti alla Global Network for

Banking Innovation in Microfinance, indicati con il marrone) e da un partner (indicato

con il colore verde).

In particolare le tre categorie di membri si distinguono in:

filiali:

- le filiali sono istituzioni di microfinanza che operano a livello locale in

maniera autonoma e che forniscono servizi finanziari a favore di centinaia di

migliaia di donne con un basso livello di reddito;

associati:

- i membri associati sono istituzioni di microfinanza che lavorano a

livello locale ed in maniera autonoma, non necessariamente gestiti da donne che

forniscono servizi finanziari ad una clientela prevalentemente femminile;

membri Global Network for Banking Innovation in Microfinance

- appartenenti al

(GNBI): la GNBI è una rete globale di IMF creata nel 2001 dalla WWB stessa i cui

membri sono regolari istituzioni di microfinanza, cooperative e banche

commerciali che vedono nella microfinanza una possibile opportunità di sviluppo

commerciale ed un possibile mezzo per cambiare il funzionamento del mondo.

Ed infine, il partner:

- Africa Microfinance Network (AFMIN): rete africana di istituzioni di

microfinanza comprendente 14 reti di IMF di livello locale sparse in 14 differenti

nazioni africane. Il partenariato tra la rete globale WWB e AFMIN si concretizza

nella fornitura da parte della prima di assistenza tecnica nei confronti della

seconda.

Tutti i membri e il partner condividono la stessa mission, gli stessi obiettivi, i valori ed i

principi della rete globale Women’s World Banking.

34

La WWB, al 31 dicembre 2002 , era così strutturata:

26 7 22 1

- filiali, associati e membri della GNBI ed partner;

35 36 37

582.234 2,3 8,6

- membri delle filiali, milioni di membri degli associati,

2,5

milioni di membri della GNBI e milioni di membri dalle istituzioni finanziarie

appartenenti ad AFMIN;

- in dettaglio, le aree in cui l’organizzazione ha delle filiali, degli associati o dei

partners, sono:

- Africa Sub-Sahariana: 10

- Medio Oriente e Nord Africa: 2

- Asia: 17

- America Latina: 18

- Nord America ed Europa dell’Ovest: 6

- Europa dell’Est ed Asia Centrale: 2

- Le organizzazioni che appartengono alla rete di WWB sono Fondazioni e

Organizzazioni non Governative (29), Cooperative (4), Istituzioni finanziarie non

bancarie (8), Banche focalizzate sul microcredito (4) e anche Banche tradizionali

(10);

- Generalmente le organizzazioni si uniscono alla rete in maniera autonoma e sono

tutte organizzazioni che si occupano di microfinanza;

34 I dati sono contenuti nel sito della rete WWB.

35 Dato rilevato al dicembre 2001.

36 Idem.

37 Idem. 106

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

- Il 70% dei fondi a disposizione della rete WWB proviene da sovvenzioni

pubbliche, il 20% da donazioni di privati ed il rimanente 10% da interessi di

capitali investiti.

Obiettivi perseguiti dalla Women’s World Banking

Per raggiungere gli obiettivi precedentemente accennati, la rete WWB si prefigge di:

- Incentivare la creazione di numerose filiali gestite da donne che forniscano servizi

finanziari alle donne che ne hanno bisogno;

- Aumentare la rete globale coinvolgendo le filiali, gli associati, i membri della

GNBI e dell’AFMIN per generare conoscenza ed innovazione, formare e

strutturare il settore della microfinanza ed espandere l’accesso all’economia ed ai

servizi finanziari delle donne con basso reddito;

- Ingaggiare tutti gli attori chiave per una trasformazione dei sistemi finanziari

attualmente vigenti, volta alla costruzione di un nuovo modo di vedere e vivere il

mondo finanziario.

In termini pratici questo consiste nel creare un ambiente in cui le donne con un basso

reddito siano in grado di sviluppare il proprio business, migliorare le proprie condizioni

di vita, riuscire a sostenere la propria famiglia, garantire una educazione ai figli ed

assicurargli un rilievo politico.

La rete WWB si prefigge come impegno quello di costruire dei servizi e delle istituzioni

finanziarie sostenibile a favore delle donne.

Servizi Forniti dalla Women’s World Banking

I servizi forniti dalla rete Women’s World Banking alle proprie filiali e a tutti i membri

in generale hanno l’obiettivo di aumentare la forza, l’efficienza, la sostenibilità e

l’impatto operativo dei singoli membri. I servizi di consulenza tecnica offerti sono:

sviluppo di nuovi prodotti, sviluppo professionale delle risorse umane, information

technology, e in minor parte anche analisi finanziarie, planning strategico e servizio

rating.

Gli altri servizi offerti dalla rete sono: servizi di consulenza strategica e decisionale;

servizi di conoscenze gestionali generali e conoscenze gestionali finanziarie, e servizi di

ricerca e sviluppo ed innovazione. 107

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Risultati ottenuti dalla Women’s World Banking

Figura 7:

I risultati raggiunti dalle filiali alla fine del 2001, erano:

- 582.234 clienti, di cui intorno a 482.000 hanno ottenuto microcrediti e 460.000

hanno ricevuto servizi finanziari a favore dei propri risparmi;

- valore medio di un portafoglio di US$ 356;

- tasso di rimborso a 30 giorni del 95%.

I risultati raggiunti dagli associati, alla fine del 2001, erano:

- 2,6 milioni di clienti;

- valore medio dei prestiti concessi di US$ 308;

- tasso di rimborso a 30 giorni del 99%.

I risultati di AFMIN:

- rete composta da 365 istituzioni di microfinanza sparse in 14 paesi del continente;

- 2,5 milioni di individui che mettono a disposizione i propri risparmi;

- 3,5 milioni di risparmiatori poveri di cui la maggioranza sono donne.

I risultati della GNBI alla fine del 2001:

- istituito la Global Network for Banking Innovation in Microfinance (GNBI)

cheinclude 22 istituzioni di microfinanza di 15 differenti paesi.

- GNBI fornisce direttamente ai propri clienti prodotti di microcredito e si stima

abbiano concesso intorno a US$ 7 miliardi di prestiti a più di 8,6 milioni di

microimprenditori.

La rete globale di istituzioni di microfinanza Women’s World Banking è un ottimo

esempio di rete internazionale, non solo per gli ottimi risultati raggiunti ma anche per la

sua composizione.

La composizione di WWB è piuttosto complessa, soprattutto se paragonata con la

composizione della rete locale nazionale illustrata in precedenza. WWB, infatti, non è

solamente composta da singoli organismi che condividono gli stessi obiettivi e operano

108

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

seguendo gli stessi standards, ma è una rete composta da altri organismi esterni, partner

di WWB, che hanno una esistenza autonoma e propri obiettivi.

WWB, inoltre, ha istituito una nuova rete globale di istituzioni di microfinanza situate in

15 paesi di tutto il mondo impegnate nell’offrire servizi finanziari a quella fascia di

popolazione che ne sarebbe altrimenti esclusa: questo è un ottimo risultato per una rete

globale. 109

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

CAPITOLO 5

LE FASI DI PIANIFICAZIONE DI UN PROGETTO DI

MICROFINANZA E I SERVIZI OFFERTI (di Chiara Benvegnù)

La pianificazione di un progetto di microfinanza si delinea attraverso alcune fasi,

strettamente collegate l’una all’altra e necessarie come punto di riferimento e linee

Studio di Fattibilità,

guida. Partendo con lo si raccolgono e si analizzano una serie di

dati e di elementi fondamentali, anzitutto per determinare la concreta possibilità di

realizzare un programma di microfinanza in un determinato contesto. Soltanto dopo aver

rilevato la presenza di fattori positivi, si può precedere alla pianificazione, attraverso lo

Business Plan,

strumento del delle fasi operative del progetto, determinandone gli

obiettivi, i contenuti e il budget relativo. L’Operatività si concretizza con la

realizzazione del programma, coinvolgendo direttamente i diversi attori presenti nel

business plan. Una volta che la gestione del progetto si conclude, si procede al

monitoraggio valutazione,

e alla per verificare la sostenibilità del programma stesso.

5.1 Studio di Fattibilità

Realizzare uno Studio di Fattibilità vuol dire elaborare in forma analitica informazioni

acquisite in un determinato sistema di riferimento, con l’obiettivo di pianificare e

realizzare un progetto di cooperazione allo sviluppo.

Lo Studio di Fattibilità fotografa la struttura e le caratteristiche degli elementi

determinanti per un progetto sotto il profilo del target group, dell’ambiente e delle

organizzazioni esistenti che offrono servizi legati a quelli del programma.

target group,

Il sono le persone che il programma intende assistere, sono quindi il punto

centrale e più importante dell’intero progetto.

Il Target Group, di cui si è ampiamente discusso nel capitolo 2,, deve essere studiato in

modo approfondito in relazione: alle attività economiche svolte dal un punto di vista

della loro dimensione economica e del settore d’intervento; alle caratteristiche

demografiche della popolazione (età, cittadinanza, genere, livello d’istruzione): alle

caratteristiche culturali di un determinato contesto tra cui fondamentalmente la

percezione del credito e coesione culturale.

Questi elementi influenzano direttamente la pianificazione del programma di

microfinanza ed in particolare la metodologia con la quale i servizi vengono offerti.

L’ambiente nel quale un programma opera comprende diversi aspetti della vita

economica, strutturale e politica di un determinato contesto.

Ambiente economico: i fattori economici come il tasso d’inflazione sono interessanti non

solo da un punto di vista generale, per determinare il tipo di problematiche presenti, ma

anche per la determinazione dei servizi offerti dal programma, che, soprattutto

nell’ambito finanziario, devono assolutamente tener conto di tali componenti. 110

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Accessibilità: la presenza o meno di infrastrutture è un altro elemento fondamentale da

studiare per capire come erogare i servizi previsti dal programma e la sua relativa

espansione geografica.

Mercati: creare l’opportunità di accedere a servizi di credito e risparmio vuol dire dare

nuove possibilità di sviluppo economico che, partendo dal basso, possano trovare nuove

opportunità, quindi nuovi sbocchi.

Politiche di governo: la microfinanza trova la sua collocazione nell’ambito della finanza

informale, che quando è prevista dalla legislazione in essere, a seconda del paese è

regolata in modo molto diverso.

risorse esistenti: la presenza nel paese d’intervento di enti (associazioni, ONG, IMF)

Le

locali o internazionali che si occupano di progetti di sviluppo economico e/o sociale, va

presa in considerazione nella determinazione del programma di microfinanza, sia per

possibili collaborazioni ed ottimizzazioni delle risorse e delle conoscenze, sia per un

confronto con il sistema finanziario formale ed informale presente.

Uno strumento molto utilizzato e ritenuto insostituibile per la raccolta delle informazioni

a livello locale è l’intervista. La sua importanza è rappresentata da due determinanti

elementi:

- Permette di instaurare relazioni dirette con tutti gli stakeholders del progetto;

- Consente di raccogliere informazioni direttamente dalla fonte e quindi di orientare la

raccolta dei dati verso la direzione desiderata.

