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Eliminazione delle barriere fisiche (2)

L’accordo di Schengen del 1995 (tra 7 paesi e poi esteso ad altri 6),

successivamente inserito nel Trattato di Amsterdam, prevede la

completa libertà di spostarsi all’interno dei paesi firmatari. Difficoltà di

applicazione se aperto a tutti i paesi dell’UE.

Sono previste sospensioni in occasione di particolari eventi.

La CE ha apportato diverse modifiche al sistema (SIS II) per tener conto

dei maggiori movimenti di cittadini all’interno dell’Unione.

In tema di mobilità delle persone per fini lavorativi, resta il problema del

riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali. Solo di

recente (2005) la CE ha approvato una direttiva che estende il campo di

applicazione delle professioni riconosciute. I maggiori progressi si

osservano nel settore sanitario.

Nell’UE-15, solo lo 0.1% della popolazione in età lavorativa cambia

annualmente il proprio paese di residenza (negli USA il 3&). I mercati del

lavoro dell’UE sono ancora molto segmentati.

Eliminazione delle barriere tecniche agli scambi

Anche in questo settore sono stati fatto grandi progressi

per impedire il ricorso alle barriere tecniche.

Con i principi introdotti dall’Atto Unico per favorire

l’armonizzazione dei mercati nazionali è stato garantito

un più dinamico sviluppo al commercio intra-area.

Questo fenomeno è particolarmente evidente a partire

dalla seconda metà degli anni ‘90.

La gran parte delle imprese si dichiarano soddisfatte del

funzionamento del mercato interno anche se progressi

vanno realizzati nei settori ancora esclusi (fiscalità).

L’introduzione dell’Euro sembra aver avuto un effetto

positivo sull’integrazione commerciale , in particolare

per i paesi dell’Eurozona

Eliminazione barriere tecniche agli scambi

Liberalizzazione degli appalti pubblici

I motivi: introdurre la concorrenza nel settore degli appalti

pubblici e ridurre i costi dell’inefficienza.

La legislazione comunitaria in materia ha avuto inizio nei primi

anni ‘70 e si è sviluppata continuamente per tenere conto

dell’evolversi delle esigenze di ciascun settore (lavori pubblici,

forniture, servizi) e per interessare settori inizialmente rimasti

esclusi (acqua, energia, trasporti e telecomunicazioni).

Il processo di liberalizzazione del settore ha prodotto

miglioramenti rilevanti, in termini di efficienza, di tutto il

sistema, a partire dalle imprese, costrette a diventare più

competitive sia sul mercato nazionale che su quelli

internazionali, sia per gli Enti appaltanti per i vantaggi dovuti

alla maggiore qualità delle offerte e al risparmio di risorse

pubbliche.

Liberalizzazione degli appalti pubblici (2)

Considerando che gli appalti pubblici rappresentano il 16% del Pil

dell’UE, anche una riduzione dei costi di qualche punto

percentuale, dovuta alla maggiore efficienza del mercati degli

appalti pubblici, consente di risparmiare risorse ingenti.

La normativa comunitaria prevede misure specifiche per

migliorare il sistema di informazione (diffusione di bandi e avvisi,

formazione degli addetti responsabili, pubblicazione e diffusione

elettronica delle informazioni, ecc.).

Le amministrazioni centrali o locali sono tenute a pubblicare,

nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o nel suo

equivalente TED (banca dati

on line Tenders Electronic Daily),

tutte le informazioni sui bandi di gara necessarie a consentire

aggiudicazione.

una migliore trasparenza dei criteri di

Aumento considerevole nel numero dei bandi pubblicati.

Liberalizzazione degli appalti pubblici (3)

Si stima che ogni anno nell'Unione europea le amministrazioni

aggiudicatrici pubblicano appalti di forniture e lavori per un

valore di oltre 300 Miliardi di euro.

Le soglie degli importi contrattuali a partire dalle quali un bando

di gara deve essere pubblicato a livello comunitario sono stabilite

dalle direttive dell'Unione europea.

Il numero delle notizie pubblicate è cresciuto ad un tasso annuo

vicino al 10%. Un altro importante elemento di trasparenza è la

pubblicazione dei risultati finali e dei vincitori. Nonostante sia

fortemente migliorate le procedure di selezione delle imprese

concorrenti, rimane comunque basso (3%) il numero delle gare

vinte da imprese estere sui mercati dell’UE.

Il numero dei processi di infrazione in atto nel settore degli

appalti pubblici rimane comunque alto (9% del totale dei

processi di infrazione).

Liberalizzazione dei movimenti di capitale

L’obiettivo della libera circolazione dei capitali all’interno dell’UE è stato

realizzato solo nel 1990 e da allora sono stati aboliti tutti i divieti .

Il mercato unico e l’euro hanno favorito a loro volta la crescita degli IDE

all’interno, ma anche all’esterno, dell’area integrata.

Nel 1995 il 50% degli IDE in uscita e il 53% di quelli in entrata erano originati

dall’interno dell’Unione stessa. Dieci anni dopo, queste quote sono cresciute

rispettivamente fino al 66% e il 78%.

