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RIGIDEZZA PROPRIETA’

DELLA STRUTTURA

DIPENDE DA:

• MATERIALE

• FORMA

• TIPO E DISTRIBUZIONE DEI VINCOLI

Variazione della rigidezza

in funzione del modulo di elasticità

Variazione della rigidezza

in funzione del diametro

Variazione della rigidezza

in funzione della

lunghezza libera

osso

Rigidezza a flessione

osso Rigidezza a torsione

Frattura

Per portare a rottura un materiale è necessario fornirgli

energia per deformarlo (elasticamente e/o plasticamente) ed

energia per la rottura dei legami per la formazione di nuove

superfici.

L’area sottesa dalla curva tensione-deformazione rappresenta

l’energia di deformazione immagazzinata dal materiale per

unità di volume

Comportamento fragile e duttile

fragile duttile

Rottura statica

compressione compressione trazione

taglio flessione torsione

Concentrazione di sforzi

y x 2 a

σ σ

a = +

(

1 )

0

ya b

b

Effetto degli intagli

in corrispondenza degli intagli si hanno concentrazioni

delle tensioni che sono particolarmente pericolose

in caso di sollecitazioni ripetute

Sollecitazioni dinamiche - Fatica

rottura

snervamento 2 1

limite

Sollecitazioni

Attrito e Usura

quando due corpi sono premuti

l’uno contro l’altro nascono delle

pressioni di contatto e uno stato

di tensione quando i due corpi strisciano

tra loro, a causa delle

microasperità si ha l’usura

Attrito e usura Fatica

Usura - detriti

La Durezza

la durezza indica la propensione di un materiale

a lasciarsi consumare per l’attrito

la durezza si rileva mediante

le dimensione dell’impronta

del penetratore

Durezza

La capacità di resistere alla

deformazione plastica locale, in

particolare sulla superficie esterna

Resilienza

La capacità di resistere all’urto

La Resilienza

la resilienza indica la capacità di

un materiale di

assorbire energia in caso di urto,

ovvero di

sopportare gli urti i materiali fragili assorbono poca energia

i materiali duttili assorbono molta energia

pendolo Charpy

Materiali polimerici

I Polimeri sintetici sono composti organici derivanti dall’unione

di due o più molecole semplici (unità monomeriche) mediante

una reazione di polimerizzazione controllata (poliaddizione,

policondensazione)

•Sono formati da lunghe catene di atomi (macromolecole) quasi sempre a

base di carbonio

•I legami che costituiscono la struttura principale della macromolecola

sono legami forti di tipo covalente in genere fra gli atomi di carbonio;

•Tra le varie molecole si stabiliscono legami deboli (Van der Waals)

•Gli elettroni di valenza sono vincolati al nucleo per formare i legami

covalenti direzionali Proprietà tipiche

•Bassa resistenza meccanica a causa dei legami deboli che si formano fra

le macromolecole

•Flessibilità e deformabilità a causa della facilità di riallineamento e

scorrimento o delle macromolecole

•Isolamento termico ed elettrico poiché gli elettroni di valenza sono

bloccati a formare i legami covalenti

3

•Basso peso specifico (0.9 –2 gr/cm ) in quanto costituiti prevalentemente

da elementi di basso numero atomico (carbonio, idrogeno, ossigeno), con

un basso grado di compattazione atomica inferiore a quello dei ceramici e

dei metalli che sono completamente cristallini

•Rammoliscono e si decompongono a temperature piuttosto basse

Materiali metallici

Sono materiali inorganici composti da un unico elemento

metallico o nel caso di leghe metalliche da due o più elementi

metallici (con eventuale presenza di elementi non metallici)

Struttura

• Sono costituiti da atomi di uno o più elementi metallici più

eventualmente elementi non metallici (C, N) che si legano

ordinatamente nello spazio a formare reticoli cristallini

tridimensionali caratterizzati dalla presenza di legami forti

adirezionali

• Gli elettroni di valenza sono liberi di muoversi in modo

delocalizzato tra gli atomi del reticolo cristallino

Proprietà tipiche

•Elevata resistenza meccanica e tenacità dovuta ai legami forti

che formano i reticoli cristallini

•Deformabilità a caldo ed a freddo

•Capacità di formare facilmente leghe sostituendo alcuni

atomi del reticolo cristallino con altri di diversa natura

•Conducibilità elettrica e termica a seguito della mobilità

degli elettroni di valenza

•Lucentezza, anch’essa legata alla mobilità degli elettroni

•Elevato peso specifico

•Comportamento elasto-plastico

•Fatica indipendente dalla frequenza


PAGINE

27

PESO

2.06 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Traumatologia e Ortopedia, tenute dal Prof. Quagliarella nell'anno accademico 2012.
Il documento è dedicato alla meccanica.
Tra gli argomenti affrontati: reologia, legge di Hooke, creep, comportamento elastico, comportamento viscoso, plasticità, attrito e usura.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E.)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Traumatologia e Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Quagliarella Livio.

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