Sono diversi i soggetti che possono essere intervistati, e diversi sono pure i livelli di

profondità che possono essere raggiunti attraverso le interviste; dipende necessariamente

dalla conoscenza a priori del contesto dove si vuole operare.

Generalmente, se si realizza uno Studio di Fattibilità in un paese dove non sono mai stati

realizzati progetti, bisognerebbe intervistare per lo meno i seguenti soggetti:

I leader di villaggio: soprattutto nei paesi africani, ma non solo, rappresentano

l’autorità effettiva, a cui è riconosciuta maggiore legittimità da parte della comunità.

I beneficiari: se le interviste sono condotte su un campione significativo, possono

aiutare a capire con buona approssimazione chi sono i beneficiari che s’intendono

raggiungere e quali sono i loro bisogni economici e sociali.

Le interviste consentono di individuare quali attività economiche caratterizzino la

comunità e, soprattutto, quali sono i problemi affrontati dalla gente nello sviluppo di

queste attività. Attraverso questo tipo d’indagine è possibile capire quali sono i

bisogni finanziari espressi e inespressi della comunità.

Gli istituti finanziari: le interviste con le banche forniscono informazioni utili sulla

loro eventuale esperienza di finanziamenti di piccole attività economiche nell’area.

Le organizzazioni internazionali: è importante conoscere i progetti di emergenza o di

sviluppo presenti e futuri nell’area di intervento, spesso succede che progetti d’altre

organizzazioni possano in qualche modo influenzare l’esito di un progetto di

microcredito.Le relazioni con le organizzazioni internazionali che operano nell’area

sono importanti anche per reperire dati di carattere sociale ed economico del contesto

di riferimento.

Le IMF presenti nell’area: per conoscere il mercato di riferimento, i bisogni rimasti

insoddisfatti e le potenzialità di sviluppo future.

Essendo, Proponiamo un generico modello di intervista che considera i beneficiari

l’elemento centrale nella struttura di un programma e che tuttavia va adattato, nella

pratica, alla realtà locale dove si opera, tenendo opportunamente conto degli elementi

sociali e culturali. Ad esempio, in un contesto dove il ruolo delle donne è discriminato,

111

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

forse non è opportuno porre domande troppo dirette sulle loro funzioni e sui loro compiti

all’interno del nucleo familiare all’interno della comunità stessa di appartenenza.

MODELLO DI INTERVISTA

(Beneficiari)

D ATA DELLA VISITA

C ODICE IDENTIFICATIVO

V ILLAGGIO

C OMUNITÀ DI APPARTENENZA

R / /

IFUGIATO RIENTRATO PROFUGO

C ONTATTO

E TÀ

N UMERO DI MEMBRI DELLA FAMIG LIA

A TTIVITÀ GENERATRICI DI REDDITO DELLA FAMIG LIA

M EMBRI DELLA FAMIG LIA CHE GENERANO REDDITO

(A )

TTIVITÀ ECONOM ICA SVOLTA PRIMA DELLA GUERRA ’

E SPERIENZA DI ACQUISTO E VENDITA NEI MERCATI ALL INGROSSO E AL DETTAGLIO

D ’ ?

A QUANTO TEMPO VIENE SVOLTA L ATTUALE ATTIVITÀ ECONOMICA

Q ’ ?

UANTE PERSONE SONO IMPEGNATE NELL ATTIVITÀ

D ?

OVE E A CHI VENGONO VENDUTI I PRODOTTI

C ONOSCENZA DI ALTRI POSSIBILI CANALI DI VENDITA

C (

OLLABORAZIONE CON ALTRE PERSONE CHE SVOLGONO LA STESSA ATTIVITÀ ASSOCIAZIONI

)

DI CATEGORIA

L’ ?

ATTIVITÀ È REGISTRATA

Q ?

UALE SISTEMA VIENE SEGUITO PER LA REGISTRAZIONE DELLE OPERAZIONI CONTABILI

’ ? E’

A QUANTO AMMONTA IL REDDITO NETTO DELL ATTIVITÀ SUFFICIENTE PER FAR FRONTE

’ ?

ALLE ESIGENZE DELL ATTIVITÀ E DELLA FAMIG LIA

C ONSISTENZA DEL PATRIMONIO FAMILIARE

L ? S , ?

A FAMIG LIA È IN GRADO DI RISPARMIARE E SI QUANTO E COME

C APACITÀ DI REDIGERE UN BUSINESS PLAN E UN BUDGET

I DENTIFICAZIONE E SCALA DEI BISOGNI DELLA FAMIGLIA

U TILIZZO DI UN POSSIBILE PRESTITO

A MMONTARE DI UN POSSIBILE PRESTITO

Q ’ ?

UALI BENEFICI POTREBBE PORTARE ALL ATTIVITÀ UN PRESTITO

C ( )?

OME CREDE DI ESSERE IN GRADO DI RESTITUIRE IL PRESTITO CAPITALE E INTERESSI

T ASSO DI INTERESSE CONSIDERATO SOSTENIBILE

P ( ’

IANO DI AMMORTAMENTO DESIDERATO CONSIDERANDO I FLUSSI SI CASSA DELL ATTIVITÀ E

)

LA CICLICITÀ PRODUTTIVA

D ISPONIBILITÀ A RICEVERE IL PRESTITO ATTRAVERSO UN GRUPPO

E ( ?)

SPERIENZE PASSATE DI RELAZIONE CON LE BANCHE HA GIÀ OTTENUTO UN PRESTITO

C ?

OME HA UTILIZZATO E COME HA RIPAGATO IL PRESTITO OTTENUTO

Dato che i programmi di microfinanza hanno come principale obiettivo quello di

combattere la povertà, hanno assunto importanza alcuni strumenti che identificano i

livelli più bassi di povertà in una determinata comunità. La Microcredit Summit

Campaign ha preso in considerazione i seguenti metodi: l'

House Index e il Partecipatory

38

Wealth Ranking .

L'

House Index è uno strumento che si basa sull'

ipotesi che il livello di povertà di una

famiglia si identifica sulla qualità dell'

abitazione. Partendo da questa considerazione,

durante lo studio di fattibilità si osservano le case, determinando quelle che potrebbero

appartenere ai più poveri. Viene quindi compilata una scheda e calcolato un punteggio,

38 Tratto dalla tesi di laurea di Stefano Bravin "La valutazione dell'

impatto del microcredito come politica per lo

sviluppo: aspetti teorici e metodologici", 1999-2000. 112

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

basato su un set di alternative localmente rilevanti; in base al punteggio le famiglie

vengono classificate con un certo grado di povertà.

L'

House Index è uno strumento valido per valutare il livello di povertà; le condizioni

della casa non possono, in genere, dipendere da periodici momenti di ricchezza e il loro

miglioramento si manifesta qualora la famiglia riesce a mettere del denaro da parte.

Il Partecipatory Wealth Ranking (PWR) è un metodo partecipativo della determinazione

dei livelli di ricchezza. Esso si basa su criteri e conoscenze delle persone appartenenti

alla comunità in cui si attua l'

intervento.

Il PWR segue uno schema specifico di lavoro che inizia con l'

organizzazione di un

incontro comunitario dei rappresentanti di tutte le aree del villaggio nel quale il

programma si realizza. Dopo una generale spiegazione da parte di un moderatore, viene

disegnata sul terreno, con un bastoncino o su una lavagna, una mappa dettagliata del

villaggio. I partecipanti a questo punto, scrivono o indicano il nome comunemente usato

per ogni famiglia, che viene trascritto in un foglio, in modo da avere un foglio per ogni

famiglia presente nell'

area considerata.

Il passo successivo è suddividere i fogli in differenti gruppi a seconda dei diversi livelli

di povertà. Questo può avvenire in due modi: la suddivisione è effettuata dal

rappresentante locale ufficialmente eletto oppure si usano quattro o cinque gruppi di

riferimento, formati da tre-cinque abitanti del villaggio, che rappresentino le diverse

zone individuate nella mappa. In quest'

ultimo caso ogni gruppo si incontra

separatamente e divide i fogli in un numero di pile determinato dal gruppo stesso.

Durante il processo di classificazione emergono numerose informazioni sulla percezione

dei partecipanti della ricchezza e della povertà. Il moderatore dovrà essere abile a

cogliere questi aspetti e a stimolare la discussione.

Il processo si ripete poi con ogni gruppo; la triangolazione dei dati ottenuti permette una

maggiore attendibilità dei risultati: il moderatore deve cercare di proporre criteri di

selezione comuni e assicurarsi che questi siano applicati in ogni gruppo.

Il PWR è un metodo di analisi molto semplice ed i risultati sono trasparenti; è molto

efficace per l'

individuazione dei poveri ed il processo di triangolazione assicura una

notevole credibilità dei dati poichè ogni gruppo ne verifica l'

analisi.

5.2 Business Plan

Con lo Studio di Fattibilità vengono raccolti tutti i dati necessari alla realizzazione della

pianificazione del programma di microfinanza, che deve esplicare in particolare i

seguenti aspetti della situazione: i tipi di servizi offerti (interventi); come i servizi

vengono offerti (metodologie); chi viene coinvolto nella distribuzione dei servizi (canali

di distribuzione).

Gli interventi vengono determinati a livelli diversi, a seconda degli obiettivi che il

progetto si prefigge di raggiungere; le metodologie di offerta cambiano in base alle

caratteristiche del target group, al contesto socio-economico e a quello culturale in cui il

programma si realizza; i canali di distribuzione combinano i soggetti che intervengono

direttamente nel programma a seconda del loro specifico ruolo, con i tipi d’intervento

predeterminati dal progetto stesso.

Nella fase di pianificazione vanno tenuti in debita considerazione gli obiettivi che si

vogliono raggiungere e vari elementi ad essi correlati: l’ impatto, cioè la somma dei

benefici economici e sociali risultati servizi offerti dal programma, può variare a

seconda della dimensione del progetto e dei livelli dove intende operare; l’efficienza

influenzata dalla produttività dello staff di campo, dalla struttura organizzativa, dalle 113

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

procedure e dai sistemi della gestione finanziaria; la massimizzare nell’uso delle risorse

per raggiungere l’impatto desiderato che il programma dovrebbe prevedere, cioè il più

alto numero di clienti al più basso costo possibile; la sostenibilità, che vuol dire che il

programma deve assicurare che i servizi continuino ad essere disponibili ad un crescente

numero di clienti nel lungo periodo. Perché l’istituzione sia in grado di offrire alle

piccole attività economiche servizi nel lungo termine, sono da tenere in considerazione

alcuni elementi: la visibilità; le risorse umane; la pianificazione del programma; la

solvibilità finanziaria; la struttura organizzativa; i sistemi; i network.

