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Media - Tra crisi e metamorfosi Appunti scolastici Premium

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. Il presente Rapporto sulla comunicazione che prosegue il monitoraggio dell’evoluzione dei consumi mediatici in Italia, si focalizza anche su tre questioni di grande rilevanza e attualità. La prima è la moltiplicazione degli usi... Vedi di più

Esame di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA docente Prof. F. Faccioli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Tab. 15 - Motivazioni principali della sottoscrizione di un abbonamento per accedere ai diversi

pacchetti della Tv digitale satellitare e/o terrestre a pagamento, per sesso, età e titolo di studio

(val. %) Sesso Età Titolo di studio

Totale Maschio Femmina 14-29 30-64 65-80 Meno Più

popolazione anni anni anni istruiti istruiti

(1) (2)

Abbonati 60,7 64,7 55,6 53,4 66,9 43,3 56,5 64,9

Per le partite di

calcio e gli eventi 31,2 39,0 21,1 27,6 34,5 20,8 32,8 29,6

sportivi in esclusiva

Per i film in prima 24,8 24,9 24,7 23,5 27,3 14,6 22,4 27,2

visione

Per i cartoni

animati per 13,0 11,4 15,0 8,6 16,3 4,2 11,4 14,6

bambini

Per i canali

specializzati (es. 11,9 11,1 12,9 6,4 15,0 6,8 8,4 15,3

viaggi, storia,

cucina, scienze)

Per le fiction in

anteprima (serial 7,2 6,1 8,5 9,1 7,2 3,0 5,3 9,0

tv)

Per i reality show 3,2 2,0 4,8 4,4 2,5 4,1 2,1 4,2

Non hanno

sottoscritto nessun 39,3 35,3 44,4 46,6 33,1 56,7 43,5 35,1

abbonamento

(1) Licenza elementare e media

(2) Diploma e laurea

Il totale non è uguale a 100 perché erano possibili più risposte.

Fonte: indagine Censis, 2009

I livelli più elevati si raggiungono in corrispondenza dei maschi (64,7%),

della fascia d’età compresa tra i 30 e i 64 anni (66,9%) e tra le persone più

istruite (64,9%). È rilevante la differenza che si riscontra tra femmine e

maschi: il 55,6% delle donne che fruiscono della televisione satellitare o

digitale terrestre ha sottoscritto un abbonamento a pagamento, dieci punti

percentuali in meno degli uomini. Analogamente, è significativo anche lo

6

FONDAZIONE CENSIS

scarto che si osserva classificando i sottoscrittori in base al livello di

istruzione: tra i più istruiti, ogni cento persone che guardano la televisione

satellitare o digitale terrestre quasi 65 hanno un abbonamento a pagamento;

al contrario, se si considerano le persone con un grado di istruzione inferiore

il numero è di poco superiore a 56. Altrettanto ragguardevole, in negativo, è

il dato relativo alle persone anziane, le quali sembrano accontentarsi di

guardare ciò che offre la Tv digitale senza alcun pacchetto aggiuntivo a

pagamento (il 56,7% non ha nessun abbonamento).

Tra le ragioni principali che hanno indotto il pubblico della televisione

digitale satellitare o terrestre a sottoscrivere un abbonamento per accedere ai

pacchetti a pagamento, vi è da un lato la possibilità di guardare le partite di

calcio e, in generale, gli eventi sportivi in esclusiva (31,2%), dall’altro i film

in prima visione (24,8%).

Tra gli uomini la percentuale riferita alle partite di calcio sale al 39%. Le

donne, invece, preferiscono abbonarsi a pacchetti per guardare i film in

anteprima, anche se la seconda risposta per frequenza è legata allo sport e

non è tanto distaccata dalla principale (il 24,7% rispetto al 21,1%).

