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Materiale, funzione e forma - Rapporti Appunti scolastici Premium

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali. Il materiale come "linguaggio delle funzioni". La posizione di F.L. Wright. La posizione di P.L. Nervi. Espressività non programmata e verità progettata. Storia dei materiali... Vedi di più

Esame di Materiali tradizionali dell'architettura e del risparmio energetico docente Prof. C. Modaffari

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Mediterranea

Università degli Studi di Reggio Calabria

Corso di Laurea SCBAA-L-43. A.A.2010/11

CULTURA DEI MATERIALI E CULTURA DEL PROGETTO

RAPPORTI TRA MATERIALE, FUNZIONE E FORMA

Laboratorio dei “Materiali e risparmio energetico 1

Materiali tradizionali dell’architettura e del risparmio energetico-

Docente: Cherubina Modaffari-Dispensa 2

Mediterranea

Università degli Studi di Reggio Calabria

Corso di Laurea SCBAA-L-43. A.A.2010/11

CULTURA DEI MATERIALI E CULTURA DEL PROGETTO

RAPPORTI TRA MATERIALE, FUNZIONE E FORMA

Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali

- il materiale come "linguaggio delle funzioni"

la posizione di F.L. Wright

la posizione di P.L. Nervi

espressività non programmata e verità progettata

storia dei materiali tra cultura materiale e storia dell'architettura

Rapporti tra cultura dei materiali e cultura del progetto

- Rapporto tra materiale, funzione e forma, contributi interpretativi

- della filosofia:

rapporto tra "fine" e "mezzi" in Hegel

la storicità del rapporto tra scopi, spazio e materiale in Adorno

la questione della tecnica in Heidegger

Bibliografia

Voci dell'Enciclopedia Einaudi, Torino 1977-1981:

"Materiale", di A. Wirosbiz, vol. 5°

"Cultura materiale", di R. Bucaille e J.M. Pesez, vol. 4°

"Tecnica", di R. Cresswell, vol. 13°

Baglioni Adriana, I materiali da costruzione tra storia e progetto , Milano

1987, Ed. CLUP, pp. 3-13

Nardi Guido, Le nuove radici antiche , Milano 1986, F. Angeli Ed.,

(Cap.1°: "La questione della tecnica in architettura")

Laboratorio dei “Materiali e risparmio energetico 2

Materiali tradizionali dell’architettura e del risparmio energetico-

Docente: Cherubina Modaffari-Dispensa 2

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Università degli Studi di Reggio Calabria

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CULTURA DEI MATERIALI E CULTURA DEL PROGETTO

RAPPORTI TRA MATERIALE, FUNZIONE E FORMA

Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali

La scelta di un materiale, in architettura, dipende certamente da diversi

fattori: dagli obiettivi funzionali, dalla disponibilità di risorse, dal

clima, da tradizioni culturali, da condizioni e opportunità produttive,

ecc.; ma l'uso che ne viene fatto si abbina quasi sempre, anche se con

intenzionalità linguistiche

modalità straordinariamente varie, a precise :

il materiale è, cioè, il "linguaggio delle funzioni".

Per chiarire meglio questo concetto, può essere utile ricorrere ad un

parallelismo tra il linguaggio architettonico e il linguaggio verbale: come

nel segno linguistico propriamente detto, si può distinguere il "pensiero"

(significato) dal "mezzo" usato (significante: parola, suono, inchiostro),

così, nel segno architettonico, è distinguibile la funzione immaginata

(idea di colonna, di architrave, di volta) dal materiale in cui questa

funzione viene espressa (pietra, legno, putrella d'acciaio, mattone).

semiologia

Senza invadere il campo di discipline complesse come la e la

semantica, in questa sede, ci limiteremo a ribadire l'inscindibile

interdipendenza tra il concetto di "funzione" e quello di "materiale", tra

materiale e forma, tra materiale forma e funzione; che è come dire:

l'interdipendenza tra il concetto di “significato” e quello di

"significante" in architettura.

Nel corso dei secoli e oggi più che mai, il rapporto tra materia

costitutiva e potenza della funzione tende a sbilanciarsi in modo crescente

in favore della seconda: cioè la tecnologia sembra smaterializzarsi sempre

di più; in verità , avviene che il nostro concetto di materia si rinnova in

modo permanente, sulla base di nuove acquisizioni teoriche. Con riferimento

ad alcuni settori (come l'informatica), si può addirittura dire che mai

come oggi la tecnologia è stata tanto densa di materia.

In altre parole, nell'uso delle tecnologie e nei processi produttivi in

generale, "funzione" e "materiale", non hanno alcuna autonomia: la funzione

di un oggetto, la sua "utilità", è valutabile solo attraverso un confronto

con il suo manifestarsi materiale; al tempo stesso, il materiale se non

finalizzato alla risoluzione di obiettivi e contenuti (quindi se non

diventa "oggetto"), è privo di storicità.