Questi elementi interagiscono in modo reciproco e reciprocamente si influenzano; così le

caratteristiche e i bisogni del Target Group sono importanti in relazione alla natura degli

interventi che sarà offerto nel programma. Il grado con il quale gli interventi incontrano

i bisogni del Target Group è il più importante fattore per determinare se il programma

raggiungerà l’impatto desiderato. L’ambiente include l’accessibilità; l’accessibilità dei

clienti è un fattore chiave nella scelta nella più appropriata metodologia di prestito per il

contesto del programma. L’implementazione di un’appropriata metodologia permetterà

all’istituzione di raggiungere un ottimale grado di efficienza. L’esistenza e la

conoscenza dei Servizi di risorse permette di identificare appropriati partner. Nella

determinazione dei canali di distribuzione possono essere coinvolti questi partner,

determinando la sostenibilità istituzionale.

Gli elementi che costituiscono il business plan di un progetto di microfinanza o

Microcredito sono molteplici e vanno analizzati e singolarmente. L’elenco che

riportiamo qui sotto è un esempio di struttura di business plan tratto dal “Microstart - A

guide for planning, starting and managing a Microfinance programme”, redatto a cura

dell’UNDP (gennaio 1997):

Mission e sintesi del progetto

La dichiarazione d’intenti deve contenere l’obiettivo generale che il progetto di

microfinanza vuole raggiungere e i principi guida per attuarlo.

La sintesi del programma riguarda la definizione dei principali obiettivi del progetto e la

previsione della sua sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Il soggetto promotore

Descrizione dell’organizzazione che promuove il progetto di microfinanza e delle

eventuali partnership.

Ambiente strategico

In questa sezione vengono analizzati gli elementi esterni all’organizzazione che gestisce

il progetto e che possono influire sul buono o cattivo esito del programma.

Mercato di riferimento

In questa sezione devono essere evidenziati i potenziali clienti, i loro bisogni di servizi

finanziari e non finanziari e l’ambiente nel quale svolgono le loro attività economiche.

Piano di marketing

Questa sezione si compone di due parti: una descrittiva, che specifica come si identifica

il target e quali sono i diversi step da utilizzare per promuovere i servizi del programma

all’interno della comunità di riferimento ed una numerica che comprende il numero di

comunità che verranno raggiunte, il numero medio di gruppi ed il numero medio di

clienti.

Servizi offerti

Qui vengono specificati i servizi offerti dal programma di microfinanza e le

caratteristiche relative ad ogni servizio (tutti gli elementi determinanti il servizio e la

metodologia di erogazione del servizio).

Organizzazione 114

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

La struttura organizzativa del programma dipende dalla sua estensione territoriale, dalla

pianificazione temporale e dalla politica dell’organizzazione promotrice di

coinvolgimento dello staff locale.

Piano di lavoro

Non è altro che la pianificazione per l’intera durata del progetto con la proiezione di

clienti attivi, ammontare dei prestiti, tassi d’interesse e fabbisogno finanziario.

Budget

Il budget è lo strumento tipico per prevedere e monitorare le performance di un progetto

di microfinanza.

Finanziamenti

E’ di fondamentale importanza risalire dal budget al fabbisogno finanziario del progetto

di microfinanza per il periodo programmato di intervento.

5.2.1 La missione e la sintesi del progetto

Missione

La missione è l’obiettivo generale che il progetto di microfinanza vuole raggiungere ed i

principi guida per poterlo attuare.

E’ bene identificare con chiarezza il problema e soprattutto il modo con cui un

intervento di microfinanza può contribuire alla sua soluzione, definendo il mercato di

riferimento e la strategia da seguire .

E’ quindi importante individuare alcuni elementi determinanti:

Il problema prevalente: accesso al credito per i più poveri; diminuzione della

povertà; miglioramento della condizione femminile.

Chi è in stato di bisogno e come il programma si propone di raggiungere queste

persone: qual’è il target identificato; dove vivono e lavorano queste persone; quali

sono le loro condizioni di vita; come si pensa di raggiungere e coinvolgere il target

clienti.

Sintesi del programma

La sintesi del programma riguarda la definizione degli obiettivi specifici del progetto e

la previsione della sostenibilità nel medio-lungo periodo. Ne è parte fondamentale la

definizione degli strumenti di misura del successo del programma di microfinanza.

Dichiarazione degli scopi specifici: che cosa si spera di raggiungere durante gli anni

di gestione del progetto; che cosa ci si aspetta dal programma in termini di crescita e

di impatto sulle condizioni di vita del nucleo familiare dei clienti.

Valutare la solvibilità del progetto: la pianificazione per l’auto-sufficienza del

programma; le misure per ridurre la dipendenza nel lungo periodo.

5.2.2 Il soggetto promotore

In questa parte del Business Plan deve essere indicata l’organizzazione promotrice del

progetto. In particolare devono essere messi in evidenza una serie di elementi, che

permettono di capire come meglio strutturare il programma come, per esempio:

Le infrastrutture esistenti (incluso lo staff, la struttura d’ufficio, i trasporti, ecc..);

La gestione, il controllo e la specializzazione tecnica dell’organizzazione

promotrice;

Le politiche dell’organizzazione promotrice e la compatibilità rispetto al

programma di microfinanza; 115

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

La reputazione dell’organizzazione promotrice rispetto alle comunità, ai governi

locali, alle altre IMF o ONGs;

Punti di forza e di debolezza.

5.2.3 Ambiente strategico

In questa sezione vengono analizzati gli elementi esterni all’organizzazione che gestisce

il progetto e che possono influire sul buono o cattivo esito del programma.

In particolare, vi sono alcuni fattori chiave da prendere in considerazione:

Il funzionamento del settore finanziario informale: le risorse finanziarie tradizionali

ed i metodi usati dal target group per accedere ai servizi di credito e risparmio

(moneylenders; altre risorse, ecc.).

Le infrastrutture per trasporti e comunicazioni: condizioni di strade, trasporti e

telefoni; questi fattori possono limitare o agevolare la fornitura del servizio

finanziario.

Assetto geografico: come sono distribuite le comunità target group e quanto distano

dalla sede dell’ONG/Istituzione di Microfinanza.

Legislazione e politiche governative: leggi bancarie, regolamenti sui tassi

d’interesse, richieste per la registrazione delle IMF, controlli e monitoraggi della

banca centrale sulle IMF; politiche locali che incoraggiano o limitano lo sviluppo

economico.

Indicatori economici: tasso d’inflazione e la sua variabilità; trend del livello di

povertà; condizioni economiche degli ultimi periodi.

Alfabetizzazione: livello di analfabetismo nella comunità di riferimento e lingua

locale di riferimento.

Problemi di genere: condizione della donna e rapporti con gli uomini (le donne

hanno possibilità di avere proprietà o di firmare i contratti di prestito? Quali sono le

risorse che le donne possono controllare?); principali vincoli imposti ad un

miglioramento delle condizioni di vita delle donne.

Ambito culturale: principali norme sociali che possono scoraggiare un potenziale

cliente e consuetudini locali che possono incoraggiare la formazione di gruppi.

Coinvolgimento del settore finanziario formale: banche o istituzioni finanziarie.

Possibili alleanze con istituzioni locali o internazionali: agenzie non-profit locali;

istituzioni governative, culturali, sociali e religiose.

5.2.4 Mercato di riferimento

In questa sezione devono essere evidenziati i potenziali clienti, i loro bisogni di servizi

finanziari e non finanziari e l’ambiente nel quale svolgono le loro attività economiche.

Si distinguono in:

Target clienti:

E’ importante descrivere le caratteristiche di base e i bisogni del target group

clienti che il programma vuole raggiungere.

Target group comunità: identificazione delle caratteristiche comunitarie del target

group collocate all’interno di uno specifico contesto storico-geografico. 116

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Un progetto di microfinanza non può servire ogni comunità che dimostra di aver

bisogno. E’ importante scegliere le comunità che:

- sono “facilmente accessibili”;

- dimostrano interesse;

- sono impegnate con un ruolo di leadership locale;

- hanno reali potenzialità.

Possono esserci altri criteri di selezione che dipendono dall’obiettivo generale che

l’organizzazione promotrice si è posta e i bisogni rilevati in un determinato contesto

locale. Per identificare il target clienti e la comunità di riferimento è necessario

procedere con un’indagine di campo attraverso delle interviste individuali e confronti

con le comunità locali, come spiegato nel paragrafo 5.1.

5.2.5 Piano marketing

E’ importante definire il piano di marketing per avere un’idea generale del numero di

beneficiari finali del programma di microfinanza. Lo scopo è anche quello di sviluppare

un piano che permetta di raggiungere abbastanza clienti da assicurare la solvibilità

finanziaria all’IMF.

Il piano marketing è composto da:

Parte descrittiva

Come identificare il cliente;

Gli step da utilizzare per promuovere i servizi nella comunità;

La comunicazione che viene utilizzata.

Parte numerica

Pianificazione (solitamente triennale) del gruppo di clienti obiettivo, in cui vengono

identificati:

Numero di comunità che il progetto pianifica di raggiungere ogni anno.

Numero medio di gruppi che il progetto pianifica di costituire per comunità ogni

anno.

Numero medio di clienti che il progetto pianifica di raggiungere per gruppo.

Numero medio di clienti che il progetto pianifica di raggiungere per comunità.

Tabella 22: Esempio di Piano Marketing

SCOPI DI 1 ANNO 2 ANNO 3 ANNO

MERCATO

a) Numero di nuove 10 20 30

comunità raggiunte

b) Totale comunità 10 30 60

raggiunte

c) Numero medio di 5 5 5

gruppi per comunità

d) Numero medio di 8 8 8

clienti per gruppo

e) Numero di clienti 40 (8x5) 40 40

per comunità

f) nuovi gruppi: tutte 50 (5x10) 100 (5x20) 150 (5x30)

le comunità 117

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

g) Nuovi clienti: 400 (50x8) 800 (100x8) 1.200 (150x8)

tutte le comunità

h) Totale clienti: (1) (2)

400 1.180 2.321

tutte le comunità

i) Tasso annuo di 5% 5% 5%

abbandono

J) Abbandoni 20 (400x5%) 59 (1.180x5%) 116 (2.321x5%)

annuali

k) Totale clienti 380 1.121 2.205

attivi a guide for planning, starting and managing a microfinance programme”,

Fonte: UNDP “Microstart.

1997

(1) 100 x 8 = 800

400 x 5% = 20

800 + 400 - 20 = 1.180

(2) 150 x 8 = 1.200

1.180 x 5% = 59

1.200 + 800 + 400 – 59 - 20 = 2.321

5.2.6 Organizzazione

Lo start up di un progetto di microfinanza può iniziare con uno staff che va da quattro a

nove membri, includendo alcune figure chiave:

Direttore di progetto: responsabile della gestione operativa dell’attività;

Credit Manager (o Credit Officer): responsabile della gestione delle attività di campo

e di credito;

Agenti di campo (Field Agent): per la gestione del portafoglio prestiti;

Contabile (e/o tesoriere): per l’erogazione dei prestiti e la riscossione delle rate;

Assistente amministrativo: per la gestione dell’ufficio.

Il numero delle persone dello staff dipende dal numero di clienti che si pianifica di

servire e dalla struttura operativa del programma di microfinanza.