Molto distanti sono le quote percentuali riferite a tutte le altre motivazioni

che convincono gli utenti della Tv digitale a sottoscrivere gli abbonamenti: i

canali specializzati (ad esempio, i canali di storia, scienze, viaggi, cucina) e

i cartoni animati per i bambini, che in graduatoria si alternano sempre tra il

terzo e il quarto posto.

Ovviamente, un’accresciuta disponibilità di mezzi per guardare la Tv

significa ampliare il ventaglio delle scelte a disposizione dell’utente, e

proprio questa sembra essere la carta vincente: ben il 43,6% degli italiani

sottolinea proprio questa come una delle caratteristiche positive della

trasformazione, oltre al fatto di poter seguire i programmi televisivi con

molti meno vincoli rispetto al passato (l’8,4%) (tab. 58).

Riguardo a quest’ultima osservazione, si pensi alla possibilità non solo di

scegliere il medium preferito, ma anche di decidere in quale momento della

giornata dedicarsi a tale attività: insomma, non è più l’utente a inseguire i

programmi televisivi, sono questi ultimi che sono a disposizione del

pubblico. 7

FONDAZIONE CENSIS

Tab. 58 - Come valuta l’aumento dei mezzi per guardare i programmi televisivi (Tv digitale terrestre,

Tv satellitare, Internet, telefonino), per sesso, età e titolo di studio (val. %)

Sesso Età Titolo di studio

Totale Maschio Femmina 14-29 30-64 65-80 Meno Più

popolazione anni anni anni istruiti istruiti

(1) (2)

È aumentata la 43,6 48,8 38,7 51,8 46,3 27,5 38,0 50,5

possibilità di scelta

Non mi interessa,

guardo solo la Tv 24,4 17,9 30,6 21,0 22,4 33,9 28,2 19,9

tradizionale

È solo un modo per

farci pagare quello 21,9 24,1 19,8 17,1 23,4 22,4 22,0 21,7

che prima

guardavamo gratis

È troppo complicato,

mi passa la voglia di 10,2 9,7 10,6 4,9 9,8 16,8 11,3 8,8

guardare la Tv

Posso seguire i miei

programmi preferiti 8,4 9,6 7,3 15,2 7,3 4,6 8,3 8,5

quando e dove voglio

io

Ci sono troppi

congegni elettronici 7,9 8,1 7,8 4,8 8,4 9,7 6,9 9,2

da installare

Posso essere io a

crearmi il mio 3,4 4,3 2,5 2,9 4,3 1,2 1,9 5,2

palinsesto personale

(1) Licenza elementare e media

(2) Diploma e laurea

Il totale non è uguale a 100 perché erano possibili più risposte.

Fonte: indagine Censis, 2009

I più entusiasti della situazione che si va consolidando sono i giovani, che in

misura del 51,8% hanno indicato proprio nell’aumentata possibilità di scelta

offerta dai nuovi mezzi uno dei fattori più positivi. Anche gli adulti

sottolineano l’aumento delle opzioni disponibili (46,3%), anche se tra di essi

vi è un’apprezzabile quota di utenti che non lesinano critiche. 8

FONDAZIONE CENSIS

In generale, tra le critiche più rilevanti vi è il rimpianto per la semplicità di

utilizzo della Tv tradizionale (10,2%) o la lamentela per le difficoltà legate

alla gestione dei congegni elettronici da installare (7,9%). Inoltre, il 21,9%

ritiene che le nuove modalità per seguire i programmi televisivi siano

soltanto un modo per far pagare all’utente ciò che prima si poteva guardare

gratuitamente.

Nasce il press divide

Negli ultimi anni le “diete mediatiche” degli italiani hanno subito notevoli

trasformazioni. Come evidenziato nella tabella 69, tra il 2006 e il 2009 il

numero delle persone che hanno un rapporto esclusivo con i media

audiovisivi (radio e Tv) rimane praticamente stabile (si passa dal 28,2% al

26,4%), mentre diminuiscono quanti hanno una dieta basata al tempo stesso

su media audiovisivi e mezzi a stampa (dal 42,8% al 24,9%). La somma di

questi due gruppi rappresenta il totale di quanti non hanno ancora colmato il

digital divide, la cui soglia si collocava nel 2006 al 71% e scende nel 2009

al 51,3%.