È comunque opportuno ribadire che non è possibile individuare

corrispondenze biunivoche tra le specifiche della funzione e quelle del

materiale; solo eccezionalmente, infatti, ad un problema corrisponde una

sola risoluzione materiale. È invece possibile, anzi necessario,

individuare gradi di congruenza tra le specificità dei contenuti (pensiero,

funzione) e le potenzialità della mezzi (materiale costitutivo, linguaggio,

progettare significa

ma anche "forma"); in ciò, riprendendo l'aforisma:

effettuare scelte tra più soluzioni "possibili".

È a questo punto che è utile riflettere sulla differenza, non sempre

considerata da chi fa il “mestiere” di Architetto, tra il concetto di

"immaginazione" e l'uso di mezzi appropriati (materiali, tecniche) che

traducono un atto immaginativo in uno "creativo", cioè la differenza

“creatività”.1

sostanziale che esiste tra “immaginazione” e Immaginare (o

1 Sul concetto di CREATIVITA’: "Chi ebbe per primo l'idea di mettere una caldaia su ruote, e

su rotaie, e creare così una locomotiva? Non lo sappiamo. La storia delle invenzioni ci dice

che fu l'inglese Georges Stephenson a realizzare le prime locomotive, per il trasporto del

materiale nelle miniere in cui lavorava (anche se fu preceduti da altri in tentativi

quanto quello

analoghi). Il problema, però, non è tanto quello della priorità dell'invenzione,

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fantasticare) significa sostanzialmente "avere un'idea originale" o dare

soluzione ai problemi in termini "immaginativi"; spesso si difende il

prodotto della propria immaginazione fermandosi ad essa o usando, per

esprimerne la forza, mezzi non appropriati (si pensi a prodotti che sono

"progetti di disegni" e non "disegni di progetti"); questo, in verità,

avviene solo in architettura, col pretesto di fare dell'architettura

un'azione d'arte; e non si pensa che proprio chi produce una qualunque

forma di arte, ritiene che non è sufficiente "immaginare", ma occorre

"creare", porsi il problema di verificare che l'"idea originale" sia

"realizzabile" e riuscire, infine, a metterla in pratica.

Riprendendo ora l'asserzione in base alla quale la rispondenza tra

"pensiero architettonico" e "linguaggio materiale" può manifestarsi con

modalità assai differenziate; si pensi che le modalità costruttive

rappresentano spesso le condizioni limite di sottolineare la "verità" del

materiale, o di mimetizzarne l'apparenza.

A questo proposito è utile leggere alcune note scritte da due famosi

architetti, F.L.Wright e P.L.Nervi:

Da Frank Lloyd Wright (1867-1959):

“Naturalmente insita nella vera natura di ogni buon edificio, cioè di quel

genere di costruzione chiamato Architettura, è la natura dei materiali

impiegati nella costruzione.”

“Altrettante, molteplici, diverse e affascinanti proprietà quanti sono i

differenti materiali che possono essere impiegati per erigere un edificio,

qualificheranno, modificheranno e muteranno radicalmente, di continuo e con

naturalezza, qualsiasi forma architettonica.”

“Un edificio di pietra non sarà più, né sembrerà, un edificio d'acciaio. Un

edificio rivestito di cotto non somiglierà più, né dovrà somigliare, a un

edificio di pietra. Una casa di legno sembrerà esclusivamente quello che è,

poiché glorificherà il materiale di cui è composta. Un edificio d'acciaio e

vetro non potrà avere altro aspetto all'infuori del suo. Esso glorificherà

l'acciaio e il vetro. E così via, percorrendo l'intero lungo elenco delle

disponibili ricchezze di materiali: la pietra, il legno, il calcestruzzo, i

metalli, il vetro, i tessuti, le sostanze plastiche, gli agglomerati;

disponibilità oggi così immense che nessun raffronto con l'architettura

antica può essere ragionevolmente stabilito

“L'architetto, procedendo in armonia con la natura, deve intelligentemente

approfondire qualsiasi materiale di cui si serva in vista dei propri scopi,

secondo i metodi e la sensibilità di un uomo di questa epoca”

di sapere se quest'idea non era per caso già venuta a qualcun altro molto prima: magari

decenni prima, addirittura secoli prima. Perché una domanda così peregrina può interessarci?

In fondo cosa ci importa sapere se qualcun altro ha avuto la stessa intuizione, dal momento

che poi non l'ha realizzata? A noi non interessa una locomotiva soltanto immaginata, ci

interessa invece una locomotiva funzionante ........................................

"C'è una logica fin troppo ovvia, in questo discorso: ma se accettiamo questa logica dobbiamo

allora dar ragione a Donald Mac Kinnon e alla sua definizione di creatività.