Nel pianificare l’organizzazione è importante includere:

Nome e titolo di tutte le posizioni;

Le relazioni tra i diversi organi;

La governance o il corpo consultivo ed il consiglio direttivo.

5.2.7 Piano di lavoro

Il piano di lavoro è la pianificazione, generalmente triennale, del progetto di

microfinanza con la proiezione di clienti attivi, ammontare dei prestiti, tassi d’interesse

e fabbisogno finanziario. 118

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tabella 23: Elementi di un piano di lavoro

FATTORI SPIEGAZIONI

(a) Numero totale di clienti attivi Si prendono dal piano marketing, gli scopi

di marketing

(b) Clienti per agente di campo Stima basata nella geografia. Range da 150

a 300.

(c) Numero di agenti di campo necessari Si divide l’elemento del punto (a) con

quello del punto (b).

(d) Percentuale dei clienti beneficiari in un anno Si suggerisce di usare l’85% della

percentuale dei beneficiari durante ogni

ciclo di prestito

(e) Numero dei clienti beneficiari in un anno Moltiplicare (a) per (d).

(f) Numero di volte che i clienti chiedono I clienti chiedono il prestito una volta per

prestito in un anno ciclo ma ci possono essere diversi cicli in

un anno.

(g) Numero dei crediti erogati Moltiplicare (e) per (f). Se si stanno

erogando crediti di gruppo, il numero

risulterà inferiore.

(h) Ammontare medio di prestito Le stime sono basate sulla media dei

crediti graduali.

(i) Ammontare erogato in un anno Moltiplicare (h) per (g).

(j) Fattori di aggiustamento Adattare secondo i cicli di ripagamento.

(k) Valore capitale per calcolare il reddito (tasso Calcolare gli interessi con il metodo flat.

d’interesse flat)

(l) Tasso d’interesse annuo (flat) Questo metodo permette di coprire i costi

operativi di tre anni.

(m) Ammontare interesse annuale Moltiplicare (k) per (l).

(n) Capitale richiesto L’ammontare necessario per continuare ad

erogare ai clienti.

a guide for planning, starting and managing a microfinance programme”,

Fonte: UNDP “Microstart.

1997

5.2.8 Budget

Dopo che nel business plan di un programma di microfinanza sono state pianificate tutte le attività

ed i servizi offerti, specificando il possibile numero di beneficiari, è necessario determinare il

budget relativo.

In particolare devono essere evidenziate tutte le spese per il periodo di riferimento relativo

generalmente relativo a tre anni secondo le indicazioni che provengono dal piano di lavoro.

Per preparare il budget si deve determinando le categorie dei costi e, successivamente, le singole

voci; poi bisogna cercare di stimane gli importi relativi ad ogni voce, cercando di essere il più

possibile prudenti.

Il budget si compone di due parti:

Entrate - Generalmente le categorie di reddito si distinguono in: 119

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Reddito da donazioni;

Reddito da interesse e commissioni;

Altro reddito, come l’interesse sui depositi.

Costi - Nelle categorie dei costi, si distinguono:

Spese operative: costi associati alla gestione della struttura (salari; spese dell’ufficio, telefono,

fax; affitto; forniture e servizi, energia elettrica, gas, acqua; spese di viaggio; acquisti vari.

Spese di campo: (salari

costi associati all’attività degli agenti di campo degli agenti di campo;

spese di trasporto, gas, olio).

Acquisti: computers; fax; tavoli; scrivanie; sedie; biciclette; motorini; macchine; ecc..

Spese variabili: includono i costi associati ai prestiti. Queste spese variano con l’ammontare

dei soldi prestati o con il numero dei prestiti che vengono erogati:

Crediti con rate in ritardo (bad debts): è l’ammontare degli interessi che si presume di non

ricevere a causa di problemi legati a determinati prestiti;

Costi di capitale: sono i costi del capitale preso a prestito e gli effetti dell’inflazione sul

fondo di microcredito;

Perdite su prestiti: il valore dei crediti che probabilmente non rientreranno.

5.2.9 Finanziamenti

E’ di fondamentale importanza risalire dal budget al fabbisogno finanziario del progetto di

microfinanza per gli anni programmati di intervento.

Nella Tabella qui sotto sono stati classificati i finanziamenti in tre distinte categorie, ognuna delle

quali definisce i fabbisogni finanziari a seconda del loro utilizzo:

Tabella 24: Finanziamenti

UTILIZZO OBIETTIVO TIPO PROVENIENZA

Start-up Funds Grants Donatori internazionali

Attrezzature,

trasporti, ecc.

Riserva iniziale sulle

presunte perdite da

crediti;

Supporto per le

spese iniziali

Operating Funds Fondi per sostenere le Grants Donatori internazionali,

spese operative finché governi nazionali e altri

non verranno coperte governi,

da interessi e istituzioni, individui

commissioni

Loan Capital Fondi per il portafoglio Finanziamenti Donatori internazionali

crediti. sovvenzionati, prestiti, e nazionali, banche

grants locali e istituzioni

internazionali

a guide for planning, starting and managing a microfinance programme”,

Fonte: UNDP “Microstart.

1997 120

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

5.3 I servizi offerti alle piccole attività economiche

In un programma di microfinanza possono essere offerti diversi tipi di servizi che

variano sulla base delle caratteristiche del target group individuato, ma anche a seconda

di quale o quali livelli si vogliono raggiungere. In particolare, si possono distinguere tre

distinti livelli:

Livello delle piccole attività economiche: i servizi del programma sono offerti

direttamente ai clienti e comprendendo sia servizi finanziari che servizi di supporto

alle piccole attività economiche;

Livello istituzionale: sono prestazioni fornite alle istituzioni partner per rafforzare la

loro abilità nell’offrire appropriati e sostenibili servizi ai propri clienti;

Livello relativo all’ambientale operativo: sono interventi intrapresi e realizzati

assieme ai clienti e/o le istituzioni partner per influenzare positivamente l’ambiente

nel quale i clienti e il programma operano.

5.3.1 I servizi del credito e del risparmio

Gli interventi a livello di piccole attività economiche possono comprendere sia servizi di

carattere prettamente finanziario che servizi di supporto alle microimprese. Sulla base

del contesto locale dove si opera si possono prevedere anche servizi collaterali, come

potrebbero essere i corsi di alfabetizzazione.

5.3.1.1 Servizi finanziari

I servizi finanziari offerti alle piccole attività economiche comprendono principalmente

il servizio del credito ed il servizio del risparmio.

, Nel caso venga offerto solo il servizio del credito si parla più propriamente di

programma di microcredito e questo succede nella maggior parte dei casi; se, invece,

viene offerto anche il servizio del risparmio si parla di un programma di microfinanza.

Servizio di Credito

Il credito concesso alle piccole attività economiche può essere utilizzato per finanziare

capitale circolante, capitale fisso o entrambi.

Il Capitale Circolante è il denaro utilizzato a copertura dei costi operativi di un’attività

economica e dei relativi inputs.

Questo tipo di finanziamento permette piccoli incrementi nello sviluppo dell’attività

economica; si possono acquistare materie prime in quantità superiori, abbattendone il

prezzo e i costi di trasporto e consentendo anche una differenziazione dei prodotti

offerti. La prima conseguenza diretta è la possibilità di avere un incremento del profitto.

Il Capitale Fisso è denaro utilizzato per l’acquisto di beni durevoli, come per esempio i

macchinari e gli altri beni strumentali all’attività economica.

Il prestito che finanzia capitale fisso può migliorare la produttività e la qualità dei

prodotti attraverso l’acquisto di migliori attrezzature, generando un più alto profitto.

Nel caso di avvio di una nuova attività economica è spesso necessario, attraverso piccoli

prestiti, che possono aumentare nei cicli successivi, l’acquisto di beni strumentali anche

usati. 121

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

I parametri del credito:

Nella strutturazione del servizio di credito offerto dal programma di microfinanza

bisogna tenere in considerazione quattro distinti parametri chiave:

termine

Il ossia il periodo entro il quale il prestito deve essere ripagato e la

frequenza dei pagamenti delle rate.

I termini del finanziamento devono tener conto della destinazione del credito e cioè

se è servito a finanziare capitale circolante, capitale fisso o entrambi e quindi dei

tempi necessari perché la somma prestata sia investita e possa generare reddito.

Nella definizione dei termini vanno prese in considerazioni anche le specifiche

esigenze dell’IMF, strettamente legate ai costi operativi: ogni nuovo finanziamento

rappresenta un costo aggiuntivo per l’istituzione.

L’ammontare del credito che deve corrispondere alle esigenze del cliente rispetto

alla propria attività economica; la definizione di questo elemento comporta per

l’istituzione procedure di istruttoria ad alto costo, soprattutto se raffrontate

all’esiguità delle somme prestate.

garanzie,

Le cioè il sistema di recupero del credito, in caso di mancato

ripagamento da parte del beneficiario.

Poiché i programmi di microfinanza si rivolgono a coloro che non possono

rivolgersi agli enti finanziari commerciali e che nella maggior parte dei casi non

sono in grado di offrire alcuna garanzia di tipo tradizionale, si determinano

meccanismi basati su altre forme non tradizionali di garanzie come, ad esempio,

sulla garanzia di gruppo.

tasso di interesse effettivo

Il è il costo del prestito per il beneficiario e,

contemporaneamente, il reddito per l’istituzione di microfinanza.

Il tasso dovrebbe essere calcolato in base alle capacità del beneficiario di generare

reddito, attraverso la sua attività economica; il cliente generalmente vorrebbe

pagare un tasso d’interesse più basso che gli permetta, quindi, di realizzare un

effettivo sviluppo della sua attività economica; dall’altro lato l’IMF necessita di

determinare ed applicare un tasso sufficiente a coprire almeno tutti i costi operativi

di gestione.

Nella determinazione di questi parametri, c’è un certo grado di conflitto tra i bisogni dei

clienti e le necessità dell’istituzione di microfinanza, in vista del raggiungimento della

sua solvibilità finanziaria.

L’istituzione deve raggiungere il più alto grado di auto-sostenibilità finanziaria per

essere in grado di continuare ad offrire servizi nel presente, come nel futuro, ad un

numero sempre più alto di clienti che hanno bisogno del servizio del credito.

Risparmio

Il servizio del risparmio crea degli effetti positivi a diversi livelli: di target group:

d’istituzione e di economia locale.

Target Group. Il risparmio è un’attività o una strategia delle persone e del proprio

nucleo familiare che permette di creare delle riserve di denaro per fare fronte a

situazioni di emergenza per provvedere ai consumi futuri e per investire nell’attività

economica.

Diversamente da quanto è sempre stato teorizzato, l’esperienza ha dimostrato che non è

assolutamente vero che i poveri non sono in grado di risparmiare; il risparmio è infatti

una parte integrante dell’economia delle famiglie a basso e bassissimo reddito e delle

piccole attività economiche che esse gestiscono. 122

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Il reddito generato da un’attività economica viene usato in parte per soddisfare i bisogni

familiari, una porzione è reinvestita nella stessa attività per una sua crescita ed il residuo

deve essere risparmiato. La natura stessa delle piccole attività economiche, infatti, fa sì

che il flusso del reddito non sia stabile e costante: con il risparmio si possono affrontare

i periodi di guadagno scarso o nullo.

