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Materiale, funzione e forma - Rapporti Appunti scolastici Premium

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali. Il materiale come "linguaggio delle funzioni". La posizione di F.L. Wright. La posizione di P.L. Nervi. Espressività non programmata e verità progettata. Storia dei materiali... Vedi di più

Esame di Materiali tradizionali dell'architettura e del risparmio energetico docente Prof. C. Modaffari

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Mediterranea

Università degli Studi di Reggio Calabria

Corso di Laurea SCBAA-L-43. A.A.2010/11

trasparenza ecc.) che coinvolge la nostra sfera percettiva, in particolare

la vista e il tatto. Nell'ambito di questa interpretazione, che poi è il

senso materico delle finiture dell'architettura, il campo delle variabili è

ovviamente illimitato.

Ma parallelamente, per secoli, le scelte furono suggerite dalle

trascrizioni inconsce dei caratteri delle società e dalle tappe del cammino

psichico. Si pensi all'uso simbolico della pietra nelle manifestazioni

rituali di tipo massonico, nella decisione di erigere monumenti a ricordo

di eventi e di uomini illustri, o nella volontà di contrassegnare un luogo

sacro o addirittura indicare la presenza di un Dio. Esempi come quelli

indicati nel Vecchio Testamento, la pietra nera della Mecca: Ka'aba, il

sacro recinto di Stonehenge, o le rocce dei giardini del Buddismo Zen, sono

simboli totemici di una volontà collettiva e inconscia di esorcizzare le

paure, e della necessità di riconoscere all'arte la capace di stabilire una

relazione e un'equilibrio tra "magico" e "sacro", tra superstizione e

religione.

I materiali, quindi non sono solo l'espressione e il linguaggio della

"funzione", sono anche segni cristallizzati della storia e dell'inconscio.

In tal senso, sono resistenti al cambiamento e ciò spiega perché accanto ai

nuovi materiali sono sempre presenti e difficilmente sostituibili materiali

e forme tecniche antichissime.

A questo ultimo proposito è interessante utilizzare le parole che Jung, il

grande maestro della psicanalisi, utilizza per definire la sua casa sul

sognata

lago di Zurigo: “la casa è il simbolo della totalità psichica, dove

vi è

la nostra storia si intreccia con quella dell'umanità intera; in essa

spazio per l'infinito regno sotterraneo della psiche

” (1961)

Ed è utile concludere con un sogno dello stesso Jung e con la sua

interessante interpretazione. la mia casa

“Ero in una casa sconosciuta, a due piani. Era . Mi trovavo al

piano superiore, dove c'era una specie di salotto ammobiliato con bei

mobili antichi di stile rococò. Alle pareti erano appesi quadri di valore.

Non è

Mi sorprendevo che questa dovesse essere la mia casa, e pensavo:

male! Ma allora mi veniva in mente di non sapere che aspetto avesse il

piano inferiore. Scendevo le scale, e raggiungevo il piano terreno. Tutto

era molto più antico e capivo che questa parte della casa doveva risalire

al XV o al XVI secolo. L'arredamento era medioevale, e i pavimenti erano di

mattoni rossi. Tutto era piuttosto buio. Andavo da una stanza all'altra,

Ora veramente devo esplorare tutta la casa!

pensando: Giungevo dinanzi a

una pesante porta, e l'aprivo: scoprivo una scala di pietra che conduceva

in cantina. Scendevo, e mi trovavo in una stanza con un bel soffitto a

volta, eccezionalmente antica. Esaminando le pareti scoprivo, in mezzo ai

comuni blocchi di pietra, strati di mattoni e frammenti di mattoni

contenuti nella calcina: da questo mi rendevo conto che i muri risalivano

all'epoca romana. Ero più che mai interessato. Esaminavo anche il

pavimento, che era di lastre di pietra, e su una notavo un anello: lo

tiravo su, e la lastra di pietra si sollevava, rivelando un'altra scala, di

stretti gradini di pietra, che portava giù in profondità. Scendevo anche

questi gradini, e entravo in una bassa caverna scavata nella roccia. Uno

spesso strato di polvere ne copriva il pavimento, e nella polvere erano

sparpagliati ossa e cocci, come resti di una civiltà primitiva. Scoprivo

due teschi umani, evidentemente di epoca remota e mezzo distrutti. A questo

punto il sogno finiva”

E questa fu l' interpretazione del sogno:

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Materiali tradizionali dell’architettura e del risparmio energetico-

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“Mi era chiaro che la casa rappresentava una specie di immagine della

psiche, cioè della condizione in cui era allora la mia coscienza, con in

più le integrazioni inconsce fino allora acquisite. La coscienza era

rappresentata dal salotto: aveva un'atmosfera di luogo abitato, nonostante

lo stile di altri tempi.