"Donald Mac Kinnon, professore di psicologia all'Università di Berkeley in California - uno

dei capiscuola dell'indagine sulla creatività umana - ritiene infatti che un individuo, per

creativo

essere definito , non debba soltanto avere un'idea originale: deve avere un'idea

originale realizzabile, e riuscire poi a metterla in pratica...

"Il problema è probabilmente quello di distinguere due cose apparentemente simili, ma in

realtà assai diverse: l'immaginazione e la creatività "

La Repubblica

Da P. Angela, "Caccia al genio", , 25 agosto 1982, p.12

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“Tutti i materiali possono essere meravigliosi, e la loro bellezza dipende

in gran parte o completamente dall'efficacia con la quale vengono

utilizzati.”

E, più recentemente, da Pier Luigi Nervi (1891-1979):

“I termini del linguaggio costruttivo sono i materiali edilizi, gli schemi

statici e le necessità funzionali cui l'opera deve soddisfare.”

“E' sufficiente un brevissimo confronto tra il passato (intendendo

includere in tale denominazione tutto il periodo costruttivo dalla

preistoria alla metà del secolo scorso) e il modo costruttivo d'oggi, per

constatare quale radicale cambiamento sia avvenuto nella tecnica edilizia e

nei suoi materiali.”

“Alla pietra, ai mattoni, al legname si sono aggiunti, e in gran parte

sostituiti, acciaio, conglomerati cementizi, leghe leggere e materiali

plastici per effetto della irresistibile spinta dei fattori economici e

della rapida evoluzione della produzione industriale, in un concatenamento

di cause e conseguenze di cui è molto difficile estrarre e mettere in luce

i punti di partenza. La lenta millenaria evoluzione dell'arte di costruire

ha subito così negli ultimi cinquant'anni una brusca svolta che, in pochi

decenni, ci ha portato ad opere che non hanno alcun rapporto con tutto

quello che l'umanità aveva precedentemente realizzato.”

Una precisazione: per capire le valenze linguistiche del materiale, è

espressività non programmata

necessario, a volte, far riferimento all' degli

volontà

oggetti realizzati, altre a casi in cui è stata una precisa

progettuale a fare del materiale un "veicolo" per la costruzione di un'idea

architettonica.

Si può dire, in altri termini, che per capire il senso e l'evoluzione di

"storia" dei materiali

questo manifestarsi, occorre che la si collochi tra

2

cultura materiale

la degli oggetti edilizi (si pensi all'architettura

storia dell'architettura

"diffusa" del passato, quasi mai progettata), e la

(che è storia di opere "progettate"). cultura

C'è però da precisare che mentre con la prima, cioè con la

materiale

, si registra una quasi totale sovrapponibilità, i rapporti con la

materiale progetto

seconda - che sono poi i rapporti tra e - sono

difficilmente schematizzabili e non conducono a deduzioni deterministiche.

Rapporti tra cultura dei materiali e cultura del progetto

Ripercorrendo la storia, si osserva che le intenzionalità linguistiche dei

materiali si sono manifestate in maniera tanto più "forte" quanto più

grandi erano le difficoltà produttive: si pensi alle difficoltà di

trasporto e di trasformazione delle materie prime e dei prodotti intermedi,

al rapporto critico tra lavoro manuale e livello di meccanizzazione dei

cantieri, al ruolo degli investimenti nei processi produttivi, e a quanto

questi parametri condizionino l'appropriatezza delle scelte e la condizione

di "verità" del materiale.

2 Cultura materiale è un'espressione specifica che tende a mettere in evidenza il patrimonio

di idee, di tecniche e di costumi che si trasmettono come espressione collettiva e anonima di

un determinato gruppo sociale, con particolare attenzione ai fenomeni infrastrutturali, agli

oggetti concreti, ai materiali e al divenire delle catene tecniche.

Enciclopedia Einaudi

Cfr. Bucaille R. e Pesez J.M., "Cultura materiale", in , vol. 4°, pp.

271-305. Laboratorio dei “Materiali e risparmio energetico 5

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti. Il linguaggio costruttivo e la "verità" dei materiali. Il materiale come "linguaggio delle funzioni". La posizione di F.L. Wright. La posizione di P.L. Nervi. Espressività non programmata e verità progettata. Storia dei materiali tra cultura materiale e storia dell'architettura. Rapporti tra cultura dei materiali e cultura del progetto. Rapporto tra materiale, funzione e forma, contributi interpretativi della filosofia: rapporto tra fine e mezzi in Hegel. La storicità del rapporto tra scopi, spazio e materiale in Adorno. La questione della tecnica in Heidegger.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione dei beni architettonici e ambientali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materiali tradizionali dell'architettura e del risparmio energetico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Modaffari Cherubina.

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