I poveri che non hanno accesso ad opportunità di risparmio istituzionale formale ma

hanno un reddito eccedente rispetto alle esigenze ordinarie, sono costretti a trasformare

la liquidità in surplus (cassa non utilizzata per consumi immediati) in beni o investimenti

nell’ambito della propria attività economica; questi risparmi diventano così difficilmente

convertibili in liquidità in caso di bisogno futuro. Queste necessità future possono

coincidere con l’acquisto di beni familiari, o con esigenze più primarie come il cibo, le

spese mediche o d’istruzione oppure possono servire per rispettare importanti incontri

sociali e religiosi, identificativi di una particolare cultura.

Gli strumenti di risparmio offrono, inoltre, la possibilità di guadagnare soldi attraverso

l’interesse, diventando un altro modo per incrementare il reddito del nucleo familiare.

Vi è una particolare forma di risparmio prevista in molti programmi di microfinanza: il

Il “risparmio obbligatorio” viene usato come forma di garanzia

“risparmio obbligatorio”.

necessaria per ottenere un prestito nel caso di credito individuale, o come garanzia

aggiuntiva nel credito di gruppo. Questa forma contrasta con il principio di accessibilità

al servizio di risparmio, perché impedisce ai clienti di prelevare liberamente nei

momenti di bisogno; può essere preliminare alla concessione del prestito oppure

contemporanea prevedendo che una parte del prestito stesso venga utilizzata come

risparmio.

Istituzione.

Le istituzioni di microfinanza possono beneficiare in vario modo del servizio di raccolta

del risparmio, dipende da come viene strutturato.

In molte IMF il risparmio è comunemente usato come garanzia di prestito. Ad esempio ai

clienti è richiesto di risparmiare una percentuale dell’ammontare del credito o prima di

riceverlo per un certo periodo di tempo; o sopra l’intero periodo di restituzione, come

parte del prestito stess. Questi accorgimenti vengono usati come strumenti di

responsabilizzazione dei clienti e come mezzo per conoscere ed acquisire fiducia nei

beneficiari stessi.

Non sempre le legislazioni nazionali permettono alle IMF di erogare il servizio del

risparmio e, anche quando lo permettono, è soggetto a determinati vincoli di ammontare.

Queste limitazioni sono dovute soprattutto dal fatto che l’attività di raccolta di risparmio

è ad alto rischio: l’istituzione che la gestisce deve infatti essere sempre in grado di far

fronte alle richieste di restituzione dei depositi. Tuttavia, quando una IMF ha la

possibilità di offrire il servizio del risparmio, può usare quest’ultimo come risorsa per il

fondo rotativo di microcredito ad un costo più basso di quello che proviene da altre

fonti, come gli enti internazionali o le banche commerciali.

Quando un’istituzione gestisce direttamente fonti finanziarie (risparmio) e provvede alla

loro riallocazione (credito), sta effettuando attività di intermediazione finanziaria in

modo simile ad una banca commerciale. Le organizzazioni che svolgono attività di

intermediazione finanziaria sono di solito regolamentate dalle stesse leggi del sistema

finanziario formale e controllate da appositi organi governativi (Banca Centrale).

Economia locale.

Un sistema finanziario efficiente che mobilizza e alloca risorse, facilita una crescita

economica stabile e sostenibile. Il risparmio rappresenta una componente chiave di un

sistema finanziario efficiente accrescendo la disponibilità di capitale finanziario interno,

123

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

reso disponibile in forma di credito, per finanziare investimenti produttivi. Gli

investimenti produttivi incrementano il reddito e l’occupazione.

Se il risparmio non viene mobilizzato, è necessario cercare fonti finanziarie esterne quali

capitali esteri o sussidi da parte di donors.

I parametri del risparmio

Il servizio del risparmio deve essere determinato in modo da rispondere ai bisogni delle

piccole attività economiche, offrendo un conveniente sistema flessibile di deposito e

prelievo e, allo stesso tempo, abbia un positivo tasso reale di ritorno per l’IMF. Nella

determinazione delle caratteristiche del servizio di risparmio devono essere presi in

considerazione i seguenti parametri fondamentali:

L’ammontare, che può essere depositato e prelevato dai clienti, dovrebbe essere il

più flessibile possibile per permettere a quest’ultimi di far fronte ad eventuali

emergenze. Quando una IMF richiede invece al cliente risparmio obbligatorio per

accedere al prestito, l’ammontare di risparmio è legato all’ammontare che il cliente

desidera come prestito.

Quando il risparmio è volontario, è costoso per l’IMF gestire piccoli depositi e

prelievi, perciò è preferibile accettare di fare questo servizio in caso di ammontari

più consistenti. Le istituzioni possono stabilire un ammontare minimo per i depositi

e i prelievi, che sia in linea con i bisogni dei clienti e minimizzi

contemporaneamente i costi di transazione.

frequenza

La di deposito e prelievo dipende dai bisogni dei clienti. L’istituzione,

che utilizza risparmio obbligatorio come forma di garanzia, non può permettere al

cliente di prelevare i suoi risparmi fino a quando il prestito non è stato ripagato.

In caso di risparmio volontario invece, è costoso per l’istituzione gestire depositi e

prelievi frequenti sia perché devono essere mantenute riserve più alte, sia perché è

più difficile assicurare finanziamenti di lungo periodo.

Per incoraggiare risparmi a più lungo termine l’IMF può sviluppare prodotti di

risparmio differenziati, ad esempio depositi a termine con tassi d’interesse

superiori.

tasso d’interesse

Il pagato sui depositi deve essere il più alto possibile per i

clienti, che vogliono poter guadagnare nonostante anche se l’esperienza ha

evidenziato il fatto che questa non è una variabile determinante. L’istituzione deve

definire il tasso di interesse passivo sui depositi in relazione al tasso di interesse

attivo sui crediti. I tassi attivi devono essere sostenibili per i beneficiari, i tassi

d’interesse passivi devono essere positivi in termini reali (maggiori del tasso di

inflazione), lo spread deve essere sufficiente a coprire tutti i costi operativi e

finanziari dell’IMF.

5.3.1.2 I servizi di supporto alle piccole attività economiche

Oltre all’erogazione di servizi finanziari di credito e risparmio, il programma di

microfinanza può supportare lo sviluppo delle piccole attività economiche anche

attraverso l’erogazione di servizi di formazione e assistenza tecnica, in relazione alle

specifiche necessità del target group.

Se è vero che il credito è uno strumento in grado di incrementare gli investimenti

gestione

produttivi, è altrettanto vero che una buona dell’attività può migliorare

nuove tecnologie

l’efficienza; l’introduzione di può innalzare la produttività; ed un 124

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

accesso ai mercati

miglior può permettere all’attività economica di aumentarne il

volume di vendite. Il risultato finale dovrebbe permettere un reddito più alto per il

beneficiario.

Si possono individuare quattro principali tipi di servizi non finanziari:

Servizi di gestione d’impresa:

1. sono finalizzati ad assistere i clienti per

migliorare il controllo e l’efficienza dell’operatività aziendale. Questi servizi

possono essere offerti attraverso corsi di formazione o attraverso assistenza

individuale e possono riguardare la formazione su: business plan,

amministrazione, contabilità, gestione finanziaria, determinazione del livello dei

prezzi, gestione del personale.

Servizi di assistenza tecnica:

2. hanno lo scopo di assistere i clienti per migliorare

la produttività dell’impresa. Questi servizi possono essere offerti attraverso corsi

collettivi, assistenza tecnica individuale o permettendo l’accesso ad informazioni

sulle tecnologie appropriate. Gli argomenti su cui generalmente si focalizzano

sono: processi produttivi, appropriati strumenti produttivi (tecnologia), risorse di

materie prime.

Servizi di marketing:

3. fanno assistenza ai clienti per incrementare il volume delle

vendite. Questi servizi possono essere erogati attraverso corsi collettivi o

individuali, studi di mercato, accesso alle informazioni nei mercati, assistenza

nell’organizzazione di consorzi, accesso a mezzi di trasporto più economici e

disponibili. Generalmente in questa categoria rientrano: concetti di marketing,

tecniche e abilità, informazioni sui mercati esistenti ed in crescita, vie per

identificare e accedere ai mercati.

Servizi di orientamento:

4. il loro scopo è assistere i clienti per poter accedere ad

altri servizi correlati alla loro attività economica e alle informazioni. Questi

servizi possono includere: informazioni su assistenza legale, fiscale o

amministrativa; informazioni su agenzie che si occupano di regolamento,

registrazione e tassazione delle aziende.

I servizi integrati

Alcuni esperti ritengono che un programma di microfinanza debba concentrare la propria

offerta sui servizi finanziari. Questo approccio, che basa le sue ragioni

minimalista”.

sull’autosufficienza del programma, viene definito come “Approccio

I programmi che forniscono servizi di supporto ai beneficiari accanto ai servizi

finanziari, soprattutto per le loro attività economiche, abbracciano il cosiddetto

integrato”.

“Approccio L’esperienza ha dimostrato che i tradizionali servizi di

management training costituiscono un ulteriore costo per l’istituzione erogatrice e

inibiscono in modo considerevole la capacità dell’organizzazione di operare senza fonti

finanziarie sussidiate. Tuttavia per rendere il programma autonomo e gestito a livello

locale fin dall’inizio delle attività è necessario adottare una pianificazione formativa

sufficiente per coprire ogni bisogno formativo.

5.4 I servizi offerti a livello istituzionale

Quando un’organizzazione internazionale lavora in partnership con un istituzione locale

per la realizzazione di un programma di microfinanza, sia che pre-esista o che venga

istituita all’interno del programma stesso, il focus del lavoro dell’organizzazione 125

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

internazionale dovrebbe concentrarsi sul livello istituzionale piuttosto che su quello

delle piccole attività economiche. E’ infatti l’istituzione locale e non l’agenzia

internazionale che dovrebbe provvedere all’erogazione dei servizi ai clienti.

L’assistenza dell’organizzazione internazionale può riguardare i seguenti campi:

Assistenza metodologica. Una delle più comuni ragioni per cui le IMF non riescono a

raggiungere determinate dimensioni è l’applicazione di metodologie di prestito

inappropriate e inefficienti.

L’organizzazione internazionale specializzata può aiutare l’istituzione di microfinanza

attraverso assistenza metodologica a modificare la metodologia di intervento e prestito

usata. Se nel programma è prevista la creazione di una nuova IMF, l’assistenza inizierà

con l’identificazione del target group e delle sue caratteristiche.

L’assistenza metodologica può prevedere in concreto: corsi di formazione per staff

dell’istituzione partner, assistenza on-site e on-going da parte di consulenti tecnici,

informazioni sulle differenti metodologie di credito inclusa la documentazione circa

l’operatività di programmi simili e scambi con istituzioni che operano in modo

efficiente.