Relativamente alla circolazione dei servizi finanziari, un settore che

rappresenta circa il 6% del Pil dell’UE, gli stati membri hanno la possibilità di

limitare alcune transazioni finanziarie per motivi di prevenzione e controllo.

La CE ha varato di recente direttive per favorire lo sviluppo di un mercato dei

servizi finanziari attraverso un maggiore ricorso all’uso dei pagamenti

elettronici, armonizzando le norme relative all’apertura dei conti bancari

(correnti, di risparmio, titoli), riducendo i costi di trasferimento all’interno

dell’Unione.

Restano limiti alla libertà di circolazione dei capitali dovuti al diverso

trattamento fiscale dei redditi da investimento.

Apertura del mercato dei servizi (1)

Il processo di integrazione dei mercati dei servizi, almeno fino ad

oggi, è risultato decisamente più lento e complicato rispetto a quello

dei beni anche perché gli Stati membri hanno cercato di

regolamentare le attività terziarie per tutta una serie di ragioni che

vanno dalla necessità di esercitare funzioni di controllo e di

sorveglianza diretta alla protezione dei fornitori nazionali.

Il settore dei servizi riveste un ruolo fondamentale nell’economia

dell’Unione Europea, e dei paesi industrializzati in genere,

rappresentando circa il 70 per cento del Pil e dell’occupazione.

La strategia adottata dalla Commissione per il settore dei servizi

prevede sia misure di avvicinamento delle legislazioni nazionali

(armonizzazioni legislative), come è avvenuto per alcuni settori

fondamentali per l'integrazione del mercato interno (servizi

finanziari e bancari, trasporti, assicurativi, telecomunicazioni), sia

l'adozione, in mancanza di armonizzazione, del principio di mutuo

riconoscimento delle legislazioni nazionali.

Apertura del mercato dei servizi (2)

Il direttiva approvata nel 2006, che aveva visto un conflitto tra CE e PE nel

come interpretare il diritto di prestazione di un servizio, sancisce il diritto

dei prestatori di fornire un servizio in uno Stato membro diverso da quello

in cui hanno sede e l’obbligo per gli Stati di garantire il libero accesso ed

esercizio di ogni attività di servizio all’interno del loro territorio.

La prestazione di un servizio non può, quindi, essere soggetta a misure

discriminatorie o che non soddisfino i requisiti di proporzionalità e

necessità.

Il Programma per il mercato interno ha rivolto prima l’attenzione verso i

settori del terziario considerati tradizionali, come quello bancario,

assicurativo e il settore dei trasporti. In seguito, il campo d’azione si è

esteso anche a settori che all'origine non erano esplicitamente

contemplati nel Libro Bianco: i servizi di telecomunicazione, i servizi

postali e l'energia.

Attualmente, l'attenzione si è spostata sulle tecnologie moderne, in

particolare sui servizi di informazione on line.

Apertura del mercato dei servizi (3)

Il settore bancario

Nel settore “bancario” è stata introdotta una direttiva, presa poi a

modello anche in altri settori del terziario, la cosiddetta “autorizzazione

bancaria unica”; che consente di aprire succursali e uffici negli Stati

membri in base all'autorizzazione di esercizio rilasciata dal proprio paese.

Non è richiesta, quindi, alcuna autorizzazione da parte del paese

ospitante, anche se le banche sono tenute a rispettare le regole locali di

condotta di base, con la conseguenza che i costi di stabilimento nei Paesi

membri si sono sensibilmente ridotti e si è incrementato il numero di

succursali transfrontaliere.

La presenza di gruppi bancari stranieri è diventata un’importante

caratteristica del settore bancario europeo. Nel 2004 circa il 30% del

settore era di proprietà di gruppi bancari non residenti

Sono aumentate, soprattutto nell’ultimo decennio, anche le fusioni e

acquisizioni nel settore bancario europeo passate da meno del 20%

registrato negli anni ’90 a più del 40%.

Apertura del mercato dei servizi (3)

Il settore delle assicurazioni

La liberalizzazione dei servizi di assicurazione è risultata lenta e graduale,

anche a causa della regolamentazione posta a livello nazionale.

Due Direttive nei primi anni ‘90 hanno prodotto risultati rilevanti in

termini di maggiore concorrenza tra le imprese di assicurazione, quali i

prezzi più bassi per i consumatori e la maggiore scelta di prodotti. Da

allora importanti evoluzioni si sono avute nella legislazione comunitaria.

Ulteriori progressi sono stati fatti dal legislatore comunitario con la

direttiva 2005, tramite la quale tutte le imprese assicurative dell’Unione

sono libere di esercitare la propria attività nell’UE, una volta ottenuta

l’autorizzazione nel proprio mercato domestico.

I rischi maggiori oggi sono nel ruolo dominante che i grandi gruppi

assicurativi possono esercitare, riducendo il margine d’azione delle

compagnie di piccole dimensioni.

Apertura del mercato dei servizi (4)

Il settore delle assicurazioni

La liberalizzazione dei servizi di assicurazione è risultata lenta e graduale, anche a

causa della regolamentazione posta a livello nazionale.