Col pianterreno cominciava l'inconscio vero e proprio. Quanto più scendevo

in basso, tanto più diveniva estraneo e oscuro. Nella caverna avevo

scoperto i resti di una primitiva civiltà, cioè il mondo dell'uomo

primitivo in me stesso, un mondo che solo a stento può essere raggiunto o

illuminato dalla coscienza. La psiche primitiva dell'uomo confina con la

vita dell'anima animale, così come le caverne dei tempi preistorici erano

di solito abitate da animali prima che gli uomini le rivendicassero per

sé".

Rapporti tra materiale, funzione e forma: contributi interpretativi della

filosofia

La cultura dei materiali, per le cose fin qui richiamate, non può avvalersi

di analisi e valutazioni deterministiche; soprattutto, in essa, non

esistono posizioni e risposte univoche sulla questione se sia, o debba

essere, il materiale a determinare la forma, o se sia , o debba essere, la

forma a forzare o annullare le caratteristiche del materiale; e, ancora più

in generale, esistono, dubbi e, a volte, posizioni assai contrastanti su

quale relazione debba esserci tra le componenti del prodotto

la funzione, la forma, il materiale.

architettonico: Gli architetti hanno,

tradizionalmente, risolto questi interrogativi attraverso il loro credo

"stilistico"; dalla filosofia ci vengono, invece, risposte di valore più

assoluto.5 fine mezzi

Per Hegel l'architettura vive del rapporto problematico tra e : i

mezzi forma materiali

sono la e i dell'oggetto edilizio, uniti in un

fine

rapporto inscindibile; mentre il , che è l'insieme delle ragioni per le

mezzi utilizzati (il

quali l'edificio viene costruito, non è insito nei fine

mattone non contiene in sé il concetto di abitazione); il è, cioè,

attribuito a posteriore.

Hegel cerca di motivare la sua teoria sull'andamento dialettico tra fine e

mezzi attraverso esemplificazioni di carattere storico, in verità

schematiche e in qualche misura incomprensibili; ma ciò che conta è che in

essa è espressa con chiarezza l'impossibilità di pensare forma, materiale e

funzione come elementi primi e la necessità di coglierli globalmente,

attraverso il loro manifestarsi all'interno del prodotto edilizio.

Il problema è ripreso da Adorno (critica al "Funzionalismo oggi", 1967),

per il quale “il materiale porta in sé la sua forma adeguata”, tuttavia

forma, materiale e funzione, dopo essere stati sottoposti ad una revisione

critica, vanno colti nel loro reciproco rapporto. Ma questi rapporti non

possono essere colti in astratto: bisogna analizzarli in relazione alla

storia concreta degli uomini, alla storia delle organizzazioni socio-

economiche e alla storia della soggettività umana.

Questa posizione nasce in termini polemici con il “funzionalismo” e in

particolare con Le Corbusier (che “inventa uomini modello”, funzionali alla

sua architettura). Nella stessa sede, a proposito del concetto di “forma”,

5 Da Daniel Payot (1982):

“Nei testi filosofici la metafora architettonica è spesso utilizzata per spiegare le ragioni

segrete dell'essere. L'atto concreto del costruire, infatti, è stato sfruttato spesso dai

filosofi per indagare il problema della verità del rapporto linguaggio-pensiero.

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Heidegger richiama i valori simbolici legati all'inconscio collettivo degli

uomini (si ricordi, a questo proposito, la posizione di Jung), precisando

che ciò spiega perché in architettura esistono elementi di cambiamento ed

elementi di persistenza; in altre parole, i rapporti con l'inconscio

diversità

spiegano la delle tecniche costruttive, che accanto a nuovi

materiali presentano, difficilmente sostituibili, materiali e forme

antichissimi; mentre per altri beni di consumo, materiali e forme cambiano

con velocità, e i modelli precedenti sono subito dimenticati.

Nel materiale è sedimentata la storia, e ciò ha fatto superare il rapporto

univoco tra forma e materia.

Allora è forse più corretto dire che i materiali (e le relative tecniche)

mezzi fine

definiscono i in vista di un ; ma al tempo stesso non si può

dimenticare che essi rappresentano il risultato di un'attività dell'uomo.

Un contributo alla comprensione di questi concetti, forse più ampio dei

"La questione della

precedenti, ci viene sempre dalla filosofia: Heidegger (

tecnica" strumentalità

) si propone di svelare il concetto di dei materiali

causalità

e delle tecniche come (fine conformemente al quale si determina

la natura del mezzo).

La questione è affrontata con un riferimento alla teoria aristotelica della

materialis formalis finalis

"quattro cause" : (materiale), (forma),

efficiens

(l'obiettivo), (ciò che produce l'effetto); modi, tra loro

responsabile produrre

connessi, dell'essere , e che si identificano con il .

produrre

Ma è anche l'essenza della tecnica (si ricordi che per i Greci la

"techne" è anche produzione del bello). Per Heidegger, quindi, la tecnica

non è solo un mezzo, non si identifica con l'oggetto che ha prodotto ma è

anche un modo del "produrre"; ha la sua autonomia, non è cioè subordinata

ne alla forma né alla funzione. I quattro modi sono egualmente

responsabili: ciò che disvela, che fa apparire ciò che non ha presenza, è

la produzione". E questa considerazione vale se ci si riferisce al passato

ma anche per l'attuale produzione di ambiente trasformato.