Rafforzamento istituzionale. L’organizzazione internazionale può fornire servizi

finalizzati allo sviluppo appropriato dell’assetto istituzionale di una IMF locale. E’

auspicabile che un’istituzione di microfinanza possieda le seguenti caratteristiche:

a) Staff motivato e ragionevolmente capace e qualificato;

b) Relazioni tra management, staff operativo e clienti intense e forti;

c) Struttura organizzativa della governance e della proprietà chiara ed appropriata;

d) Nn buon grado di pianificazione delle attività;

e) Programmi di monitoraggio e sistemi di gestione finanziaria funzionali;

f) Un fondo on-going minimo da reperire attraverso fonti esterne e/o interne.

Finanziamento dell’istituzione. L’istituzione partner locale deve poter accedere a fonti

finanziarie esterne per coprire i costi operativi ed incrementare il fondo di microcredito.

Questo tipo di intervento è particolarmente importante in fase di start up e di crescita,

purché sia finalizzato alla progressiva autonomia dell’organizzazione da fonti esterne

(donors). Per la copertura dei costi operativi sono necessarie delle donazioni, mentre il

fondo di microcredito può essere finanziato anche attraverso prestiti da parte di altre

organizzazioni internazionali o da istituti finanziari commerciali. Spesso succede che

un’agenzia internazionale sia più in grado di fornire garanzie, piuttosto che prestare

direttamente per consentire all’IMF locale di accedere ai fondi di microcredito di altre

fonti.

Tabella 25 - Servizi forniti

Tipo di intervento Scopo Come il servizio può essere

fornito

Assistenza metodologica Assicurare che l’intervento delle corsi di formazione per lo staff del

IMF e le metodologie di prestito partner locale

siano appropriate, di alta qualità e consulenti tecnici on-site

istituzionalmente in grado di informazioni

raggiungere la sostenibilità scambi di visite con altre

finanziaria organizzazioni

Rafforzamento istituzionale Assicurare che ci siano le capacità corsi di formazione per lo staff del

partner locale

istituzionali per fornire ai clienti •

servizi di alta qualità e per consulenti tecnici on-site

• informazioni

implementare programmi di •

microfinanza sostenibili scambi di visite con altre

126

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

organizzazioni

Finanziam enti Assicurare che i fondi siano donazioni per costi operativi

disponibili per coprire i costi donazioni per il fondo di

operativi relativi ai servizi offerti e microcredito

che i fondi di microcredito siano fondi di garanzia che aiutino i

sufficienti per incontrare la domanda partner locali ad accedere a fonti

dei clienti finanziarie esterne

Fonte: CARE Saving and Credit Sourcebook, CARE 1996 127

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

5.5 I servizi offerti a livello di ambiente operativo

Gli interventi a livello di ambiente operativo sono intrapresi per influenzare

positivamente l’ambiente in cui operano i programmi di microfinanza ed i suoi clienti.

Ci sono due principali tipi di intervento:

Azioni di pressione. Sono interventi che hanno effetti di carattere politico. Azioni di

questo genere sono importanti quando l’istituzione ed i clienti si trovano ad operare in

un ambiente con legislazione restrittiva che inibisce le opportunità di sviluppo della

microfinanza e/o dell’economia informale.

E’ spesso desiderabile per i programmi di microfinanza influenzare queste politiche, sia

perché i clienti possono operare in modo più efficiente, sia perchè le istituzioni possano

fornire i loro servizi in modo più adeguato possibile.

Affinché il lavoro di influenza sulle politiche abbia effetti diretti sui clienti, le IMF

possono lavorare insieme ad essi. Le piccole attività economiche hanno di solito poche

possibilità di influenzare direttamente le politiche del governo. Quando un’istituzione

aiuta i clienti ad organizzarsi in gruppi di pressione organici, i clienti possono far sentire

la propria voce.

Le stesse istituzioni possono associarsi in consorzi per far conoscere i propri bisogni e

quelli dei loro clienti.

Interventi sui subsettori. Un subsettore è un gruppo di imprese che opera nell’ambito di

una parte di mercato ed è definito dalle principali funzioni, dai partecipanti e dai canali

delle imprese stesse.

L’analisi del subsettore è uno strumento di ricerca utilizzato per identificare gli

interventi, che vadano a beneficio di un largo numero di piccole attività economiche.

Tabella 26 - Servizi offerti all’ambiente operativo

Intervento Scopo Come può essere fornito il servizio

Azioni di pressione Ottenere i cambi politici che - Assistenza ai clienti perché si organizzino

abbiano effetti positivi per le in gruppi di pressione

piccole attività economiche e - Lobbying di organizzazioni individuali

per le IMF - Lobbying di consorzi di organizzazioni

Interventi su subsettori Ottenere effetti positivi per un Condurre analisi subsettoriali sulla base di

numero significativo di piccole ricerche, intervenendo sulla politica

attività economiche all’interno gestionale e sui punti do forza nei diversi

un subsettore, particolarmente subsettori

attraverso la fornitura di input,

miglioramento tecnico e output

commerciali

Fonte: CARE Saving and Credit Sourcebook, CARE 1996 128

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

5.6 Il servizio del credito e i suoi aspetti tecnici (approfondimento)

Nel prendere in esame i servizi finanziari di credito è importante considerare i seguenti

diversi aspetti:

Caratteristiche generiche del prestito

Tipo di attività da finanziare e ammontare del prestito

Periodo di ripagamento

Periodo di grazia

Frequenza di pagamento

Modalità di calcolo dell’interesse

Tasso d’interesse

Tasso d’interesse di mora

5.6.1 Caratteristiche generiche del prestito

I prestiti dei programmi di microfinanza si caratterizzano per alcuni elementi che sono

riconducibili alle caratteristiche stesse del target grup (vedi capitolo 4).

Iniziare con piccoli prestiti: con i nuovi clienti è importante iniziare con

l’erogazione di piccoli ammontari di prestiti ed incrementarli successivamente, dopo

che avranno dimostrato di essere capaci di ripagare perché mancano di esperienza ed

è necessario acquisire fiducia in loro.

Adeguare l’ammontare del prestito alle condizioni economiche: il

microimprenditore che riceve il credito deve essere in grado di ripagare le rate di

restituzione con il proprio reddito; il rischio è quello di peggiorare una situazione già

precaria.

Stabilire cicli uniformi di credito per ogni gruppo: quando il membro di un gruppo

riceve per primo il prestito, il ciclo del prestito inizia il suo corso. Il ciclo è completo

alla data dell’ultimo pagamento.

La distribuzione dei prestiti in un ciclo può essere fatta a rotazione tra i membri o

contemporaneamente a tutti i membri.

Adeguare il ciclo del prestito alle condizioni economiche: se i clienti operano in un

contesto urbano, i cicli di prestito possono essere brevi (tre o sei mesi) per rispondere

ai bisogni del capitale circolante dei venditori di strada o dei manifatturieri. Se i

clienti vivono in area rurale e sono, ad esempio, impiegati in attività agricole, i cicli

del credito possono essere più lunghi (da sei mesi a un anno).

Mai permettere che i cicli siano superiori all’anno: è troppo rischioso!

Incontrare i bisogni dei clienti: è importante rivedere il profilo dei clienti

frequentemente e adattare i servizi ai loro bisogni.

I clienti necessitano di: flessibilità, informazioni, prestiti a breve termine; i servizi

devono incontrare questi bisogni.

Sviluppare un processo di prestito step by step: con la crescita delle attività

economiche e l’acquisizione di esperienza da parte dei clienti nella gestione di

capitale, essi dovrebbero poter accedere a più ampi ammontari di prestiti.

Condizioni di prestito e risparmio a copertura dei costi del programma: i prezzi

dei servizi offerti (interesse e commissioni) devono coprire i costi, lavorando in

modo efficiente.

E’ necessario raggiungere un volume di clienti che permetta di operare senza

continuare a dipendere dai donors. 129

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Adottare ripagamenti del prestito semplificati: i clienti possono comprendere

meglio e lo staff può amministrare in modo più efficiente i prestiti con uguali

pagamenti.

Creare incentivi per i clienti: offrire premi per le buone performance ottenute

concedendo, ad esempio, prestiti di ammontare più ampio.

Responsabilizzare la clientela: ad esempio nei prestiti di gruppo, i membri

garantiranno i prestiti, approveranno gli stessi, raccoglieranno i pagamenti e

realizzeranno depositi di risparmio.

Minimizzare le aggravanti: adottare processi applicativi semplici e assicurare che i

prestiti siano concessi entro tre giorni dalla loro approvazione.

Tenere corsi di formazione focalizzati sui programmi di credito.

5.6.2 Tipo di attività da finanziare e ammontare del prestito

L’ammontare del prestito, come le altre caratteristiche, dipende dal tipo di attività

economica che si vuole finanziare.

Si distinguono le seguenti attività:

Agricoltura/Allevamento;

Artigianato;

Produzione;

Servizi o commercio.

L’ammontare è determinato anche in funzione a ciò che si vuole finanziare:

Capitale circolante;

Capitale fisso

Altro importante elemento è determinare se vengono finanziate attività di nuova

costituzione oppure attività già avviate. Questo elemento influenzerà anche il periodo di

grazia concesso.

5.6.3 Periodo di ripagamento

Il termine di un prestito è il periodo entro il quale esso deve essere ripagato e influenza

direttamente: l’ammontare delle rate di rimborso; le entrate per l’IMF attraverso le quali

si determina l’erogazione di nuovi prestiti ed il costo finanziario per i clienti,

determinato dagli interessi passivi.

I termini del finanziamento sono strettamente legati ai costi operativi dell’istituzione;

ogni nuovo finanziamento rappresenta un costo aggiuntivo per l’istituzione. Molte

piccole attività economiche necessitano di prestiti a breve termine ma questi sono più

costosi per l’istituzione; si deve tuttavia considerare che più si incontrano le esigenze

dei clienti, più facile sarà il riscontro di buoni e puntuali pagamenti.

5.6.4 Periodo di grazia

Il periodo di grazia è il periodo che intercorre dalla data di concessione del credito a

quella del pagamento della prima rata (quota capitale + quota interesse).

Il periodo di grazia varia a seconda del tipo di attività economica che si finanzia; ad

esempio l’attività agricola necessita generalmente di un periodo di grazia, prima di avere

un guadagno dall’attività pari a quattro/sei mesi. 130

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Tabella 27: calcolo del periodo di grazia

Es. Per un generico prestito di 12 mesi, calcolo del numero delle rate sulla base del

periodo di grazia:

Periodo di grazia pari a 1: 12-1+1= 12

Periodo di grazia pari a 2: 12-2+1= 11

Periodo di grazia pari a 4: 12-4+1= 9

5.6.5 Frequenza dei pagamenti

La frequenza del ripagamento del prestito dipende sia dai bisogni del cliente che

dall’abilità dell’IMF di assicurarsi il rientro del capitale più gli interessi.

Solitamente sono due le metodologie utilizzate per i ripagamenti:

Quella basata sulle quote di rimborso, che è anche la più utilizzata: (capitale + interesse)

settimanale, bisettimanale, mensile, ecc.;

Quella che prevede il pagamento di una quota totale comprensiva di capitale ed interessi

alla fine di un determinato periodo.