Due Direttive nei primi anni ‘90 hanno prodotto risultati rilevanti in termini di

maggiore concorrenza tra le imprese di assicurazione, quali i prezzi più bassi per i

consumatori e la maggiore scelta di prodotti. Da allora importanti evoluzioni si

sono avute nella legislazione comunitaria.

Ulteriori progressi sono stati fatti dal legislatore comunitario con la direttiva

2005, tramite la quale tutte le imprese assicurative dell’Unione sono libere di

esercitare la propria attività nell’UE, una volta ottenuta l’autorizzazione nel

proprio mercato domestico.

I rischi maggiori oggi sono nel ruolo dominante che i grandi gruppi assicurativi

possono esercitare, riducendo il margine d’azione delle compagnie di piccole

dimensioni.

Le quote di mercato detenute dalle prime cinque compagnie assicurative di ogni

Stato membro dell’UE-27 sono passate in media dal 35% del 1993 a quasi il 60%

del 2005. Apertura del mercato dei servizi (5)

Apertura del mercato dei servizi (4)

Il settore delle telecomunicazioni

Il quadro normativo comunitario per questo settore si è sviluppato sulla

base dei principi fondamentali definiti nel Libro Verde del 1987, nel quale

era prevista l'adozione di direttive che avrebbero specificato sia i criteri di

liberalizzazione sia quelli di armonizzazione tecnica attinenti all'uso delle

reti.

Il processo di liberalizzazione ha determinato effetti positivi nel mercato

delle telecomunicazioni. La maggiore apertura ha consentito di

raggiungere alcuni obiettivi di importanza strategica, quali l'eliminazione

degli ostacoli agli investimenti, un miglioramento della qualità del servizio

offerto e, infine, una riduzione delle tariffe determinando un diffuso e

rapido sviluppo di tutto il settore.

Dal 1998 al 2005, ad esempio, le tariffe praticate dai vecchi monopoli

statali per le chiamate nazionali hanno subito una riduzione media di circa

il 50%, e quelle per le chiamate internazionali di circa il 40%. Nuovi

operatori nazionali offrono prezzi più bassi anche per le chiamate locali.

Apertura del mercato dei servizi (5)

L’apertura del mercato ha, inoltre, accresciuto le possibilità di scelta

dei consumatori. In dodici Stati membri, più del 95% della

popolazione ora può scegliere tra più di cinque operatori per le

chiamate su lunga distanza e internazionali, in otto più di cinque

operatori per la media distanza

La concorrenza tra gli operatori ha stimolato l'innovazione, specie nei

servizi avanzati. Nel 2006 le utenze domestiche di Internet nell'UE-25

erano in media il 51% e l'accesso ad Internet ad alta velocità ha

raggiunto nel 2006 il 30% dell'UE-27.

Sono necessari tuttavia ulteriori interventi, e compito fondamentale

della Commissione è quello di esercitare una continua azione di

controllo e regolamentazione in un settore che presenta ancora ampi

margini di sviluppo.

In particolare è nei servizi di interesse generale che l’azione della CE

deve risultare particolarmente incisiva per eliminare le protezioni

accordate ai fornitori nazionali.

Apertura del mercato dei servizi (6)

Il settore del trasporto aereo

Progressi consistenti sono stati conseguiti anche nel settore del “trasporto aereo”

con le prime direttive adottate sul finire degli anni ’80 finalizzate ad un graduale

incremento della concorrenza e per consentire una maggiore flessibilità delle

tariffe e nella distribuzione dei voli.

La realizzazione dell’ottava libertà, quella che contempla il diritto di trasportare

passeggeri, corrispondenza o merci da un punto all’altro di uno Stato diverso da

quello di registrazione dell’aeromobile, rappresenta uno degli obiettivi principali

di un mercato unico del trasporto aereo.

I risultati ottenuti dalla liberalizzazione di questo settore sono tra i più evidenti:

tutte le compagnie aeree possedute e controllate in Europa sono state

trasformate in “vettori comunitari” con pari diritti di accesso a tutti i mercati

dell’Unione e pari responsabilità sotto l’aspetto giuridico.

Tra il 1992 e l metà degli anni 2000 il prezzo dei voli promozionali è diminuito di

oltre il 50%, mentre il numero dei vettori comunitari che offrono servizi di linea

per passeggeri e merci è aumentato tra il 1990 e il 2005 di più del 25%. Il peso

delle compagnie è passato dall’1% del 1996 al 26% del 2005. Il numero

low-cost

delle rotte è aumentato del 145% nel periodo 1992-2005, con una crescita del

300% delle rotte con più di due competitors.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Politica Economica Europea del Prof. Umberto Triulzi. Al suo interno sono trattati i seguenti argomenti: gli strumenti per il completamento del mercato europeo e l'eliminazione delle barriere fisiche; le liberalizzazioni transfrontaliere dei movimenti di capitale, degli appalti pubblici e dei servizi; il recepimento delle direttive comunitarie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Triulzi Umberto.

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