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Metodo psicoanalitico e sviluppo della personalità

Nell’ambito della psicologia dinamica lo studio dello sviluppo del bambino e della formazione della personalità poggia su alcuni presupposti teorici: il sistema topografico (I TOPICA) di descrizione della psiche, il modello strutturale (II TOPICA)di descrizione della mente, tendenze libidiche... Vedi di più

Esame di Psicologia dinamica e clinica dal corso del docente Prof. P. Bastianoni

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Il modello strutturale

La pressione della realtà esterna (il desiderio non

può essere soddisfatto immediatamente) porta

una parte dell’ES a modificarsi.

Ne deriva l’IO che regola i rapporti tra i desideri e

la realtà esterna, impara ad aspettare, a

tollerare l’attesa (principio di realtà)

Successivamente si sviluppa il Super-IO

attraverso l’interiorizzazione, dei valori e delle

norme morali dei genitori prima e dell’ambiente

sociale dopo. Il super io controlla e modifica gli

istinti per renderli accettabili nell’ambiente

esterno,

Tendenze libidiche e aggressive

LIBIDO: energia vitale a carattere positivo

e di determinazione del piacere, che si

sviluppa e si articola nel corso del

crescere di un bambino e caratterizza in

modo differente i diversi periodi di vita del

bambino

AGGRESSIVITA’: energia vitale a

carattere distruttivo tendente

all’allontanamento; nell’aspetto positivo è

autoaffermazione.

Il conflitto

La teoria psicoanalitica colloca il conflitto al centro

della vita psichica.

L’individuo cerca di evitare il disagio e di acquisire

una riduzione immediata della tensione.

Conflitto tra desideri e realtà esterna che

 produce angoscia, nella misura in cui l’ambiente

esercita una funzione di controllo diretta a punire

o reprimere l’espressione immediata della

pulsione

Conflitto tra Io - Es - Super-io, quando vengono

 interiorizzate le norme e i precetti dei genitori.

Tale conflitto produce ansia.

I meccanismi di difesa

Le difese sono configurazioni psicologiche inconsce che

 riducono il conflitto, e di conseguenza l’angoscia,

mantengono un equilibrio intrapsichico, regolano

l’autostima e modulano l’angoscia

Nel modello relazionale le difese sono considerate

 meccanismi di protezione per preservare il sé autentico

Le difese sono evolutivamente necessarie (es: le

 vanterie dei bambini rappresentano un potente veicolo

per vincere l’inferiorità e accedere alla virilità)

Nell’ambito della psicologia sociale e sperimentale le

 difese vengono identificate con le strategie di coping,

con la capacità di affrontare i problemi. Sono

meccanismi consci e volti soprattutto alla risoluzione di

minacce esterne. Possono essere insegnate.

I meccanismi di difesa

Le difese hanno molte funzioni positive:

agiscono per difendere il se da una

minaccia.

La persona che si comporta in modo

difensivo cerca inconsciamente di

evitare e/o gestire l’angoscia per altre

 esperienze emotive disorganizzanti

Mantenere l’autostima

I meccanismi di difesa

Tutti abbiamo delle difese preferenziali che

corrispondono al nostro modo abituale di

confrontarci con le situazioni problematiche.

La preferenza per un tipo di difesa deriva da

Temperamento costituzionale

 La natura dei disagi subiti nella prima infanzia

 Le difese presentate e a volte deliberatamente

 insegnate dai genitori

Le conseguenze sperimentate dell’uso di particolari

 difese ( effetti di rinforzo)

I meccanismi di difesa

Possono essere normali e adattive o patologiche

 Sono una funzione dell’IO

 Sono solitamente inconsce

 Sono dinamiche e mutevoli ma in stati patologici

 possono diventare rigide

Sono associate a stati psicologici diversi

 (l’isolamento e l’annullamento per la nevrosi

ossessiva)

Sono associate a vari livelli di sviluppo

 Alcune vengono considerate primitive altre

 mature

I meccanismi di difesa

RIMOZIONE: è il fenomeno difensivo cui

Freud dedico la maggior parte della sua

attenzione; è il meccanismo che allontana

dalla coscienza i desideri incompatibili con

la realtà e il Super-IO e li rilega

nell’inconscio

Osservò questo meccanismo nelle

pazienti isteriche, che facevano di tutto

per evitare di rivivere quello che temevano

sarebbe stato un dolore insopportabile.

I meccanismi di difesa

Le difese primitive sono i modi in cui

riteniamo che il bambino piccolo

percepisca il mondo. Sono processi

preverbali che precedono il principio di

realtà, prelogiche, magiche.