Solitamente quindi interessi e quota capitale sono ripagati insieme anche se in alcuni

casi le IMF richiedono prima il pagamento dell’interesse anticipato e poi la quota

capitale a rate ed in altri, invece, richiedono il pagamento dell’interesse durante la

durata del prestito e il capitale alla fine.

In ogni caso si deve ricercare il giusto equilibrio tra gli alti costi di transazione associati

a frequenti ripagamenti ed il rischio di perdere i crediti nel caso di ripagamenti

infrequenti.

Es. Caratteristiche del prestito:

- ammontare: 100€

- durata: 5 mesi;

- frequenza dei pagamenti: bisettimanali (due al mese);

- tasso d’interesse mensile: 4%

Numero rate: 5x2= 10

Quota capitale: 100/10=10

Interesse mensile: (100x4%)/2=2

Tabella 28: esempio di frequenza di pagamenti

PERIODO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Credito 100€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100€

Pagamenti 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12

bisettimanali

Quota capitale 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10

Quota interesse 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

Quota residua di 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0

capitale

Totale interesse 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20

pagato

Fonte: Microstart - A guide for planning, starting and managing a Microfinance programme”, redatto a cura dell’UNDP

(gennaio 1997) 131

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

5.6.6 Tasso d’interesse

E’ necessario applicare un tasso d’interesse che permetta la sostenibilità operativa

nell’arco di tre anni.

L’interesse deve coprire:

i costi finanziari;

il rischio stimato di perdite sui crediti;

i costi operativi;

l’inflazione.

5.6.7 Come calcolare il tasso d’interesse

Il seguente è un metodo per stimare il tasso d’interesse che un’IMF deve applicare nella

concessione dei prestiti, se vuole riuscire a incrementare il suo fondo attraverso la

capitalizzazione del flusso degli interessi.

R = tasso d’interesse effettivo annuo, risultato di una funzione di 5 elementi ognuno

espresso come percentuale della media del portafoglio clienti attivo (outstanding loan

portfolio).

AE (Administrative Expenses – Spese Amministrative) = salari; affitti; utilities (luce,

gas, ecc.); etc.

LL (Loan Losses – Svalutazione dei crediti) = perdita annuale per mancati rientri;

FC (Financial Costs – Costi Finanziari) = tengono conto delle spese relative al

finanziamento; principalmente si tratta di compulsory savings e commercial debts.

K (Capitalisation Rate – Tasso di capitalizzazione) = profitto reale che l’organizzazione

vuole ottenere.

II (Invested Income – Reddito da Investimenti) = entrate stimate e generate dai financial

assets dell’organizzazione, escludendo il loan portfolio. Sono ad esempio il cash, le

riserve legali, ecc.. (AE+FC+LL+K)-II

R = __________________

1-LL

Ogni variabile di questa equazione dovrebbe essere espressione di una percentuale e i

calcoli dovrebbero essere fatti in moneta locale, eccetto il caso inusuale dove una IMF

rapporta i suoi tassi d’interesse a moneta straniera.

- Le spese amministrative di una IMF efficiente e matura si aggirano attorno al 10-25%

del valore della media del portafoglio prestiti.

- Il tasso di svalutazione crediti è la perdita annuale dovuta ai crediti non riscossi. Il

tasso di svalutazione dei crediti dovrebbe essere considerevolmente più basso del

tasso d’insolvenza dell’IMF. 132

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Un buon indicatore di questo parametro può essere la statistica dei casi legati ad

esperienze passate.

Le IMF con tassi di perdita maggiori dl 5% tendono a non essere sostenibili. Molte

buone IMF hanno un tasso di perdita pari all’1-2% della media del portafoglio prestiti.

- Il tasso del costo finanziario dipende dal grado di dipendenza dell’IMF dalle

donazioni.

- Il tasso di capitalizzazione rappresenta il profitto reale netto che l’IMF desidera

ottenere, espresso come una percentuale della media del portafoglio prestiti.

K dipende da quanto una IMF è aggressiva e quale tasso di crescita desidera

raggiungere.

Per sostenere la crescita nel lungo termine si suggerisce una percentuale che oscilli tra

il 5 e il 15%, calcolato sempre sulla media del portafoglio prestiti.

è il reddito previsto da finanziamenti extra

- Il tasso del reddito da investimento

portafoglio prestiti. Alcuni di questi investimenti (es. cash, riserve legali, ecc.)

maturano poco o nullo interesse; altri (es. certificati di deposito) possono prodotto un

significativo reddito.

Questo reddito, espresso come percentuale del portafoglio prestiti, entra come una

deduzione dell’equazione.

Esempio del tasso di interesse effettivo di una IMF consolidata.

Administrative Expenses (AE): 25%

Financial Costs (FC): 21%

Loan Losse Rate (LL): 2%

Capitalisation Rate (K): 16%

Invested Income (II): 1,5%

(0,25+0,21+0,02+0,16)-0,015 0,625

R= ________________________________ = _________ = 0,638 x 100 = 64%

1-0,02 0,98

Il tasso di interesse effettivo è decisamente alto, anche se ovviamente si deve tenere in

considerazione il mercato di riferimento, che però non stiamo ad analizzare in questa

sede.

Qui ci sono diverse interpretazioni: i più assidui sostenitori del microcredito ritengono

che il punto più importante da considerare sia l’EFFICIENZA dell’organizzazione, in

modo tale che il servizio possa essere di lungo periodo, il che può avvenire soltanto se si

raggiunge la sostenibilità.

Riteniamo che seppur la considerazione dell’efficienza di una IMF e quindi della sua

sostenibilità siano di fondamentale importanza, altrettanto lo sono le esigenze dei clienti

per cui sono nati e si sviluppano questi servizi di microcredito. Pertanto condizioni

proibitive di ripagamento o comunque troppo stringenti sono da evitare, ricercando un

equilibrio tra questi due fattori, che soltanto il tempo e la concertazione continua e

prolungata con gli attori locali possono in qualche modo prospettare. 133

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

5.6.8 Altri esempi di modalità di calcolo dell’interesse

a) M D B

ETODO ECLINING ALANCE

Il tasso d’interesse viene applicato solo sul capitale residuo, cioè la quota di capitale che

non è ancora stata rimborsata.

(In appendice A: Il metodo del Declining Balance)

n

i x (1 + i)

Rata (R) = C n

(1 + i) - 1

Metodo del Declining Balance

Ammontare del prestito: 1.000€

Tasso d’interesse annuale: 20%

Scadenza del prestito: 12 mesi

Frequenza: rate mensili

Mese Rata Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 92,63 16,67 75,96 924,04

2 92,63 15,40 77,23 846,81

3 92,63 14,11 78,52 768,29

4 92,63 12,80 79,83 688,47

5 92,63 11,47 81,16 607,31

6 92,63 10,12 82,51 524,80

7 92,63 8,75 83,88 440,92

8 92,63 7,35 85,28 355,64

9 92,63 5,93 86,70 268,93

10 92,63 4,48 88,15 180,79

11 92,63 3,01 89,62 91,17

12 92,63 1,52 91,11 0

Totale 1.111,56 111,62 1.000

Tasso d’interesse: 20% annuale = 1,66% mensile = 0,017

12

0, 017 x (1 + 0,017)

R = 1.000 = 92,63

12

(1 + 0,017) - 1

PERIODO 1°: 1

I = 1.000 x (1 + 0,017) – 1 = 16,67

C = 92,63 – 16,67 = 75,96

Capitale residuo: 1.000 – 75,96 = 924,04 134

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

PERIODO 2°: 1

I = 924,04 x (1 + 0,017) – 1 = 15,40

C = 92,63 – 15,40 = 77,23

Capitale residuo: 924,04 – 77,23 = 846,81

b) M F

ETODO LAT

L’interesse viene calcolato moltiplicando semplicemente il tasso d’interesse per l’intero

ammontare di capitale preso a prestito per il periodo del prestito.

I vantaggi del metodo “Flat” sono, che a livello contabile e di controllo, il sistema

risulta essere estremamente semplice; mentre a livello finanziario porta ad un alto tasso

annuale effettivo.

Entrambe le modalità di calcolo dell’interesse permettono di avere quote costanti di rate:

con il “Declining Balance” sono diverse sia le quote capitali, che le quote interessi, ma

le rate uguali; mentre con il “Flat” sono uguali sia le quote capitali che le quote

interessi.

Rata (R) = C x (1 + i x t)

The Flat Method

Ammontare del prestito : 1.000

Tasso d’interesse annuale: 20%

Scadenza del prestito: 12 mesi

Frequenza: rate mensili

Mese Rata Capitale Interessi Saldo

capitale

0 1.000

1 100,00 83,33 16,67 916,67

2 100,00 83,33 16,67 833,33

3 100,00 83,33 16,67 750,00

4 100,00 83,33 16,67 666,67

5 100,00 83,33 16,67 583,33

6 100,00 83,33 16,67 500,00

7 100,00 83,33 16,67 416,67

8 100,00 83,33 16,67 333,33

9 100,00 83,33 16,67 250,00

10 100,00 83,33 16,67 166,67

11 100,00 83,33 16,67 83,33

12 100,00 83,33 16,67 0,00

Totale 1.200,00 1.000,00 200,00 135

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Quota capitale: 1.000 / 12 = 83,33

Quota interesse: 1.000 x (20/12 = 1,67)% = 16,67

(In appendice B: Esercitazione sul calcolo dell’interesse con le diverse metodologie)

5.6.9. Tasso d’interesse di mora

Il tasso d’interesse di mora viene solitamente calcolato in percentuale sull’ammontare

della rata (quota capitale + quota interesse) non pagata, in relazione al numero di giorni

di ritardo.

Qui si può aprire una discussione relativa all’applicazione del tasso d’interesse di mora

sull’ammontare della rata o solamente sulla quota capitale.