L’altro dato a cui prestare attenzione è quello che indica quanti sono i

fruitori di media che usano Internet, insieme a radio e Tv, ma non i mezzi a

stampa. Si può definire press divide questo nuovo divario tra quanti

contemplano nelle proprie diete i media a stampa e quanti non li hanno

ancora o non li hanno più. Se il digital divide si sta attenuando, dalla tabella

73 emerge che il press divide invece aumenta, visto che nel 2006 era il

33,9% degli italiani a non avere contatti con i mezzi a stampa, mentre nel

2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%).

Dalla tabella 77, inoltre, emerge che ad aumentare negli ultimi anni

l’estraneità all’uso dei mezzi a stampa, peraltro in misura rilevante, sono

stati i giovani (+10,0%), gli uomini (+9,9%) e i soggetti più istruiti (+8,2%),

quelli cioè da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del paese. 9

FONDAZIONE CENSIS

Tab. 69 - L’evoluzione del digital divide tra gli italiani: confronto 2006-2009 (val. %)

2006 2009

Persone con diete solo audiovisive 28,2 26,4

Persone con diete basate anche sui mezzi a stampa 42,8 24,9

Totale persone estranee a Internet 71,0 51,3

digital

divide

Totale persone con accesso a Internet 29,0 48,7

Persone con diete aperte a Internet 23,3 35,8

Persone con diete aperte a Internet ma prive dei 5,7 12,9

mezzi a stampa

Fonte: indagini Censis, 2006 e 2009

Tab. 73 - L’evoluzione del press divide tra gli italiani: confronto 2006-2009 (val. %)

2006 2009

Persone con diete solo audiovisive 28,2 26,4

Persone con diete aperte a Internet ma prive dei 5,7 12,9

mezzi a stampa

Totale persone estranee ai mezzi a stampa 33,9 39,3

press

divide

Totale persone con accesso ai mezzi a stampa 66,1 60,7

Persone con diete basate su audiovisivi e mezzi a 42,8 24,9

stampa

Persone con diete aperte a Internet 23,3 35,8

Fonte: indagini Censis, 2006 e 2009 10

FONDAZIONE CENSIS

Tab. 77 - Gli italiani estranei all’uso dei mezzi a stampa: confronto 2006-2009 (val. %)

2006 2009 Diff. %

Persone estranee ai mezzi a stampa 33,9 39,3 5,4

Uomini 27,1 37,0 9,9

Donne 40,4 41,5 1,1

Giovani (14-29 anni) 25,8 35,8 10,0

Adulti (30-64 anni) 33,5 38,9 5,4

Anziani (65 anni e oltre) 44,4 44,1 -0,3

Meno istruiti (1) 46,2 50,7 4,5

Più istruiti (2) 17,8 26,0 8,2

(1) Licenza elementare e media

(2) Diploma e laurea

Fonte: indagine Censis, 2009

Lo sviluppo esponenziale dei social network

Il web 2.0 si è sviluppato quando le persone hanno cominciato a usare la

rete per interagire tra loro e non solo per trovare dati e informazioni: perché

hanno capito che Internet era lo strumento attraverso il quale si poteva

costruire insieme agli altri una conoscenza diffusa (come Wikipedia),

trovare opportunità di lavoro e di carriera (LinkedIn), scambiarsi merci

(eBay), ma anche informazioni, confidenze o pettegolezzi (Messenger,

Facebook e Twitter), oppure video (YouTube) e ogni altro prodotto

audiovisivo, quand’anche protetto dal diritto d’autore (eMule).

Sono cinque i social network più popolari in Italia: Facebook, noto al 61,6%

degli italiani, YouTube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e

MySpace (31,8%) (tab. 100).