Es: rimozione e diniego

Nella rimozione qualcosa viene conosciuto e

poi rimosso; il diniego è un processo

istantaneo e irrazionale.

I meccanismi di difesa primari

Il ritiro primitivo

 Il diniego/negazione

 Il controllo onnipotente

 L’idealizzazione e la svalutazione

 La proiezione e l’introiezione

 La scissione dell’Io

I meccanismi di difesa primari

Il ritiro primitivo: il bambino sovrastimolato si

addormenta. Tendenza a sostituire lo

stimolo del proprio mondo interiore alla

tensione della relazione con gli altri.

Svantaggio: estrania la persona dalla

partecipazione attiva alla soluzione

interpersonale dei problemi

Vantaggio: implica un fuga psicologica dalla

realtà che non viene distorta.

I meccanismi di difesa primari

Il diniego: il bambino affronta le cose spiacevoli

rifiutando di accettare che accadono.

ES: convinzione prelogica che “se non lo

riconosco non accade”

Mantenere la calma in situazioni di emergenza non

riconoscendo di essere in pericolo di vita

Rifiutarsi di fare dei controlli medici come se ciò

servisse magicamente ad evitare la malattia

Negare la pericolosità di un partner violento

Alcolisti che insistono che non hanno nessun

problema con il bere

I meccanismi di difesa primari

Il controllo onnipotente: per il neonato la

fonte di tutti gli eventi è interna: se ha

fame e riceve il latte il neonato ha un

esperienza preverbale di aver

magicamente inventato il latte. Non

percepisce l’esitenza di altri da se che

agiscono in modo indipendente da lui.

I meccanismi di difesa primari

l’idealizzazione: il bambino piccolo ha bisogno

di credere che mamma e papà siano in

grado di proteggerlo da tutti i pericoli della

vita.

E’ il bisogno di attribuire un valore e un

potere speciale alle persone da cui

dipendiamo emotivamente e che possono

aiutarci a battere il terrore interno che

proviamo di non farcela, di sentirci

imperfetti.

I meccanismi di difesa primari

La svalutazione: è l’opposto del bisogno di

idealizzazione. Quanto più un oggetto è

stato idealizzato tanto più viene svalutato.

Es: essere considerati su un piedistallo e poi

trascinati nella polvere al minimo errore.

I meccanismi di difesa primari

La proiezione: qualcosa di interno viene considerato

proveniente dall’esterno

Es: non vado bene a scuola è colpa dei professori

che fanno preferenze e ce l’hanno con me

L’introiezione: si considera proveniente dall’interno

qualcosa che è in realtà esterno.

I bambini che introiettano, fanno propri

atteggiamenti, affetti e comportamenti che

appartengono ai loro genitori

I meccanismi di difesa

La scissione dell’IO: separazione degli aspetti

buoni e degli aspetti cattivi.

Es: per un gruppo è attraente sviluppare

l’idea di un nemico esterno.

Il bene contro il male, dio contro il diavolo

I meccanismi di difesa secondari

L’isolamento

 L’intellettualizzazione

 La razionalizzazione

 La compartimentalizzazione

 L’annullamento

 Volgersi contro il SE

 Lo spostamento

 La formazione reattiva

I meccanismi di difesa secondari

Isolamento: l’aspetto affettivo di un’esperienza

 o un’idea viene separato dalla sua dimensione

cognitiva. In pratica persone che raccontano con

distacco emotivo situazioni in cui tutti provano

dei sentimenti. La persona che utilizza questo

meccanismo riferisce di non provare sentimenti.

ES: il lavoro dei chirurghi, dei generali, dei poliziotti

che indagano sui crimini.

E’ l’unità operativa di base in meccanismi come

l’intellettualizzazione, la razionalizzazione

I meccanismi di difesa secondari

Intellettualizzazione: la persona che la utilizza

 parla dei sentimenti senza sentimento.

Es: “bene la cosa mi fa rabbia” espresso con un

tono distaccato.

L’idea di provare rabbia è accettata ma viene

inibita l’espressione concreta della rabbia. Può

avere un valore adattivo quando non ci si lascia

coinvolgere dall’emotività e dell’impulsività.

Diventa disadattiva quando non ci si lascia

coinvolgere emotivamente per gioire delle

situazioni che si vivono.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Nell’ambito della psicologia dinamica lo studio dello sviluppo del bambino e della formazione della personalità poggia su alcuni presupposti teorici: il sistema topografico (I TOPICA) di descrizione della psiche, il modello strutturale (II TOPICA)di descrizione della mente, tendenze libidiche e tendenze aggressive, fasi dello sviluppo psicosessuale (stadio orale, stadio anale, fase fallica, fase edipica, periodo di latenza, fase genitale)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Bastianoni Paola.

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