La tecnica delle costruzioni, secondo questa teoria, è un settore

particolare della "Tecnica", e diventa la categoria centrale da cui partire

per interrogarsi sul senso del produrre architettonico.

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figura 1/TdM 1 fine

(funzione)

ARCHITE TTURA rapporto materiali

m ezzi

Rapporto tra fini e mezzi secondo Hegel forma

(III Sezione dell'Estetica,1836-1848)

“Se noi ora ci volgiamo ai primissimi inizi dell’Architettura, quel che possiamo

considerare come il cominciamento sono la capanna come abitazione

dell’uomo, ed il tempio come recinto che abbraccia il Dio e la sua comunità. Per

meglio specificare quest’inizio ci si è poi rivolti alla differenza del materiale che

era possibile usare nella costruzione, polemizzando se l’architettura sia partita

dalla costruzione in legno, come crede Vitruvio, oppure da quella in pietra.

Questo contrasto è certo importante, perché non riguarda solo il materiale

esterno; ad esso invece si connettono in modo essenziale le forme

architettoniche fondamentali e la loro ornamentazione. Tuttavia possiamo

lasciare da parte tutta questa differenza come un lato che è solo di secondaria

importanza e riguarda ciò che è empirico e accidentale, per volgerci a un punto

più importante. Infatti nella casa, nel tempio ed in altri edifici, il momento

essenziale è il fatto che queste costruzioni sono semplicemente dei mezzi

presupponesti un fine esterno. Dapprima, dunque, c’è un bisogno, ed un bisogno

che si trova al di fuori dell’arte e il cui soddisfacimento appropriato non

riguarda la bella arte … Ma quando, entro l’utilizzazione dell’architettura per la

soddisfazione di determinati bisogni affiora il bisogno urgente di una forma e

bellezza artistica, abbiamo subito una divisione. Da una parte c’è il soggetto, o

l’immagine del Dio come il fine essenziale, dall’altro l’architettura che ci offre

il mezzo per tal fine”

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figura 2-TdM1 m ateriale

“S copo” dell’intervento, Mezzi per raggiungere

s oggetto al cam biamento uno scopo legati ai

dell’organizzazione mutamenti socio-

s ocio-economica e dei econom ici contengono

bisogni nel tempo anche valori simbolici

funzione forma

Rapporti tra m ateriale, funzione e forma per Adorno

“Funzionalismo oggi”, Berlino, 1965

P er Adorno i rapporti dialettici presenti nell’Architettura fra funzione, form a e m ateriale

non possono essere colti in astratto: bisogna analizzarli in relazione alla storia concreta

degli uomini. Ritiene, quindi, necessaria una revisione di questi concetti alla luce dello

sviluppo storico. Il materiale porta in sé la sua forma adeguata, quindi sceglierlo è

funzionale non solo allo scopo, m a anche alla form a con cui esso si esprime. Comunque,

questi rapporti complessi non possono essere com presi del tutto e correttamente se non

si mettono in relazione alla storia degli uomini e delle loro organizzazioni sociali.

In particolare la funzione va rapportata alle organizzazioni socio-economiche all’interno

delle quali è stata concepita; se m utano tali organizzazioni e ciò succede con grande

frequenza, muteranno anche le esigenze e le funzioni; solo alcune esigenze primarie,

com e m angiare, dormire, bisogno di religione, di divertimento, ecc., frenano i

cam biamenti.

F orma e materiali, gli altri elem enti che costituiscono il prodotto architettonico, definiti

da Hegel mezzi per raggiungere lo scopo, hanno in sé allo stesso tempo fattori di

cam biamento e di persistenza; in quanto mezzi subordinati allo scopo, sono legati

anch’essi ai caratteri delle organizzazioni socio-econom iche e sono destinati a mutare

nel tem po. Senza dimenticare che il materiale, essendo linguaggio della funzione, porta

in sé anche un valore simbolico: il senso dell’inconscio collettivo e individuale, che

spiega la tendenza al non cambiam ento, la persistenza di molti materiali del passato che

convivono con quelli nuovi.

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali. Il materiale come "linguaggio delle funzioni". La posizione di F.L. Wright. La posizione di P.L. Nervi. Espressività non programmata e verità progettata. Storia dei materiali tra cultura materiale e storia dell'architettura. Rapporti tra cultura dei materiali e cultura del progetto. Rapporto tra materiale, funzione e forma, contributi interpretativi della filosofia: rapporto tra fine e mezzi in Hegel. La storicità del rapporto tra scopi, spazio e materiale in Adorno. La questione della tecnica in Heidegger.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materiali tradizionali dell'architettura e del risparmio energetico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Modaffari Cherubina.

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