- Secondo la logica che i soldi prestati sono soltanto la quota capitale, l’interesse di

mora dovrebbe essere applicato solo alla quota capitale;

- Se pensiamo che la quota interesse è pianificata dall’IMF come entrata di liquidità e

può anche essere reinvestita e fruttare interesse, allora l’interesse di mora dovrebbe

essere applicato anche alla quota interesse. 136

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

5.7 Appendice

5.7.1 Appendice A Il metodo del Declining Bilance

M = Montante (capitale + interessi)

R = Rata (quota capitale + quota interesse)

C = Capitale (credito)

i = Tasso d’interesse

t = Tempo

n = Numero rate

I = Interesse

Capitalizzazione semplice:

I = C x i x t

Poiché M = C + I

M = C + C x i x t

M = C x (1+ i x t)

Capitalizzazione composta:

Si parte dalla formula del montante della capitalizzazione semplice:

M = C x (1+ i x t)

Dopo il primo periodo di capitalizzazione il Montante risulta essere:

M = C x (1+ i x 1) = C x (1 + i) essendo t = 1 il periodo di capitalizzazione

Il nuovo capitale sul quale si va a calcolare l’interesse sarà C x (1 + i); quindi il nuovo

montante alla fine del secondo periodo sarà:

2

M = C x (1+ i) x (1+ i x 1) = C x (1 + i)

Proseguendo nel tempo allo stesso modo si ottiene:

n

M = C x (1 + i)

Legge di capitalizzazione:

(1 + i x t) fattore di capitalizzazione semplice

t

(1 + i) fattore di capitalizzazione composta

Per semplicità si utilizzano la seguente abbreviazione: 137

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

1 + i = u t

anziché scrivere (1 + i)

t

scriveremo u

Rendita:

Il Montante alla scadenza dell’ultima rata di una generica rendita unitaria, che si indica

con il simbolo:

s n i

si determina imponendo che siano equivalenti le due seguenti prestazioni finanziarie:

1€ 1€ 1€ 1€ 1€ …………………… ………… ………1€ 1€ 1€

I° 0 1 2 3 4 5 ……………………………………………n-2 n-1 n

*

II° 0 1 2 3 4 5 ………………………………………… …n-2 n-1 n

*= € x s n i

Uguagliando i valori all’epoca n delle due prestazioni finanziarie (I° e II°) si ottiene:

n

u - 1

2 n -1

s = 1 + u + u + ………….. + u = 1 X

n i u - 1

poichè u = 1 + i u – 1 = i

n

(1 + i) - 1

s = “esse figurato n al tasso i”

n i i

Il metodo del “Declining Balance”:

Il Montante alla scadenza dell’ultima rata di una generica rendita unitaria è: 138

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

M = R x s n i n

(1 + i) - 1

s =

n i i n

(1 + i) - 1

M = R x i i

R = M x n

(1 + i) – 1

n

Poiché M = C x (1 + i) (Legge di capitalizzazione composta)

RATA: n

i x (1 + i)

R = C x n

(1 + i) - 1

QUOTA INTERESSE:

Poiché: n

I = M – C e M = C x (1 + i)

n n

I = C x (1 + i) – C = C x (1 + i) - 1

QUOTA CAPITALE:

I = M – C

C = M – I n

C = M – C x (1 + i) - 1 139

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

5.7.2 Appendice B Esercitazione sul calcolo dell’interesse con le diverse

metodologie

Ipotesi 1°: (calcolo dell’interesse con il metodo del “Declining Balance”)

Un sarto svolge la sua attività artigianale, possedendo gli strumenti di lavoro (es.

macchina da cucire).

Ipotizziamo:

- Che il suo ciclo di business sia pari a quattro mesi;

- Che il costo delle materie prime sia pari a 1.000€;

- Che l’entrata netta totale, uniformemente percepita in quattro mesi (ciclo di business)

sia pari a 1.600€.

• ALTERNATIVA 1: Prestito di 1.000€ da restituire in 4 mesi, ad un tasso del 3%

mensile.

• ALTERNATIVA 2: Prestito di 1.000€ da restituire in 2 mesi, ad un tasso del 3%

mensile.

• ALTERNATIVA 3: Prestito di 1.000€ da restituire in 6 mesi, ad un tasso del 3%

mensile.

Le 3 alternative dimostrano come il cash flow determini la capacità di ripagare il debito

da parte del cliente.

Ecco perché è importante il business plan del microimprenditore e la conoscenza della

sua attività.

A seconda della situazione del loro cash flow e del periodo di ripagamento, i clienti

possono preferire anche la restituzione anticipata del prestito. Questo produce

sostanzialmente 3 vantaggi per il cliente:

1. riduzione dell’interesse;

2. riduzione del rischio-sicurezza e la tentazione di spendere il cash eccedente;

3. riduzione dell’impossibilità di ripagare le ultime quote.

Anche l’IMF ha il vantaggio che ottenendo il rimborso del prestito in anticipo può

erogare nuovi crediti e creare una maggiore rotazione del portafoglio. Il rischio è però

quello di avere più difficoltà nel pianificare l’attività. 140

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Alternativa 1

Cash Flow di 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 1.000 0

-1.000

1 400 -269 131

2 400 -269 131

3 -269 131

400

4 400 -269 131

Totale 600 -76 524

Caratteristiche del prestito

Periodo Rata Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 269 30,00 239,00 761

2 22,83 246,17 514,83

269

3 269 15,44 253,56 261,27

4 269 7,84 261,16 0

Totale 1.076 76 1.000

4

0,03 x (1 + 0.03)

R = 1.000 x = 269,03

4

(1 + 0.03) – 1

1

I = 1.000 x ((1 + 0.03) –1) = 30

C = 269,03 – 30 = 239 1

I = 761 x ((1 + 0.03) – 1) = 22,83

C = 269,03 – 22,83 = 246,17

Per 4 mesi il sarto ha delle entrate costanti, e contemporaneamente paga le rate (quota

capitale + interesse) di restituzione del prestito. I flussi hanno lo stesso andamento e

questo permette al sarto di avere un guadagno finale totale pari a 524€. 141

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Alternativa 2

Cash Flow nei 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 1.000

-1.000

1 400 -522,6 -122,6

2 400 -522,6 -122,6

3 0 400

400

4 400 0 400

Totale 600 -45,2 554,8

Caratteristiche del prestito

Periodo Rate Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 522,6 30,00 492,60 507,40

2 15,22 507,38 0,00

522,6

Totale 1.045,2 45,2 999,98

2

0,03 x (1 + 0.03)

R = 1.000 x = 522,61

2

(1 + 0.03) – 1

1

I = 1.000 x ((1 + 0.03) –1) = 30

C = 522,61 – 30 = 492,60

1

I = 507,40 x ((1 + 0.03) – 1) = 15,22

C = 522,61 – 15,22 = 507,38

Dovendo restituire il credito in un più breve periodo, l’interesse totale che deve essere

pagato dal sarto è più basso, ma contemporaneamente avendo rate più alte, non riesce

nelle prime due mensilità a far fronte al debito con la sola attività artigianale. 142

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Alternativa 3

Cash Flow nei 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 -1000 1000

1 400 -184,6 215,4

2 400 -184,6 215,4

3 400 -184,6 215,4

4 400 -184,6 215,4

5 0 -184,6 -184,6

6 -184,6 -184,6

0

Totale 600 -107,6 492,4

Caratteristiche del prestito

Periodo Importo Interessi Capitale Saldo

rata capitale

0 1000

1 184,6 30,00 154,60 845

2 184,6 25,36 159,24 686

3 184,6 20,58 164,02 522

4 184,6 15,66 168,94 353

5 184,6 10,60 174,00 179

6 184,6 5,38 179,22 0

Totale 1107,6 107,6 1000

6

0,03 x (1 + 0.03)

R = 1.000 x = 184,60

6

(1 + 0.03) – 1

1

I = 1.000 x ((1 + 0.03) –1) = 30

C = 184,60 – 30 = 154,60 1

I = 845,4 x ((1 + 0.03) – 1) = 25,36

C = 184,60 – 25,36 = 159,24

Durante i primi 4 mesi il sarto ha un buon reddito netto, registrando tuttavia delle

difficoltà durante gli ultimi 2 mesi. Il reddito netto minore è dovuto all’alto interesse

pagato (107,6€). 143

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Ipotesi 2°: (calcolo dell’interesse con il metodo del “Flat”)

Un sarto svolge la sua attività artigianale, possedendo gli strumenti di lavoro (es.

macchina da cucire).

Ipotizziamo:

- Che il suo ciclo di business sia pari a quattro mesi;

- Che il costo delle materie prime sia pari a 1.000€;

- Che l’entrata netta totale, uniformemente percepita in quattro mesi (ciclo di business)

sia pari a 1.600€.

• ALTERNATIVA 1: Prestito di 1.000€ da restituire in 4 mesi, ad un tasso del 3%

mensile.

• ALTERNATIVA 2: Prestito di 1.000€ da restituire in 2 mesi, ad un tasso del 3%

mensile.

• ALTERNATIVA 3: Prestito di 1.000€ da restituire in 6 mesi, ad un tasso del 3%

mensile. 144

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Alternativa 1

Cash Flow nei 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 1.000 0

-1.000

1 400 -280 120

2 400 -280 120

3 -280 120

400

4 400 -280 120

Totale 600 -120 480

Caratteristiche del prestito

Periodo Rata Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 280 30,00 250,00 750

2 30,00 250,00 500

280

3 280 30,00 250,00 250

4 280 30,00 250,00 0

Totale 1.120 120 1.000

C = 1.000 / 4 = 250 quota capitale

I = 1.000 x 3% = 30 quota interesse

R = 250 + 30 = 280 rata

Pur essendo l’interesse molto più alto, rispetto allo stesso caso calcolato con il

“Declining Balance”, il sarto ogni mese riesce ad avere un reddito positivo. 145

Dispensa del corso “Applicazioni di Microcredito” – AA 2006/2007

Alternativa 2

Cash Flow nei 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 1.000

-1.000

1 400 -530,00 -130,00

2 400 -530,00 -130,00

3 0 400

400

4 400 0 400

Totale 600 -60,00 540,00

Caratteristiche del prestito

Periodo Rate Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 530,00 30,00 500,00 500

2 30,00 500,00 0

530,00

Totale 1.060,00 60,00 1.000

C = 1.000 / 2 = 500 quota capitale

I = 1.000 x 3% = 30 quota interesse

R = 500 + 30 = 530 rata

Con questa alternativa il cliente non genera abbastanza entrate nei primi due mesi per

pagare le quote. 146

Università degli Studi di Parma – Facoltà di Economia Consorzio Etimos scarl

Alternativa 3

Cash Flow nei 4 mesi

Periodo Business Prestito Reddito

netto

0 -1.000 1.000

1 400 -196,67 203,33

2 400 -196,67 203,33

3 400 -196,67 203,33

4 400 -196,67 203,33

5 0 -196,67 -196,67

6 -196,67 -196,67

0

Totale 600 -180,00 420

Caratteristiche del prestito

Periodo Rata Interessi Capitale Saldo

capitale

0 1.000

1 196,67 30,00 166,67 833,33

2 196,67 30,00 166,67 666,66

3 196,67 30,00 166,67 499,99

4 196,67 30,00 166,67 333,32

5 196,67 30,00 166,67 166,67

6 196,67 30,00 166,67 0

Totale 1.180,00 180,00 1.000

C = 1.000 / 6 = 166,67 quota capitale

I = 1.000 x 3% = 30 quota interesse

R = 166,67 + 30 = 196,67 Rata

Durante i primi 4 mesi il sarto ha un buon reddito netto, si registrano potenziali

difficoltà durante gli ultimi 2 mesi. Il reddito netto minore è dovuto all’alto interesse

pagato (180€). 147


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

L'estesa dispensa riguardo il corso di microcredito analizza in particolar modo: accesso al credito dei meno abbienti, la finanza informale (offerta dei servizi finanziari nei paesi in via di sviluppo), la microimpresa e le attività generatrici di reddito, aspetti metodologici della microfinanza, la pianificazione di un progetto di microfinanza, la valutazione di impatto.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Applicazioni di microcredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Meneghettti Chiara.

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