Se si considerano soltanto le risposte fornite dal campione dei giovani, le già

elevate percentuali raggiungono valori ancora più alti e si può affermare,

dunque, che quella dei social network è una comunità frequentata

soprattutto dai giovani. 11

FONDAZIONE CENSIS

Tab. 100 - La diffusione dei social network (val. %)

Quanti li conoscono Quanti li

usano

Facebook 61,6 25,9

YouTube 60,9 30,9

Messenger 50,5 24,7

Skype 37,6 12,4

MySpace 31,8 5,4

Icq 6,1 0,7

Flickr 4,7 0,7

Twitter 4,3 0,2

LinkedIn 3,0 0,5

Fonte: indagine Censis, 2009

L’analisi delle motivazioni che hanno spinto gli utenti a iscriversi a

Facebook, in particolare, mostra che tra le ragioni principali non figurano né

il desiderio di mettersi in mostra, né la speranza di intrecciare una relazione

intima, che hanno spinto appena l’1,8% degli intervistati all’iscrizione, in

particolare i maschi (2,6%) (tab. 104).

Ciò nonostante, osservando quali sono le attività che gli utenti preferiscono

svolgere su Facebook quando sono connessi, “guardare cosa c’è nelle

bacheche degli amici” risulta la preferita (41,2%). L’altra attività prediletta

dal popolo di Facebook è inviare messaggi personali (40,5%) (tab. 105).

Va sottolineato che il 54,6% degli utenti fa parte di gruppi di interesse o ha

sottoscritto citazioni apparse su Facebook, e che il 10% ha effettivamente

partecipato a eventi sociali, manifestazioni politiche, spettacoli di cui è

venuto a conoscenza tramite il social network. Inoltre, poco più di un utente

su quattro constata che da quando si è iscritto a Facebook tende a dedicare

meno tempo ad altre attività (il 26,8%) e tale sensazione è maggiormente

percepita dalle donne (il 32,2%) e dalle persone meno istruite (il 31,2%)

(tab. 106). 12

FONDAZIONE CENSIS

Tab. 104 - Motivi dell’iscrizione a Facebook, per sesso e titolo di studio (val. %)

Sesso Titolo di studio

Totale Maschio Femmina Meno Più

istruiti istruiti

(1) (2)

Mantenere i contatti con gli amici 70,5 69,7 71,3 79,2 66,3

Ritrovare vecchi amici (compagni 57,8 49,7 66,6 51,1 61,0

di scuola, ex colleghi, ecc.)

Svago 34,8 29,6 40,4 40,8 32,0

Allargare la rete di amicizie 19,4 19,3 19,4 32,7 13,0

Curiosare nelle pagine altrui 5,7 6,3 5,0 4,5 6,3

Diffondere informazioni e 3,5 5,8 1,1 2,8 3,9

scambiare opinioni su una causa

Dare visibilità a un’iniziativa

(commerciale, aziendale, culturale, 3,3 3,5 3,1 2,3 3,8

ecc.)

Intrecciare una relazione intima 1,8 2,6 0,9 1,8 1,8

Per il desiderio di mettersi in 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

mostra

(1) Licenza elementare e media

(2) Diploma e laurea

Fonte: indagine Censis, 2009 13

FONDAZIONE CENSIS


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. Il presente Rapporto sulla comunicazione che prosegue il monitoraggio dell’evoluzione dei consumi mediatici in Italia, si focalizza anche su tre questioni di grande rilevanza e attualità. La prima è la moltiplicazione degli usi della televisione: un mezzo che rimane saldamente dominante nel panorama mediatico degli italiani e che le innovazioni tecnologiche stanno spingendo al centro di nuovi scenari di offerta. Il secondo approfondimento tocca il tema cardine dell’informazione e della fiducia riposta dal pubblico nei media. Il terzo focus riguarda l’affermazione di un nuovo paradigma nell’uso dei media, rispecchiato dalla crescita esponenziale degli utenti di Facebook e degli altri social network.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Faccioli Franca.

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